Il decano dei barbieri e la giovane sarta sono i simboli dell’artigianato che resiste

La zona rossa non ferma le celebrazioni per San Giuseppe Artigiano, in programma per oggi 19 marzo. Se la tradizionale festa di consegna delle benemerenze è rinviata, il messaggio alle imprese del presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, arriverà anche stavolta. Più forte e determinato di sempre. E non sarà il solo. Accanto a Tilatti interverranno il presidente nazionale dell’associazione, Marco Granelli, il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. Non in presenza, ma in un video di 25 minuti che condensa anche quattro premiazioni simboliche a due artigiani – il decano dei barbieri friulani e una giovane sarta – e a due istituti di formazione – Bearzi e Civiform. Il video andrà in onda questo pomeriggio, alle 18, su Telefriuli e sarà poi rilanciato sui canali social dell’associazione.

Giovanni Trevisan, quasi 90 anni.

IL MESSAGGIO
«Il momento è difficile, ma rinnoviamo alle imprese il nostro sostegno e la nostra vicinanza. Nessuno deve sentirsi abbandonato. Nessuno lasciato indietro. Confartigianato c’è e sta facendo il possibile per portare le istanze di ogni singola categoria ai tavoli che contano – dichiara il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Per uscire dalla pandemia abbiamo bisogno che la campagna vaccinale sia portata rapidamente a termine e che altrettanto rapidamente arrivino gli indennizzi alle imprese, fondamentali per onorare gli impegni con i fornitori. Un pensiero particolare lo rivolgiamo alle imprese che in zona rossa hanno dovuto sospendere l’attività. Sono 3.287 su un totale di 27.801 in regione, 1.546 in provincia di Udine su 13.784. L’auspicio è che questo stop duri poco e che grazie agli aiuti possano riprendere il cammino interrotto. Non ultimo ricordiamo chi in quest’anno terribile non ce l’ha fatta. Ringraziamo le istituzioni che ci hanno supportato. E ancora tutto il personale sanitario, che ha lavorato in prima linea a rischio della propria salute»». A Tilatti si sono uniti come detto Granelli, Fedriga e Bini. «La distanza non ci deve far sentire lontani, ma più uniti che mai – ha esordito il leader nazionale di Confartigianato, Marco Granelli -. Nulla, dopo la pandemia, sarà più come prima. Dovremo prepararci a cambiare, ad accettare le sfide dell’innovazione per le nostre imprese. Non sarà facile, ma dovremo farlo, sostenuti da chi ha la responsabilità delle scelte politiche, tanto a livello nazionale quanto locale». Un impegno al quale non si sottrae il governatore Massimiliano Fedriga, che nel suo messaggio assicura il proprio impegno. «Oltre ai ristori dati a molte attività, la Regione si sta battendo con il Governo perché nel nuovo decreto vengano inserite tutte le necessità di ristori al fine permettere la sopravvivenza di queste realtà che sono il tessuto portante dell’economia del Friuli Venezia Giulia».

Ambra Tilatti, 32 anni.

I PREMI
Sono come detto oltre 27mila le imprese artigiane in regione, 13mila in provincia di Udine. Tante, tutte meritevoli di un riconoscimento. Tilatti ha quindi deciso di premiarne due per premiarle tutte. Ha scelto Giovanni Trevisan e Ambra Tilatti, lui di Buttrio e lei di Remanzacco, lui quasi 90enne e lei di 32 anni, lui barbiere e lei sarta. «Sono la sintesi perfetta della resilienza dei nostri artigiani, della voglia di fare, della creatività e del sacrificio. Giovanni continua a lavorare anche se si prepara a compiere 90 anni e potrebbe da tempo godersi in pace la pensione, Ambra ha scelto di tornare in Friuli, dopo varie esperienze all’estero e di aprire la sua attività, in un giorno che tutti vorremmo dimenticare: il 9 marzo 2020, il primo del lockdown, ma anche il primo di una nuova impresa. Una delle 682 nate l’anno scorso – continua il presidente -, poche rispetto a qualche anno fa, ma un numero consistente se inserito nel contesto della pandemia». Confartigianato Udine ha quindi voluto consegnare un riconoscimento anche all’Istituto salesiano Bearzi di Udine e al Civiform di Cividale, «perché se possiamo contare su giovani competenti e preparati lo dobbiamo a loro, a queste due istituzioni della formazione sul nostro territorio che anche in questo periodo difficilissimo non hanno abdicato un solo giorno alla loro missione e continuano a lavorare per i giovani, per il loro e il nostro futuro».

Il video delle premiazioni andrà in onda questo pomeriggio, alle 18, su Telefriuli e sarà poi rilanciato sui canali social dell’associazione.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti e qui sopra una sede di Confartigianato Fvg.

Tilatti a Fedriga: sono pronti i ventidue ambulatori degli Artigiani per i vaccini

(g.l.) Anche in Friuli Venezia Giulia, l’uscita dall’emergenza sanitaria con la tanto auspicata ripresa dell’economia passa attraverso efficaci misure di contenimento della pandemia e un’adeguata campagna vaccinale. Nella quale quale anche gli artigiani sono pronti a dare un fattivo contributo, come è stato assicurato ieri dal presidente Graziano Tilatti. «Dinanzi alla comunicazione del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ci sentiamo anzitutto caricati – ha detto infatti a commento dell’incontro virtuale avuto con il leader regionale – di un rinnovato senso di responsabilità. Le valutazioni del governatore ci trovano in perfetta sintonia: se è necessario chiudere si chiuda, ma con rigore scientifico, in particolare nelle zone con il più alto tasso di contagio. Confartigianato-Imprese Udine e tutto il sistema regionale di Confartigianato è al fianco della Giunta. La pandemia può essere battuta solo con un’accelerazione del piano vaccinale, accelerazione che siamo pronti a sostenere: lo abbiamo detto oggi al governatore offrendogli i nostri 22 ambulatori di medicina del lavoro sparsi in maniera capillare sul territorio».

Fedriga con Riccardi.

«Dopo il continuo decremento a partire dal 10 gennaio scorso di contagi e ospedalizzazioni con una costanza di presenze in terapia intensiva, nell’ultima settimana abbiamo invece assistito ad un’inversione di tendenza con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri. Per mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione, stiamo valutando delle nuove misure per tutta la regione e più restrittive per le zone più a rischio del territorio», ha detto Fedriga, presenti il vicegovernatore Riccardo Riccardi, gli assessori regionali all’Istruzione Alessia Rosolen, alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, durante gli incontri con i capigruppo in Consiglio regionale, l’Anci, i prefetti, i sindacati, le categorie economiche e l’Ufficio scolastico regionale. Si è trattato – come informa Arc – di riunioni in videoconferenza volute per aggiornare sulla situazione epidemiologica e confrontarsi con i soggetti istituzionali e non, sulle misure da adottare per il contenimento dell’emergenza anche alla luce dell’incontro telematico, della mattina, sul Dpcm per le misure anti-Covid alla presenza dei ministri per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza.

«Pordenone e Trieste sono ancora aree dove l’incidenza dei contagi non è esplosa – ha detto il governatore -, mentre l’indice è alto e preoccupante nelle ex province di Gorizia e ancora di più in quella di Udine». Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione. Verrà emanata un’ordinanza sul territorio, l’ipotesi è di procedere oggi, per farla entrare in vigore venerdì con misure di contenimento generali e più specifiche per i territori a rischio. «Non abbiamo assunto ancora alcuna decisione, ma dovremo intervenire anche nell’ambito scolastico sul quale pensiamo di applicare le restrizioni a partire da lunedì in maniera uniforme», ha precisato Fedriga, sottolineando comunque di attendere il nuovo Dpcm in cui è prevista, in zona rossa, la didattica a distanza (Dad) in tutte le scuole di ogni ordine e grado, mentre per la zona gialla e arancione la Dad sarà decisa dalle Regioni in due casi: qualora i contagi fossero superiori a 250 casi su 100mila abitanti nell’ultima settimana o in presenza di un aumento importante dei contagi.
«Servono misure rigorose, efficaci ma anche accettabili il più possibile – ha aggiunto il governatore -, perché la positiva applicazione delle misure di contrazione della libertà avviene quando vi è la più ampia condivisione possibile». Fedriga ha rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario, la diminuzione dei contagi oltre che la tenuta lavorativa ed economica all’interno dei limiti imposti dal contesto attuale.

Riccardi ha ricordato due elementi di incertezza, in particolare il parametro dei 250 contagi nel provvedimento che il Governo ha assunto con il Dpcm e le indagini sulle varianti – «al 18 febbraio si registrava il 54% della variante inglese nel Paese che oggi significa aver superato il 60%» – e il dato del contagio sulla popolazione studentesca: «non è la scuola che determina il contagio quanto i movimenti dei giovani con le attività extra scolastiche». Riccardi ha ribadito il significativo incremento dei contagi nell’ultima settimana che «ci deve far valutare con attenzione quali scelte assumere» e ha evidenziato come «la colorazione del territorio sconta un ritardo di sette giorni: se pur siamo in zona gialla, il monitoraggio mostra una situazione di preoccupazione, in particolare per alcune aree del territorio».
Si tratta di dati che rischiano di far assumere provvedimenti tardivi secondo Riccardi e Fedriga: «L’Rt guarda ai 15 giorni precedenti, quindi nel prendere misure restrittive rischiamo di essere in ritardo così come nel caso inverso, per allentare i provvedimenti una volta che la situazione è migliorata. Nell’interlocuzione con il ministro Speranza la necessità di modificare questi parametri è stata segnalata».

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In copertina, il presidente degli Artigiani Fvg Graziano Tilatti durante la videoconferenza.

 

Covid, gravissima crisi dei matrimoni: 8 richieste per il rilancio del “wedding”

(g.l.) «La Regione è vicina agli operatori del settore del “wedding”, un comparto dell’arte dei mestieri che presenta elementi di eccellenza, e a fronte di una situazione difficile come quella in atto rivolgerà al Governo pressanti richieste per il suo inserimento tra i settori che maggiormente necessitano di ristoro». Lo ha sottolineato ieri mattina l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella conferenza stampa convocata dalla Camera di commercio di Pordenone e Udine assieme ai rappresentanti delle categorie interessate per presentare lo stato di crisi nel quale versano le aziende dei settori collegati al mondo dei matrimoni, delle altre cerimonie (soprattutto religiose come battesimi, cresime e prime comunioni) ed eventi in genere, costrette al blocco totale dell’attività a causa dagli effetti provocati dai provvedimenti anti-Covid.

«Con il Disegno di legge di prossima approvazione – ha aggiunto Bini – inseriamo un’altra manovra di circa 22 milioni di euro per ulteriori ristori, portando a quasi 80 milioni le risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per venire incontro alle tante aziende maggiormente colpite dagli effetti della pandemia. Uno sforzo molto consistente, che pone la nostra Regione ai vertici a livello nazionale in proporzione agli aiuti stanziati rispetto al numero di abitanti, ma che certamente non può bastare a soddisfare completamente le esigenze delle filiere più colpite. È per questo che anche il settore del “wedding” dev’essere aiutato in modo più concreto dallo Stato, che dispone certamente di maggiori mezzi finanziari rispetto alle Regioni».
Bini, come informa Arc, ha evidenziato che i dati del comparto non rappresentano semplicemente l’effetto di dinamiche negative di mercato dovute ai problemi contingenti, ma purtroppo fotografano una condizione che è destinata a protrarsi ancora per diversi mesi. «Ciò a danno di realtà – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga – che rappresentano una porzione di pregio del Made in Italy, cioè di quel comparto che per decenni ha dato lustro al nostro Paese e che assieme a quello del terziario, del commercio e del turismo sta subendo in modo drammatico i riflessi della crisi». Non a caso, nella riforma dell’economia regionale, SviluppoImpresa, che approderà in Aula a inizio febbraio, una parte consistente è dedicata anche ad artigianato, commercio e turismo, proprio per favorire la ripartenza di questi settori. «Deve colpire la nostra attenzione – ha precisato Bini – il fatto che nel settore wedding e cerimonie molti sono i differimenti, anche oltre un anno, di matrimoni ed eventi: un dato che evidenzia chiaramente il riverbero negativo sulla intera filiera di un settore altamente specializzato e qualificato, con effetti pesanti sull’economia regionale”. «Ed è per questo – ha colamentato l’assessore – che all’intervento della Regione, che ci sarà anche per il settore del wedding, deve necessariamente unirsi in modo più consistente anche quello dello Stato, a favore di imprenditori che debbono poter continuare a produrre ricchezza e a rafforzare l’immagine del nostro Paese nel mondo».

Parte dunque dal Friuli Venezia Giulia, e si allarga velocemente a tutte le regioni italiane, per diventare un appello e una proposta di portata nazionale: il settore wedding regionale, che conta potenzialmente oltre 16 mila imprese d’eccellenza e 46 mila addetti nelle sue varie e multiformi componenti e oltre 400 mila imprese a livello nazionale, dopo un anno di pesantissime difficoltà dovuto alla cancellazione della quasi totalità di matrimoni, cerimonie ed eventi correlati, prende in mano la situazione e coinvolge Camera di Commercio Pordenone-Udine e Regione Fvg nell’azione di supporto al comparto.
E proprio la Cciaa, come rappresentanza di tutte le categorie, ha raccolto ieri mattina l’appello con la citata conferenza stampa, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore di Confartigianato Udine, a cui si è subito unita Confcommercio Udine e a cui ha aderito anche Confapi Fvg. Nell’evento organizzato nella sede di Udine, con il “padrone di casa”, presidente camerale e di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo, e l’assessore regionale Bini, c’erano il presidente Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il direttore di Confapi Fvg Lucia Piu, al fianco delle categorie e delle imprenditrici che hanno lanciato e stanno promuovendo l’iniziativa: Gloria de Martin, presidente regionale della Moda di Confartigianato-Imprese, Fabio Passon, vicepresidente Confcommercio Udine e presidente Gruppo professioni Confcommercio Udine, Alessandro Tollon, vicepresidente Confcommercio Udine, Stefania Vismara, titolare di Archetipo srl, Renata Lirussi, titolare di Miramode srl e consigliere Federmoda Confcommercio Udine, Luca Tassotto di Tassotto&Max sas e consigliere Gruppo professioni Confcommercio Udine, Loredana Ponta, presidente regionale del Benessere di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara, presidente Confartigianato consiglio zonale Udine.

L’iniziativa si è concretizzata prima della fine del 2020 anche in una petizione, su change.org, con il titolo “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”, che si sta espandendo, come detto, a tutta Italia, grazie alla condivisione delle categorie, che hanno ben chiaro il “peso” e la qualità del comparto wedding sull’economia. Categorie che hanno realizzato un video da diffondere sui social e formulato un documento di sintesi della situazione, con otto proposte operative per il Governo e la Regione. Oltre alla condivisione dell’appello, grazie all’impegno delle consorelle delle categorie coinvolte in tutto il Paese, in molte regioni sono già state adottate iniziative operative: Veneto e Puglia, per esempio, si sono già mosse concretamente e molte altre si stanno muovendo, e inoltre l’Aiom di Confcommercio, Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni, ha fatto arrivare il suo appoggio all’iniziativa friulana, anche tramite le parole della presidente Tiziana Lucioli, che ha evidenziato come la categoria non abbia ricevuto «nessun sostegno, nessun ristoro, nessuna agevolazione da un sistema che ha considerato come confronto il fatturato di un solo mese dell’anno e che nei decreti non ha incluso nessuno dei codici Ateco utilizzati dagli organizzatori».
Lo spettro delle chiusure è concreto: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di chiudere dal 13 al 25 percento delle imprese attive, secondo le ultime stime. Imprese che coprono numerosissimi settori dell’economia e che in Fvg, come detto, avevano registrato una crescita di quasi il 5% negli ultimi 5 anni, prima dell’arrivo del Covid e delle conseguenti misure. C’è poi un’ulteriore difficoltà alla totale impasse del momento: quando ci sarà la ripartenza, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare tutti i dettagli dell’evento.

A confermare la difficoltà del momento, sono stati presentati in anteprima anche i dati dei matrimoni del Comune di Udine, che le categorie hanno scelto come esempio perché possono dare bene un’idea della situazione diffusa tanto in regione quanto in tutta Italia: a Udine, nel 2020, i matrimoni sono scesi nel complesso del 42% rispetto al 2019 (con un calo del 62,5% di quelli religiosi e del 38,3% di quelli civili). Una diminuzione che non ha precedenti nemmeno lontanamente comparabili, ripercorrendo a ritroso la serie storica fino agli anni ’80 (Dati 2020 provvisori, da validare i numeri del mese di dicembre. Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati del Comune di Udine – Ufficio Statistica su Istat, modello D.3, e Anagrafe comunale). Le rappresentanti del comparto hanno cercato in più modi, a livello regionale e nazionale, anche di superare la classificazione per codici Ateco, che non rappresenta a dovere un settore così ramificato e che lo esclude dai sostegni già operativi.

Gli otto punti di proposta al Governo, sintetizzati, pertanto sono:

1. Riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40% della diminuzione di fatturato calcolata come differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019.
2. Riconoscimento di un credito d’imposta del 70% delle spese sostenute, nel 2021 e 2022, per la partecipazione a eventi fieristici di settore, per campagne pubblicitarie, di social e web advertising.
3. Esenzione dall’Imu, Tari e Ires, per 2020 e 2021. In alternativa, uno sgravio non inferiore al 70%.
4. Erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 oppure alla media del fatturato nel triennio 2017-2019, assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero.
5. Riconoscimento sempre agli sposi 2021 e 2022, di un “Bonus Matrimoni” pari al 60% delle spese documentate sostenute corrispondente a un credito d’imposta .
6. Per 2021, 2022 e 2023, il riconoscimento di un contributo forfettario a fondo perduto, di 5 mila euro, per ciascuno degli sposi di nazionalità straniera e non residenti in Italia, nel caso in cui la celebrazione del matrimonio abbia luogo sul territorio italiano.
7. Un contributo regionale per la realizzazione e la promozione di eventi fieristici di settore nel 2021 e 2022.
8. L’introduzione di meccanismi di premialità per i beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisizione o il recupero di alloggi da destinare a prima casa nel caso in cui contraggano matrimonio nel corso del 2021 o del 2022.

Oltre a quello, molto articolato, dell’assessore regionale Bini, ecco infine una sintesi degli altri interventi:

Giovanni Da Pozzo: «La Cciaa ha subito raccolto questo appello perché quello del wedding è un comparto che rappresenta le problematiche di una filiera intera, una serie di mondi che si intrecciano tra produzione, servizi, commercio, e che è stata praticamente azzerata. Tra le filiere più colpite in Italia c’è la moda, in cui anche il wedding è ricompreso. La filiera moda raggruppa nel nostro Paese oltre 247 mila aziende, anche piccole e piccolissime, e 800 mila lavoratori, con un giro d’affari di oltre 90 miliardi: un settore che ha avuto dei ristori a livello regionale, ma necessita di cifre importanti da mettere sul piatto a livello nazionale, come richiedono i nostri operatori nel documento. Questa iniziativa è partita da qui: come altre volte facciamo da apripista. E stiamo raccogliendo molte adesioni da tutta Italia».
Graziano Tilatti: «Ringraziamo la Regione che è stata più vicina a questo mondo rispetto al livello nazionale, a cui vogliamo da qui mandare un segnale forte, perché è là che si prendono le grandi decisioni: se aspettiamo ancora, tantissime aziende presto non ci saranno più. Il documento condiviso Confartigianato, Confcommercio e Confapi sta avendo eco per la sua attenzione sia al lato del ristoro e sia a quello dell’offerta».
Lucia Piu: «Anche Confapi Fvg ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa per questo settore per un’azione comune: la sua sofferenza ha effetti anche sulla piccola e media industria e il nostro sistema economico non può permetterselo. Siamo uniti in questa azione perché non vogliamo lasciare indietro nessuno».
Gloria de Martin: «Grazie per aver accolto il nostro grido di dolore, perché siamo stati dimenticati, noi che abbiamo fatto del made in Italy una potenza mondiale. Le micro e piccole imprese stanno soffrendo maggiormente, perché non inserite in alcun modo nei ristori: noi chiediamo di poter sopravvivere, vogliamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto: siamo la storia, il presente e il futuro»
Stefania Vismara: «Noi siamo oggi impossibilitati a lavorare, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato».
Renata Lirussi: «Nel 2020 in Fvg sono stati cancellati 3 mila matrimoni e da questo numero pensiamo a tutto quello che è crollato di conseguenza nei settori che sono a esso correlati. Settori con professionisti che devono prepararsi almeno un anno prima del matrimonio. Dobbiamo programmare e lavorare per il futuro, e in questa situazione siamo messi nell’impossibilità di operare, senza alcuna certezza».
Luca Tassotto: «Il mondo dei fotografi ha visto annullare il 90% servizi, con un calo di fatturato del 70-80 percento e fino primavera 2022 non torneremo sicuramente a regime. Siamo tutte imprese che lavorano da decine di anni nel settore: tutti vogliamo rispettare le regole, tutelare la salute come prima cosa, ma bisogna considerare che noi, alla fine, ci troveremo per 2 anni senza un sostegno».

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In copertina, una coppia di sposi dal catalogo ufficiale di Miramode di Tricesimo e all’interno immagini dell’incontro di ieri mattina in Camera di Commercio a Udine.

 

“SviluppoImpresa” in Fvg piace a Da Pozzo e Agrusti. Il sostegno al wedding

È un giudizio positivo di metodo e di merito quello che i presidenti di Confcommercio Fvg, Giovanni Da Pozzo, e Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, rispettivamente presidente e vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, danno del disegno di legge “SviluppoImpresa” appena presentato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ai rappresentanti delle categorie economiche.

Giovanni Da Pozzo


Secondo Da Pozzo, «il mondo del terziario, che ha maggiormente subito gli effetti della crisi causata dalla pandemia, è molto soddisfatto di questo impianto normativo perché tiene conto delle difficoltà contingenti ma guarda al futuro e ai nuovi modelli che su cui l’economia dovrà basarsi per la ripresa. La ripartenza dipenderà anche dalla cornice nazionale che verrà data ai fondi europei». Un plauso, in particolare, va alla centralità attribuita al turismo «un comparto – ha detto Da Pozzo – che fa da motore a tutti gli altri comparti e che giustamente viene sostenuto e migliorato».
Per Agrusti, «la norma è frutto di un confronto che andrebbe preso a modello anche per la riforma di altri settori, come la sanità. L’industria ha tenuto testa alla crisi, molti settori sono in ripresa, questo grazie ad un’assunzione di responsabilità diretta della categoria. Ora è giusto dare aiuto, puntare sulla ristrutturazione finanziaria e sull’ingegneria finanziaria innovativa, all’internazionalizzazione, nonché su un patto stretto e solidale tra settori economici». La giunta, è infine il commento condiviso dei presidenti, ha agito bene sia da un punto di vista tecnico che politico, salvaguardando gli strumenti del passato che hanno dimostrato la loro efficacia e intervenendo in quegli ambiti che adesso richiedono maggiore innovazione e coraggio.

Michelangelo Agrusti

Intanto, la Camera di Commercio Pordenone-Udine raccoglie l’appello delle categorie del settore wedding, pesantemente colpite dalle conseguenze del Covid che ha praticamente azzerato matrimoni, cerimonie e fiere e messo in ginocchio le imprese del comparto. E l’iniziativa di supporto al settore, partita dal Friuli Venezia Giulia, si allarga ora a tutta Italia. Il punto della situazione e le proposte saranno illustrate domani mattina, alle 11, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sede di Udine della Cciaa, in piazza Venerio. Il presidente Da Pozzo ospiterà per l’occasione l’assessore regionale Bini e il presidente di Confartigianato Udine e Fvg Graziano Tilatti, nonché i rappresentanti del settore wedding di Confartigianato Udine, di Confcommercio Udine e di Confapi Fvg e delle imprenditrici e imprenditori del comparto che hanno lanciato e stanno portando avanti l’iniziativa.

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In copertina, un’immagine della sede udinese della Camera di Commercio.

 

Promozione online del Fvg all’estero: semplificate le norme per gli incentivi

La Regione Fvg punta a rafforzare le azioni di promozione all’estero delle produzioni e lavorazioni di pregio del Friuli Venezia Giulia, per favorire e assecondare quella che sarà la ripartenza, in modo da far trovare le nostre realtà sempre più pronte e competitive sui mercati internazionali, agevolando le imprese che hanno già fatto domanda di contributo all’Amministrazione e sono state costrette a orientare l’azione promozionale verso le modalità online. La Giunta Fedriga, su proposta dell’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha infatti approvato il Regolamento, che facendo riferimento alle istanze già presentate, modifica il regolamento precedente in materia di incentivi per l’attuazione di programmi pluriennali di promozione all’estero.
“L’obiettivo che ci siamo posti – spiega Bini in una nota Arc – è quello di sostenere le attività che si trovano a fronteggiare la crisi causata dall’emergenza pandemica, e colmare lo svantaggio che il settore economico-produttivo dell’intero Friuli Venezia Giulia, alla pari di realtà di pregio di altri Paesi, patisce a causa del blocco delle esportazioni e delle numerose attività di promozione. Attività che, fino allo scorso inverno, potevano venire effettuate anche in presenza direttamente nelle aree dei mercati di destinazione dei prodotti”.
Il Regolamento, così modificato, si riferisce alle imprese che al momento dell’entrata in vigore dello stesso non abbiano ancora presentato rendicontazione rispetto ai contributi assegnati, in quanto impossibilitate a completare l’attività di promozione dalle restrizioni causate dalla pandemia. Per questo, è stato fatto slittare il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione da 60 giorni a 12 mesi.
Ma è anche stata prevista la possibilità di mantenere il contributo all’impresa beneficiaria, nel caso la rendicontazione del progetto ammesso al finanziamento contempli modifiche alle modalità di esecuzione rispetto al progetto originario, se le stesse riguardano la partecipazione a fiere e mostre mediante l’utilizzo della piattaforma digitale, che si considereranno ammissibili anche se non contemplate in precedenza all’atto della domanda.
“Nell’occasione – evidenzia infine l’assessore Bini – sono state introdotte per il futuro misure per la semplificazione della presentazione delle domande, secondo il percorso che abbiamo intrapreso fin dall’inizio per rendere meno onerosi gli aspetti burocratici ad aziende che in periodi come questo sono impegnate a mantenere attivo l’assetto produttivo”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini.

 

Fvg, danni dalla nuova serrata anti-Covid: da mercoledì le domande

Dal 18 novembre, e fino al 26, potranno essere presentate le domande per il ristoro delle attività economiche danneggiate in Friuli Venezia Giulia da questa seconda ondata pandemica. La Giunta regionale ha, infatti, approvato in via definitiva l’elenco dei codici Ateco delle attività che verranno aiutate con i 18 milioni di euro di fondi regionali destinati principalmente ai settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport maggiormente colpiti dalla seconda serrata autunnale anti-Covid.
“Dopo il confronto avvenuto con le categorie economiche e con l’approvazione unanime della Commissione consiliare competente abbiamo deciso di implementare l’elenco con due codici Ateco che riguardano orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali e le attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate strettamente connessi al catering”, ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale si è detto soddisfatto “per la celerità con cui il provvedimento è giunto ad approvazione e per l’efficienza degli uffici amministrativi che hanno garantito la possibilità di rispettare i tempi altrettanto celeri di erogazione dei contributi”. Come detto, le domande – come informa una nota Arc – potranno essere presentate a partire dalle 9 di mercoledì prossimo fino alle 18 di giovedì 26 novembre.
Il codice Ateco di riferimento è il codice prevalente come risulta dal registro imprese, con riferimento a quello posseduto alla data di presentazione della domanda. Per le sole imprese agrituristiche i codici Ateco 55.20.52 e 56.10.12 possono essere secondari dell’impresa. I soggetti beneficiari devono essere iscritti al Registro imprese o, in subordine, devono essere iscritti al Repertorio economico amministrativo; iscritti negli albi, registri o elenchi delle guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistiche o ambientali-escursionistiche; guide alpine – maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine; guide speleologiche – maestri di speleologia o aspiranti guide speleologiche tenuti dalla direzione centrale competente in materia di turismo; iscritti nell’elenco dei B&B tenuto dalla medesima direzione.
Qui di seguito ecco, pertanto, il dettaglio dei beneficiari suddivisi per importo del contributo a fondo perduto e relativo codice Ateco.

Contributo di 650 euro: Ateco 2007 – 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici; Ateco 2007 – 93.19.92 – Attività delle guide alpine.

Contributo di 700 euro: Ateco 2007 – 49.32.10 – Trasporto con taxi; Ateco 2007 – 49.32.20 – Trasporto mediante noleggi; Ateco 2007 – 49.39.09 – Altre attività di trasporto (comprende i bus turistici).

Contributo di 900 euro: Ateco 2007 – 55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, b&b, residence; Ateco 2007 – 55.20.52 – Attività di alloggio connesse aziende agricole; Ateco 2007 – 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione; Ateco 2007 – 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche; Ateco 2007 – 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie; Ateco 2007 – 91.01.00 – Gestione biblioteche, mediateche e service; Ateco 2007 – 91.02.00 – Gestione musei; Ateco 2007 – 91.03.00 – Gestioni luoghi storici e attrazione simili.

Contributo di 1.200 euro: Ateco 2007 – 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi; Ateco 2007 – 85.52.00 – Corsi di danza e altra formazione culturale. Un contributo di 1.200 euro va anche alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive senza codice Ateco affiliate a Federazione Ginnastica d’Italia (Fgi), Federazione Italiana Danza Sportiva (Fids), Federazione Italiana Sport Rotellistici (Fisr), Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (Fijlkam), Federazione Italiana Scherma (Fis).

Contributo di 1.500 euro: Ateco 2007 – 55.20.20 – Ostelli della gioventù; Ateco 2007 – 55.20.30 – Rifugi di montagna; Ateco 2007 – 55.20.40 – Colonie marine e montane; Ateco 2007 – 55.30.00 – Aree di campeggio e aree attrezzate camper e roulotte; Ateco 2007 – 55.90.20 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi annessi tipo alberghiero; Ateco 2007 – 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie; Ateco 2007 – 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti; Ateco 2007 – 56.10.42 – Ristorazione ambulante; Ateco 2007 – 56.21.00 – Catering per eventi, banqueting; Ateco 2007 – 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili; Ateco 2007 – 79.90.11 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi e altri eventi ricreativi; Ateco 2007 – 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle Agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 82.30.00 – Organizzazione di convegni; Ateco 2007 – 90.02.01 – Noleggio con operatore di strutture per manifestazione e spettacoli; Ateco 2007 – 90.02.02 – Attività nel campo della regia; Ateco 2007 – 90.02.09 – Altre attività di supporto; Ateco 2007 – 90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche; Ateco 2007 – 93.11.10 – Gestione di stadi; Ateco 2007 – 93.11.20 – Gestione di piscine; Ateco 2007 – 93.11.30 – Gestione di impianti sport; Ateco 2007 – 93.11.90 – Gestione di altri impianti; Ateco 2007 – 93.12.00 – Attività di club sportivi; Ateco 2007 – 93.13.00 – Gestione di palestre; Ateco 2007 – 93.19.10 – Enti e organizzazioni sportivi; Ateco 2007 – 93.19.99 – Altre attività sportive; Ateco 2007 – 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere; Ateco 2007 – 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie; Ateco 2007 – 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona; Ateco 2007 – 77.39.94 – Noleggio strutture/attrezzature per manifestazione e spettacoli, impianti luce ed audio, palchi, stand; Ateco 2007 – 94.99.20/94.99.90 – Organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e hobby ed altre organizzazioni associative; Ateco 2007 – 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 59.12.00 – Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 93.29.30 – Sale giochi e biliardi; Ateco 2007 – 93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e divertimento; Ateco 2007 – 10.52.00 – Produzione di gelato; Ateco 2007 – 52.21.90 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri; Ateco 2007 – 56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale; Ateco 2007 – 77.11.00 – Noleggio di autovetture e di veicoli leggeri; Ateco 2007 – 773999 – Attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate.

Contributo di 1.800 euro: Ateco 2007 – 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione; Ateco 2007 – 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

Contributo di 4.800 euro: Ateco 2007 – 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 79.12.00 – Attività dei tour operator; Ateco 2007 – 55.10.00 – Alberghi; Ateco 2007 – 93.21.00 – Parchi di divertimento e parchi tematici; Ateco 2007 – 93.29.10 – Discoteche, sale da ballo; Ateco 2007 – 59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica; Ateco 2007 – 96.04.20 – Stabilimenti termali; Ateco 2007 – 910400 – Orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali. ARC/SSA/ma

Le attività economiche dei settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport sono, dunque, le principali beneficiarie dei 18 milioni di euro di contributi regionali a fondo perduto che la Giunta del Friuli Venezia Giulia ha deciso di ripartire, con ristori che vanno da un minimo di 650 euro a un massimo di 4.800 euro. “Abbiamo puntato ad agire con tempestività e massima semplificazione delle procedure. L’obiettivo era fare bene e fare subito. Verosimilmente entro dieci giorni verranno erogati i primi accrediti sul conto corrente di chi ha diritto al secondo ristoro dopo quello di primavera, mentre chi farà domanda ex novo sarà ristorato prima della fine dell’anno”, ha detto ancora l’assessore Bini. “Alla luce delle nuove restrizioni governative – ha aggiunto – abbiamo deciso di riconoscere un ulteriore contributo regionale a quelle attività che sono state penalizzate dalla seconda chiusura autunnale. Le attività incluse in questo secondo elenco di beneficiari e che hanno già ricevuto il contributo regionale a primavera non dovranno presentare una nuova domanda ma riceveranno direttamente un bonifico sul proprio conto corrente. Per alcune categorie dello sport e dello spettacolo, che invece sono state inserite adesso nell’elenco dei beneficiari, basterà fare domanda tramite il portale con una semplice autocertificazione“.
Pertanto, nei casi di rivalutazione dell’incentivo a chi ne ha già beneficiato, non è necessario presentare una nuova domanda di contributo ma questo sarà liquidato automaticamente, previa effettuazione da parte degli uffici regionali dei necessari controlli in merito alla persistenza dei requisiti per poter beneficiare del contributo medesimo. I nuovi beneficiari, invece, potranno presentare domanda in via telematica, come detto all’inizio, dal 18 al 26 novembre. Potrà presentare domanda ex novo anche chi non aveva fatto richiesta di contributo a primavera, ma è incluso nell’attuale elenco. I contributi sulle nuove domande verranno erogati entro la fine dell’anno.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini.

Friulia e Civibank alleate per aiutare il turismo a riprendersi dalla crisi

Il turismo è uno dei settori economico-produttivi che in Friuli Venezia Giulia ha maggiormente sofferto i contraccolpi della crisi pandemica. E che continua a subirne le conseguenze in seguito alla recrudescenza dell’emergenza sanitaria, la quale, dopo aver gravemente penalizzato le località balneari, ora si torna ad abbattere pesantemente sugli sport invernali e quindi sul movimento turistico ad essi collegati. Per far fronte alla preoccupante situazione, Friulia e Civibank si sono alleate mettendo a punto uno strumento di finanza alternativa che permetterà alle Pmi della regione di accedere a finanziamenti fino a 1 milione di euro per sostenere nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. La Finanziaria regionale e la Banca di Cividale si sono mobilitate, infatti, a sostegno delle imprese turistiche Fvg, un comparto che rappresenta il 12% circa del Pil regionale e che negli anni ha dimostrato di saper creare opportunità di business capaci di valorizzare il territorio, la cultura e le tradizioni anche in chiave “slow”. Il turismo, però, come si diceva, è anche uno dei settori tra i più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia e necessita ora di una risposta tempestiva per poter ripartire con ritrovata energia per garantire un’offerta ancora più qualificata.
Friulia e Civibank hanno quindi ideato “Turismo FVG Multiloan”, uno strumento innovativo che punta a sostenere le realtà attive nel settore turistico, alberghiero e della ristorazione immettendo nuova liquidità per sostenere progetti relativi a nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. Friulia – in un conto corrente appositamente aperto presso Civibank – metterà a disposizione una provvista che servirà a sostenere finanziamenti alle imprese del settore turistico per arginare la crisi, ma anche per sostenere investimenti, ammodernamenti e nuove opportunità. La partnership è stata pensata, infatti, anche per quelle aziende che necessitino di maggior liquidità con l’obiettivo di espandere la propria attività.

Federica Seganti

Nella prima fase di “Ramp-up”, fino al 31 marzo 2021, Civibank raccoglierà le richieste provenienti dalle aziende, che potranno così usufruire di finanziamenti a tasso fisso fino a 6 anni per importi variabili dai 100mila a 1 milione di euro. I singoli accordi di finanziamento saranno costruiti in maniera flessibile sulle specifiche esigenze delle imprese e gli importi saranno immediatamente erogati affinché si possano utilizzare per sostenere la continuità operativa o nuovi progetti di sviluppo.  Conclusa la fase di “Ramp-up” i finanziamenti potranno essere trasferiti ad una società veicolo appositamente costituita che li acquisterà mediante l’emissione di titoli che saranno sottoscritti da Friulia (come anchor investor), Civibank ed eventualmente da altri investitori istituzionali.
L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini ha dichiarato: «È importante che in questo momento Friulia, con la partnership di un istituto di credito radicato sul territorio, metta a punto strumenti innovativi di sostegno alle imprese fornendo loro la liquidità necessaria a non rinunciare a progetti di investimento. Il turismo in Friuli Venezia Giulia si sta già ristrutturando con nuovi modelli di offerta che intendiamo continuare ad accompagnare e sostenere per affrontare al meglio le prossime stagioni turistiche».

«Il “Turismo FVG Multiloan” rientra tra le iniziative del piano di sostegno alla ripartenza delle imprese che Friulia ha intrapreso già a partire dallo scorso marzo, con i primi 50 milioni di euro di aiuti che sono stati destinati a misure straordinarie per le aziende partecipate – ha sottolineato la presidente di Friulia, Federica Seganti -. Oggi, grazie a questo strumento – ha aggiunto – intendiamo offrire nuove opportunità alle numerose realtà del settore turistico, un comparto fondamentale nel Friuli Venezia Giulia, essendo la nostra regione una terra di confine unica nel suo genere grazie alla presenza di monti, colline, laghi e mare che permettono ai turisti provenienti da tutta Europa di poter beneficiare di un’esperienza unica e variegata. In una situazione complessa e in costante evoluzione come quella che stiamo vivendo, c’è dunque bisogno della collaborazione di tutti i principali attori economici e finanziari presenti sul territorio, che devono far fronte comune per garantire quei finanziamenti necessari alla ripartenza dei settori più in sofferenza, agevolando l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Con “Turismo FVG Multiloan” puntiamo a fornire un valido supporto ad almeno 40 imprese, consapevoli che l’unico modo per investire sul futuro sia quello di assicurare liquidità e finanze subito disponibili al tessuto imprenditoriale».

Sergio Emidio Bini

«Con questa partnership, Civibank rinnova il proprio impegno concreto nel sostenere le attività produttive del territorio, in tutti i settori e soprattutto in quelli più duramente colpiti dall’emergenza sanitaria – ha evidenziato la presidente Michela Del Piero -. Oggi affrontiamo, a partire da tutto il comparto turismo, una crisi durissima; insieme alle Istituzioni regionali, siamo al fianco di tutti gli operatori che vogliono resistere, non arrendersi. Ma in un’ottica più ampia, guardando a quello che sarà il futuro dopo la pandemia, anche questa iniziativa fa parte dell’impegno che Civibank mette da sempre a disposizione per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia – continua la presidente Del Piero -. È fondamentale assistere oggi il comparto turistico regionale per garantire la sua crescita futura, quale settore strategico di sviluppo per la nostra economia. La nostra Regione ha la grande opportunità di poter sviluppare un settore turistico ancora in divenire in modi nuovi, ispirati anche ai principi dell’innovazione, del turismo lento e della sostenibilità. Possiamo e dobbiamo continuare a crescere in questo senso, in sintonia e sinergia con Friulia e la Regione Friuli Venezia Giulia, in modo da fare sistema di fronte alle grandissime difficoltà di oggi».

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In copertina, la presidente di Civibank, Michela Del Piero; qui sopra, la sede dell’istituto di credito cividalese.

Coronavirus e categorie penalizzate, in Fvg un fondo da 18 milioni

Il Fondo emergenza da 18 milioni di euro introdotto con l’assestamento di bilancio autunnale sarà utilizzato per erogare contributi a fondo perduto alle stesse categorie economiche penalizzate dal recente Dpcm per il contenimento della diffusione del Coronavirus. È questo il criterio generale che l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha condiviso con i sindacati e con i rappresentanti delle categorie economiche nel corso di due incontri tenutisi, come informa Arc, con l’obiettivo di definire le modalità di utilizzo del Fondo regionale.
“Il nostro obiettivo è fare tutti gli sforzi possibili per andare incontro alle categorie più penalizzate sovrapponendoci ai codici Ateco del Dpcm Ristori e aggiungendo alcune categorie come, a titolo esemplificativo, le agenzie di viaggio e tour operator che non sono chiusi, ma è come se lo fossero”, ha spiegato Bini, aggiungendo che “il secondo obiettivo che ci siamo dati è la velocità di erogazione: dobbiamo essere in grado di processare tutte le pratiche affinché entro metà dicembre i contributi siano accreditati ai beneficiari”. Tra le categorie da ristorare, Bini indica anche le imprese del mondo della cultura, ricreative, sportive, i cinema, noleggio attrezzature e spettacoli, trasporto privato. “Stiamo valutando in queste ore come integrare le categorie escluse dal Dpcm governativo rispetto al tessuto economico regionale, fermo restando che questo fondo andrà a beneficio prevalente del settore terziario”, ha detto l’esponente della Giunta Fadriga.
Il meccanismo di accesso al contributo sarà articolato in due modalità: da un lato, un accredito una tantum diretto a tutti coloro che avevano già fatto domanda sulla prima linea contributiva (34 milioni di euro licenziati a luglio); dall’altro, la possibilità di accedere al ristoro ex novo per le partite Iva che non rientravano nel primo bando. Quanto alle modalità di domanda Bini ha garantito che sarà improntata alla massima semplificazione, senza necessità di presentare alcun genere di documentazione se non un’autocertificazione come già avvenuto per la prima tranche dei ristori anti-crisi.
Relativamente all’ammontare degli importi “non siamo ancora in grado di dare una determinazione specifica – ha affermato Bini -, ma intendiamo offrire cifre non troppo esigue, tali da dare una garanzia di tenuta alle attività economiche che affrontano questa seconda ondata”. L’assessore regionalei ha inoltre concordato con i rappresentanti dei sindacati (Villiam Pezzetta per la Cgil, Franco Colautti per la Cisl, Giacinto Menis per la Uil) l’istituzione di un Osservatorio con focus specifici per elaborare i dati oggettivi sull’andamento della situazione economica, categoria per categoria, con incontri almeno quindicinali. “Ogni quindici giorni – ha dichiarato Bini – vorrei fare un punto della situazione e condividere l’efficacia dei provvedimenti e l’andamento della crisi”.

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In copertina, l’assessore regionale Bini con  il direttore generale Magda Uliana durante la videoconferenza. (Foto Arc)

Confartigianato Udine d’accordo con Fedriga: subito dietrofront su quel Dpcm

«E’ una penalizzazione ingiustificata quella che il Dpcm firmato dal presidente del consiglio domenica scarica sul Friuli Venezia Giulia. La situazione qui è di tutt’altra gravità rispetto a Lombardia e Liguria, e appare dunque insensato che la nostra regione debba pagare l’alto prezzo di misure anti-Covid che un effetto certo lo avranno: danneggiare una volta in più l’economia. Il Governo faccia dietrofront». A dirlo è il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, guardando i dati elaborati subito dopo la pubblicazione del Dpcm dall’ufficio studi dell’associazione.

Il presidente Graziano Tilatti.


Il 10% delle localizzazioni in regione paga dazio al nuovo provvedimento. Su 112.625 tra sedi d’impresa e unità locali sono 10.930 quelle sospese – 1.725 totalmente e 9.205 parzialmente (dalle 18), per ben 36.742 addetti coinvolti -, 5.734 a libro paga di imprese chiuse, 31.008 di imprese sospese parzialmente. In questo quadro 1.030 sono imprese artigiane, 233 sospese totalmente, 797 dalle 18 in avanti. Numeri (ai quali andrebbero aggiunti quelli dell’indotto, al momento di difficile stima) che Tilatti ha passato alla lente d’ingrandimento ieri mattina insieme ai vertici dell’associazione dopo essersi confrontato, “al fianco” dei colleghi di Confapi e Cna, con il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, e l’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini.

L’assessore Sergio Emidio Bini.


«Al presidente – dichiara Tilatti – va tutto il nostro appoggio. Condividiamo le sue stesse preoccupazioni. E un giudizio negativo sulle scelte del governo, che ci sembrano improvvisate e intempestive. Ci riportano indietro a marzo di quest’anno, proprio quando l’economia aveva ricominciato a camminare. Altre dovevano essere le misure da prendere. Il Dpcm doveva garantire un cappello di misure comuni da calare poi sui territori, a cura delle singole Regioni, perché la situazione nel Paese non è tutta uguale e non ha senso infierire laddove non ce n’è bisogno. Ripeto quel che ho detto più volte: siamo tutti d’accordo sul fatto che la tutela della salute venga prima di tutto. La nostra, quella dei nostri dipendenti e di tutta la comunità. Non possiamo pensare però che la salute vada tutelata scollegandola da tutto, dal lavoro, dall’istruzione, dalla socialità. Alle nostre imprese va il nostro plauso, il nostro supporto e incoraggiamento a resistere – conclude il presidente di Confartigianato-Imprese Udine -. In attesa che qualcuno illumini chi ci governa».

di cui

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere.
Nota: le imprese artigiane non comprendono i Bus turistici, settore già in crisi, danneggiato dal DPCM in
riferimento alle “gite scolastiche”.

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In copertina, il governatore della Regione Fvg Massimiliano Fedriga.

 

 

Sul parco paleontologico di Duino gli occhi degli scienziati di tutto il mondo

In settembre il parco paleontologico del Villaggio del Pescatore sarà al centro dell’attenzione scientifica mondiale per una possibile nuova scoperta. Affioramenti nella roccia, infatti, fanno ragionevolmente pensare a un promettente ulteriore rinvenimento, dopo quelli dei dinosauri “Antonio” e “Bruno”. Le importanti scoperte degli ultimi anni e le operazioni in corso per il recupero dei nuovi reperti saranno raccontate in un documentario che sarà girato proprio alla Cava del Villaggio dopo l’estate. E’ quanto ha reso noto il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, all’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, durante una visita, compiuta da Regione Fvg e Comune di Duino Aurisina, che ha toccato alcuni luoghi di significativa attrattività artistica e scientifica del territorio municipale.

Sergio Emidio Bini


Tra questi, il sito del Villaggio del Pescatore – recentemente oggetto, come informa Arc, di un finanziamento regionale di 1 milione e 500 mila euro dell’assessorato alla Cultura per consentire l’esproprio e la valorizzazione dell’area – che ha alte potenzialità di attrazione di visitatori, ma necessita di un piano di sviluppo pubblico-privato mirato alla sostenibilità. A migliorare intanto l’accessibilità per il pubblico al sito – un rarissimo ambiente per la conservazione dei resti fossili – gioverà di certo la nuova strada, i cui lavori potrebbero iniziare il prossimo anno. Oltre infatti ai 450mila euro di finanziamenti europei, sono già stati spesi i 47mila euro di fondi 2019 della Regione e potranno essere anticipati i 400mila euro resi disponibili per il 2022 dalla Regione quest’anno dall’assessorato alle Autonomie locali. Con un investimento relativamente modesto sul sito, ha assicurato Bacchia all’amministrazione comunale e regionale, sarebbe possibile puntare a 30mila visitatori l’anno.

L’assessore si è poi recato in visita al “Minimuseo delle genti attorno al Timavo”, lo spazio temporaneo aperto 15 anni fa, curato dall’associazione speleologica “Flondar” e visitato da oltre 7 mila persone all’anno. Rinaldo Stradi, presidente del gruppo formato da una trentina di volontari che si occupano anche di numerose visite guidate, ha illustrato alla Regione la storia dei ritrovamenti effettuati dagli speleologi nelle grotte carsiche e l’evoluzione etnografica del Villaggio del Pescatore.
La terza tappa è stata la Chiesa di San Giovanni in Tuba con le foci del Timavo, area crocevia di storia, religione, cultura e oggi anche di appassionati di sport e natura: da qui infatti partono le visite che possono accontentare appassionati dei sentieri della Grande Guerra, dell’antica Via Flavia e delle piste ciclabili, oggetto di espansione di concerto con il Comune di Trieste attraverso la progettazione “Biciplan”.
Anche se quest’anno il turismo estero a causa del Coronavirus ovviamente è in contrazione, l’area resta a forte attrattività – forte di 130 mila presenze l’anno medie – e con numerosi progetti di valorizzazione.

Il piano di sviluppo di animazione turistica del territorio è stato presentato alle realtà territoriali alla fine dello scorso anno, hanno sottolineato il sindaco e l’assessore Bini, presentando i cinque segmenti principali del progetto: Walking running bike; Mare & sailing; Duino Aurisina città dei sapori (che ha già ricevuto dall’assessorato al Turismo 5mila euro); Tra natura storia e leggenda (4mila euro finanziati da Regione Fvg su primo bando 2020); Carso& Cavalli.
Il progetto è stato ideato in coerenza con il piano strategico regionale 2018 – 2023 ed è stato condiviso con gli operatori turistici, i produttori locali e le associazioni sportive e culturali che operano sul territorio attraverso la Conferenza comunale del turismo, con la quale il Comune di Duino Aurisina intende consolidare la rete di collaborazioni tra pubblico e privato.
Da parte della Regione è stato confermato come l’area abbia potenzialità di sviluppo turistico eccellenti e come l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia consideri strategico valorizzare ulteriormente le bellezze del territorio che per la sua posizione si pone come porta d’ingresso a Trieste.
La Regione, infine, ha considerato positivo lo sviluppo di attività di animazione durante tutto l’anno per incrementare il movimento turistico ed estendere la stagione anche oltre il periodo estivo effettuando un’adeguata campagna promozionale ed implementando l’offerta di eventi già consolidati sul territorio.

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In copertina, il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, con i resti del dinosauro Bruno; qui sopra, una suggestiva immagine di Duino.