Josef Niggas rieletto sindaco di Lannach Comune stiriano “gemello”di Nimis, ma l’amicizia perde un’importante colonna

di Giuseppe Longo

Mentre a Nimis gira a pieno regime la campagna elettorale in vista delle amministrative delle Palme, due sono le notizie in arrivo da Lannach, la cittadina stiriana dal 1989 gemellata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli: una bella e una, purtroppo, brutta.
La prima riguarda il sindaco Josef Niggas che – protagonista di una trentennale esperienza amministrativa, tanto che dopo il mandato di Maximilian Röck è rimasto sempre in carica! – è stato appena rieletto per una nuova tornata alla guida del Comune alle porte di Graz, vincendo alla grande (quasi il 60 per cento), come del resto era avvenuto anche nelle precedenti elezioni, con la sua lista espressa dall’Övp, l’Österreichische Volkspartei di ispirazione cristiano-democratica.

La seconda notizia riguarda la dolorosa perdita di una vera e propria “colonna” del gemellaggio. Aloisia Zettl, meglio conosciuta come Luise, è stata infatti vinta da un male che ben presto si è rivelato senza speranze. Aveva 70 anni e l’ultimo saluto le sarà dato venerdì nella parrocchiale vegliata dalla grande scultura di Zilli dedicata a Dio Padre. Luise era stata a Nimis, l’ultima volta, l’8 settembre scorso, festa della Natività della Madonna, quando al Santuario delle Pianelle erano stati festeggiati i 35 anni del gemellaggio. E la comitiva che poi aveva raggiunto Lannach in ottobre, per la ripetizione della cerimonia, l’aveva nuovamente incontrata. Ma il suo sorriso e il carattere aperto e gioviale con tutti non facevano per nulla presagire una fine così repentina.

Per cui l’amicizia fra i due Comuni – per la quale Aloisia si era spesa con tanta generosità – ora continuerà nel suo ricordo. Con la guida sempre di Josef Niggas, borgomastro veramente inossidabile, al quale va tutto il compiacimento di Nimis, attraverso il commissario Giuseppe Mareschi che ha tenuto i collegamenti in questo ultimo anno, organizzando la partecipazione della comunità alle cerimonie appena ricordate. Un compito che fra poche settimane spetterà al nuovo sindaco, carica per la quale sono in corsa, come è noto, due ingegneri: Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza.

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In copertina, il borgomastro Josef Niggas durante la cerimonia di Lannach con il commissario Giuseppe Mareschi; all’interno, la compianta Luise Zettl è riconoscibile nelle due foto sulla destra; ancora la festa stiriana con il resoconto della stampa locale e infine i risultati elettorali.

Elezioni a Nimis, questa settimana tre incontri: stasera Mattiuzza a Monteprato, Bonfini parlerà venerdì a Cergneu

(g.l.) Tre appuntamenti pre-elettorali durante questa settimana, a Nimis, in vista delle amministrative del 13 e 14 aprile. Comincerà la lista che sostiene la candidatura a sindaco di Fabrizio Mattiuzza (Obiettivo Nimis) che avrà incontri oggi a Monteprato e domani in Borgo Clotz; i due schieramenti che sostengono Sergio Bonfini (Chei mancul piês e Nimis riparte) invitano, invece, venerdì a Cergneu. Questo, comunque, il calendario completo dei prossimi incontri con le tre compagini, secondo l’ordine di presentazione delle liste:
Sergio Bonfini – 28 marzo, ore 20, Al Cacciatore di Cergneu; 1 aprile, ore 20, da Basan in Borgo Clotz; 2 aprile, ore 20, ex osteria Graziella a Vallemontana; 7 aprile, ore 20, Borgo Romanzo a Ramandolo; 8 aprile, ore 20, ex scuole elementari di Nimis; 9 aprile, ore 20, Al Friuli di Torlano.
Fabrizio Mattiuzza – 24 marzo, ore 20.30, ex Latteria di Monteprato; 25 marzo, ore 20.30, da Basan in Borgo Clotz; 1 aprile, ore 20.30, sala Micossi a Torlano; 2 aprile, ore 20.30, Osteria di Ramandolo; 7 aprile, ore 20.30, Al Cacciatore di Cergneu, 8 aprile, ore 20.30, ex osteria Graziella di Vallemontana; 9 aprile, ore 20.30, ex scuole elementari di Nimis.
Come detto, le operazioni elettorali si terranno nei giorni 13 e 14 aprile, mentre la proclamazione degli eletti avverrà il 15 appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

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In copertina, un’immagine del Municipio di Nimis che aspetta il nuovo sindaco.

Nimis, oggi al via gli incontri elettorali delle liste che sostengono le candidature a sindaco di Bonfini e Mattiuzza

(g.l.) Saranno le due liste (Chei mancul piês e Nimis riparte) che sostengono la candidatura a sindaco di Sergio Bonfini ad avviare oggi la campagna elettorale diretta attraverso gli incontri con la popolazione del Comune pedemontano: l’appuntamento è alle 20, nella ex latteria di Monteprato. Quella che sostiene la candidatura di Fabrizio Mattiuzza (Obiettivo Nimis) avrà, invece, il primo incontro con gli elettori venerdì 21 marzo, alle 20.30, nella Baita di Chialminis. Questo, comunque, il calendario completo degli incontri con gli schieramenti, secondo l’ordine di presentazione delle liste:
Sergio Bonfini – 23 marzo, ore 10.30, alla Baita di Chialminis; 28 marzo, ore 20, Al Cacciatore di Cergneu; 1 aprile, ore 20, da Basan in Borgo Clotz; 2 aprile, ore 20, ex osteria Graziella a Vallemontana; 7 aprile, ore 20, Borgo Romanzo a Ramandolo; 8 aprile, ore 20, ex scuole elementari di Nimis; 9 aprile, ore 20, Al Friuli di Torlano.
Fabrizio Mattiuzza – 24 marzo, ore 20.30, ex Latteria di Monteprato; 25 marzo, ore 20.30, da Basan in Borgo Clotz; 1 aprile, ore 20.30, sala Micossi a Torlano; 2 aprile, ore 20.30, Osteria di Ramandolo; 7 aprile, ore 20.30, Al Cacciatore di Cergneu, 8 aprile, ore 20.30, ex osteria Graziella di Vallemontana; 9 aprile, ore 20.30, ex scuole elementari di Nimis.
Le operazioni di voto, come è noto, si terranno nei giorni 13 e 14 aprile, mentre la proclamazione degli eletti avverrà il 15.

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In copertina, il Municipio di Nimis che aspetta l’elezione del nuovo sindaco.

 

 

Nimis, ecco le tre liste che sostengono la corsa a sindaco di Bonfini e Mattiuzza

(g.l.) E ora che la campagna elettorale cominci! Ufficializzate, infatti, le tre liste civiche che a Nimis concorrono per dare al Comune pedemontano una nuova amministrazione, quella chiamata a chiudere un anno di gestione commissariale dopo la caduta della Giunta Bertolla. Due sono le compagini – “Chei mancul piês” e “Nimis riparte” – a sostegno della candidatura a sindaco di Sergio Bonfini, 69 anni; una invece quella a supporto di Fabrizio Mattiuzza, 47 anni, denominata “Obiettivo Nimis”. Vediamo, allora, tutti i loro componenti, attingendone i nomi dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia.
Candidatura di Sergio Bonfini. “Chei mancul piês” (cioè I meno peggio, tradotto dalla lingua friulana): Tiziano Clocchiatti (nato nel 1961 a Udine), Patrizia Zitteri (1960 a Gorizia), Roberto Lorenzini (1999 a Udine), Thomas Cussigh (1999 a Udine), Ivano Sartori (1973 a Udine), Celeste Gori (1994 a Trieste), Stefano Toniutti (1987 a San Daniele del Friuli), Silvia Parisotto (1985 ad Asolo – Treviso).
“Nimis riparte”: Giovanna Rossetto (nata nel 1962 a Padova), Simone Basello (2003 a Udine), Romina Ceschia (1978 a Udine), Sara Benedetti (2000 a San Daniele del Friuli), Roberto Missera (1960 a Udine), Eleonora Mondini (2003 a Tolmezzo), Gian Claudio Nale (1961 a Vercelli), Alessandro Cipriano (1961 a San Mauro Castelverde – Palermo), Christian Casadei (1974 a Bologna).

Sergio Bonfini


Candidatura di Fabrizio Mattiuzza. “Obiettivo Nimis”: Giacomo Bernardis (nato nel 1983 a Udine), Gloria Bressani (1954 a Nimis), Luca Bressani (1978 a Udine), Federica D’Anzul (1971 a Udine), Mariacristina Del Fabbro (1987 a Gemona del Friuli), Ivana Di Betta (1956 a Fleurus – Belgio), Andrea Fant (1974 a Udine), Lino Gervasi (1959 a Nimis), Anna Kolaj (2002 a Pistoia), Davide Michelizza (2001 a Udine), Roberta Tomada (1986 a Gemona del Friuli), Serena Vizzutti (1977 a Udine).

Fabrizio Mattiuzza


Alcune curiosità. Nelle due liste a sostegno della candidatura di Sergio Bonfini nessuno faceva parte del decaduto consiglio comunale, a parte lo stesso ingegner Bonfini che, come è noto, era vicesindaco con Giorgio Bertolla. In quella che sostiene Fabrizio Mattiuzza, ci sono invece l’ex sindaco Gloria Bressani e l’ex assessore Serena Vizzutti (con loro in Giunta, prima dell’arrivo di Bertolla c’era lo stesso ingegner Mattiuzza). Inoltre, ci sono tre esponenti della ex maggioranza: Ivana Di Betta, Mariacristina Del Fabbro e Davide Michelizza. Quest’ultimo è anche vicepresidente della Pro Nimis. Per quanto riguarda, ancora, una lista a sostegno di Bonfini (“Nimis riparte”) al primo posto c’è il nome di Giovanna Rossetto, che da circa un anno è presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone. Come è noto, le elezioni amministrative si terranno il 13 e 14 aprile prossimi, mentre lo spoglio delle schede avverrà la mattina del 15, per cui il nome del nuovo sindaco si conoscerà sicuramente prima di mezzogiorno.

Due ingegneri (ed ex amministratori) in campo per l’elezione a sindaco di Nimis: sono Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza

di Giuseppe Longo

NIMIS – Due ingegneri ed ex amministratori, come vicesindaco e come assessore: sono i candidati alla carica di sindaco di Nimis nelle elezioni amministrative del 13 aprile prossimo. Ieri è stata infatti presentata la candidatura di Sergio Bonfini, 69 anni, già vice di Giorgio Bertolla nella passata amministrazione, conclusasi bruscamente appena dopo due anni tanto che si era resa necessaria, da parte della Regione Fvg, la nomina di un commissario straordinario – il dottor Giuseppe Mareschi -; Bonfini avrà a suo supporto anche un’altra lista, depositata contestualmente alla propria. Stamane, invece, è stato presentato lo schieramento che propone come candidato sindaco Fabrizio Mattiuzza, 47 anni, in minoranza durante la Giunta Bertolla e assessore nel precedente mandato di Gloria Bressani. Le tre liste, tutte civiche, per essere ufficializzate, e quindi rese note, dovranno passare al vaglio dell’apposita commissione, cosa che – come ha riferito l’ufficiale d’anagrafe Claudio Ceschia – dovrebbe avvenire già nel pomeriggio odierno.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza


Comunque, anche se i nomi delle compagini in corsa non sono ancora pubblicabili, la competizione elettorale ora si presenta in tutta chiarezza, dopo le voci e supposizioni che hanno abbondato in queste settimane, tanto da ipotizzare addirittura la presenza di una quarta lista. I candidati sindaco sono pertanto due – appunto Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza – per cui si profila la classica corsa che quasi sempre ha contraddistinto  il Comune di Nimis. Pertanto, ora può scattare quel mese di campagna elettorale che porterà al voto di Domenica delle Palme. L’amministrazione che uscirà dalle urne avrà l’onere di raccogliere l’eredità dell’Esecutivo guidato dal sindaco Bertolla e di un anno di gestione commissariale, peraltro molto apprezzata, da parte del dottor Mareschi.
Come è noto, Nimis è uno dei quattro Comuni del Friuli Venezia Giulia che partecipano a questa mini-competizione elettorale, per  cui si aggiunge a Monfalcone, Pordenone e San Pier d’Isonzo. Due in provincia di Gorizia, uno in quella della Destra Tagliamento e uno appunto in quella di Udine.

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In copertina, ecco il palazzo municipale di Nimis in piazza 29 Settembre.

Alle Palme Nimis andrà alle urne per chiudere la gestione commissariale e scegliere i nuovi amministratori: per ora la discesa in campo di Sergio Bonfini

di Giuseppe Longo

Domenica delle Palme con urne aperte a Nimis e in altri tre Comuni del Friuli Venezia Giulia per il rinnovo delle civiche amministrazioni. Nel paese pedemontano le elezioni, fissate dalla Regione Fvg per le giornate del 13 e 14 aprile prossimi, avverranno dopo un anno esatto di gestione commissariale, visto che non era stata indetta una consultazione in autunno. Una data, peraltro, che prende un po’ tutti in contropiede, in quanto era diffusa la sensazione che la chiamata al voto nei quattro Comuni – con Nimis, anche Pordenone, Monfalcone e San Pier d’Isonzo – potesse avvenire, con maggiore probabilità, tra fine maggio e metà giugno. Per cui i tempi sono molto stretti per la predisposizione delle liste attraverso le quali i cittadini dovranno scegliere i nuovi amministratori. E che a Nimis avranno l’onere di dare una guida al Comune dopo l’interruzione anticipata – appena dopo due anni – della Giunta guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Avvenendo il voto municipale in questo 2025, i rinnovi della civica assemblea riprenderanno l’esatto ritmo quinquennale che avevano prima della breve esperienza dei mandati quadriennali e dei precedenti commissariamenti.

Sergio Bonfini


Ma veniamo alle prospettive elettorali. Per ora si è delineato soltanto uno schieramento, a capo del quale, come riferito ieri anche dalla stampa quotidiana, c’è l’ingegner Sergio Bonfini, 69 anni, già dipendente di Telecom Italia a Trieste, vicesindaco nella decaduta amministrazione. Nella lista che si sta perfezionando non figurerà l’ex primo cittadino, il quale ha però assicurato un appoggio esterno. Nelle amministrative del 2022 alla lista di Bertolla e Bonfini si era contrapposta la compagine guidata da Gloria Bressani, sindaco uscente, che non si era affermata per un divario di poche decine di voti, sancendo di fatto una spaccatura a metà dell’elettorato. Come si ricorderà, tutto era nato in seguito a gravi dissapori venutisi a creare all’interno della maggioranza, nella quale cinque consiglieri “dissidenti” avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”. Successivamente, assieme ai quattro rappresentanti dell’opposizione espressi da “Rinnova Nimis”, oltre a predisporre una mozione di sfiducia congiunta, erano giunti nella determinazione di rassegnare le dimissioni in massa tanto da provocare la caduta dell’Esecutivo municipale con la nomina del commissario straordinario nella persona di Giuseppe Mareschi. Quattro settimane dopo gli amministratori che erano rimasti in sella – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch – e, quindi usciti di scena, avevano diffuso una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire gli assessori Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti, che avevano anche restituito le deleghe, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Giuseppe Mareschi

Ora è arrivata, dunque, l’ora di voltare pagina e chiudere la gestione commissariale, dando alla cittadinanza la possibilità di scegliere i nuovi amministratori che dovranno subentrare alla guida, peraltro molto apprezzata, del dottor Mareschi. Il funzionario regionale, infatti, non si è limitato soltanto all’ordinaria amministrazione, ma ha cercato di assecondare richieste importanti – come la recente attribuzione della cittadinanza benemerita a monsignor Rizieri De Tina – e aspirazioni di ampio respiro come la istituzione di un museo del vino. Così, dopo la riunione prenatalizia, che era stata convocata dalla Biblioteca comunale, pochi giorni fa c’è stato un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 settembre, al fine di verificarne l’idoneità, non solo per questa importante struttura a servizio del settore vitivinicolo, che si rivelerebbe strumento utile anche in chiave turistica, ma anche per ospitare in modo permanente le tele di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che lo scorso giugno erano state esposte in una bellissima mostra nell’antica Pieve. Un obiettivo che ora, giocoforza, passerà nelle mani dei nuovi amministratori di Nimis che usciranno dal confronto elettorale di aprile.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ora attende la nuova amministrazione.

Nimis, l’ex Giunta del sindaco Bertolla replica ai cinque consiglieri “dissidenti” che con l’opposizione l’avevano fatta cadere: «Ecco quanto abbiamo fatto!»

di Giuseppe Longo

NIMIS – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch non ci stanno e, dopo quattro settimane dall’uscita di scena, replicano punto per punto alle pesanti accuse dei cinque consiglieri “dissidenti” della ex maggioranza, che avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”, e dei quattro dell’opposizione di “Rinnova Nimis” che, con una mozione di sfiducia congiunta, e le dimissioni in massa avevano provocato la caduta della Giunta municipale. Tanto che, appunto, da un mese il Comune è amministrato dal commissario straordinario Giuseppe Mareschi. Come si ricorderà, la sua nomina è però soltanto provvisoria, in quanto nel documento allora sottoscritto dall’assessore regionale agli Enti Locali si leggeva che «il Consiglio comunale di Nimis è sospeso, con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del presente decreto». E il provvedimento in questione non è stato ancora emesso, per cui questo potrebbe essere emanato anche dopo le ormai vicine elezioni europee ed amministrative. Come è noto, a quest’ultime Nimis non ha potuto partecipare per mancanza dei tempi previsti dalla legge: lo scioglimento del Consiglio comunale, infatti, sarebbe dovuto avvenire entro il 24 febbraio scorso, cosa che è invece si è verificata appena in aprile.
Ma ora, a bocce ferme, si registra appunto una dettagliata presa di posizione politica da parte degli amministratori decaduti contenuta in un ampio documento dal titolo “La realtà dei fatti del Comune di Nimis” diffuso ieri nei locali pubblici. «Si e pensato a lungo – scrivono – che veste dare alle ragioni del sindaco dopo la presentazione delle dimissioni da parte di 5 consiglieri della maggioranza (unitamente ai 4 di minoranza) e che hanno decretato lo scioglimento del Consiglio comunale, in una vicenda iniziata con la creazione del gruppo “Nimis s’è desta” che, se doveva rappresentare un aiuto per il bene del paese (stando alle dichiarazioni apparse sui giornali o sui telefonini), non ha minimamente colto nel segno». E ancora: «Prendiamo atto delle curiose motivazioni di chi presenta una mozione di sfiducia ma non la discute, di chi si straccia le vesti per presunte connivenze con l’opposizione, ma dopo la incontra nei locali pubblici per festeggiare e, cosa ben più grave, tradendo il mandato degli elettori nel portare, con incosciente allegria, la macchina comunale contro il muro del commissariamento, firmando e protocollando ben due documenti importanti insieme all’opposizione. A nostra modesta opinione la forma più alta e più nobile doveva essere il confronto nella sede del Consiglio comunale alla presenza della gente del nostro paese. Questo, però, non è avvenuto!» .
In pratica, si tratta di una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano anche restituito le deleghe uscendo dall’Esecutivo, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti, della minoranza, facendo fronte comune contro la Giunta residua. E contro gli ex amici di cordata – dopo appunto avere spiegato quanto fatto dalla civica amministrazione – i quattro non le mandano a dire. «A fronte di tutta questa mole di attività, svolta in poco più di un anno e mezzo – scrivono infatti nel documento diffuso ieri -, il gruppo “Nimis s’è desta” ha dato ampia dimostrazione di non esserne a conoscenza, soprattutto in riferimento alla cronica mancanza di partecipazione all’attività amministrativa giornaliera. Nell’anno 2023, difatti, ci sono state 36 Giunte ovvero una media di 3 al mese. Di queste, 20 sono state effettuate in modalità videoconferenza. A questo proposito, di seguito, riportiamo i dati relativi alle presenze alle Giunte degli assessori comunali nel corso del 2023: Giorgio Bertolla 36/36, Sergio Bonfini 35/36, Matteo Cuffolo 32/36, Mariacristina Del Fabbro 24/36, Stefano Doraconti 29/36. Si rammenta altresì che il sindaco ha usufruito della modalità in videoconferenza sempre dalla sede comunale, come anche il vicesindaco e l’assessore Cuffolo. La modalità online da luoghi diversi, infatti, non permetteva un proficuo confronto tra gli assessori ed il sindaco. Evidentemente tale confronto non era ritenuto utile dagli assessori del gruppo “Nimis s’è desta”».
«Ci rimane, però, la soddisfazione – concludono Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch, sottoscrivendo la lettera rivolta al paese – di aver lasciato preziose risorse economiche e umane a disposizione del paese, ma anche l’amarezza per l’epilogo causato da motivazioni che sembrano non essere state prese nell’interesse dei cittadini del comune di Nimis». Nel documento in questione hanno, infatti, esposto punto per punto quanto fatto durante la loro permanenza in Municipio. Per cui eccolo, testualmente riportato:

«Cosa abbiamo trovato arrivando in Comune?
A livello di personale siamo partiti con la carenza di 3 unità: Ufficio Amministrativo in affanno, Ufficio Tecnico mancante di una persona e il Segretario Comunale.
Dopo poco tempo, visto che alcuni dipendenti avevano gia domandato da tempo la mobilità, siamo rimasti senza la Responsabile dell’Ufficio Finanziario (e quindi non avevamo più personale in tale mportantissimo Ufficio) e con una sola persona all’Ufficio Tecnico. Per fronteggiare tale problematica e per permettere il funzionamento minimo della macchina comunale il Sindaco e l’Assessore Cuffolo hanno, giocoforza, dovuto prendere il ruolo di Responsabili dei vari settori privi di personale.
Abbiamo inoltre riscontrato un debito nei confronti dell’Ambito Socio Assistenziale pari a circa 350.000 euro dovuto a mancati pagamenti delle quote associative dal 2020 in poi.

Cosa abbiamo fatto prioritariamente?
Il problema principale del Comune era il funzionamento dello stesso.
Attraverso un lungo percorso siamo riusciti, con personale “prestato” dalla Regione, dall’ANCI e dalla Comunità di Montagna, a portare avanti ed approvare il primo bilancio.
Abbiamo dato attuazione al percorso di digitalizzazione della macchina amministrativa, anche sulla base delle indicazioni del Segretario Comunale, evitando di far rimanere il Comune in un sistema antiquato di gestione degli uffici. Questo ha permesso un miglioramento dell’efficienza della macchina amministrativa, evidenziato anche da Compa (Ufficio regionale di supporto ai Comuni).
Nel corso dell’anno 2023 siamo poi riusciti, non senza difficoltà, a reperire ed assumere 5 unita tra le quali la responsabile dell’Ufficio Finanziario (cosa che gli altri Comuni non sono riusciti a fare).
Per quanto riguarda la figura del Segretario Comunale si e stipulata una convenzione con i comuni di Taipana e Lusevera e si è quindi provveduto all’assunzione dello stesso.

Opere Pubbliche: quali sono state e quanti contributi sono arrivati durante il nostro mandato?
1. Lavori di Protezione Civile: per Borgo Cloz sono stati ottenuti € 386.000 mentre nella frazione di Chialminis sono stati ottenuti i finanziamenti del terzo e quarto lotto per complessivi € 660.000.
2. Asfalti: in Borgo Vigant per € 50.000, unitamente al comune di Lusevera, in maniera tale da dare continuità all’opera stessa per il collegamento tra comuni contigui; in Borgo San Mauro per € 100.000, con rivisitazione del progetto da parte del nostro Ufficio Tecnico.
3. Roggia: per € 48.000 inerenti alla pulizia per la preparazione delle opere idrauliche sul Cornappo.
4. Nuova sede della Protezione Civile: collaudi ed interventi per la piena operatività della stessa e collegamento alla fibra ottica.
5. Riduzione del rischio di interruzione della viabilità e di incendi boschivi: taglio della vegetazione sulla strada provinciale che collega Nimis a Taipana e su via Montegrappa nella trazione di Torlano. Tale opera e stata condivisa con il comune di Taipana per complessivi € 800.000 (di cui il 50% relativi al territorio del comune di Nimis) e con la stessa modalità di intervento attuata dopo l’esperienza estremamente positiva di picchettamento e tagli a Pecolle (in quel caso congiuntamente al Corpo Forestale Regionale ed alla Protezione Civile).
6. Messa in sicurezza della viabilità: per un importo di € 300.000 destinati, con perizia di variante, alta sistemazione del versante in frana ed alla sentieristica nella frazione di Ramandolo.
7. Allargamento cimitero: nella frazione di Chialminis per € 105.000 con progettazione e conclusione dell’iter amministrativo relativo alla sua fattibilità.
3. Sistemazione muretti a secco: per € 120.000 tra la frazione di Torlano e Borgo Cecchin a Nimis con l’ottenimento di due contributi (uno da € 50.000 e uno da € 70.000).
9. Campo sportivo comunale: primo lotto relativo alle opere impiantistiche e agli spogliatoi per € 243.000 per l’ammodernamento generale degli impianti sportivi.
10. Concertazione 2022: a completamento di un percorso iniziato dall’arch. Tosolini che, attraverso i progetti generali di palestra, scuola e viabilità minore di Monteprato, aveva lasciato a Nimis una grossa opportunità di rinnovamento e ammodernamento delle sue strutture a servizio dei cittadini, abbiamo chiesto e ottenuto un contributo di € 655.000 per la Palestra Comunale:
11. Concertazione 2023: per lo sviluppo ed il completamento della viabilità locale, in un’ottica di miglioramento della connessione delle periferie al centro cittadino, abbiamo chiesto ed ottenuto un contributo di € 840.000 relativo al quarto lotto per la frazione di Monteprato ed al primo e secondo lotto per il Borgo Pecolle.

Opere Pubbliche: cosa è stato concluso con i finanziamenti ottenuti in precedenza?
1. Scuola secondaria: collaudo e recupero delle risorse necessarie extra finanziamento.
2. Sede COC.
3. Sede municipale: finanziamento per la messa a norma antisismica del fabbricato (opera appaltata durante la nostra Amministrazione e terminata senza esubero di spesa).
4. Parco delle Pianelle: appalto degli interventi per i parapetti e per l’illuminazione per garantire l’agibilità del luogo.
5. Pulizia del Cornappo: conclusa fortunatamente poco prima della piena storica.

Opere pubbliche: quali erano in corso di realizzazione?
Palestra Comunale: adeguamento del plesso alla normativa per un totale di € 955.000.

Opere Pubbliche: quali i lavori progettati e gli incarichi affidati?
Lavori con progettazione in fase di conclusione per un totale di € 3.826.000, comprensivi dell’opera di rifacimento del ponte della Motta che collega Nimis con Savorgnano. Di tale cifra i progetti che sono immediatamente appaltabili sono pari ad € 1.028.000.

Protezione Civile.
Dopo 6 anni di mancati finanziamenti e di conduzione della PC di Nimis non certo d’esempio tra quelle dei comuni limitrofi, sono arrivati i primi finanziamenti per un totale di € 21.771 necessari all’ammodernamento delle dotazioni: questo anche in considerazione dell’efficienza raggiunta dal Gruppo e riconosciuta da Palmanova, grazie anche alle numerose abilitazioni ai diversi corsi ed alla partecipazione ad emergenze extracomunali.

Risparmi sulla spesa corrente.
Nel corso della nostra Amministrazione si sono operati risparmi sulla spesa corrente per un importo complessivo di € 115.000, soprattutto sulla spesa che doveva essere affrontata per la gestione esterna della riscossione dei tributi comunali».

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In copertina, l’ex sindaco di Nimis Giorgio Bertolla e all’interno il palazzo municipale.

Aria di crisi al Comune di Nimis: rinuncia di due assessori e mozione di sfiducia al sindaco da parte di cinque consiglieri di maggioranza e quattro dell’opposizione

di Giuseppe Longo

“Tanto tuonò che piovve!”. La celebre affermazione attribuita a Socrate può essere adattata bene anche alla situazione del Comune di Nimis, dove a una lunga sequenza di malesseri interni alla maggioranza consiliare, sono seguite nel giro di pochi giorni le dimissioni di due assessori e una mozione di sfiducia, alla civica amministrazione, da parte di nove esponenti: cinque della stessa maggioranza di centro-destra e quattro dell’opposizione, sui tredici totali. C’è aria di crisi, dunque, a neanche due anni dalle elezioni amministrative che avevano portato al vertice del centro pedemontano la compagine guidata da Giorgio Bertolla – espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis – dopo aver superato, per poche decine di voti, Rinnova Nimis, la lista del sindaco uscente Gloria Bressani. Giovedì è stata infatti protocollata in Municipio una missiva indirizzata al consiglio comunale, al primo cittadino e al segretario dell’ente locale nella quale si chiede «la convocazione della seduta del consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco». Il documento è sottoscritto, come detto, dai cinque esponenti della maggioranza: Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti (assessori dimissionari), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, unitamente ai quattro rappresentanti dell’opposizione, e quindi la stessa Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Gloria Bressani
ex sindaco di Nimis

Un nuovo Gruppo – Cinque consiglieri – fra cui, appunto, due componenti della giunta – agli inizi dello scorso gennaio avevano ritenuto di differenziarsi dal resto della maggioranza municipale dando vita un Gruppo nuovo – “Nimis s’è Desta”, la sua denominazione – con l’intento dichiarato, però, di non far mancare l’appoggio al sindaco e alla sua amministrazione, ma di rappresentare nel contempo un apporto “critico” diverso con cui puntare a un maggior coinvolgimento nelle scelte comunali. Evidentemente, vista la svolta, in questi mesi le cose non sono andate nella direzione auspicata, tanto che lunedì scorso gli assessori Del Fabbro e Doraconti hanno rimesso nelle mani del sindaco i propri mandati (rispettivamente Associazioni – Politiche scolastiche – Attività culturali – Politiche giovanili – Sanità; Turismo – Sport – Società partecipate) e, aggiungendosi ai tre colleghi consiglieri Di Betta, Michelizza e Migueletto, hanno firmato la mozione di sfiducia alla giunta, espressa ormai soltanto dal sindaco Giorgio Bertolla, dal vicesindaco Sergio Bonfini e dall’assessore Matteo Cuffolo. Per cui con nove consiglieri “dissidenti” su tredici significa la perdita della maggioranza da parte dell’amministrazione, quindi senza la possibilità di deliberare alcunché a cominciare dal bilancio di previsione. In altre parole, è l’apertura di una crisi virtuale in attesa della sua ufficializzazione consiliare. La seduta, a termini di legge, andrà convocata non prima di dieci giorni – comunque entro trenta – dalla presentazione della mozione al fine di poter accertare se. nel frattempo, ci fosse stato qualche ripensamento da parte di firmatari.

Il consiglio comunale – Ma cosa significa tutto questo? Se la mozione di sfiducia verrà approvata nella ormai prossima seduta del consiglio comunale ci sarà la decadenza immediata della civica amministrazione aprendo la strada al commissariamento, esperienza che il Comune di Nimis aveva già conosciuto una dozzina di anni fa. Il Testo unico degli Enti Locali – come ricordano i nove firmatari nelle premesse al loro documento – prevede, infatti, che «il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio». Da notare, al riguardo, che si aprirebbe una piuttosto lunga gestione commissariale che potrebbe arrivare addirittura alla primavera 2025 (se non dovesse essere aperta una “finestra” elettorale in autunno), in quanto non ci sono più i termini prescritti affinché pure Nimis possa aggiungersi ai numerosi Comuni chiamati al voto nel prossimo giugno in abbinamento con le consultazioni europee.

Fabrizio Mattiuzza
capogruppo di minoranza

La trasparenza – Come si è arrivati a questa delicata, e abbastanza singolare, situazione? Lo spiegano già le prime righe della mozione – che tutti hanno avuto la possibilità di leggere in questi giorni sui social -, quando si sottolinea che «uno dei cardini del programma dell’attuale maggioranza era quello di migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazione coinvolgendoli nelle scelte e informandoli costantemente del lavoro svolto»; inoltre, «tutti i consiglieri avevano stabilito che l’azione amministrativa avrebbe dovuto essere incentrata sul dialogo, sulla condivisione e sulla trasparenza». Cosa che, a quanto pare di capire, non è avvenuta in quanto «sin dalle prime fasi, invece, il dialogo, la compartecipazione e la trasparenza, sia interno che esterno, venivano trascurati a favore di una gestione accentrata nelle mani del sindaco e di un paio di assessori». Nel contempo, «gli altri componenti la compagine di maggioranza per oltre un anno insistevano costantemente affinché il sindaco aprisse una stagione di maggior dialogo, trasparenza e coinvolgimento di tutti i consiglieri al fine di riuscire a lavorare tutti insieme in armonia e sviluppare con più energia e passione progetti di sviluppo e di innovazione per il nostro territorio».

Tentativi e promesse – Ma nonostante «tutti i tentativi e le tante promesse da parte del sindaco nulla cambiava, persistendo la mancanza di ogni forma di programmazione condivisa, l’assenza di incontri per concordare congiuntamente le priorità da seguire, i progetti da porre in essere e quelli da elaborare e intavolare per il futuro, nonché la mancanza di ogni forma di dialogo con i cittadini, non avendo il sindaco indetto alcun incontro, discussione, comizio pubblico per informare e coinvolgere la popolazione nelle scelte amministrative». E proprio per tentare di “sbloccare questa situazione di stallo e dare impulso ad una nuova e più costruttiva dialettica politica interna ed esterna, cinque consiglieri di maggioranza costituivano in data 03.01.2024 il gruppo consiliare “Nimis S’è Desta”, precisando che lo stesso avrebbe continuato, senza soluzione di causa, a sostenere il sindaco in carica e avrebbe operato sempre a sostegno della maggioranza cui apparteneva”. Ma le cose non sono andate come auspicato, tanto che da gennaio è seguita «una situazione di instabilità determinata dall’incapacità del sindaco di gestire una nuova dialettica democratica tra i gruppi di maggioranza con la conseguenza che una problematica che poteva essere risolta in modo costruttivo in meno di una settimana ad oggi non ha ancora visto soluzione. Infatti, invece di aprire un dialogo serio all’interno della maggioranza, il sindaco, il vicesindaco e l’assessore alle Opere pubbliche immediatamente, senza un coordinamento unico e concordato nemmeno tra loro stessi, intavolavano una trattativa privata con i consiglieri di opposizione nel tentativo di sostituire gli aderenti a “Nimis S’è Desta” con il gruppo di minoranza offrendo a questi ultimi due assessorati».

I progetti – Una trattativa che, tuttavia, non ha portato a nessun risultato perché «condotta in modo talmente dilettantistico sin dalle prime fasi, diveniva di dominio pubblico e portava ad un nulla di fatto, mettendo, però, in crisi la maggioranza uscita dalle urne». Se questo, invece, fosse avvenuto «oltre a sintomo di spregio e noncuranza della volontà popolare» espressa con il voto del 2022, sarebbe stato «anche un grave atto di mancanza di lealtà e rispetto nei confronti dei candidati», ma anche «un tentativo di strumentalizzare la correttezza e la trasparenza dei consiglieri di opposizione, configurando questa una “motivazione politica”, di per sé sola sufficiente per l’approvazione della mozione di sfiducia».
Nel documento si passa poi all’analisi delle mancanze amministrative, in quanto – si accusa – «si è manifestata ripetutamente e diffusamente l’inadeguatezza del sindaco a condurre un confronto costruttivo con l’intero consiglio comunale, e un tanto anche in considerazione della costituzione del nuovo gruppo consiliare», oltre a «definire le linee programmatiche dell’azione amministrativa per individuare, affrontare e risolvere i problemi del paese; rappresentare in consiglio comunale le scelte dell’amministrazione; svolgere un’azione di governo efficiente, ad esempio, il “rilancio rapido del Parco delle Pianelle”, la demolizione e la realizzazione del nuovo Ponte della Motta, il completamento dei lavori di riqualificazione della palestra, la pulizia e la manutenzione del territorio». Alla Giunta Bertolla si imputa poi che «non sono stati affrontati gli iter di importanti piani e iniziative urbanistiche ed edilizie, quali la costruzione del nuovo asilo nido finanziato con fondi Pnrr, la messa in sicurezza del “Ponte Grande” di Cergneu, la realizzazione della rotonda in piazza Monsignor Beniamino Alessio, la riqualificazione dei percorsi pedonali di via Garibaldi, la ristrutturazione dell’auditorium e dell’aula di musica». Oltre a questo, si afferma che «nulla si è visto per quanto riguarda i progetti e i programmi di sviluppo per il paese annunciati nel corso del dibattito politico in campagna elettorale» e che «a tal riguardo il sindaco non ha saputo tessere rapporti con gli altri Comuni e territori pur essendo nella maggior parte dei casi della sua stessa area politica. Dimostrazione ne è la non riconferma del sindaco del Comune di Nimis quale componente del comitato esecutivo della Comunità di Montagna del Natisone e Torre».

Visione strategica – La mozione di sfiducia sottolinea poi la «manifesta incapacità del sindaco nell’organizzare e nell’avere una minima visione strategica, non solo nel breve ma nemmeno nel medio/lungo termine». E questo «ha di fatto determinato nei nostri concittadini una completa sfiducia nell’attuale classe dirigente, che ad essi si era presentata come forza di modernizzazione e cambiamento». Si rileva, quindi, che l’«aver concentrato tutte le posizioni di responsabilità (contabile finanziaria e del personale) dell’Ente nelle mani dell’assessore alle Opere pubbliche, peraltro non all’altezza del ruolo, ha contribuito in maniera esponenziale a far emergere l’incapacità del sindaco ad assumere responsabilità amministrative, nonché ha evidenziato l’inadeguatezza al ruolo dell’assessore incaricato». Si osserva, altresì, che «la gestione delle risorse umane, a partire dalle forze di governo per arrivare al personale amministrativo, risulta totalmente fallimentare» e che «in tutto il periodo di amministrazione è stata forte l’assenza del sindaco ai tavoli istituzionali tematici dove si decidono investimenti e progetti a medio e lungo termine che riguardano Comune e territorio», tanto che «il consiglio comunale non può continuare ad assistere passivamente ad un così grave degrado nella gestione delle istituzioni, nei risultati dell’azione amministrativa, a tutto danno della comunità e dei cittadini», in quanto «questa amministrazione, a causa di alcuni suoi componenti», ha perso «definitivamente lo spirito di novità, trasparenza e responsabilità che le aveva permesso di essere scelta dalla maggioranza relativa dei cittadini per governare il paese».

Il dibattito – Per cui, alla luce di tutto quanto messo in evidenza nel loro documento, i consiglieri comunali Gloria Bressani, Mariacristina Del Fabbro, Ivana Di Betta, Stefano Doraconti, Beatrice Follador, Fabrizio Mattiuzza, Davide Michelizza, Raul Guillermo Migueletto e Serena Vizzutti – si osservi l’ordine alfabetico – chiedono, come si diceva, «la convocazione della seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco che formalmente presentano». La parola, quindi, ora passa – e non potrebbe avvenire diversamente – all’assemblea municipale, nella quale i rappresentanti dei due gruppi ribadiranno le proprie posizioni con le quali hanno evidenziato numerosi addebiti nei confronti del sindaco Bertolla e degli altri due componenti della giunta, Bonfini e Cuffolo. Se, al termine delle controdeduzioni del primo cittadino e del dibattito, il documento dei nove consiglieri firmatari sarà approvato ottenendo la maggioranza assoluta dei votanti, ci sarà l’immediata caduta dell’esecutivo, per cui la Regione Fvg, informata degli sviluppi, sarà tenuta a nominare quanto prima un commissario straordinario che guiderà il Comune di Nimis fino alle nuove consultazioni amministrative.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla con il vice Sergio Bonfini.

Nimis, il ricordo dell’incendio ’44 e delle vittime dei Lager: anche da Lannach un omaggio alla memoria di Bruno Fabretti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Un’assenza avvertita da molti, quest’anno, alla commemorazione del 29 settembre 1944, la incancellabile data in cui Nimis, per rappresaglia, fu data alle fiamme e che segnò la deportazione di tanti suoi figli, molti dei quali non fecero ritorno dai Lager. Bruno Fabretti riuscì invece a rivedere i propri cari e da allora decise di trasformare la sua vita in un continuo, ininterrotto messaggio di testimonianza per raccontare a tutti, soprattutto ai più giovani, l’orrore di quella drammatica esperienza.

Il discorso e la cerimonia al monumento.

Ma alla cerimonia di venerdì mattina, prima nel Duomo di Santo Stefano e poi nell’attiguo Parco delle Rimembranze dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello dedicato alle vittime dei campi di concentramento, mancava proprio lui, che si è spento alla soglia dei cent’anni a metà luglio. Tuttavia, il commendator Fabretti era idealmente presente con due dei suoi figli, Anna e Giuseppe, ma anche attraverso le grate parole che ha dedicato al suo ricordo il sindaco Giorgio Bertolla e grazie al pensiero che ha avuto per l’amico di Nimis la comunità di Lannach con il suo borgomastro Josef Niggas. Dalla cittadina stiriana – gemellata nel nome di Rodolfo Zilli, artista di Nimis lassù emigrato fin da ragazzino – è giunto infatti, graditissimo, un cero con l’immagine proprio di Bruno Fabretti che è stato deposto dinanzi al cippo dei morti nei Lager che l’ex internato più conosciuto del Friuli volle realizzare nell’ormai lontano 1989, quarantacinque anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale scatenate dalla furia nazifascista per soffocare la fervente attività partigiana.

Messa, corteo e campana di Centa.


Come sempre, la giornata rievocativa è cominciata con la Messa di suffragio nella Chiesa comparrocchiale. «Non esiste una guerra giusta», ha ammonito monsignor Rizieri De Tina prendendo spunto dalla famosa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla di “occhio per occhio…” e facendo riferimento a quanto continua ad accadere nel mondo, a cominciare dalla nostra Europa. E poi ricollegandosi ai confini evocati da un pannello realizzato dai bambini, e posto dinanzi all’altare, l’arciprete ha messo in guardia contro le divisioni che creano sentimenti di rancore e di odio, fino a portare a conseguenze molto pericolose, spesso tragiche.

I figli di Fabretti  e bambini al cippo.

Al termine, la cerimonia civile dinanzi ai monumenti, nella quale si sono aggiunte anche le scolaresche proprio perché nei più giovani, come ha lungamente insegnato Bruno Fabretti, deve germogliare il sentimento di amicizia, concordia e pace. Dinanzi a rappresentanze delle forze dell’ordine, dei Comuni vicini e delle associazioni combattentistiche e d’arma – tra gli altri, c’era il presidente di Apo Friuli, Roberto Volpetti -, il sindaco Bertolla ha tenuto il discorso commemorativo, partendo da una breve rievocazione storica di quel 29 settembre e dei giorni che lo precedettero. «Come avevo detto a Torlano il 25 agosto – ha affermato il primo cittadino – ricordare vuol dire riportare nel cuore, quindi interiorizzare un concetto che ci permette di vivere pienamente ciò che rappresenta, diventando noi stessi esempio di pace con il nostro operato. È quindi compito nostro, e non di altri, agire in prima persona per mantenere la nostra esistenza in una situazione di concordia e di pace». Quello che aveva sempre perorato proprio il commendator Fabretti. «A lui dobbiamo riconoscere – ha infatti sottolineato Bertolla – che per molti anni ci ha ricordato e testimoniato questi tremendi fatti accaduti al nostro paese e ai nostri concittadini. Con la sua instancabile testimonianza, Bruno ha fino all’ultimo cercato di sensibilizzare le nostre coscienze affinché ci impegnassimo a non smettere di adoperarci per mantenere la pace».
Quindi il vicesindaco Sergio Bonfini ha letto i nomi delle vittime dei campi di concentramento, tutti scritti su una lapide accanto al cippo che le ricorda, e a ognuno di essi è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. Un ricordo intenso e sentito, anche se la partecipazione popolare è purtroppo sempre più esigua, che assumerà ancora maggior valore nel 2024 quando ricorrerà l’80° anniversario di quei tristissimi fatti. E ricordarli adeguatamente è proprio il lascito che ci ha affidato Bruno Fabretti.

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In copertina, il cero inviato da Lannach con l’immagine dell’ex internato Bruno Fabretti.

Nimis rende omaggio a Walter Tosolini: presto la Sala consiliare avrà il suo nome

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nessuno come il compianto Walter Tosolini ha collezionato una così lunga e attiva presenza nel Consiglio comunale di Nimis, sia nel ruolo di esponente della opposizione sia in quella di amministratore, nel quinquennio in cui è stato sindaco. Per cui a chi, se non a lui, intitolare l’aula consiliare? Ecco spiegato il senso della proposta presentata da Gloria Bressani, anche a nome degli altri tre consiglieri di minoranza, per rendere omaggio a un politico (mancato a fine marzo, a 78 anni) il cui esempio resta come un faro luminoso fra i giovani. La proposta è contenuta in una mozione che il sindaco Giorgio Bertolla si è impegnato a inserire all’ordine del giorno di una prossima seduta consiliare, mentre quella in questione ha visto gli adempimenti di rito richiesti nella prima convocazione post-elettorale: convalida degli eletti, elezione di componenti di commissioni (elettorale e giudici popolari), criteri per nomine in enti superiori, aziende ed istituti, culminando nel giuramento del nuovo primo cittadino. Cosa che Bertolla ha fatto in italiano e in friulano, salutato da un lungo applauso applauso che ha voluto rappresentare anche un augurio per la sua appena avviata esperienza politico-amministrativa alla guida del Comune pedemontano.

Il giuramento del nuovo sindaco.


Quindi, Bertolla ha presentato la nuova Giunta. A collaborare con lui saranno Sergio Bonfini, Stefano Doraconti, Matteo Cuffolo e Mariacristina Del Fabbro. Mentre lo stesso sindaco, oltre agli affari generali e alla rappresentanza dell’ente, si occuperà anche di bilancio, finanze, rapporti con enti superiori e altri Comuni, Bonfini sarà il suo vice, trattando attività produttive, commercio e ambito socio-sanitario. A Doraconti faranno invece capo turismo, sport e società partecipate; a Cuffolo infrastrutture, pianificazione territoriale, protezione civile e ambiente; a Del Fabbro associazionismo, politiche scolastiche e giovanili, attività culturali. Il neo-sindaco ha attribuito deleghe anche ai consiglieri Luca Balloch (personale) e Ivana Di Betta (frazioni).

Gloria Bressani


Prima delle ultime battute assembleari, Gloria Bressani ha quindi chiesto la parola per presentare la proposta riguardante il defunto Walter Tosolini. Ecco pertanto il testo integrale della mozione: «I sottoscritti consiglieri comunali di Nimis: Bressani, Vizzutti, Mattiuzza e Follador, presentano ai sensi dell’art. 31 del vigente Regolamento per il Funzionamento del Consiglio comunale la seguente mozione avente per oggetto: Intitolazione della Sala consiliare al compianto consigliere arch. Walter Tosolini.
In questa tornata elettorale ci è mancato l’arch. Walter Tosolini, recentemente scomparso, Persona molto colta, intelligente, sempre coerente e fedele ai suoi ideali, che ha dedicato gran parte del suo percorso personale alla passione politica e amministrativa. La sua prima elezione risale al 1975 e da allora ha quasi sempre occupato i banchi del consiglio, praticamente ha trascorso tutta la vita a contatto con la civica amministrazione di questo paese, fino a diventarne sindaco dal 2011 al 2016.
Oltre a essere stato sindaco, Tosolini è colui che più di tutti ha frequentato la Sala consiliare nella storia repubblicana di questo Comune, con un numero di presenze difficilmente raggiungibile. La sua dedizione alla “cosa pubblica” deve essere esempio e guida per tutti coloro che volessero, come lui, mettersi al servizio della comunità.
Il consigliere Tosolini era un Uomo, colto, caparbio, leale, coerente, onesto e tenace, qualità che hanno caratterizzato la sua vita e proprio per la sua tenacia propongono di intitolare a suo nome la sala del Consiglio comunale di Nimis».
Il documento, che ora dovrà appunto passare al vaglio della civica assemblea, è stato accolto da un lungo e sentito applauso che ha commosso la vedova Dina Di Betta, presente alla riunione.

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In copertina, l’architetto Walter Tosolini all’epoca in cui ricopriva la carica di sindaco del Comune di Nimis.