Il Premio “Folclôr tal Cûr” invita sabato a Magnano in Riviera: sarà festeggiata Gemma Miani anima degli Holzhockar

È in calendario per la serata di sabato 24 gennaio, a partire dalle 18, la 14ma edizione del Premio “Folclôr tal Cûr”, iniziativa lanciata nel 2003 dall’Associazione tra i Gruppi Folcloristici della regione Friuli Venezia Giulia e in programma, quest’anno, a Magnano in Riviera: ad accogliere l’evento, che ha cadenza biennale, sarà la sala polifunzionale di via Montessori. Obiettivo è tributare un pubblico omaggio a persone distintesi per il proprio impegno nella ricerca, nella salvaguardia e divulgazione del ricco e prezioso patrimonio folcloristico della nostra regione.


Ogni gruppo premia un proprio socio, mentre tutti i gruppi, insieme, conferiscono un riconoscimento ad una figura che ha brillato nell’ambito in questione a livello regionale: quest’anno tocca a Gemma Miani, “per quasi 50 anni – questa la motivazione del conferimento – colonna portante degli Holzhockar” di Sappada, di cui è stata “voce inconfondibile e guida materna, coniugando la passione locale con una visione ampia e gestendo per un decennio il sodalizio con equilibrio e lungimiranza”. Degna erede della vocazione culturale del padre, il maestro Armando Miani, Gemma è oggi custode di un inestimabile archivio storico, che dà lustro all’intero panorama del folklore friulano e che è stato messo a disposizione del pubblico. “Esempio di grande dedizione – si legge ancora nella motivazione – ha lavorato instancabilmente per mantenere vive le radici della nostra terra”.
Dopo essere stato a lungo ospitato da Pasian di Prato, da alcune edizioni il Premio “Folclôr tal Cûr” è divenuto itinerante, toccando varie località del Friuli Venezia Giulia, sedi dei gruppi folcloristici che aderiscono all’Agff: in questa occasione è la volta, come detto, di Magnano in Riviera e per la circostanza si è inteso estendere la partecipazione al prestigioso momento a tutti i gruppi folcloristici della regione, dunque anche ai non aderenti all’Associazione promotrice. Venti le realtà partecipanti, che si alterneranno sul palco per premiare ciascuno il danzerino prescelto. Ad animare la serata saranno i “padroni di casa”, i Balarins de Riviere.
Storia dell’Associazione. Agff, che ha sede a Pasian di Prato, riunisce 13 gruppi folcloristici del Friuli Venezia Giulia dal 1986, anno in cui fu fondata grazie all’impegno di Giorgio Miani, primo presidente, affiancato da Luigina Degano nel ruolo di segretario. Dal 2007 al 2017 è stata presieduta da Michele Gasparetto, entusiasta regista di questa grande realtà regionale, coadiuvato dal segretario Claudio Degano. Nel 2017, poi, le redini del sodalizio sono passate a Fausto Di Benedetto, che si avvale della collaborazione del segretario Massimiliano Zuliani. L’Associazione fa parte dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia (UGF). Il Premio Folclôr tal Cûr è realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per il tramite dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. L’edizione 2025 è stata curata dal “Gruppo Folkloristico Balarins de Riviere Aps”; prezioso il supporto del Comune di Magnano in Riviera, che ha concesso il suo patrocinio e l’utilizzo della sala polifunzionale.

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In copertina, Gemma Miani colonna portante degli Holzhockar di Sappada; all’interno, i gruppi folcloristici durante la festa tenutasi a Cordovado.

Torlano domani commemorerà l’eccidio di ottantun anni fa: anche da Portogruaro per ricordare la tragedia dei De Bortoli

di Giuseppe Longo

Sarà il nuovo sindaco di Nimis, ingegner Fabrizio Mattiuzza, a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 81° anniversario. La civica amministrazione ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino Cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga. L’anno scorso era presente, con la delegazione portogruarese, anche Gina De Bortoli, ultranovantenne ma ancora in ottima salute, ultima superstite di quella efferata strage del 25 agosto 1944.
In quell’estate di 81 anni fa la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.

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I 102 anni di Paola Del Din

(g.l.) «Oggi celebriamo Paola Del Din, figura eminente della storia del nostro Paese e testimone autentica dei valori più alti della Resistenza e della libertà. Come staffetta della Divisione Osoppo, ha messo a rischio la propria vita per servire la Patria, portando avanti con coraggio e determinazione ideali che ancora oggi costituiscono le fondamenta della nostra democrazia. La sua vicenda personale, segnata anche dal sacrificio del fratello Renato, è un esempio di dedizione e di amore per l’Italia che le è valsa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e che non deve mai essere dimenticata». Con questo augurio, l’assessore Pierpaolo Roberti ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale a Paola Del Din, nel giorno del suo 102° compleanno, festeggiato in ottima salute a Sappada assieme a parenti ed amici. Paola Del Din è stata staffetta partigiana durante la Resistenza, distinguendosi per coraggio e dedizione in missioni rischiose che prevedevano il trasporto di messaggi e documenti attraverso territori occupati dai nazifascisti e fu anche la prima donna paracadutista italiana e compiere un lancio di guerra. Dopo il conflitto si è dedicata all’insegnamento e alla promozione della memoria storica, diventando una testimone autorevole dei valori di libertà e democrazia. Ancora oggi, nonostante l’età molto avanzata, non manca alle principali cerimonie commemorative. E anche alla commemorazione di Torlano è stata presente molte volte. «Con profonda gratitudine e sincera ammirazione, a nome della Regione Friuli Venezia Giulia, le rivolgo i più sinceri auguri di buon compleanno – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – nella certezza che la sua testimonianza continuerà a essere fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future».

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Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra portogruarese e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la ricordata sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, le bare nelle quali furono raccolti i resti delle 33 vittime dell’Eccidio.

Maltempo, la strada per Sappada già ok. Situazione più complessa in Val Pesarina

«La viabilità della strada regionale di Sappada che collega il Friuli Venezia Giulia al Veneto è in via di risoluzione nella giornata di oggi con la deviazione del traffico su una bretella a regime di traffico alternato. Più complessa, invece, è la situazione che riguarda la Val Pesarina dove i tempi di ripristino della carreggiata saranno meno veloci». Lo ha detto l’altro giorno l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, a margine dei sopralluoghi compiuti a Prato Carnico (presente il sindaco Erica Gonano) e a Sappada (con il sindaco Alessandro De Zordo) a seguito dei danni causati dalla recente ondata di maltempo.


Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, gli eventi atmosferici accaduti e le conseguenti frane «sono fenomeni che ormai stiamo conoscendo: puntuali, brevi e molto violenti; ai quali siamo pronti a dare, come nel caso di Sappada, una risposta immediata, con una sinergia che coinvolge anche le competenze dell’assessore Amirante attraverso Fvg Strade». In relazione alla frana del ghiaione del Rio Bianco in Val Pesarina, che ha interrotto la Strada regionale 465, Riccardi ha evidenziato che la carreggiata non presenta una viabilità semplice in quanto insiste su tre tornanti. Inoltre, la dimensione franosa, a una prima stima, «appare essere venti volte più grande di quella che ha bloccato la strada di Sappada». Il vicepresidente della Giunta poi ha ricordato come la Regione Fvg in questi anni abbia investito importanti risorse per gli interventi finalizzati alla prevenzione e alla difesa del territorio, osservando che senza quegli investimenti le conseguenze di un evento come quello accaduto in questi giorni sarebbero state ben più pesanti.
L’assessore ha, infine, sottolineato che l’Amministrazione regionale continuerà a stanziare ulteriori risorse al fine di cantierare altre opere per la protezione del territorio, attraverso un approccio multidisciplinare che comprende, oltre alla Protezione civile, anche le articolazioni regionali delle Infrastrutture e della Difesa dell’ambiente.

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In copertina e qui sopra il sopralluogo dell’assessore Riccardo Riccardi a Sappada; all’interno, in Val Pesarina.

(Foto Regione Fvg)

Special Olympics, sipario giù a Sappada: ai Giochi nessun limite insuperabile

I XXXIV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics sono terminati. A Sappada, oltre 300 atleti hanno dato prova di grandi abilità e talenti nello sci nordico e nella corsa con le racchette da neve. Ciò che resta va ben oltre il valore delle medaglie che ognuno di loro si è meritatamente conquistato. È un prezioso insegnamento rivolto alla società intera, una concreta dimostrazione del fatto che ogni limite, intellettivo ma anche fisico, che la vita ci pone può essere non solo sfidato ma anche superato, vinto. I veri “limiti” spesso si trovano solo nella testa delle persone, negli stereotipi e nei pregiudizi che ancora troppo spesso prevalgono sulla conoscenza, sulla fiducia nelle potenzialità, proprie ed altrui. Daniele non vede gli ostacoli, li supera e basta
«Daniele ha 14 anni, che dire di lui? È già un miracolo vivente di per sé perché è nato morto ed è stato rianimato, dopo cinque minuti sono riusciti a fargli ripartire il cuore. Secondo la diagnosi natale, non doveva proprio alzarsi dal letto, doveva essere un vegetale. Oggi invece – racconta mamma Antonina – Daniele è qui a correre, è un miracolo dovuto in primis alla sua forza di volontà. È sempre stato un ragazzo che ha voglia di conoscere, di lottare, di gareggiare. Non si è fermato mai di fronte ai suoi limiti, alle sue difficoltà. Averlo visto gareggiare ai Giochi Nazionali Invernali Special Olympics qui a Sappada appaga di tutti i sacrifici fatti per lui. Finalmente ti rendi conto che non esistono nemmeno diagnosi definitive perché lui non si doveva muovere da quel letto, invece la forza di volontà e l’impegno hanno portato a ben altro. Ha conquistato una medaglia d’oro e una d’argento nonostante non veda. Il bello è che, secondo lui, lui vede tutto, ha una visione del mondo completa. Magari non vede gli ostacoli che ha di fronte, ma in un modo o nell’altro li supera sempre, infatti lo dice lui stesso, non ci sono limiti che non possa affrontare e vincere».
«Io torno a casa con la gioia nel cuore – conclude  mamma Antonina – vedere i suoi occhi che brillano quando tiene quella medaglia al collo e la mostra a chiunque incontra… Non c’è altra soddisfazione per un genitore. Come mamma di Daniele, non vivo di sogni, ti accontenti della realtà così com’è e apprezzi quello che ti dà ogni giorno, forse perché quando è nato mi avevano detto che non ci sarebbe stato un domani. Ho vissuto questi 14 anni con piccoli traguardi da raggiungere, per me oggi ho motivo di provare gioia, domani è un altro giorno, domani ricominciamo con qualche consapevolezza in più».
Chiuso dunque il capitolo Sappada, i XXXIV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics riprenderanno nel mese di marzo, dal 12 al 16 a Bardonecchia, località che ospiterà le discipline di sci alpino, snowboard e per la prima volta la danza sportiva.

I XXXIV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics sono realizzati grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo (Premium Partner), Mitsubishi Electric e iZilove Foundation (Silver Partner), Würth (Friends) e Radio Punto Zero (Media Partner).

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In copertina, il quattordicenne Daniele premiato a Sappada: una storia esemplare.

 

Il Friuli è terra di dialogo interculturale: a Piani di Luzza da otto Paesi europei

Un’esperienza formativa ed umana interessante in un contesto territoriale unico. È decisamente positivo il bilancio del progetto Intercultural Playback Theatre. Training course on increasing softs skills for social change, realizzato dall’associazione di promozione sociale e culturale Aps Klaris al Villaggio Efa Bella Italia di Piani di Luzza. L’iniziativa, che ha ricevuto il sostegno del programma dell’Unione Europea Erasmus+, nell’ambito delle attività dedicate alla mobilità giovanile e alla mobilità per apprendimento individuale e non formale, è consistita in un corso di formazione e aggiornamento al quale hanno preso parte una trentina di operatori, educatori e rappresentanti di associazioni e Ong che operano in ambito sociale, culturale e giovanile in otto diversi Paesi: Bulgaria, Estonia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia.

Per un’intera settimana sono stati protagonisti di diverse attività di aggiornamento e approfondimento sui temi e sulle metodologie dell’educazione non formale, della comunicazione interculturale e del legame tra creatività, comunicazione, produzione artistica e multiculturalità. Il tutto ha avuto una particolare efficacia, come è emerso anche nel momento di valutazione conclusiva, in virtù del contesto territoriale e ambientale in cui il progetto è diventato realtà.
Come osserva Dorota Magdalena Stromidlo, presidente dell’Aps Klaris, il cui nome corrisponde all’acronimo di Kulture, Lingue, Aggregazione, Ricerca, Integrazione, Solidarietà, «tutti i partecipanti hanno apprezzato il percorso formativo proposto e soprattutto il fatto di averlo realizzato in una regione multiculturale e multilingue come il Friuli e nell’incantevole cornice della Carnia e delle Dolomiti friulane, tra Sappada e Forni Avoltri». Tra un laboratorio e l’altro, i trenta partecipanti a Intercultural Playback Theatre hanno avuto modo di scoprire, conoscere ed apprezzare il territorio sia con escursioni e passeggiate sia grazie al materiale che è stato messo a loro disposizione: dai dischi dell’etichetta Musiche Furlane Fuarte di Radio Onde Furlane, con cui l’Aps Klaris collabora da anni, alle pubblicazioni informative e promozionali riguardanti offerta turistica, enograstronomia, cultura e pluralismo linguistico fornito rispettivamente da PromoTurismoFvg e da Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane).
«Intercultural Playback Theatre è stato un successo – come sottolinea infine Dorota Magdalena Stromidlo – non solo per il corso in sé e per le possibilità di nuove collaborazioni che potranno essere sviluppate con le associazioni e organizzazioni partner del progetto, ma anche perché i partecipanti a questa iniziativa rientrati nei loro Paesi daranno conto della loro esperienza, descrivendo la bellezza dei luoghi, l’ospitalità ricevuta e le peculiarità della nostra regione, che per più ragioni si conferma “cuore d’Europa” e contesto ideale per promuovere e praticare il dialogo interculturale».

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In copertina e all’interno immagini dei partecipanti alla settimana nella cornice delle Dolomiti friulane.

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

Legge di Stabilità Fvg: sanità, imprese e agricoltura avranno altri fondi

La Giunta regionale ha approvato in via preliminare la Legge di Stabilità: per la sanità sono previste ulteriori risorse per 43 milioni di euro per rispondere alle mancate entrate del superticket (10 milioni), per i rinnovi contrattuali (30 milioni) e per l’abbattimento delle rette per le case di risposo (3 milioni). Per il futuro Sviluppo impresa è stata prevista una dotazione finanziaria di 10,3 milioni con 2 milioni aggiuntivi per i poli di Sappada; per il settore primario verranno destinati 7 milioni per il Fondo di rotazione in agricoltura più ulteriori 2 milioni: per la lotta al bostrico (un milione di euro) e per norme integrative del Psr (un milione). Infine, 2 milioni sono la destinazione iniziale per la nuova Legge sulla famiglia. E’ quanto si apprende attraverso una nota Arc, nella quale l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, spiega che “grazie a un lavoro di razionalizzazione, inquadrato in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo, saremo in grado di far avere alle direzioni degli assessorati risorse da distribuire in linea con il dato iniziale del 2020”.

“Abbiamo voluto dare – commenta l’esponente della Giunta Fedriga – un’immediata risposta alle necessità della comunità, tenuto conto che continueremo a costruirlo e ad arricchirlo giorno dopo giorno fino al suo arrivo in Aula: nel quadro di incertezza sanitaria, sociale ed economica che ci troviamo ad affrontare ora e che influirà anche sul nostro futuro, siamo riusciti a preparare un lavoro di valorizzazione delle risorse e di scelta delle priorità, dando allocazione a maggiori riparti dove abbiamo ritenuto ci fossero settori con più criticità”.

Ecco, in sintesi, i riparti per ogni Direzione: Protezione civile regionale: 15 mln Direzione centrale Finanze: 30,86 mln Direzione centrale Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informativi: 96,47 mln Direzione centrale Autonomie locali, Funzione pubblica, Sicurezza e Politiche sull’immigrazione: 743,85 mln Direzione entrale Cultura e Sport: 72,31 mln Direzione centrale Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile: 87,46 mln Direzione centrale Infrastrutture e Territorio: 364,12 mln Direzione centrale Attività produttive: 110,21 mln Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche: 80,13 mln Direzione centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia: 131 mln Direzione centrale Salute, Politiche sociali e Disabilità: 2.780,66 milioni. Dopo questa approvazione, il Ddl passerà al Consiglio delle autonomie locali, per ricevere sulle parti di competenza pareri e intese.

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In copertina, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.

 

Confartigianato Udine a fianco di Sappada e delle sue 45 imprese

Guarda alla montagna Confartigianato-Imprese Udine e in particolare a quella di Sappada, new entry in Friuli Venezia Giulia, che i vertici dell’associazione di categoria hanno appena visitato incontrando il sindaco Manuel Piller Hoffer al quale hanno offerto la massima collaborazione. Sostegno alle imprese esistenti – 45 in tutto quelle artigiane insediate nell’ex cittadina veneta per un totale di 92 addetti – e supporto nello sviluppo di un nuovo modello di gestione della futura area artigianale. Un’area che nelle intenzioni dovrebbe consentire a Sappada di riunire in un unico luogo le piccole e piccolissime imprese, al momento dislocate senza ordine sul territorio comunale, ma che «stentiamo a far partire per via di problemi urbanistici» ha fatto sapere Piller Hoffer, spronando il presidente provinciale di Confartigianato, Graziano Tilatti, ad offrire la massima collaborazione all’amministrazione comunale. «Sia per sbrogliare la matassa delle questioni urbanistiche – ha detto Tilatti – sia per immaginarne la gestione futura. Non ci servono più zone con infrastrutturazione pesante, abbiamo bisogno invece di ripensare quelle esistenti in funzione di una maggiore flessibilità dei capannoni, di una loro possibile trasformazione nel tempo, anche in ottica green, e di realizzarne ex novo in chiave innovativa».

Sappada in questo senso potrebbe far da apripista. «L’idea di un’area artigianale – ha ricordato Piller Hoffer – nasce circa 15 anni fa come volontà degli amministratori locali su spinta degli operatori. Abbiamo soprattutto attività che girano intorno al turismo: falegnamerie, segherie, aziende edili, idraulici, elettricisti. La volontà è quella di partire con un’area innovativa». «Un’area in cui – è il suggerimento avanzato dal presidente Tilatti – potreste dar gambe a un consorzio volontario con un moderno modello di gestione: basta cattedrali nel deserto, bisogna iniziare a costruire, anche con l’aiuto del pubblico, capannoni più piccoli, ritagliati sulle reali necessità di chi andrà ad utilizzarli e concederli a canone calmierato. Il tutto per arrivare dopo un certo periodo di tempo all’acquisto o alla restituzione del bene così che possa essere riadattato e utilizzato da altri. In questo modo – ha aggiunto il leader degli artigiani friulani – eviteremo i casi di fallimenti seguiti da capannoni che restano vuoti e creano un danno non solo alle imprese, ma anche alle pubbliche amministrazioni e al territorio».

Tilatti, che a Sappada è stato accompagnato dal consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz, dal segretario di Confartigianato-Imprese Udine, Gian Luca Gortani, dalla coordinatrice delle zone Paola Morocutti e dal direttore del Cata Fvg, Alessandro Quaglio, ha – come detto – offerto a Piller Hoffer massima collaborazione. Non a parole, ma con i fatti: aprendo dall’autunno un recapito dell’associazione e organizzando in collaborazione con il Cata un incontro pubblico durante il quale illustrare le varie linee contributive attivate dalla Regione Fvg, le convenzioni e i servizi dell’associazione nonché le novità relative al microcredito, figlie della recente operazione messa a segno da Confartigianato Udine assieme a Friulia, Cassa Centrale Banca, Confidi Gorizia e Confartigianato Fvg.

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In copertina e qui sopra l’incontro dei vertici di Confartigianato Udine con gli amministratori di Sappada.

 

Grande festa a Udine per la Madonnina benedetta a Lourdes

E’ arrivata al termine la Peregrinatio Mariae, sorta di pellegrinaggio della Vergine attraverso le parrocchie friulane, dove la Madonna è stata portata “fisicamente” a contatto delle persone credenti, degli ultimi, delle situazioni di difficoltà.
Promossa dall’Unitalsi, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, e collocatasi sotto l’egida dell’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, la Peregrinatio si chiuderà ufficialmente nella cattedrale di Udine giovedì 30 maggio, alle 20.30, con una solenne cerimonia che sarà presieduta dallo stesso presule. Monsignor Mazzocato accoglierà l’effigie della Vergine (che a Lourdes, lo scorso 11 febbraio, aveva ricevuto una speciale benedizione nella Grotta di Massabielle, luogo delle apparizioni di Maria a Santa Bernadette) al termine di un percorso che ha toccato una quarantina di realtà, fra parrocchie e case per anziani, coinvolgendo quasi 5 mila persone.
L’itinerario si era aperto il primo aprile a Gemona ed era proseguito a Osoppo, Venzone, Tarcento, Pagnacco, Plaino, Fagagna, Martignacco, Palmanova, Sappada, Amaro, Manzano, Lovaria, Primulacco, Colloredo di Prato, Pasian di Prato, Sclaunicco, Lestizza, Mortegliano, Udine Sant’Osvaldo e nuovamente Palmanova, per raggiungere, infine, la Forania della Bassa friulana.
Ricordiamo che l’Unitalsi è un’associazione nazionale il cui principale obiettivo è l’organizzazione di pellegrinaggi ai santuari mariani, in primis a quello di Lourdes ma pure a Loreto, Fatima e in Terra Santa. Ogni diocesi d’Italia ha la sua sottosezione; quella di Udine, in particolare, è attiva da parecchi anni. Dall’esperienza dei pellegrinaggi nascono poi tutte le attività e le proposte che vengono svolte sul territorio, a cominciare dalla vicinanza e dall’assistenza di cui i malati e i disabili necessitano una volta rientrati a casa. Da ricordare, in particolare, la “Raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica”, attività che negli anni ha permesso di sostenere economicamente numerosi progetti benefici, oltre che di aiutare gli ammalati e i disabili a partecipare ai pellegrinaggi a Lourdes. L’Unitalsi Diocesana è molto radicata sul territorio, con una presenza quasi in ogni parrocchia.

Il rito nella Grotta di Massabielle.

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In copertina, la benedizione della statua della Madonna a Lourdes.

Sappada al primo voto in Fvg: con Fedriga punta al rilancio

di Giuseppe Longo
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Cinque stelle?
A Sappada piacciono di più quelle del suo bellissimo cielo incastonato tra le Dolomiti.
Nelle prime elezioni regionali per il Friuli Venezia Giulia dopo il distacco ufficiale dal Veneto, avvenuto alla fine del 2017, il rinomato centro turistico ha infatti riservato soltanto l’1,68 per cento dei voti alla lista capeggiata da Alessandro Fraleoni Morgera (poco più di quella autonomista di Sergio Cecotti: 1,01), mentre ha votato a valanga – è proprio il caso di dirlo trattandosi di una cittadina molto nevosa – il Centrodestra di Massimiliano Fedriga al quale ha attribuito la bellezza del 72,56 per cento.
Sergio Bolzonello per il Centrosinistra si è invece fermato al 24,75.
I voti validi erano 594 su poco più di 1300 residenti.

Così, mentre a Udine, nuova città capoluogo di riferimento (anche se più lontana e ormai senza Provincia) dopo il divorzio da Belluno, cresce di tono la sfida tra Pietro Fontanini e Vincenzo Martines in corsa per il ballottaggio di domenica 13 maggio, a Sappada si guarda al rilancio e a una nuova stagione di sviluppo.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Manuel Piller Hoffer (lista civica), conta molto infatti sul sostegno che le potrà essere assicurato dal Friuli Venezia Giulia, Regione a Statuto Speciale, per la valorizzazione delle sue piste da sci.

Un obiettivo, quello del potenziamento degli impianti, che potrebbe essere funzionale anche alla partecipazione, assieme agli altri poli invernali della nostra regione, alle Olimpiadi invernali del 2026 che Venezia ha chiesto in sintonia con il Trentino Alto Adige ottenendo l’immediato appoggio friulano tramite Federalberghi.
È chiaro che la richiesta di Cortina – la città capofila che ospitò i Giochi sulla neve già nel 1956 – dovrà fare i conti con quelle molto forti di Torino e Milano, ma il governatore veneto Luca Zaia è ben determinato a portare avanti la sua battaglia.
E dovrebbe essere scontato l’appoggio dell’omologo friulgiuliano Fedriga, pure leghista, appena insediato nel suo nuovo ruolo.
Una parola definitiva su quale candidatura sostenere davanti al Coni e al Cio dovrà però venire dal governo che tarda ancora ad essere formato nonostante siano passati due mesi dalle elezioni politiche.
Per domani, lunedì, il capo dello Stato ha convocato la terza consultazione al Quirinale e poi prenderà una decisione. Speriamo sia la volta buona!
Una prospettiva di crescita ulteriore dunque per Plodn, come è chiamata la località nell’antico tedesco locale (è un’isola alloglotta come Sauris e Timau), sebbene finora abbia fatto progressi molto consistenti. Una prospettiva che si auspica incoraggiata e sostenuta proprio dal Friuli-Venezia Giulia, Regione con la quale Sappada ha voluto andare lasciando il Veneto nel quale era dal 1852 quando lasciò la storica Provincia del Friuli.
Quindi con il referendum del 2008, passato con ben il 95 per cento di consensi, la cittadina dolomitica, incuneata in una stupenda vallata tra Carnia e Cadore a 1217 metri di quota (proprio qui nasce il Piave), ha chiesto di tornare all’antico.
Anche perché Sappada si è sempre sentita socialmente e culturalmente più vicina al Friuli che al Veneto.
La parrocchia di Santa Margherita, per esempio, fa parte dell’Arcidiocesi di Udine – una fra le più vaste d’Italia -, ha forti legami con Tolmezzo soprattutto dal punto di vista sanitario e sportivamente parlando gli atleti si formano e crescono nei Comitati friulani.
E dove milita, da sempre, Sappada se non nel Campionato Carnico?
Insomma, un ritorno a casa: per questo i sappadini ci tenevano a votare già da queste elezioni regionali.