Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Dopo Tarcento, la “Fieste de Patrie dal Friûl” è arrivata a Sacile il Comune più occidentale. Il governatore Fedriga: c’è un senso di appartenenza che ci unisce

«La “Fieste de Patrie dal Friûl” rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce», ha sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo a Sacile alla 48ma edizione dell’annuale manifestazione del 3 Aprile. Il Comune più occidentale del Friuli ha ospitato, infatti, le celebrazioni della “Fieste” con cui si sono ricordati i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato appunto il 3 aprile 1077. E la città-porta del Friuli ha rappresentato una scelta particolarmente simbolica in quanto, nel 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – quello che si ricorda ogni anno nell’Epifania cividalese con la Messa dello Spadone – la scelse per promulgare le Constitutiones Patriae Fori Iulii.


Organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la “Fieste” è cominciata, in piazza Sant’Odorico, con il tradizionale alzabandiera dello storico vessillo del Friuli. Presenti, come di consueto, tantissime autorità, insieme ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni del territorio friulano. Successivamente, nella Chiesa di Sant’Ulderico è stata celebrata una Messa con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. Terminata la funzione, le cerimonie si sono spostate alla Loggia del Municipio, dove è seguito il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza. Le celebrazioni civili sono poi proseguite al Teatro Ruffo. Ad aprirle è stata l’esecuzione dell’Inno del Friuli intonato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, accompagnata al pianoforte da Ruggero Spagnol, assessore comunale alla cultura. Terminato l’inno, come da programma c’è stata la lettura della Bolla imperiale seguita dal tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco di Tarcento, Maurizio Steccati, che aveva ospitato la Festa lo scorso anno, e il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol. Sono seguiti gli interventi delle molte autorità.
Dopo l’intervento del primo cittadino, nel corso della cerimonia civile hanno parlato: Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg – Associazione Nazionale Comuni Italiani; Angelo Montanari, che dal prossimo ottobre sarà il rettore dell’Università degli Studi di Udine; Eros Cisilino, presidente dell’Arlef; gli onorevoli Isabella De Monte ed Emanuele Loperfido; la senatrice Tatjana Rojc; Markus Maurmair, per il Consiglio regionale Fvg; Mario Anzil, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alla cultura; il governatore della Regione Massimiliano Fedriga (con un videointervento). Presenti, inoltre, Rita Nassimbeni, presidente del Consiglio comunale di Udine, e la consigliera Stefania Garlatti Costa; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Stefania Miotto per la Società Filologica Friulana; Gabrio Piemonte per l’Ente Friuli nel Mondo.
Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, intervenendo in un video messaggio, ha ricordato come la città di Sacile, nel 1366, fu teatro dell’approvazione della Costituzione della Patria del Friuli. Una delle più alte espressioni di autonomia istituzionale in Europa. «Da quel momento – ha ricordato il governatore – la nostra terra visse, per oltre tre secoli, un periodo di unità e coesione, in cui si svilupparono una lingua comune, una cultura condivisa e un forte senso di appartenenza. Il Patriarcato fu anche esempio di pluralità e convivenza. Al fianco della lingua friulana, si garantiva rispetto e tutela alle lingue culture delle comunità slovene e germanofone. Un modello di pluralismo che oggi, in un’Europa che cerca nuovi equilibri, resta un riferimento importante. Questa giornata ci ricorda che l’identità friulana è fondata sull’autonomia ma anche sulla responsabilità. Celebrare la nostra storia non significa rimanere ancorati al passato, ma rinnovare l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici. La lingua friulana – ha rimarcato – rappresenta un elemento essenziale di questo patrimonio. Promuoverla nei contesti educativi, nell’istituzioni e i mezzi di comunicazione è un dovere che ci assumiamo, perché attraverso la lingua passa non solo la memoria, ma la capacità di affrontare il futuro con consapevolezza. Il Fvg, grazie anche alla propria autonomia speciale, ha saputo dimostrare che è possibile coniugare autogoverno e responsabilità, identità e apertura, tradizione e innovazione. Questo è il contributo che vogliamo continuare a offrire all’Italia e all’Europa. Essere un esempio concreto di coesione nella diversità, di rispetto delle specificità e di solidarietà tra le comunità. La Fieste del Patrie dal Friûl rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce. Ci ricorda – ha chiuso il presidente Fedriga – che siamo custodi di un’eredità preziosa, fatta di istituzioni solide, di pluralismo culturale e di coesione sociale e che questa eredità va custodita, difesa e trasmessa».

Nel suo intervento, Mario Anzil, vice presidente del Fvg e assessore alla cultura, ha evidenziato l’importanza di conservare l’identità, ricordare i valori degli avi – un patrimonio di secoli di laboriosità e capacità di superare le avversità, come la ricostruzione post terremoto -, ma anche alimentare la consapevolezza nelle giovani generazioni di essere all’altezza di queste radici per costruire un futuro solido.
Nel ricevere la bandiera dall’omologo di Tarcento, che ha ospitato la “Fieste” lo scorso anno, Carlo Spagnol, sindaco di Sacile, ha posto l’accento sulla storia della città ospitante sottolineando che «Sacile è stato ed è ancora un crocevia. Siamo orgogliosi di avere le nostre radici in Friuli. Noi vogliamo continuare a portare avanti questo legame, con l’aiuto di tutti, anche attraverso il recupero dei legami, delle tradizioni, che sono il nostro patrimonio e che sapremo coltivare e far crescere nell’interesse comune, guardando con ottimismo al futuro».
Anche il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha posto l’accento sull’importanza di Sacile nella storia del Friuli: «Con le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl a Sacile abbiamo acceso i fari su un fatto storico non ancora sufficientemente noto: seicentocinquantanove anni fa, nel 1366, su impulso del patriarca Marquardo di Randeck, in questa città venivano promulgate le Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero un volume che conteneva i “codici” del diritto friulano, poi rimasti in vigore fino al 1797. Una codificazione giuridica all’avanguardia per l’epoca, così come del resto lo era il Parlamento della Patria, uno dei più antichi d’Europa e dei più longevi della storia, dove accanto ai nobili e agli ecclesiastici, sedevano anche i rappresentanti dei Comuni. Le Constitutiones erano significativamente innovative sotto diversi punti di vista, ma senz’altro per il peso che davano alle donne, alle quali riconoscevano tutele e diritti non immaginabili per l’epoca e diventati universalmente riconosciuti solo secoli dopo. Si tratta di aspetti fondamentali che in una certa misura, da un punto di vista legislativo, ponevano la donna alla pari dell’uomo: poteva ereditare i beni del marito, in mancanza di eredi maschi, e aveva potere sul suo patrimonio in casi precisi. Temi tutt’altro che secondari e che hanno visto il Friuli antesignano, rimarcando così, ancora una volta, la sua autonomia».
La senatrice Tatjana Rojc, ringraziando per l’invito e complimentandosi per le celebrazioni, ha fatto invece un appello affinché si continui a coltivare lo studio delle lingue che compongono il panorama linguistico regionale e che lo si faccia con l’impegno profuso dall’UniUd, sin dalle sue origini, essendo il Friuli oggi al centro dell’Europa: la forza di questo territorio. Ha invece posto l’accento sul legame dei friulani con i loro simboli l’onorevole Isabella De Monte. Prima fra tutti, la bandiera con la sua aquila. De Monte ha sottolineato l’unicità del Friuli, terra in cui le differenze dei popoli coesistono pacificamente. Ha quindi parlato di un obiettivo comune: la ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie, attesa da oltre 20 anni, un passaggio sostanziale che è necessario avvenga. Il deputato Emanuele Loperfido, salito sul palco del Teatro Ruffo, ha sottolineato invece come le istituzioni debbano saper essere all’altezza del popolo che rappresentano e ha lanciato una sfida verso il futuro, in previsione del ritorno alle province, auspicando che siano in grado di essere snelle, di ascoltare il territorio, mettendolo nelle condizioni di saper correre per essere pronto ad affrontare a testa alta le sfide del futuro.
A portare i saluti del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, c’era il consigliere regionale, Markus Maurmair, il quale ha sottolineato come «non ci siano friulani di serie A o di serie B, ma che anzi, chi desidera prendere la Bandiera del Friuli e metterla fuori dalla propria casa, per rivendicare l’appartenenza a un popolo – al di là delle diversità presenti sul territorio – credo vada apprezzato e incoraggiato». Il neo eletto rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, ha quindi posto l’accento su quello che ha definito «un tratto distintivo del nostro Ateneo, che va coltivato con grande cura: la coesistenza di un forte radicamento con il territorio e uno sguardo che spazia in tutte le direzioni». Ricordando il padre, primo sindaco di Sacile nel secondo dopoguerra, poi emigrato in Argentina, ha aggiunto: «Credo ci sia una rete di rapporti che lega le diverse realtà del Friuli e che oggi l’Università di Udine sia uno dei nodi più importanti di questa rete, svolgendo un ruolo fondamentale nel rafforzamento e nella valorizzazione del nostro territorio».
«Come Istitût Ladin Furlan siamo stati i primi, dopo l’iniziativa del 1977, organizzata da Pre Checo Placerean, a sostenere le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl. A quarantotto anni di distanza da quel giorno, siamo contenti che la Regione abbia riconosciuto questa iniziativa. Ancora più bello è vedere che il ricordo della nascita del Patriarcato di Aquileia, e quindi del Friuli, si allarga ogni giorno di più. Quindi devo dire grazie alla Regione, che ci ha creduto, così come all’Arlef e al Comune di Sacile, quest’anno. Ma soprattutto il mio grazie va al popolo friulano che sta riscoprendo la sua storia. Una storia che ci era sempre stata negata, ma che è una storia grandissima. Le celebrazioni che si sono svolte a Sacile, dove sono state promulgate le Constitutiones della Patria volute da Marquardo, dimostrano quanto il patriarcato fosse tra i più avanzati d’Europa», ha ricordato Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”rimarcando anche che «è doveroso esprimere una profonda preoccupazione per il mancato rispetto delle normative che dovrebbero garantire l’insegnamento della lingua friulana nelle nostre scuole. Le risorse stanziate, sebbene importanti, non sembrano garantire una presenza capillare e efficace della lingua friulana nel sistema educativo regionale. Quante altre generazioni – ha chiuso domandandosi retoricamente – dovranno passare prima che l’insegnamento del friulano venga riconosciuto per quello che è: un diritto fondamentale di tutti noi?».
Il programma della Fieste è proseguito, nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo a tutti la possibilità di partecipare ai molteplici itinerari culturali. Fra essi l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, frutto della collaborazione fra la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, l’Università di Udine, il Comune di Sacile e l’Arlef, ospitata a Palazzo Ragazzoni, che resterà aperta fino all’11 maggio.

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In copertina, le bandiere del Friuli storico mentre attraversano il ponte sul Livenza; all’interno, il passaggio di consegne fra il sindaco di Tarcento Mauro Steccati e il collega di Sacile Carlo Spagnol, e due immagini della manifestazione.

“Patrie dal Friûl”, nei 150 Comuni Aclif la storica bandiera dello Stato patriarcale

La “Fieste de Patrie dal Friûl” – oltre che negli appuntamenti ufficiali a partire da quello di Sacile del 6 aprile – sarà celebrata in maniera diffusa pure in 150 Comuni dell’area friulanofona tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Si tratta dei Comuni aderenti all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, in cui domani 3 aprile non mancheranno di essere esposte le bandiere del Friuli storico in ricordo di quando nel 1077 l’imperatore Enrico IV concesse a Sigeardo, Patriarca d’Aquileia, la signoria temporale dei suoi domini ecclesiastici.
«Nasceva così – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – lo Stato patriarcale, simbolo dell’autonomia della nostra terra e delle sue genti. A distanza di 948 anni siamo chiamati non solo il 3 aprile ma ogni giorno a ricordarci e a lavorare per questa autonomia che trae forza in particolare dall’aspetto linguistico. Sono tante le sfide che ci aspettano per promuovere sempre più l’uso della lingua friulana, dalla maggiore presenza sulla radiotelevisione pubblica all’insegnamento nelle scuole fino a progetti legati a vari aspetti meno tradizionali, come quello sportivo. Ma siamo pronti a lavorare tutti uniti, come 150 Comuni Aclif, per rafforzare la nostra identità collaborando anche con le altre minoranze linguistiche regionali, quella slovena e tedesca. Intanto, il 3 aprile, esporremo con orgoglio la bandiera del Friuli storico, guardando al futuro».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Sacile nell’abbraccio del Livenza ospiterà la “Fieste de Patrie dal Friûl” ricordando la Costituzione del Patriarca Marquardo

Nell’abbraccio delle calme e limpide acque del fiume Livenza e circondati dai suoi splendidi palazzi, sarà Sacile, il prossimo 6 aprile, a ospitare la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. La cerimonia religiosa e quella civile, nel 2025, ricorderanno i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077, come è stato sottolineato durante la presentazione del sempre ricco programma. L’iniziativa è organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”.
Alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco Carlo Spagnol, intervenuto con l’assessore alla cultura Ruggero Spagnol, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso, è stato ricordato come la scelta di Sacile per celebrare il Friuli sia particolarmente simbolica in quanto, l’8 novembre 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – lo stesso che si ricorda con la Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica nell’Epifania di Cividale – scelse proprio la città del Friuli Occidentale per promulgare la Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero il “codice” del diritto friulano, rimasto in vigore fino al 1797.

«Con Arlef, durante tutto l’anno, lavoriamo intensamente per la tutela e la promozione della lingua friulana – ha detto Roberti – obiettivo su cui la Regione investe con convinzione e continuità. Lo facciamo con progetti che spaziano dalla scuola al cinema, come dimostra anche il recente contributo alla realizzazione di un film in friulano. Ma ci sono momenti, come quello della Festa della Patria del Friuli, in cui ci si concentra anche sull’identità, non solo linguistica, bensì culturale e storica». L’assessore ha, infine, ribadito l’importanza di sostenere questo tipo di celebrazioni: «Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una regione composita, per geografia e per cultura, ma capace di trovare valori comuni e condivisi. La Festa della Patria del Friuli celebra proprio questo: l’unità di un popolo che ha radici profonde. Il 6 aprile la bandiera del Friuli sventolerà su tutti gli edifici dell’Amministrazione regionale, da Trieste a Sacile, in un gesto simbolico ma potentemente identitario. La Regione continuerà a sostenere con convinzione questa ricorrenza, non per autocelebrazione, ma perché sono gli stessi Comuni e i cittadini a chiederci di farlo, con entusiasmo e partecipazione».
«Il fulcro delle celebrazioni per la Fieste si terrà a Sacile: città in cui il dualismo friulano e veneziano si sono scontrati, ma hanno anche collaborato, permettendo alla cittadina sul Livenza, di prosperare nel rispetto delle identità, ancora ben vive e radicate. Il programma è ricchissimo di eventi anche di notevole spessore e di questo ringrazio la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il costante supporto, le tante Amministrazioni comunali e le associazioni, ma soprattutto i tanti friulani, che pervicacemente valorizzano la nostra identità e la nostra lingua con idee e iniziative di impareggiabile valore che si estendono lungo tutto il corso dell’anno», ha ricordato il presidente Cisilino, ponendo l’accento sui moltissimi eventi collaterali in programma quest’anno: «È con viva soddisfazione che l’Agenzia regionale per la lingua friulana conta circa 200 eventi sul territorio regionale in occasione delle celebrazioni per la Patria del Friuli: si tratta di un dato che sottolinea il crescente interesse verso la nostra identità da parte delle Amministrazioni locali, delle associazioni e della cittadinanza».
«La città di Sacile è onorata di accogliere questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, evento che assume un particolare significato, un passaggio importante per la storia di tutti noi: era il 1366, precisamente l’8 novembre, quando proprio a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiuli. Una iniziativa molto importante in quanto Sacile sarà, per un giorno, la capitale del Friuli, richiamando il popolo friulano per celebrare i 948 anni dalla nascita della Patria, offrendo l’occasione per coinvolgere tutti nella promozione di quei valori che la Fieste porta con sé: ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano», ha sottolineato il sindaco Spagnol.
Entrando nel dettaglio del programma della giornata di celebrazioni, l’assessore Spagnol ha quindi ricordato che “Sacile ha messo, in questa “scommessa”, tutte le sue risorse, in primis quelle umane, in particolar modo il personale della Biblioteca civica, che ha trovato in Arlef un prezioso supporto”. L’assessore ha anche fatto sapere che per la giornata del 6 aprile tutti i presenti saranno omaggiati con dei piccoli gadget realizzati dall’associazione “I Petali Onlus”, una realtà storica della città che si occupa di disabilità.


IL PROGRAMMA – Le celebrazioni avranno inizio in Piazza Sant’Odorico, antistante la Chiesa di Sant’Ulderico, alle 9.30. Qui è previsto il ritrovo dei partecipanti e, alle 9.45, il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, con l’accompagnamento del Gruppo Alpini di Sacile e dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Seguirà, alle 10, la Santa Messa celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. La funzione sarà accompagnata dal Gruppo Corale Spengenberg di Spilimbergo. Terminata la messa, alle 11, partirà il corteo con l’accompagnamento dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Si dirigerà verso la Loggia del Municipio, in piazza del Popolo, dove, alle 11.15, è previsto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza, con l’accompagnamento del Coro Livenza. Alle 11.45, al Teatro Ruffo (Piazzetta Antonio Pasqual 22), avranno inizio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli, cantato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, e sarà data lettura della Bolla imperiale, a cura della Pro Castello di Caneva e con la partecipazione della Schola Tamburi storici di Conegliano. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Tarcento) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità presenti. Chi vorrà seguire l’evento da casa, potrà farlo grazie allo speciale “Fieste de Patrie” di Telefriuli (canale 11), che dalle 9.45 trasmetterà in diretta sia la liturgia che, a seguire, la cerimonia civile. Dopo il pranzo, proposto nei ristoranti del centro storico con menù a prezzo concordato, sarà possibile prendere parte alle visite guidate a cura dell’Associazione Guide Nord-Est. Dalle 15.00, con ritrovo alla Loggia del Municipio (in Piazza del Popolo), partiranno gli itinerari alla scoperta di Palazzo Ragazzoni, del Duomo di San Nicola, della Chiesetta della Pietà, dell’Antico Ospitale e della Ex Chiesa di San Gregorio. Sarà inoltre possibile visitare in autonomia l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, ospitata a Palazzo Ragazzoni (aperta dalle 15 alle 19). Per maggiori informazioni sul programma della Fieste de Patrie è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235, o consultare il sito www.arlef.it

EVENTI SUL TERRITORIO – Come di consueto, nell’occasione della Fieste è previsto un fitto programma di eventi collaterali su tutto il territorio friulano. Spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, laboratori per i più piccoli e molto altro. Quest’anno sono tantissimi, ben il doppio rispetto alla passata edizione. Sono promossi da oltre 100 Comuni, anche grazie al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’ARLeF in attuazione alla Legge n. 6/2015. Il calendario degli eventi sul territorio è consultabile sul sito www.arlef.it

EVENTI COLLATERALI – A Sacile, nel percorso di avvicinamento al 6 aprile, sono previsti anche una serie di eventi collaterali. Giovedì 3 aprile, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 18, ci sarà la conferenza “Gli antichi Statuti di Sacile”, con il prof. Ludovico Mazzarolli dell’Università degli Studi di Udine e i ricercatori Stefania Miotto e Alessandro Fadelli. Gli Statuta Comunis Sacili attestano l’ampia autonomia e l’elaborata struttura amministrativa che hanno favorito il rilevante sviluppo economico e culturale della città nel tardo Medioevo.
Venerdì 4 aprile, a Palazzo Ragazzoni, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, curata da Magalì Cappellaro e Alberto Vidissoni dell’Università degli Studi di Udine. Un “viaggio” che offre uno sguardo d’insieme sulla ricchezza e la diversità dell’arte friulana, attraverso le opere di 8 diversi artisti, ciascuno con il proprio peculiare linguaggio espressivo.
Quello stesso giorno, sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 20.45, andrà in scena “Poesie di confine: tra Friuli e Veneto, tra ieri e oggi”, rime sparse di G. Battista Donato, letterato del Cinquecento, e Fabio Franzin, poeta di oggi, interpretate da Caterina Comingio e Serena Ervas, con improvvisazioni musicali alla fisarmonica di Romano Todesco, su ideazione del Piccolo Teatro Città di Sacile.
Sabato 5 aprile, sarà invece la piazza della chiesa di Sant’Ulderico, alle 15.30, a ospitare “Sacile e la Patria del Friuli”, laboratorio creativo per bambini con l’associazione Playground APS.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235.

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In copertina, una bella immagine di Sacile bagnata dal Livenza; all’interno, gli intervenuti alla presentazione: da sinistra, Geremia Gomboso, Ruggero Spagnol, Carlo Spagnol, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino e William Cisilino.

“Concerti a Palazzo”, oggi e domani due appuntamenti invitano a Sacile

(g.l.) Nell’ambito del XXVIII Fvg International Music Meeting, l’Ensemble Serenissima propone oggi e domani a Sacile due invitanti concerti nella splendida cornice di Palazzo Ragazzoni, entrambi con ingresso libero.
Oggi, alle 20.45, il primo dei due “Concerti a Palazzo”. Nella prima parte, sarà ospitato il duo composto dalla flautista Laura Zanardi e dal chitarrista Federico De Salvador. Abbinamento insolito per il grande pubblico, questo duo unisce la ritmicità alla cantabilità per presentare un programma eterogeneo e raffinato: il programma è un viaggio attraverso la musica del Novecento e propone l’ascolto di musiche europee e sudamericane con pagine tratte da Ibert, Pujol e Piazzolla. La seconda parte ospita il duo pianistico formato da Gioia Soletto ed Edoardo Fadda, allievi del Conservatorio di Milano che si stanno perfezionando con docenti dal calibro internazionale e che regolarmente si esibiscono in Italia ed in Svizzera. Il loro programma offre l’ascolto di due sonate, una per pianoforte a 4 mani ed una per due pianoforti, di Poulenc, in cui emergono da una parte tutta la spontaneità ed il lirismo, dall’altra la complessità formale e tecnica dello stile del grande compositore francese.
Domani, invece, alle 18, Tra classico e contemporaneo. Appuntamento dedicato alla scoperta del violoncello e delle sue possibilità espressive in coppia con il pianoforte. È un viaggio che dalla fine del Settecento ci porta fino al Novecento. Si parte dal giovane Beethoven con la Sonata op.5 n.2 per proseguire con l’asciutta e pungente Suite Italienne di Stravinskij e terminare con Le grand tango una delle composizioni più emblematiche di Astor Piazzolla. Protagonista della serata un Duo d’eccellenza formato dal violoncellista Matteo Ronchini, docente del Conservatorio di Milano – protagonista nei più importanti centri concertistici italiani ed esteri, sia come solista, che in formazione cameristica oltre che in veste di solista accompagnato da diverse orchestre -, e da Cecilia Novarino, pianista che svolge un’intensa attività concertistica come solista e in formazioni da camera che l’ha portata ad esibirsi in importanti sale da concerto nazionali e internazionali.
La Rassegna concertistica internazionale “I Concerti a Palazzo 2024”, dedicata ai giovani talenti, con i suoi due ultimi appuntamenti ritornerà nei due venerdì 10 e 17 maggio, alle ore 20.45, sempre a Palazzo Ragazzoni.

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In copertina, una bella immagine di Palazzo Ragazzoni che sorge in riva al Livenza.

Maltempo, 47 gli edifici danneggiati di proprietà dell’Ater Pordenone

Sono 47 gli edifici di proprietà dell’Ater Pordenone, situati in 18 Comuni della Destra Tagliamento, che sono stati danneggiati nell’ondata di maltempo della sera di lunedì e della mattina di ieri. I danni principali agli alloggi di edilizia popolare riguardano tetti, lucernari, tapparelle, cappotti esterni e alberi caduti nei pressi degli immobili.

Giovanni Tassan Zanin


Dall’Azienda fanno sapere che si sta già predisponendo un piano d’intervento. “Non appena le condizioni – ha anticipato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin -, con la fine dell’allerta maltempo, permetteranno di accedere alle parti danneggiate le metteremo in sicurezza. Va detto che in alcuni fabbricati stiamo già intervenendo. A quel punto potremmo pensare anche all’esecuzione dei lavori per la rimessa in pristino definitiva, consci che ci vorrà pazienza considerato che le ditte sono chiamate in queste ore su più fronti, vista la larga parte di territorio che è stata colpita. In ogni caso, noi stiamo operando con la direzione e i nostri uffici per intervenire nel modo più rapido possibile, raccogliendo anche le segnalazioni dei residenti”.
Questo il quadro degli edifici colpiti: Sequals 1 edificio, Aviano 2, Valvasone Arzene 1, Cordenons 1, Fontanafredda 1, Sacile 3, Pordenone 5, Porcia 1, Casarsa 2, Fiume Veneto 5, Brugnera 3, San Vito al Tagliamento 11, Prata 2, Azzano Decimo 3, Chions 1, Sesto al Reghena 2, Morsano 1, Cordovado 2.

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In copertina, ecco la sede dell’Ater (edilizia popolare) della provincia di Pordenone.

Aperti i nuovi bandi dell’Ater Pordenone: le domande possibili fino al 25 agosto

C’è tempo fino al 25 agosto per presentare domanda per l’assegnazione di alloggi di edilizia sovvenzionata sul territorio: l’Ater Pordenone ha infatti pubblicato nuovi bandi per la formazione delle graduatorie degli aspiranti locatari nei Comuni di Maniago, Sacile, San Giorgio della Richinvelda e Zoppola. Inoltre, è aperto un bando di concorso comprensoriale per i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso. La necessità di aprire bandi per le località sopracitate è nata dal fatto che le precedenti graduatorie erano andate a scorrimento man mano che si liberavano alloggi, fino all’esigenza attuale di definire nuovi elenchi di locatari.

Giovanni Tassan Zanin


“Grazie a questi nuovi bandi – ha commentato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin – avremo delle graduatorie definite a livello territoriale, attraverso le quali individuare rapidamente i locatari di alloggi ogni volta in cui questi si rendono di nuovo disponibili nelle diverse località. In questo modo rispondiamo al nostro scopo istituzionale, ancora più importante in questi periodi di crisi abitativa: dare una casa a chi ne ha bisogno e necessità”.
I bandi sono stati aperti il 17 maggio e le domande – redatte su apposito modulo fornito dall’Ater che si può ritirare anche nella sede dei Comuni interessati o scaricare dal sito web www.pordenone.aterfvg.it – devono pervenire alla sede dell’Ater (in via Candiani 32 a Pordenone) entro, come detto, il 25 agosto. L’ufficio Assegnazioni dell’Ater consiglia di non attendere gli ultimi giorni per la consegna dei moduli e della relativa documentazione. Per questo, è preferibile prendere appuntamento utilizzando il servizio elimina code Codaq disponibile nella home page del sito dell’Ater o telefonando allo 0434.223354. L’ufficio Assegnazioni è aperto al pubblico dalle ore 10 alle ore 12.45 nei giorni feriali (escluso il sabato) ed il lunedì anche dalle ore 16 alle ore 17.45.
Per partecipare ai bandi, gli aspiranti dovranno dichiarare anche il proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) che non deve essere superiore ai 20 mila euro. Al momento sono già arrivate le prime adesioni ai bandi, nonostante siano aperti da pochi giorni.

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In copertina, ecco un’immagine della sede dell’Ater a Pordenone.

Si chiude un anno tutto da ricordare per Laluna a San Giovanni di Casarsa

Una grande squadra di volontari (sono oltre 60), dodici persone con disabilità coinvolte in progetti di vita indipendente tra Casarsa, Porcia e Sacile, una trentina di soci e altrettanti dipendenti. Questi sono solo alcuni dei numeri dell’associazione Laluna impresa sociale per questo 2022 che sta per concludersi. L’associazione si è recentemente fatta in tre: infatti, al sodalizio è stata affiancata un’organizzazione di volontariato “Oltre Laluna – Odv” che si dedica allo sviluppo e supporto delle attività di volontariato e un’associazione sportiva dilettantistica “Attivamente” che concentra le sue attività in ambito sportivo con particolare attenzione all’integrazione delle persone con disabilità. In totale, sono stati realizzati oltre una trentina tra progetti e attività. Con la fine dell’anno, il sodalizio ha voluto ringraziare coloro che collaborano con essa e la sostengono, dai tanti volontari alla Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni.
«Siamo una grande squadra con tanti progetti in mente – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna – da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. Il 2022 è stato l’anno della ripresa delle attività sociali, dopo gli anni difficili della pandemia. Infatti, ad ottobre abbiamo tenuto una due giorni di studio ed incontro sui temi di cittadinanza attiva e disabilità in una società in trasformazione aperti al pubblico che è stata l’occasione per un confronto tra operatori, volontari e cittadini sui temi legati al cambiamento sociale e alla disabilità, con anche tante riflessioni sul territorio e la cittadinanza attiva, con anche il tema dell’anzianità che ci sta particolarmente a cuore».

Il presidente Francesco Osquino.

Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna con quattro persone e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile con tre persone e “Casa Facca” a Fiume Veneto con tre persone, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Nel corso del 2022 questi progetti di vita indipendente sono aumentati: ad oggi, sono 12 le persone che hanno intrapreso questo percorso tra Casarsa, Porcia e Sacile con 9 appartamenti abitati. Nella sede di San Giovanni è stato, inoltre, avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” in cui sono state introdotte due mediatrici di comunità. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi. Vi è poi il progetto di Ortoattivo Pet che ha offerto attività nel corso dell’anno alle scuole del territorio, grazie anche al contributo dell’Otto per Mille alla Chiesa Valdese. Un successo è stata la proposta di gift card Ortoattivo Pet per regalare un’ora di attività con gli asini Dalia, Iris e Marcello ai bambini. Sono stati, inoltre, proposti degli interventi alla scuola superiore Le Filanderie di San Vito al Tagliamento e al Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia. «Ringraziamo gli oltre 60 volontari – ha aggiunto Osquino – che dedicano con passione il loro tempo e le loro risorse a sostenerci. In particolare gli scout di San Giovanni che vengono per delle ore di volontariato e alcune classi di catechismo di San Giovanni. Inoltre, ringraziamo Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni a nostro favore che ci permettono di realizzare tanti sogni».

Il giardino nella sede Laluna.

Ma Laluna è anche aggregazione. Infatti, con Attivamente Asd, affiliata a Libertas e a Uisp, sono stati organizzati corsi di yoga, micromovimenti e stretching, ginnastica antalgica, tai chi e calcio camminato. Nel corso del 2022 è nato anche un nuovo progetto in seno a Laluna: Scur di Luna, progetto di pasticceria artigianale etica e sociale all’insegna dell’inclusione sociale nato dalla collaborazione con l’Oste Scur ovvero con due professionisti nel campo dei prodotti da forno da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. «Scur di Luna è un progetto che parla di dignità, inclusione e umanità – ha concluso Osquino -, Tutti i prodotti Scur di Luna sono realizzati da persone con disabilità inserite nei progetti della nostra associazione. Grazie a questo progetto, alcune persone con disabilità hanno potuto sperimentare la propria autonomia ed imparare nuove competenze». I primi biscotti sono stati venduti durante la Sagra del Vino di Casarsa, ad aprile e durante i mercatini di Natale dell’8 dicembre a San Giovanni.

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In copertina e qui sopra ragazzi impegnati nella preparazione dei biscotti.

Salone del Mobile, 300 mila euro a supporto delle imprese friulane

Un fondo di 300 mila euro a favore delle imprese del comparto legno-arredo per abbattere i costi di partecipazione alla prossima edizione del Salone internazionale del mobile di Milano. Lo ha approvato la Camera di Commercio Pordenone-Udine, condividendo l’idea nell’ultima seduta di giunta, «perché oltre a essere un aiuto concreto, è anche un simbolo vero di ripartenza – ha specificato il presidente Giovanni Da Pozzo –: il Salone è un evento mondiale di primaria importanza e rappresenta il meglio di un comparto-chiave della nostra economia, che non vede l’ora di ripresentarsi con vitalità dopo questi anni di difficoltà a causa del Covid. Ci auguriamo che le nostre imprese, pur con una situazione internazionale purtroppo ancora delicata e indefinita a causa della guerra in Ucraina, possano trovare il rilancio che meritano, perché sono la linfa vitale della nostra produttività, della creatività, del “saper fare”, del Made in Italy che tutto il mondo ammira».

Giovanni Da Pozzo

Foto Petrussi

Le imprese dei territori di Pordenone e Udine (la classificazione Ateco 2007 è sezione C – divisioni 16 e 31) potranno presentare contestualmente la domanda di contributo e la rendicontazione delle spese dopo il termine della manifestazione fieristica. Il contributo potrà coprire le spese sostenute per pagare la tassa di iscrizione o l’affitto della superficie espositiva, anche preallestita.
L’agevolazione concedibile per ciascuna domanda consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale sulle spese sostenute e ritenute ammissibili, nella percentuale massima del 70% e precisamente un voucher A di 3 mila euro a fronte di una spesa minima da parte dell’impresa di 4,285,72 euro, per le imprese che affittino uno stand fino a 50 metri quadri; un voucher B di 4 mila 500 euro a fronte di una spesa minima di 6.428,58 euro per stand tra i 50 e i 120 metri quadri; infine un voucher C di 6mila 500 euro a fronte di una spesa minima di 9.285,72 euro per gli affitti di stand superiori ai 120 metri quadri.
I termini del bando si apriranno il prossimo 20 giugno per chiudersi il successivo 20 luglio. Il contributo è anche cumulabile con altre agevolazioni nei limiti del regime de minimis.
Il comparto del legno-arredo in Fvg conta circa 2.400 imprese che rappresentano il 20% dell’industria manifatturiera della regione, impiegando oltre 19 mila addetti. Le unità produttive (imprese più sedi secondarie) del comparto sono localizzate prevalentemente nelle province di Udine (58% del comparto regionale) e Pordenone (32%), con San Giovanni al Natisone, Manzano, Brugnera, Sacile e Prata di Pordenone i Comuni con più localizzazioni attive del settore.

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In copertina, la grande sedia storico simbolo della zona produttiva manzanese.

 

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)