Aclif, stamattina a Pozzuolo i Consigli comunali dei ragazzi del Friuli. Sergon: “Dipenderà da loro il nostro futuro”

Il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti: con questo intento la mattina di oggi, 11 dicembre, l’auditorium comunale di Pozzuolo ospiterà la quarta “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli” promossa dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. Questa realtà – che riunisce 150 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale – dalla sua fondazione avvenuta 10 anni fa si occupa di tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani, in particolare i Consigli comunali dei ragazzi. Negli scorsi anni la Giornata annuale si è tenuta nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina, 2023 a Udine, 2024 a Codroipo e Gemona.


«Questo progetto – spiega il presidente di Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – si prefigge lo scopo di far incontrare i rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi per mettere a confronto le loro esperienze in una visione di crescita generale di questa istituzione. I componenti dei Consigli, infatti, in considerazione del loro ruolo, ricoprono un incarico di interesse pubblico, comparabile a quello dei colleghi adulti che siedono nei Consigli comunali “dei grandi”. Su di loro l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha deciso di investire, per il futuro del nostro territorio». Nel corso della mattinata i rappresentanti dei Ccr avranno l’occasione di animare due laboratori: uno sarà curato da Marco Anzovino sul tema dell’impegno e delle scelte che i ragazzi sono chiamati ad affrontare; l’altro sarà curato dal Teatri Stabil Furlan sul modo di relazionarsi in pubblico.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli.

I Comuni friulanofoni (a quota 150!) riuniti a Udine rendono omaggio alle vittime del maltempo. Tra gli obiettivi l’informazione Rai in “marilenghe”

Sentito omaggio alle due vittime del maltempo, a Brazzano. da parte dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. A Palazzo Belgrado, a Udine i Comuni friulanofoni tra Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale si sono infatti riuniti per fare un bilancio di questo 2025 che va a chiudersi e che ha visto l’Aclif tagliare due importanti traguardi: i 10 anni di attività e quota 150 tra i Comuni aderenti (con l’ultima adesione, in ordine di tempo, di Santa Maria La Longa). I lavori sono stati aperti con un minuto di silenzio ricordando proprio le vittime cormonesi causate dalla imponente frana di Brazzano.


“Un decennio – ha affermatoil presidente Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – nel quale la nostra realtà è cresciuta dai 55 Comuni iniziali fino ai 150 attuali, con la neoentrata Santa Maria La Longa che è stata accolta qui a Udine. Ricordiamo sempre con orgoglio che la nostra Assemblea nasce dal basso, visto che non c’è nessuna imposizione ma sono i singoli Comuni a decidere l’adesione. Riunendoci abbiamo dato ancora una volta il segno di un Friuli coeso pur nelle differenze territoriali, che esistono e sono la ricchezza stessa del Friuli, e che hanno tutte pari dignità all’interno dell’Aclif. Ancora una volta abbiamo sottolineato come il multilinguismo, che nella nostra piccola regione vede fianco a fianco friulano, sloveno, tedesco e italiano, sia la chiave per la conferma della nostra autonomia regionale ora e in futuro. Un’unità d’intenti anche negli impegni che stiamo portando avanti come Comuni friulanofoni, il tutto guardando al 2026 anno in cui rinnoveremo le cariche del nostro direttivo”.
Tra le richieste quella di avere un tg e un gr in lingua friulana sui canali Rai (“non solo un momento informativo, ma anche un momento di condivisione da parte delle famiglie che lo vedrebbero insieme” ha detto Sergon) come anche il plauso a quelle realtà private che già lo garantiscono (per esempio Telefriuli con il tg Gnovis grazie a una sinergia con ACLiF stessa). Dall’assemblea anche un rinnovato impegno per iniziative legate ai giovani (da ricordare che si terrà l’11 dicembre il nuovo appuntamento con la giornata regionale dei Consigli Comunali dei Ragazzi) anche attraverso il dialogo con le scuole (da Sergon la proposta di proporre il friulano anche in spazi extrascolastici come le mense e i doposcuola) e le famiglie, la collaborazione con le altre realtà istituzionali che operano per la tutela del friulano a partire da ARLeF – per la quale è intervenuto il presidente Eros Cisilino rinnovando l’impegno a lavorare insieme – e Società Filologica Friulana. Sergon ha ricordato tra gli impegni degli ultimi mesi quella per il messale in lingua friulana, per il ritorno della cartellonistica in friulano alla stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, il sostegno all’Associazion Sportive Furlane in vista della manifestazione calcistica Europeada 2028. Il presidente del sodalizio sportivo Daniele Puntel ha presentato una prossima manifestazione podistica da tenersi nei giorni della Fieste de Patrie dal Friûl.
Il direttivo di Aclif, oltre che dal presidente Sergon, è composto dal vicepresidente Franco D’Altilia sindaco di Palazzolo dello Stella, Gabriele Bressan sindaco di Pozzuolo del Friuli, Monica Feragotto consigliera comunale a Gemona del Friuli, Ornella Comuzzo assessore a Tavagnacco, Alessandra Vanone assessora a Tricesimo ed Ester Filipuzzi assessora a Spilimbergo. Con loro il segretario Claudio Romanzin. Nello spazio dedicato alla discussione la consigliera comunale di Udine delegata all’identità friulana e multilinguismo Stefania Garlatti-Costa ha proposto una piattaforma online dove condividere le varie buone pratiche dei singoli Comuni in materia di politiche linguistiche a favore del friulano. Serena Gani consigliera comunale a Camino al Tagliamento è intervenuta sull’insegnamento della lingua friulana alle scuole medie mentre l’assessore al decentramento di Gorizia Maurizio Negro ricordando quanto fatto nel quadro della Capitale europea della cultura ha rilanciato la proposta della stampa della Costituzione italiana in 4 lingue (friulano, sloveno, tedesco e italiano).

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In copertina, un momento dell’assemblea a Udine; all’interno, foto di gruppo di tutti i sindaci partecipanti all’incontro.

Scritta trilingue rimossa (e rimessa) alla Stazione di Cividale. Comuni friulanofoni e minoranza slovena grati alla Regione

La vicenda della Stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, dove il pronto intervento della Regione Fvg ha permesso il ripristino della segnaletica trilingue friulano-sloveno-italiano, deve far riflettere su come le iniziative a tutela del multilinguismo debbano essere portate avanti in maniera unitaria dai soggetti che rappresentano le minoranze. Per questo l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che conta 150 Comuni friulanofoni aderenti – fin da subito nella vicenda si è mossa insieme con la Skgz, l’Unione culturale economica slovena.
“E se ce ne fosse stato bisogno – spiega il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – avremmo coinvolto anche la minoranza tedesca, perché eventuali problematiche come quella della stazione cividalese, dove era stato sostituito il cartello trilingue che in precedenza indicava Cividale del Friuli, Cividât e Čedad, devono coinvolgere tutte le minoranze. Un diritto di una è un diritto di tutte, come anche l’attacco a un diritto fatto a una delle minoranze è un attacco a tutte e tre quelle presenti sul territorio regionale. In tal senso, ringraziamo di cuore l’Amministrazione regionale che è prontamente intervenuta per risolvere la questione”.
Sergon, assieme alla presidente del Skgz Ksenija Dobrila, aveva scritto una lettera alla Rete Ferroviaria Italiana – Direzione Operativa Infrastrutture Territoriali di Trieste e per conoscenza a Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione e a Marco Jarc, presidente Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena in Italia. Nella missiva si sottolineava come la scritta trilingue presente a Cividale non solo ottemperava agli obblighi dell’articolo 10 della Legge di tutela della minoranza slovena n.38/01, ma anche rispondeva a finalità più ampie. “Riteniamo infatti – conclude Sergon – che, oltre alla base giuridica, è necessario aggiungere che il multilinguismo, come già sottolineato da altri attori istituzionali, è utile anche a promuovere il territorio del Friuli Venezia Giulia in chiave turistica e, in ultima analisi, a giustificare lo statuto speciale della Regione”. Da ultimo Aclif e Skgz hanno chiesto un’audizione del dirigente responsabile Rfi presso il Comitato Paritetico Per i problemi della minoranza slovena in Italia.

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In copertina, i presidenti Ksenija Dobrila (Skgz) e Daniele Sergon (Aclif).

L’Aclif al Governo Meloni, giunta l’ora di tg e radiogiornale in lingua friulana. Sergon: “Pronti per un incontro a Roma”

Un telegiornale e radiogiornale in lingua friulana da realizzare con le risorse già esistenti per la Rai, senza ulteriori spese: è questa la richiesta dell’Aclif (Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che riunisce 150 Comuni friulanofoni) che ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le Amministrazioni comunali sono pronte a recarsi a Roma per illustrare al Governo la loro richiesta, stante anche il recente piano nazionale per le testate giornalistiche regionali Rai per il 2025-2030. «Documento nel quale – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – per la prima volta nero su bianco vengono testualmente citate le richieste di potenziamento dell’offerta informativa in friulano. Un primo risultato delle azioni di sensibilizzazione portate avanti da più enti in questi anni: ora però chiediamo che questa richiesta sia messa in pratica. Per questo ci siamo rivolti al presidente Meloni in quanto è in capo al Governo la convenzione con la Rai per il contratto di servizio».
Nello specifico, Aclif chiede che alla programmazione già coperta dalla direzione di sede regionale con 40 ore settimanali di televisione e 150 di radio, si aggiungesse senza ulteriori spese uno spazio per un veloce telegiornale su Rai3bis di 4/5 minuti e un giornale radio in lingua friulana. Questo per allinearsi a quanto già garantito ad altre minoranze: non solo a tedeschi e sloveni, ma anche ai ladini, che numericamente sono un decimo dei friulani.
«Infatti – conclude Sergon – sono 610 mila i parlanti in lingua friulana più altri 250 mila persone che la conoscono. Una lingua riconosciuta non solo dallo Stato italiano e dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ma anche dall’Unione Europea e Consiglio d’Europa. Per questo chiediamo al premier Meloni un incontro per raccontarle la nostra realtà: incontro che sarebbe da intendersi come un forte segno di attenzione e sostegno da parte del Governo sulla salvaguardia delle minoranze linguistiche riconosciute dallo Stato Italiano, tutte, senza distinzioni di minoranze di seria A e di serie B, tutte importanti per mantenere quel mosaico di diversità culturale ed identitaria che compone la nostra Patria».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

“Patrie dal Friûl”, nei 150 Comuni Aclif la storica bandiera dello Stato patriarcale

La “Fieste de Patrie dal Friûl” – oltre che negli appuntamenti ufficiali a partire da quello di Sacile del 6 aprile – sarà celebrata in maniera diffusa pure in 150 Comuni dell’area friulanofona tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Si tratta dei Comuni aderenti all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, in cui domani 3 aprile non mancheranno di essere esposte le bandiere del Friuli storico in ricordo di quando nel 1077 l’imperatore Enrico IV concesse a Sigeardo, Patriarca d’Aquileia, la signoria temporale dei suoi domini ecclesiastici.
«Nasceva così – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – lo Stato patriarcale, simbolo dell’autonomia della nostra terra e delle sue genti. A distanza di 948 anni siamo chiamati non solo il 3 aprile ma ogni giorno a ricordarci e a lavorare per questa autonomia che trae forza in particolare dall’aspetto linguistico. Sono tante le sfide che ci aspettano per promuovere sempre più l’uso della lingua friulana, dalla maggiore presenza sulla radiotelevisione pubblica all’insegnamento nelle scuole fino a progetti legati a vari aspetti meno tradizionali, come quello sportivo. Ma siamo pronti a lavorare tutti uniti, come 150 Comuni Aclif, per rafforzare la nostra identità collaborando anche con le altre minoranze linguistiche regionali, quella slovena e tedesca. Intanto, il 3 aprile, esporremo con orgoglio la bandiera del Friuli storico, guardando al futuro».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Nasce il Patto di Spilimbergo che unisce (per rafforzare l’autonomia) quanti In Fvg parlano friulano, sloveno e tedesco

È nato il Patto di Spilimbergo tra le rappresentanze delle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia (friulano, sloveno e tedesco), dal nome della cittadina che ha ospitato il convegno “Una terra 4 lingue – passato presente futuro del plurilinguismo in Friuli Venezia Giulia” nella Giornata nazionale delle lingue locali e a un quarto di secolo dalla promulgazione della legge nazionale 482/99 di tutela delle minoranze linguistiche.
I lavori – promossi dall’Assemblea Comunità Linguistica Friulana (150 Comuni friulanofoni aderenti tra cui la stessa Spilimbergo) e Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean – hanno visto per la prima volta riuniti allo stesso tavolo oltre alle organizzazioni friulane anche le tre maggiori rappresentanze associative slovene (SKGZ – SSO e ZSKP) e la neonata Aclit (Assemblea Comunità Linguistica Tedesca). Sala consiliare del municipio colma con tanti amministratori locali da tutto il Friuli Venezia Giulia. La quarta lingua citata nel convegno è l’italiano, utilizzata come lingua franca tra tutte e tre le componenti.

«Un momento storico – ha commentato il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – in cui ho lanciato la proposta, condivisa dagli altri esponenti delle nostre lingue locali, di dare il via a una rete sempre più sinergica tra di noi. Un vero e proprio patto tra le nostre lingue, che siamo stati felici di poter avviare come un mosaico a Spilimbergo, città dell’arte musiva, per il futuro della nostra regione, la quale deve puntare sempre più sul plurilinguismo per tutelare l’autonomia amministrativa e politica. Questa varietà linguistica è il nostro futuro, non solo il nostro passato: anche perché, numeri alla mano, sommando tutti coloro che parlano una lingua locale in Friuli Venezia Giulia si capisce chiaramente come non si tratti di una minoranza ma di una larga maggioranza della popolazione. E l’attualità di questo argomento è stata dimostrata anche dal grande interesse che il convegno ha suscitato, con la sala piena di tanti sindaci e amministratori del Friuli Venezia Giulia, compresi i rappresentanti dei Comuni di Udine e Gorizia».
Sul tavolo, come obiettivo di lungo termine, quello di arrivare all’inserimento nello Statuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia della tutela del plurilinguismo. Lo stesso sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, ha auspicato come il Tagliamento, visibile dalla sala consiliare, possa essere sempre più il fiume che unisce e non che divide il territorio regionale. Presente pure l’assessore comunale alla cultura, Ester Filipuzzi, membro anche del direttivo Aclif.
Per la Regione Fvg il saluto del consigliere Markus Maurmair, già presidente della stessa Aclif, che ha pure lui sottolineato il valore delle lingue locali per l’autonomia. Interventi anche di Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, che ha parlato della voglia di friulano delle famiglie che lo richiedono per i propri figli a scuola, e di Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, il quale ha presentato in anteprima la stampa degli atti del convegno “Rai pal Friûl”, rimarcando la richiesta del mondo friulanofono di maggiori ore di lingua friulana nella Tv di Stato con anche un telegiornale dedicato.
Velia Plozner ha, quindi, rappresentato la minoranza tedesca dell’Aclit, della quale è presidente, mentre per la minoranza slovena erano presenti i tre presidenti Ksenija Dobrila (Unione culturale economica slovena SKGZ), Walter Bandelj (Confederazione delle Organizzazioni slovene SSO) e Miloš Čotar (Unione culturale cattolica slovena ZSKP). Nei loro interventi hanno evidenziato quanto fanno e quanto vorrebbero realizzare per la tutela della propria lingua, esprimendo apertura a una maggiore collaborazione con la rappresentanza friulana. In tal senso, è d’esempio il caso dei ladini del Trentino Alto Adige che grazie alla collaborazione con la minoranza di lingua tedesca hanno ottenuto varie forme di tutela nonché una sede Rai loro dedicata nonostante il numero inferiore di cittadini, un ventesimo rispetto a quelli di lingua friulana. Ospite speciale per raccontare quella realtà il procuratore del Comune generale dei ladini di Fassa, Giuseppe Detomas.

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In copertina, Palazzo di Sopra sede municipale di Spilimbergo; all’interno, gli interventi del presidente Sergon e del sindaco Sarcinelli, e il folto pubblico.

Una terra quattro lingue, a Spilimbergo il futuro di friulano, tedesco e sloveno

Le minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia (friulano, sloveno e tedesco) si riuniscono a Spilimbergo per un convegno che, a 25 anni dalla legge nazionale che le tutela, farà il punto su salvaguardia e promozione di queste parlate, confrontandosi anche con casi di successo come quello del ladino. Appuntamento il 17 gennaio, giornata nazionale delle lingue locali, alle 17 al Palazzo di Sopra (Municipio) per l’incontro “Una terra 4 lingue – passato presente futuro del plurilinguismo in Friuli Venezia Giulia”.

Daniele Sergon

La città del mosaico è stata scelta dagli organizzatori dell’Aclif (Assemblea Comunità Linguistica Friulana, con 150 Comuni aderenti tra cui la stessa Spilimbergo) e Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” come ideale punto d’incontro, sulle rive del fiume Tagliamento, dei vari idiomi regionali, italiano compreso, a un quarto di secolo dalla promulgazione della legge nazionale 482/99. Un appuntamento in collaborazione con Società Filologica Friulana e Comune di Spilimbergo e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Arlef. Oltre all’Assemblea dei Comuni friulanofoni, saranno presenti tutti i maggiori rappresentanti delle istituzioni ed associazioni slovene del Fvg, e debutterà l’Assemblea della Comunità Linguistica Tedesca (Aclit). Ospite speciale il governatore della Comunità ladina di Fassa, Giuseppe Detomas.
“Incontrare gli amici sloveni e tedeschi a Spilimbergo – afferma il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – sarà un’occasione preziosa per rendere sempre più stretto e proficuo il dialogo intrapreso in questi mesi. La consapevolezza che la nostra specialità è basata sulla nostra pluriculturalità e sul plurilinguismo, deve rafforzarsi sempre di più. La rete e la sinergia tra le realtà istituzionali e associazionistiche che rappresentano le tre lingue minoritarie, che messe assieme sono maggioritarie nella nostra regione, deve essere sempre più forte, ed il fatto che abbiano accettato l’invito tutte le maggiori istituzioni ed associazioni che ne valorizzano l’identità anche linguistica, è per noi motivo di grande soddisfazione. Le lingue minoritarie sul suolo nazionale tutelate dalla legge 482 sono sempre più consapevoli di essere vera ricchezza culturale, territoriale e deve essere sempre più nazionale: come recentemente ho potuto ricordare anche in Val d’Aosta alla “Giornata internazionale della montagna”. In tal senso, il percorso intrapreso dai Ladini, capaci di unire le forze con i tedeschi del Sud Tirolo – Alto Adige, è davvero significativo. A fronte di una popolazione inferiore venti volte quella friulana, hanno per esempio una sede Rai dedicata con tanto di telegiornale in ladino. A Spilimbergo, nella capitale dei mosaici, idealmente rappresenteremo la bellezza del mosaico delle identità regionali offrendo spunti costruttivi per il futuro”.
A Spilimbergo, alla presenza delle massime autorità regionali, interverranno assieme a Sergon, Eros Cisilino presidente dell’Arlef, Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, Geremia Gomboso presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, Velia Plozner rappresenterà la minoranza tedesca dell’Aclit, mentre per la minoranza slovena ci saranno i tre presidenti Dobrila Ksenija (SKGZ), Walter Bandelj (SSO) e Milos Cotar (ZSKP). Presente anche Diego Navarria, primo presidente dell’Aclif alla sua costituzione dieci anni fa, oltre al citato governatore della Comunità ladina di Fassa, Giuseppe Detomas.

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In copertina, il Municipio di Spilimbergo che venerdì ospiterà l’incontro.

Da 25 anni la legge che tutela il Friulano. Sergon con Aclif (anche in Valle d’Aosta): ma bisogna lavorare ancora facendo rete

L’esperienza passata e i progetti futuri nella difesa e valorizzazione della lingua friulana sono usciti dai confini regionali in occasione dei 25 anni dalla promulgazione della legge 482 del 1999 che in Italia definì le “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche-storiche” (in tutto 12 tra le quali anche il friulano). Infatti, in occasione di questo importante anniversario in Valle d’Aosta, a Gressoney-Saint Jean, si è tenuta una giornata di lavori tra esperti all’interno della “Giornata internazionale della montagna”. Tra i relatori il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, che riunisce 149 Comuni friulanofoni tra la nostra regione e il Veneto orientale.
Presenti il presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin e il sindaco del Comune di Gressoney-Saint Jean Mattia Alliod e, tra i numerosi illustri relatori, tre protagonisti dell’opera legislativa che vide la nascita della 482: Luciano Caveri ora assessore regionale valdostano, ma all’epoca sottosegretario del governo, e i tecnici governativi Domenico Morelli e Annibale Salsa che contribuirono alla stesura della legge. Per il Friuli Venezia Giulia è intervenuto nei vari panel anche Marco Torresin, assistente amministrativo dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.
«Un palcoscenico davvero significativo – ha commentato il presidente Sergon – che ci ha permesso, a un quarto di secolo dalla legge 482, di raccontare ai rappresentanti delle altre minoranze linguistiche italiane cosa abbiamo fatto e stiamo facendo per la lingua friulana nei nostri Comuni e con la Regione. Inoltre, è stata l’occasione per fare rete con queste altre minoranze, in un’ottica di azione che come Aclif abbiamo deciso di ampliare sempre di più: uscire dai confini regionali per portare a conoscenza degli altri la nostra realtà. Vogliamo che anche nel resto d’Italia e non solo in Friuli Venezia Giulia ci sia attenzione per i nostri progetti. In tal senso, ben venga fare “massa critica” anche con la minoranza slovena e tedesca della regione, con le quali vorremmo sempre più sviluppare un dialogo per presentarci assieme ai vari appuntamenti come quello valdostano. Lo stesso vale per le altre minoranze linguistiche della Penisola, con le quali vogliamo collaborare sempre di più. A Gressoney-Saint Jean il friulano è stato preso a modello da altre realtà per la strutturazione delle sue politiche di tutela, tra istituzioni e associazioni: ci ha fatto molto piacere ma non dobbiamo sentirci arrivati, c’è ancora molto da fare soprattutto per far parlare sempre più la lingua friulana ai giovani».

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Ma, anche nella nostra regione, la ricorrenza dei primi 25 anni dalla promulgazione della legge 482 ha fornito l’occasione per riflettere su quella che sarà l’azione di promozione e tutela del friulano nel prossimo quarto di secolo. É quanto avvenuto a Villa Russiz di Capriva nel convegno “Il friulano rinasce”, inserito nel programma della rassegna “Mosaici d’Europa”. Il ciclo di eventi è stato incentrato sul multiculturalismo e il plurilinguismo di una città, Gorizia, in cui il friulano è stato nei secoli una lingua franca per chi era di madrelingua italiana, slovena, tedesca ed ebraica.
La rassegna è stata organizzata dal Teatri Stabil Furlan con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo e del Comune di Gorizia. Il tutto con la collaborazione organizzativa di Antonio Devetag mentre è stata promossa anche dall’Arlef, dall’Aclif e in collaborazione con i Comuni di Cormons e Capriva del Friuli, nonché di Vila Vipolže e Kulturni Dom di Gorizia, con la media partnership di Rai Fvg e Tele Friuli. Daniele Sergon, presidente della stessa Aclif, è intervenuto al convegno “Il friulano rinasce” assieme a Elena D’Orlando dell’Università degli studi di Udine e presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione; Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana; William Cisilino, direttore Arlef, e Lorenzo Zanon, presidente del Teatri Stabil Furlan. A rappresentare la Regione Fvg, con il suo intervento, il consigliere Diego Bernardis.
«I loro interventi – ha spiegato Sergon – sono stati tutti di livello e hanno lasciato alcuni concetti davvero utili per capire sia quanto si è fatto finora per la promozione e tutela della lingua friulana sia quanto si dovrà fare da qui in poi. Innanzitutto, che questa richiesta di tutela debba sempre più partire dal basso, dagli stessi parlanti che inquadrati come minoranza dalla legge 482 in realtà, qui sul territorio regionale, sono di fatto una maggioranza. In tal senso, proprio l’Aclif può avere sempre più un ruolo fondamentale in quanto espressione diretta dei Comuni che la compongono, con le proprie scuole, associazioni e vita comunitaria incentrata anche sulla lingua friulana. In aggiunta, l’identità friulana va fatta conoscere sempre più anche fuori dal Friuli: e anche qui l’Aclif, in quanto ente istituzionale riconosciuto, può agire a fianco della Regione in tale missione, dialogando con gli enti delle altre minoranze. Infine, come suggerito dalla professoressa D’Orlando, il plurilinguismo del Friuli Venezia Giulia potrebbe essere incardinato ancora più in profondità nello Statuto regionale, con un aggiornamento che lo istituzionalizzi. È il plurilinguismo regionale il vero motivo per cui, in futuro, potremmo essere una Regione a statuto speciale, e valorizzare ancora di più l’autonomia su più funzioni amministrative. Uno spunto di riflessione che trova riscontro nell’interessante programma di “Mosaici d’Europa”, per il quale rinnovo i complimenti al Teatri Stabil Furlan capace di realizzare un progetto, diffuso felicemente nell’ambito del Goriziano, che ha valorizzato appieno il rapporto tra le quattro lingue parlate nel nostro territorio regionale: friulano, italiano, sloveno e tedesco».

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In copertina, il presidente Daniele Sergon in Valle d’Aosta e qui sopra a Villa Russiz.

Lingua friulana, l’Aclif è soddisfatta per la conferenza di verifica a Gorizia nel 2025

C’è anche il sostegno dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif) alla IV Conferenza di verifica e proposta sulla lingua friulana che, come da decisione della cabina di regia convocata dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, si terrà a Gorizia nel marzo 2025, nel periodo in cui la città assieme a Nova Gorica esordirà come Capitale europea della cultura.
Come è noto, la legge regionale 29/2007 (Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana) richiede che almeno una volta ogni cinque anni venga convocata una Conferenza per fare il punto sull’attuazione della legge stessa. L’ultima si tenne a Udine nel novembre del 2021.
«Accogliamo con piacere anche noi – spiega il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – l’invito del presidente Bordin per questi “stati generali” in una città come Gorizia dall’anima prettamente friulana, tanto che qui nacque la Società Filologica. Proprio il Comune di Gorizia è infatti uno dei nostri 148 membri. Quali Comuni friulanofoni porteremo durante i lavori le nostre esperienze e proposte, basandoci sulla nostra esperienza diretta nei rapporti con i cittadini. La Capitale europea della cultura sarà anche l’occasione per incontrare i rappresentanti delle altre lingue minoritarie del continente».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Europeada, la selezione del Friûl brilla agli Europei per le minoranze. Il plauso dell’Aclif con il presidente Sergon

Sedici gol realizzati, solo sei subiti, per tre vittorie nette e la qualificazione ai quarti di finale come prima del proprio girone: sta stupendo tutti la Selezione maschile del Friûl al torneo Europeada, campionati europei di calcio dedicati alle minoranze storiche in corso di svolgimento nella regione transfrontaliera dello Schleswig tra Danimarca e Germania. I ragazzi del mister Lizzi e Trangoni hanno superato nell’ordine i cugini degli Sloveni d’Italia nel derby regionale per 4-2, gli Ungheresi di Romania per 4-1 e infine i Tedeschi di Ungheria per 8-3.

Daniele Sergon

Proprio ieri è stato effettuato il sorteggio per i quarti: gli avversari della fase a eliminazione diretta saranno i giocatori dell’Alta Slesia (minoranza tedesca in Polonia a loro volta qualificatisi a punteggio pieno nel loro girone). March in programma oggi, alle 17.
Intanto, arriva il plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana che riunisce 148 Comuni dove è parlata e riconosciuta la “marilenghe”. “Complimenti e un grande incitamento per il proseguimento del torneo – ha affermato il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, che è anche sindaco di Capriva del Friuli -: i friulani sono con voi per tenere in alto i nostri colori. Un torneo che non è solo un grande momento sportivo ma anche un’occasione di conoscenza reciproca e confronto tra le minoranze d’Europa, alle prese spesso con problematiche di tutela comuni. Lo sport è un veicolo importante di promozione e anche noi come Assemblea lo inseriremo sempre più nelle nostre attività. Nel frattempo, un grande Fuarce Friûl per incoraggiare ancora di più i nostri ragazzi!”.

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In copertina, ecco la squadra della Selezione maschile del Friûl.