Domani grande festa a Cergneu che accoglie il nuovo arcivescovo di Udine

di Giuseppe Longo

Grande festa domani per la comunità cristiana di Cergneu. La frazione orientale di Nimis, infatti, è stata scelta dal nuovo arcivescovo metropolita di Udine per la prima visita in questo territorio della Forania pedemontana, istituita con la riforma voluta pochi anni fa dal suo predecessore e che mette insieme le collaborazioni pastorali di Gemona, Osoppo, Povoletto, Reana del Rojale, Tarcento e Tricesimo, oltre a quella di Nimis che fino a quel momento era titolare della storica Forania, come lo erano a loro volta Gemona, Tarcento e Tricesimo. Monsignor Riccardo Lamba presiederà la Messa, alle 11, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, dove sarà accolto dal parroco Marco Visintini. Cergneu avrà così il privilegio di ospitare, in appena un anno, i due titolari della Chiesa udinese che in questi primi mesi del 2024 si sono avvicendati. Alla fine di agosto dello scorso anno l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato – che poco dopo avrebbe, appunto, lasciato la Diocesi friulana per raggiunti limiti d’età – aveva presentato ufficialmente alla popolazione proprio monsignor Visintini, nella sua qualità di nuovo parroco. E ora è il primo paese nel Comune di Nimis a ricevere la visita del suo successore Riccardo Lamba, il presule che guida la Chiesa udinese dal 5 maggio scorso quando ha fatto ingresso ufficiale nel Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Ricordiamo che monsignor Riccardo Lamba – come informa una nota biografica dell’Arcidiocesi di Udine – è nato a Caracas, in Venezuela, il 30 novembre 1956, da una famiglia di emigrati originari di Castellammare di Stabia, in Campania. Con la sua famiglia rientrò in Italia nel 1965: l’azienda in cui lavorava il padre, infatti, propose un incarico in un nuovo stabilimento che avrebbe aperto a Roma. Nella capitale Riccardo Lamba proseguì gli studi, conseguendo nel 1982 la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore; alla laurea seguì un anno di specializzazione. Ma oltre alla cura del corpo, il Signore stava chiamando quel giovane medico a una cura più profonda, quella dell’anima: così nel 1983 Riccardo Lamba entrò al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Al termine degli studi fu ordinato presbitero per la Diocesi di Roma: era il 6 maggio 1989. Successivamente conseguì il Baccalaureato in Teologia e la Licenza in Psicologia alla Pontificia Università Gregoriana nel 1991.
Il primo incarico di Lamba da giovane prete fu, dal 1989 al 1991, l’animazione vocazionale in qualità di assistente del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Successivamente iniziò per don Lamba un lungo ministero di assistente spirituale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che gli permise di vivere per nove anni accanto agli studenti dei corsi che lui stesso frequentò. Nel 2000 gli fu affidato il primo ministero di parroco, nella Capitale, al quale seguirono altri incarichi fino al 27 maggio 2022 quando Riccardo Lamba fu nominato vescovo ausiliare di Roma, ricevendo la consacrazione episcopale nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il 29 giugno successivo nella festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Capitale. A Roma monsignor Lamba è stato delegato per il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e responsabile dell’Ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”, come ama definirla Papa Francesco. Tutto fino al 23 febbraio scorso, quando il Pontefice lo ha nominato arcivescovo metropolita di Udine.
Un presule che arriva dunque da lontano. Infatti, risalendo agli arcivescovi che si sono succeduti sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato dagli anni della Seconda guerra mondiale, a parte il friulano-carnico Pietro Brollo, erano tutti veneti come Giuseppe Zaffonato, Alfredo Battisti e Andrea Bruno Mazzocato. Lombardo era invece Giuseppe Nogara a Udine dal 1928 al 1955. Un lunghissimo apostolato il suo, raggiunto soltanto da quello di monsignor Battisti, l’arcivescovo del terremoto e della rinascita del Friuli.

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In copertina, monsignor Riccardo Lamba; all’interno, il nuovo arcivescovo festeggiato a Udine il 5 maggio scorso e accolto dall’uscente Andrea Bruno Mazzocato sul sagrato della Cattedrale.

Grado, Festa di mezza estate oggi al via con la nuova “sardelada”: il ricavato aiuterà la barca del Perdòn de Barbana

(g.l.) A Grado si sta per aprire il sipario sulla “Festa di mezza estate” con il ritorno della tradizionale “sardelada” in campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia, che aveva accolto due settimane fa la bella sagra collegata alla ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, i Patroni dell’Isola.
La manifestazione che, dunque, comincia oggi e continuerà domani per poi concludersi domenica, è stata organizzata dall’Associazione portatori della Madonna di Barbana in collaborazione con l’Amministrazione civica e la Parrocchia arcipretale. Il ricavato della “sardelada” sarà investito – come hanno reso noto i promotori – per coprire i costi della nuova ammiraglia “Regina del Mare”, cioè l’imbarcazione sulla quale viene accolta la statua della Madonna degli Angeli durante la processione votiva in laguna della prima domenica di luglio, quando si rinnovano i riti dell’amatissimo “Perdòn de Barbana”.
Una lodevole finalità benefica, dunque, accanto alla volontà di creare un nuovo momento di festa nel centro storico, sempre molto apprezzato anche dai turisti che affollano la località balneare. E, allora, buona “sardelada” a tutti!

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In copertina e all’interno ecco due immagini della “sardelada” per i Patroni di Grado.

A Udine la prima festa dei Santi Patroni per l’arcivescovo Lamba: Ermacora e Fortunato allontanino da noi la violenza

di Giuseppe Longo

UDINE – Prima Messa dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni di Udine e del Friuli, per il nuovo arcivescovo metropolita Riccardo Lamba, alla guida della storica Arcidiocesi – che, con quella di Gorizia, ha raccolto l’eredità del glorioso Patriarcato di Aquileia – dallo scorso 5 maggio. E ieri mattina a concelebrare il solenne rito è tornato anche il suo predecessore, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che si era ritirato nella regione d’origine, il Veneto, per raggiunti limiti d’età. Con loro all’altare della Cattedrale di Santa Maria Annunziata anche un altro vescovo, monsignor Diego Causero, friulano di Moimacco, una vita da diplomatico nel mondo.


Al termine della celebrazione eucaristica il presule, con i canonici del Capitolo metropolitano e l’arciprete del Duomo Luciano Nobile, è uscito sul sagrato per la tradizionale benedizione alla Città con le reliquie dei Patroni, implorando dai Santi Martiri una speciale protezione per Udine turbata, soprattutto in questi ultimi tempi, da una preoccupante spirale di violenza e criminalità. Un auspicio formulato anche dal sindaco Felice De Toni, da poco più di un anno alla guida del capoluogo friulano, che ha rivolto un saluto beneaugurante al nuovo arcivescovo proprio in occasione della festa cittadina. Al termine della benedizione, un rappresentante del gruppo folcloristico “Stelutis di Udin” ha donato a monsignor Lamba un quadro con la raffigurazione della Croce di Aquileia.
Folta la partecipazione, presenti numerose rappresentanze (tanti, per esempio, i labari dei donatori di sangue), al rito celebrato in quattro lingue – italiano, friulano, sloveno e latino – e accompagnati dai bellissimi inni della Schola cantorum della Cattedrale con all’organo il maestro Beppino Delle Vedove, direttore del Conservatorio Tomadini. Suggestiva la lunga sequenza, nella melodia aquileiese, dedicata proprio ai Santi Ermacora e Fortunato che, oltre a essere protettori dell’antica città romana e della vicina Isola di Grado, sono patroni anche della nostra intera regione.

«Celebrare i martiri Ermacora e Fortunato, Patroni della nostra Chiesa, le cui radici sono in Aquileia, significa ricordare – ha osservato l’arcivescovo Lamba durante l’omelia, per la quale ha attinto dalla pagina del Vangelo di Giovanni appena proclamata -, anche a noi e a quanti desiderano essere discepoli di Gesù Cristo, che quando ci poniamo alla Sua sequela, prima o poi, in un modo più o meno esplicito, si pone la questione della fedeltà a Gesù Cristo senza compromessi, ma anche senza “lagne”, proprio come loro, i Santi Patroni, l’hanno vissuto. Solo così anche noi oggi potremo raccogliere il testimone della fede, passato attraverso il crogiuolo del martirio di sangue, che ha generato alla vita nuovi cristiani, perché la “vita” che loro hanno trasmesso è la stessa che avevano ricevuto da Gesù Cristo nel mistero Pasquale, la stessa vita che anche noi possiamo già sperimentare sin dal giorno del nostro Battesimo. Quel testimone potremo così trasmetterlo con gioia e speranza alle generazioni dopo di noi».

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In copertina, l’arcivescovo Riccardo Lamba benedice la Città di Udine con le reliquie dei Santi Ermacora e Fortunato; all’interno, la solenne celebrazione all’interno della Cattedrale per la quale è ritornato anche monsignor Andrea Bruno Mazzocato; quindi, il rito sul sagrato dove ha preso la parola anche il sindaco Felice De Toni.

Monsignor Armando Zorzin torna Grado per amministrare la Cresima: fu arciprete nell’Isola per diciotto anni

(g.l.) Monsignor Armando Zorzin, arciprete di Grado per diciotto anni, tornerà presto nella comunità isolana con la delega dell’arcivescovo di Gorizia per amministrare il sacramento della Cresima a una trentina di giovani della Parrocchia. Il rito si terrà sabato prossimo, 27 aprile, durante la Messa delle ore 18.30 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. «Sarà l’occasione – ha scritto su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – per, ancora una volta, stringerci a lui e ringraziarlo per il bene che ha riversato sulla nostra Isola».
Attualmente vicario generale dell’Arcidiocesi isontina, monsignor Zorzin arrivò a Grado pochi mesi dopo la morte improvvisa dell’amato arciprete Silvano Fain e rimase alla guida della storica Parrocchia fino al 2016, fino a quando cioè monsignor Carlo Redaelli lo volle a Gorizia quale suo più stretto collaboratore, con la qualifica appunto di “vice-vescovo”. Alla sua partenza  da Grado gli subentrò monsignor Michele Centomo che però rimase appena per un quinquennio titolare della Chiesa isolana protetta dai Santi Ermacora e Fortunato, la cui responsabilità da quasi tre anni è appunto affidata a don Nutarelli, il sacerdote concittadino che era impegnato a Cormons, sul Collio, dove era nato proprio don Fain.
Sarà dunque sicuramente un gradito ritorno, seppur per una sola celebrazione, per monsignor Armando Zorzin, ma anche per la comunità gradese che del sacerdote originario di Pieris conserva un ottimo e grato ricordo per quanto fatto durante i diciotto anni di permanenza nell’Isola.

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In copertina, monsignor Armando Zorzin durante una solenne celebrazione a Grado.

Oggi a Udine il saluto e il grazie all’arcivescovo Mazzocato per i suoi quindi anni in Friuli

(g.l.) Oggi, a conclusione della visita pastorale (l’ultima del suo ministero episcopale, durato quasi quindici anni) alle comunità delle Valli del Natisone, monsignor Andrea Bruno Mazzocato sarà festeggiato nella Cattedrale di Udine. Alle 16, infatti, il presule presiederà una Messa di saluto e ringraziamento, in prossimità della conclusione del suo mandato in Friuli. La Diocesi, in questa terza domenica di Pasqua, si stringerà dunque attorno all’ormai suo ex arcivescovo e attuale amministratore apostolico. Come è noto, monsignor Mazzocato lascerà la guida pastorale della Chiesa udinese, a partire dal 5 maggio prossimo, a monsignor Riccardo Lamba, suo successore sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato.
Il ministero di ministero di monsignor Mazzocato in Friuli era iniziato il 18 ottobre 2009, assumendo la guida di una Diocesi fra le più vaste d’Italia, andando da Latisana a Tarvisio e a Sappada. L’arcivescovo emerito resterà a Udine fino all’ingresso del successore e dopo tale data farà rientro nella Diocesi di Treviso, sua terra di origine, stabilendo la sua nuova residenza a Montebelluna.
Per chi non potrà raggiungere la Cattedrale – come informa la Chiesa udinese -, la celebrazione odierna sarà trasmessa in diretta su Radio Spazio a partire dalle 15.30, con commenti e approfondimenti. Il settimanale diocesano La Vita Cattolica, nel numero del 10 aprile scorso, ha pubblicato un inserto speciale di 12 pagine che ripercorre il ministero episcopale di monsignor Mazzocato. Per facilitare l’afflusso dei fedeli nel Duomo di Udine, l’Arcidiocesi friulana ha disposto la sospensione delle Messe vespertine in tutte le Chiese. Lo stesso provvedimento, firmato dal vicario generale monsignor Guido Genero, è stato disposto anche per domenica 5 maggio, in occasione dell’arrivo del nuovo arcivescovo Riccardo Lamba.

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In copertina, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato che oggi sarà festeggiato.

L’omaggio ai Santi Patroni ad Aquileia una tradizione fortemente sentita

«Una ricorrenza che rappresenta la volontà di mantenere viva una tradizione fortemente sentita nel territorio udinese, ma che ha anche grande significato religioso e storico per l’intero Friuli Venezia Giulia in quanto le figure oggi ricordate sono state scelte quali santi protettori della nostra regione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della cerimonia che era in programma nella Basilica di Aquileia in occasione dei festeggiamenti dei Santi Ermacora e Fortunato, che ha visto per l’occasione protagonisti i coristi della Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretta da monsignor Marcos Pavan, formazione che ha una storia di quasi 1500 anni ed è il più antico coro del mondo in attività. Ad impreziosire la serata musicale è stato anche Josep Solé Coll, primo organista della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e organista per le celebrazioni liturgiche del Pontefice.
La Regione Fvg, con la presenza dell’assessore Zilli, ha voluto testimoniare non solo l’attenzione dell’istituzione alla ricorrenza, ma ribadire anche «il valore delle radici della nostra storia, che si fonda sulla cristianità e sulla Chiesa di Aquileia, di cui Ermacora e Fortunato furono, nel terzo secolo dopo Cristo, rispettivamente il primo vescovo e il suo diacono».
Prima di prendere parte alla serata, l’esponente della Giunta Fedriga ha partecipato anche alla cerimonia di inaugurazione dello Sportel Regjonâl pe Lenghe Furlane – Sede Friûl de Basse, servizio che l’esponente dell’esecutivo ha definito «come un segno di attenzione nei confronti di un territorio in cui la lingua friulana è un elemento di forte appartenenza alle radici, alla nostra storia e all’identità della comunità friulana, che si mantiene salda dentro e fuori i confini regionali».
Lo Sportello Linguistico Regionale per la Lingua Friulana, affidato all’Arlef, eroga servizi di traduzione scritta dall’italiano al friulano e di consulenza linguistica a favore della regione, degli enti regionali, degli enti locali, degli enti strumentali, delle aziende sanitarie e dei concessionari di servizi pubblici, e svolge attività di supporto e consulenza per le attività di politica linguistica.

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In copertina e all’interno immagini della importante cerimonia avvenuta ad Aquileia.

Udine, dalla festa dei Patroni un forte richiamo alla tradizione aquileiese

«Nell’omelia del cardinale Dominique Mamberti ho trovato un forte richiamo alla tradizione aquileiese della Chiesa di questa regione e ai valori della friulanità: è importante questa rinnovata tradizione della festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, soprattutto in questo particolare momento delicato che tutti stiamo vivendo, caratterizzato da un profondo stato di incertezza». Lo ha commentato ieri mattina il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, al termine della Messa solenne, accompagnata dal Cappella musicale Pontificia Sistina, che è stata celebrata in occasione della ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, Patroni oltre che dell’Arcidiocesi anche della Città di Udine.

Particolarmente partecipata la Messa in Duomo, presieduta dal cardinale Dominique Mamberti e animata da letture e preghiere nelle quattro lingue del territorio diocesano: italiano, friulano, sloveno e tedesco. Al termine del solenne rito, assieme all’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, il cardinale ha benedetto la città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale, auspicando una concordia operosa, l’attenzione ai piccoli e agli anziani e agli ammalati, una premurosa apertura verso l’umanità che in ogni parte del mondo soffre, lotta e spera per un avvenire di giustizia e di pace.
Nel corso dell’omelia, il cardinale aveva richiamato all’importanza di una Chiesa accogliente e aperta come una casa e di uno stile di vita che non annulla il prossimo, ma lo accoglie e ne favorisce l’esistenza, sottolineando come l’esperienza della Chiesa di Aquileia si sia rivelata nella sua essenza, come Chiesa in cui ognuno ha potuto ritrovare se stesso nella sua specificità.
Numerose le autorità che hanno preso parte alla celebrazione, tra gli altri il sindaco Pietro Fontanini, che al termine della benedizione ha rivolto un discorso sul sagrato ai numerosi fedeli intervenuti alla Messa, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, e il prefetto di Udine Massimo Marchesiello.

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In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione dei Patroni a Udine.

(Foto Regione Fvg)

I Cantori del Papa sono ospiti in Fvg per la festa dei Patroni Ermacora e Fortunato

«La proposta culturale in Friuli Venezia Giulia sta crescendo moltissimo ed è un onore ospitare nuovamente, dopo trent’anni la Cappella Musicale Pontificia Sistina con una rassegna che è anche occasione per fare rete tra città che sono simbolo della storia e della cultura religiosa della nostra regione». L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha accolto con queste parole la presentazione della rassegna di sei appuntamenti che la prestigiosa formazione vaticana porterà in Friuli Venezia Giulia in occasione della Festività dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione Fvg, di Udine e di Aquileia, oltre che della vicinissima Isola di Grado. «La festività dei Santi Patroni un appuntamento molto sentito nelle nostre comunità – ha aggiunto Bini -, un momento denso di cultura, valori e tradizioni, che richiamano la storia di fede su cui si fonda la nostra terra. Per questo la Regione sostiene questa iniziativa, che vedrà protagonista un’istituzione di grande prestigio, che solitamente accompagna le liturgie del Papa».

La Cappella Musicale Pontificia Sistina sarà protagonista di un ciclo di concerti tra oggi e il 15 luglio: questa sera, alle 20.45, ad Aquileia nella Basilica di Santa Maria Assunta; il 13 luglio alle 20.30 nella Cattedrale di Udine; il 14 luglio alle 20.30 a Trieste nella Cattedrale di San Giusto; e infine il 15 luglio alle 20.30 a Spilimbergo nel Duomo di Santa Maria Maggiore. Inoltre, domani la Cappella Pontificia accompagnerà due liturgie proprio in occasione della festività dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato: alle 10.30 sarà a Udine nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata per la solenne Messa Pontificale presieduta dal cardinale Dominique Mamberti, invece alle 20 sarà nuovamente nella Basilica patriarcale di Aquileia per la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.
La Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretta da monsignor Marcos Pavan, ha una storia di quasi 1500 anni ed è il più antico coro del mondo in attività. Attualmente è composta da 24 cantori adulti e da circa 30 ragazzi. Assieme al Coro sarà presente anche Josep Solé Coll, primo organista della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e organista per le celebrazioni liturgiche del Pontefice.
Gli eventi sono organizzati dalla Fondazione Cardinale Domenico Bartolucci, istituzione culturale nata nel 2003, con l’obiettivo di diffondere la musica sacra e in particolare conservare e promuovere l’opera del maestro cardinale Domenico Bartolucci (1917-2003), compositore, accademico di Santa Cecilia e direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina per oltre 40 anni.
Alla presentazione nella sede della Regione Fvg a Udine sono intervenuti, oltre all’assessore regionale Bini, anche Alessandro Biciocchi, segretario generale della Fondazione Bartolucci, i sindaci di Udine Pietro Fontanini, di Aquileia Emanuele Zorino e di Spilimbergo Enrico Sarcinelli, monsignor Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi Udine, monsignor Ettore Malnati, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trieste, e il neo presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

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In copertina e all’interno tre immagini della Cappella Musicale Pontificia Sistina.