Anche Dino Persello protagonista tra le verze di Feletto con tre “quadretti” di vita vissuta e ricordi d’infanzia a Dignano

(g.l.) Oggi a Feletto Umberto si alza il sipario sulla ormai tradizionale “Festa della Verza”, la regina dell’inverno. E, domani, la “tre giorni” entrerà nel vivo, trattandosi di un sabato speciale nel quale ricorre la memoria di Sant’Antonio Abate, patrono della frazione di Tavagnacco e protettore degli animali allevati (ricordate “El purcit di Sant’Antoni”?), ma anche perché (ore 10.30, Teatro Maurensig) si terrà l’annuale momento di studio e riflessione con un convegno dedicato, quest’anno, sì alla verza – e ci mancherebbe! -, ma soprattutto alle conseguenze che la rustica orticola può subire a causa dei cambiamenti climatici, ovvero al meteo “impazzito” che non riconosciamo più. E accanto agli esperti, che si soffermeranno sul preoccupante fenomeno, ci sarà anche un momento distensivo che la Pro Feletto ha riservato a una voce amica dei nostri paesi: quella di Dino Persello. Un profondo conoscitore delle realtà periferiche del Friuli, tanto da avere scritto anni fa anche un bel libro: “Jo i soi di pais”.
Così, felice per l’invito della organizzazione, Persello ha ritagliato uno spazio all’interno della sua tradizionale programmazione – Giro d’Italia e ciclismo in genere, volontariato e Pro Loco, appunto vita nei paesi, curiosità della Carnia e dei borghi di montagna – per dedicarlo proprio alla verza e alla sua sagra felettana. E cos’ha fatto per riempire i minuti che domani mattina gli verranno assegnati? Ha condensato in un paio di cartelle dattiloscritte alcuni ricordi, proponendoli in tre simpatici “quadretti”.
Il primo è dedicato a quel grande, indimenticabile sacerdote friulano – strenuo difensore della lingua e della cultura della “piccola patria” – don Antonio Bellina (“pre Toni”) che della sua infanzia a Venzone ricordava, anche con nostalgia, il “brût di vergis” che la nonna, in tempi di miseria, preparava al padre nelle fredde mattine d’inverno, quando nel calduccio della cucina produceva scope. Il secondo è dedicato a un docente del Politecnico di Milano, nel quale insegnano, fra 2500, anche una quindicina di docenti friulani. E uno di questi è proprio di Feletto e insegna “Sintesi”: «abbastanza conosciuto, anche se molto riservato, che collabora in modo molto dinamico con la Pro Loco, all’organizzazione della peculiare Festa della verza». E che ha superato la prova scritta di ammissione con un originale elaborato in “marilenghe” sviluppando tre grandi temi: “Trancuilitât – Serenitât – Pâs”.
Il terzo “quadretto” Dino Persello l’ha voluto invece autobiografico, ricordando la difficile infanzia per non aver conosciuto la mamma morta poco dopo il parto, tanto da essere stato allevato con grandi sacrifici dal padre Pompeo rimasto vedovo ad appena 27 anni, dopo ben 62 mesi di guerra! «Ma mia mamma c’è sempre stata, ancor oggi, con la sua mano protettiva sopra la mia testa, per questo so di essere una persona fortunata», tanto che è potuto arrivare a 76 anni. Titolo del ricordo personale è “Il paese dei balocchi”, rifacendosi all’amato capitolo del Pinocchio collodiano. E una domenica mattina di gennaio, prestissimo dopo Messa, Pompeo caricò il suo piccolo Dino, di cinque o sei anni, sul freddissimo ferro della bicicletta, lasciando Dignano alla volta del “paese dei balocchi”… Ma di balocchi neanche l’ombra, soltanto quattro verze in un campo di granoturco, “cotte” dal gelo. Il resto? Andate domani ad ascoltare Persello oppure leggete questo e gli altri due racconti sul “Verzino”, il simpatico libretto che ogni anno Bepi Pucciarelli confeziona e dà alle stampe. Perché il nostro Dino li ha pubblicati proprio lì. E ha fatto bene, perché sono aneddoti e ricordi che è bello vengano conservati.

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In copertina, l’attore friulano Dino Persello sul suo libro dedicato ai nostri paesi.

Tarcento, un anno fa la scomparsa di monsignor Duilio Corgnali: domani le sue poesie inedite e martedì la Messa

(g.l.) Un anno fa si spegneva a causa di una grave, quanto rapida, malattia, monsignor Duilio Corgnali, parroco di Tarcento. E per domani e martedì la Pieve arcipretale di San Pietro Apostolo, con il patrocinio della Città di Tarcento, ha organizzato due importanti momenti per ricordare il sacerdote scomparso: domani la presentazione di un libro delle sue poesie e martedì la Messa in suo suffragio. Ma andiamo con ordine.
Il primo appuntamento è fissato proprio per domani, 20 gennaio, alle 20.30, nella sala del Teatro Margherita di viale Marinelli, dove sarà presentato il libro “Un resto di vita” che raccoglie le poesie inedite di don Duilio.

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Processione e libro oggi a Sammardenchia

Giornata conclusiva, oggi, per la Sagra di Sant’Antonio Abate nella piccola frazione di Sammardenchia. Dopo la Messa solenne di stamane, nel corso della quale è avvenuta la tradizionale benedizione del sale e che è stata cantata dal coro “Des Vilis”, diretto dal maestro Aldo Micco, alle 15 seguirà la processione, accompagnata dalla Banda di Coia. Al termine del rito, don Rizieri De Tina, che fu parroco del paese prima del trasferimento a Nimis, presenterà il suo nuovo libro di pratica religiosa.

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Perché il pievano defunto, oltre a essere anche un valente giornalista – che per molti anni aveva diretto “La Vita Cattolica”, il settimanale dell’Arcidiocesi di Udine -, era anche scrittore e appunto poeta. Dopo i saluti di monsignor Luca Calligaro, da fine ottobre arciprete che ha raccolto l’eredità spirituale e materiale della storica Pieve tarcentina, e del sindaco Mauro Steccati, seguirà l’intervento introduttivo di don Alessio Geretti, il grande esperto d’arte – ideatore e autore delle famose mostre di Illegio -, seguito da quelli di Riccardo Pieroni e Luca Corgnali, per il gruppo di curatori del volume. La presentazione del quale sarà accompagnata dalla voce recitante di Giuseppe Bevilacqua, attore che declamerà alcune delle poesie di monsignor Corgnali. Ci saranno anche dei momenti musicali animati dalla “Corale San Pietro Apostolo” – quella che sostiene le celebrazioni in Duomo -, dai cori “Voci e suoni” e “Sul far dell’Aurora” di Tarcento, e dal coro “Des Vilis” di Coia e Sammardenchia.
Martedì 21 gennaio, alle 19, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro celebrerà invece la Messa in suffragio del suo predecessore, ricorrendo appunto il primo anniversario della scomparsa. Come si ricorderà, sempre al teatro Margherita, a don Duilio Corgnali, morto a 77 anni, era stata dedicata nello scorso aprile una bellissima serata di friulanità animata da Dino Persello. Il parroco era, infatti, un grande sostenitore della lingua, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto che i suoi scritti, molto apprezzati, erano il più delle volte nel “ricco” friulano che il sacerdote-giornalista sapeva esprimere.

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In copertina, monsignor Duilio Corgnali scomparso un anno fa e che sarà ricordato domani e martedì a Tarcento.

Sant’Antonio Abate, da oggi tre giorni di festa a Sammardenchia di Tarcento: domenica il libro di don Rizieri De Tina

(g.l.) A Sammardenchia di Tarcento, fino agli anni Sessanta era facile vedere, girare di casa in casa, il “purcit di Sant’Antoni”. L’ha ricordato stamane, monsignor Rizieri De Tina, nell’antica chiesetta di San Mauro, a Nimis, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate. E stasera a Sammardenchia comincia la tradizionale sagra che fa perno proprio sulla memoria del patrono della piccola frazione montana e degli animali allevati. E appunto don Rizieri, che prima di arrivare a Nimis nel 1978 si occupava anche di questa località tarcentina, interverrà domenica prossima, al termine della processione, per presentare il suo nuovo libro “Dal fevelà di Lui al fevelà cun Lui an C”.

Don Rizieri stamane a Nimis.

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Oggi letture per bimbi in Biblioteca

Primo appuntamento oggi, alle 17, nella Biblioteca civica di Tarcento, con “L’ora del racconto” organizzata dall’amministrazione comunale. Si tratta di Letture ad alta voce per bambini dai tre anni. Gli altri incontri seguiranno il 30 gennaio, il 14 e il 27 febbraio, nonché il 14 e il 27 marzo: prenotazioni al numero 0432.791471. L’iniziativa beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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La giornata festiva sarà aperta già al mattino dalla Messa solenne delle 11, nel corso della quale ci sarà la tradizionale benedizione del sale. Canterà il coro “Des Vilis” diretto dal maestro Aldo Micco. Alle 14, dopo la grigliatissima, seguirà una dimostrazione di intaglio dei Tomats, le tradizionali maschere lignee di Tarcento. Quindi la ricordata processione, accompagnata dalla Banda di Coia. Al termine uno spettacolo di burattini e alle 17.30 estrazione della lotteria. Tra i piatti serviti nella cena anche il gustosissimo “lidric cu lis fricis”, cioè il radicchio di campo con le croccanti cicciole di maiale.
Come detto, la Sagra di Sant’Antonio Abate comincerà proprio oggi. Per cui, alle 19, Sammardenchia aspetta tutti all’Aperitif di Sant Antoni da gustare con il Paninozzo goloso. Alle 20.30, torneo di Morra a coppie, l’antico gioco molto praticato in Friuli e che, come è noto, è ritornato libero con grande soddisfazione di tutti gli appassionati. Quindi una invitante pastasciutta. Per domani, sabato, si annuncia invece una serata di ballo con Nevio, oltre ai giochi popolari e alla immancabile grigliatissima.
Ricordiamo, infine, che a Sammardenchia si arriva attraverso il caratteristico “Troi de memorie” lungo il quale oltre un centinaio di pannelli in ceramica, realizzati degli abitanti della frazione di Tarcento, raccontano vecchi borghi, usanze e tradizioni del paese, oltre che della storia del Friuli.

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In copertina, una veduta di Sammardenchia e qui sopra il suggestivo “Troi de memorie”.

Cent’anni fa nasceva Alfredo Battisti: il Friuli ricorda a Tricesimo l’arcivescovo del terremoto e della ricostruzione

(g.l.) Cento anni fa nasceva a Masi, in provincia di Padova, Alfredo Battisti: era il 17 gennaio, ricorrenza di Sant’Antonio Abate, del 1925. E in Friuli il grande sacerdote è passato alla storia come “l’arcivescovo del terremoto e della ricostruzione”. Chi non ricorda, infatti, quelle parole che pronunciò dopo l’immane disastro del 6 maggio 1976: “Prima le case, poi le chiese”?
Monsignor Alfredo Battisti, che fu alla guida dell’Arcidiocesi di Udine per ben ventisette anni (1973-2000), sarà ricordato questa sera con una Messa di suffragio che sarà celebrata alle 19 nel Duomo di Santa Maria della Purificazione a Tricesimo: all’altare don Roberto Gabassi. Il presule, una volta ritiratosi dal governo della Chiesa friulana per raggiunti limiti di età, visse infatti fino ai suoi ultimi giorni proprio nel Comune morenico dove si spense il primo gennaio 2012. I funerali furono però celebrati nella Cattedrale di Udine, nella cui cripta è stata poi tumulata la salma, accanto alla quale è stata posta poi anche quella di monsignor Pietro Brollo che gli successe sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato.
Ricordiamo infine che l’arcivescovo Alfredo Battisti, nel 2005, fu insignito del Premio Epifania, il prestigioso riconoscimento che è stato consegnato pochi giorni fa a Tarcento. «Autentico protagonista della vita friulana – si legge nelle motivazioni riportate nell’Albo d’oro – ha operato anche sul piano sociale e culturale, patrocinando i diritti dei friulani vittime del terremoto, appoggiando l’istituzione dell’Università in Friuli, il riconoscimento della lingua friulana e l’istituzione del Museo Diocesano di Arte Sacra, che per sua decisione ha sede nel trasformato palazzo patriarcale di Udine».

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In copertina, monsignor Alfredo Battisti che su arcivescovo di Udine dal 1973 al 2000.