Terremoto 50, la Protezione civile avrà a Gemona un polo per la cultura della resilienza mettendo a frutto un’intesa fra Regione Fvg e Università di Udine

«Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro grazie a quell’esperienza: ecco perché la Regione ha dato impulso, insieme all’Università, a questa scuola di alta formazione, per dare vita a un’infrastruttura non soltanto fisica, ma anche di conoscenza, necessaria per affrontare le emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo». Lo ha affermato il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione a Gemona del Friuli di UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano. La struttura, ospitata nello storico Palazzo Fantoni, si propone come un catalizzatore di conoscenza e un laboratorio di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi, dai disastri naturali alle crisi socio-economiche.
«Il nostro problema come “sistema Paese” è la programmazione strutturale, dove siamo in forte deficit rispetto ad altri. Siamo tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma non siamo altrettanto capaci di compiere una programmazione di lungo periodo per prevenire o affrontare le crisi prima che si presentino. Poiché la politica non può farlo da sola, serve una rete multidisciplinare e il grande supporto di centri di eccellenza come l’Università di Udine per andare in questa direzione: questo non è un progetto per ricordare il terremoto, ma che guarda anche al futuro, grazie all’esperienza di quel terremoto», ha spiegato poi Fedriga.
Ad intervenire all’evento inaugurale, aperto da Andrea Cafarelli, delegato del rettore per la sede gemonese, e concluso dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, sono stati anche gli assessori alla Protezione civile Riccardo Riccardi e alle Finanze Barbara Zilli. Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato la radice ideale del progetto: «Dobbiamo capire che la tecnica è figlia della cultura: è la grande lezione che il cavalier Marco Fantoni ci ha lasciato e farlo qui, a Palazzo Fantoni con l’Università al centro, è un’azione estremamente importante. Questa è la sfida vera: abbiamo bisogno di un nuovo ‘building’ che non tenga conto della singola materia e della singola relazione in modo verticale, perché è un approccio in cui uno, da solo, non vince». L’assessore ha fornito una precisa analisi quantitativa delle emergenze che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia, evidenziando una preoccupante accelerazione dei fenomeni critici. Il bilancio complessivo dal 1994 a oggi, vede il riconoscimento di 9 emergenze nazionali in Friuli Venezia Giulia. Per la gestione di queste crisi sono stati investiti complessivamente 1 miliardo di euro, fondi che hanno alimentato l’apertura di migliaia di cantieri sul territorio. Negli ultimi 7 anni, ovvero tra il 2018 e il 2025, la Regione ha registrato un’accelerazione, affrontando ben 3 emergenze nazionali: la tempesta Vaia, la tempesta di grandine del 2023 e la recente alluvione dell’Isontino.

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Nasce il Resilience Officer

«Abbiamo bisogno di un approccio multidisciplinare che superi i compartimenti stagni e questa scuola laboratoriale potrà dare un impulso fondamentale alla costruzione di un sistema integrato e resiliente». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi a margine della firma con il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari a palazzo Fantoni, siglata in occasione della presentazione della Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile a Gemona. L’accordo formalizza l’avvio di un percorso formativo di alta qualificazione volto a delineare il profilo del “Resilience Officer”, una figura strategica per favorire l’integrazione tra governance, competenze tecniche e capacità operative all’interno del sistema regionale di emergenza. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura e della Cattedra Unesco dell’ateneo udinese, si svilupperà attraverso un corso intensivo di 40 ore destinato a un massimo di 30 partecipanti. Il programma prevede moduli didattici residenziali presso il Centro servizi per le foreste e attività della montagna (CeSFAM) di Paluzza e una giornata conclusiva di simulazione presso la sede della Protezione civile di Palmanova. Per la realizzazione del progetto, l’Amministrazione regionale ha autorizzato uno stanziamento complessivo di 32mila euro a carico del Fondo regionale per la protezione civile. L’obiettivo dell’intesa è valorizzare l’eredità storica della ricostruzione del Friuli, trasformandola in un modello di prevenzione moderno e proattivo in linea con le strategie delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri Attraverso questa sinergia, la Regione punta a consolidare un sistema di Protezione civile d’avanguardia, capace di superare le logiche verticali e di operare in uno spazio multidisciplinare integrato.

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Riccardi ha sottolineato, poi, il drastico aumento del profilo di rischio mettendo a confronto i periodi: se nei primi 24 anni (dal 1994 al 2018) si sono verificate 6 emergenze, negli ultimi 7 anni se ne sono registrate 3, evidenziando come i dati dimostrino che il profilo del rischio sta aumentando con fenomeni più frequenti, violenti e circoscritti, rendendo non più sostenibile un modello basato solo sul ripristino del patrimonio pubblico. Quattro i concetti chiave che l’esponente della Giunta Fedriga ha esposto nell’analisi delle esigenze per il futuro: l’evoluzione del decisore – «è necessario il passaggio dalla figura del burocrate a quella del tecnocrate, un project manager con poteri semplificati che sappia guidare i processi di trasformazione»; la riforma delle regole – «la condizione di “straordinarietà” insita nei commissariamenti deve diventare ordinarietà per superare l’incapacità di spesa causata da norme che oggi frenano la sicurezza»; la gestione del rischio – con l’aumento della frequenza e violenza dei fenomeni, non è più sufficiente il solo ripristino del danno, ma serve un nuovo modello di assistenza che integri pubblico e sistema assicurativo, e su questo la Regione – ha ricordato Riccardi – molto ha fatto su impulso del governatore Fedriga»; la fine del “singolarismo” – «la prevenzione non deve più essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare, coinvolgendo in modo integrato tutti i servizi primari e le competenze professionali».
Per l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta alla cerimonia portando anche i saluti dell’assessore all’Università e Ricerca Alessia Rosolen, «tenere viva l’esperienza del 1976 significa avere la lungimiranza di creare strumenti innovativi. Il Friuli, territorio cantiere per tanti anni, continua oggi a essere un cantiere virtuoso di costruzione del futuro e della sicurezza, dando ai giovani ulteriori occasioni di crescita professionale e di innovazione. In questi 50 anni – ha aggiunto Zilli – la comunità friulana, grata e riconoscente, ha rinsaldato e rafforzato il filo che lega la sua storia a quella dell’Università di Udine, istituzione che è testimone del patrimonio valoriale che da quell’evento drammatico è nato e ha dato frutto, testimoniato dall’inaugurazione di oggi». A presentare ufficialmente UNIUD RESILHub è stato Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco e direttore della Scuola, che ha illustrato l’approccio “science-based ed experience-based” del polo, mentre Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg, ha presentato il profilo del “Resilience Officer” operante nel Comitato regionale per le emergenze (Corem) e che sarà oggetto del primo corso della scuola.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale a Gemona.

(Foto Università di Udine)

Terremoto 50, anche il Giro d’Italia con la tappa Gemona-Piancavallo onorerà le vittime. Riccardi: sarà evento indelebile

«Il Giro d’Italia è una delle manifestazioni più popolari di questo Paese e la tappa di quest’anno, con una partenza simbolica dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona – che abbiamo l’onore di avere in carico dall’Esercito e sarà fulcro degli eventi più importanti del 50mo del terremoto – ha tutti gli ingredienti per non essere una tappa tra tante, ma una che crediamo rimarrà dentro di noi perché in questa occasione ricordiamo un’esperienza che è stata un tornante nella storia di questa terra e del suo popolo». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, durante l’incontro operativo svoltosi ieri a palazzo Belgrado, a Udine, con i sindaci e i coordinatori dei volontari della Protezione civile per definire i dettagli logistici del passaggio della 20ma Tappa del Giro d’Italia uomini, la Gemona 1976-2026 con arrivo a Piancavallo, e il 31 maggio e 1 giugno 2026 le Tappe del Giro Women.


L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato la profondità dell’impegno regionale per l’appuntamento del 2026, precisando che “abbiamo sulle spalle un’altra sfida con un doppio peso e valore: ricordare nel migliore dei modi le persone che sono mancate ed essere all’altezza di Enzo Cainero”, ricordando il compianto patron di tante tappe della “carovana rosa”. La ventesima tappa maschile, in programma sabato 30 maggio, partirà proprio da Gemona per arrivare sul Piancavallo dopo 200 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello. Un momento particolarmente significativo precederà il via, quando la carovana si fermerà per una commemorazione davanti al cimitero monumentale di Gemona per onorare le quattrocento vittime del sisma del 1976.
«La Regione metterà in campo tutte le forze possibili che non si riducono alle sole risorse economico-finanziarie – ha assicurato l’assessore -, ma alla messa in campo del modello di organizzazione che vede il sistema di Protezione civile come sempre in prima linea, con a fianco i nostri Comuni, i nostri sindaci e naturalmente i protagonisti che sono i volontari, chiamati a fare assistenza alla persona». L’imponente macchina organizzativa vedrà coinvolti 45 Comuni e un investimento complessivo di 15 milioni di euro per la viabilità del Giro maschile e circa un milione per le due tappe del Giro Women, previste per il 31 maggio e il 1° giugno.
Sul fronte della sicurezza, la Motostaffetta friulana e il Soccorso alpino presidieranno i punti più critici, come la doppia ascesa al Piancavallo. Riccardi ha voluto ribadire la gratitudine dell’Amministrazione regionale verso tutti gli attori coinvolti, sottolineando che «rinnovare la gratitudine mia personale, del presidente Fedriga e di tutti coloro che se ne occupano significa essere a totale disposizione per sostenere e affiancare tutte le attività che riguardano un appuntamento importante, delicato e complesso. Abbiamo il peso di un esito positivo della manifestazione, ma anche il dovere di farlo simbolicamente ricordando quell’evento e soprattutto nel rispetto delle persone che sono mancate». L’appuntamento per la presentazione ufficiale delle tappe, alla presenza dei direttori del Giro maschile e femminile è fissato per venerdì 27 marzo, su invito, alla caserma Feruglio di Venzone.

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In copertina, ciclisti impegnati nel Giro 2025 e all’interno l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fedriga.

Terremoto 50, la caserma Goi-Pantanali di Gemona sarà il fulcro delle celebrazioni commemorative di maggio

«La Caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli sarà il fulcro delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del Terremoto del 1976 e tra Regione, Protezione civile Fvg, Esercito italiano e tutti gli altri soggetti coinvolti, c’è totale sintonia e il massimo spirito collaborativo». Lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione di ieri mattina alla caserma Di Prampero di Udine, quartier generale della Brigata Alpina “Julia”, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione dei grandi eventi previsti per mantenere vivo il ricordo del sisma del 1976 e della successiva ricostruzione.

Riccardi e il governatore Fedriga.


«Oltre alla Santa Messa in ricordo delle vittime celebrata dal cardinale Zuppi prevista per il 3 maggio, negli spazi della Goi-Pantanali si terranno anche la seduta straordinaria del Consiglio regionale del 6 maggio e, il giorno successivo, il concerto gratuito di Andrea Bocelli dedicato alla capacità di rinascita della nostra comunità – ha confermato Riccardi -. Dalla caserma il 30 maggio partirà, inoltre, la tappa del Giro d’Italia, mentre dal 19 al 21 giugno ospiterà il Raduno Triveneto degli Alpini 2026, che vedrà la partecipazione di oltre 25mila Penne Nere. La struttura di Gemona sarà inoltre la sede della grande esercitazione internazionale della Protezione civile prevista per ottobre, che confermerà l’efficacia del “modello Friuli” nella gestione delle emergenze».
Ringraziando l’Esercito per aver messo a disposizione la caserma, l’assessore ha confermato che «si tratta di un impegno rilevante sotto il profilo organizzativo, ma la collaborazione interistituzionale è ottima e tutti sono animati da quel forte spirito di squadra, come è giusto che sia per questa importante ricorrenza». Ricordando i rilevanti stanziamenti regionali per le celebrazioni dell’anniversario del Terremoto, Riccardi ha confermato infine che agli eventi in programma sono state invitate le più alte cariche dello Stato e di certo non mancheranno esponenti del Governo.

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In copertina, il monumento che ricorda gli alpini morti sotto le macerie della caserma Goi-Pantanali di Gemona.

Inserimento lavorativo e inclusione, ieri a Udine un workshop con il Consorzio Mosaico: sempre a fianco dei disabili. Assessore Riccardi: pensare alle persone

Ha preso il via ieri mattina, nella sala convegni della Torre di Santa Maria, in via Zanon, il workshop dedicato all’Individual Placement and Support, il modello di inserimento lavorativo promosso dal Consorzio Il Mosaico e già sperimentato sul territorio in collaborazione con i servizi di salute mentale. L’incontro era rivolto a operatori, enti,professionisti e istituzioni con l’obiettivo di approfondire strumenti e prospettive per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disabilità e in situazione di svantaggio.


Ad aprire i lavori è stato Marco Bertoli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, dopo i saluti introduttivi di Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico, e dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Nel suo intervento introduttivo, Fontana ha sottolineato il valore del modello Ips e il ruolo del Consorzio nell’accompagnamento delle persone verso il lavoro. «Nel Consorzio Il Mosaico, l’Individual Placement and Support è un impegno a prendersi cura delle persone con disabilità e svantaggio in ogni fase del loro percorso lavorativo: prima, durante e dopo il lavoro. Offriamo supporto personalizzato per l’inserimento, accompagnamento sul posto di lavoro e sostegno continuo per garantirne la stabilità. Questo approccio rappresenta una risorsa per tutti: per le aziende, che possono arricchire il proprio ambiente di lavoro, per le persone, che vedono riconosciuto il loro valore, e per le comunità, che diventano più inclusive e coese. Con Ips, siamo al fianco delle persone per costruire un futuro di opportunità e crescita».
«Continuare a pensare che la risposta ai bisogni di salute delle persone sia solo nelle corsie degli ospedali è un errore – ha fatto notare l’assessore Riccardi -: la salute riguarda la vita delle persone e noi abbiamo risorse che si occupano molto di acuti e troppo poco di cronicità. L’autonomia e la qualità della vita passano anche dal lavoro e dall’inserimento lavorativo, che fanno la differenza tra vivere e sopravvivere. In questo percorso il sistema della cooperazione sociale e dell’economia sociale è un protagonista fondamentale, capace di dare risposte insieme al sistema pubblico. È da qui che nasce un’alleanza necessaria, orientata alle persone e non al profitto, che valorizza modelli innovativi e realmente efficaci, come quello su cui vi confronterete oggi».


«Il metodo Ips che stiamo utilizzando nei servizi di salute mentale – gli ha fatto eco il direttore Bertoli – mette al centro l’attivazione della persona e la sua motivazione, superando logiche passivizzanti. Il lavoro non è solo un obiettivo, ma uno strumento fondamentale per il benessere, l’autonomia e i diritti delle persone. Questa esperienza, sviluppata anche grazie al contributo del Consorzio Il Mosaico, sta dando risultati importanti e apre prospettive di crescita. È un metodo che può diventare culturale e trasformativo, capace di coinvolgere il contesto e di essere utilizzato anche in altri ambiti e servizi oltre la salute mentale».
Nel corso della mattinata si sono poi susseguiti gli interventi di Angelo Fioritti, già direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria di Bologna, Nadia Battello, educatrice professionale al Centro di Salute mentale di San Daniele, Gianluca Stocchi, referente Ips per Il Mosaico, Frida Miotto, responsabile del Collocamento mirato della Regione Fvg, Corrado Cappa, già direttore della Psichiatria di collegamento e inclusione sociale del Dsm di Piacenza, e Fabio Albano, direttore esecutivo dell’Aps Ipsilon Individual Placement and Support. La giornata è quindi proseguita con una tavola rotonda che ha coinvolto Alberto Peressini, direttore dell’Area Dipendenze Alto Friuli, Franco Bin, direttore di Neuropsichiatria infantile dell’Asufc, e Carlo Francescutti, direttore sociosanitario dell’Asfo.
Ips, acronimo appunto di Individual Placement and Support traducibile come “collocamento e supporto individuali”, è una metodologia basata su evidenze scientifiche che nasce nell’ambito dei servizi di salute mentale e che è riconosciuta a livello internazionale come uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione lavorativa. A differenza dei modelli tradizionali, che prevedono lunghi percorsi di preparazione prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, l’Ips punta su un inserimento rapido nel mercato ordinario, accompagnato da un sostegno personalizzato e continuativo, costruito sulle competenze, sulle motivazioni e sulle preferenze della persona.
Numerose ricerche internazionali dimostrano che l’Ips consente a circa il 50% delle persone seguite di ottenere un impiego regolare, con risultati superiori rispetto a modelli tradizionali d’inserimento lavorativo. Il percorso prevede un forte raccordo tra servizi sanitari, servizi sociali e tessuto produttivo e mira a favorire non solo l’accesso al lavoro, ma anche la stabilità occupazionale nel tempo.
L’accompagnamento avviene in modo discreto, per evitare dinamiche di stigmatizzazione, garantendo comunque alle persone un riferimento costante e un supporto professionale sempre disponibile. Negli ultimi anni, Il Mosaico ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nell’implementazione del modello sul territorio, contribuendo a renderlo parte integrante delle pratiche di presa in carico e promuovendo una cultura dell’inclusione fondata sull’autonomia, sulla valorizzazione delle competenze e sulla costruzione di opportunità reali di lavoro. Il workshop ha rappresentato un’occasione per condividere risultati, riflessioni e prospettive future, anche in vista di un possibile ampliamento delle applicazioni del metodo oltre l’ambito della salute mentale.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fontana; all’interno, un’immagine del workshop di Udine e ancora del responsabile del Mosaico.

Alluvione nell’Isontino, dalla Regione Fvg i primi ristori per le famiglie colpite. E a Codroipo questa sera Dario Zampa canta in “marilenghe” per poterle aiutare

«Con questo decreto di Protezione civile avviamo la liquidazione delle prime misure regionali di ristoro, pari a 245 mila euro, offrendo una risposta concreta e tempestiva ai nuclei familiari che hanno subito danni alle abitazioni a seguito degli eccezionali eventi meteorologici del 16 e 17 novembre 2025». Lo afferma l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a seguito della firma del decreto con il quale si avviano le operazioni di ristoro dei danni a favore della popolazione isontina colpita il mese scorso dal maltempo.
«Il provvedimento – spiega l’esponente dell’esecutivo Fedriga – dispone la liquidazione dei contributi per il ripristino di immobili danneggiati a favore dei primi 22 beneficiari residenti nei comuni colpiti, per un importo complessivo pari a 245 mila euro. Si tratta delle prime risorse erogate nell’ambito delle misure di ristoro attivate dalla Regione per fronteggiare i danni causati dal maltempo». Previste diverse tipologie di contributo, commisurate alla natura e all’entità dei danni subiti. Sono inclusi i contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta, resa inagibile o sgomberata, nonché i contributi per il ripristino degli immobili danneggiati negli elementi di primaria necessità, con importi differenziati in base al numero e alla tipologia dei locali e degli impianti compromessi. È inoltre previsto il sostegno per il ripristino o la sostituzione di beni mobili essenziali.
«Abbiamo definito un sistema di ristori che risponde in modo puntuale alle esigenze delle famiglie colpite – sottolinea Riccardi – intervenendo sulle abitazioni e sostenendo, dove necessario, la sistemazione temporanea, con l’obiettivo di favorire il rientro nelle case nel più breve tempo possibile. Il decreto comprende anche misure di contributo per il ripristino degli autoveicoli danneggiati, riconoscendo il ruolo della mobilità nel ritorno alle normali condizioni di vita nei territori interessati». La raccolta delle domande è iniziata dalla prima settimana di dicembre e l’iter di gestione ha visto un intenso lavoro di supporto da parte della Protezione civile regionale, in raccordo con i Comuni, attraverso attività di assistenza ai cittadini, istruttorie amministrative e sopralluoghi tecnici per la verifica dei danni. «Questo primo provvedimento – conclude Riccardi – rappresenta un passaggio importante di un percorso più ampio di sostegno che la Regione continuerà a garantire ai territori colpiti fino al pieno ripristino delle condizioni di normalità».

Intanto, sul fronte della solidarietà a favore delle popolazioni colpite dai gravissimi nubigrafi di un mese fa, da segnalare una bella iniziativa in programma proprio oggi, 18 dicembre. Alle 20, nella sede di Vigneti Pittaro a Codroipo (sulla strada regionale, di fronte all’aerobase delle Frecce Tricolori) ci sarà infatti uno spettacolo di beneficenza per gli alluvionati. La serata sarà animata dal cantautore friulano Dario Zampa, con la partecipazione di Omar Malisan chitarra, Andrea Grosso basso, Nicola Masolini percussioni e Grazia Rapetti corista. Le canzoni in “marilenghe” saranno presentate dal cavalier ufficiale Mauro Diana Dettori. La serata è stata organizzata da Anna Smiech e dai Vigneti Pittaro, e beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

Eccezionale ondata di maltempo da Lignano a Grado e all’Isontino. Smottamenti a Tarcento e Lusevera. Il punto della Regione Fvg con Riccardi

«Abbiamo registrato piogge di eccezionale intensità, con valori che in alcune località hanno superato i 190 millimetri in poche ore. L’area più colpita è stata quella della Bassa Friulana e dell’Isontino, con picchi a Lignano Sabbiadoro, San Lorenzo di Fiumicello e Fogliano Redipuglia. La fase più critica è stata l’evacuazione del campeggio Pino Mare di Lignano, in prossimità della foce del Tagliamento, dove 65 persone sono state messe in sicurezza e assistite dai volontari. La situazione adesso è in miglioramento, i picchi sono stati superati e non si registrano nuove emergenze gravi». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che ieri pomeriggio, nella sede di Palmanova della Pcr Fvg, ha fatto il punto della situazione assieme al direttore centrale, Amedeo Aristei, e ad alcuni funzionari, nella sala di monitoraggio del Centro funzionale decentrato (Cfd).


«Attualmente sono impegnati 115 volontari, che ringrazio per la rapidità e l’impegno con cui stanno operando – ha detto il vicegovernatore -. La Regione ha già stanziato 800mila euro, con un decreto firmato ieri in concomitanza con la pre-allerta, per sostenere i Comuni colpiti sia da questa emergenza sia da quella delle scorse settimane. Si tratta di eventi sempre più violenti e circoscritti, che richiedono investimenti costanti in opere di contenimento e sistemazione. Il livello di allerta arancione emesso è risultato coerente con gli eventi verificati consentendo di fornire all popolazione un’informazione precisa sulle aree colpite. Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione meteo delle prossime ore, pronti a intervenire con ulteriori misure straordinarie se necessario».
Il quadro delineato dall’esponente della Giunta Fedriga conferma la natura eccezionale degli eventi che hanno colpito in particolare la fascia costiera e la bassa pianura orientale. Alla foce del Tagliamento, tra Lignano Sabbiadoro e Bibione, sono stati misurati 264 millimetri di pioggia, un valore mai registrato prima. A Lignano Sabbiadoro il pluviometro ha segnato in generale 190 millimetri, valore che ha provocato gravi disagi e allagamenti con conseguente evacuazione del campeggio, mentre a San Lorenzo di Fiumicello sono caduti 109 millimetri in sole tre ore, un dato che corrisponde a tempi di ritorno trentennali. Anche a Fogliano Redipuglia i valori registrati si avvicinano a quelli dei trent’anni.
Complessivamente risultano colpiti una quindicina di Comuni della bassa pianura e della costa, tra cui Lignano, San Giorgio di Nogaro, Fiumicello Villa Vicentina, Ronchi dei Legionari, Fogliano Redipuglia, Gonars e Grado. Le forti precipitazioni hanno determinato anche smottamenti a Tarcento e a Lusevera, aggravando il rischio idrogeologico e imponendo interventi immediati di consolidamento.
La Protezione civile regionale si appresta a predisporre una serie di cantieri di somma urgenza. Ad Arta Terme sarà messa in sicurezza la strada che porta alla frazione di Lovea, mentre a Caneva si interverrà sulle opere idrauliche danneggiate. A Castelnovo del Friuli sarà necessario intervenire su un tratto stradale minacciato da una frana, mentre a Cividale del Friuli i tecnici andranno a operare lungo la strada di Picojut, compromessa dalla caduta di massi e alberi. Altri interventi saranno avviati a Forgaria del Friuli, Pinzano, Prepotto, Ragogna, Tarcento, Travesio e Venzone, dove le forti piogge hanno reso necessario un rapido lavoro di ripristino per garantire la sicurezza della viabilità e la tenuta delle infrastrutture.
Le previsioni per le prossime ore indicano la possibilità di precipitazioni ancora abbondanti o intense fino a sera, con temporali e fenomeni stazionari soprattutto lungo la costa, sulla bassa pianura e nella fascia orientale. In serata è attesa un’attenuazione dei fenomeni, mentre nella notte potranno ancora verificarsi rovesci e temporali sparsi. Successivamente, nella seconda parte della notte, è probabile una cessazione delle piogge, anche se in quota permarrà una situazione di instabilità con rovesci temporaleschi isolati. Secondo l’assessore Riccardi, «il carattere di questi eventi conferma una tendenza ormai consolidata, legata ai cambiamenti climatici, che si manifesta attraverso fenomeni circoscritti, ma di violenza estrema, capaci di scaricare in poche ore quantità di pioggia eccezionali. Una condizione che mette a dura prova il sistema di protezione e che impone alla Regione un costante investimento in opere di contenimento e di sistemazione del territorio».

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In copertina, la carta del Friuli Venezia Giulia con i punti dove si sono verificate le precipitazioni più intense; all’interno, l’assessore regionale Riccardo Riccardi con il direttore della Protezione civile Amedeo Aristeri nella sede di Palmanova.

Endometriosi e crioconservazione: focus sulla salute della donna mercoledì a Visco

Focus sulla salute della donna e sulla crioconservazione, mercoledì 4 giugno, a Visco, dove l’Associazione Endometriosi Fvg Odv (in collaborazione con il Comune, nella figura del sindaco Elena Cecotti) proporrà una serata informativa cui parteciperanno anche l’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi e il presidente del Consiglio Fvg Mauro Bordin: patrocinato dalla Federsanità del Friuli Venezia Giulia, dall’Ordine dei medici di Udine, dal Comune di Visco, dal Club Unesco di Udine e dalla sezione di Visco e Palmanova dell’Associazione friulana donatori di sangue, il convegno “Il tuo dolore ha un nome” traccerà una panoramica sugli sviluppi nelle cure di patologie croniche femminili estremamente diffuse e fortemente invalidanti quali endometriosi, vulvodinia e adenomiosi, spiegando quali siano le strategie di contrasto, e riserverà un’attenzione speciale alla crioconservazione degli ovociti, appunto, ribadendo la richiesta di renderla possibile – in Friuli Venezia Giulia – anche per le donne affette da endometriosi.
«E’ fondamentale – afferma la presidente dell’Associazione Endometriosi, Sonia Manente – che venga riconosciuto tale diritto, come già avviene in altre regioni italiane, il Veneto per esempio. La recente modifica della legge nazionale 40 ha reso possibile questa importante opportunità, garantita da tempo alle donne che devono affrontare patologie oncologiche. L’endometriosi è una malattia cronica e invalidante che può compromettere seriamente la fertilità: per questo è fondamentale poter agire in anticipo». I lavori si apriranno alle 20.30, nella sala conferenze del Museo sul Confine, in via Borgo Piave 22.
«È un evento di grande importanza – aggiunge il sindaco Elena Cecotti -, non solo per il territorio comunale, che ben volentieri ha accolto la proposta di ospitare questa serata, ma per l’intera regione. L’endometriosi è una patologia di cui purtroppo si sa ancora troppo poco e occasioni di sensibilizzazione sono indispensabili per far conoscere ed approfondire una tematica sempre più rilevante. Un ringraziamento alla presidente Manente per l’impegno costante ed instancabile».
All’intervento introduttivo della presidente Manente e ai saluti delle autorità ospiti seguiranno i contributi delle ginecologhe Simona Melazzini ed Elena Perin (entrambe in forza alla Soc di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Latisana e Palmanova), dei fisiatri Andrea Celia (direttore Soc Riabilitazione intensiva precoce Gervasutta – Asufc) e Valeria Dialti, della stessa unità, e di Gabriella Zito, dirigente SCR fisiopatologia e della riproduzione umana all’ Irccs Burlo Garofolo di Trieste: “Crioconservazione: gameti femminili: a chi e per quale motivo” il titolo del suo intervento.

Tarcento, ecco “Sollievo” servizio innovativo per gli anziani della Cojaniz. L’assessore Riccardi: un modello che va replicato negli altri territori Fvg

«La sottoscrizione della convenzione tra l’Ambito del Torre e l’Asp Opera Pia Coianis di Tarcento per l’attivazione del nuovo Servizio “Sollievo” rappresenta un passo importante, non solo dal punto di vista dell’integrazione socio-sanitaria, ma soprattutto è una operazione culturale rilevante nell’ambito delle risposte ai nuovi bisogni di salute. Un’operazione che ci consente di spostare il baricentro dell’assistenza sanitaria dalle acuzie alla gestione delle cronicità e alla riabilitazione, promuovendo un modello che mette al centro la persona e il suo contesto di vita. Di fronte all’incremento esponenziale della non autosufficienza e delle patologie croniche, dobbiamo riorientare il sistema socio-sanitario verso soluzioni di prossimità e flessibili, che sappiano davvero sostenere le persone e le famiglie nei momenti più delicati». Così l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che è intervenuto alla sottoscrizione dell’accordo tra l’Ambito Territoriale del Torre e l’Asp Opera Pia Coianis di Tarcento appunto per l’attivazione del nuovo Servizio “Sollievo”, finalizzato ad accogliere temporaneamente anziani in condizione di fragilità assistiti a domicilio, offrendo alle famiglie un supporto concreto nella gestione dell’assistenza. Si tratta di cinque posti letto, per le cure a bassa intensità, che rispondono temporaneamente ai nuovi bisogni socio-sanitari. Un’esperienza pilota che la Regione Fvg cercherà di replicare anche su altri territori.

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Il business dell’immigrazione

Domani 31 maggio, alle ore 15, nello spazio artistico culturale di via Pietro Coianiz 8, a Tarcento, il giornalista e scrittore triestino Fausto Biloslavo presenterà il suo nuovo libro “Talebani dell’accoglienza – Vittime e mercanti del business dell’immigrazione”, scritto in collaborazione con Matteo Carnieletto e con la prefazione dell’ammiraglio Ferdinando Lolli. Si tratta di un’inchiesta giornalistica frutto del lavoro sul campo lungo le rotte migratorie marittime del Mediterraneo e quelle terrestri dei Balcani. Il Pomeriggio culturale è organizzato dall’Opera Pia Cojaniz con il patrocinio della Città di Tarcento e la collaborazione dell’associazione “instella” e l’Unità territoriale di Tarcento della Croce Rossa Italiana.

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«Una risposta concreta – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a un bisogno che non è più soltanto sanitario, ma è un bisogno complessivo di salute, dove la componente sociale sta assumendo un peso sempre maggiore. Questo approccio integrato è la direzione verso cui dobbiamo andare, affinché i servizi siano realmente rispondenti alle nuove esigenze della popolazione». Ringraziando, poi, per il lavoro svolto nell’Ambito, dai Cumuni (Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana, Tarcento, Tricesimo) e dalla Asp di Tarcento, l’assessore ha aggiunto: «In Friuli Venezia Giulia abbiamo oggi tre volte il numero di posti letto per la non autosufficienza rispetto a quelli ospedalieri: un dato che parla chiaro e che ci impone di rafforzare ogni forma di presa in carico territoriale. Questo servizio si inserisce esattamente in questa direzione, come esempio virtuoso di integrazione tra sociale e sanitario».
Il Servizio “Sollievo” si inserisce nelle politiche regionali di potenziamento dell’assistenza territoriale e della presa in carico continuativa, con un’attenzione particolare al sostegno dei caregiver e alla qualità della vita delle persone più fragili. «Investire in servizi come questo – ha concluso l’assessore Riccardi – significa investire in una sanità più umana in grado di rispondere ai nuovi bisogni di salute, più vicina ai cittadini e capace di evolversi con i cambiamenti demografici e sociali del nostro tempo. Il modello avviato oggi a Tarcento è un passo importante in questa direzione, che intendiamo sostenere e replicare». Alla firma della convenzione con il sindaco Mauro Steccati hanno partecipato anche gli altri amministratori comunali dell’Ambito del Torre, oltre all’arciprete di Tarcento, monsignor Luca Calligaro.

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In copertina, l’Opera Pia Cojaniz e all’interno due immagini della firma della convenzione a Tarcento.

Assosalute, Riccobon replica a Riccardi: “La Regione Fvg poteva derogare al ribasso delle tariffe ferme da 20 anni”

«L’assessore regionale alla sanità Riccardi dichiara che i bisogni dei cittadini stanno davanti a tutto e che è il pubblico a dettare regole e tariffe delle prestazioni sanitarie: su questo siamo d’accordo, ma bisogna dire tutta la verità ai cittadini e spiegare loro qual è la situazione reale». Esordisce così il presidente di Assosalute, Claudio Riccobon, in risposta alle parole dell’assessore Riccardo Riccardi pubblicate sulle pagine del Messaggero Veneto e de Il Piccolo che commentava la decisione delle Strutture sanitarie private accreditate regionali di sospendere, a partire da sabato primo marzo, le prenotazioni in regime di convenzione con il SSR (servizio sanitario regionale) di numerose prestazioni.

Claudio Riccobon (Assosalute)

Le tariffe per i privati accreditati – «Le tariffe, ovvero il rimborso che la Regione eroga alle strutture private accreditate per ogni prestazione in convenzione, sono ferme da 20 anni e dal 29 dicembre, per molte prestazioni, le abbiamo viste decurtate con percentuali che vanno dal 20 al 60%. In questi due decenni, però, i privati accreditati hanno dovuto sostenere l’aumento dei costi del personale, dell’energia, dell’assistenza e della manutenzione, dei presìdi da utilizzare e anche tutti quei costi relativi alla mole sempre crescente di adempimenti burocratici ed amministrativi. Noi non chiediamo l’aumento delle tariffe ferme da 20 anni, chiediamo solo che siano mantenute e non decurtate. Decidere di applicare i ribassi, invece, è un atto scollegato dalla realtà e ben lontano da fare gli interessi dei cittadini».

La Regione Fvg poteva derogare all’applicazione delle nuove tariffe – «La nostra Regione è autonoma nella gestione della spesa sanitaria; quindi, può derogare dal nuovo tariffario in libertà. Il vicino Veneto, per esempio, ha prorogato per 3 mesi il vecchio tariffario in attesa di trovare una soluzione comune, mentre la Lombardia ha deciso di non recepirlo. In questi due mesi, dal 29 dicembre, speravamo che l’amministrazione regionale capisse le nostre difficoltà e aprisse un tavolo di lavoro per ascoltare e recepire l’esperienza delle strutture del privato accreditato, l’unico interlocutore a conoscere la reale incidenza dei costi sulle prestazioni in quanto l’unico ad essere remunerato a tariffa per le prestazioni erogate. Al contrario, leggiamo sempre nell’intervista citata, il ricatto a prolungare i tempi per il rinnovo dell’accordo triennale scaduto».

Le tariffe nella sanità pubblica – «La remunerazione “a prestazione erogata” avviene solo per il privato accreditato. Il sistema sanitario pubblico viene invece pagato sulla base dei costi storici: tanto hai speso in passato, tanto ti do per il futuro. A questa remunerazione si aggiungono incrementi annuali, finanziamenti speciali per nuove tecnologie, spazi, ammodernamenti che invece il privato accreditato si paga da solo con le tariffe incassate. Se applicassimo la stessa modalità alla sanità pubblica, quanto reggerebbe il sistema?».


I bisogni dei cittadini al centro – «Al privato accreditato viene giustamente chiesto di adeguare investimenti, tecnologie e competenze per garantire un servizio qualitativamente elevato a tutela della cittadinanza. Decidere di abbassare tariffe ferme da 20 anni, invece, significa strozzarlo e togliere valore alla qualità di tutti i profili sanitari perché non si tiene nemmeno conto di una giusta remunerazione dell’attività del fisioterapista, del tecnico di radiologia, dell’infermiere e ancora di più del medico. Se una visita specialistica da mezzora vale 29 euro e il costo orario aziendale del medico è di 65 euro ora, quella prestazione è sottostimata alla base e a quel costo vanno ulteriormente aggiunti i costi per ambulatorio, attrezzature, materiali di consumo, ulteriore personale di supporto, riscaldamento, energia elettrica, ecc.. Condivisa la realtà dei fatti, auspichiamo di essere chiamati ad un tavolo di lavoro per chiarire, approfondire e trovare una soluzione condivisa con la Regione».

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In copertina, una moderna attrezzatura di radiologia; qui sopra, un servizio di accettazione in una struttura privata.

La demenza in Fvg, stamane a Trieste la presa in carico globale della persona

In programma oggi a Trieste (Savoia Excelsior Palace, Sala Imperatore) un workshop a più voci per affrontare il tema della “Presa in carico globale della persona con demenza in Friuli Venezia Giulia”. L’Azienda sanitaria universitaria e l’Associazione de Banfield hanno organizzato, infatti, un confronto per analizzare il passaggio dal Piano regionale demenze del triennio 2021-2023 a quello 2024-2026 con l’implementazione del Pdta (Percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali) regionale.
Dalle esperienze acquisite in questi anni nell’ambito della presa in carico della persona con demenza è possibile costruire percorsi di assistenza ancora più efficaci, sia per le persone affette da disturbo neurocognitivo che le loro famiglie. Attraverso la presentazione di alcune delle progettualità, locali e nazionali, realizzate in seno al triennio 2021-2023, nel convegno si approfondiranno le opportunità aperte dal Fondo Nazionale Demenze e come queste si concretizzino nel Piano regionale. Un confronto aperto a diversi specialisti e differenti esperienze, con il coinvolgimento di tutti gli attori impegnati nella cura di chi convive con il decadimento cognitivo.
I lavori saranno aperti alle 9 dal direttore generale Asugi Antonio Poggiana. Attesa in apertura anche la partecipazione dell’assessore alla Salute della Regione Fvg, Riccardo Riccardi. Per informazioni contattare l’Associazione Goffredo de Banfield al numero 040.362766 o mandando una mail a info@debanfield.it o consultare il sito www.debanfield.it