A Budoia un distributore di bevande etico che aiuta le persone in difficoltà

Nel municipio di Budoia è arrivato un nuovo distributore automatico di bevande calde EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Così, dopo il Comune di San Vito al Tagliamento, anche Budoia sceglie di optare per una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante.
Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei Comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena e San Martino).
“Siamo davvero felici per la nostra scelta – ha spiegato il sindaco Ivo Angelin -: aver dato questa possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare uno dei loro distributori automatici di bevande calde, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale ai nostri concittadini e dipendenti comunali. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile grazie ai distributori EquoSolda Fvg”.
Il servizio, inoltre, porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale. In questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di Budoia – ha affermato Cristina Vedovi, responsabile del progetto per la cooperativa casarsese – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che dopo San Vito al Tagliamento e Budoia, altri Comuni possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra il nuovo distributore automatico di Budoia.

La Volpe sotto i Gelsi a San Vito: torna l’Estate in Fattoria

A fine agosto torna, a San Vito al Tagliamento, “Estate in Fattoria”, la proposta educativa a contatto con la natura per bambini dai 6 agli 11 anni di età, ideata dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Per coprire il periodo che anticipa l’inizio della scuola, sono programmate altre tre settimane di attività a contatto con la natura. La seconda tranche del campus estivo è, infatti, prevista dal 24 agosto all’11 settembre e si svolgerà negli spazi della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi. “Abbiamo voluto attivarci a sostegno delle famiglie con bambini in età scolare – spiega Daiana Turla, responsabile di “Estate in Fattoria” -. Finite le ferie estive d’agosto, in molti devono tornare al lavoro e hanno necessità di trovare soluzioni educative per i propri figli”. La cooperativa sociale Il Piccolo Principe ha così pensato di allargare le proposte di orario disponibili: sarà possibile scegliere di far frequentare il campus estivo per tutta la giornata oppure solo la mattina, con o senza il pranzo.

“Come a giugno, i bambini potranno giocare all’aria aperta a contatto con la natura e con gli animali e potranno farlo in tutta sicurezza – specifica Daiana Turla -. Tra le attività proposte: la preparazione e cura quotidiana di un piccolo orto sinergico, l’accudimento degli animali della fattoria (galline, conigli, oche, gatti), la coltivazione di piante aromatiche e fiori, laboratori manuali e creativi vari”. Inoltre, all’Estate in Fattoria sono programmati settimanalmente incontri con gli asinelli in collaborazione con la cooperativa Il Ponte.

Una proposta all’insegna dell’outdoor education, dove l’ambiente esterno diventa un contesto educante che offre l’opportunità di rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente naturale e consente al bambino di esprimere le competenze emotivo affettive, sociali, espressive, creative. Il tutto viene svolto nel rispetto delle normative anti Covid-19. Inoltre, il casale de La Volpe sotto i Gelsi, dove si svolgono le attività, si trova in via Copece a San Vito al Tagliamento, in un’area poco distante dalla Zona industriale Ponte Rosso e gli orari del campus sono stati organizzati in modo da consentire ai genitori lavoratori di accompagnare il proprio figlio in fattoria prima di andare al lavoro e di riaccompagnarlo a casa alla fine della giornata lavorativa.

Per le iscrizioni c’è tempo fino al 17 agosto, per informazioni inviare una e-mail a d.turla@ilpiccoloprincipe.pn.it

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In copertina e all’interno ecco tre immagini dell’Estate in Fattoria a San Vito al Tagliamento.

Volpe sotto i Gelsi e Slow Food: un pasto che aiuta i poveri

Cresce la solidarietà in tempi di emergenza Coronavirus: la fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento ha attivato il nuovo servizio di “Pasto Sospeso” assieme ai ristoratori che fanno parte della Condotta Slow Food del Pordenonese. I clienti della cooperativa sociale possono pagare un pasto completo, che sarà realizzato con i prodotti della fattoria sociale da alcuni cuochi e quindi donato alla Caritas Diocesana di Concordia Pordenone oppure ai Servizi Sociali del territorio. Un’altra iniziativa col cuore de La Volpe sotto i Gelsi che, nelle ultime settimane, ha anche rifornito settimanalmente di prodotti coltivati secondo il metodo biologico, anche nel proprio orto in conversione, oltre 500 famiglie con le consegne a domicilio nei periodi in cui il lockdown era più esteso.

Un volontario del progetto solidale.

“Mutualità e resilienza sono caratteristiche intrinsece della nostra cooperativa sociale e per questo – hanno spiegato Marco Cepparo, responsabile de La Volpe, e Paolo Emilio De Simon, ideatore di questo progetto – vogliamo dare, in questa Fase 2 dell’emergenza, un segnale forte di assistenza alle famiglie che fanno più fatica a tirare avanti. Abbiamo colto al volo la proposta di Roberto Peduto, presidente della Condotta, e grazie ai cuochi dell’Alleanza SLow Food che si sono resi disponibili, ovvero Dario Martina dell’Osteria da Afro a Spilimbergo, Federico Mariutti dell’Osteria Turlonia di Fiume Veneto e Mady Lena dell’Antica Trattoria Vigna di Castelnovo del Friuli, abbiamo ideato questo nuovo kit solidale: chi vorrà potrà donare non solo del cibo, ma addirittura un pasto completo già cucinato e pronto per essere mangiato a persone in difficoltà, regalando loro speranza e un sorriso”. Già da subito sarà possibile acquistare il nuovo kit (Pranzo Sospeso Slow Food) composto da primo, secondo e un contorno o dolce al costo di 15 euro. Le pietanze saranno cucinate e confezionate dai cuochi con prodotti dell’orto della Volpe sotto i Gelsi oppure quelli coltivati biologicamente dalle aziende del territorio e che vengono venduti nelle ceste BioKit.

“Si tratta di un’iniziativa di solidarietà per chi si trova in difficoltà economica – ha aggiunto De Simon -, ma anche di una forma di sostegno ai produttori locali e al mondo della ristorazione. Vogliamo in particolare ringraziare i ristoratori nostri partner in questa nuova iniziativa, perché prepareranno i piatti con loro ricette, i prodotti del nostro orto coltivati secondo i metodi della coltivazione biologica e prodotti tradizionali regionali al costo vivo, come segnale di solidarietà. Ci fa piacere anche raccontare – ha concluso De Simon – che abbiamo appena consegnato due Biokit completi di prodotti alimentari e di prima necessità alla Caritas di Casarsa, regalati da due nostri utenti. Speriamo che altre persone aderiscano a queste nostre iniziative, per dare vita ad un circolo di solidarietà su tutto il nostro territorio”.

Il Casale di San Vito al Tagliamento.

Per iscriversi al servizio, è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero 340.3352556, scrivendo il proprio nome e la provenienza e si verrà subito ricontattati. In alternativa si può fare tutto via computer o smartphone, cliccando al seguente link https://tinyurl.com/LeCestedellaVolpe-BioKit per iscriversi al servizio e ricevere tutte le istruzioni necessarie.

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In copertina, la consegna del Biokit alla Caritas di Concordia-Pordenone.

Alla Futura di San Vito cento mascherine dal maglificio di Chions

Bel gesto di solidarietà ai tempi di Coronavirus fra Chions e San Vito al Tagliamento. Il Maglificio Ma.Re. ha infatti donato oltre un centinaio di mascherine alla sanvitese Futura, aderente a Confcooperative Pordenone. Nel giorno in cui sui giornali sono state presentate le nuove mascherine in cotone idrorepellente nate dalla joint venture tra la nota azienda friulana e la Extrano srl di Azzano Decimo, anche alla cooperativa, che si occupa di inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità, si festeggia la capacità innovativa del territorio pordenonese. Soprattutto si celebra la solidarietà che proprio in questi momenti si mostra ancora più evidente nelle sue ricadute positive.
“Conosciamo il Maglificio Ma.Re. da tanti anni, sono sempre stati attenti al sociale – spiega Gianluca Pavan, presidente della coop Futura che ha attivi tre reparti di lavoro –. Ho saputo che si stavano organizzando per riconvertire la produzione per la realizzazione di mascherine e li ho chiamati. Come tutti i grandi lavoratori, non hanno perso tempo in chiacchiere e senza chiedere nulla ci hanno donato più di cento mascherine per far fronte all’emergenza. Probabilmente questo atto sarebbe passato inosservato, ma è importante che si sappia quanto sono importanti questi gesti: permettono a noi, una realtà sociale che si occupa di persone fragili di continuare a lavorare e di farlo in piena sicurezza e, quindi, di non creare disoccupati proprio tra le fasce più deboli. Lavoro, sicurezza e solidarietà: sono queste le parole chiave del presente e lo saranno certamente anche del prossimo futuro. Siamo certi che con queste premesse… andrà tutto bene”.

La cooperativa Futura si occupa, come detto, di inclusione sociale per persone con disabilità e/o svantaggio sociale e ha realizzato un vero e proprio polo per l’inclusione lavorativa, una fabbrica che offre lavori di assemblaggio, confezionamento e grafica per aziende del territorio. Quest’azienda, “socialmente innovativa”, utilizza dei metodi di gestione che consentono a persona con disabilità fisica o intellettiva, o appunto svantaggio sociale, di partecipare al lavoro e non dipendere solo dal sistema sociale e sanitario.
Il Maglificio Ma.Re di Chions ha sempre avuto una particolare attenzione per il sociale. Da oltre cinquant’anni produce capi intimi e maglie polo sul mercato internazionale e tra la settantina di dipendenti che lavorano attualmente in azienda è inserito un 7% di lavoratori svantaggiati, in linea con quanto previsto dalla Legge numero 68/99. Non si tratta di un atto dovuto o timore per le sanzioni economiche: è il risultato di un forte radicamento nei valori e nell’etica dei suoi fondatori, a cui l’azienda fa ancora oggi riferimento nelle scelte amministrative e commerciali.

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In copertina, nella foto d’archivio, la famiglia Bressan, titolare del Maglificio Ma.Re., Paolo Belluzzo (in carrozzina), redattore di Futura, e Gianluca Pavan (a destra), presidente della cooperativa sociale.

Bambini e nonni insieme a San Vito? Ditelo con un clic

Il sogno di una comunità solidale in cui bambini e nonni (anche quelli affetti da problemi cognitivi) possano stare insieme lungo la giornata potrebbe concretamente realizzarsi a San Vito al Tagliamento, grazie al nuovo progetto ideato dalla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Ma per far sì che il sogno diventi realtà, la cooperativa casarsese lancia un appello a votarlo online entro il 23 novembre. Non denaro, quindi, ma un semplice clic, gratuito, a favore di “B&B – Bocce e briscola”. Questo è il nome del progetto che partecipa al concorso nazionale “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, organizzato da Confagricoltura e Onlus Senior – L’Età della Saggezza, Reale Foundation in collaborazione con Rete Fattorie Sociali, Università di Roma Tor Vergata.

“Si tratta di un progetto in cui crediamo molto – fa sapere Giuliana Colussi, responsabile dell’Area Agricoltura Sociale del Piccolo Principe -. La nostra volontà è quella di aiutare gli anziani del nostro territorio, in particolari quelli che si trovano in situazione di difficoltà e solitudine. Non solo – ha aggiunto -, l’obiettivo è anche quello di sostenere tutti quei familiari di persone affette da patologie croniche, i quali potranno avere un po’ sollievo nel loro lavoro quotidiano di cura, sapendo che i propri cari possono trascorrere del tempo in un ambiente piacevole e in un contesto conosciuto e caro. L’intento del progetto “B&B – Bocce e briscola” è quello di creare uno spazio dove familiari e persone affette da problemi cognitivi non si sentano più prigionieri e soffocati dalla quotidianità della malattia, ma per realizzarlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.
Già dal nome, si capisce che il progetto prevede la costruzione di una comunità solidale dove anziani e i bambini possano crescere insieme negli spazi del casale de La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale del Piccolo Principe che ha la sua sede a San Vito al Tagliamento  in località Comunali. Per creare un ambiente familiare, la cooperativa sociale intende costruire un campo da bocce e mettere a disposizione un giardino accogliente e attrezzato, gli spazi della fattoria e il Casale ovvero un’ambiente in cui anziani e bambini possano riscoprire la ricchezza di stare insieme, di raccontarsi gli uni agli altri passato e il presente per costruire insieme il futuro. Nello stesso tempo, un luogo sicuro permetterebbe ai familiari di queste persone affette da problemi cognitivi, di trovare sollievo nel quotidiano lavoro di cura e accudimento dei propri cari.

Per aiutare Il Piccolo Principe a scalare la classifica di questo concorso nazionale e quindi permettergli di avvicinarsi al traguardo del premio di 40 mila euro messo in palio per la realizzazione dello stesso progetto, è sufficiente un clic. Per votare, bisogna andare sulla pagina www.coltiviamoagricolturasociale.it e iscriversi compilando tutti i campi nel form della pagina. Una volta completati i passaggi di iscrizione e verifica, consultando l’elenco dei progetti partecipanti al concorso, si dovrà scegliere quello de Il Piccolo Principe ovvero “B&B – Bocce e briscola” e votarlo, cliccando sul simbolo Mi Piace.  “Le trenta proposte che avranno raccolto il maggior gradimento – ha concluso Giuliana Colussi – passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva ed entro dicembre si conosceranno i tre progetti vincitori, che potranno aggiudicarsi i tre premi in denaro messi a disposizione. In più saranno destinate ai vincitori tre borse di studio per partecipare al “Master di Agricoltura Sociale” all’Università di Roma Tor Vergata. Noi ci auguriamo che, con l’aiuto di tutti, possiamo far diventare davvero questo sogno una realtà”.

 

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In copertina, Giuliana Colussi; all’interno, il casale della Volpe sotto i Gelsi a San Vito.

Volpe sotto i gelsi: che successo per il campus estivo!

Successo per il centro estivo in fattoria, la novità educativa proposta dalla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia per l’estate 2019. Piaciuta la formula del campus estivo a contatto con natura e animali: infatti sono stati ben 136 gli iscritti suddivisi in gruppi di 25 bambini a settimana nell’arco delle 8 settimane di campus estivo tenutosi a La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale di San Vito al Tagliamento. Un boom di richieste superiore agli effettivi posti diponibili che ha coinvolto molte famiglie residenti, non solo a San Vito o nei Comuni limitrofi di Casarsa e Valvasone, ma anche in città più distanti, come Pordenone.
Tutti i minori frequentanti il centro estivo hanno vissuto l’esperienza della fattoria guidati da due educatori coadiuvati da cinque volontari e una tirocinante dell’Università di Udine. Le attività si sono svolte negli spazi dell’antico casale recentemente restaurato in via Copece in località Comunali, dove ha sede anche il vivaio aperto al pubblico.
Tra le attività proposte: preparazione e cura quotidiana di un piccolo orto, accudimento degli animali della fattoria (galline, conigli, anatre, gatti, insetti stecco), esplorazione del territorio circostante alla conoscenza delle erbe, costruzione di casette per uccellini e insetti, sperimentazione dei giochi di un tempo, cucina. In più, una volta alla settimana hanno avuto la possibilità di prendersi cura di due asinelli, dando loro da mangiare, spazzolandoli, conducendoli e facendosi portare a passeggio, quest’ultima attività in collaborazione con La Torre dell’asino di Torrate.

“Molti sono stati i laboratori fatti – ha spiegato Daiana Turla, educatrice responsabile del centro estivo a La Volpe sotto i Gelsi -, dalla creazione di saponette, creme e unguenti con le piante officinali, all’estrazione dei colori dalle piante per poi tingere la lana, creazioni manuali e decorative con elementi della natura, laboratori di cucina per fare torte, marmellate, biscotti, ghiaccioli, pane. Il fatto che la struttura del casale e gli spazi ci abbiano imposto di poter ospitare un massimo di 25 bambini a settimana – ha spiegato Turla – ci ha dato però la possibilità di fare attività e giochi calibrati su ogni bambino, è stato infatti possibile adeguare ed adattare le attività ai ritmi e alle diverse età dei minori. Un ringraziamento – ha aggiunto – va anche al Consorzio per la Zona di sviluppo industriale del Ponte Rosso che ha sostenuto il progetto promuovendolo tra le aziende associate”.
Si è trattato di un’esperienza nuova che ha l’obiettivo di far riscoprire ai bambini il contatto con la natura e il rispetto per l’ambiente. Grazie all’orto da preparare, i minori hanno potuto osservare il ciclo della vita, scoprire da dove viene il cibo, così da diventare adulti più consapevoli e rispettosi dell’ambiente, nell’ottica anche di una sana educazione alimentare.
Una sensibilità ambientale che non è nuova a la fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi, la quale da circa un anno sta attuando una vera e propria conversione al biologico. Al vivaio, infatti si possono acquistare diverse qualità di piante da orto 100% biologiche, ma anche fiori e piante ornamentali coltivate sempre in maniera bio e naturale. L’obiettivo che la cooperativa si è prefissa è anche quello di ridurre sempre di più l’utilizzo di plastica per i vasi, ecco perché molte delle piante biologiche saranno vendute all’interno di innovativi vasi di cocco biodegradabili e prodotti in maniera etica in Sri Lanka.

Da alcuni mesi è attivo poi un altro innovativo servizio: è possibile prenotare e acquistare online cassette di frutta e verdura biologiche (alcune dedicate anche ai vegani), che potranno essere ritirate non solo a San Vito alla Volpe sotto i Gelsi ma anche in altri punti, come a Casarsa al laboratorio del Piccolo Principe o al Centro socio occupazionale. Partito in via sperimentale ad aprile, il servizio sta avendo molto successo: sono già oltre 140 le famiglie che hanno aderito all’iniziativa e alcune richieste di cassette arrivano addirittura dal Veneto e dalla provincia di Udine.

La fattoria didattica e sociale, gestita dal Piccolo Principe, è un progetto che vede la forte collaborazione e il sostegno di Azienda per l’Assistenza Sanitaria 5 “Friuli Occidentale”, Comune di San Vito al Tagliamento, Servizio Sociale dei Comuni “Tagliamento” e delle cooperative sociali Futura e Il Granello con l’obiettivo di attuare percorsi di integrazione lavorativa e sociale per disabili e persone con fragilità psichiatrica. Per informazioni: lavolpe@ilpiccoloprincipe.pn.it

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In copertina e all’interno tre immagini del campus estivo a San Vito.

L’inclusione sociale delle persone deboli: seminario a San Vito

Inclusione sociale di persone vulnerabili: un tema di sempre più stretta attualità che necessita di una quanto maggior sinergia tra Servizi. Per questo SoForm, ente di formazione di Confcooperative Pordenone e delle Banche di Credito Cooperativo del territorio, ha promosso un seminario per presentare i risultati del progetto europeo Empublic volto a migliorare l’occupazione e l’autoimprenditorialità delle persone vulnerabili attraverso una proficua relazione tra il settore pubblico e privato.

Il Seminario, aperto a tutti previa iscrizione (info@soform.net), si terrà giovedì 29 agosto dalle 9 nella sala giunta del municipio di San Vito al Tagliamento, in piazza del Popolo. Con questo incontro – ha spiegato Fabio Dubolino, presidente di SoForm – concluderemo la prima fase del progetto Empublic per l’occupazione delle persone svantaggiate, che ha coinvolto 10 partner di tre Paesi, Italia, Spagna e Slovenia all’interno della programmazione europea per il contrasto all’esclusione sociale e la formazione professionale. A livello locale i partner principali sono stati il Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito del Tagliamento, Irecoop Veneto ed Euricse, anche se il progetto ha coinvolto svariate realtà pubbliche e private nazionali ed estere come cooperative Sociali, imprese, centri per l’impiego, enti di formazione, agenzie di somministrazione lavoro”.
“Una preziosa occasione – ha aggiunto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – per confrontarci insieme ad altre realtà su politiche così fondamentali per costruire un’economia sempre più attenta al sociale e al benessere di tutte le persone, attraverso i valori della cooperazione”.

Il programma della giornata prevede, dopo l’apertura dei lavori dell’onorevole Antonio Di Bisceglie, sindaco di San Vito al Tagliamento, e dello stesso Piccoli, per Confcooperative Pordenone, interventi che tratteranno le tematiche e le attività sviluppate nel corso del progetto: Fabio Dubolino, presidente Soform: Il progetto e i suoi partner; Flaviano Zandonai ,(Euricse): Le Linee guida per lo sviluppo di politiche che supportino l’imprenditorialità e L’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate; Darijan Krpan, Bit Planota Slovenia, Francesco Garcea, Escuela de Economia Social Spagna, Tamara Zandotti – Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito del Tagliamento) esporranno, invece, i risultati dell’attività sul modello formativo degli operatori nonché gli strumenti, le metodologie, i principali risultati e le prospettive di sviluppo.

Fabio Dubolino, presidente di Soform.

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In copertina, importante approfondimento sull’inclusione sociale a San Vito al Tagliamento.

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

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Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.

 

In Friuli Venezia Giulia alla riscoperta delle proprie radici

Alla fonte delle proprie radici friulane: sono 66 i partecipanti al tour tra i maggiori centri regionali dei due progetti che l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) dedica, come ogni estate, ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. I due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) sono finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e si svolgeranno sino alla fine di luglio.
Clou del programma il 42° Incontro dei corregionali all’Estero che si terrà, come già annunciato, il 27 e 28 luglio a Caneva, ma nel frattempo i partecipanti (provenienti da 6 Paesi ovvero Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania) stanno vivendo una serie di interessanti esperienze in alcuni dei luoghi e istituzioni più significativi del territorio regionale.
Come a Spilimbergo, dove hanno visitato la Scuola Mosaicisti del Friuli o a Cordenons dove, grazie al cofinanziamento del Comune, hanno visitato dopo essere stati accolti dal sindaco Andrea Delle Vedove i Magredi svolgendo anche attività di “land art” e “stone balancing” (arte di mettere in equilibrio sassi e pietre sul greto fluviale). Ma non solo: le visite stanno toccando anche Pordenone dove, accolti dal vicesindaco Eligio Grizzo, sul lago della Burida hanno pagaiato con le donne operate di tumore al seno, e con il loro allenatore Mauro Baron, che proprio attraverso questa attività sportiva portano avanti socializzazione e terapia allo stesso tempo.

Foto ricordo dopo la visita alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.

Dopo una puntata a Venezia, ecco nell’ordine Cavasso Nuovo con il Museo dell’emigrazione, San Vito al Tagliamento, Barcis, Sacile, Polcenigo, Aquileia, Grado, Maniago con il museo dell’arte fabbrile e Frisanco, oltre a Valvasone Arzene, Trieste (incontrando l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti) e Redipuglia.
I partecipanti di Ri-Scoprire il Friuli sono accompagnati da Simonetta De Paoli e Sara Bertelle, i giovani dai professori Daniela Turchet e Andrea Massarut. Coordinatrice delle visite la professoressa Luisa Forte con il contributo di Elena Marzotto. Da segnalare inoltre i ragazzi che operano come mediatori culturali per accompagnare il gruppo, provenienti dal liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento con il progetto “Scuola / Lavoro”: Anna Moro, Miriam Basso, Giorgia Franzo, Silvia Morson, Alessia Bomben e Agnese Dal Piaz, più il coetaneo pordenonese Jacopo Stefanato.

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In copertina e qui sopra i ragazzi ospiti sui Magredi di Cordenons.

Ortofrutta fresca, bio e solidale che a San Vito si ordina con un click

Biologico con attenzione all’ambiente, anche nella scelta degli imballaggi, a San Vito al Tagliamento: la frutta e le verdure fresche di stagione e “solidali” sono a portata di click grazie al nuovo servizio ideato da La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale della cooperativa Il Piccolo Principe. Dal 1 luglio è possibile per tutti ordinare la propria cassetta bio (anche personalizzata) e ritirarla, il mercoledì pomeriggio, il venerdì o il sabato mattina in uno dei 6 centri di raccolta. Il nuovo servizio, partito in via sperimentale ad aprile, sta mietendo successi, tanto che in questi mesi c’è stata una vera e propria corsa per accaparrarsi le cassette “sane” del Piccolo Principe.
Sono, infatti, già 82 le famiglie coinvolte, per un totale di oltre 250 persone che hanno già testato il servizio partito ad aprile nella prima fase di sperimentazione. “Abbiamo iniziato a coinvolgere una trentina di famiglie – hanno spiegato Marco Cepparo, responsabile de La Volpe, e Paolo Emilio De Simon, ideatore di questo progetto -, ma poi le richieste sono via via aumentate sempre di più fino a raggiungere le 82 cassette settimanali. Abbiamo usato questo tempo per testare il servizio e migliorarlo, ma ora siamo pronti ad aprirlo a tutto il pubblico interessato a mangiare sano e bio”.

Il casale della Volpe sotto i Gelsi.

Le cassette de La Volpe sotto i Gelsi contengono prodotti coltivati negli orti della stessa fattoria sociale sanvitese, che si sta convertendo completamente al biologico, oppure vengono acquistati da altre aziende agricole certificate bio sul territorio. Si tratta di frutta e verdura di stagione (con un’attenzione particolare alla biodiversità e alle varietà autoctone), ma anche di prodotti come la farina per fare la polenta, miele, uova e trasformati. Le cassette possono essere acquistate settimanalmente in sei diverse tipologie: la cassetta con verdura e frutta nelle due misure grande e piccola (a 15 e a 10 euro ciascuna), poi c’è la cassetta con più frutta e meno verdura (per chi magari coltiva già l’orto in casa), sempre nella misura grande e piccola (a 18  e a 12 euro), la cassetta proteica (con legumi e altro) adatta ad una dieta vegetariana (il cui costo è in definizione) e la cassetta totalmente “personalizzabile” con frutta e verdura a libera scelta (a 23 euro).
“Il cliente può selezionare ogni settimana la tipologia di cassetta che preferisce, infatti gli arriverà un modulo d’ordine via email o Whatsapp da compilare in cui sono indicate le varietà disponibili – ha spiegato Paolo Emilio De Simon – . Ci sono poi dei prodotti che è possibile aggiungere a quelli previsti nelle cassette e che andranno pagati in più rispetto al costo specificato delle diverse cassette. Tra questi, ci sono particolari tipi di frutta e verdura, come per esempio i carciofi o l’avocado proveniente da coltivazioni solidali, ma anche le uova biologiche provenienti da un allevamento friulano selezionato, le cui galline allevate libere a terra ascoltano addirittura la musica classica”.

Le cassette vengono poi portate ogni venerdì nei sei centri di raccolta dislocati in un’area che va da San Vito al Tagliamento a Fiume Veneto, ovvero i laboratori verde e giallo de Il Piccolo Principe a Casarsa, la Cucina delle Fratte a Fiume Veneto, il Centro Socio-occupazionale a Casarsa, La Volpe sotto i Gelsi a San Vito al Tagliamento e la sede dell’associazione casarsese Il Noce. “Visto che i numeri delle cassette stanno aumentando, per migliorare ancora di più il servizio, prevediamo l’apertura di altri punti di raccolta a Casarsa e nei Comuni limitrofi e una consegna aggiuntiva il mercoledì pomeriggio – ha aggiunto Cepparo – . Qualora ci fossero sei o sette persone che lavorano nella stessa azienda qui in zona, possono fare richiesta delle nostre cassette che gli verranno recapitate direttamente alla propria sede di lavoro”.
Al momento, si può accedere al servizio inviando un messaggio Whatsapp al numero 3403352556, specificando nome, cognome, indirizzo e-mail e il fatto che si è interessati a ricevere la cassetta. “Ma a breve sarà disponibile anche una app – ha specificato De Simon – attraverso la quale sarà possibile fare direttamente gli ordini da lì con un semplice click”.

Come detto, tutte le verdure e la frutta vendute sono bio, provengono cioè dalle coltivazioni della Volpe sotto i Gelsi e da altre aziende agricole bio e da produttori legati al commercio equo e solidale. Inoltre, le cassette utilizzate sono di legno, l’obiettivo è quello di eliminare completamente l’utilizzo di plastica per gli imballi, promuovendo così uno stile di vita sostenibile e a rifiuti zero. “La cassetta è infatti riutilizzabile – hanno aggiunto Cepparo e De Simon -. I prodotti sono a chilometri zero, quindi arriveranno “freschi” sulle vostre tavole, rispettando la stagionalità ed è inoltre ben specificata la loro provenienza. A tutti questi vantaggi della filiera corta abbiamo unito l’immediatezza del web e la comodità di fare la spesa bio stando comodamente seduti da casa. Così non si potranno più avere scuse di non aver tempo di fare una spesa sana e sostenibile”. La consegna delle cassette avviene ogni venerdì (per tutti i centri di raccolta) e il sabato mattina (per chi scegli di ritirare a La Volpe sotto i Gelsi). Da luglio, si è aggiunta anche la consegna del mercoledì pomeriggio.

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In copertina e qui sopra due cassette di ortofrutta biologica, a km zero e solidale a San Vito al Tagliamento.