Friulano a scuola: aperte le adesioni dal 13 gennaio. Un vantaggio per bambini e ragazzi nell’apprendimento delle lingue

È tempo di iscrizioni scolastiche e di scelte educative che favoriscono il percorso di crescita dei bambini. Tra queste vi è la scelta di una didattica plurilingue, un’opportunità che in Friuli è da tempo ampiamente apprezzata dalle famiglie. Dal 13 gennaio al 14 febbraio, al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria di primo grado, i genitori potranno scegliere l’insegnamento della lingua friulana per i propri figli per l’intera durata del ciclo scolastico. Un’opzione di cui anche lo scorso anno si è avvalso il 78% delle famiglie, segno della grande consapevolezza dei vantaggi cognitivi, sociali e culturali legati a un’educazione plurilingue, largamente dimostrati dalla ricerca scientifica. Le bambine e bambini che studiano il friulano mostrano una maggiore facilità nell’apprendimento dell’inglese e di altre lingue, e sviluppano più solide competenze logico-matematiche e creative.
L’insegnamento del friulano prevede almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae tempo alle altre discipline. La normativa stabilisce infatti che rientri nel 20% del curriculum che ogni scuola può definire in autonomia. La scelta di avvalersi di questo insegnamento va indicata al momento dell’iscrizione online sul portale del MiM – Ministero dell’Istruzione e del Merito, unica.istruzione.gov.it , per la scuola primaria e la secondaria di primo grado, oppure tramite modulo cartaceo per la scuola dell’infanzia. In ogni caso, le segreterie degli istituti restano a disposizione delle famiglie per fornire chiarimenti e supporto.

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“Spiçut il Riçut” per i bimbi


Si chiama “Spiçut il Riçut” il nuovo cartone animato in friulano prodotto dall’Arlef: un tenero riccio – a tratti un po’ goffo – che assieme ai suoi inseparabili amici aiuta i bambini (dai 2 ai 4 anni) a scoprire, comprendere e condividere le proprie emozioni. Si tratta della versione in lingua friulana del pluripremiato cartoon “Happy the Hoglet”, realizzato dalla casa di produzione britannica Paper Owl Films e trasmesso su CITV (Children’s ITV). Il doppiaggio della versione in friulano del cartone animato – composta da 26 episodi – è stata curata da Delta Studios srl e Css – Teatro stabile di innovazione del Fvg, con il coordinamento generale di William Cisilino e la traduzione dello Sportel regjonâl pe lenghe furlane. Attraverso il divertimento, l’umorismo e un mondo di teneri personaggi, “Spiçut il Riçut” ispira i più piccoli ad affrontare i grandi sentimenti e a coltivare le emozioni positive, come ha sottolineato Grainne Mc Guinness, direttrice creativa di Paper Owl Films Ltd: «La pratica della felicità, ovvero fare cose che rendono felici noi e gli altri, è un’abilità che si può imparare. Siamo lieti che “Happy the Hoglet” (Spiçut il Riçut) stia ora trasmettendo il calore e la meraviglia della lingua friulana. In collaborazione con Aardman, ci impegniamo costantemente a creare contenuti che celebrino la diversità e promuovano l’amore per l’apprendimento nei bambini di tutto il mondo». Per conoscere le avventure di “Spiçut il Riçut” basta seguire la decima stagione della trasmissione televisiva Maman! in onda su Telefriuli tutti i venerdì alle 18.30 e in replica la domenica alle 7.00 e alle 13.00. Gli episodi sono inoltre disponibili sulla tv on demand di Telefriuli, su Telefruts, in onda dal lunedì al giovedì alle 17.45 così come sul canale YouTube e sul sito dell’Arlef.

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A sostenere il lavoro didattico in classe da alcuni anni c’è anche Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Si tratta di un investimento sul futuro della lingua, promosso dall’Arlef, l’Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia in attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana. Il manuale è donato a tutti gli alunni che scelgono di studiare il friulano a scuola: il volume per le classi prima e seconda favorisce un avvicinamento graduale alla lingua, mentre il volume per le classi terza, quarta e quinta offre un percorso di approfondimento su storia e geografia del Friuli, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto è inserito in una dimensione plurilingue, grazie alla presenza dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola rappresenti un’opportunità, va ricordato che a dimostrarlo è la ricerca scientifica. Gli studi evidenziano come i bambini bilingui imparino con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese; sviluppino una maggiore capacità di apprendimento e una più rapida comprensione; abbiano competenze logico-matematiche e creative più marcate. Inoltre, hanno una migliore capacità di adattamento ai cambiamenti e una maggiore apertura verso gli altri. Non bisogna poi dimenticare i benefici per la salute del cervello: l’uso di più lingue contribuisce a mantenerlo giovane ed elastico, riducendo nel tempo i rischi legati a demenza e Alzheimer. Una risorsa cognitiva preziosa che è bene coltivare fin dai primi anni di scuola.

Promozione di cultura e parità di genere: il ruolo della cooperazione regionale

“Un altro modo per dirlo” è un progetto, realizzato in collaborazione con la Commissione Parità dell’Alleanza delle Cooperative della Lombardia, che si inserisce nel percorso che la cooperazione del Friuli Venezia Giulia ha avviato per promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere, sin dalla sottoscrizione (tra le prime regioni in Italia) di un Accordo per il contrasto alle molestie alle violenze di genere sul luogo di lavoro, nel 2018, tra le tre organizzazioni cooperativistiche, i sindacati Cgil, Cisl e Uil e la consigliere regionale di Parità.
Nelle settimane scorse sono stati organizzati quattro webinar che hanno registrato numeri interessantissimi, illustrati in una recente conferenza stampa, con più di mille persone collegate, complessivamente, in videoconferenza con relatrici e relatori di assoluto rilievo: la sociolinguista Vera Gheno (“Il linguaggio che uso ha un effetto”); l’ex pallavolista Maurizia Cacciatori (“Leadership e gioco di squadra”); la dirigente cooperatrice Anna Piacentini (“La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”) e il sociologo Salvatore Toti Licata (“Femminilità come valore”).

«Il progetto realizzato da Aci Donne e parità del Friuli Vg, che ha avuto il patrocinio della Commissione regionale per le Pari opportunità, è nato per lavorare sull’importanza del linguaggio nei luoghi di lavoro, con una particolare attenzione al linguaggio di genere e al suo impatto sulle relazioni che si sviluppano nel mondo del lavoro. Molto spesso, infatti, nel mondo del lavoro è ancora deficitaria la riflessione sull’uso delle parole, lasciando spazio a stereotipi di genere e all’uso di linguaggi obsoleti che possono avere riflessi anche negativi sul clima che si sviluppa sul luogo di lavoro», ha commentato Paola Benini di Aci Donne e Parità.
«Il lavoro svolto sul linguaggio di genere e l’ampio ventaglio di azioni messo in campo dalla Regione per arrivare all’effettiva parità sono strumenti diversi per raggiungere un obiettivo comune – ha aggiunto Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia -. L’Amministrazione regionale ha investito risorse rilevanti e messo in campo norme e azioni specifiche per favorire la reale conciliazione tra la famiglia e la realizzazione anche in tutti gli altri aspetti della vita: la Legge sulla famiglia, la Dote scuola, gli incentivi per il welfare aziendale, il contributo per gli asili nido, e quelli per i percorsi di studio tipicamente maschili. Per superare le differenze tra uomini e donne ancora esistenti nella società all’importante azione di sensibilizzazione sul tema, infatti, devono essere abbinate altre iniziative concrete e trasversali».
Anna Limpido, consigliere regionale di parità e Dusy Marcolin, presidente della commissione regionale Pari opportunità hanno espresso tutto il loro apprezzamento per il percorso intrapreso dalla cooperazione e hanno annunciato il sostegno anche alle future iniziative in cantiere.

«Il progetto non si chiude – ha infatti sottolineato Federica Visentin, per Aci Donne e Parità -, ma vuole diventare un percorso di formazione e divulgazione attivabile all’interno di tutte le imprese cooperative del Friuli Vg e, in prospettiva, a disposizione dell’intera comunità imprenditoriale regionale».
Il progetto si svilupperà nelle prossime settimane con un laboratorio di teatro partecipato, coordinato dalla regista Rita Maffei, direttrice artistica e vicepresidente Css Teatro stabile di innovazione: una iniziativa dedicata al tema del contrasto alle molestie sul luogo di lavoro e dell’influenza del linguaggio nelle questioni di genere. «Costruiremo un percorso laboratoriale di 4 incontri settimanali di 3 ore l’uno. Il momento conclusivo, il prossimo 20 novembre, sarà una serata di spettacolo, durante la quale la conduttrice del gioco alternerà le proposte dei partecipanti a interventi del pubblico, a momenti interpretati da attori e attrici, a momenti musicali e video», ha spiegato la stessa Maffei.

Per info e richieste di partecipazione, scrivere a: partecipa@cssudine.it

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In copertina, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.