Con l’amata “Madonnina del Mare” l’ultimo saluto di Grado ad Arianna Cutti mamma di monsignor Paolo Nutarelli

di Giuseppe Longo

GRADO – Non deve essere facile, neanche per un sacerdote sostenuto da una fede forte e cristallina, pronunciare un’omelia dinanzi al feretro della propria madre. E, invece, monsignor Paolo Nutarelli ieri mattina ha trovato la forza per farlo, nella Basilica di Grado, fra le tantissime persone che hanno voluto rendere omaggio ad Arianna Cutti, molto conosciuta e apprezzata nell’Isola, anche per essere stata a lungo responsabile dell’Ufficio postale, che si è spenta a 88 anni. «L’arcivescovo Carlo – ha confidato all’assemblea – mi ha proposto di parlare in ricordo della mamma, ma inizialmente gli avevo detto che non me la sentivo. Poi ho riflettuto e ho accettato con gratitudine l’invito». E pur con la voce spesso rotta dalla commozione il parroco, gradese fra i suoi gradesi, è riuscito a offrire un’immagine affettuosa e puntuale di una donna che ha speso tutta se stessa per la famiglia – peraltro rimasta vedova in giovane età di Alberto Nutarelli, morto nel 1990 in seguito a un incidente stradale -, il lavoro e la comunità. Il tutto alla luce di un grande amore in Cristo, che non ha mai vacillato ma che si è rinvigorito quando uno dei due figli ha deciso in incamminarsi sulla impegnativa via del sacerdozio, con la guida preziosa di monsignor Silvano Fain. Una fede che don Paolo ha più volte sottolineato, attingendo anche a quelle parole del Vangelo di Luca che ci spronano a tenere sempre «la lampada accesa» per non trovarsi impreparati al momento del distacco dalla vita terrena.

La Messa esequiale è stata celebrata dall’arcivescovo Carlo Redaelli che ha voluto esprimere tutta la vicinanza della Chiesa isontina al parroco di Grado, al fratello Sergio e ai loro familiari. Con lui all’altare di Sant’Eufemia, oltre allo stesso don Nutarelli, il nuovo vicario generale Paolo Zuttion (che è subentrato a monsignor Armando Zorzin, già arciprete isolano), i concittadini monsignor Mauro Belletti e don Gianni Medeot, cappellano militare, oltre a numerosi sacerdoti e religiosi della Diocesi e del vicino Santuario di Barbana. Come detto, tantissimi coloro che hanno gremito – con il sindaco Giuseppe Corbatto e altre autorità cittadine – le storiche navate della Basilica che per Arianna Cutti, arrivata dall’istriana Albona nel lontano 1950, era come una “seconda casa”. Tante le persone giunte per il funerale anche da Cormons, il paese del Collio dove l’anziana è spirata, assistita amorevolmente dalle suore della Divina Provvidenza, e dove aveva seguito, una volta lasciato il lavoro, il figlio sacerdote, parroco per diciassette anni di quella popolosa comunità in cui era nato il citato don Fain. All’uscita del feretro, il coro diretto dal maestro Anello Boemo, dopo il canto con cui la liturgia finale affida l’anima nelle braccia del Padre celeste, ha intonato la suggestiva “Madonnina del Mare”, tanto amata da Arianna come da tutti i gradesi e pure dai tanti turisti che, frequentando l’Isola, si sono avvicinati alle sue bellissime tradizioni.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli pronuncia l’omelia dinanzi al feretro della mamma Arianna Cutti; all’interno, l’arcivescovo Carlo Redaelli mentre incensa la salma e il momento del commiato sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia.

Grado in ottobre, ecco l’Isola che non ti aspetti: a piedi, in bici e in barca nella suggestiva laguna tra curiosità e stupore

Grado, in ottobre, può diventare l’Isola che non ti aspetti. Il momento ideale per vivere con tranquillità il borgo marinaro e apprezzare le tante sorprese nascoste tra calli e laguna.

Le audioguide – Con il tempo e il ritmo che si vuole, a esempio, in completa autonomia si possono scoprire tutte le curiosità e i punti di interesse di Grado scaricando gratuitamente le audioguide dalla homepage del sito del Consorzio Grado Turismo (www.grado.it). Le 20 principali attrazioni isolane, proposte e descritte, sono divise in tre itinerari da percorrere a piedi, in biciletta o in barca. Seguendo il percorso “storico – culturale”, da Porto Mandracchio, passando per il Castrum medievale, è possibile visitare il complesso basilicale, proseguendo poi per le ville liberty e il Parco delle Rose (utile la spiegazione riguardante l’Isola di Barbana). L’itinerario “mare e benessere” si svolge sul lungomare, dalle spiagge rinomate della località, passando per le Terme Marine per le quali, nel 1892, l’Isola venne ufficialmente riconosciuta come Stazione di Cura. E, non ultimo, il percorso “sport, natura ed enogastronomia”, con il quale si scopre il cuore tradizionale dell’Isola, la laguna e le vicine Riserve naturali raggiungibili anche in bicicletta. Le descrizioni sono sintetiche ma puntuali e, per ogni singolo ascolto, richiedono solo 4-5 minuti di tempo. Ovviamente, tra un punto e l’altro, si può sostare a piacere in qualche angolo particolarmente suggestivo, magari sorseggiando un buon calice di vino del Collio o un digestivo e tipico Santonego.

In laguna – Grado e la sua splendida laguna sono un tutt’uno: un “luogo dell’anima” come lo definì il giovane “cronista” Pier paolo Pasolini. Le possibilità di fruizione, offerte dagli operatori locali, sono numerose. A esempio, si possono fare gite in motonave verso Porto Buso o recarsi al Santuario della Beata Vergine Maria sull’Isola di Barbana con il servizio di linea ancora attivo in ottobre con quattro partenze quotidiane. Oppure si può decidere di trascorrere una piacevole giornata in compagnia noleggiando un’imbarcazione presso uno degli operatori dell’Isola o, ancora, ci si può fare accompagnare da Taxi Boat o Ncc tra i casoni e le mote organizzando anche tour personalizzati.

Per tutte le informazioni necessarie si può consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, una suggestiva gita in barca nella Laguna di Grado e qui sopra una visita al meraviglioso centro storico con l’antica Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

Giubileo a Grado, pellegrinaggi sotto le stelle a Barbana. Ma anche tante altre proposte tra spiaggia, musica e cultura

Ultimi appuntamenti gradesi per l’anno del Giubileo. Si terranno, infatti, nelle date di lunedì 11-18 agosto e 1 settembre, i pellegrinaggi notturni al Santuario di Barbana. Lo storico edificio di culto dell’isoletta in mezzo alla laguna è stato infatti indicato dall’arcivescovo di Gorizia come uno dei luoghi giubilari dell’Arcidiocesi e monsignor Carlo Redaelli vi aveva aperto la “porta santa” il primo maggio scorso. E proprio prendendo spunto da questo evento, la Parrocchia arcipretale di Grado, in collaborazione con i monaci benedettini che da qualche anno curano la parte spirituale e liturgica della vita della famosa Chiesa mariana, ha organizzato una serie di pellegrinaggi giubilari notturni: un’opportunità davvero unica di vivere un’esperienza di fede intensa (con, anche, la possibilità di ricevere l’indulgenza) e suggestiva, in un luogo ricco di storia (le origini del Santuario risalgono al 582 d.C.) e spiritualità. Il programma delle giornate prevede alle 19.30 la partenza da Grado (apertura della biglietteria della motonave alle ore 19). Dopo l’arrivo a Barbana alle ore 20 è prevista la recita del Rosario con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. Alle 20.45 si celebrerà la Messa e, poi, ci sarà del tempo libero a disposizione dei pellegrini sino al momento della partenza per Grado prevista per le ore 22.15. In caso di maltempo i pellegrinaggi verranno sospesi. Nei prossimi giorni, comunque, l’Isola del Sole offre, a pellegrini e turisti, una lunga serie di eventi e occasioni di divertimento, cultura, natura, musica e teatro.

Martedì 12 agosto

Aperitivo in Riserva – Il Bus Natura parte da varie zone di Grado per raggiungere la Riserva naturale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona. L’escursione pomeridiana (a pagamento) prevede la visita guidata, l’ingresso alla Riserva e un aperitivo al tramonto presso il bar/ristorante della Riserva “Il Pettirosso”. Partenza da Grado ore 16.40, rientro ore 20.15.
“Amami”, martedì italiano in spiaggia – Presso lo stabilimento balneare Piper Beach (in spiaggia Costa Azzurra), tutti i martedì del mese, a partire dalle ore 22, con ingresso gratuito: DJ, musica dal vivo e aperitivo.
Laboratorio di ceramica con aperitivo – Lo stabilimento Git (ingresso 7, Top Bar) propone un aperitivo diverso dal solito, con buon cibo, drink freschi e un laboratorio creativo dove si può modellare e decorare un piccolo oggetto in ceramica (a pagamento), per scoprire il piacere di creare qualcosa con le proprie mani. I lavori verranno poi cotti nel laboratorio Asperitas e saranno pronti per essere ritirati dopo 10-15 giorni. Su richiesta possono essere spediti a casa. Dalle ore 17 alle 19.
Biagio Marin: l’infanzia perduta e ritrovata – Su testi di Biagio Marin, scelti e introdotti da Marina Bressan, lettura scenica di Tullio Svettini e Addis Brizi – Valsassina. Terrazza della biblioteca civica “Falco Marin”, alle ore 21.15. Evento gratuito a cura di: Associazione Grado Teatro APS e Centro ricerca turismo e cultura Odv.
SuperMegaShow – Evento gratuito interamente dedicato ai più piccoli che potranno divertirsi tra spettacoli di burattini, animazione, baby dance e giochi. In largo Punta Barbacale, a Grado Pineta, a partire dalle ore 21.15. Organizzato da: Andrea Mega.

Mercoledì 13 agosto

Estate in Piazza – A cura dell’Associazione “Grado Teatro”, alle ore 21.15, ai Giardini Marchesan, verrà presentato lo spettacolo, a ingresso libero: “Sconfinando lungo l’Isonzo” per GO2025, della Compagnia “Gianfranco Saletta” di Trieste.
Wine & craft tour – Giro (a pagamento) di assaggi e “cicchetti” nelle osterie del centro storico di Grado con un focus sui famosi vini friulani. Tra una tappa e l’altra è possibile visitare alcune botteghe artigiane locali. Ritrovo alle ore 16.45 e conclusione alle ore 19.20.
Scoprire Gorizia e Nova Gorica – Alla scoperta della Capitale europea della cultura transfrontaliera 2025. Grazie al progetto di promozione “Crocevia d’Europa”, ideato dal Comune di Gorizia, accompagnati da guide esperte, si parte da Grado (gratuitamente) in un viaggio tra storia, natura e cultura: Gorizia, Nova Gorica, l’Isonzo, il Collio e molto altro. Partenza ore 8.30, rientro ore 13.
Grado tra mare e meraviglia – Visite guidate alla scoperta del centro storico di Grado (a pagamento), con partenza alle ore 21.00. Per prenotarsi: www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/alla-scoperta-di-grado-tra-mare-e-meraviglia.

Giovedì 14 agosto

Yoga al tramonto – Presso lo stabilimento Tivoli (a pagamento), potrai portare in equilibrio il corpo, la mente e lo spirito grazie alla pratica yoga guidata. L’Hatha Flow è uno stile frizzante, aiuta la mobilità e la fluidità del corpo per poi finire con un rilassamento distesi sulla sabbia. Inizio ore 20.00, con prenotazione obbligatoria.
Disco Bike Night Grado – Autentica divertente novità dell’estate 2025. Scoprire i luoghi più iconici di Grado (a pagamento) pedalando al tramonto (per circa 11 chilometri), accompagnati da una guida cicloturistica e da un cargo-bike che diffonde vari generi musicali lungo il percorso. Partenza alle ore 20.30.

Venerdì 15 agosto

Ferragosto, festa dell’Assunta – In occasione della solenne ricorrenza dell’Assunzione al Cielo di Maria, la Parrocchia arcipretale di Grado ripropone la tradizionale Giornata del Villeggiante. «Questa festa – ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli su Insieme, il bollettino settimanale in distribuzione da oggi – è anche occasione per dire grazie a quanti scelgono di trascorrere le vacanze tra noi: villeggianti ed ospiti che, con la loro presenza, arricchiscono la nostra Isola di incontri, amicizie e legami». Durante la Messa Internazionale delle ore 10.30, nella Basilica di Sant’Eufemia, la Corale Orchestrale “Santa Cecilia” eseguirà la “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi.

Per scoprire il programma completo e aggiornato degli appuntamenti è consigliata la navigazione del sito: www.grado.it/it/eventi-ed-escursioni.

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In copertina, il Santuario di Barbana in mezzo alla laguna di Grado; all’interno, la Basilica di Sant’Eufemia e ristorazione nel bellissimo centro storico.

“Perdòn de Barbana”, Grado in festa per la sua tradizione più bella e sentita. Domani il corteo di barche, stasera musica e canti per il “Sabo grando”

(g.l.) Grande e sentito appuntamento con la storia e la tradizione religiosa oggi e domani a Grado, isola che si veste a festa per l’annuale ricorrenza del “Perdòn de Barbana”. Molto atteso il pittoresco corteo di barche di domattina che alla suggestiva incitazione “In nome di Dio, avanti!” muoverà dal porto mandracchio alla volta del Santuario di Barbana. In processione verrà portata la statua della Madonna degli Angeli che durante questa settimana è stata eposta nel presbiterio della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. E oggi la celebrazione sarà preceduta dal famoso “Sabo grando” che, dopo i riti preparatori alla ricorrenza mariana (a mezzogiorno anche l’Angelus nella laguna, in località Pampagnola), prevede una invitante serata di musica bandistica e popolare, con i canti della tradizione, nel centro storico.


«Vivere oggi la processione del Perdòn di Barbana, che risale al 1237 come voto della città di Grado alla Madonna, significa entrare in un’esperienza che intreccia Fede, storia ed identità comunitaria», ha sottolineato l’arciprete Paolo Nutarelli. «È un evento – ha aggiunto – che ha radici profonde, ma che continua a parlare al presente, ad interpellare la coscienza personale e collettiva. Il Perdòn è un atto collettivo: non si va da soli, ma come popolo, come Comunità. È la Fede che si fa gesto visibile, pubblico, non chiuso nella sfera privata. È un modo per dire: crediamo ancora che la Madonna intercede per noi, e abbiamo bisogno del suo abbraccio materno».
Ma ecco come si svolgerà la “Domenega del Perdòn”. Alle 8 sarà celebrata la Messa in Basilica (l’unica della mattinata), seguita dalla processione fino al porto dove prenderà il via il festoso corteo accompagnato dalle tradizionali musiche della Banda cittadina di Grado. Arrivati all’isoletta di Barbana, alle 9.45 sarà celebrata la Messa solenne. Quindi alle 12 recita dell’Angelus e ritorno a Grado dove l’arrivo dei pellegrini è previsto intorno alle 13. Poi in processione si tornerà in Sant’Eufemia dove sarà cantato il Te Deum di Ringraziamento nella tipica melodia patriarchina.
Scenderà così il sipario sulla grande tradizione estiva di Grado, molto sentita anche dai turisti che si sono affezionati alle tradizioni isolane. Ma soltanto in parte, perché domenica prossima, 13 luglio, ci sarà la altrettanto sentita celebrazione dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, con Messa solenne in Basilica e benedizione della città. Mentre in Campo Patriarca Elia ci sarà spazio anche per la enogastronomia tipica con la tanto attesa “Sardelada”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli esposta nel presbiterio della Basilica di Sant’Eufemia; all’interno, una vecchia cartolina con la suggestiva processione di barche e il Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna di Grado.

I Marinai di Grado ricordano a Barbana il giovane Egidio Bullesi terziario francescano che Giovanni Paolo II quasi trent’anni fa dichiarò “venerabile”

di Giuseppe Longo

GRADO – “Viver d’amore è navigare ognora gioia spargendo e riso intorno a me”: è la scritta che si legge sotto il busto del venerabile Egidio Bullesi sorretto dal piccolo monumento che dal 1979 si incontra prima di entrare nel Santuario di Barbana. La frase è tratta dal diario del marinaio morto per tubercolosi a poco più di 23 anni: gli fu ispirata da una frase di Santa Teresa di Lisieux alla quale il terziario francescano era devoto. Da mezzo secolo, i suoi resti riposano nella cappellina che sorge ai limiti del sagrato della Chiesa mariana, tanto amata in tutto il Friuli Venezia Giulia, dove nel 1974 vennero trasferiti dal cimitero di Pola, la città istriana dove era pure nato nel 1905.


E al termine della Messa cantata per l’apertura della “porta santa” nel Santuario proclamato Chiesa giubilare – oltre che per rinnovare il voto dei pescatori di Grado ricordando la flotta che, un secolo fa, riuscì a salvarsi nell’Adriatico aggredito da un violentissimo fortunale proprio per intercessione della Madonna di Barbana -, è stato reso omaggio al giovane militare-religioso da parte della sezione isolana dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia, presente l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, che aveva celebrato il solenne rito, assieme a monsignor Paolo Nutarelli, titolare della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, e ad altri sacerdoti.
Proprio a quel ricordato 1974 risale l’avvio, nel capoluogo giuliano, della causa di beatificazione e tre anni dopo, il 7 luglio 1997, Giovanni Paolo II dichiarò Egidio Bullesi “venerabile”.  Poi, un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Trieste, Eugenio Ravignani, inviò alla Congregazione per le cause dei Santi i risultati del processo informativo su un presunto miracolo che sarebbe avvenuto l’anno stesso della morte, nel 1929, sulla motonave Vulcania.

Ecco, allora, un breve profilo della breve ed eroica vita di Egidio Bullesi tratta da una scheda del Calendario francescano secolare: «Nasce a Pola (diocesi di Parenzo), che allora appartiene all’Austria, terzo di nove figli. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, deve rifugiarsi con la famiglia a Rovigo. Poi si trasferisce a Szeghedin (Ungheria), Wagna (Stiria) e Graz (Austria). Alla fine di tale peregrinare, la famiglia ritorna a Pola, divenuta italiana, dopo il 1919. A 13 anni, Egidio comincia a lavorare come carpentiere nell’arsenale di Pola. Seguendo l’esempio della sorella Maria, il 2 luglio 1920 a 15 anni, si iscrive alla Gioventù di Azione Cattolica, vivendone il motto programmatico: “Preghiera, Azione e Sacrificio”, che lo accompagnerà per tutta la vita, sia militare che lavorativa. Nel 1921, quando si celebra a Roma il 50° della Gioventù Cattolica, Egidio viene inviato a rappresentare tutta la gioventù locale. Il 4 ottobre dello stesso anno, diventa Terziario francescano e assume il nome di Ludovico. A 19 anni è chiamato per il servizio militare e sceglie l’arruolamento nella Marina. Dopo tre anni, alla scadenza del servizio di leva, lascia la Marina e va a lavorare nel cantiere navale di Monfalcone (Gorizia). Qui continua la sua azione apostolica fra gli operai. Si dedica anche alla “Conferenza di San Vincenzo” e fonda una sezione di esploratori cattolici. Nel febbraio 1928, si ammala di tubercolosi. La malattia, che egli considera un “dono di Dio’, progredisce rapidamente per cui dopo solo due mesi, Egidio muore. Ha 24 anni. Nel 1973, le sue spoglie mortali vengono trasferite in Italia, nel Santuario dell’isola di Barbana, presso Grado».
Dicevamo che il processo di beatificazione attende ancora di veder completato il suo lungo iter, per cui se ne occuperà la Chiesa che sta per essere affidata al nuovo Papa. Della cui elezione, da parte dei cardinali riuniti da ieri pomeriggio in Conclave, tutto il mondo cattolico è in trepida attesa.

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In copertina, il busto che ricorda Egidio Bullesi; all’interno, la cerimonia commemorativa presente l’arcivescovo Redaelli, un ritratto del marinaio “venerabile” e la  cappellina che a Barbana ne custodisce le spoglie.

Grado, c’è anche il Santuario di Barbana fra gli otto “luoghi giubiliari” della Diocesi. Epifania, oggi la benedizione dei bambini e poi l’arrivo delle “Varvuole”

(g.l.) Anche il Santuario di Barbana sarà un “luogo giubilare” nell’Anno Santo appena cominciato. L’ha scelto l’arcivescovo di Gorizia assieme ad altre sette Chiese della Diocesi, tra cui la vicina Basilica patriarcale di Aquileia. Sull’odierno numero di Insieme – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale di Grado – monsignor Paolo Nutarelli informa, infatti, che «per disposizione di Papa Francesco, le Porte Sante saranno solo quelle delle quattro Basiliche papali maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e quella del carcere romano di Rebibbia. Nelle Diocesi ci saranno invece dei “luoghi giubilari”, che saranno meta di pellegrinaggio». Anche in questi luoghi sarà concessa l’Indulgenza secondo le indicazioni del Pontefice.

Il Presepe della Basilica di Grado.


A Barbana, che tutti conoscono se non altro per la tanto partecipata tradizione del “Perdòn” della prima domenica di luglio – quando la statua della Madonna degli Angeli viene accompagnata nell’isoletta con la suggestiva processione di barche – il periodo indicato da monsignor Carlo Redaelli è quello che va dal 1° maggio al 15 settembre, mentre ad Aquileia le disposizioni scattano proprio oggi, 5 gennaio, e le indulgenze saranno possibili fino al 24 dicembre, vigilia del prossimo Natale. Gli altri sei “luoghi giubilari” della Diocesi isontina sono, ovviamente, la Cattedrale di Gorizia, il Santuario della Rosa Mistica di Cormons, il Santuario della Marcelliana di Monfalconee, la Chiesa dell’Ospedale e quella di San Giusto, sempre a Gorizia, e il nuovo Cammino da Aquileia a Monte Santo.
Intanto, oggi, vigilia epifanica – in vista della solennità di domani 6 gennaio che chiuderà il lungo ciclo delle feste natalizie – bambini, ragazzi e famiglie sono attesi alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia per la tradizionale benedizione. Al termine della Messa, durante la quale sarà anche benedetta l’acqua (che poi ognuno potrà portare a casa) tutti si trasferiranno al porto mandracchio per il tanto atteso arrivo in barca delle “Varvuole”, le famose streghe del mare.
Ultimi giorni per poter ammirare anche i tanti presepi disseminati nell’Isola, dal Campo dei Patriarchi al Palazzo del Congressi di Città Giardino dove c’è anche una riproduzione, ovviamente in formato ridotto, del Presepe monumentale che i volontari gradesi hanno donato alla Città del Vaticano (dove sarà visitabile fino al 12 gennaio), allestendo in Piazza San Pietro una originale Natività ospitata all’interno di un “casòn” della Laguna, che in queste settimane ha suscitato un enorme interesse, facendosi conoscere ovunque – assieme alla stessa località di Grado – grazie ai collegamenti in Mondovisione, soprattutto in occasione della solenne apertura, a Natale, della Porta Santa e della Benedizione Urbi et Orbi. E in questi giorni dinanzi al Presepe “graisano” si è fermato in preghiera anche Papa Francesco.

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In copertina, una splendida panoramica del Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna con sullo sfondo la città di Grado.

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.