Dalle Valli del Natisone all’Islanda: la guida turistica delle 44 chiesette votive “gemellata” con il Paese nordico

Non poteva esserci battesimo migliore per la nuova Guida Turistica delle 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone, appena pubblicata e già protagonista di un singolare “gemellaggio” culturale: dalla Slavia Friulana è arrivata fino in Islanda, portata personalmente dal presidente della Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone, Antonio De Toni, durante una recente vacanza. «Entrando in quelle piccole chiese immerse nel paesaggio lunare islandese, ho sentito qualcosa di familiare – ha raccontato De Toni -. Lo stesso silenzio sacro, la stessa atmosfera di raccoglimento e spiritualità che si respira nelle nostre chiesette votive. È stato come riconoscere un legame invisibile. Sono felice che la nostra guida abbia così fatto il suo primo viaggio, simbolico, debuttando all’estero. Potremmo dire che la bellezza e la spiritualità delle Valli del Natisone sono pronte a parlare al mondo».

Una sorta di “gemellaggio” tra l’anima delle Valli del Natisone e quella dell’estremo nord, che rafforza la vocazione internazionale del Cammino delle 44 Chiesette Votive, che potremmo ribattezzare come la “Santiago delle Valli”. Un cammino di fede, cultura e natura lungo 184 km e articolato in 10 tappe, che attraversa nove Comuni dell’estremo Friuli orientale: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Come nel celebre cammino di Santiago di Compostela, anche lungo questo percorso è possibile per pellegrini ed escursionisti raccogliere un timbro per ogni chiesetta raggiunta, il cosiddetto “signium”, simbolo tangibile del cammino percorso e della spiritualità vissuta tappa dopo tappa.
«Questa guida da poco stampata non è solo un itinerario – aggiunge il presidente – è uno strumento per entrare in contatto con l’anima delle Valli, con la nostra storia e le nostre radici. E il fatto che sia già arrivata in Islanda vuole parlare a tutti della vocazione internazionale dei nostri territori». Il progetto nasce, proprio, con l’obiettivo di fare riscoprire un tesoro d’arte e devozione incastonato tra i borghi e le montagne della Slavia Friulana. Le chiesette votive, spesso poco conosciute al grande pubblico, conservano affreschi, sculture e architetture di altissimo valore, frutto anche dell’influsso della scuola slovena di Škofja Loka e della tradizione artistica mitteleuropea.
Ma seguire il Cammino delle Chiesette, non significa solo visitare luoghi di culto: significa immergersi nella cultura materiale e spirituale di una comunità montana, riscoprendo la fatica del lavoro contadino, l’ingegno dei terrazzamenti, i segni di una civiltà che ha saputo armonizzarsi con un territorio difficile ma generoso.

Info social: https://www.facebook.com/UfficioTuristicoVallidelNatisone

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In copertina e all’interno le chiesette islandesi visitate da Antonio De Toni.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

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In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.

Festival delle Valli del Natisone oggi al via a Oculis di San Pietro con I Piccoli di Podrecca. Domani spettacolo a Spignon

I Piccoli di Podrecca protagonisti oggi a Oculis. Si apre, infatti, questa sera alle 20.30, nella piccola frazione di San Pietro al Natisone, il Festival delle Valli che torna ad animare i paesi e i borghi più sperduti di questa zona del Friuli. Sarà “I Piccoli di Podrecca On The Road” ad aprire la quattro giorni di spettacoli. A fare da palcoscenico a questa nuova produzione della storica compagnia di marionette, oggi curata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sarà un camion dal quale sbucano quattro frizzanti marionettisti assieme ai loro personaggi. In caso di pioggia, lo spettacolo si terrà nella struttura “Sapori nelle Valli” (Zona Industriale, 1 San Pietro al Natisone/Špiétar).


Il Festival delle Valli del Natisone, ideato dal Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, e realizzato quest’anno in collaborazione con i Comuni di San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna e San Leonardo, in quattro giornate proporrà le numerose sfaccettature del Teatro di Figura, dalla sua forma più classica al teatro da tavolo, dal teatro in bicicletta (più conosciuto come kamishi-bike) al teatro musicale, con compagnie italiane ed estere.
Domani, alle 17, a Spignon/Varh di Pulfero/Podbunisac, arriverà Szombor Barna, dall’Ungheria, artista che riporta in scena László Vitéz, burattino reso famoso da Henrik Kemény (già ospite del Cta e ultimo erede di una storica e importante famiglia di burattinai). In caso di pioggia, la recita si terrà nella sede dei cacciatori in località Puller (Pulfero/Podbuniesac). Nella stessa giornata, alle 19 a Iesizza/Jesičje di San Leonardo/Svet Lienart, andrà in scena il Teatro da Tavolo, con lo spettacolo Orecchie d’asino con Stefano Paradisi. In caso di pioggia presso il Circolo Culturale di Merso di Sopra/Gorenja Miersa.
Il Festival delle Valli proseguirà poi fino al 28 luglio con vari appuntamenti pomeridiani e serali. Tutto il programma sul sito: https://www.ctagorizia.it/wp-content/uploads/2024/07/VALLI-Pieghevole-PRINT.pdf
Tutti gli spettacoli del Festival sono a ingresso gratuito. Per informazioni, ai numeri 0841.537280 o 335.1753049 o alla mail organizzazione@ctagorizia.it

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In copertina, i Piccoli di Podrecca oggi a Oculis e all’interno lo spettacolo di domani.

Teatro di figura, dopo anni torna il Festival delle Valli del Natisone: sette proposte con la regia del Cta

di Mariarosa Rigotti

Un ritorno atteso, e sicuramente sperato dagli appassionati del teatro di figura, è quello del Festival delle Valli del Natisone su cui, dopo alcuni anni di pausa, si rialzerà il sipario dal 25 al 28 luglio prossimi, scandito in sette appuntamenti “fra paesaggio, teatro e socialità”, trovando spazio nei Comuni di San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna e San Leonardo. E saranno tutti spettacoli a ingresso gratuito.

Roberto Piaggio


Va ricordato che questa manifestazione è stata ideata dal Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, che conta come direttore artistico Roberto Piaggio, e si è animata, come viene ricordato dallo stesso sodalizio, «per oltre 25 edizioni in paesi e borghi più sperduti di questa zona del Friuli ed è tuttora uno dei pochi esempi di ottimo connubio fra teatro e territorio, divenuto nel tempo patrimonio culturale e sociale di un’intera comunità». E allora sottolinea Serena Di Blasio, curatrice della manifestazione: «Questo Festival veniva celebrato come una grande festa itinerante di Teatro di figura. Era un’opportunità di apertura per le piccole comunità locali verso le presenze esterne e, allo stesso tempo, un’occasione per il pubblico cittadino di scoprire, oltre al teatro, luoghi di rara bellezza naturalistica e interessanti prodotti locali».
Infatti, aggiungono dal Cta, «negli anni questo appuntamento ha contribuito a svelare le potenzialità turistiche di un territorio ancora poco valorizzato. Le Valli del Natisone hanno a loro volta contribuito a lanciare e far conoscere artisti e giovani compagnie che, dopo i successi del festival, sono stati invitati a partecipare ad altre manifestazioni, sia nazionali che europee». Così, assieme ai quattro Comuni, il Cta ha voluto riprendere quest’anno la tradizione e, per quattro giornate, i piccoli borghi disseminati lungo le Valli del Natisone si trasformeranno in palcoscenici virtuali per compagnie italiane ed estere, accogliendo il teatro e allo stesso
tempo mettendo in mostra se stessi. Gli spettacoli, va sottolineato, porteranno in scena sia la forma classica che le nuove sfaccettature del Teatro di figura, attraverso il teatro da tavolo, il teatro in bicicletta (più conosciuto come kamishi-bike) e il teatro musicale.
Passando al programma, il Festival si aprirà giovedì 25 luglio con la storica compagnia dei Piccoli di Podrecca che «hanno incantato generazioni di spettatori» e, come palcoscenico per questa nuova produzione, un camion dal quale sbucano quattro marionettisti assieme ai loro personaggi. Il 26 sarà la volta di Szombor Barna, dall’Ungheria, artista che riporta in scena László Vitéz, burattino reso famoso da Henrik Kemény – già ospite del Cta e ultimo erede di una storica e importante famiglia di burattinai – e poi il Teatro da tavolo, con “Orecchie d’asino” di Stefano Paradisi. Mentre, sabato 27 ecco il kamishibike con Serena Di Blasio, con “Due Amiche” e “Il mostro dei cespugli”, e la pièce firmata da Irene Vecchia, “La Luna e Pulcinella” che «attraverso il repertorio delle guarattelle, racconta la violenza di genere e le difficili relazioni tra i ruoli di uomini e donne». A chiudere la rassegna, domenica prossima saranno la produzione del Cta “Qui e là” con Adriana Vasques e lo spettacolo di Paolo Rech, “Quel diavolo di Arlecchino” che, tra piccoli segreti e aneddoti, presenta «l’affascinante storia di Arlecchino, custode di un passato intrigante tra le schiere infernali». Comunque, per saperne di più si può chiamare lo 0481.537280 o il 335.1753049 o scrivere a organizzazione@ctagorizia.it

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In copertina, la caratteristica fontana è un simbolo di San Pietro al Natisone.

Sport, promozione turistica e solidarietà: ritornerà domenica la Corsa per Haiti con un migliaio di ciclisti al via a Cividale

Si correrà domenica 19 maggio, con partenza e arrivo a Cividale del Friuli, l’edizione numero 31 della Corsa per Haiti. Un evento che non è soltanto la principale “Granfondo” ciclistica disputata in regione, ma anche una manifestazione che al confronto sportivo unisce la valorizzazione turistica del territorio e la solidarietà con una delle più martoriate popolazioni della Terra: la parte più povera dell’isola di Haiti.
Dieci i Comuni interessati dalla corsa: Attimis, Faedis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano e naturalmente Cividale dove, nella ex Caserma Francescatto, verrà allestito il “Borgo Haiti”, aperto domani pomeriggio dalle 14.30 e domenica mattina dalle 6.30 per iscrizioni, ritiro numeri e pacchi gara. La partenza verrà data alle 8.30 da via Perusini (di fronte al Palazzetto dello sport), dove è previsto anche l’arrivo. Due i percorsi agonistici, il GranFondo di 142 km e il MedioFondo di 96, ai quali si aggiunge quello della Cicloturistica per Haiti, di 78 chilometri. Tre percorsi, un territorio unico – quello delle Valli del Natisone e del Torre – con salite leggendarie per gli atleti e panorami mozzafiato per tutti. Perché tutto si svolga nel migliore dei modi (meteo permettendo sono attesi un migliaio di ciclisti) con la regia della società organizzatrice, la Asd Chiarcosso Help Haiti, e la collaborazione delle Amministrazione comunali e della Protezione civile delle località interessate saranno impegnati oltre 400 volontari, 200 dei quali addetti alla sicurezza degli incroci.
L’albo d’oro della Corsa per Haiti (la prima edizione risale al 1993) è ricco di nomi prestigiosi, da Daniele Pontoni, ex campione del mondo di ciclocross e attuale plurimedagliato commissario tecnico della Nazionale off-road, fino a Federico Pozzecco, che ha messo in bacheca le ultime due edizioni.
Importante sotto il profilo tecnico, la Corsa per Haiti lo è altrettanto – se non di più – per lo spirito che anima organizzatori e partecipanti: il progetto Help Haiti, al quale sono destinati i proventi della Corsa, la raccolta delle offerte libere, le risorse messe insieme dal patron Sante Chiarcosso e dai numerosi sponsor, da amici e collaboratori. Tutto è finalizzato a portare soccorso alle persone più sfortunate che popolano l’isola caraibica, dove la OdV Pane Condiviso (presieduta da Mary Agosto, moglie di Sante Chiarcosso) ha realizzato una struttura (“Kay”, che in creolo significa casa) pensata per ospitare le “bambine di strada”, togliendole dai pericoli della efferata vita quotidiana sull’isola, rovinata da violenze, soprusi, criminalità e nessun rispetto per la vita. Un progetto che va avanti pur tra mille difficoltà: negli ultimi mesi, la situazione ad Haiti si è ulteriormente incancrenita, con bande di malviventi che spadroneggiano tanto che le autorità non riescono a controllarle.

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In copertina, ciclisti pronti al via a Cividale in una passata edizione.

Valli del Natisone e del Torre: la Regione annuncia migliorie per 300 mila euro

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato, su proposta dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali e della Montagna, Stefano Zannier, lo schema di protocollo di intesa relativo a interventi per razionalizzare e migliorare i servizi a favore della popolazione montana.
Si tratta, come riferisce Arc, di misure a favore degli ambiti delle Valli del Natisone e del Torre riferite alla legge regionale 20 del 2015 per lo sviluppo delle aree interne e che per il 2022 possono contare su 300mila euro di cui 200mila per spese correnti e 100mila in conto capitale. Accogliendo le indicazioni trasmesse dal Comune di San Pietro al Natisone, capofila dell’ambito territoriale, la Giunta Fedriga ha previsto in questa sesta integrazione del Protocollo la distribuzione delle risorse in ragione del 55% attribuito al Natisone e del 45% al Torre.
L’assessore Zannier ha evidenziato tre aspetti dell’accordo: l’ascolto costante delle comunità della montagna, la previsione di privilegiare interventi in continuità rispetto alle azioni delineate negli anni passati e l’elasticità della misura. In sede di sottoscrizione del protocollo sarà infatti possibile apportare al testo alcune modifiche, seppure di carattere non sostanziale. Ne saranno firmatari, assieme alla Regione Fvg, i Comuni di Attimis, Drenchia, Faedis, Grimacco, Lusevera, Nimis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Taipana e Torreano.

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In copertina, uno scorcio di San Pietro al Natisone Comune capofila dell’ambito.

Valli del Natisone, è vicina la Regione Fvg: studio per un nuovo ponte a San Quirino

«Relativamente alla realizzazione delle opere la Regione vuole collaborare il più possibile con i Comuni delle Valli del Natisone, entrando nel merito dei progetti e offrendo le proprie competenze per superare gli ostacoli di natura burocratica al fine di favorire l’accelerazione dei procedimenti». Lo ha detto ieri il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso dell’incontro con i sindaci delle Valli che si è svolto, come informa Arc, nel Municipio di San Pietro. Erano presenti i primi cittadini Antonio Comugnaro (San Leonardo), Eliana Fabello (Grimacco), Francesco Romanut (Drenchia), Camillo Melissa (Pulfero), Germano Cendou (Savogna) Luca Postregna (Stregna) e Mariano Zufferli (San Pietro al Natisone). Inoltre, hanno partecipato all’appuntamento il presidente della Comunità di montagna del Natisone e Torre, Mauro Steccati (appena riconfermato sindaco di Tarcento), e i consiglieri regionali Giuseppe Sibau ed Elia Miani.

Tra gli argomenti sottoposti a Fedriga, lo studio di fattibilità per la costruzione di un nuovo ponte con modifica della viabilità sulla statale 54 (di competenza dell’Anas) in località Ponte San Quirino, essendo l’attuale struttura sempre più inadeguata a sopportare il traffico che interessa un’arteria di importanza internazionale. A tale riguardo, lo stesso governatore ha condiviso la necessità dell’intervento sottolineando l’importanza della valenza architettonica del progetto. Inoltre, il presidente della Regione Fvg ha ricordato i 200 milioni stanziati nell’ultima manovra di assestamento di fine luglio proprio per le opere da realizzare sul territorio in partnership con i Comuni.
Rispondendo alle sollecitazioni dei sindaci, il capo della Giunta regionale ha dapprima affrontato l’argomento relativo allo sviluppo del turismo, rimarcando la potenzialità ancora inespressa delle Valli e la volontà della Regione, attraverso le sue articolazioni, di sviluppare il settore in questa specifico territorio.
Altro tema, quello della sanità, che in un’area di montagna incontra in primis il problema della cura delle cronicità di cui soffrono in particolare le persone anziane. Su questo Fedriga ha ricordato il recente accordo tra l’amministrazione regionale e gli operatori di medicina generale, finalizzato alla previsione di un incentivo per i professionisti disposti a prestare servizio nelle aree più carenti di medici come quelle montane.
Altro problema, infine, quello della mancanza di personale nei piccoli Comuni. A tale riguardo, il governatore ha fatto presente che sono stati abrogati i precedenti limiti per le assunzioni vincolandole solo agli equilibri di bilancio delle amministrazioni municipali. Inoltre, tra poco saranno a disposizione anche i tecnici che verranno arruolati nell’ambito del Pnrr e che saranno a disposizione degli Enti locali per i progetti del Piano.

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In copertina, uno scorcio dell’attuale ponte sul Natisone in località San Quirino; all’interno, il governatore Fedriga durante l’incontro con i sindaci delle Valli a San Pietro.

Un defibrillatore per i volontari Mu Nus di Lestizza

“Mutue Nuove e solidarietà”, in breve Mu Nus, del Comune di Lestizza è un’associazione di volontariato che dal 2005, anno di costituzione, svolge una preziosa attività di assistenza e accompagnamento di persone sole, anziane e disabili. A ridosso delle festività pasquali ha ricevuto in dono da CiviBank, presso la filiale di Mortegliano, un defibrillatore, prezioso strumento per la propria attività sociale.
Continua così l’impegno territoriale della Banca cividalese a favore delle associazioni fornendo loro, in vari casi, anche un indispensabile strumento di prevenzione e pronto soccorso come il defibrillatore. Si tratta di un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere eventuali sintomi di arresto cardiaco. L’apparecchiatura, in questo caso, è andata alla Mu Nus di Lestizza che, presieduta dal dottor Alfredo Barillari, responsabile emergenze all’ospedale di Monfalcone, conta un centinaio di volontari di cui 15 autisti che effettuano un servizio continuo di accompagnamento di persone disagiate verso strutture sanitarie, uffici pubblici, poste e banche o anche semplicemente per fare la spesa.

Lo stesso Comune di Lestizza ha sottoscritto una convenzione con il sodalizio di volontariato per il trasporto degli scolari verso i luoghi delle attività pomeridiane di doposcuola.  A ricevere il defibrillatore è stato il consigliere del direttivo di Mu Nus, Luigi Paroni, accompagnato da cinque volontari in uniforme accolti dal personale della filiale di Mortegliano diretta da Andrea Mossenta. Paroni ha avuto parole di apprezzamento per il dono ricevuto riconoscendo all’istituto di credito una “rara sensibilità”  che si è manifestata anche in altre occasioni a cominciare dal contributo per l’acquisto del furgone sociale. E’ proprio su questo mezzo che l’apparecchiatura sarà installata.

L’iniziativa si inserisce in un più vasto contesto che ha visto CiviBank consegnare una ventina di defibrillatori in due anni a vari Comuni del Friuli (Savogna, Tavagnacco, San Giovanni al Natisone, Pavia di Udine, Gemona, Grimacco, Pulfero, Drenchia, Remanzacco, Prepotto, Povoletto, Attimis, San Pietro e Campoformido). La formazione all’uso del defibrillatore ha coinvolto  decine di volontari iscritti all’apposito albo del 118.
L’acquisto dei defibrillatori è avvenuto con le risorse che tradizionalmente la banca riservava all’omaggistica natalizia, destinate invece a  intraprendere questa iniziativa di alto valore etico e sociale.

Un momento della breve cerimonia.

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In copertina, la consegna del defibrillatore ai volontari Mu Nus.

Alla Libertas Basket School di Udine un defibrillatore

Non solo ha sostenuto il progetto Pink sport project che mette in rete due movimenti sportivi al femminile, al top dell’agonismo in Friuli, come la Libertas Basket School di Udine e la Polisportiva Libertas Martignacco, entrambe militanti in serie A2 rispettivamente nella pallacanestro e nella pallavolo, ma ha pure voluto donare un defibrillatore al presidente della formazione cestistica udinese, Leonardo de Biase. CiviBank continua così il suo impegno territoriale  a favore delle associazioni sportive fornendo loro anche un indispensabile strumento di prevenzione e pronto soccorso come il defibrillatore.
Si tratta di un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere eventuali sintomi di arresto cardiaco. L’apparecchiatura, in questo caso, è andata alla Libertas Basket School di Udine, società nata nel 2013 che , oltre a contare sulla prima squadra tra le più quotate in campo nazionale, vanta un nutrito vivaio con squadre Esordienti, Under 13, Under 14 e Under 17.
E’ stato il vicepresidente di CiviBank, avvocato Guglielmo Pelizzo, a procedere alla consegna dell’apparecchiatura dopo aver tenuto a “battesimo” il Pink sport project che mette in sinergia le due realtà sportive femminili, che rappresentano più di 12 mila atlete iscritte ai centri sportivi Libertas in Friuli Venezia Giulia, nel corso di una cerimonia svoltasi negli stabilimenti della Delser di Martignacco.
L’iniziativa si inserisce in un più vasto contesto che ha visto CiviBank consegnare una ventina di defibrillatori in due anni a vari Comuni del Friuli (Savogna, Tavagnacco, San Giovanni al Natisone, Pavia di Udine, Gemona, Grimacco, Pulfero, Drenchia, Remanzacco, Prepotto, Povoletto, Attimis, San Pietro e Campoformido).  La formazione all’uso del defibrillatore ha coinvolto  decine di volontari iscritti all’apposito albo del 118. L’acquisto dei defibrillatori è avvenuto con le risorse che tradizionalmente la banca riservava all’omaggistica natalizia destinate invece a  intraprendere questa iniziativa di alto valore etico e sociale, ha precisato il vicepresidente Pelizzo.

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 In copertina, Pelizzo consegna il defibrillatore al presidente de Biase.