“Conversazioni in Osteria” a Cjase Cocèl: stasera a Fagagna con Floriana Nativo quel labirinto che racconta mille storie

Con la presentazione del nuovo libro di Floriana Nativo, “Il filo del labirinto”, tornano all’Ecomuseo Il Cavalîr, proprio questa sera alle 20.30, le “Conversazioni in Osteria”, appuntamenti con il pubblico e gli autori che hanno come sede, ovviamente, l’accogliente osteria storica di Cjase Cocèl a Fagagna. Con l’autrice dialogheranno Giuseppe Fiorica e Romano Vecchiet, e le letture di brani del libro saranno curate da Elisabetta Brunello Zanitti.
Il libro di Floriana Nativo si addentra nel mito. Il labirinto ha rappresentato, infatti, per millenni un luogo simbolo. Ha influenzato pittori, artisti e scrittori. Rappresenta un modo di dire, di pensare. Va ben oltre la figura geometrica e su di esso mille storie si intrecciano. Nel saggio, completo di quattro racconti, l’autrice analizza i componenti del mito, la trasformazione del labirinto nei secoli, le forme di riflessione e di parola a esso ispirate. La copertina è stata realizzata da Giulio De Vita.

Per informazioni cjasecocel@gmail.com e ilcavalir@gmail.com, telefono 0432.801887 e 351.9656319.

In viaggio con Pietro Mastromonaco questa sera alla Biblioteca di Nimis

(g.l.) Appuntamento con un invitante libro di viaggi oggi, alle 19, alla Biblioteca comunale di Nimis, diretta da Angelika Pfister. All’aperitivo letterario sarà infatti presentato il volume di Pietro Mastromonaco dal titolo “Attesa alla stazione” edito da L’Orto della Cultura. Il tutto avviene nell’ambito della rassegna “Aspettando la notte dei lettori”.
«Il viaggio nella tranquillità di uno scompartimento, immersi nella lettura di un libro o di un giornale, le lunghe attese in stazione aspettando una persona cara, gli incontri inaspettati con una donna, lo scorrere di un paesaggio lineare fuori dal finestrino, sono tutte esperienze – si legge in una breve presentazione – che costellano questa sorprendente raccolta di otto racconti di Pietro Mastromonaco legati tra loro da un filo rosso comune: il treno». «Accanto e assieme all’io narrante, che prepotentemente afferma la propria vitalità e le proprie esigenze esistenziali con diffuso e insistito realismo – il treno diventa il coprotagonista effettivo (e affettivo) di queste storie. Lo accompagna per esaltare le sue emozioni, per accentuare il dolore di una perdita o di un inaspettato distacco, per alimentare il vizio del gioco (…), fino a diventare non solo l’ambientazione passeggera per un viaggio per quanto lungo o avventuroso o quotidianamente ripetuto, ma la stessa casa su ruote che un eccentrico intellettuale o degli homeless metropolitani scelgono come dimora perfetta per la propria vita», scrive invece nella postfazione Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine. E, allora, buon viaggio con Pietro Mastromonaco!