Pasquetta a Pasian di Prato tra sport e solidarietà per aiutare Mia a guarire

Una Pasquetta di sport e solidarietà: è questa la proposta lanciata per lunedì 10 aprile da due associazioni con sede nel Comune di Pasian di Prato – Help Haiti e Pane Condiviso OdV – per trascorrere in modo alternativo una giornata che comunque per tradizione è dedicata alla prima gita fuori porta (e proprio in località Santa Caterina, gli udinesi nella prima metà del secolo scorso si recavano a “gettare le uova” sui prati del Cormor…). La parte sportiva si articola in una gara ciclistica (la 6a Coppa San Martino) ed in un torneo di calcio a cinque, il 4° memorial Massimiliano Chiarcosso. Dalle 9, quattro squadre pasianesi (Amatori Colloredo, Amatori Orlanda, Pasianese Calcio ed Ex Amici di Max) si incontreranno sul campetto sportivo del Parco Azzurro di Passons in un girone all’italiana (finale alle 11.30).
I ciclisti (ritrovo e iscrizioni dalle 8 presso la sede di “Pane Condiviso” a Passons, Piazza della Chiesa; oltre un centinaio le adesioni già pervenute, molte delle quali da fuori regione) prenderanno il via alle 10.30 e percorreranno un circuito pianeggiante di 24,5 chilometri che attraverserà il capoluogo, la frazione Colloredo, i Comuni di Mereto di Tomba e Martignacco. La classifica sarà valida anche per il Leon d’oro Mediofondo Triveneto 100 km.
La parte solidale della Pasquetta pasianese sarà dedicata a Lourdemia (Mia per i suoi compagni di giochi), la bambina haitiana che grazie all’interessamento di Help Haiti e Pane Condiviso OdV (da 40 anni impegnata al fianco delle missionarie salesiane in un progetto per salvare le bambine di strada) è arrivata in questi giorni a Bologna. Mia nelle prossime settimane verrà operata dallo staff del professor Gargiulo, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva all’Ircss Policlinico di Sant’Orsola, centro di eccellenza nazionale ed europeo nella cura delle cardiopatie congenite. “Il Policlinico Sant’Orsola e l’Associazione Piccoli Grandi Cuori di Modena – spiega Sante Chiarcosso, presidente di Help Haiti – hanno dimostrato una eccezionale sensibilità accettando di accogliere ed operare Mia, dopo che altri Paesi cosiddetti civili si erano rifiutati. Da parte nostra, dedicheremo la Pasquetta a Mia, destinando tutto il ricavato alla raccolta fondi per Mia lanciata per lei da Piccoli Grandi Cuori”.

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In copertina, la bambina haitiana che sta per essere operato a cuore a Bologna.

“Jo i soi di Paîs”, un omaggio al Friuli più autentico nel primo libro di Dino Persello

di Giuseppe Longo

“Jo i soi di Paîs” è il titolo del libro del debutto di Dino Persello, attore friulano tra i più noti e apprezzati, che sarà presentato domani, 25 novembre, ricorrenza di Santa Caterina, la festa di Udine. L’appuntamento è, alle 18.30, in quel Palazzo Belgrado di piazza Patriarcato che fino a pochi anni fa ospitava la storica, ma purtroppo soppressa, Provincia del Friuli. Un volume intitolato come una serie di spettacoli, molto riusciti, che il regista sandanielese – originario però della vicina Dignano, tra i sassi del Tagliamento – ha presentato in questi ultimi anni, quando non era impegnato nei vari e seguitissimi incontri dedicati al Giro d’Italia o ad altri “filoni”. Un libro che dimostra il suo “sentire” friulano e il suo attaccamento alla propria terra, della quale è instancabile alfiere della storia e delle tradizioni più genuine. Si tratta, insomma, come lui stesso annuncia, di «frammenti di vita vissuta tra… impegno, profilo civico, passioni, ironia, autoironia». Sei i capitoli in cui si sviluppa la fatica letteraria, opera prima, di Persello: Pro Loco’s, Friulane teatralità, Curiose vicende, Io sono di paese, Quelli che…, I friulani: pregi e difetti.
Monica Tallone ha curato l’introduzione del volume, osservando che gli occhi di Dino Persello sono «limpidi, vivaci, acuti, che osservano, registrano e non mentono, riflettono in modo immediato il suo pensiero, lo rendono trasparente davanti agli altri e rivelano in anticipo impressioni ed emozioni che poi, da abile uomo di teatro prima ancora che di penna, Dino è capace di comunicare in modo semplice e schietto con le parole». E ancora: «Con i suoi racconti, Dino scoperchia quello che lui stesso definisce “Il magnifico contenitore della mia vita”. Filo conduttore delle storie è il suo amato Friuli e il suo essere orgogliosamente di nobili origini contadine, come si intuisce fino al titolo della raccolta, “Jo i soi di Paîs”: una rivendicazione che è al contempo un’autentica dichiarazione d’amore per le proprie radici».
«Le memorie della sua lunga attività professionale, appassionante  e ricca di soddisfazioni, nel settore dell’associazionismo – entra quindi nel merito del libro Monica Tallone -, nel variegato mondo delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, fanno da apripista alla raccolta, seguite immediatamente da quelle legate all’altrettanto lunga, divertente, a tratti rocambolesca attività teatrale. Si alternano poi vicende curiose, ricordi di luoghi e personaggi originali, esperienze di vita vissuta, considerazioni serie e/o semiserie sulle stranezze dei nostri tempi e del nostro prossimo e, soprattutto, sui friulani, a volte ritratti con i loro pregi, altre volte bonariamente bacchettati peri loro innegabili difetti». Insomma, una «estroversa narrazione«» introdotta, peraltro, «con grande dolcezza» attraverso il ricordo della madre che Dino non ha purtroppo conosciuto e alla quale ha dedicato questa sua prima opera letteraria: “Alla mia mamma Maria, alla quale non ha potuto dare un bacio e dalla quale non ho potuto riceverne”. «Parole che commuovono», annota giustamente Monica Tallone e che testimoniano la grande sensibilità d’animo che ha sempre contraddistinto, e che continua contraddistinguere, Dino Persello nella vita e sulle scene che lo vedono appassionato protagonista.

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In copertina, l’attore e regista Dino Persello con la sua amata bandiera del Friuli storico.