Ad Aviano debutta il progetto Silver: quando gli anziani sono protagonisti

Una nuova visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità, grazie a una serie di case famiglia in cui gli anziani non sono semplici ospiti, ma veri protagonisti: presentato ad Aviano, nella nuova struttura Casa Alberina, il progetto Silver della cooperativa Foenis di Cordenons, associata a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dal credito cooperativo attraverso Friulovest Banca, altra aderente all’associazione provinciale. Da alcuni anni Foenis lavora al recupero di case private non utilizzate, o altre strutture (nel caso di Aviano un ex residence) per trasformarle in case per anziani. Un intento di rigenerazione urbana che ridà vita agli spazi abitativi puntando nel contempo al benessere dei nonni. Attualmente Foenis gestisce quattro strutture: Casa Clelia (2015, Pordenone), Casa Lucia (2016 Roveredo in Piano), Casa Serena (2018, Belluno) e la citata Casa Alberina (2021, Aviano). Ora in queste strutture si svolgerà una serie di attività, nel rispetto delle norme sanitarie, che coinvolgeranno associazioni e volontari delle varie comunità in cui Foenis è attiva.

La presentazione di Silver.

“Queste Case famiglia per anziani autosufficienti – ha spiegato il presidente di Foenis, Piero Turchet – sono un servizio residenziale, organizzato come comunità a carattere familiare, destinato alla convivenza di un numero limitato di persone anziane autosufficienti che presentano problematiche omogenee o compatibili che non possono o non intendono vivere autonomamente o presso i propri familiari. Le nostre strutture sono situate in residenze private in cui, in seguito a lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti, si è cercato di rendere l’ambiente più confortevole e più rispondente alle necessità degli ospiti, eliminando o riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto Silver nasce come sviluppo della gestione delle Case famiglia. Siamo partiti infatti da una riflessione che vede per l’anziano, anche in questa delicata fase di cambiamento relazionale, un ruolo sempre attivo per uno scambio intergenerazionale e interculturale. Il processo dell’invecchiamento deve necessariamente essere percepito come un processo di inclusione, e con questo progetto, Foenis in sinergia con i volontari delle associazioni coinvolte, intende diventare un punto di riferimento sul territorio per ricominciare a vivere in una nuova normalità, nel rispetto delle normative per contrastare la diffusione del Covid-19 pur garantendo una vita ricca di scambi e diversificata”.

Luigi Piccoli

Il progetto all’interno delle case prevede letture ad alta voce, arteterapia, clownterapia, collaborazione con i Bersaglieri di Azzano Decimo per attività congiunte, attività fisica adattata alla senilità, attività con gli animali, musicoterapia, ballo e coreografia, yoga, meditazione, ricamo, spettacoli con il duo comico I Papu, ortoterapia con l’azienda agricola Tina di Rauscedo, incontri con la Parrocchia di San Bartolomeo a Roveredo.
“Obiettivo principe – ha concluso Turchet – rimane sicuramente il miglioramento della qualità della vita degli anziani nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. L’aspetto innovativo del progetto Silver è il rendere quindi una residenza per anziani autosufficienti efficiente e strutturata, con una rosa di servizi diversificati e unici grazie alla competenza di uno staff davvero completo. Grazie ai nostri soci Samantha Turchet, Daniela Mendes, Martina Dell’Agnolo, Luana Sbardellotto e Massimo Carpené che hanno organizzato la serata di presentazione”.
“Un progetto innovativo – ha aggiunto il presidente di Confcooperative, Luigi Piccoli – che guarda al futuro dopo la fase più viva dell’emergenza sanitaria nel rispetto della parte anziana della popolazione. La dimensione sociale di Foenis ha incontrato il sostegno del credito cooperativo di Friulovest Banca e si avvale dei servizi della cooperativa sociale Acli: una vera visione unitaria tra cooperative nostre aderenti attive in diversi settori che rientra nel programma di mandato di Confcooperative Pordenone, per collaborazioni fondamentali nel promuovere i valori della cooperazione”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e l’assessore comunale alla promozione sociale Danilo Signore, mentre Friulovest Banca era rappresentata dal consigliere Ester Pilosio e dal presidente della mutua Credima Giorgio Siro Carniello. La serata inaugurale ha visto pure l’incontro con i simpatici Papu, un momento conviviale e il ballo per gli anziani residenti con il maestro Stelvio Martin, Stefano Sfreddo con il suo omaggio ad Adriano Celentano, il tutto con un tema in stile hawaiano.

Casa Alberina ad Aviano.

LA COOPERATIVA – La Società Cooperativa sociale Foenis nasce a Cordenons nel 2013 con la filosofia portante della cura e dell’assistenza alla persona. Alla sua nascita si occupava prevalentemente di assistenza domiciliare e organizzazione centri estivi per bambini e ragazzi. Nel 2015 c’è stata però l’intuizione di rispondere all’importante domanda del nostro territorio sull’assistenza agli anziani. Nasce così il progetto Casa Famiglia Anziani autosufficienti. La Cooperativa, da sempre giovane e dinamica e in continua espansione e miglioramento, sposta la sua mission focalizzandosi su questo nuovo progetto. “Crediamo nel forte potere della collaborazione – spiegano dai suoi vertici -, del dialogo e della condivisione. Comprendiamo quanto possa essere difficile quando una persona cara non può più prendersi cura di se stessa: insieme vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti, laddove ci è possibile, nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. Vogliamo offrire dei servizi sempre nuovi, professionali, dedicati alla qualità della vita”. La cooperativa Foenis haringraziato tutti gli sponsor della serata: Sc grandi impianti, Eb sicurezza, Tecno clean, Elvios fruit, Azienda agricola Vallavan, Ve-ris veneta ristorazione, Gottardi fiori, Marcolin e Resh Agency per il supporto e l’organizzazione dell’evento. Info: www.cooperativasocialefoenis.it

 

 

Dall’Università di Udine alla Danimarca l’esperto di intelligenza artificiale

Viaggio nel mondo accademico danese per l’ultimo incontro del mese di marzo del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento, dunque, domani 22 marzo, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata a Giovanni Bacci, classe 1983 e originario di Roveredo in Piano. Dopo la laurea e dottorato in Scienze Informatiche all’Università di Udine, ora è professore associato all’Università di Aalborg in Danimarca. Sempre nel Paese scandinavo, dove è arrivato insieme al fratello gemello Giorgio, accademico pure lui, ha messo su famiglia e con la sua compagna ha una bimba.
Bacci dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e il presidente Gino Gregoris. L’intervista permetterà di conoscere il suo affascinante lavoro, in cui si occupa di modelli matematici in grado di studiare probabilità e sicurezza nel trasferimento di dati ed informazioni, ottimizzando le reti tra computer e le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni.
Sarà inoltre il modo per dare uno sguardo a una realtà come quella danese caratterizzata da uno stile di vita improntato sulla fiducia reciproca e che come il resto del mondo al momento è alla prova con un lockdown, più o meno intenso, avviato prima di Natale a causa dell’epidemia di Coronavirus. Ma il professor Bacci tiene i rapporti stretti con i genitori e con il suo Friuli Venezia Giulia, del quale gli mancano soprattutto le montagne, essendo la Danimarca priva di rilievi significativi.

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In copertina, il professor  Giovanni Bacci originario di Roveredo in Piano.

 

Femminicidi, Degano (Giornalisti Fvg) richiama al rispetto deontologico

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha diffuso una nota in cui sottolinea i criteri deontologici ai quali devono attenersi gli organi di informazione in occasione di gravi fatti di cronaca, come quello che ha insanguinato il Pordenonese pochi giorni fa. Eccone pertanto il testo:

«Un nuovo femminicidio è avvenuto purtroppo la scorsa settimana nella nostra regione, a Roveredo in Piano, proprio all’indomani della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
“La stampa e i media – ha scritto nell’occasione la presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, Dusy Marcolin – hanno il dovere di informare, ma in presenza di fatti così tragici va osservato il massimo scrupolo a tutela del diritto di riservatezza della vittima, della sua famiglia, dei minori e anche dei familiari di chi si è macchiato di tale orrendo crimine. Informare in maniera attenta, in questi casi, è anche uno strumento idoneo a costruire quella cultura necessaria per prevenire il femminicidio”.
Come Ordine dei giornalisti del Fvg raccogliamo il suo appello ricordando che proprio nei giorni scorsi il Cnog ha approvato tre nuovi articoli del Testo Unico dei Doveri del giornalista, il più significativo dei quali riguarda appunto il “Rispetto delle differenze di genere”. L’articolo prevede testualmente che nei casi di femminicidio, violenza, molestie, discriminazioni e fatti di cronaca, che coinvolgono aspetti legati all’orientamento e all’identità sessuale, il giornalista:
a) presta attenzione a evitare stereotipi di genere, espressioni e immagini lesive della dignità della persona;
b) si attiene a un linguaggio rispettoso, corretto e consapevole. Si attiene all’essenzialità della notizia e alla continenza. Presta attenzione a non alimentare la spettacolarizzazione della violenza. Non usa espressioni, termini e immagini che sminuiscano la gravità del fatto commesso;
c) assicura, valutato l’interesse pubblico alla notizia, una narrazione rispettosa anche dei familiari delle persone coinvolte.
La nuova norma deontologica, predisposta dalla Commissione Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, entrerà in vigore dal 1° gennaio. Il nostro auspicio – conclude il presidente Degano – è che tutti i colleghi la facciano comunque propria già a partire da questo tragico caso di femminicidio».

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In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg, Cristiano Degano.