“La storia di Mosè” questa sera a Grado con gli attori dell’Oratorio di Cormons: una invitante proposta teatrale tra musica, recitazione e spiritualità

(g.l.) Appuntamento a teatro questa sera, 15 novembre, a Grado. Ma non sarà il teatro che tutti siamo soliti conoscere, bensì quello che “nasce in Oratorio”. L’appuntamento è alle 20 nella sala dell’auditorium “Biagio Marin” di via Marchesini. Sulla scena “La storia di Mosè – Il musical”, brillante e significativo lavoro proposto dal gruppo teatrale “I Rompini” del Ric Cormons che ritorna nell’Isola per presentare questo nuovo allestimento liberamente ispirato al celebre film d’animazione “Il Principe d’Egitto”.
«Il musical – anticipa la Parrocchia di Sant’Eufemia – è uno spettacolo che unisce musica, recitazione e spiritualità, raccontando una delle più grandi storie di libertà e di Fede di tutti i tempi. Dietro le quinte, però, si cela qualcosa di ancora più importante: un cammino condiviso, nato e cresciuto in Oratorio. Ragazzi, animatori, genitori, volontari ed amici hanno unito le proprie energie, ciascuno con i propri talenti, per costruire insieme non solo una rappresentazione ma una vera esperienza di vita comunitaria. Il teatro in Oratorio è, in fondo, una scuola di vita e di Fede: insegna a mettersi in gioco, a fidarsi degli altri, a superare la timidezza ed a trasformare la paura in coraggio. E, quando le luci si accendono sul palco, ciò che emerge non è solo una storia antica ma la bellezza di un gruppo che ha imparato a camminare insieme, come un piccolo popolo in cammino verso la libertà».
Una bellissima proposta, insomma, da cogliere al volo, anche per sostenere e apprezzare il lavoro dei giovani attori che con tanto entusiasmo si dedicano all’attività teatrale nell’ambito delle iniziative oratoriane della cittadina collinare: una proposta che viene presentata anche in collaborazione con lo Spes, il Ricreatorio gradese sempre protagonista di una ricca programmazione a favore dei ragazzi isolani.. Ricordiamo, infine, che è possibile prenotare gratuitamente il proprio biglietto inviando una e-mail a rompiscena@gmail.com

Si è concluso per i ragazzi di Grado e Cormons il campo estivo di Fusine che compie vent’anni. Don Nutarelli: “Grazie ai protagonisti pensando già al 2026”

(g.l.) «Un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva»: è quanto afferma monsignor Paolo Nutarelli a conclusione del campo estivo che ha visto impegnati, a Fusine in Valromana, un centinaio di ragazzi di Grado e Cormons, la cittadina del Collio che ha mantenuto una proficua amicizia con don Paolo, parroco fino alla sua nomina avvenuta pochi anni fa ad arciprete della sua Isola.

«Fusine 2025 finisce oggi, ma non finisce ciò che ha generato nei cuori», ha detto il sacerdote al termine del soggiorno nella bellissima località tarvisiana, famosa per le sue montagne che si specchiano in due laghi stupendi dalle acque cristalline. E ha aggiunto: «Chi ha partecipato lo sa: un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva. Voglio dire grazie agli animatori, ragazzi e ragazze di età, percorsi e storie diverse, che hanno scelto di donare il loro tempo ai più piccoli. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno deciso di esserci, con serietà e cuore. E grazie anche a chi ha lavorato dietro le quinte, nelle cucine, nella logistica, nel silenzio operoso di chi serve per amore».
Ed ecco la solida amicizia con il centro collinare. «Quest’anno – ha detto, infatti Donpi (per i suoi ragazzi) – celebriamo anche vent’anni di cammino condiviso tra Grado e Cormons. Vent’anni di collaborazione tra due comunità che credono nei giovani, che scommettono sull’educazione, che sanno camminare insieme. Fusine è il segno visibile di questo sogno comune, che si rinnova ogni estate ma vive tutto l’anno, negli oratori, nelle relazioni, nei piccoli gesti. Grazie a tutti. A chi c’era e a chi ha permesso che ci fosse. Fusine finisce oggi… ma da oggi si comincia a sognare Fusine 2026. Con lo zaino pieno di amore, di gratitudine, e di Vangelo».
Con domenica scorsa, si è dunque conclusa l’edizione 2025 dei campi estivi nell’accogliente località immersa nella millenaria Foresta di Tarvisio, che, come detto, ha coinvolto 98 ragazzi provenienti da Grado e Cormons, accompagnati da una ventina di animatori per turno. Un’esperienza intensa, vissuta tra natura, gioco, silenzi, riflessioni e tanto entusiasmo, che ancora una volta ha mostrato quanto sia fecondo il cammino condiviso tra due comunità. Fusine 2025 è stato ispirato dalle avventure di Indiana Jones e dalla ricerca del Sacro Graal, metafora di una vita vissuta come ricerca del senso profondo, della verità, dell’amicizia autentica, della Fede. Ma soprattutto è stato, come accennato, il campo del ventennale: vent’anni di collaborazione tra due comunità e soprattutto tra due oratori il Ric Cormons e lo Spes Grado, una storia di alleanza educativa che ha saputo generare legami, percorsi ed esperienze.
«Settimane intense ed impegnative, rese possibili – ha osservato infine don Paolo Nutarelli – dalla passione educativa delle persone che le hanno costruite e vissute. Animatori diversi per età e percorsi – studenti, laureandi, lavoratori – uniti da una sola passione: educare con il cuore. Con loro, i volontari della cucina, presenza instancabile e silenziosa, che con dedizione e sorrisi hanno reso ogni giornata più leggera e più buona. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno scelto di esserci per i ragazzi, di camminare accanto a loro, di accendere domande, ascoltare sogni, asciugare lacrime, condividere sorrisi. Questa è la bellezza del servizio: donarsi senza riserve, perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). E se oggi Fusine 2025 finisce, non finisce la strada aperta nei cuori. Perché un campo vissuto così può orientare la vita. Perché ciò che si è vissuto resta, forma, trasforma. Questa è Fusine. Questa è la bellezza dei campi. Vent’anni di passione. Vent’anni di storie. Grazie a tutti. E avanti, sempre… con lo zaino carico di amore. Perché da oggi… si inizia a lavorare a Fusine 2026».

—^—

In copertina, una sera di festa attorno al fuoco a Fusine; all’interno, i due gruppi di giovani di Grado e Cormons partecipanti al campo estivo e don Paolo Nutarelli.