Cciaa Pn-Ud, ecco la giunta camerale che collaborerà con Giovanni Da Pozzo. Agrusti riconfermato alla vicepresidenza

Michelangelo Agrusti e Massimo Paniccia (industria), Silvano Pascolo ed Eva Seminara (artigianato), Fabio Pillon (commercio e turismo), Gino Vendrame (agricoltura) e Michela Vogrig (cooperazione). Tante riconferme nella nuova giunta che affiancherà il presidente Giovanni Da Pozzo alla guida della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ma anche significative novità. Ieri, il consiglio camerale (assenti giustificati Cesare Bertoia e Paolo Petrucco) si è riunito e ha votato in modo palese e per acclamazione la squadra proposta dal presidente. Subito di seguito si è riunita la giunta stessa, che ha provveduto alla nomina del vicepresindente, riconfermando Michelangelo Agrusti.


«Abbiamo due componenti femminili e, dal 2009, torna di nuovo nell’esecutivo camerale la cooperazione, un comparto fondamentale e trasversale a più settori economici, cui aderisce anche il sistema bancario», ha evidenziato il presidente Da Pozzo nel presentare il team. «Tutti i comparti economici – ha detto ancora il leader camerale – hanno una qualificata rappresentanza nella giunta, così come nel consiglio. La Cciaa è un ente particolare che mette a sistema pubblico e privato: è l’unico ente pubblico economico che rappresenta le categorie, le quali hanno forma privatistica, ma trovano nell’ente casa comune».
Il presidente ha ricordato che uno dei primi compiti sarà l’unificazione di I.ter e Concentro in una consortile unica che governerà la promozione nell’ambito di entrambe le due province. Da Pozzo ha sottolineato che «le nostre due province hanno troppe affinità per non essere complementari e siamo riusciti in cinque anni a realizzare u’ ottima integrazione che confidiamo anche in futuro possa continuare a dare frutti in termini di servizi alle imprese e sviluppo ai territori, che perseguiamo anche con la presenza camerale in un ramificato sistema di partecipate, nei campi più disparati, dalla logistica, ai servizi, dall’agroalimentare all’innovazione».
Agrusti ha poi evidenziato che «la Camera ha anche l’importante ruolo di sostenere tante iniziative che avvengono nella nostra società, soprattutto nel mondo della cultura. E quello di supportare la formazione dei giovani e la loro miglior preparazione per entrare nel mondo del lavoro e delle imprese». «Cinque anni fa, quando la Cciaa si univa, eravamo a inflazione zero e tassi zero e la sfida più importante sembrava quella di integrare in modo virtuoso i due territori – gli ha fatto eco Paniccia –. Una sfida stravinta. Oggi che i due territori collaborano al meglio, ci troviamo in uno scenario di guerre, inflazione e tassi elevati ed energia carente. Non mancheranno problematiche da affrontare, dunque, in questo prossimo quinquennio, ma se le affrontiamo con l’unità di intenti di tutte le categorie e la volontà di dare un servizio qualificato alle imprese, forse vinceremo anche questa seconda sfida».
Pascolo ha rimarcato, invece, il percorso di coesione e gli ottimi rapporti personali che si sono instaurati nel primo quinquennio e che sono base forte e positiva per il lavoro della nuova giunta e Michela Vogrig, infine, si è detta «molto onorata e felice di far parte della giunta camerale: il mondo della cooperazione dal 20009 non vi era rappresentato. In un momento storico come questo, volentieri portiamo il contributo da un sistema con un dna che parla di economia sociale, di sviluppo sostenibile e che valorizza i territori. Ci mettiamo volentieri a disposizione per fare un buon lavoro di squadra».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo con il vice Michelangelo Agrusti; all’interno, l’intera giunta camerale, presente anche il segretario generale dell’ente Lucia Pilutti.

Un Coop Corner in centro a Pordenone dove la cooperazione è protagonista

Un angolo di centro storico di Pordenone tutto dedicato alla cooperazione, “motore” socio-economico del Friuli occidentale: ha aperto le porte Coop Corner, nuovo spazio di incontro delle realtà produttive, economiche e sociali del territorio, a cura di Confcooperative Pordenone. Sarà attivo, da luglio a dicembre, in Corso Vittorio Emanuele II numero 56, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica, grazie alla disponibilità di Concentro offerta all’interno del progetto della Cciaa Pordenone-Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.

In occasione dell’inaugurazione, è stato presentato il ricco programma che sino a fine anno vedrà ogni settimana, salvo il mese di agosto, protagoniste alcune delle realtà aderenti a Confcooperative Pordenone che presenteranno le proprie attività in una serie di eventi. Inoltre, attraverso i totem informativi allestiti nel Coop Corner, viene mostrato cos’è la cooperazione, quali e quante cooperative operano nel territorio provinciale, cosa fanno e come possono essere utili a enti, associazioni e consumatori.
«Coop Corner non è un semplice spazio informativo – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli -, ma un punto di connessione tra il nostro mondo cooperativo e il cuore di Pordenone, capoluogo punto di riferimento per tutta la sua area vasta. Questo corner “mette in vetrina” le nostre realtà, promuovendone non solo i servizi ma anche i valori mutualistici. Sarà un modo diretto e moderno per farci conoscere a un pubblico ancora più ampio. Grazie alla Camera di Commercio di Pordenone-Udine: per sei mesi, grazie al coordinamento dei nostri uffici guidati dal direttore Marco Bagnariol e alla partecipazione delle nostre cooperative aderenti, questo sarà il centro della nostra attività comunicativa, aperto a tutti».
All’inaugurazione presenti anche Silvano Pascolo, presidente di Concentro, che ha sottolineato l’importanza di questo progetto nel cuore del centro pordenonese, e Morena Cristofori, assessore alle attività produttive del Comune di Pordenone, che ha ricordato il valore della cooperazione per il territorio. A salutare gli intervenuti anche il consigliere regionale Markus Maurmair. Alla fine buffet con prodotti delle cooperative locali.
Nel mese di luglio Coop Corner osserverà i seguenti orari: il mercoledì dalle 10 alle 12.30; giovedì dalle 10 alle 12.30 e dalle 20 alle 23 in occasione dell’apertura serale dei negozi; venerdì dalle 15.30 alle 19.30; sabato dalle 9.30 alle 13.30.
Ecco, dunque, i primi appuntamenti del mese di luglio. Da mercoledì 12 a sabato 16 protagonista del Coop Corner sarà la cooperativa Co.Pro.Pa Produttori Patate Fvg. Giovedì 13 dalle 20 alle 21.30 “Fiabe sotto le Stelle” a cura di Melarancia. Sabato 15 alle 11 “Le Ricette della tradizione, evento con degustazione” a cura di Co.Pro.Pa Produttori Patate Fvg. Giovedì 20 dalle 21 “Una Voce sotto le Stelle” a cura della Scuola di Musica SoundCem.

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In copertina, un momento dell’inaugurazione: da sinistra, Pascolo, Piccoli, Cristofori e Bagnariol; all’interno, due immagini del Coop Corner e il Totem informativo.

Incoraggianti segnali di ripresa economica dopo il tornado Covid

Una rinnovata fiducia per la ripartenza dell’economia, a qualche mese di distanza da un lockdown pesantissimo, ma che le aziende friulane stanno cercando di superare mettendo in campo tutte le energie positive. La presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bini, alla seduta di giunta della Cciaa di Pn-Ud ha fornito l’occasione per ribadire le buone sensazioni che i rappresentanti di tutti i settori economici stanno registrando dopo i mesi di blocco e con particolare intensità soprattutto nell’ultimo mese. «C’è nuova vitalità – ha detto il presidente Giovanni Da Pozzo, introducendo gli interventi dei componenti di giunta -. È chiaro che i dati raccolti nel momento del lockdown o del primo post-lockdown erano tutti negativi. Ma è nostro dovere guardare avanti e i segnali che ci arrivano da tutti i comparti ci fanno ben sperare, segno anche del grande lavoro messo in campo in questi mesi, in cui c’è stata, va ribadito, una collaborazione più che proficua con la Regione, di cui ringraziamo l’assessore Bini». Da Pozzo ha tracciato un quadro ad ampio raggio.

«L’industria sta dimostrando un recupero trasversale – ha elencato Da Pozzo –. Dal turismo, che nel nostro territorio rappresenta il 72% del totale regionale, ciò che sento in questo mese è una tendenza alla positività e una rinnovata fiducia anche guardando alle prenotazioni per i prossimi mesi, mentre solo due mesi fa le sensazioni erano completamente diverse. Certo, la situazione è complessa e permangono alcuni comparti in difficoltà, come alcuni segmenti del commercio, ma dobbiamo ricordare che il periodo pre-Covid non era di certo un momento espansivo per la nostra economia. Speriamo davvero che questa fiducia permanga e continueremo a collaborare con la Regione, puntando alla massima efficacia degli strumenti legislativi di prossimo varo».

I commenti ottimistici sono arrivati trasversalmente da tutti i rappresentanti dei diversi settori in giunta. Michelangelo Agrusti, alla sua prima seduta in veste di vicepresidente, ha evidenziato l’importanza anche di una narrazione che di un’iniezione di energia al sistema produttivo. «Per quanto riguarda l’industria – ha aggiunto – gli indicatori di quest’ultimo periodo sono positivi, in ripresa anche quelli che avevano registrato più difficoltà, come l’automotive. Non dimentichiamo che questo Paese era fermo prima del Covid, il quale se da un lato ha gravato sulle nostre imprese, dall’altro ha dato una sorta di spinta propulsiva. Dallo stare a casa, dalla casa, è ripartito tutto. Si sono messe in moto nuove cose, a partire dall’immobiliare, dall’arredo al wellness». Sulla stessa linea Anna Mareschi Danieli, che ha parlato di segnali di decisivo miglioramento, «ovviamente ricordando da dove partiamo – ha evidenziato la rappresentante degli industriali udinesi in giunta –. Ovvio, non siamo ai livelli pre-2008, ma la situazione è positiva».

Insomma, l’attesa di dati ben peggiori si è rivelata invece più contenuta per l’industria e i dati negativi (dall’atteso -40% si è arrivati a un -15%) sono di una dimensione normale e comprensibile, mettendo in conto il periodo di stop. Alberto Marchiori, per il commercio pordenonese, ha ribadito che «c’è stato recupero, ma è stato perso molto. Importante – ha evidenziato – il tema della rigenerazione urbana e il problema della desertificazione delle città, che sta continuando e va affrontato», ricordando il progetto pilota presentato al governatore Fedriga. Buone sensazioni anche dalla rappresentante della piccola e media industria Lucia Piu, specie per le imprese più patrimonializzate, e segnali di ritorno su livelli accettabili anche per l’artigianato, con le parole di Silvano Pascolo ed Eva Seminara, evidenziando la necessità di porre attenzione soprattutto alle imprese più piccole, in maggiore difficoltà. Per l’agricoltura, secondo Marco De Munari ci sono sfide importantissime, il settore è rimasto colpito dall’emergenza sanitaria e bisogna lavorare per riorganizzare il sistema in modo più efficace e in rete.

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In copertina e all’interno tre immagini della riunione camerale.

Coronavirus? Tsunami sull’economia del Friuli: fatturati giù dell’80%

Il Coronavirus è stato un autentico tsunami sull’economia friulana. Crollo dei fatturati per l’80% delle imprese (83% a Pordenone e 79% a Udine), crollo degli ordinativi per il 75%. Il Covid-19 ha avuto forte impatto per circa il 70% delle imprese, spingendole a modificare la struttura organizzativa (nel 45% dei casi) o le modalità di approvvigionamento, produzione e distribuzione (37%). Un’impresa su cinque ha sospeso l’attività, il 35% l’ha “solo” ridotta. Il 66% delle imprese ha utilizzato la Cassa Integrazione e gli strumenti di sostegno.
L’emergenza sanitaria sta lasciando tracce profonde e pesanti anche sull’economia dei territori di Pordenone e Udine: la sensazione era ormai palese, ma ora sono arrivati i numeri a confermarla, stando alle rilevazioni della prima indagine congiunturale del 2020 (relativa al 1° trimestre e aspettative per il 2°) commissionata dalla Camera di Commercio Pn-Ud e realizzata da Questlab Srl, con interviste completate tra il 15 maggio e il 9 giugno a 1.158 imprese con più di tre dipendenti, appartenenti alle diverse classi dimensionali e ai differenti settori merceologici di manifattura (con subfornitura), edilizia, commercio e servizi dell’ospitalità.
Se già, dunque, il secondo semestre 2019 aveva mostrato evidenti segnali di stagnazione dell’economia, da metà febbraio il diffondersi dell’epidemia e, da marzo, i rigorosi provvedimenti di contenimento, hanno inciso con ulteriore impatto, alterando le scelte e le possibilità di produzione e investimento delle imprese, di consumo delle famiglie e il funzionamento del mercato del lavoro. L’indagine congiunturale ha concentrato il suo focus proprio sull’impatto del Covid sull’economia locale, andando poi a scandagliare produzione e fatturati, ordinativi, impatto sull’occupazione nel primo trimestre e previsioni per quello in corso.

Pascolo e Da Pozzo.

«Il quadro congiunturale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –, analizzando il primo trimestre, conferma una situazione grave del tutto eccezionale, che inevitabilmente farà sentire i suoi effetti anche nei prossimi mesi, anche se è vero che per qualche settore già ora cominciano fortunatamente a vedersi alcuni buoni segnali e dobbiamo essere fiduciosi e positivi nel pensare alla rinascita della nostra economia. È chiaro, però, che in questi mesi il calo della produzione ha di fatto fermato l’industria non solo di Pordenone-Udine ma dell’intero NordEst e le fortissime ripercussioni dell’emergenza per tutta la filiera legata al turismo, qui in regione rappresentata da oltre 25 mila imprese e architrave vitale del nostro tessuto produttivo, ci preoccupano anche per il futuro. Siamo in una situazione eccezionale in tutti i sensi. Ci siamo trovati di fronte a mancanza di domanda e mancanza di offerta. È chiaro che è qualcosa di assolutamente straordinario e con la prossima indagine potremo probabilmente capire meglio se la congiuntura negativa si attenuerà, come speriamo, o se ci troveremo in una situazione ancora difficile. Il fatto, però, che diverse attività facciano fatica a riprendere o addirittura non abbiano riaperto è un segnale chiaro dell’incertezza pesante del momento e di una difficoltà degli imprenditori a rimettere in moto il motore della propria impresa».

Un momento dell’incontro.

Secondo i dati del Centro studi camerale che aiutano a completare il quadro, infatti, è evidente questa mancanza di sicurezza e fiducia anche dal fatto che le iscrizioni di nuove imprese non sono mai state così basse, considerando i primi semestri almeno dal 2012 al 2020. Solo 1.589 le iscrizioni, nel 1° semestre 2020 nei Registri imprese di Pordenone e Udine, mentre gli anni scorsi erano sempre attorno alle 2.200 (spesso superate di gran lunga). Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni, pur se praticamente sempre negativo nei primi semestri dal 2012 a oggi, è quest’anno quasi doppiamente negativo: -589, a fronte di un -292 dello scorso anno.
«Non vi è dubbio – aggiunge il componente di giunta camerale Silvano Pascolo –: la situazione è pesante, i comparti strategici del Pordenonese soffrono. Pur tuttavia, dalla manifattura e dalla meccanica di precisione sono giunti segnali non negativi: penso allo stabilimento Electrolux di Porcia che produce lavatrici, dove il ritmo di produzione sta tornando alla normalità, ma anche ad alcune grandi aziende del legno-arredo che, grazie ai provvedimenti governativi, sono riuscite a mantenere stabile l’occupazione, ed anzi, ad assumere lavorando a pieno ritmo. Penso, infine, alle imprese, ce lo dice il nostro Centro Regionale della Subfornitura, che hanno già scommesso sull’estero con buon anticipo nonostante la contingenza. Ecco, mi auguro che alle azioni decise degli imprenditori corrispondano misure di contenimento della crisi altrettanto coraggiose e immediatamente attuabili».
(1 – continua)

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

 

 

Coronavirus, “tsunami” sull’artigianato Fvg: il crollo è del 50%

“I numeri parlano chiaro. L’emergenza da Coronavirus si è abbattuta sul mondo dell’artigianato come uno ‘tsunami’ producendo un danno che solo nei mesi a venire potrà essere calcolato in tutta la sua gravità”. Lo ha detto ieri il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, aprendo la conferenza stampa che ha visto intervenire in streaming, assieme a lui, i presidenti di tutte le unioni territoriali provinciali. I dati sono allarmanti: se a inizio anno gli artigiani friulani stimavano un aumento del 25% del fatturato nel 2020, all’inizio di marzo la previsione è radicalmente mutata. A dirlo è l’integrazione all’indagine congiunturale svolta dall’ufficio studi dell’associazione di categoria che in questi primi giorni di marzo è tornato ad interpellare, assieme ad Irtef, un significativo campione di imprese sugli effetti dell’epidemia.

Tilatti con i suoi collaboratori.

Dati drammatici. Il risultato del sondaggio parla chiaro. Da un saldo d’opinione sul fatturato estremamente positivo, come detto pari al +25%, si è passati nell’arco di poco più di un mese al -50%. “E’ il peggior risultato da quando svolgiamo l’indagine – ha commentato il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio, illustrando i dati -. A questo si aggiunga che molti artigiani lavorano su commessa e al momento non sono ancora in grado di stimare l’effetto negativo dell’emergenza, potranno farlo solo tra alcuni mesi”. Ai dati emersi dall’indagine congiunturale, l’associazione ha affiancato quelli ricavati da un sondaggio online che restituisce diverse difficoltà: dalla cancellazione degli ordini, che a marzo interessa 7 artigiani su 10, alla consegna delle materie prime che sta mettendo in difficoltà 4 artigiani su 10.

Appello al Governo. “Chiediamo una proroga vera ai pagamenti. Spostare i termini al 30 aprile è un primo passo, ma non è sufficiente”, ha dichiarato il presidente Tilatti invocando un pacchetto di misure a sostegno delle piccole, piccolissime e medie imprese che vada dalla sospensione dei mutui e dei pagamenti in genere, al potenziamento della cassa integrazione per i dipendenti, alla concessione di liquidità immediata che possa poi essere restituita nel lungo termine. “Sono queste le azioni che chiediamo al Governo, quanto alla Regione ieri è stato approvato un primo, importante disegno di legge che mette a disposizione risorse per commercio, turismo e anche per l’artigianato di servizio. Dialogheremo costantemente con l’amministrazione regionale, che ringraziamo per questo primo intervento, affinché risponda in modo ancor più efficace alle difficoltà del nostro mondo che oggi è qui, unito, a testimoniare sì la gravità della situazione, ma anche a dimostrarsi determinato nel superarla”.

Troppo poco 30 aprile. Quattro province di Confartigianato insieme, unite a Cna e Ures per l’artigianato del Fvg. L’emergenza impone unità e le territoriali oggi hanno dimostrato una volta in più la capacità dell’artigianato di rispondere alla sfida come un corpo unico. I presidenti provinciali si sono fatti eco. “Quella dei pagamenti al 30 aprile non è una proroga, ma una presa in giro – ha detto Silvano Pascolo, numero uno degli artigiani pordenonesi -. Il termine lo decideremo, a fine emergenza, sapendo già oggi che la condizione minima dovrà essere il 31 dicembre. Senza sanzioni, senza interessi”. Ariano Medeot, presidente dell’associazione di Gorizia, ha chiesto che i Comuni sospendano il patto di stabilità liberando risorse e che la Regione posticipi i termini dei bandi Cata. “Perché ora come ora le imprese non investono, sono bloccate. Ci serve tempo per superare l’emergenza sanitaria e poi economica”. “La più grande emergenza conosciuta dall’Italia repubblicana”, gli ha fatto eco Dario Bruni, presidente di Confartigianato-Imprese Trieste. Una situazione straordinaria che richiede misure straordinarie. “Domani – ha fatto sapere Bruni – il comitato di presidenza di Confidi Fvg adotterà soluzioni per far fronte alla mancanza di liquidità delle imprese, ma il Confidi, lo sappiamo, eroga garanzie, il resto lo fanno le istituzioni, che devono in questa fase essere al nostro fianco”.

Europa nel mirino. Più d’una critica è stata rivolta all’Europa e alle sue istituzioni, ancora una volta poco determinanti se non, nel caso di alcuni Stati membri, addirittura ostili nei confronti del Paese e, considerata la peculiarità del Fvg in quanto regione di confine, anche del nostro territorio. Si è sfiorata la chiusura del confine con la Slovenia, nonostante siano “numerosi gli sloveni che lavorano in Fvg e sempre più anche gli italiani che per ragioni di lavoro attraversano il confine. La prospettiva di una sua chiusura – ha detto Andrea Sik, direttore dell’Unione regionale economica slovena (Ures) – ha creato nei giorni scorsi non poche preoccupazioni, che poi fortunatamente si sono risolte”.

Smart working. Laddove possibile, per i 200 dipendenti in forze tra Unione e Società di servizi, è stato attivato lo smart working, nel resto dei casi vengono osservate tutte le disposizioni del ministero in ordine alle distanze e ai dispositivi di protezione individuale. “Continuiamo a fare il nostro lavoro, ad assicurare assistenza alle imprese che specie in questo momento non devono sentirsi abbandonate – ha assicurato il consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Lo facciamo con grande professionalità, attenti alla salute dei nostri dipendenti e degli associati, ai quali nonostante questa fase di difficoltà garantiamo regolarmente i servizi”.

Una sede associativa in Friuli.

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

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Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.