Ciclo juniores, sempre più internazionale il Gran premio Valli del Natisone: sul podio salgono un austriaco e due sloveni

Il 12° Gran premio Valli del Natisone ha sancito il dominio della componente internazionale fra gli oltre 80 ciclisti partecipanti alla gara riservata alla categoria juniores, organizzata dal Gs Giro del Friuli Venezia Giulia di Cividale, presieduto dall’instancabile Giovanni Cappanera.


Lungo un percorso molto “nervoso” per complessivi 129 chilometri – con partenza da Scrutto di San Leonardo, e arrivo a San Pietro al Natisone, che ha interessato gran parte del territorio valligiano – si sono distinti gli atleti d’oltre confine giunti al traguardo con una significativa distanza sul gruppo. Del resto, non è una novità per questa gara: nel 2016 vinse Tadej Pagacar, quattro anni prima la vittoria se l’aggiudicó Seif Lizde e nel 2019 Fran Miholajevic. Quest’anno, poi, addirittura un trittico di ciclisti stranieri ha occupato il podio: al primo posto è giunto l’austriaco Santiago Wrolic del Team Tiepolo di Udine, al secondo e terzo gli sloveni Vanja Kuntaric e Bor Ebner del Pogi Team. E al quarto un altro sloveno del medesimo team, Bastian Petric. Ciò a riprova della qualità del movimento del ciclismo della vicina repubblica trascinato dai successi del fenomeno Pogacar.
Purtroppo, la collaudata ed efficiente organizzazione del Gran premio è stata turbata da un incidente in coda al gruppo. A causa di una “toccata” tra ruota e ruota, un atleta è infatti rovinato a terra in un modo che sembrava preoccupante, tanto da sollecitare l’arrivo dei soccorsi sanitari che, giunti prontamente, hanno trasferito l’atleta all’Ospedale di Udine. Ma, fortunatamente, a parte alcune contusioni, il giovane non ha riscontrato problematiche più serie.
Festosa, invece, la cerimonia di premiazione nel capoluogo valligiano che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Comunità di montagna Torre-Natisone e sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro, e del primo cittadino di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto, in rappresentanza degli enti che hanno sostenuto l’evento sportivo, tra i quali rientra pure la Presidenza del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

—^—

In copertina e all’interno due immagini dell’arrivo: primo e secondo al traguardo.

Radio Judrio, ultimi due giorni per visitare a San Pietro al Natisone la mostra sui territori di frontiera

(g.l.) Ultimi due giorni, oggi e domani, per visitare la bellissima mostra fotografica di Massimo Crivellari, “Radio Judrio, vivere dentro la frontiera”, ospitata dal Museo di paesaggi e narrazioni (Smo) di San Pietro al Natisone. E per oggi c’è anche una interessante proposta: alle ore 17.30, l’autore guiderà una visita speciale alla esposizione. L’iniziativa è a ingresso gratuito, con prenotazione al Museo stesso. Ricordiamo che la mostra si inserisce in un più ampio progetto dedicato alla Valle del Judrio e ai territori di frontiera, che comprende anche la raccolta di racconti “Radio Judrio”, scritti da Barbara Pascoli e pubblicati da Kappa Vu. “Radio Judrio” è, infatti, un progetto che parla di una terra di confine: un’esplorazione di luoghi al margine del contemporaneo, che soffrono dell’abbandono di chi vi nasce e decide di inseguire il benessere in pianura. Chi rimane diventa il testimone di un tempo che, dalle altre parti, non esiste più: un sopravvissuto. Il progetto si compone di un libro, uscito a fine marzo, e appunto della mostra fotografica in questione.

LA MOSTRA – Le fotografie di Massimo Crivellari gettano uno sguardo inedito sulla Valle del Judrio, lontano da facili seduzioni idilliache e nostalgiche e, per questo, incredibilmente vero. Sono paesaggi sospesi, in tinte delicate, spesso privi di persone ma mai privi del loro intervento.

Il LIBRO – In quattordici racconti  pubblicati da Kappa Vu Barbara Pascoli compone un affresco di questa nuova frontiera, dando voce alla sua gente. I racconti sono accompagnati dagli scatti di Massimo Crivellari. Architetture, oggetti, natura e persone: un viaggio in un microcosmo fatto di legami tra un territorio e i suoi abitanti.

GLI AUTORI – Sono marito e moglie e dal 2017 vivono a Oborza, una piccola frazione montana dell’alta valle del Judrio in Comune di Prepotto, al confine con la Repubblica di Slovenia.
Massimo Crivellari è fotografo professionista e si occupa di industria e architettura. Lavora per riviste di settore; ha collaborato per anni con Turismo Fvg; ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. La sua ultima mostra è stata Lampi, al Museo della Grande Guerra di Gorizia. La sua ricerca sul paesaggio antropizzato, che indaga l’interazione tra uomo e ambiente, gli ha valso il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia del Craf. Ha pubblicato libri fotografici su natura, architettura e territorio, tra i quali: L’incanto delle Lagune e Alpi e Prealpi (Magnus), L’Isonzo e Il Carso con testi di Andrea Bellavite (Leg), Trieste con testi di Pietro Spirito (Leg), Il Collio con testi di Lucia Pillon (Leg). www.massimocrivellari.com
Barbara Pascoli ha pubblicato racconti e romanzi. L’ultimo uscito, la saga familiare Sorelle (Kappa Vu), ha ottenuto il Marchio microeditoria di qualità ed è stato finalista al premio Città di Cava de’ Tirreni nel 2023 e, nel 2024, ai Premi Albero Andronico, Giorgione, Latisana per il Nordest, Palmastoria. Dal 2021 organizza il concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” per il Comune di Prepotto, di cui è assessore alla cultura. https://barbarapascoli.webnode.it

—^—

In copertina e all’interno immagini della mostra di San Pietro al Natisone: la locandina, Tony Vallero, Slivoviz e Il rally.

Dalle Valli del Natisone all’Islanda: la guida turistica delle 44 chiesette votive “gemellata” con il Paese nordico

Non poteva esserci battesimo migliore per la nuova Guida Turistica delle 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone, appena pubblicata e già protagonista di un singolare “gemellaggio” culturale: dalla Slavia Friulana è arrivata fino in Islanda, portata personalmente dal presidente della Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone, Antonio De Toni, durante una recente vacanza. «Entrando in quelle piccole chiese immerse nel paesaggio lunare islandese, ho sentito qualcosa di familiare – ha raccontato De Toni -. Lo stesso silenzio sacro, la stessa atmosfera di raccoglimento e spiritualità che si respira nelle nostre chiesette votive. È stato come riconoscere un legame invisibile. Sono felice che la nostra guida abbia così fatto il suo primo viaggio, simbolico, debuttando all’estero. Potremmo dire che la bellezza e la spiritualità delle Valli del Natisone sono pronte a parlare al mondo».

Una sorta di “gemellaggio” tra l’anima delle Valli del Natisone e quella dell’estremo nord, che rafforza la vocazione internazionale del Cammino delle 44 Chiesette Votive, che potremmo ribattezzare come la “Santiago delle Valli”. Un cammino di fede, cultura e natura lungo 184 km e articolato in 10 tappe, che attraversa nove Comuni dell’estremo Friuli orientale: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Come nel celebre cammino di Santiago di Compostela, anche lungo questo percorso è possibile per pellegrini ed escursionisti raccogliere un timbro per ogni chiesetta raggiunta, il cosiddetto “signium”, simbolo tangibile del cammino percorso e della spiritualità vissuta tappa dopo tappa.
«Questa guida da poco stampata non è solo un itinerario – aggiunge il presidente – è uno strumento per entrare in contatto con l’anima delle Valli, con la nostra storia e le nostre radici. E il fatto che sia già arrivata in Islanda vuole parlare a tutti della vocazione internazionale dei nostri territori». Il progetto nasce, proprio, con l’obiettivo di fare riscoprire un tesoro d’arte e devozione incastonato tra i borghi e le montagne della Slavia Friulana. Le chiesette votive, spesso poco conosciute al grande pubblico, conservano affreschi, sculture e architetture di altissimo valore, frutto anche dell’influsso della scuola slovena di Škofja Loka e della tradizione artistica mitteleuropea.
Ma seguire il Cammino delle Chiesette, non significa solo visitare luoghi di culto: significa immergersi nella cultura materiale e spirituale di una comunità montana, riscoprendo la fatica del lavoro contadino, l’ingegno dei terrazzamenti, i segni di una civiltà che ha saputo armonizzarsi con un territorio difficile ma generoso.

Info social: https://www.facebook.com/UfficioTuristicoVallidelNatisone

—^—

In copertina e all’interno le chiesette islandesi visitate da Antonio De Toni.

Radio Judrio, vivere dentro la frontiera con le fotografie di Massimo Crivellari (da oggi a San Pietro al Natisone) e il libro di racconti scritti da Barbara Pascoli

(g.l.) “Radio Judrio, vivere dentro la frontiera” è il titolo della mostra fotografica di Massimo Crivellari che sarà inaugurata oggi, alle 18, al Museo di paesaggi e narrazioni (Smo) di San Pietro al Natisone. La esposizione fa parte di un progetto dedicato alla Valle del Judrio e alle terre di frontiera, che comprende anche la raccolta di racconti “Radio Judrio” scritti da Barbara Pascoli. A dialogare con il fotografo sarà Michele Obit, traduttore, poeta e direttore del settimanale Novi Matajur. La mostra si potrà, quindi, visitare fino alla fine di agosto.  Ricordiamo che Radio Judrio è un progetto in cui si parla di una terra di confine: un’esplorazione di luoghi al margine del contemporaneo, che soffrono dell’abbandono di chi vi nasce e decide di inseguire il benessere in pianura. Chi rimane diventa, invece, il testimone di un tempo che, dalle altre parti, non esiste più: un sopravvissuto. Il progetto si compone di un libro, che come si ricorderà era uscito a fine marzo, e della mostra fotografica in questione.

LA MOSTRA – Le fotografie di Massimo Crivellari gettano uno sguardo inedito sulla Valle del Judrio, lontano da facili seduzioni idilliache e nostalgiche e, per questo, incredibilmente vero. Sono paesaggi sospesi, in tinte delicate, spesso privi di persone, ma mai privi del loro intervento.

Il LIBRO – Si tratta di racconti di Barbara Pascoli e fotografie di Massimo Crivellari (Kappa Vu edizioni). In quattordici racconti, l’autrice compone un affresco di questa nuova frontiera, dando voce alla sua gente. I racconti sono accompagnati dagli scatti di Massimo Crivellari. Architetture, oggetti, natura e persone: un viaggio in un microcosmo fatto di legami tra un territorio e i suoi abitanti.

GLI AUTORI – Sono marito e moglie e dal 2017 vivono a Oborza, una frazione montana dell’alta valle del Judrio.
Massimo Crivellari è fotografo professionista e si occupa di industria e architettura. Lavora per riviste di settore; ha collaborato per anni con Turismo Fvg; ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. La sua ultima mostra è stata “Lampi”, al Museo della Grande Guerra di Gorizia. La sua ricerca sul paesaggio antropizzato, che indaga l’interazione tra uomo e ambiente, gli ha valso il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia del Craf. Ha pubblicato libri fotografici su natura, architettura e territorio, tra i quali: L’incanto delle Lagune e Alpi e Prealpi (Magnus), L’Isonzo e Il Carso con testi di Andrea Bellavite (Leg), Trieste con testi di Pietro Spirito (Leg), Il Collio con testi di Lucia Pillon (Leg).
Barbara Pascoli ha pubblicato racconti e romanzi. L’ultimo uscito, la saga famigliare Sorelle (Kappa Vu), ha ottenuto il Marchio microeditoria di qualità ed è stato finalista al Premio Città di Cava de’ Tirreni nel 2023 e, nel 2024, ai Premi Albero Andronico, Giorgione, Latisana per il Nordest, Palmastoria. Dal 2021 organizza il concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” per il Comune di Prepotto, di cui è assessore alla Cultura.

—^—

In copertina e all’interno quattro espressive immagini della mostra fotografica allestita da Massimo Crivellari a San Pietro.

 

San Pietro, in volata vince l’azzurro Davide Stella il Gp Valli del Natisone

Una splendida giornata di sole ha illuminato ieri il 21° Gp Valli del Natisone – Trofeo Civibank e l’impegnativo percorso che ha visto trionfare la grande promessa del ciclismo azzurro Davide Stella, del Gs Gottardo Caneva, dopo una spettacolare volata sul traguardo di San Pietro. Ben 24 team da tutto il Centro-Nord Italia, con 150 ciclisti juniores alla partenza, hanno dato spettacolo dall’avvio a Scrutto all’arrivo nel capoluogo delle Valli, lungo un anello, ripetuto più volte, a una media di 44,8 km/h, per complessivi 132,5 chilometri.
Le formazioni di Caneva e di Borgo Molino hanno dominato la gara nel corso della quale anche il team Tiepolo di Udine si è messo in luce. Il Gpm collocato a Tarcetta di Pulfero non è, però, riuscito a selezionare il gruppo che compatto si è presentato al traguardo in un’avvincente volata, nonostante alcuni segnali di affaticamento dovuti al finale di stagione. Comunque, si sono toccate punte di velocità di oltre 60 km/h in alcuni tratti in discesa, tanto che la gara si è conclusa alle 13, mezz’ora prima del previsto. Corridori davvero esuberanti su cui è emerso proprio Stella, di Fiumicello, attuale campione mondiale juoniores di pista ad eliminazione e detentore di altri titoli europei. Al secondo posto si è piazzato Riccardo Fabbro, delle Industrie Forniture Moro, mentre terzo è giunto Filippo Cettolin della Borgo Molino, tra l’altro giunto secondo alla recente gara di Corno di Rosazzo.
Dopo Tadej Pagacar, che si aggiudicò il Gp Valli del Natsone nel 2016, potrebbe essere nata nel ’24 una nuova “stella” del ciclismo internazionale. La sua squadra, il Caneva, si è pertanto aggiudicata il Trofeo Civibank Gruppo Sparkasse.

—^—

In copertina, un momento della consegna dei premi a San Pietro al Natisone.

Ciclisti Juniores, un record di iscritti da tutto il Centro-Nord d’Italia al Gp Valli del Natisone Trofeo Civibank Sparkasse

La prestigiosa gara ciclistica riservata agli juniores Gp Valli del Natisone Trofeo Civibank Gruppo Sparkasse sarà disputata domani, 29 settembre, con ben 183 iscritti appartenenti a vari team del Centro-Nord d’Italia. Un vero e proprio record di partecipazione per una corsa che affonda le sue radici nel 2002 a San Giovanni al Natisone. Dal 2011 in poi la gara è “approdata” a San Pietro con l’organizzazione dell’Asd Ciclistica Forum Iulii in collaborazione con l’associazione Giro del Friuli Venezia Giulia. Sin dall’inizio il patron della corsa è Giovanni Cappanera che per la 21ma edizione ha fatto le cose in grande per l’assegnazione dell’ambito Trofeo Civibank Sparkasse.
Il percorso, con partenza da San Leonardo, si sviluppa su due circuiti da ripetersi più volte. Sono interessate al transito dei giovani ciclisti le varie località che si trovano lungo le strade che affiancano il Natisone. In Comune di Pulfero, località Tarcetta, è previsto il Gpm che, ripetuto per cinque volte, potrà essere decisivo per il risultato finale della gara. L’orario di partenza della corsa è stabilito alle ore 10 a Scrutto di San Leonardo, mentre l’arrivo è previsto alle 13,30 circa a San Pietro al Natisone davanti al palazzo comunale e alla filiale di Civibank.

—^—

In copertina e all’interno due immagini di una gara del Gp Trofeo Civibank.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

—^—

In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.

Festival delle Valli del Natisone oggi al via a Oculis di San Pietro con I Piccoli di Podrecca. Domani spettacolo a Spignon

I Piccoli di Podrecca protagonisti oggi a Oculis. Si apre, infatti, questa sera alle 20.30, nella piccola frazione di San Pietro al Natisone, il Festival delle Valli che torna ad animare i paesi e i borghi più sperduti di questa zona del Friuli. Sarà “I Piccoli di Podrecca On The Road” ad aprire la quattro giorni di spettacoli. A fare da palcoscenico a questa nuova produzione della storica compagnia di marionette, oggi curata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sarà un camion dal quale sbucano quattro frizzanti marionettisti assieme ai loro personaggi. In caso di pioggia, lo spettacolo si terrà nella struttura “Sapori nelle Valli” (Zona Industriale, 1 San Pietro al Natisone/Špiétar).


Il Festival delle Valli del Natisone, ideato dal Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, e realizzato quest’anno in collaborazione con i Comuni di San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna e San Leonardo, in quattro giornate proporrà le numerose sfaccettature del Teatro di Figura, dalla sua forma più classica al teatro da tavolo, dal teatro in bicicletta (più conosciuto come kamishi-bike) al teatro musicale, con compagnie italiane ed estere.
Domani, alle 17, a Spignon/Varh di Pulfero/Podbunisac, arriverà Szombor Barna, dall’Ungheria, artista che riporta in scena László Vitéz, burattino reso famoso da Henrik Kemény (già ospite del Cta e ultimo erede di una storica e importante famiglia di burattinai). In caso di pioggia, la recita si terrà nella sede dei cacciatori in località Puller (Pulfero/Podbuniesac). Nella stessa giornata, alle 19 a Iesizza/Jesičje di San Leonardo/Svet Lienart, andrà in scena il Teatro da Tavolo, con lo spettacolo Orecchie d’asino con Stefano Paradisi. In caso di pioggia presso il Circolo Culturale di Merso di Sopra/Gorenja Miersa.
Il Festival delle Valli proseguirà poi fino al 28 luglio con vari appuntamenti pomeridiani e serali. Tutto il programma sul sito: https://www.ctagorizia.it/wp-content/uploads/2024/07/VALLI-Pieghevole-PRINT.pdf
Tutti gli spettacoli del Festival sono a ingresso gratuito. Per informazioni, ai numeri 0841.537280 o 335.1753049 o alla mail organizzazione@ctagorizia.it

—^—

In copertina, i Piccoli di Podrecca oggi a Oculis e all’interno lo spettacolo di domani.

Teatro di figura, dopo anni torna il Festival delle Valli del Natisone: sette proposte con la regia del Cta

di Mariarosa Rigotti

Un ritorno atteso, e sicuramente sperato dagli appassionati del teatro di figura, è quello del Festival delle Valli del Natisone su cui, dopo alcuni anni di pausa, si rialzerà il sipario dal 25 al 28 luglio prossimi, scandito in sette appuntamenti “fra paesaggio, teatro e socialità”, trovando spazio nei Comuni di San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna e San Leonardo. E saranno tutti spettacoli a ingresso gratuito.

Roberto Piaggio


Va ricordato che questa manifestazione è stata ideata dal Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, che conta come direttore artistico Roberto Piaggio, e si è animata, come viene ricordato dallo stesso sodalizio, «per oltre 25 edizioni in paesi e borghi più sperduti di questa zona del Friuli ed è tuttora uno dei pochi esempi di ottimo connubio fra teatro e territorio, divenuto nel tempo patrimonio culturale e sociale di un’intera comunità». E allora sottolinea Serena Di Blasio, curatrice della manifestazione: «Questo Festival veniva celebrato come una grande festa itinerante di Teatro di figura. Era un’opportunità di apertura per le piccole comunità locali verso le presenze esterne e, allo stesso tempo, un’occasione per il pubblico cittadino di scoprire, oltre al teatro, luoghi di rara bellezza naturalistica e interessanti prodotti locali».
Infatti, aggiungono dal Cta, «negli anni questo appuntamento ha contribuito a svelare le potenzialità turistiche di un territorio ancora poco valorizzato. Le Valli del Natisone hanno a loro volta contribuito a lanciare e far conoscere artisti e giovani compagnie che, dopo i successi del festival, sono stati invitati a partecipare ad altre manifestazioni, sia nazionali che europee». Così, assieme ai quattro Comuni, il Cta ha voluto riprendere quest’anno la tradizione e, per quattro giornate, i piccoli borghi disseminati lungo le Valli del Natisone si trasformeranno in palcoscenici virtuali per compagnie italiane ed estere, accogliendo il teatro e allo stesso
tempo mettendo in mostra se stessi. Gli spettacoli, va sottolineato, porteranno in scena sia la forma classica che le nuove sfaccettature del Teatro di figura, attraverso il teatro da tavolo, il teatro in bicicletta (più conosciuto come kamishi-bike) e il teatro musicale.
Passando al programma, il Festival si aprirà giovedì 25 luglio con la storica compagnia dei Piccoli di Podrecca che «hanno incantato generazioni di spettatori» e, come palcoscenico per questa nuova produzione, un camion dal quale sbucano quattro marionettisti assieme ai loro personaggi. Il 26 sarà la volta di Szombor Barna, dall’Ungheria, artista che riporta in scena László Vitéz, burattino reso famoso da Henrik Kemény – già ospite del Cta e ultimo erede di una storica e importante famiglia di burattinai – e poi il Teatro da tavolo, con “Orecchie d’asino” di Stefano Paradisi. Mentre, sabato 27 ecco il kamishibike con Serena Di Blasio, con “Due Amiche” e “Il mostro dei cespugli”, e la pièce firmata da Irene Vecchia, “La Luna e Pulcinella” che «attraverso il repertorio delle guarattelle, racconta la violenza di genere e le difficili relazioni tra i ruoli di uomini e donne». A chiudere la rassegna, domenica prossima saranno la produzione del Cta “Qui e là” con Adriana Vasques e lo spettacolo di Paolo Rech, “Quel diavolo di Arlecchino” che, tra piccoli segreti e aneddoti, presenta «l’affascinante storia di Arlecchino, custode di un passato intrigante tra le schiere infernali». Comunque, per saperne di più si può chiamare lo 0481.537280 o il 335.1753049 o scrivere a organizzazione@ctagorizia.it

—^—

In copertina, la caratteristica fontana è un simbolo di San Pietro al Natisone.

Anche in Fvg domani la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia: sono 24 gli appuntamenti in programma

Sarà celebrata anche in Friuli Venezia Giulia la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, evento in programma domani, 14 luglio, e al quale le Pro Loco regionali parteciperanno con 24 appuntamenti ufficiali che hanno aderito alla Giornata.
«Gli appuntamenti proposti dalle nostre associate – afferma Pietro De Marchi, presidente del Comitato regionale dell’Unione tra le Pro Loco d’Italia – allo stesso tempo preservano il passato, raccontano il presente e ci aiutano a dare uno sguardo pieno di fiducia al futuro. Sono feste con le quali le comunità rinsaldano i legami all’interno di esse e allo stesso tempo si aprono ai visitatori. Per questo sono così importanti, svolgendo un fondamentale ruolo sociale unito a quello di promozione del turismo locale e di sostegno all’economia dei territori. Tanti volontari sono già all’opera tra cucine, chioschi e programmi da allestire, per questa Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, un momento di orgoglio e di festa tutti insieme».
Gli eventi saranno ad Aiello, Buja, Campeglio di Faedis, Castelnovo del Friuli, Cimolais, Colloredo di Pasian di Prato, Bueriis di Magnano in Riviera, Dignano, Forgaria nel Friuli, Brazzacco di Moruzzo, Moggio Udinese, Montegnacco di Cassacco, San Pietro al Natisone, Pontebba, Fiumicello Villa Vicentina, Torviscosa, Visinale di Pasiano di Pordenone, Reana del Rojale, San Lorenzo di Sedegliano, Prata di Pordenone, Sauris, Servola di Trieste, Valle di Soffumbergo e Venzone.

—^—

In copertina, il presidente delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi.