L’addio di Nimis a Livia Valent che lascia una preziosa testimonianza sul valore del volontariato in una piccola comunità

(g.l.) Il prezioso ruolo del volontariato in un piccolo paese è emerso in tutta la sua evidenza, nel Duomo di Santo Stefano, a Nimis, durante il funerale di Livia Valent, spentasi a 82 anni, dopo una lunga malattia. La defunta si era, infatti, molto impegnata in parrocchia, fino a quando le forze l’hanno sostenuta, come catechista e per questa sua dedizione monsignor De Tina ha avuto parole di grande riconoscenza, anche a nome della comunità, tanto da indicarla come un luminoso esempio.
Traendo spunto dalle parole del Vangelo di Matteo, scelte appositamente per l’ultimo saluto, don Rizieri ha infatti incentrato tutta la sua omelia proprio sul valore del volontariato e della nostra disponibilità verso gli altri, e ha sottolineato quanto sia importante «dare senza nulla ricevere», sapendo di aver fatto qualcosa di utile a favore della società in cui si vive. Nel 2024, Livia Valent era rimasta vedova del bancario in pensione Giuseppe Cuffolo ed era madre di Matteo, già assessore comunale durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla.

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In copertina, Livia Valent vedova Cuffolo che si è spenta a Nimis a 82 anni.

Nimis, nuovo finanziamento regionale per il ponte della Motta che collega con Povoletto: la ricostruzione è più vicina

di Giuseppe Longo

NIMIS – La progettazione per il nuovo ponte della Motta era stata avviata durante l’amministrazione del sindaco Giorgio Bertolla e ora con il finanziamento appena accordato al suo successore, Fabrizio Mattiuzza, potranno accorciarsi i tempi per la ricostruzione della struttura di fine anni Cinquanta che, attraversando il Cornappo, mette in collegamento i Comuni di Nimis e Povoletto a nord di Savorgnano del Torre. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il primo cittadino ha infatti comunicato che la Regione Fvg, a fronte dei costi lievitati, ha stanziato un ulteriore finanziamento di un milione e duecento mila euro che si somma a quello di oltre due milioni che aveva ottenuto già la Giunta presieduta da Gloria Bressani. Nel dare alla civica assemblea questa importante comunicazione, l’ingegner Mattiuzza ha rivolto un ringraziamento all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e ai consiglieri Morandini, Budai e Miani per aver condiviso l’importanza e l’urgenza della realizzazione.

L’assessore Pierpaolo Roberti

Il sindaco Fabrizio Mattiuzza


La nuova opera andrà, dunque, a sostituire quella attuale che deve essere chiusa al traffico ogni volta che, in seguito a precipitazioni abbondanti, s’ingrossa il torrente sottostante. Una criticità quella del ponte della Motta che collega la borgata di Molmentet appunto alla citata frazione di Povoletto, che si sta dunque avviando alla tanto auspicata soluzione. Lo storico manufatto – ha quasi settant’anni – dimostra infatti sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto proprio la Giunta Bressani a fissare drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Il ponte fu costruito negli anni Cinquanta del secolo scorso proprio per collegare i territori dei due Comuni nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come lo è pure la famiglia Tomada che gestisce lo storico Fogolâr della Motta. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo diversi decenni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che viene chiuso a ogni grossa precipitazione). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte della Motta. Pertanto, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, qualche anno fa aveva «inoltrato – come riferito a suo tempo dall’ex sindaco Gloria Bressani, oggi vice di Fabrizio Mattiuzza – domanda di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la sua realizzazione la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023». Per cui ora sarà la civica amministrazione uscita dalle elezioni di aprile, dopo un anno di gestione commissariale, a concludere la progettazione, e quindi la realizzazione, di un ponte adatto ai nostri tempi, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito.

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In copertina, il ponte della Motta come appariva stamane; all’interno, durante una piena del Cornappo.

Niente odio ma perdono e voglia di vivere in quei diari dai Lager di Bruno Fabretti: la mostra di Luca d’Agostino allestita a Mortegliano sarà replicata anche a Nimis

di Giuseppe Longo

MORTEGLIANO – «Con mio padre l’odio non ha mai avuto partita vinta», ha detto fra commossi applausi Beppino Fabretti, l’ultimogenito dell’ex internato di Nimis spentosi l’anno scorso sulla soglia del secolo. Verissime le parole del figlio e che trovano conferma in quanto il padre ha sempre fatto, fin dal suo ritorno dalla Germania, per «ricordare perdonando perché viva la pace», come ha voluto scrivere anche sulla lapide posta sul cippo dedicato alle vittime dei Lager costruito nel lontano 1989 accanto al monumento ai Caduti di tutte le guerre del suo paese.

Presente la madre ultranovantenne, Licia, e le sorelle Anna, Bruna e Carmen, Giuseppe ha infatti preso la parola per portare il saluto della famiglia alla bellissima, ed emozionante, cerimonia di inaugurazione della mostra con gli inediti diari dai campi di prigionia del commendator Bruno Fabretti, allestita dal fotografo Luca d’Agostino nell’atrio del Municipio, proprio sotto il campanile più alto d’Italia, con la regia di Giuseppe Tirelli. Ha voluto essere presente anche l’artista Giorgio Celiberti, commosso per le parole pronunciate nei vari interventi a ricordo del deportato più famoso del Friuli, ma anche memore di quanto visto nel campo di Terezín, a pochi chilometri da Praga, che tanto ha influito sulla sua vita ma anche sulla propria arte. E del grande pittore e scultore udinese si ammirano ancora alle pareti della Casa comunale i suoi quadri con quei cuori palpitanti che parlano tanto di pace e serenità. Esattamente in sintonia con il modo di pensare di Fabretti il quale, dopo tutto, nonostante le indicibili sofferenze, ripeteva convinto che la «vita è bella». Lui stesso, infatti, aveva voluto che le note di Nicola Piovani risuonassero dall’organo del Duomo di Nimis quando la sua salma sarebbe stata accompagnata all’ultima dimora. E così la colonna sonora del pluripremiato film di Roberto Benigni è stata fra gli ultimi brani suonati anche dal quartetto Domus Musicae. Sì, perché Bruno Fabretti, pur avendo tanto sofferto nei campi di concentramento mentre il suo paese veniva dato alle fiamme, aveva avuto la fortuna di ritornare a casa, tra i propri affetti, vivendo appunto una vita bella grazie alla pace, alla libertà, alla democrazia, al benessere di cui anch’egli ha potuto fruire dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale. Una stagione di speranza e di progresso, alimentata non dall’odio per quanto accaduto, bensì dal perdono. Dalla voglia continua di guardare sempre avanti, con fiducia.

Molto apprezzata, dunque, la mostra fotografica dal titolo Parole e Musica per un Domani “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva”, prodotta dal Circolo culturale Chiarisacco con partner l’Associazione culturale Le Colone, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla collaborazione dei Comuni di San Giorgio di Nogaro e di Nimis.C ome detto, Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a quasi 100 anni. Nato a Nimis, aveva vissuto, giovanissimo, momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del ’43, aveva affrontato la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, Fabretti aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che i ricordi svanissero nel silenzio e si impegnò anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace, con centinaia di incontri nelle scuole incontrando migliaia di ragazzi. La mostra fotografica raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso ex internato scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione.
Ha fatto gli onori di casa il sindaco Roberto Zuliani, mentre il contenuto della mostra è stato illustrato dal suo curatore, Luca d’Agostino appunto. Oltre che dallo stesso Tirelli, che ha ricordato pure la sua lunga amicizia con Bruno Fabretti. Ha preso la parola anche il consigliere regionale Mauro Di Bert (presenti i colleghi Massimo Moretuzzo e Massimiliano Pozzo), oltre a monsignor Giuseppe Faidutti, arciprete di Mortegliano. Mentre una toccante testimonianza è stata portata dai genitori di Lorenzo, lo studente morto a 18 anni proprio l’ultimo giorno di stage in un’azienda del vicino Comune di Pavia di Udine. Una tragedia che è stata affiancata a quella vissuta da Bruno Fabretti, ma con uno spirito positivo che guarda a quella luce che c’è sempre in fondo a un tunnel oscuro e che deve aiutare a superare le difficoltà, anche le più gravi, che la vita ci mette davanti sul nostro cammino.
La mostra, volutamente allestita nell’atrio del Municipio, proprio perché ogni giorno luogo di passaggio di tante persone – e aperta con un intervento alla fisarmonica di Sebastiano Zorza -. proseguirà fino al 25 gennaio prossimo. Al termine, è stato espresso l’auspicio è che la stessa possa essere esposta anche a Nimis, nel paese natale di Bruno Fabretti. La civica amministrazione allora guidata dal sindaco Giorgio Bertolla aveva, infatti, concesso il proprio patrocinio alla importante iniziativa. Ora, in attesa delle prossime elezioni, il Comune è retto dal commissario Giuseppe Mareschi, il quale ha assicurato che la mostra, appena possibile, potrà essere replicata nel paese pedemontano, magari coinvolgendo i ragazzi delle scuole. Ed è quello che avrebbe sicuramente voluto anche Bruno Fabretti, perché per lui parlare ai giovani era una ragione di vita.

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In copertina, la moglie con i figli dinanzi ai diari del marito e padre Bruno Fabretti; all’interno, il concerto di Domus Musicae, il saluto del sindaco Roberto Zuliani, l’intervento del fotografo Luca d’Agostino, curatore della mostra, monsignor Giuseppe Faidutti con l’artista Giorgio Celiberti, il saluto del consigliere regionale Mauro Di Bert. E quindi Giuseppe Fabretti mentre ringrazia per la bella iniziativa, il fisarmonicista Sebastiano Zorza e il saluto di Giuseppe Tirelli. Infine, ancora due immagini dei familiari dell’ex internato.

Nimis, l’ex Giunta del sindaco Bertolla replica ai cinque consiglieri “dissidenti” che con l’opposizione l’avevano fatta cadere: «Ecco quanto abbiamo fatto!»

di Giuseppe Longo

NIMIS – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch non ci stanno e, dopo quattro settimane dall’uscita di scena, replicano punto per punto alle pesanti accuse dei cinque consiglieri “dissidenti” della ex maggioranza, che avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”, e dei quattro dell’opposizione di “Rinnova Nimis” che, con una mozione di sfiducia congiunta, e le dimissioni in massa avevano provocato la caduta della Giunta municipale. Tanto che, appunto, da un mese il Comune è amministrato dal commissario straordinario Giuseppe Mareschi. Come si ricorderà, la sua nomina è però soltanto provvisoria, in quanto nel documento allora sottoscritto dall’assessore regionale agli Enti Locali si leggeva che «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». E il provvedimento in questione non è stato ancora emesso, per cui questo potrebbe essere emanato anche dopo le ormai vicine elezioni europee ed amministrative. Come è noto, a quest’ultime Nimis non ha potuto partecipare per mancanza dei tempi previsti dalla legge: lo scioglimento del Consiglio comunale, infatti, sarebbe dovuto avvenire entro il 24 febbraio scorso, cosa che è invece si è verificata appena in aprile.
Ma ora, a bocce ferme, si registra appunto una dettagliata presa di posizione politica da parte degli amministratori decaduti contenuta in un ampio documento dal titolo “La realtà dei fatti del Comune di Nimis” diffuso ieri nei locali pubblici. «Si e pensato a lungo – scrivono – che veste dare alle ragioni del sindaco dopo la presentazione delle dimissioni da parte di 5 consiglieri della maggioranza (unitamente ai 4 di minoranza) e che hanno decretato lo scioglimento del Consiglio comunale, in una vicenda iniziata con la creazione del gruppo “Nimis s’è desta” che, se doveva rappresentare un aiuto per il bene del paese (stando alle dichiarazioni apparse sui giornali o sui telefonini), non ha minimamente colto nel segno». E ancora: «Prendiamo atto delle curiose motivazioni di chi presenta una mozione di sfiducia ma non la discute, di chi si straccia le vesti per presunte connivenze con l’opposizione, ma dopo la incontra nei locali pubblici per festeggiare e, cosa ben più grave, tradendo il mandato degli elettori nel portare, con incosciente allegria, la macchina comunale contro il muro del commissariamento, firmando e protocollando ben due documenti importanti insieme all’opposizione. A nostra modesta opinione la forma più alta e più nobile doveva essere il confronto nella sede del Consiglio comunale alla presenza della gente del nostro paese. Questo, però, non è avvenuto!» .
In pratica, si tratta di una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano anche restituito le deleghe uscendo dall’Esecutivo, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti, della minoranza, facendo fronte comune contro la Giunta residua. E contro gli ex amici di cordata – dopo appunto avere spiegato quanto fatto dalla civica amministrazione – i quattro non le mandano a dire. «A fronte di tutta questa mole di attività, svolta in poco più di un anno e mezzo – scrivono infatti nel documento diffuso ieri -, il gruppo “Nimis s’è desta” ha dato ampia dimostrazione di non esserne a conoscenza, soprattutto in riferimento alla cronica mancanza di partecipazione all’attività amministrativa giornaliera. Nell’anno 2023, difatti, ci sono state 36 Giunte ovvero una media di 3 al mese. Di queste, 20 sono state effettuate in modalità videoconferenza. A questo proposito, di seguito, riportiamo i dati relativi alle presenze alle Giunte degli assessori comunali nel corso del 2023: Giorgio Bertolla 36/36, Sergio Bonfini 35/36, Matteo Cuffolo 32/36, Mariacristina Del Fabbro 24/36, Stefano Doraconti 29/36. Si rammenta altresì che il sindaco ha usufruito della modalità in videoconferenza sempre dalla sede comunale, come anche il vicesindaco e l’assessore Cuffolo. La modalità online da luoghi diversi, infatti, non permetteva un proficuo confronto tra gli assessori ed il sindaco. Evidentemente tale confronto non era ritenuto utile dagli assessori del gruppo “Nimis s’è desta”».
«Ci rimane, però, la soddisfazione – concludono Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch, sottoscrivendo la lettera rivolta al paese – di aver lasciato preziose risorse economiche e umane a disposizione del paese, ma anche l’amarezza per l’epilogo causato da motivazioni che sembrano non essere state prese nell’interesse dei cittadini del comune di Nimis». Nel documento in questione hanno, infatti, esposto punto per punto quanto fatto durante la loro permanenza in Municipio. Per cui eccolo, testualmente riportato:

«Cosa abbiamo trovato arrivando in Comune?
A livello di personale siamo partiti con la carenza di 3 unità: Ufficio Amministrativo in affanno, Ufficio Tecnico mancante di una persona e il Segretario Comunale.
Dopo poco tempo, visto che alcuni dipendenti avevano gia domandato da tempo la mobilità, siamo rimasti senza la Responsabile dell’Ufficio Finanziario (e quindi non avevamo più personale in tale mportantissimo Ufficio) e con una sola persona all’Ufficio Tecnico. Per fronteggiare tale problematica e per permettere il funzionamento minimo della macchina comunale il Sindaco e l’Assessore Cuffolo hanno, giocoforza, dovuto prendere il ruolo di Responsabili dei vari settori privi di personale.
Abbiamo inoltre riscontrato un debito nei confronti dell’Ambito Socio Assistenziale pari a circa 350.000 euro dovuto a mancati pagamenti delle quote associative dal 2020 in poi.

Cosa abbiamo fatto prioritariamente?
Il problema principale del Comune era il funzionamento dello stesso.
Attraverso un lungo percorso siamo riusciti, con personale “prestato” dalla Regione, dall’ANCI e dalla Comunità di Montagna, a portare avanti ed approvare il primo bilancio.
Abbiamo dato attuazione al percorso di digitalizzazione della macchina amministrativa, anche sulla base delle indicazioni del Segretario Comunale, evitando di far rimanere il Comune in un sistema antiquato di gestione degli uffici. Questo ha permesso un miglioramento dell’efficienza della macchina amministrativa, evidenziato anche da Compa (Ufficio regionale di supporto ai Comuni).
Nel corso dell’anno 2023 siamo poi riusciti, non senza difficoltà, a reperire ed assumere 5 unita tra le quali la responsabile dell’Ufficio Finanziario (cosa che gli altri Comuni non sono riusciti a fare).
Per quanto riguarda la figura del Segretario Comunale si e stipulata una convenzione con i comuni di Taipana e Lusevera e si è quindi provveduto all’assunzione dello stesso.

Opere Pubbliche: quali sono state e quanti contributi sono arrivati durante il nostro mandato?
1. Lavori di Protezione Civile: per Borgo Cloz sono stati ottenuti € 386.000 mentre nella frazione di Chialminis sono stati ottenuti i finanziamenti del terzo e quarto lotto per complessivi € 660.000.
2. Asfalti: in Borgo Vigant per € 50.000, unitamente al comune di Lusevera, in maniera tale da dare continuità all’opera stessa per il collegamento tra comuni contigui; in Borgo San Mauro per € 100.000, con rivisitazione del progetto da parte del nostro Ufficio Tecnico.
3. Roggia: per € 48.000 inerenti alla pulizia per la preparazione delle opere idrauliche sul Cornappo.
4. Nuova sede della Protezione Civile: collaudi ed interventi per la piena operatività della stessa e collegamento alla fibra ottica.
5. Riduzione del rischio di interruzione della viabilità e di incendi boschivi: taglio della vegetazione sulla strada provinciale che collega Nimis a Taipana e su via Montegrappa nella trazione di Torlano. Tale opera e stata condivisa con il comune di Taipana per complessivi € 800.000 (di cui il 50% relativi al territorio del comune di Nimis) e con la stessa modalità di intervento attuata dopo l’esperienza estremamente positiva di picchettamento e tagli a Pecolle (in quel caso congiuntamente al Corpo Forestale Regionale ed alla Protezione Civile).
6. Messa in sicurezza della viabilità: per un importo di € 300.000 destinati, con perizia di variante, alta sistemazione del versante in frana ed alla sentieristica nella frazione di Ramandolo.
7. Allargamento cimitero: nella frazione di Chialminis per € 105.000 con progettazione e conclusione dell’iter amministrativo relativo alla sua fattibilità.
3. Sistemazione muretti a secco: per € 120.000 tra la frazione di Torlano e Borgo Cecchin a Nimis con l’ottenimento di due contributi (uno da € 50.000 e uno da € 70.000).
9. Campo sportivo comunale: primo lotto relativo alle opere impiantistiche e agli spogliatoi per € 243.000 per l’ammodernamento generale degli impianti sportivi.
10. Concertazione 2022: a completamento di un percorso iniziato dall’arch. Tosolini che, attraverso i progetti generali di palestra, scuola e viabilità minore di Monteprato, aveva lasciato a Nimis una grossa opportunità di rinnovamento e ammodernamento delle sue strutture a servizio dei cittadini, abbiamo chiesto e ottenuto un contributo di € 655.000 per la Palestra Comunale:
11. Concertazione 2023: per lo sviluppo ed il completamento della viabilità locale, in un’ottica di miglioramento della connessione delle periferie al centro cittadino, abbiamo chiesto ed ottenuto un contributo di € 840.000 relativo al quarto lotto per la frazione di Monteprato ed al primo e secondo lotto per il Borgo Pecolle.

Opere Pubbliche: cosa è stato concluso con i finanziamenti ottenuti in precedenza?
1. Scuola secondaria: collaudo e recupero delle risorse necessarie extra finanziamento.
2. Sede COC.
3. Sede municipale: finanziamento per la messa a norma antisismica del fabbricato (opera appaltata durante la nostra Amministrazione e terminata senza esubero di spesa).
4. Parco delle Pianelle: appalto degli interventi per i parapetti e per l’illuminazione per garantire l’agibilità del luogo.
5. Pulizia del Cornappo: conclusa fortunatamente poco prima della piena storica.

Opere pubbliche: quali erano in corso di realizzazione?
Palestra Comunale: adeguamento del plesso alla normativa per un totale di € 955.000.

Opere Pubbliche: quali i lavori progettati e gli incarichi affidati?
Lavori con progettazione in fase di conclusione per un totale di € 3.826.000, comprensivi dell’opera di rifacimento del ponte della Motta che collega Nimis con Savorgnano. Di tale cifra i progetti che sono immediatamente appaltabili sono pari ad € 1.028.000.

Protezione Civile.
Dopo 6 anni di mancati finanziamenti e di conduzione della PC di Nimis non certo d’esempio tra quelle dei comuni limitrofi, sono arrivati i primi finanziamenti per un totale di € 21.771 necessari all’ammodernamento delle dotazioni: questo anche in considerazione dell’efficienza raggiunta dal Gruppo e riconosciuta da Palmanova, grazie anche alle numerose abilitazioni ai diversi corsi ed alla partecipazione ad emergenze extracomunali.

Risparmi sulla spesa corrente.
Nel corso della nostra Amministrazione si sono operati risparmi sulla spesa corrente per un importo complessivo di € 115.000, soprattutto sulla spesa che doveva essere affrontata per la gestione esterna della riscossione dei tributi comunali».

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In copertina, l’ex sindaco di Nimis Giorgio Bertolla e all’interno il palazzo municipale.

Crisi a Nimis, Giuseppe Mareschi nominato commissario provvisorio in attesa dello scioglimento definitivo del Consiglio comunale decaduto

di Giuseppe Longo

Il Comune di Nimis volta, dunque, pagina aprendo una nuova stagione commissariale in seguito alla caduta della civica amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Ieri infatti, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha firmato il decreto con il quale si sospende il Consiglio comunale e si procede alla nomina del commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente locale: l’incarico è stato affidato al dottor Giuseppe Mareschi, funzionario di lunga e comprovata esperienza. Il provvedimento, come previsto dalla normativa in materia, si è reso necessario dopo che la Regione Fvg ha ricevuto la nota del segretario comunale nella quale si sono comunicate le contestuali dimissioni di nove consiglieri (cinque della ex maggioranza e quattro dell’opposizione) sui dodici assegnati al Comune di Nimis e che, appunto, hanno portato alla immediata caduta anche della Giunta municipale.
Nel documento sottoscritto dall’assessore Roberti si legge «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». L’esponente della Giunta Fedriga, come detto, ha pertanto nominato Giuseppe Mareschi, «funzionario in pensione che ha assunto diversi incarichi dirigenziali in vari enti locali e nelle Comunità montane del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, commissario per la provvisoria amministrazione del Comune di Nimis fino a quando sarà adottato il decreto presidenziale. Al commissario – precisa infine il decreto – sono conferiti i poteri già esercitati dal sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio comunale».
Una nomina provvisoria, dunque, quella del dottor Mareschi in attesa del decreto di scioglimento definitivo del Consiglio che per ora, come risulta dal provvedimento regionale, è sospeso e, quindi, senza alcun potere deliberante. L’attuale commissario potrà pertanto restare in Municipio per tre mesi e quindi ben oltre le prossime elezioni amministrative (coincidenti con quelle europee), alle quali Nimis, come è noto, non potrà accedere per mancanza dei tempi tecnici (la caduta della Giunta sarebbe dovuta avvenire entro il 24 febbraio). Quindi la Regione Fvg provvederà alla nomina definitiva, confermando lo stesso Mareschi oppure facendo ricorso a un altro funzionario, magari a uno di quelli impegnati attualmente nei Comuni commissariati (per esempio, Grado) e che appunto andranno al voto in questo turno di giugno. Per Nimis, come abbiamo già avuto modo di osservare si potrebbe trattare di una lunga gestione commissariale perché qualora non ci fosse una “finestra” elettorale in ottobre – come peraltro era già avvenuto quando era nata la Giunta guidata da Gloria Bressani – si andrà inevitabilmente alla prossima primavera, quindi con la durata dell’incarico straordinario per circa un anno. Solo allora, infatti, potranno essere indette le elezioni per la scelta dei nuovi amministratori comunali. E votando il prossimo anno, come rilevavamo giorni fa, i rinnovi della civica Assemblea riprenderebbero il ritmo – quindi 2025-2030 e così via – che avevano prima della, per fortuna, breve esperienza dei mandati quadriennali e delle precedenti gestioni commissariali.

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In copertina, la sede municipale di Nimis  che ora amministrata dal commissario.

Nimis è in attesa del commissario: i motivi della crisi in una lettera al paese dei cinque consiglieri usciti dalla maggioranza che sosteneva Bertolla

di Giuseppe Longo

Nimis è in attesa della nomina, da parte della Regione Fvg, del commissario straordinario che dovrà guidare il Comune fino alle prossime elezioni amministrative, dopo la caduta del Consiglio, e quindi della Giunta, con le dimissioni in massa di nove esponenti (cinque della ex maggioranza del sindaco Giorgio Bertolla e quattro dell’opposizione). Ma oggi a calamitare l’interesse della popolazione – rimasta comprensibilmente scioccata dal dissolvimento della civica amministrazione dopo neanche due anni dal voto del 2022, con il conseguente ricorso a una nuova esperienza commissariale – è una lunga e circostanziata lettera diffusa alla cittadinanza da parte del gruppo “Nimis s’è Desta” che si era costituito ancora il 3 gennaio scorso con l’adesione di cinque consiglieri: Mariacristina Del Fabbro, Stefano Doraconti (ex assessori), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto.

Giorgio Bertolla


Con toni molto fermi e severi nel giudicare negativamente la loro esperienza politica-amministrativa nell’ambito della maggioranza in cui erano stati eletti, i cinque consiglieri – che in queste settimane abbiamo definito “dissidenti” rispetto alla linea della Giunta Bertolla e che hanno nominato quale loro capogruppo l’avvocato Stefano Doraconti – si sono rivolti ai concittadini assicurando loro che «certamente nessuno di noi avrebbe voluto giungere a questa conclusione ma, purtroppo, ci sono azioni che si compiono perché piacciono e altre perché si devono fare». Anche perché quando si erano candidati, appunto due anni fa, ognuno di loro «aveva un sogno in cui credeva: dare a Nimis una nuova stagione di innovazione, di ammodernamento e di centralità. Questo sogno, però, con il passare del tempo si è trasformato prima in disincanto e poi in delusione. E questo perché sin da subito abbiamo rilevato molte criticità e altrettante incapacità a programmare tutti insieme il futuro di Nimis con l’obiettivo di portare avanti congiuntamente progetti innovativi e di slancio del nostro paese». Una situazione, quindi, divenuta ben presto precaria e molto delicata, tanto che «le scelte prese sono state politicamente e umanamente difficili e sofferte, certamente non prese a cuor leggero, ma vista la situazione politico-amministrativa venutasi a creare sono risultate, purtroppo, inevitabili», come si legge nelle ultime righe del Gruppo consiliare “Nimis s’è Desta”.
Ma andiamo con ordine. Messo l’accento sulla crescente mancanza di dialogo e di collegialità, nonostante le reiterate richieste soprattutto da parte degli ex assessori Del Fabbro e Doraconti, si rileva che «tutto questo ha portato alla mancanza di un programma di interventi condiviso sia a breve che a lungo termine, facendo sì che gli assessori lavorassero senza coordinazione e che l’amministrazione si ritrovasse più a rincorrere i problemi da risolvere che a programmare le azioni per prevenirli. Circostanza che ha comportato purtroppo – e qui il tono si fa molto duro – la perdita di numerosi contributi e il mancato decollo delle opere già in programma: ponte della Motta rimasto fermo per un anno e mezzo nonostante tutti i solleciti ad agire, Parco delle Pianelle rimasto privo degli interventi alle cucine da inizio mandato, contributo Pnrr dell’asilo nido revocato, interventi di messa in sicurezza del ponte di Cergneu mai attivati, ecc.».
Ecco, allora, la decisione di differenziarsi, da parte dei cinque consiglieri, dalla maggioranza originaria dando origine a un gruppo nuovo, pur senza negare l’appoggio al sindaco Bertolla e alla sua Giunta. Infatti, «per cercare di dare uno stimolo costruttivo alla maggioranza, dopo quasi due anni di richieste e riunioni infruttuose», nel già ricordato 3 gennaio veniva costituito il nuovo gruppo consiliare «con lo scopo dichiarato di continuare a sostenere il sindaco e la maggioranza attivando una dialettica interna ed esterna più dinamica, propositiva e dialogante. L’idea alla base era quella di proporre una nuova progettualità alla maggioranza, dopo averla condivisa e discussa anche con l’intera popolazione. Questa semplice e banale azione democratica, attivata a fin di bene, ha scatenato una reazione incomprensibile e spropositata degli altri componenti della maggioranza». Per cui: «A risposta della creazione del gruppo, sono state messe in atto le peggiori azioni complottiste e denigratorie sui componenti dello stesso», tanto che fin da subito «il sindaco e i suoi fedelissimi hanno intavolato proposte e corteggiamenti alla minoranza offrendo ben due assessorati». E che in un secondo momento sono diventati addirittura tre.
Tuttavia, il nuovo gruppo si è impegnato a garantire «un comportamento dignitoso e riservato cercando sempre di dialogare e mantenere in vita la nostra maggioranza uscita dalle urne, credendo e sperando ancora di poter dare continuità all’azione amministrativa migliorando gli aspetti critici». La sollecitazione di giungere a una riunione chiarificatrice ha avuto, però, come risposta soltanto un allungamento dei tempi. «Durante l’incontro con gli assessori, avvenuto solamente il primo marzo – prosegue la nota dei “Destati” -, il sindaco chiedeva di ripartire alle medesime condizioni dell’inizio come se nulla fosse successo. Nonostante la campagna delegittimante posta in essere nei nostri confronti e gli ulteriori tentativi di sostituzione portati avanti anche dopo l’accordo di proseguire congiuntamente, comunicavamo nuovamente al sindaco la nostra disponibilità a continuare a patto che venissero apportate delle modifiche alla composizione della Giunta al fine di permettere, a coloro che ne avessero fatto parte, uno svolgimento sereno e profittevole dell’incarico. A tali richieste il sindaco non dava cenno di volerne sapere, anzi, chiedeva agli assessori se fossero interessati a valutare le dimissioni». «Preso atto di un tanto e non riuscendo più a comprendere la reale situazione politica interna all’amministrazione – proseguono i cinque ex consiglieri – è sorto spontaneo sentire direttamente la minoranza per capire cosa stesse effettivamente succedendo. Quanto è emerso è stato veramente deludente. Ci siamo sentiti traditi e accoltellati alle spalle dalle persone che avevamo e volevamo continuare a sostenere con le quali eravamo pronti a collaborare. Non solo continuavano i contatti con l’opposizione ma addirittura vi erano con gli stessi tentativi di richiesta di collaborazione per la stesura del bilancio di previsione, all’oscuro dei consiglieri di maggioranza. Visto il comportamento contrario a ogni etica politica e di collaborazione i due assessori del gruppo “Nimis s’è Desta”, per coerenza, presentavano le dimissioni da assessori».

Il Municipio


Uno stato di cose – si parla di «caos creato dal sindaco e dai suoi accoliti» – per cui «era diventato incomprensibile agli occhi esterni chi fosse maggioranza e chi opposizione», tanto che «constatata l’inadeguatezza del sindaco al ruolo istituzionale, tutti insieme abbiamo deciso di presentare la mozione di sfiducia». E a una ulteriore proposta di un incontro chiarificatore, «il residuo gruppo di maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti… invece di cogliere la mano tesa offertagli, ha posto le condizioni indicibili ed inaccettabili che inevitabilmente hanno posto fine alla trattativa». Per cui ecco l’affondo finale: «La stessa organizzazione del Consiglio con un ordine del giorno predisposto ad arte per sminuire e rendere superflua la discussione della mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dopo le comunicazioni del sindaco e la presentazione delle dimissioni dello stesso, ha evidenziato l’intenzione di svilire il dibattito e ingenerare attorno al sindaco un’aureola da martire, considerato anche il fatto che avrebbe avuto in precedenza tutto il tempo per formalizzare la propria decisione. Queste le circostanze che hanno indotto tutti i consiglieri firmatari della mozione a decidere di presentare le proprie dimissioni congiunte al fine di interrompere quello che ormai sembrava essere divenuto quasi un inutile teatrino». Per cui ora non resta che attendere la nomina del commissario e andare alle prossime elezioni amministrative che è molto verosimile prevedere nella tarda primavera 2025, quindi fra oltre un anno. Nel frattempo, particolare positivo, ci saranno tutte le condizioni temporali per confezionare liste adeguate in grado di garantire, se sostenute dal voto popolare, un governo stabile al Comune di Nimis.

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In copertina, il capogruppo di “Nimis s’è Desta” avvocato Stefano Doraconti.

Nimis, il ricordo dell’incendio ’44 e delle vittime dei Lager: anche da Lannach un omaggio alla memoria di Bruno Fabretti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Un’assenza avvertita da molti, quest’anno, alla commemorazione del 29 settembre 1944, la incancellabile data in cui Nimis, per rappresaglia, fu data alle fiamme e che segnò la deportazione di tanti suoi figli, molti dei quali non fecero ritorno dai Lager. Bruno Fabretti riuscì invece a rivedere i propri cari e da allora decise di trasformare la sua vita in un continuo, ininterrotto messaggio di testimonianza per raccontare a tutti, soprattutto ai più giovani, l’orrore di quella drammatica esperienza.

Il discorso e la cerimonia al monumento.

Ma alla cerimonia di venerdì mattina, prima nel Duomo di Santo Stefano e poi nell’attiguo Parco delle Rimembranze dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello dedicato alle vittime dei campi di concentramento, mancava proprio lui, che si è spento alla soglia dei cent’anni a metà luglio. Tuttavia, il commendator Fabretti era idealmente presente con due dei suoi figli, Anna e Giuseppe, ma anche attraverso le grate parole che ha dedicato al suo ricordo il sindaco Giorgio Bertolla e grazie al pensiero che ha avuto per l’amico di Nimis la comunità di Lannach con il suo borgomastro Josef Niggas. Dalla cittadina stiriana – gemellata nel nome di Rodolfo Zilli, artista di Nimis lassù emigrato fin da ragazzino – è giunto infatti, graditissimo, un cero con l’immagine proprio di Bruno Fabretti che è stato deposto dinanzi al cippo dei morti nei Lager che l’ex internato più conosciuto del Friuli volle realizzare nell’ormai lontano 1989, quarantacinque anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale scatenate dalla furia nazifascista per soffocare la fervente attività partigiana.

Messa, corteo e campana di Centa.


Come sempre, la giornata rievocativa è cominciata con la Messa di suffragio nella Chiesa comparrocchiale. «Non esiste una guerra giusta», ha ammonito monsignor Rizieri De Tina prendendo spunto dalla famosa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla di “occhio per occhio…” e facendo riferimento a quanto continua ad accadere nel mondo, a cominciare dalla nostra Europa. E poi ricollegandosi ai confini evocati da un pannello realizzato dai bambini, e posto dinanzi all’altare, l’arciprete ha messo in guardia contro le divisioni che creano sentimenti di rancore e di odio, fino a portare a conseguenze molto pericolose, spesso tragiche.

I figli di Fabretti  e bambini al cippo.

Al termine, la cerimonia civile dinanzi ai monumenti, nella quale si sono aggiunte anche le scolaresche proprio perché nei più giovani, come ha lungamente insegnato Bruno Fabretti, deve germogliare il sentimento di amicizia, concordia e pace. Dinanzi a rappresentanze delle forze dell’ordine, dei Comuni vicini e delle associazioni combattentistiche e d’arma – tra gli altri, c’era il presidente di Apo Friuli, Roberto Volpetti -, il sindaco Bertolla ha tenuto il discorso commemorativo, partendo da una breve rievocazione storica di quel 29 settembre e dei giorni che lo precedettero. «Come avevo detto a Torlano il 25 agosto – ha affermato il primo cittadino – ricordare vuol dire riportare nel cuore, quindi interiorizzare un concetto che ci permette di vivere pienamente ciò che rappresenta, diventando noi stessi esempio di pace con il nostro operato. È quindi compito nostro, e non di altri, agire in prima persona per mantenere la nostra esistenza in una situazione di concordia e di pace». Quello che aveva sempre perorato proprio il commendator Fabretti. «A lui dobbiamo riconoscere – ha infatti sottolineato Bertolla – che per molti anni ci ha ricordato e testimoniato questi tremendi fatti accaduti al nostro paese e ai nostri concittadini. Con la sua instancabile testimonianza, Bruno ha fino all’ultimo cercato di sensibilizzare le nostre coscienze affinché ci impegnassimo a non smettere di adoperarci per mantenere la pace».
Quindi il vicesindaco Sergio Bonfini ha letto i nomi delle vittime dei campi di concentramento, tutti scritti su una lapide accanto al cippo che le ricorda, e a ognuno di essi è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. Un ricordo intenso e sentito, anche se la partecipazione popolare è purtroppo sempre più esigua, che assumerà ancora maggior valore nel 2024 quando ricorrerà l’80° anniversario di quei tristissimi fatti. E ricordarli adeguatamente è proprio il lascito che ci ha affidato Bruno Fabretti.

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In copertina, il cero inviato da Lannach con l’immagine dell’ex internato Bruno Fabretti.

Donatori di sangue in festa a Nimis: “goccia d’oro” a Ermanna Comelli

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ottanta donazioni, un traguardo davvero importante, tanto da meritare il massimo riconoscimento dell’Afds, quello della “goccia d’oro”: ed è il premio che ha meritato Ermanna Comelli, già presidente della locale sezione, durante la Festa del donatore di sangue che si è tenuta a Nimis, sul prato delle Pianelle, nell’ultima giornata dell’Antighe Sagre des Campanelis.

Ermanna Comelli

Sara Vezzaro

L’annuale giornata del Dono è cominciata con la Messa celebrata nel Santuario da monsignor Rizieri De Tina, che per l’occasione ha indossato paramenti rossi come il sangue, proprio per dare significato alla festa e al gesto di altruismo che compiono i donatori a beneficio di quanti hanno bisogno di ricevere quel plasma prezioso. che spesso si rivela salvavita. Al termine del rito, dopo un saluto del presidente Danilo Gervasi e del sindaco Giorgio Bertolla – i quali, richiamandosi anche alle parole del celebrante, hanno sottolineato il valore del dono del sangue -, è seguito l’intervento conclusivo del consigliere provinciale Ivo Anastasino, quale rappresentante della zona Alto Torre, incarico che pure chi scrive si è sentito onorato di ricoprire una trentina di anni fa. Quindi la premiazione dei donatori più generosi.

Don Rizieri De Tina


Oltre al massimo riconoscimento di cui si è detto, sono stati annunciati tre distintivi d’oro per 50 donazioni ad Alessandro Antoniutti, Aldo Attimis e Francesco Comelli; tre d’argento a Giuseppe Comelli, Enrico Comelli e Dolores Canciani; due di bronzo a Kristian Comelli e Matteo Zaban. Questi, invece, i donatori che hanno ricevuto il diploma di benemerenza per venticinque prelievi: Simone Comelli, Sonia Picogna, Christian Pellarini, Vanessa Cussigh, Giada Cormons, Veronica Minati e Sara Vezzaro.

Aldo Attimis

Giuseppe Comelli

Conclusa la cerimonia, foto ricordo con tutte le sezioni consorelle intervenute con i labari dinanzi all’affresco di Giacomo Monai che racconta l’Apparizione della Madonna, sotto il pronao della Chiesa, prima di raccogliersi tutti alle tavolate allestite nel tendone dei festeggiamenti per il pranzo sociale che ha concluso veramente in bellezza la sentita e partecipata cerimonia, dandosi appuntamento al prossimo anno, alla 508ma edizione dell’antichissima sagra settembrina.

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In copertina, le sezioni Afds intervenute con i propri labari alla Festa del Dono a Nimis al Santuario delle Pianelle.

Sagre des Campanelis, un ottimo avvio a Nimis tra tradizione e sostenibilità: niente plastica, questa è una “ecofesta”

di Giuseppe Longo

NIMIS – La “Sagre des Campanelis” di Nimis è antichissima, oltre cinque secoli di storia, quindi legata al passato e alle sue tradizioni, ma è anche aperta al nuovo, come alle esigenze dettate dalla sostenibilità ambientale. La sagra ha ottenuto infatti la qualifica di “ecofesta”, come dire che gli organizzatori si sono impegnati, e lo stanno facendo lodevolmente, a introdurre quegli accorgimenti che sono utili, anzi indispensabili, per rispettare il pianeta Terra, come ci ricorda spesso anche Papa Francesco impegnato in queste settimane ad aggiornare la sua famosa Enciclica dedicata alla bellezza e alla salvaguardia del Creato. Per questo chi si avvicina alla fornitissima ed attrezzata cucina – davvero esemplare nel panorama dei festeggiamenti all’aperto del Friuli! – non troverà più piatti, forchette e coltelli di plastica, ma stoviglie in carta pressata e altro materiale biodegradabile.

L’intervento di Anzil all’inaugurazione.


E proprio con questo “spirito” si sono aperti ieri sera, sul prato delle Pianelle, i tradizionali festeggiamenti settembrini che hanno il loro fulcro nella ricorrenza della Natività dell’8 settembre, quando Nimis vivrà la sua festa patronale. Grazie anche alle ottime condizioni meteo, foltissimo il pubblico della prima serata, fatto soprattutto da giovani che hanno apprezzato la proposta musicale “ritagliata” sulla loro età, mentre appunto la cucina faceva uscire invitanti piatti da abbinare ai vini dei colli di Nimis proposti dalla ben fornita enoteca, tra i quali un posto di riguardo ha il pregiato Ramandolo, prima Docg del Friuli Venezia Giulia.
In questa cornice, che appunto incrocia il nuovo con la storia e la tradizione, i festeggiamenti settembrini sono stati inaugurati al calar della sera dal vicepresidente della Giunta regionale, Mario Anzil, anche nella sua qualità di assessore alla cultura e allo sport, presenti con i dirigenti della Pro Loco del Comune di Nimis il sindaco Giorgio Bertolla e diversi esponenti della civica amministrazione. Ospite d’onore, tra le altre autorità della zona, la senatrice Francesca Tubetti, legata per le sue origini al paese pedemontano.
«È molto bello partecipare ad un momento sereno della comunità come è quello di un’antica sagra: qui a Nimis la tradizione affonda nei secoli, da più di cinquecento anni la “Antighe sagre des Campanelis” è una pausa lieta in cui la comunità si riunisce: ci sono anche prove difficili da affrontare, e la Regione per quanto possibile vi è di sostegno, ma è importante poter contare anche su eventi lieti come questo che rafforzano l’identità e il senso di unione che sono fondamentali per risolvere i momenti avversi». ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga.

Affollato ieri sera il prato delle Pianelle.

La sagra propone all’ombra dello storico Santuario – al centro del tradizionale Ottavario che introduce alla grande festa di venerdì prossimo – cinque giorni di intrattenimento con fascino popolare immutato, come il combattutissimo palo della cuccagna, pesca di beneficenza, mostre, avvenimenti sportivi e vendita delle simpaticissime campanelle in terracotta, il simbolo antico della sagra di Nimis, oltre a tante altre proposte. «Ai giovani di questa comunità va l’importante compito di mantenere viva con orgoglio questa tradizione nel futuro», ha auspicato l’assessore Anzil, concludendo il suo apprezzato intervento.
Dopo la serata tutta giovane di ieri, con Radio Piterpan Impatto, che ha registrato il “tutto esaurito”, quella odierna annuncia dunque un intrattenimento con Franco Rosso e la sua fisarmonica, che sarà preceduto da un torneo di morra – una novità per “Madone di Setembar” – e dalla presentazione di un libro. Fra poco invece, alle 13.30, ci sarà la prima estrazione della tombola. Quindi, dopo una pausa di alcuni giorni, utile ai tanti volontari per ricaricare le batterie, la sagra riprenderà proprio la mattina dell’8 settembre, mentre la vigilia ci sarà il concerto del Gruppo fisarmonicisti Tarcento Ensemble Flocco Fiori, diretto dal concittadino Massimo Pividori, che già l’anno scorso era stato molto applaudito in Santuario. La “Sagre des Campanelis” continuerà poi anche sabato prossimo per concludersi il 10 settembre, con tante altre invitanti manifestazioni. La giornata di domenica prossima sarà coronata anche dall’annuale Festa del dono, organizzata dalla locale sezione Afds.

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In copertina le campanelle di terracotta di un venditore di tanti anni fa e qui sopra alcune di quelle che vengono proposte oggi.

Vittime civili di guerra a Torlano: onoreremo queste 33 vittime insegnando ai giovani la cultura della pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Basta con le follie della guerra. Faremo presto un laboratorio per insegnare ai giovani la cultura della pace».  L’annuncio, molto bello e importante, l’ha dato ieri mattina, alla commemorazione dell’Eccidio di Torlano e delle 33 vittime innocenti della ferocia nazifascista, la rappresentante delle Famiglie vittime civili di guerra, Adriana Geretto, che non manca mai all’annuale cerimonia indetta dal Comune di Nimis. «Anche perché – ha osservato -, come diceva Maria Montessori, tutti parlano di pace, ma nessuno fa nulla per farla affermare».

Presente una folta rappresentanza di Portogruaro, la città veneta dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, letteralmente distrutta – ben nove morti! – nel fatto di sangue messo in atto la mattina del 25 agosto 1944 quale rappresaglia all’uccisione di un ufficiale tedesco: era molto attiva, infatti, in quei giorni l’azione di contrasto agli invasori da parte dei partigiani. Ma anche numerose autorità – sindaci e amministratori dei Comuni vicini, tra cui Povoletto e Tavagnacco, e pure della più lontana Ruda -, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Per la Partigiani Osoppo c’era il presidente Roberto Volpetti.
Deposte le corone d’alloro e gli omaggi floreali sul sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime – molte donne con i loro figlioletti -, monsignor Rizieri De Tina, che in precedenza aveva celebrato la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, ha benedetto la tomba, lasciando poi la parola a un giovane del luogo che ha letto l’agghiacciante cronaca di quella indimenticabile mattinata di 79 anni fa. Quindi, oltre alla citata rappresentante delle Famiglie vittime civili, ha parlato il sindaco Giorgio Bertolla, il quale non poteva esimersi dal fare un collegamento tra la Seconda guerra mondiale, che seminò tanti lutti e distruzioni non solo a Torlano ma in tutto il Comune di Nimis, e quanto da oltre unn anno e mezzo sta avvenendo in Ucraina a causa del conflitto scatenato dalla Russia. Bertolla ha dato lettura anche del messaggio inviato dal commissario del Comune di Portogruaro, Iginio Olita, cedendo poi il microfono al consigliere regionale Edy Morandini che ha portato l’adesione dell’Assemblea di piazza Oberdan alla importante cerimonia che – ha sottolineato – ha il significato di tenere desta l’attenzione su questi crimini del passato affinché aiuti, ognuno nel proprio piccolo, a lavorare per la pace. Proprio come aveva esortato all’omelia don De Tina, il quale a commento dell’appropriata pagina del Vangelo, appena letta, ha raccontato anche due significative esperienze vissute nel 2019 a Leopoli, in Ucraina – quindi ben prima dello scoppio della guerra -, e pochi giorni fa in Romania, all’incontro religioso di Timisoara. Un ricordo, dunque, che non verrà mai meno, tanto che il primo cittadino di Nimis ha dato già appuntamento alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario dell’Eccidio, il 25 agosto 2024.

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia: l’intervento di Adriana Geretto, la Messa nella parrocchiale, il saluto del sindaco Bertolla e del consigliere regionale Morandini, autorità, il giovane che legge la cronistoria, labari e gagliardetti schierati.