“Fieste de Patrie dal Friûl 2026”: ecco il bando dell’Arlef per sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali. Ci sono quasi 70 mila euro

In previsione della 49ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, che sarà ospitata domenica 12 aprile a Montenars e Artegna, onorando il cinquantesimo anniversario del terremoto, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato il bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2026 l’Agenzia, secondo quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 67.500 euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni friulani della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl 2026”.
In particolare: eventi di qualità volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la realizzazione di libri, pubblicazioni, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro. Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni di enti locali. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 24 febbraio 2026, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it

Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: arlef@regione.fvg.it

“Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Arlef ha pubblicato il bando per gli enti locali

Iniziato il conto alla rovescia per la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2025 l’Agenzia, secondo a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 50 mila euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl”. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni, libri, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio 2025, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it; per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

Lingua friulana a scuola – Con il nuovo anno torna puntuale l’appuntamento con l’iscrizione a scuola dei bambini. Proprio in quel frangente, si tratti di adesione alla scuola dell’infanzia, alla primaria oppure alla secondaria di primo grado, fino al 10 febbraio, i genitori potranno decidere di aderire all’insegnamento del friulano per i propri figli, per tutta la durata del ciclo scolastico. Una scelta che, lo scorso anno, è stata presa da ben il 78% delle famiglie, grazie a una sempre maggiore consapevolezza sui vantaggi linguistici, cognitivi e culturali di un’educazione plurilingue. Un’opportunità vera e propria in Friuli, se si pensa che una bambina o un bambino che studia il friulano impara meglio anche la lingua inglese, acquisisce maggiori abilità logico-matematiche e creative. Non è dunque un caso se la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”.
Il percorso didattico del friulano è di almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta da parte dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana andrà espressa al momento dell’iscrizione online sul portale del MIUR www.istruzione.it/iscrizionionline (nel caso della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado) o su un modulo cartaceo (nel caso della scuola dell’infanzia). Ma le segreterie dei singoli istituti sono sempre a disposizione per maggiori delucidazioni.
A supporto dell’attività didattica in classe c’è Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Un investimento per il futuro della lingua promosso dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, donato a tutti gli alunni che scelgono di imparare il friulano a scuola. Per le classi 1a e 2a, è stato realizzato un volume di avvicinamento graduale alla lingua. Per le 3a, 4a e 5a uno con approfondimenti sulla storia e geografia friulana, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto in una dimensione plurilingue, grazie all’inserimento dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola sia un’opportunità, va ricordato che a dircelo è la scienza, la quale sostiene come crescere con più lingue, già dalla tenerissima età, permetta di imparare con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese, ma non solo. Insomma, una vera e propria risorsa cognitiva di cui fare tesoro. Le evidenze scientifiche dimostrano, inoltre, come i bambini bilingui maturino una più alta capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, e ancora, si adattino con più naturalezza ai cambiamenti, oltre ad avere una più ampia apertura verso l’altro. E poi c’è la salute del cervello: utilizzando più lingue si mantiene giovane ed elastico, rallentando i rischi di demenza e Alzheimer.

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In copertina, la bandiera del Friuli (la prima a destra) esposta nel Municipio di Udine.

Lingua friulana, anche Pinzano entra nell’Aclif: ora Destra Tagliamento tutta associata, giovedì assemblea a Udine

Il consiglio comunale di Pinzano al Tagliamento ha decretato, a larga maggioranza, l’adesione all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, l’organismo che riunisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Un passaggio importante non solo perché si tratta del 149° Comune ad aderire, ma anche perché con l’entrata di Pinzano si completa il quadro delle adesioni sulla riva destra del fiume Tagliamento, nel Friuli Occidentale. Infatti ora, da Vito d’Asio fino a San Michele al Tagliamento (passando appunto per Pinzano, Spilimbergo, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Valvasone Arzene, Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento e Morsano al Tagliamento) tutti i Comuni rivieraschi sono membri dell’Assemblea. Il sindaco pinzanese, Emiliano De Biasio, farà così il suo “esordio”, assieme agli altri colleghi friulanofoni, il prossimo 7 novembre, giovedì, a Udine nell’assemblea generale dell’Aclif. Durante i lavori avverrà la ratifica dell’adesione.


Molto soddisfatto il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli. «Mi piace – ha sottolineato Sergon – ricordare sempre che far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. L’entrata di Pinzano è importante anche nel quadro della tutela e promozione della lingua friulana nel Friuli Occidentale: avere delle aree omogenee per adesione all’Aclif, come adesso accade per i Comuni rivieraschi della Destra Tagliamento, è un elemento positivo in più per instaurare collaborazioni. Coinvolgeremo Pinzano nei nostri progetti: convegni, corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, nonché campagna per implementare i programmi radiotelevisivi relativi al Friuli».
Nata nel 2015 per volontà di una cinquantina di Comuni “pionieri”, Aclif è andata crescendo molto velocemente negli anni: i Comuni erano già diventati 114 nel 2017, 138 nel 2021 e ora appunto è stata raggiunta quota 149. Comprende Comuni delle tre ex province di Udine, Pordenone e Gorizia, ma anche alcuni del territorio portogruarese, appartenenti storicamente al Friuli ma oggi inseriti nella città metropolitana di Venezia, dove ancora oggi si parla friulano.

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In copertina, ecco il fiume Tagliamento che scorre nei pressi di Pinzano.

Lingua friulana, Cinto Caomaggiore nell’Aclif: tre i Comuni veneti. Entrano anche Manzano, Pocenia e Buja

Salgono a 145 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Tra i nuovi aderenti anche Cinto Caomaggiore, Comune della Città metropolitana di Venezia facente parte del Friuli storico. Una presenza che si va ad aggiungere a quelle di altri due municipi di fuori regione, ovvero San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto. Inoltre, sono entrati i Comuni di Manzano, Pocenia e Buja.

Il presidente Daniele Sergon.


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Adesioni – sottolinea il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – che testimoniano come la lingua friulana sia ancora un forte elemento identitario per le comunità che risiedono sul nostro territorio, non solo in Friuli Venezia Giulia ma anche in quella parte di Friuli storico, compreso nel fu Mandamento di Portogruaro, che ora fa parte del Veneto. Come non ci stancheremo mai di ricordare, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Questa dimensione interregionale allarga ulteriormente i nostri orizzonti di promozione e tutela dell’uso della lingua friulana. Coinvolgeremo i nuovi aderenti nei nostri vari progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi ecc.».
Per coinvolgere tutti i territori friulanofoni, l’Aclif riunisce il suo consiglio direttivo in modalità itinerante. «E uno dei prossimi consigli – conclude Sergon – sarà in programma proprio in uno dei 7 Comuni del Veneto in cui la lingua friulana è tutelata. Sarà un importante momento d’incontro e dialogo». Oltre a San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore, infatti, fanno parte dell’area tutelata pure i Comuni di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro: tutti e quattro potranno liberamente, con una decisione dei rispettivi consigli comunali, aderire all’Aclif.

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, la Chiesa parrocchiale di Cinto Caomaggiore nel Veneziano.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl”: bando dell’Arlef a favore dei Comuni

Si avvicina la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” e, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per l’anno 2024 l’Agenzia, in base a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 57.500 euro.
Potranno accedere ai fondi i Comuni aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine, oltre ai sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto).
Come stabilito dal bando – disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre che le domande la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio prossimo, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555910, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina, la bandiera del Friuli storico in piazza Libertà a Udine.

Con l’arrivo di Camino, Visco e Travesio salgono a 141 i Comuni dell’Aclif impegnati a valorizzare l’identità friulana

Salgono a 141 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif), sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le Comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Dopo la recente adesione in estate di Camino al Tagliamento, sono ora arrivate a fine settembre quelle di Visco e Travesio. In soli otto anni quindi il numero è quasi triplicato, visto che al momento della costituzione i Comuni membri erano una cinquantina. Da ricordare come i Comuni stessi siano distribuiti sui territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, più due nel vicino Veneto dove si parla storicamente il friulano: San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto.

Daniele Sergon


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Questa crescita – sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – è avvenuta perché 141 consigli comunali hanno deliberato in maniera volontaria l’adesione all’Assemblea. Far parte dell’Aclif è quindi una libera scelta, una decisione che nasce e cresce dal basso. Penso che questo sia un elemento molto importante da ricordare, visto che aiuta a comprendere immediatamente come la nostra attività parta da un vivo interesse da parte delle singole realtà friulane».
Attività che attraverso vari progetti (convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi) puntano all’obiettivo dell’unità identitaria. «Unità che è alla base del mandato iniziato con la mia presidenza a giugno – aggiunge Sergon -, ma che non è da intendersi in maniera monolitica, anzi tutt’altro. Amo sempre ricordare, nelle mie visite ai Comuni aderenti, come il Friuli sia un unico grande mosaico formato da tante tessere quante sono le diverse sfumature della lingua friulana e il modo di vivere questa cultura da parte dei friulani stessi. Sfumature che vanno valorizzate e accolte, senza “barriere” all’entrata, dal Livenza al Timavo».
Altro elemento significativo nell’azione dell’Aclif quello della salvaguardia della specialità regionale. «La quale – conclude il presidente – passa proprio attraverso la tutela e valorizzazione delle quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia, riconosciute anche dall’Unione europea: italiano, sloveno, tedesco e friulano. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma, senza il quale il futuro della nostra terra sarebbe sicuramente più povero in tutti i sensi. Dobbiamo far entrare nel Dna della nostra Comunità regionale a tuti i livelli la consapevolezza che siamo unici e speciali nel mondo per la nostra multiculturalità».

Camino al Tagliamento

Visco

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asi, Zoppola, Zuglio.

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E ora la traduzione dello stesso testo in lingua friulana.

A cressin a 141 i Comuns aderents a l’Assemblee di Comunitât Linguistiche Furlane (Aclif), nassude intal 2015 e uniche realtât istituzionâl che met adun lis Comunitâts dulà che e je fevelade e ricognossude la marilenghe. Dopo l’adesion che nol è tant in Istât di Cjamin, a son rivadis difat su la fin di Setembar ancje chê di Visc e di Travês. In dome 8 agns il numar al è duncje cuasi triplicât, parcè che al moment da la costituzion i Comuns a jerin un 50. Di ricuardâ che i Comuns aderents a son sparniçâts sui teritoris da lis vecjis provinciis di Gurize, Pordenon e Udin, e doi ancje intal vicin Venit dulà che si fevele storicamentri il furlan, tant che San Michêl dal Tiliment e Tei.
«O din il benvignût a checj Comuns jenrtâts ch’al è pôc. Cheste incressite – al met in evidence il president da l’Assemblee Daniele Sergon, sindic di Caprive – e je stade parcè che 141 conseis comunâi a àn deliberât in maniere volontarie l’adesion a l’Assemblee. Fâ part da l’Aclif e je duncje une libare sielte, une decision ch’e nas e ch’e cres dal bas. O pensi che chest al sedi un element une vore impuartant di tignî a ments, parcè che al jude a capî daurman che la nestre ativitât e partìs di un vivarôs interès di bande di ogni ugnule realtât furlane».
Ativitâts che traviers diviers progjets (cunvignis e cors di formazion pai ents locâi, scambi di esperiencis cun chês altris minorancis linguistichis di Italie, iniziativis par judâ i Comuns a pandi l’ûs da la lenghe furlane e la cognossince da la culture, poie a programs radiotelevisîfs) a smirin al obietîf da l’unitât identitarie. «Unitât ch’e je la fonde dal mandât scomençât cu la mê presidence in Jugn – al zonte Sergon – ma che no si à di intindi in maniere monolitiche, anzit, par contrari. Mi plâs simpri ricuardâ, cuant ch’o voi intai Comuns aderents, che il Friûl al è un unic grant mosaic formât di tantis tessaris tropis ch’a son lis diviersis sfumaduris da la lenghe furlane e la maniere di vivi cheste culture di bande dai friulans stes. Sfumaduris ch’a van valorizadis e acetadis, cence “stangjis” a la jentrade, da la Livence al Timau».
Altri element significatîf inta l’azion da l’Aclif al è chel da la tutele da la specialitât regjonâl. «Che – al finìs il president – e passe juste traviers la tutele e valorizazion da lis cuatri lenghis uficiâls dal Friûl Vignesie Julie, ricognossudis ancje da l’Union europeane: talian, sloven, todesc e furlan. Cu lis nestris iniziativis o volìn rindi simpri plui cussiente la societât dal fat che la presince e tutele di chestis lenghis no je dome une ricjece culturâl, ma ancje une maniere di mantignî il status di Regjon autonome, che cence di chel l’avignî da la nestre tiere al sarès dal sigûr plui puaret in ducj i sens. O vin di fâ jentrâ dentri tal Dna da la nestre Comunitât regjonâl a ducj i nivei la cussience che o sin unics e speciâl intal mont, par la nestre multiculturalitât».
I Comuni aderents a l’Aclif a son: Dael, Damâr, Aquilee, Darbe, Darte, Dartigne, Davian, Basilian, Bertiûl, Bicinins, Buri, Cjamin, Cjampfuarmit, Cjamplunc Tapoian, Caprive, Cjarlins, Cjasarse, Cjassà, Cjastelgnûf, Cjasteons di Strade, Cjavàs, Cjavaç, Çurçuvint, Çarvignan, Cjopris e Viscon, Scluse, Claut, Clausêt, Codroip, Colorêt di Montalban, Comelians, Cordovât, Cormons, Cuar di Rosacis, Cosean, Dignan, Dogne, Dolegne dal Cuei, Feagne, Fane, Fare, Flumisel Vile Visentine, Flaiban, Forgjarie, For Davôtri, For Disot, Frisanc, Glemone, Gonars, Gurize, Gardiscje, Lauc, Listize, Lignan, Maian, Manià, Marian, Martignà, Migjee, Midun, Merêt di Tombe, Mueç, Muimans, Monfalcon, Montenârs, Morâr, Morsan da lis Ocjis, Mortean, Murùs, Mosse, Muçane, Osôf, Davâr, Pagnà, Palaçûl, Palme, Paluce, Pasian di Prât, Paulâr, Pavie, Pontêbe, Porpêt, Paulêt, Puçui, Prissinins, Premariâs, Prepot, Ruvigne, Raviei, Reane dal Roiâl, Remanzâs, Resiute, Rigulât, Rivis Darcjan, Rivignan Teôr, Romans dal Lusinç, Roncjis, Rude, Segrât, San Danêl, San Zorç da la Richinvelde, San Zorç di Noiâr, San Zuan dal Nadison, San Lurinç dal Lusinç, San Martin dal Tiliment, San Michêl dal Tiliment, San Quarin, San Vît dal Tiliment, San Vît de Tor, San Vît di Feagne, Sauris, Sedean, Secuals, Siest, Spilimberc, Talmassons, Tarcint, Tarvis, Tavagnà, Tei, Tierç di Aquilee, Tumieç, Tor di Zuin, Tramonç Disore, Tramonç Disot, Trasaghis, Travês, Trep Liussûl, Trep Grant, Tresesin, Udin, Voleson Darzin, Vildivar, Vençon, Verzegnis, Vile di Cjargne, Vilès, Visc, Vît, Çopule, Zui.

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In copertina, il Castello di Toppo a Travesio in una foto di Claudio Romanzin.

Le fotografie del Circolo palmarino, la moda in passerella e la Carta del Gusto

Due invitanti manifestazioni, tra oggi e domani, in Friuli e nel Veneto orientale, precisamente a Palmanova e a San Michele al Tagliamento. Ma vediamo meglio, in dettaglio, di che cosa si tratta.

PALMANOVA – Sono state intitolate “Rievocando 2022” due imperdibili serate di fotografia in programma oggi e il 26 agosto in piazza Grande, con ingresso libero, a cura del Circolo fotografico palmarino. Nella manifestazione odierna saranno protagonisti gli scatti di Roberto Corrò, Marco Gon, Sandro Pavan, Laura Loiotile, Felice Cirulli, Marco Manzini, Ermes Cabas, Roberto Gardonio, Luigino Snidero ed Elena Giacomarra, Giuliano Aita, Giovanna Morassutti, Loredana Corradin e Alessandra Caldana, Marco Rigatti e Luigino Snidero, Giacomo Renier e Collettiva Cfp. Venerdì prossimo, invece, Ismaele Tortella presenterà “Iguazù, alla scoperta della foresta atlantica”.

SAN MICHELE – All’agriturismo Casa Gioconda di San Michele al Tagliamento, a due passi da Lignano, domani con inizio alle 18.30, ci sarà una sfilata di moda Axia Fashion, con la contestuale presentazione della “Carta del Gusto” che avrà quale relatore il giornalista Carlo Morandini, presidente dell’Arga Fvg. La serata sarà rallegrata dalla musica di Gianni Favro. Nell’occasione, sarà presentata anche la mostra “In viaggio in Sicilia” dell’artista Giovanni Toniatti Giacometti.

Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, alcune modelle protagoniste di una sfilata nella cornice di Casa Gioconda.

 

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)

Accordo fra Regioni per la lingua friulana e i dialetti veneti

Friuli Venezia Giulia e Veneto stringono un’alleanza per la tutela e lo sviluppo delle lingue minoritarie e delle reciproche varietà linguistiche. È quanto stabiliscono due delibere approvate dalle rispettive Giunte con cui le due Regioni – come informa una nota Arc – hanno dato il via libera ad un “Accordo di collaborazione per la tutela e per lo sviluppo del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona della Regione del Veneto e venetofona della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia”.
Presupposto dell’accordo – che attiva una collaborazione richiesta da anni dalle comunità locali – è l’uso della lingua friulana anche in aree circoscritte dei Comuni veneti di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro, ma anche – come riconosciuto nel 2006 dal Consiglio provinciale di Venezia – nei comuni di San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore. Allo stesso modo, in Friuli Venezia Giulia persiste l’uso di dialetti veneti che la Regione è tenuta a valorizzare in base alla Legge regionale 5/2010.

Con questo Accordo, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia si impegna ad estendere alcuni servizi erogati dall’Agenzia regionale per la Lingua Friulana (Arlef) anche agli organismi veneti riconosciuti, nonché a consentire l’accesso ai finanziamenti regionali per la promozione della cultura e della lingua friulana ai Comuni veneti interessati. La Regione Veneto, a sua volta, si impegna a promuovere il finanziamento di progetti a sostegno della lingua friulana con i fondi previsti dalla Legge regionale 73/1994 e a favorire le iniziative culturali volte all’approfondimento del friulano nell’area del portogruarese, anche con il coinvolgimento delle Università presenti nelle due regioni. L’accordo ha durata triennale ma potrà essere prorogato. L’Arlef è incaricata della gestione operativa dell’attività.

Nello specifico, le due Regioni potranno collaborare per sviluppare iniziative mirate alla piena attuazione delle leggi statali e regionali istituite per la tutela della lingua minoritaria, con particolare riferimento alla componente linguistica friulana presente nel territorio portogruarese del Veneto. Potranno inoltre favorire la cooperazione tra i soggetti firmatari per la salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona in Veneto e venetofona in Friuli Venezia Giulia. Il friulano potrà essere proposto come attività integrativa nelle scuole dei Comuni interessati, così da promuoverne la conoscenza e l’uso della sua grafia ufficiale. Infine, le due Regioni potranno supportare le amministrazioni locali, gli enti, le società pubbliche e le associazioni di categoria nell’attuare progetti per la promozione della lingua minoritaria, il recupero del patrimonio lessicale desueto e la pratica del polilinguismo. Allo stesso tempo, la Regione Veneto si impegna a sviluppare, di concerto con il Friuli Venezia Giulia e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, iniziative di sostegno delle minoranze linguistiche, della storia e della cultura veneta nel territorio friulano, anche mediante l’attuazione di progetti statali e comunitari.