Cooperazione allo sviluppo Pordenone-Sarajevo a quasi 30 anni dalla guerra

“Wel.Come” è il nuovo progetto di cooperazione allo sviluppo in Bosnia ed Erzegovina – terra dilaniata dalla guerra e dai contrasti – di Consorzio Leonardo che ha l’obiettivo di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili nell’area di Sarajevo, che a quasi trent’anni dal conflitto ha ancora diverse ferite da rimarginare. Il progetto è stato avviato ad aprile e avrà durata biennale. Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolge più partner: da un parte quelli italiani (la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, il Comune di Valvasone Arzene, Confcooperative Pordenone e la Camera di Commercio Pordenone-Udine) e dall’altra quelli bosniaci (Caritas Bosnia e Erzegovina, Associazione Youth for Peace e Università di Sarajevo).

Un incontro del Progetto.


“Riconoscendo che una crescita economica inclusiva e sostenibile – ha spiegato Nicole Colussi, referente del progetto per Consorzio Leonardo – è fondamentale per la riduzione della povertà, con questo nuovo progetto di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina si vuole rafforzare l’azione in materia di protezione sociale, salute e istruzione, che sono le fondamenta della crescita e ne garantiscono l’inclusività. Allo stesso tempo, il nostro impegno sarà quello di rafforzare il sostegno a quei settori che possono avere un forte impatto sui risultati dello sviluppo, e quei settori che creano condizioni favorevoli per una crescita inclusiva e sostenibile come lo sviluppo del settore privato”.
Vi è già stato un primo incontro ad aprile, in modalità online, tra i partner operativi di progetto (italiani e bosniaci) a cui hanno partecipato anche Francesca Spirito, referente dell’ufficio relazioni internazionali della Regione Friuli Venezia Giulia, e l’ambasciatore italiano in Bosnia ed Erzegovina, Nicola Minasi. “Tra gli obiettivi prioritari – aggiunge Colussi – c’è quello di sperimentare azioni di welfare di comunità, partendo dalle buone prassi del Friuli Venezia Giulia, come strumento necessario per ridurre le disuguaglianze e per poter garantire a lungo termine uno sviluppo integrale e inclusivo del territorio”.
Consorzio Leonardo, in passato, è stato già promotore di altri progetti di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina per aiutare le realtà locali che si occupano di minori e formare gli operatori del territorio. Ora l’obiettivo sarà quello di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili. In totale i beneficiari diretti del progetto sono dieci associazioni e organizzazioni non governative dell’area di Sarajevo e dieci persone svantaggiate (giovani disoccupati, donne sole, persone con disabilità, abitanti in zone rurali, minoranze). “Noi crediamo – ha concluso Colussi – che promuovere la cultura dell’economia sociale sia un elemento fondante per una comunità accogliente, attenta alle categorie vulnerabili e quindi proiettata all’inclusione sociale e auspichiamo che, grazie a questo progetto, ci sia una maggior sensibilizzazione della popolazione italiana sul tema e sulla situazione in Bosnia Erzegovina”.

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In  copertina, uno scorcio di Sarajevo capitale della Bosnia ed Erzegovina.

 

La cooperazione sociale unisce Pordenone con Bosnia Erzegovina

Seconda fase nel territorio del Friuli Occidentale per il progetto di cooperazione allo sviluppo intitolato “Rischio Minore – Tutela dell’infanzia in Bosnia Erzegovina” che favorisce il dialogo e lo scambio di buone pratiche nei percorsi educativi.
Dopo la trasferta avvenuta a marzo di alcuni rappresentanti del Consorzio di cooperative sociali Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, e della cooperativa sociale Laboratorio Scuola a Sarajevo – con l’obiettivo di aiutare 60 minori a rischio ed insegnare agli operatori sociali locali come costruire percorsi educativi per i minori -, questa volta è toccato ai cinque rappresentanti dell’Associazione giovanile Youth for Peace di Sarajevo, ad un rappresentante di Caritas Bosne i Hercegovine e a un rappresentante dei Servizi Sociali di una delle municipalità di Sarajevo arrivare a Pordenone. “Per loro – ha sottolineato Luigi Piccoli, presidente del Consorzio Leonardo e di Confcooperative Pordenone – è stata l’occasione per visitare le realtà locali che si occupano di minori nell’ottica di condividere buone pratiche e vivere un’esperienza formativa volta ad acquisire competenze specifiche nella tutela dei minori. Siamo lieti di poter dare il nostro contributo e condividere i valori della cooperazione sociale”.
Durante il viaggio studio, inizialmente c’è stato un incontro di presentazione e scambio rispetto alla tematica della tutela dell’infanzia a rischio nella sede del del Consorzio Leonardo. Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e che vede coinvolti due partner Caritas Bosnia ed Erzegovina e l’associazione Youth for Peace, ha poi visto diversi momenti sul territorio pordenonese.

“Li abbiamo accompagnati in visita alla Caritas Pordenone – ha spiegato Nicole Colussi, responsabile di Consorzio Leonardo -, nella cui sede abbiamo presentato il progetto in un incontro aperto al pubblico”. La trasferta è continuata poi con la visita alla cooperativa Laboratorio Scuola a Pordenone (comunità minori e adolescenti) dove i rappresentanti hanno potuto conoscere da vicino il metodo di lavoro grazie a un confronto con gli operatori della comunità per minori e della comunità adolescenti.
Nell’occasione, la Cooperativa Laboratorio Scuola ha anche fornito un momento psicologico di formazione specifico rispetto al post-trauma infantile, visto la storia di questa terra (la Bosnia ed Erzegovina) dilaniata dalla guerra e dai contrasti. Poi la formazione è continuata incontrando nella sede di Leonardo la cooperativa Il colore del Grano e l’associazione casarsese Il Noce, con un confronto rispetto ad altri tipi di attività a favore di minori a rischio: l’accoglienza mamma-bambino, l’adozione e l’affido.

“Nella stessa mattinata, inoltre, due referenti dei servizi sociali del Comune di Pordenone – ha aggiunto Colussi – hanno fornito informazioni sul loro servizio e le sperimentazioni che portano avanti per poter rispondere in maniera adeguata ai bisogni delle famiglie. Hanno inoltre raccontato come hanno sviluppato l’affido familiare nel territorio e come hanno costruito una rete solida di famiglie affidatarie”.
La visita è continuata al centro diurno per minori gestito della cooperativa Laboratorio Scuola a Maniago e poi anche spazio per un momento di conoscenza del territorio con visita al lago di Barcis e ad Andreis. “È stata un’importante occasione di scambio tra le due realtà – ha concluso Nicole Colussi – e i partecipanti sono stati molto felici di poter toccare con mano alcune esperienze locali in tema di minori a rischio. Hanno infatti avuto modo di acquisire nuove competenze specifiche nella tutela dei minori da applicare poi nella loro attività quotidiana con bambini e ragazzi in Bosnia ed Erzegovina”.

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In copertina e qui sopra gli ospiti giunti dalla Bosnia Erzegovina.