Cento ragazzi di Grado al campo estivo di Fusine prima del ritorno a scuola in un’Isola che è rimasta senza l’autonomia

di Giuseppe Longo

Mentre Grado è in festa per la tradizionale celebrazione del “Perdòn de Barbana”, un centinaio di ragazzi dell’Isola si appresta a iniziare l’importante esperienza dei campi estivi in montagna. Proprio da oggi, infatti, sarà attivo il “Campo Uno” a Fusine con alunni di prima e seconda media di Grado e Cormons. «La nostra comunità, grazie alla disponibilità di adulti e giovani, animatori, capi scout e catechisti – ha scritto al riguardo, su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – riesce a proporre le esperienze educative a quasi 100 ragazzi gradesi: un grande grazie, quindi, a quanti rendono possibili queste attività». La folta comitiva isolana, come detto, trascorrerà la vacanza montana nel Tarvisiano assieme a un gruppo di coetanei di Cormons, la comunità del Collio che ha avuto per una quindicina d’anni la guida spirituale proprio di don Paolo, prima che il sacerdote fosse stato richiamato dall’arcivescovo di Gorizia nella sua cittadina d’origine per assumere l’importante investitura di arciprete di Grado. E questo dimostra che fra la comunità marina e quella collinare rimane un ottimo e promettente rapporto di amicizia e collaborazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


Vacanze in montagna, dunque, per i ragazzi gradesi, per i quali il ritorno a scuola in settembre, al termine dei mesi estivi, sarà contrassegnato da una ripresa delle lezioni senza l’autonomia che fino allo scorso anno scolastico era assicurata: il plesso isolano sarà infatti accorpato a quello di San Canzian d’Isonzo. Un provvedimento contro il quale monsignor Nutarelli – che nella scuola media è anche insegnante – ha espresso sempre contrarietà fin dal primo momento per il fatto che Grado, isola lagunare, non ha nulla in comune con l’entità dell’entroterra e che è distante parecchi chilometri. E proprio nell’ultimo giorno di scuola aveva affidato ai social la sua amarezza per la decisione ormai presa. «C’è allegria e gioia. Ma anche tanta tristezza, perché “oggi” chiude la Secondaria di Grado (le “medie”). Infatti, “muore” l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Grado e nascerà uno nuovo dove le nostre scuole saranno accorpate con un’altra scuola. Si poteva, si doveva fare di più. La scuola non è solo “interrogazioni o lezioni”, sono i progetti, le attività, il territorio (che è unico). Che brividi ascoltare le riflessioni dei ragazzi di terza che forse, più di tutti, hanno capito che cosa significherà tutto questo. Ciao “Marco Polo”». E poi il sacerdote-professore aveva aggiunto: «Ogni scelta nasce dai criteri che ci diamo, accorpare per fare economia ed accorpare con una progettualità e lungimiranza evidentemente sono criteri diversi».
Un problema, dunque, nato prima che venisse eletta la nuova amministrazione civica, guidata dal sindaco Giuseppe Corbatto, in carica da neanche un mese. La quale sicuramente cercherà di capire se ci sono ancora margini per una marcia indietro da parte della Regione Fvg. Quella che l’Isola tutta – per primo monsignor Nutarelli – auspica perché solo questo provvedimento rispetterebbe le sue peculiarità di territorio che non ha proprio nulla a che fare con quello di San Canzian e della vicina Turriaco. Ovviamente, senza nulla togliere ai due Comuni isontini.

L’Isola rivendica l’autonomia scolastica.

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In copertina, ragazzi gradesi a un precedente campo estivo in montagna.

In agosto Alpe Adria Puppet Festival a Grado, San Floriano, Cividale, Gradisca e San Canzian. Poi gran finale settembrino a Gorizia e Nova Gorica per Go!2025

di Mariarosa Rigotti

Attesa per la 33ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival, evento con identità transfrontaliera e internazionale, firmato dal Centro animazione e figure di Gorizia, che pone l’attenzione su teatro di figura e innovazione, la cui valenza rappresenta un riferimento per il Nord Est d’Italia e non solo. Due le tranche in cui si articolerà la manifestazione, precisamente dal 19 al 25 agosto – a Grado, ma anche nelle “Vetrine” di San Floriano del Collio, Cividale, Gradisca d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo – e poi dal 27 settembre al 5 ottobre a Gorizia e Nova Gorica nella prospettiva di Go!2025..
Il Cta, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, anche in questa edizione presenterà in cartellone spettacoli internazionali, considerati tra i più interessanti nel circuito di settore e si pone anche «quale spazio di dialogo e d’incontro fra le persone». Infatti, va ricordato che durante le giornate di Festival si crea un vero e proprio laboratorio transfrontaliero, aperto e dinamico, in cui si sperimentano multiculturalità e multilinguismo. Una nota anche sul pubblico, che come ricordano gli organizzatori, è «ampio ed eterogeneo, di ogni età e di ogni strato sociale e culturale, spazia dalle famiglie con bambini, ai giovani e adulti, fino agli appassionati e “specializzati” di questo genere teatrale».
Da sottolineare anche, come viene ancora anticipato, che in questa edizione, nell’ambito della programmazione e accanto alla presenza di Compagnie internazionali, si potrà assistere agli spettacoli del progetto europeo “Transport” e del progetto Interreg “Art&Puppet”. Nel dettaglio, come già ricordato, dal 19 al 25 agosto, è prevista la sezione di Grado e, appunto, delle “Vetrine” di San Floriano, Cividale, Gradisca d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo. «Questa – anticipano dal Cta – è la parte dedicata al “turismo family” italiano e straniero e il programma prevede spettacoli ed eventi partecipativi a ingresso gratuito, finalizzati all’inclusività». Mentre, dal 27 settembre al 5 ottobre, «si svilupperà la sezione di Gorizia e Nova Gorica, che da un paio d’anni a questa parte ha acquisito una sua specifica identità, con una programmazione diversificata, proiettata al pubblico di ragazzi e adulti, anche in prospettiva di Go!2025». Inoltre, viene evidenziato che «il nuovo progetto artistico parte dal presupposto che il pubblico partecipante al Festival debba avere l’occasione di essere presente in maniera attiva e non più solo da “spettatore passivo”; da questa idea è stato coniato anche il termine “spettAttore” e ad esso è stata associata tutta una serie di progetti e percorsi dedicati».

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In copertina, Alpe Adria Puppet Festival nella scorsa edizione a Grado.

Una gita natalizia a Pieris per il Cta dopo Luci e Colori e Pomeriggio al Bratuž. “Gorizia Nascosta” nel programma 2024

Dopo Luci e Colori in via Rastello e l’invitante pomeriggio di ieri al Kulturni Center Bratuž, continuano anche in questi ultimi giorni dell’anno le proposte del Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, guidato da Roberto Piaggio. Si chiama infatti “Cta in gita natalizia a… a Pieris” la bella proposta in programma per mercoledì 20 dicembre, alle 17, nella Sala polifunzionale Casa delle Associazioni della frazione di San Canzian d’Isonzo, dove andrà in scena “Bobo”. Stefano Paradisi racconterà la storia di un ragazzo che, imparando a comunicare con gli animali, riesce a mettere in salvo sé stesso e le persone che incontra sul suo cammino… diventando perfino una persona importante. Lo spettacolo è consigliato dai 5 anni. L’ingresso è gratuito, su prenotazione. Informazioni al numero 0481.472327, su whatsapp al 348.8878181 oppure a biblioteca@comune.sancanziandisonzo.go.it

Roberto Piaggio


Un’uscita sul territorio provinciale, dunque, dopo che ieri c’è stato il secondo appuntamento del cartellone di “Pomeriggi d’inverno”, la stagione di teatro di figura interamente dedicata alle famiglie. Al Bratuž, la Compagnia Drammatico Vegetale ha portato in scena Sogni. Arlecchino e la bambina dei fiammiferi che, partendo dalla favola della piccola fiammiferaia, spazia su vari temi classici della letteratura per l’infanzia, associandoli all’arte figurativa e a nuove tecniche multimediali. Come ogni sabato della rassegna, nel foyer del teatro c’era lo stand delle librerie goriziane che accompagnano ormai da anni l’iniziativa del Cta: ieri era presente la libreria Cattolica. Subito dopo lo spettacolo, non è mancata la dolce merenda con le specialità del Panificio Jordan e le mele a km zero dell’azienda agricola Rigonat. Ricordiamo che “Pomeriggi d’inverno” è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Fvg, dal Comune di Gorizia e dalla Fondazione Carigo. Quest’ultima, con il bando Costruiamo il mio futuro 2023, è a fianco del Cta anche nella realizzazione del progetto Scuole a Teatro 2023/2024.
Infine, si sono concluse con grande successo le repliche riservate alle scuole di “Gorizia Nascosta”, il progetto del Cta dedicato alla riscoperta del territorio cittadino, attraverso passeggiate immersive fatte di teatro, narrazione e musica. Non semplici visite guidate, ma vere e proprie storie raccontate che permettono di entrare nel vissuto di un quartiere o di una comunità: un’esperienza narrativa che riesce a trascinare in epoche e in vite differenti e che riesce sempre a suscitare emozioni diverse.
Una sorpresa, poter accedere al parco di una villa ormai chiusa da anni o poter visitare gli ambienti di una centrale idroelettrica; emozionante, ascoltare i racconti in prima persona di donne che hanno lottato per i propri diritti e la propria indipendenza o di uomini che hanno perseguito strade a volte tortuose per sostenere la famiglia; suggestivi i finali che riconducono sempre a emozioni e sentimenti che non cambiano nel tempo, in qualsiasi epoca essi siano collocati. Per alcuni, “Gorizia Nascosta” è occasione di ritrovare parte della propria storia familiare; per altri, e in particolare per i più giovani, motivo per conoscere un passato non molto lontano, ma ancor troppo vicino per essere raccontato, con dovizia di particolari, nei libri di scuola.
Al momento sono tre i percorsi messi a punto e prenotabili per il 2024: “Accanto al lento scorrere di un fiume”, che porta alla riscoperta del quartiere di Straccis, attraverso le vicende di famiglie di imprenditori, artigiani, contadini e operai fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900; “Dall’alto da lontano – corale di confine” che, partendo da via della Cappella, arriva fino al Monastero di Castagnevizza e propone l’ascolto di storie vissute su questo confine, di rapporti familiari interrotti, di guerre e migrazioni; “Le voci del silenzio” che accompagna lo spettatore nel cuore di una Gorizia antica, alla scoperta della storia della Comunità ebraica della città. In primavera sarà inoltre disponibile il quarto percorso che porterà il pubblico alla scoperta dell’architettura e dell’urbanistica del ‘900, fra Gorizia e Nova Gorica.

Info e prenotazioni ai numeri 0481.537280/335.1753049 oppure a organizzazione@ctagorizia.it

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In copertina, una scena dello spettacolo applaudito ieri pomeriggio a Gorizia.