CiviBank, rieletta leader all’unanimità Michela Del Piero

All’indomani dell’affollata assemblea dei soci che ha approvato le linee strategiche e il bilancio 2018 di CiviBank, si è riunito il consiglio di amministrazione che ha rieletto presidente all’unanimità Michela Del Piero dopo il vasto consenso ottenuto dagli azionisti in sede assembleare. Hanno fatto il loro primo ingresso in cda i neo-consiglieri Manuela Boschieri e Alberto Agnoletto portatori di una notevole esperienza professionale e per questo inseriti nella lista proposta ed eletta in assemblea.
Manuela Boschieri, originaria di Treviso, è attualmente direttore amministrativo di Finanziaria Internazionale holding spa, dopo aver ricoperto ruoli di responsabilità nel gruppo Benetton e aver fatto una significativa esperienza nella primaria società di revisione Arthur Andersen. E’ pure dottore commercialista e revisore contabile. Alberto Agnoletto, nato a Venezia, esercita l’attività di dottore commercialista in Udine e vanta una spiccata specializzazione in area contabile e fiscale nonché in diritto societario.  Per cui attualmente il consiglio di amministrazione risulta formato da: Michela Del Piero, presidente; Andrea Stedile e Guglielmo Pelizzo, vicepresident;  Alberto Agnoletto, Manuela Boschieri, Massimo Fuccaro, Riccardo Illy, Franco Sala e Livio Semolic, consiglieri.
Adempiute le procedure post-assembleari, la riunione del consiglio di amministrazione di CiviBank si è subito focalizzata sugli obiettivi del piano strategico 2019-2022 che si pone ambiziosi obiettivi di crescita sia a livello di espansione commerciale che di crescita territoriale e sviluppo patrimoniale anche in forza della delega ricevuta dall’assemblea di portare a termine un aumento di capitale fino a 65 milioni di euro. “Non un libro dei sogni, ma un quaderno di impegni”, lo ha definito la presidente Del Piero, presentando il piano strategico ai soci.

La sede centrale di CiviBank alle porte di Cividale.

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In copertina, la presidente di CiviBank Michela Del Piero. 

Tondo ritorna, ma…

di Giuseppe Longo
Cinque anni fa, ricandidatosi in Regione dopo il quinquennio di Riccardo Illy, era stato battuto da Debora Serracchiani.
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Ed oggi, tornando in campo, Renzo Tondo potrebbe assaporare la rivincita contro la governatrice uscente.
Un assaggio l’ha già avuto il 4 marzo quando il carnico ha battuto la esponente del Partito democratico per un posto di deputato nel Collegio uninominale di Trieste.
Ed ora cerca la soddisfazione del bis, anche se non sarà una gara completamente in discesa contro Sergio Bolzonello (Centrosinistra) e Alessandro Fraleoni Morgera (Cinque stelle).
Il Centrodestra, pur essendosi alla fine ricompattato sul nome di Tondo, esce infatti lacerato da mesi di tensioni sul nome di un possibile candidato.
È vero quando si dice che i nomi fatti troppo presto non hanno grosse possibilità di riuscita -( un po’ come avviene in Conclave: “chi entra Papa esce ancora cardinale” )-, ed è come tutti sanno il caso di Riccardo Riccardi, 
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ma anche altri nomi illustri formulati successivamente e soprattutto in questi ultimi giorni di convulse trattative sono stati via via bruciati.

Anche quello di Massimiliano Fedriga che sembrava essere il candidato naturale dopo il grande successo della Lega in Friuli Venezia Giulia.
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Domani Matteo Salvini sarà a Udine per ringraziare gli elettori e lanciare la campagna per le regionali del 29 aprile.
La vigilia annuncia un clima acceso per questa cocente delusione, anche perché un esponente del Carroccio avrebbe avuto la strada spianata.
Non occorre essere dei maghi per capirlo. Sarebbe stata con molta probabilità una conferma del 4 marzo, anche se la cornice dell’evento elettorale è tutta diversa. E Tondo, pur considerato “usato sicuro” per la sua  consolidata esperienza, ha suscitato più di qualche malumore, basta vedere anche le prime reazioni sul web. Tanto che lo stesso candidato, in un’intervista al canale tv pordenonese “Il 13” diretto da Gigi Di Meo -( e rilanciata da Alessandro Cesare sul “Diario di Udine” )-, preso atto delle forti tensioni soprattutto nella Lega e in Forza Italia, si è detto disponibile a ritornare sui suoi passi e rimanere a Roma partecipando il 23 marzo all’inaugurazione della nuova legislatura.

Ma i tempi sono ormai molto stretti per pensare di rimescolare le carte.

Renzo Tondo,  classe 1956, affermato imprenditore nel campo alberghiero e della ristorazione, già sindaco socialista di Tolmezzo, è stato già due volte presidente della giunta regionale -(oggi si preferisce dire impropriamente governatore )- e pure deputato per un mandato a Montecitorio, passando da Forza Italia a Pdl, fino a dare vita ad Autonomia responsabile.
Ora la nuova chiamata a misurarsi per la guida della Regione.
La scelta è maturata all’ultimo momento, quasi in extremis, cogliendo pare di sorpresa lo stesso Tondo.
Il Centrodestra l’ha scelto appunto come “usato sicuro” perché è:  “la figura che meglio di ogni altra può assicurare alla Regione Friuli Venezia Giulia una guida di alto livello”.
Ma le prossime ore potrebbero riservare appunto nuove sorprese, anche se non è il caso di crederci più di tanto.
Ma in politica, si sa, va bene tutto ed il suo contrario.
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( N.d.R  La realtà spesso supera la fantasia più sfrenata)
< N.d.R.  un vivo ringraziamento al nostro caro amico Giuseppe,

per molti anni “illustre penna” del Messaggero Veneto, per questo contributo ed al mitico/leggendario Hugo Pratt, per la sua arte  e filosofia>