Buja, la Storia del ciclismo raccontata da Dino Persello in una terra di grandi campioni: l’invito è domani in Monte!

(g.l.) E ora Dino Persello invita a Buja, anzi nella suggestiva ambientazione di Monte, località molto nota e amata non solo per la storica Pieve di San Lorenzo, la “matrice” della cristianità buiese, ma anche per la famosa “Sagre de Primevere” che in giugno propone il ricercato “toro allo spiedo”, delizia di migliaia di buongustai. Quarta tappa, infatti, del progetto “Racconti di Comunità in…Collina”, voluto dalla Comunità Collinare del Friuli, in collaborazione con Dino Persello. Dopo San Daniele, Pagnacco e Ragogna, è la volta di questa cittadina di campioni del ciclismo, tanto che Persello ha deciso di riservarle uno dei suoi applauditissimi lavori teatral-emozionali con una originale storia della bicicletta. L’appuntamento è, dunque, fissato per domani, domenica 30 novembre, alle ore 17.30, nella sede del Museo d’arte della Medaglia in piazza San Lorenzo, in Monte di Buja. Lo spettacolo vedrà l’accompagnamento delle fisarmoniche e dei violini de I Petris e la partecipazione straordinaria di Michele Bevilacqua, presidente del Comitato regionale Fci, e di Roberto Bortolotti, dell’Asd Ciclistica Buiese.

Il Museo della Medaglia in Monte.


Sarà una “prima” assoluta di tale evento. Il racconto scritto durante l’estate è, infatti, frutto di una importante e curiosa ricerca, durata qualche mese. Ne è uscita una storia suggestiva da regalare a un pubblico di non solo “addetti ai Lavori”, ma da condividere con tutti. Duecento anni più o meno sono l’età della invenzione del velocipede, già definita ai tempi, come “la più nobile invenzione dell’umanità”. Il racconto di Dino Persello si snoderà a partire dai primissimi anni dell’800, con passaggi davvero curiosi inaspettati ed emozionanti: la bicicletta in guerra, la bicicletta nella musica internazionale (dal Quartetto Cetra – “Bellezza in bicicletta” a Riccardo Cocciante ai PinK Floyd, fino ai mitici Queen di Freddie Mercury. Una pubblicità di fine ‘800 diceva così: “Tu, percorrendo la via che devi fare, forse non sai cosa vuol dir volare! Oh smetti disgraziato di battere la strada, monta su un velocipede e vada come vada!”). Una considerazione anche della indimenticabile astrofisica Margherita Hack, nella sua curiosa variante toscana: “Hoo! Camminare a me non va . In bicicletta vò meglio, è un mezzo meno faticoso. Fino a poco tempo fa pedalavo spesso, ricavandone: equilibrio, voglia di fare e volontà!”. «Quel voglia di fare mi ha veramente colpito, lo provo su me stesso quando in bicicletta mi vengono in mente i primi embrioni dei racconti che andrò a sviluppare!», confida l’attore sandanielese, che poi conclude: «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende….liberi!». Come non dargli ragione? Per cui appuntamento domani pomeriggio in Monte a Buja.

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In copertina, Dino Persello durante un applauditissimo spettacolo con il fisarmonicista Pasqualino Petris.

“L’io autistico”, Emanuele Franz presenta il suo nuovo intimo libro a Udine: appuntamento ai Dialoghi in Biblioteca

Dopo il recente riuscitissimo incontro alla Guarneriana di San Daniele, il nuovo libro del filosofo friulano Emanuele Franz dedicato ai problemi dell’autismo sarà presentato anche a Udine. Mercoledì 26 novembre, alle ore 18, nela sede della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”, di piazzetta Marconi (in fondo via Mercatovecchio), per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” avrà luogo, infatti, la presentazione del libro “L’Io autistico. Tra esperienza personale e riflessione filosofica” (Audax Editrice 2025). Il volume sarà illustrato da Enzo Comin durante un incontro a cui interverrà anche il neuroscienziato Giorgio Vallortigara.
“L’Io autistico” è un viaggio intimo alla scoperta dell’autismo, intrecciando esperienza personale e riflessione filosofica. L’autore condivide così il proprio percorso di consapevolezza, ripercorrendo le tappe della sua vita, dall’infanzia all’età adulta, attraverso il filtro della sua identità autistica. Un diario sincero e profondo, che illumina dall’interno il modo di percepire, pensare ed esistere di una mente neurodivergente.
Oltre all’aspetto autobiografico, il testo viene accompagnato dai contributi di personalità di spicco della scienza e della letteratura, fra le quali la scrittrice Susanna Tamaro e i neuroscienziati Sergio Zanini, Franco Fabbro e Silvano Tagliagambe, che contribuiscono a fare luce sulla psiche autistica e sulla creatività che la contraddistingue. Ne emerge che l’autismo non è solo una condizione clinica, ma una modalità di essere che apre interrogativi fondamentali sulla natura della coscienza, del linguaggio e della realtà. Attraverso un’indagine filosofica, l’autore di Moggio Udinese propone una nuova chiave di lettura dell’autismo, che lo vede non come una deviazione dalla norma, ma come una prospettiva autentica e radicale sull’esistenza. Un testo importante, insomma, che unisce autobiografia e filosofia, offrendo uno sguardo originale e profondo su una condizione spesso fraintesa.

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In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz autore del libro sull’autismo.

Il valore del volontario e delle Pro Loco (nei piccoli paesi) oggi a Ragogna: sulla scena Dino Persello e Pasqualino Petris

(g.l.) E ora Dino Persello dà appuntamento a due passi da casa. L’attore, ma anche scrittore e narratore, di San Daniele (nativo però della vicinissima Dignano) questa sera sarà impegnato nella contermine Ragogna dove proporrà uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti: il valore, il significato e l’importanza del volontariato in una comunità, davvero vitale se questa è piccola e con poche risorse finanziarie. S’intitola, infatti, “Ragogna Pro Loco’s” il racconto emozionale teatral-musiciale in programma alle 17.30 tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato appunto e cultura del bello. L’incontro con le parole, sempre coinvolgenti, di Dino Persello accompagnate dalla fisarmonica di Pasqualino Petris si terrà nella sala della Biblioteca comunale, Lo spettacolo, come sempre a ingresso libero, è sostenuto dalla civica amministrazione di Ragogna e della Comunità Collinare del Friuli e viene proposto nell’ambito della bella manifestazione culturale “Racconti di comunità… in collina”.

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In copertina, l’attore sandanielese Dino Persello atteso oggi a Ragogna.

Autismo tra disabilità e potere creativo, riflessione a San Daniele con il libro di Emanuele Franz. E un appello alla politica: azioni concrete, non virtuali

La suggestiva cornice dell’antica Biblioteca Guarneriana, a San Daniele, ha ospitato la presentazione del libro “L’Io autistico. Tra esperienza personale e riflessione filosofica” (Audax Editrice 2025) del filosofo friulano Emanuele Franz. L’incontro, introdotto da Lorenzo Meloni Tessitori e moderato da Lorenza Ioan, ha visto una partecipazione attenta ed entusiasta del pubblico e ha acceso un dibattito profondo sulla condizione autistica, portando alla luce criticità e potenzialità spesso trascurate. Il volume è frutto della collaborazione con la scrittrice Susanna Tamaro e i neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro.


Il dibattito ha posto l’accento sulla necessità urgente che la classe politica intervenga con azioni concrete di inclusione, non solo virtuali. È stato sottolineato come, per la persona autistica, anche attività quotidiane come prendere un treno possano generare un forte disagio a causa dell’ipersensibilità del sistema nervoso. A tal proposito, è emersa la preoccupazione per la scarsa partecipazione di molti Comuni del Friuli al dibattito sul tema e per l’assenza di una vera formazione sull’autismo a livello istituzionale.
Il cuore della presentazione ha smantellato il pregiudizio che l’autismo equivalga a incapacità. Al contrario, il libro e l’esperienza dell’autore, Emanuele Franz, evidenziano che l’autismo è un diverso modo di processare le percezioni, che, sebbene comporti un’enorme sofferenza nella vita relazionale e sociale, è anche fonte di una creatività non comune. «L’autistico è potenzialità e creatività nel vedere il mondo in modo non convenzionale», ha sottolineato l’autore. Emanuele Franz è lui stesso esempio di questa forza, avendo scritto poemi e opere di filosofia, oltre ad essere poeta, viaggiatore e ideatore di provocazioni sociali di grande riflessione.
La “lezione” emersa dalla Guarneriana è chiara: l’autismo è sì disabilità nella vita sociale, ma è anche potere creativo. Per cui il mondo istituzionale ha ancora molta strada da fare per arrivare a una vera e piena inclusione che sappia valorizzare queste diverse forme di intelligenza e sensibilità.

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In copertina, il filosofo Emanuele Franz con Lorenza Ioan e Lorenzo Meloni Tessitori.

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Qui il link al video integrale dell’incontro:

L’Io autistico- alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele

Nel cuore del Sahara sulle tracce della fede perduta: il pellegrinaggio nel deserto del filosofo Emanuele Franz

Un viaggio di quasi 2 mila chilometri nel cuore del Sahara alla ricerca delle radici dimenticate della fede cristiana: è l’impresa che Emanuele Franz – filosofo, poeta e storico delle religioni di Moggio Udinese – ha compiuto tra le sabbie del deserto, lungo un itinerario che unisce spiritualità, storia e archeologia. Dopo aver attraversato in solitaria il Mar Nero per raggiungere le antiche comunità cristiane della Georgia e dell’Armenia, e aver percorso i confini siriani per documentare le liturgie in aramaico antico ancora vive presso i monaci ortodossi, Franz ha infatti da poco terminato un nuovo pellegrinaggio tra templi e monasteri millenari, cattedrali e oracoli perduti.

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“L’Io autistico” a San Daniele

Oggi, 29 ottobre, alle ore 18, nella prestigiosa cornice della Biblioteca Guarneriana, a San Daniele, avverrà la presentazione del libro “L’Io autistico. Tra esperienza personale e riflessione filosofica” di Emanuele Franz. L’autore è saggista, filosofo, editore e poeta e in questa opera autobiografica racconta la sua esperienza di uomo adulto che scopre di essere autistico, presentando l’autismo non tanto come una condizione clinica, ma esistenziale, una neurodivergenza che rende non conformi, solitari e creativi. Il libro, realizzato in collaborazione con la scrittrice Susanna Tamaro e i neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro, sarà presentato da Lorenzo Meloni Tessitori: l’incontro, aperto a tutti, sarà moderato da Lorenza Ioan.

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Il progetto, nel suo complesso, prevede la realizzazione di un reportage archeologico-filosofico che va a toccare luoghi simbolici e spesso dimenticati: dall’oasi di Siwa, dove sorgeva l’oracolo di Zeus-Ammone interrogato da Alessandro Magno, alla cattedrale copta di San Marco a Heliopolis (Il Cairo), che custodisce le reliquie dell’evangelista. Il viaggio è poi continuato verso il monastero di San Macario nel Wadi el-Natrun, antica Scetes, cuore pulsante del monachesimo egiziano, dove riposano le reliquie di San Giovanni Battista e del profeta Eliseo. Tappa conclusiva è stata il monastero di Sant’Antonio il Grande, fondato dal padre del monachesimo cristiano nel deserto orientale egiziano, vicino al Mar Rosso, assieme al monastero di San Paolo di Tebe, il primo eremita cristiano: essi rappresentano i più antichi monasteri cristiani del mondo.
«Non è stata un’impresa edonistica, ma un atto di conoscenza e riconnessione con la sapienza primigenia dell’uomo», spiega Emanuele Franz, che ha affrontato il percorso partendo da solo, come già fatto nel deserto del Gobi e in altri viaggi estremi. Un pellegrinaggio sacro, che interroga la nostra epoca digitale sulle radici dello spirito e sull’incontro tra religione, tempo e deserto.

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In copertina e all’interno il filosofo e storico e delle religioni durante l’affascinante viaggio nel deserto del Sahara.

Ragogna e le sue due Pro Loco nei racconti di Dino Persello tra le note della fisarmonica di Pasqualino Petris

(g.l.) Dino Persello, come sanno tutti i suoi estimatori, ha una grossa passione per il ciclismo, sport che pratica personalmente e che interpreta nei suoi lavori teatrali, soprattutto in occasione dell’arrivo in Friuli del Giro d’Italia. O anche attraverso i recenti omaggi al grande Ottavio Bottecchia. Ma grandi sono la passione e l’attaccamento anche alla vita dei nostri paesi, animata spesso, e lodevolmente, dal lavoro di tante Pro Loco che si prodigano per il bene delle proprie comunità. E del lavoro di queste benemerite associazioni ha anche una notevole conoscenza professionale, avendo ricoperto per anni il ruolo di segretario del Comitato regionale Pro Loco d’Italia che ha sede a Villa Manin di Passariano. Ma che ha trattato anni fa anche in un suo bel libro dal titolo “Jo i soi di paîs”.
Un settore importantissimo, dunque, e sul quale il nostro attore e regista “indagherà” con lo spettacolo in programma oggi, 5 ottobre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca comunale “Luca Petris” di Ragogna. A pochi chilometri da casa – vive a San Daniele, ma è originario della vicina Dignano – Dino Persello proporrà infatti “Ragogna Pro Loco’s”, un “racconto emozionale teatral-musicale tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato e cultura del bello”. Come spesso avviene, sarà accompagnato dalle note calde e gioiose della fisarmonica di Pasqualino Petris. “Si tratta – anticipa lo stesso protagonista – del secondo appuntamento dell’importante progetto “Racconti di Comunità in… Collina”. Il soggetto peculiare sarà l’associazionismo, con centrali le due Pro Loco operanti all’interno della dinamica Comunità di Ragogna. Ne sentirete delle belle!”.
Ricordiamo, infine, che lo spettacolo rientra tra le iniziative della Comunità Collinare del Friuli ed è stato organizzato con la collaborazione del Comune di Ragogna. Per cui non resta che accogliere l’invito dei due enti locali e partecipare alla serata che si annuncia davvero promettente. Dino Persello, come sempre, non deluderà le attese!

EVENTO RINVIATO PER INDISPOSIZIONE

San Daniele, il ricordo di Bottecchia e dello storico ciclismo tricolore oggi con Dino Persello e Andrea Binetti

(g.l.) Dopo le entusiasmanti serate dedicate al Giro d’Italia, che ovunque hanno fatto il “pieno”, oggi Dino Persello gioca in casa per ricordare un grande del ciclismo tricolore. Questo pomeriggio, alle 18, nel Palazzo del Monte di Pietà, in piazza Vittorio Emanuele II a San Daniele, presenta infatti “Bottecchia Ottavio A vae mi – O voi jo – Vado io”. Uno spettacolo già presentato in altre località, ovunque ripagato da un vero e proprio successo.

Dino Persello con Andrea Binetti

Protagonista, ovviamente, lo stesso Persello che è anche autore, come sempre, dei testi. Ma ci saranno anche due presenze conosciute, e apprezzate, nella cittadina collinare: il tenore Andrea Binetti (sempre molto applaudito al Politeama Rossetti di Trieste) e il pianista Teo Luca Rossi che intercaleranno le parole con cui l’attore friulano ricorderà il grande corridore nato a San Martino di Colle Umberto nel 1894 e morto nel Gemonese nel 1927. Il 3 giugno di 98 anni fa, Bottecchia fu trovato a terra agonizzante sulla strada tra Cornino e Peonis, piccola frazione di Trasaghis in riva al Tagliamento, nella zona dove lo sportivo veneto era solito allenarsi. Soccorso, fu portato all’ospedale di Gemona dove si spense alcuni giorni dopo. Era poco più che trentenne. Come molti sportivi ricorderanno, Ottavio Bottecchia fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, nel 1924. Che poi riconquistò anche un anno dopo.

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In copertina, Ottavio Bottecchia al Tour de France e qui sopra il cippo che lo ricorda a Peonis  di Trasaghis nel Gemonese.

La Guida del Friuli per i “veri friulani”: pienone per il libro di Angelo Floramo

Una folta partecipazione di pubblico ha cornonato l’incontro con lo storico friulano Angelo Floramo, a Oleis di Manzano, in occasione della fiera regionale “Olio e dintorni”, una kermesse ormai consolidata che unisce olivicoltori, paesaggio, enologia, folclore e cultura nella suggestiva cornice del parco di Villa Maseri.
Invitato dal gruppo Fai di Cividale e dal Circolo culturale Corno, il consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele ha presentato il suo recente libro “Guida del Friuli per veri friulani” edita da Newton Compton. Un vero e proprio itinerario territoriale e gastronomico che sorprende anche chi conosce bene il nostro “piccolo compendio dell’universo”, come ebbe a definire il Friuli lo scrittore Ippolito Nievo che dimorava nel Castello di Colloredo di Monte Albano. Con questa sua opera, il professor Floramo fa intendere quanto ci sia da scoprire in Friuli, da meravigliare anche chi vi è nato. Angoli nascosti, storie segrete, passeggiate insolite, cime montane e spiagge assolate, notti in rifugio e gite in laguna, terme e cantine, il tutto in una originale ed esaustiva mappatura di luoghi e situazioni da scoprire «con il cuore e il fegato dei veri friulani», come suggerisce l’autore.
La presentazione di questa “guida” ha offerto pure l’occasione per un affascinante viaggio autobiografico che ha letteralmente incantato il numeroso pubblico, il quale ha occupato ogni angolo del vecchio “foledor” di Villa Maseri tributando all’oratore un lungo e caloroso applauso.

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In copertina, il professor Luciano Floramo durante il suo intervento e qui sopra il folto pubblico a Oleis di Manzano.

(PhotoLife)

Ciclismo è poesia, questa sera Persello invita al suo spettacolo a Talmassons

(g.l.) Secondo appuntamento con “Aspettando il Giro”, protagonista Dino Persello. L’attore di San Daniele, e dignanese di nascita, invita tutti allo spettacolo teatrale-musicale “Ciclismo è poesia” che si terrà, questa sera alle 20.30, nell’auditorium comunale di Talmassons. La scorsa settimana, come si ricorderà, il ciclo di quattro spettacoli dedicati al Giro d’Italia che ritorna in Friuli Venezia Giulia, aveva preso avvio con successo a Clauiano di Trivignano Udinese. Mentre il prossimo appuntamento, dopo quello odierno, sarà a Manzano.

# Oggi 17 maggio, ore 20.30 – auditorium Tomadini, Talmassons
# Giovedì 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore Dino Persello protagonista questa sera a Talmasssons.

“Patrie dal Friûl”, per la Festa Dignano riapre la vecchia latteria e Dino Persello torna nel paese che l’ha visto bambino

(g.l.) Dino Persello vive da tanti anni a San Daniele, ma il suo cuore è rimasto a Dignano. Nel vicino paese in riva al Tagliamento è infatti nato e cresciuto, giocando tra i ciottoli del grande fiume alpino. E più volte gli ha dedicato i suoi spettacoli che ci parlano con tanto affetto e trasporto della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, e quindi anche del “suo” Dignano. E lo farà anche domani, 5 aprile, quando alle 20.45, in occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, nella ex latteria proporrà uno dei suoi monologhi più belli, “Jo i soi di paîs”, con il quale l’attore e regista, ma appunto anche scrittore, aveva qualche anno fa realizzato pure un bellissimo libro. Per l’occasione riaprirà la storica turnaria, oggetto di un recente e ben riuscito restauro che il Comune ha deciso di destinare a tutt’altro scopo, visto che la lavorazione del latte è ormai soltanto un ricordo, come è avvenuto purtroppo per la stragrande maggioranza delle latterie friulane, dalle quali uscivano formaggi indimenticabili.

«Una condizione spirituale e sociale che me la sento sempre più forte e ben modellata addosso. E ne vado fiero, perché tutto ciò mi regala ancora, energia, senso di appartenenza e di pulizia, coerenza, parole date e… mantenute. Non ho detto nostalgia, di cui diffido, perché non porta né alla conoscenza né alla crescita!», scrive Dino Persello in una riflessione buttata giù proprio in vista della serata di domani. Aggiungendo: «E la voglia di raccontare, questo mio dapprima costante sentire, è cresciuta nel tempo, a tal punto che il desiderio è diventato felicemente incalzante, fino a… “non poterne più”. E così ho deciso di descriverlo e da umile artigiano e manutentore della passione di narrare storie… di raccontarlo questo mio “Sei di paîs”».
«In questo spettacolo – anticipa l’autore – mi trasferisco dagli improbabili campetti di calcio ai cortili delle canoniche, agli alberi di ciliegio, alla latteria, ai misteriosi angoli del Tagliamento, alle buie e gelide, ma affascinanti sale teatrali, ai crocicchi dei borghi, alle piazzette e contrade del mio paese, Dignano (che sono poi quelle di tutti i nostri paesi), attraverso lo sguardo di un gruppo di amici nati e cresciuti nelle Comunità della provincia Friulana». E ancora: «Racconto memoria, non retorica, dopo aver imparato molte cose e prendendomi l’autorità e la soddisfazione di illustrarle come un bambino di oggi, senza concedermi facili ipocrisie, ma mettendomi nei panni di un osservatore che, all’interno della sua consapevolezza, ormai da tempo adulto, desidera mostrare al pubblico ciò che era ed è il bambino Friulano, coi passaggi di crescita, le difficoltà che subisce e gli incanti che prova di fronte al nuovo mondo che gli si spalanca davanti, quello del gioco sì, ma anche quello castissimo dei primi amori. Racconto di infanzia – conclude Dino Persello – non protetta da cordoni sanitari di adulti, racconto di un bambino di 12-13 anni e della sua fretta di crescere, racconto per divertimento, per chi c’era già e si ricorda le sfumature e per chi è nato dopo e si diverte alle circostanze!».

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In copertina e all’interno, Dino Persello adulto e bambino. E la restaurata latteria.