San Giuseppe, dalla Cattedrale di Udine un forte appello alla pace nel mondo nel rito per Forze Armate e dell’Ordine

di Giuseppe Longo

UDINE – «San Giuseppe ci aiuti a essere operatori di pace per spegnere la violenza che insanguina il mondo». Può essere sintetizzato così il messaggio forte e chiaro che è salito ieri mattina, festività che ricordava la memoria dello Sposo della Madonna e Padre putativo di Gesù, dalla Cattedrale di Santa Maria Annunziata, dove l’arcivescovo emerito di Udine e oggi amministratore apostolico, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, ha celebrato una Messa solenne dedicata, nell’imminenza del precetto pasquale, alle Forze Armate e dell’Ordine, vale a dire Carabinieri e Polizia di Stato e Locale. Uno degli ultimi riti per il presule prima del suo ritiro a Montebelluna, a conclusione del mandato in Friuli che il 5 maggio passerà nelle mani del successore, monsignor Riccardo Lamba, proveniente dal Vicariato di Roma.

Monsignor Mazzocato, ripetutamente ringraziato per quanto ha fatto durante gli anni della sua permanenza a Udine a capo di un’Arcidiocesi fra le più vaste d’Italia, ha infatti messo l’accento sul momento molto delicato che sta vivendo il pianeta, a cominciare dalla guerra in Ucraina e dalla gravissima crisi tra israeliani e palestinesi scatenata dall’attacco di Hamas dello scorso ottobre. Per cui ha sottolineato la necessità di un impegno corale per poter giungere a un clima di pacificazione che possa assicurare una serena e proficua convivenza.
Con gli alti ufficiali dei Corpi rappresentati, nei primi banchi della Chiesa metropolitana accanto al prefetto di Udine, Domenico Lione, e al vicesindaco della città, Alessandro Venanzi – intervenuto con Fascia tricolore e Gonfalone municipale -, anche la medaglia d’oro Paola Del Din Carnielli, presidente onoraria dell’Associazione partigiani Osoppo, che nei mesi scorsi ha brillantemente tagliato il traguardo dei cent’anni. Il rito è stato reso ancora più bello e suggestivo dalla Messa cantata in friulano dal Coro degli alpini di Passons, che ha meritato il ringraziamento da parte di monsignor Mazzocato e l’apprezzamento del Duomo gremito per la importante cerimonia dedicata a uno dei Santi più amati del Cattolicesimo.

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In copertina e all’interno alcune immagini del rito presieduto ieri in Cattedrale dall’arcivescovo emerito monsignor Andrea Bruno Mazzocato.

Il Teatri Stabil Furlan stasera su Rai3 bis. Onde Furlane e Klaris sono protagoniste

Oggi 19 marzo, ricorrenza di San Giuseppe, alle 21.20 su Rai3 bis (canale 810 del digitale terrestre), sarà trasmessa la seconda parte del documentario sullo spettacolo “Ce crodistu di fâ?!” del Teatri Stabil Furlan – produzione del Tsf realizzata in collaborazione con Compagnia Pier21-Looewarden (della Frisia, appunto), e con il sostegno di Fondazione Bon, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e dell’Ambasciata Olandese in Italia (provincia di Frisia) – andato in scena al Teatro Luigi Bon di Colugna.
Il documentario la scorsa settimana è sbarcato in tv, grazie alle riprese della Rai, arricchito dalle interviste fatte dalla regista di Arianna Zani agli attori Federico Scridel e Carla Manzon, alla traduttrice Serena Fogolini, e al direttore artistico del Tsf, Massimo Somaglino. Stasera andrà in onda la seconda parte che sarà possibile vedere in replica venerdì prossimo, alle 21.40, sempre su Rai3 bis. Il documentario sullo spettacolo sarà anche disponibile online tra i contenuti di RaiPlay.
Il protagonista della rappresentazione è un coltivatore diretto dei nostri tempi, alle prese con l’antica tradizione contadina del lavoro della terra e con le difficoltà del mondo d’oggi: cambiamenti climatici, lavorativi, burocratici. Temi assai attuali, di spessore, ma proposti senza tralasciare momenti di ironia e riso amaro. Le scene, ricostruite esattamente sul progetto originale, hanno permesso una messinscena identica alla versione frisona, diretta dallo stesso regista Jos Thie, in un rapporto inedito trans-europeo che lega nel lavoro teatrale due lingue minoritarie e due culture che hanno molte cose in comune.

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Due settimane fa, mercoledì 28 febbraio e venerdì 1° marzo, la libreria Tarantola di Udine ha ospitato due eventi di presentazione di altrettanti libri. Il primo appuntamento ha riguardato “Nazioni in cerca di stato”, libro edito da Donzelli che, come è esplicitato dal suo sottotitolo, dà conto del lavoro di ricerca su «autonomismi, indipendentismi e conflitti sociali in Europa occidentale» condotto da Paolo Perri, assegnista di ricerca in Storia contemporanea all’Università della Valle d’Aosta. Il secondo, invece, era dedicato a “Senza residenza”, agevole pubblicazione di Enrico Gargiulo, professore associato di sociologia all’Università di Bologna, edita da Eris, in cui l’attenzione è puntata sulla residenza e sul suo effettivo riconoscimento formale, che in pratica si rivela come un dispositivo di selezione della popolazione e delle sue componenti “desiderabili” e “legittime”.

Entrambe le presentazioni, che sono state organizzate con la collaborazione dell’associazione Aps Klaris e di Radio Onde Furlane, sono state caratterizzate con lo slogan «Libris… di scugnî lei». Quella stessa frase, la quale riprende il titolo di un programma dedicato alla lettura proposta anni fa da Onde Furlane, che a sua volta parafrasava quello di una celebre raccolta di poesie di Leo Zanier, è stata scelta anche per la riduzione radiofonica dei due appuntamenti, in programmazione sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz, sui 105.6 Mhz e su www.radioondefurlane.eu da oggi al 22 marzo prossimo, con inizio alle 8.30.
Le prime due puntate proporranno una sintesi del confronto tra Paolo Perri e il sociologo e politologo Adriano Cirulli e lo storico e politologo Marco Stolfo, che ha toccato i principali contenuti di “Nazioni in cerca di stato”, a cavallo tra Scozia, Catalogna, Corsica, Paese Basco e Irlanda del Nord: una comparazione delle dinamiche che, tra società, economia, cultura e politica, caratterizzano i diversi percorsi e conflitti e trasformano, in particolare in alcuni casi, movimenti e partiti che ne sono i principali interpreti da forze marginali in veri protagonisti della vita politica.
Giovedì 21 e venerdì 22, invece, si potrà ascoltare il resoconto dell’incontro tra Enrico Gargiulo e Antonella Nonino dell’associazione Vicini di casa, che dal 2013 al 2018 è stata anche assessore ai diritti e all’inclusione sociale del Comune di Udine. In questo caso l’attenzione sarà puntata sui diversi aspetti della situazione di chi non è formalmente “residente” e pertanto è più vulnerabile e ricattabile. L’intera serie sarà successivamente archiviata in rete sulla pagina Spreaker di Onde Furlane e resa disponibile anche in modalità podcast.

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In copertina, ecco una scena di “Ce crodistu di fâ?!” colta da Glauco Comoretto.

Quanti a Vallemontana per San Giuseppe! Applausi al Coro femminile di Cortale. Venerdì concerto-meditazione a Nimis

(g.l.) Perfettamente riuscita domenica scorsa, a Vallemontana, piccola frazione di Nimis che si incontra prima di salire a Monteprato, la tradizionale festa di San Giuseppe, il patrono della borgata. Grazie al lavoro di un volonteroso gruppo di persone, è stata infatti reintrodotta la bella manifestazione primaverile che era stata ovviamente sospesa durante gli anni dell’emergenza pandemica.

Nella bianca chiesetta, in riva al torrente Montana, è stata celebrata la Messa solenne: all’altare don Marco Visentini che aveva accanto il diacono Diego Mansutti. Il rito è stato reso ancora più suggestivo e partecipato dai canti del Coro femminile di Cortale, località della vicina Reana, che al termine è stato ringraziato con un caloroso applauso. Folta la partecipazione poi durante tutta la giornata – visto che quest’anno la ricorrenza di San Giuseppe cadeva, proprio, di domenica – al punto di ristoro ricavato tra le case in una posizione panoramica sul borgo, dove un’appetitosa grigliata è stata accompagnata da un buon bicchiere di vino. Un successo, insomma, che ha premiato il lavoro dei bravi volontari di Vallemontana che si sono impegnati per mantenere in vita questa tradizione che figura fra le più sentite del comune di Nimis.
Una festa che seguiva quella immediatamente precedente di “Sant Bastiàn”, a Ramandolo sulle pendici del monte Bernadia – dove però la sagra è stata sostituita da una simpatico e molto apprezzato momento conviviale offerto dalla borgata  -, e che anticipa i tradizionali festeggiamenti pasquali di Torlano e quindi quelli di San Giorgio a Monteprato.


Infine, ancora musica sacra corale come a Vallemontana, ma a Nimis capoluogo. Soltanto un cenno, infatti, all’importante evento vocale che si terrà, questa volta, nella storica Pieve arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio, dove per la sera di venerdì 31 marzo è annunciato un concerto-meditazione in preparazione alla Settimana Santa. Saranno eseguiti i Canti della Passione da parte della Corale San Canciano di Campoformido con intermezzi alla fisarmonica del concittadino maestro Massimo Pividori. Solisti Martina Gorasso, Erica Zanin, maestro Sebastiano Zanetti e Nicola Rossi, quest’ultimo anche nel ruolo di direttore artistico della manifestazione. “Passio Concert-meditazion pe Sante Pasche” – questo il titolo della serata – è un evento a ingresso gratuito ed è inserito nel cartellone della tredicesima edizione di Paschalia Fvg  – Passione & Resurrezione nella tradizione musicale.

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In copertina, il Coro femminile di Cortale; all’interno, immagini della Messa  e della sagra a Vallemontana. Al centro, il maestro fisarmonicista Massimo Pividori.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nimis, la tradizione di San Giuseppe nella piccola Vallemontana

(g.l.) Appena passato il ponticello sul rio Montana, che dà anche il nome al borgo, c’è la bianca, accogliente chiesina dedicata a San Giuseppe. Ed è proprio al suo interno che domani, 19 marzo, sarà celebrata alle 11 la Messa cantata in onore del patrono della piccola frazione di Nimis. E poi, annuncia la locandina, “la tradizione continua”. Come dire che ci sarà la possibilità di passare qualche ora in compagnia, con un buon bicchiere di vino, ricordando i bei tempi, precedenti alla pandemia, quando si allestiva la simpaticissima sagra. Nel capoluogo, invece, lo Sposo di Maria sarà onorato con la Messa penitenziale che sarà celebrata, sempre alle 11, a Madonna delle Pianelle, dove il Santo è raffigurato in un bellissimo affresco giovanile di Tita Gori.
Vallemontana è, dunque, la seconda comunità a fare festa allo sbocciare della primavera. Era stata preceduta, infatti, domenica scorsa da Ramandolo dove si è riproposto il sentito appuntamento con Sant Bastiàn. E al termine del rito solenne nell’antica chiesetta affrescata dal Thanner è seguito il pranzo per tutti, così ben riuscito e apprezzato che gli organizzatori hanno meritato un “bravissimi” da parte del foglio settimanale della Pieve di Nimis. Terzo paese, in ordine di tempo, a fare festa sarà quindi Torlano dove tornerà la bella e sempre partecipata tradizione pasquale. Ma per parlare di questo è ancora troppo presto: siamo soltanto a metà Quaresima.

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In copertina, la bianca chiesina di Vallemontana dedicata a San Giuseppe.

San Giuseppe, Giornata ecologica a Casarsa: obiettivo un ambiente più pulito

Domenica 19 marzo, tradizionale festa di San Giuseppe e dei papà, a Casarsa della Delizia è in programma la Giornata ecologica e cura del territorio, organizzata dall’assessorato comunale all’ambiente in collaborazione con le associazioni locali. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, recandosi nei tre punti da cui inizierà la pulizia dalle 8.30 fino alle 12: ecopiazzola, piazzetta di Runcis, capannone di Versutta.
L’attività di pulizia si svolgerà nell’ambito di alcune zone individuate precedentemente e che saranno indicate la mattina stessa sulla base del numero dei partecipanti. Basterà presentarsi dotati di giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte.
La cura del territorio e dell’ambiente in generale è un bene comune che va preservato nell’interesse di tutti, per il presente e per il futuro. Fondamentale pertanto l’aiuto di tutti, a partire dalle giovani generazioni. Importante, a tale riguardo, il supporto delle associazioni cittadine con i propri volontari.