Domani gli ambulatori al lume di candela prima che la medicina generale si spenga

Una giornata a lume di candela per chiedere attenzione da parte della politica alla medicina generale, finora ignorata nei provvedimenti in discussione nelle finanziarie sia a livello nazionale che nelle varie Regioni: anche in Friuli Venezia Giulia gli aderenti alla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti) aderiranno all’iniziativa in programma domani 15 dicembre. La giornata sarà segnata dallo slogan “Siamo al lumicino – interveniamo prima che la medicina generale si spenga e con lei il Servizio sanitario nazionale”.

Fernando Agrusti


«Anche noi in quella giornata – spiega il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg – accoglieremo i nostri pazienti a lume di candela. Una decisione presa per sottolineare le condizioni critiche in cui lavorano i medici di famiglia, senza però ricorrere a sistemi di protesta più radicali che, in questo momento di picco dell’influenza stagionale e recrudescenza della pandemia, sarebbero contrari al senso di responsabilità verso i cittadini assistiti che da sempre caratterizza questa professione».
Seppure rispettoso del servizio, il segnale che si vuole lanciare è forte. La Fimmg segnala come ancora una volta la medicina di famiglia venga ignorata nei provvedimenti in discussione a sostegno delle imprese e degli studi professionali per sopperire ai costi del caro energia e dell’inflazione: oltre ad averla dimenticata nei provvedimenti dedicati al ristoro dei dipendenti pubblici – per i quali è stata prevista una indennità una tantum per il 2023, come anticipo sul prossimo contratto, pari all’1,5% dello stipendio – è stata esclusa anche dai provvedimenti del cosiddetto Dl Aiuti quater a favore delle imprese.
«Probabilmente – aggiunge Agrusti – non è ancora chiaro che il medico di famiglia è un libero professionista convenzionato, assimilabile ad una piccola impresa, e come tale tutti gli oneri di gestione del proprio studio professionale sono a suo carico, compresa la presenza di personale amministrativo e infermieristico. Non si comprende, allora, perché escluderlo dai provvedimenti che prevedono agevolazioni per le imprese e gli studi professionali dal momento che, al contrario di altri professionisti che operano con partite Iva e con costi di gestione a proprio carico, il medico di medicina generale non può adeguare le tariffe delle proprie prestazioni ai costi sostenuti essendo un servizio pubblico regolamentato da una convenzione con il Servizio sanitario nazionale, peraltro ferma al 2018. Per queste ragioni anche in Friuli Venezia Giulia come Fimmg vogliamo dare un segnale a tutte le forze politiche, locali e nazionali, che in questo momento stanno discutendo la prossima Legge di bilancio. Il tutto, lo ripetiamo, senza far venire meno il nostro impegno per i pazienti, che non verranno penalizzati dalla protesta».

 

Modello cooperativo nella sanità Fvg e pandemia in un webinar per i medici Pn

«La drammatica lezione della pandemia da Sars-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di “salute di comunità e nella comunità”. Il modello cooperativo in sanità, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida»: le parole del dottor Giorgio Siro Carniello, referente delle cooperative sanitarie all’interno di Confcooperative Pordenone, introducono il webinar “Modello Cooperativo in Sanità”, organizzato da Confcooperative Pordenone con il patrocinio dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Pordenone. L’iniziativa online si terrà venerdì 9 luglio, dalle 17.30 alle 19, ed stata è organizzata in collaborazione con Confcooperative Sanità (la federazione nazionale di settore), rivolgendosi in particolare ai medici di Medicina generale ed ai medici della Continuità assistenziale. Per ricevere la password per partecipare bisogna registrarsi a questo link: https://forms.gle/xrjZoJsXBBUufd5w5

Luigi Piccoli

«Un’occasione – ha affermato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – per ragionare attorno ai servizi in ambito medico che le cooperative possono dare contribuendo al miglioramento di tutto il welfare sanitario, a fianco del settore pubblico». «È necessaria – ha aggiunto Carniello – una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari. La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire».

Giorgio Siro Carniello

PROGRAMMA

Presentazione di Confcooperative
Luigi Piccoli, presidente Confcooperative Pordenone

Giorgio Siro Carniello, referente cooperative sanitarie Confcooperative Pordenone

Indirizzo di saluto a cura di Azienda sanitaria Friuli Occidentale, dottor Michele Chittaro, direttore sanitario
Indirizzo di saluto a cura dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pordenone, dottor Guido Lucchini, presidente

Introduzione al tema della cooperazione medica: Raffaele Sellitto, vicepresidente Confcooperative Sanità – settore cooperative mediche e co-coordinatore dell’Alleanza Cooperative Medici

Parte formativa divulgativa: Marco Battisti, Confcooperative Sanità
– Contesto di riferimento (situazione epidemiologica, livello offerta servizi nel Paese) – L’Impresa cooperativa (peculiarità, concetto di scopo mutualistico, tipologia di soci, cooperazione sociale); – Caratteristiche del mercato sanitario e fondamenti della cooperazione in sanità; – Lo scenario per la medicina territoriale; – Che cosa è una cooperativa di medici: – La cooperativa sociale di medici – La cooperativa di servizi – Opportunità e vantaggi per il socio di una cooperativa sanitaria –

Progettualità nel quadro del Pnrr Presentazione best practice (storytelling) Simona Clerici: direttore operativo e consigliere “Medici Insubria Società Cooperativa”
Question time

Ospedale di Pordenone.

PRESENTAZIONE DEL DOTTOR
GIORGIO SIRO CARNIELLO

La drammatica lezione della pandemia da SARS-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di «salute di comunità e nella comunità». È necessaria una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari.
Ciò che rende oggi eccessivamente costosa l’assistenza sanitaria è da una parte la multimorbosità da malattie croniche (scarso utilizzo di strategie preventive), e, dall’altra, la maggiore condizione di vulnerabilità sociale, familiare ed economica delle persone (determinanti socioeconomici di salute). Per rendere il Sistema Sanitario appropriato, equo e sostenibile è necessario dotarlo non solo di risorse adeguate (umane e tecnologiche), ma anche di innovare le sue strategie e la sua organizzazione complessiva.
È indispensabile dare assoluta priorità al potenziamento e alla ristrutturazione dell’assistenza integrata sociosanitaria territoriale, come sottolineato anche dalla Corte dei Conti (2020). È diritto e aspirazione di ogni persona vivere e curarsi nel proprio contesto di vita, con il sostegno dei servizi domiciliari e territoriali. Ciò è più efficace e sicuro, a maggior ragione quando la persona è più vulnerabile: anziana e non autosufficiente, con malattie croniche, con problemi di salute mentale, dipendenze e disabilità, ecc.
Il modello cooperativo in sanità, oggetto del webinar, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida di rinnovamento, poiché può aggregare professionisti ed operatori dell’assistenza sul territorio in imprese non speculative (privato non profit), gestite democraticamente, aperte alla partecipazione del cittadino e votate ai principi della sussidiarietà e della solidarietà. L’obiettivo è quello di offrire al cittadino servizi moderni multiprofessionali e multidimensionali, tra loro integrati e flessibilmente combinati a misura delle esigenze dell’utente, visto nella sua condizione di persona fragile e bisognosa di assistenza. L’impresa cooperativa fondata sulla mutualità trasforma i professionisti sanitari, da semplici fornitori di prestazioni, in soggetti collettivi che organizzano l’elemento professionale e lo pongono al servizio del cittadino, attraverso una relazione virtuosa di partenariato con l’istituzione pubblica, titolare della funzione di governance (programmazione, regolazione, committenza, controllo).
La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze, ecc. che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire.

 

La salute è (ancora) un diritto? Domani viaggio con Cirri su Rai3

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane più intense della crisi pandemica Covid-19. Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio sanitario nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978. Che in un anno garantisce 23.600.000 accessi al pronto soccorso, 53 milioni di giornate di degenza e 579 milioni di ricette.
Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar, in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio sanitario nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Quest’anno Massimo Cirri, come tutti, ha trascorso mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure.

Massimo Cirri

Ma da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio sanitario nazionale”, in onda in anteprima su Rai3 domani 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto dallo stesso Cirri attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato Nord-Est che prima del Coronavirus scendeva in piazza per difendere il Servizio sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione. Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio sanitario nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine –, conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio sanitario nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità.

Alla ricerca delle radici profonde del Ssn, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario capitale umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un Ssn a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo? Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani. Altan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

ECCO CHI SONO

Massimo Cirri

Psicologo, conduttore radiofonico, scrittore e autore teatrale. È nato il 27 dicembre 1958 a Carmignano, in Toscana. Inizia la sua attività radiofonica negli anni ’80 a Radio Popolare, parallelamente a quella di psicologo. Dal 1997 lavora a Radio2, dove crea Caterpillar, il programma che ha lanciato “M’illumino di meno”, e di cui è ancora conduttore. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della Città di Milano.

Chiara D’Ambros

Film Maker, collabora con Report Rai3, dal 2017. Autrice e regista teatrale e radiofonica per Rai Radio2 e Radio3, dal 2010. Nata il 22 aprile 1978 a Valdagno, consegue nel 2009 un dottorato in Sociologia presso l’Università di Padova. Collabora dal 2014 con la testata online Globalist. Co-autrice di AAV storia di una B.rava R.agazza”, spettacolo vincitore della prima edizione del Premio Dante Cappelletti, nel 2004. Autrice e regista del documentario “Deai, Incontri. Un viaggio in Giappone”, 2016.

QUEL CHE SERVE. UN VIAGGIO NELLE RADICI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
IN ONDA: Rai 3, venerdì 29 maggio ore 23.15
di Chiara D’Ambros e Massimo Cirri, regia di Chiara D’Ambros, con Massimo Cirri
e con Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot e molti operatori del Servizio sanitario nazionale.

—^—

In copertina, Massimo Cirri mentre incontra i medici in un ospedale.