Ma il vero Ohio è qui…

di Giuseppe Longo
Mentre a Roma si sono appassionati al gioco dell’oca – sono diventati così esperti che in un mese e mezzo dalle politiche non c’è ancora uno straccio di governo, neppure alle viste -, in Friuli Venezia Giulia è ormai cominciato il conto alla rovescia per le elezioni del 29 aprile.
Oggi si vota in Molise, fazzoletto di terra che i giornali si sono sbizzarriti a chiamare l’Ohio d’Italia, come dire che se quel minuscolo Stato d’America si è rivelato determinante per la vittoria di Trump,
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così la piccola Regione staccatasi oltre cinquant’anni fa dagli Abruzzi potrebbe influire sull’assetto politico nostrano.
Sarà probabilmente vero perché quegli elettori contribuiranno a ricalibrare i rapporti di forza tra Cinque stelle e Lega, e soprattutto fra quest’ultima e Forza Italia.
Ma allora, senza nulla togliere ai molisani, dovrebbe essere ancora più significativo il voto in Fvg dove il numero di coloro che andranno alle urne è quasi quadruplo e avverrà in una Regione al centro dell’Europa, sempre più crocevia di traffici internazionali. È  questo mi fa dedurre, con tutto il rispetto per Campobasso e Isernia, che il vero Ohio è proprio qui.
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Non so, anche se ci sono diverse ipotesi (probabile incarico al presidente della Camera), quale sarà la decisione del capo dello Stato che, dopo l’annunciato fallimento della leader del Senato, si è preso 48 ore di tempo per riflettere sulla proposta più praticabile in questo ingrovigliato momento. Tuttavia, molto sommessamente, mi permetto di osservare che, arrivati in questa fase di prolungato stallo, sarebbe più che opportuno aspettare anche l’esito del voto in Fvg. Una settimana in più non cambia niente, tanto abbiamo ancora Gentiloni.
Ritengo infatti assurdo che,  mentre a Roma si continua a trattare per un possibile governo, a Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia ci si scanni nell’ultima settimana di campagna elettorale. Perché sarà proprio così, come ha dimostrato l’altro giorno proprio in Molise il nuovo show del Cavaliere che ha addirittura scomodato i cessi – ma sì, scriviamo le parole così come sono state pronunciate senza ricorrere a “bagni” come più di qualcuno ha fatto per un eccesso di zelo – delle sue aziende per dare un’etichetta di “qualità” ai grillini.
Ma tant’è. Ormai siamo abituati a tutto. Il velo di tristezza che ha avvolto ieri la cerimonia di chiusura della Provincia di Udine – fa veramente male al cuore di un friulano come me vedere sbarrato quel portone di Palazzo Belgrado! – dopo oltre due secoli di storia della Piccola Patria s’incrocia con l’altrettanto triste spettacolo offertoci dalla politica italiana dalle elezioni del 4 marzo e soprattutto in questi ultimi giorni, da quando cioè sono cominciate le consultazioni, prima al Quirinale e poi a Palazzo Giustiniani. Della Politica – scritta con la maiuscola – purtroppo oggi non c’è traccia. Si parla tanto di due forni, ma questi non hanno nulla a che vedere con quelli dell’indimenticato Giulio Andreotti. Quella era tutt’altra storia!
Un indecoroso gioco dell’oca l’avevo definito un paio di settimane fa, quando si stava delineando l’andazzo che poi abbiamo via via potuto constatare, tanto che avevo aggiunto che il tira e molla mi faceva pensare al “facite ammuina” di borbonica memoria.
E ora cosa succederà? Un nuovo capitolo tutto da scrivere, o meglio tutto da decifrare e che ancora una volta ha al centro le gravi tensioni all’interno del Centrodestra dove spirano sempre più forti i venti della rottura tra Salvini e Berlusconi. Mentre risulta ancora enigmatico capire quali saranno i prossimi passi del Partito democratico di Martina (e di Renzi). E tutto contribuisce a pennellare il quadro desolante che abbiamo sotto gli occhi. E che mi fa dire in modo sconsolato: quanto mi manca la Prima Repubblica, nonostante tutti i suoi innegabili difetti. A voi no?
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Renzi si sforza di assomigliare sempre di più a Napoleone Bonaparte

Dopo la sconfitta del referendum ed il suo “esilio all’isola D’Elba” ovvero  l’avvento di Gentiloni a Palazzo Chigi…

la Waterloo del 4 marzo sembra aver posto fine ai sogni di gloria del boy-scout di Rignano sullArno.

Per tutti, ma non per lui, che:

ottimista per la momentanea riuscita della farsa delle finte dimissioni, evidentemente similmente a Bonaparte dall’isolamento di  Sant’ Elena,  medita la sua rivincita !

Afferma col piglio del twittocondottiero*:

“Io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri”.

“Abbiamo perso una battaglia ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto”.

* ( N.d.R. Twitter richiama alla mente il vocabolo:   hashtag

sostantivo = Il simbolo del cancelletto (#) associato a una o più parole chiave per facilitare le ricerche tematiche in un blog o in un social network.
  Quindi la locuzione:   “condottiero dell’ hashtag” che onomatopeicamente rassomiglia ad una bestemmia non va erroneamente interpretato nel caso dell’ex presidente PD come certamente Crozza sottenderebbe).
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Qualcuno spieghi al fu-condottiero impavido che  alcuni storici sostengono, nel caso di Bonaparte, che:
pur di toglierselo di torno, all’epoca qualcuno  ricorse all’ Arsenico.
Maurizio Crozza, venerdì scorso, ha già satiricamente prospettato questo ipotetico quanto ironico-metaforico scenario:
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God Save the boy-scout

E adesso la vera partita < di Giuseppe Longo>

E adesso la vera partita

di Giuseppe Longo 

E adesso? Spenti i riflettori sulle complesse operazioni di voto, causate da un Rosatellum di cui non se ne sentiva proprio il bisogno, e su una estenuante e atipica campagna elettorale, giocata più sullo spauracchio di un imminente ritorno del fascismo che sui problemi reali che attanagliano il Paese, comincia la vera partita.
 Vincitori e vinti sono quelli che ogni persona di buon senso aveva ampiamente previsto. Come pure che non ci sarebbe stata una maggioranza parlamentare. In altre parole, il pasticcio che si ipotizzava si è puntualmente materializzato. E allora che fare? Un bel groviglio per il capo dello Stato che fra una ventina di giorni, eletti i presidenti di Camera e Senato, nonché formati i gruppi nei due rami del Parlamento, dovrà avviare le certamente non facili consultazioni.
Centrodestra, con guida Salvini supervittorioso, e Cinque stelle, con Di Maio nuovo re delle due Sicilie (come argutamente fatto osservare da Alessandro Sallusti), avrebbero davanti la strada spianata se trovassero un’intesa nonostante i proclami più o meno garbati  che abbiamo ascoltato nei mesi scorsi. Si realizzerebbe una maggioranza di ferro, o meglio di acciaio inox, capace di approvare ogni provvedimento. Andrebbero bene anche M5S più Lega ovviamente con qualche robusto puntello.
Anche se non siamo in Germania, tuttavia l’accordo ricercato e faticosamente raggiunto da Angela Merkel con i socialdemocratici dovrebbe insegnare qualcosa. Due partiti o raggruppamenti premiati da quasi il 70 per cento degli elettori non possono farsi la guerra, o stare a guardare, bensì ricercare con determinazione un accordo. D’altra parte, anche Aldo Moro – di cui tra pochi giorni si ricorderanno i 40 anni dal rapimento da parte delle Brigate rosse – predicava intese (chi ricorda le famosissime “convergenze parallele”?) fra i due più grandi partiti popolari del tempo, pur diversissimi tra loro: democristiani e comunisti.
Gli italiani hanno detto chiaramente che vogliono essere governati da Centrodestra e Cinque stelle, mentre hanno bocciato senza appello il Partito democratico di Renzi che si è dimesso – anzi no! – con la chiara intenzione di continuare a dire la sua, a fare, si dice, l’ago della bilancia. Invece con molta probabilità si assisterà a un nuovo, detestabile mercato delle vacche: la campagna acquisti, se non è già iniziata, sta per partire. E i risultati, comunque, sarebbero tutti da dimostrare. Staremo a vedere: il film è appena cominciato. Però i protagonisti dovrebbero stare bene attenti a non tradire gli elettori che sono stati molto chiari, dimostrando peraltro di sapere rispondere per le rime.

a firma di:  Giuseppe Longo

< N.d.R.  un vivo ringraziamento al nostro caro amico Giuseppe,

per molti anni “illustre penna” del Messaggero Veneto, per questo contributo>

Tranquilli… Arriva il Castigamatti !!

Come un pugile suonato Renzi delira 

tranquilli: ci penserà Mattarella a risolvere l’impasse

 Ma può l’Italia soggiacere alle ripicche ed i capricci di un ragazzino idiota ed arrogante, megalomane e narcisista oltre ogni limite ?

Certo che no ! 

Non pago di essere riuscito a distruggere la sinistra  Renzi si trincera nel bunker come Hitler nel 45.

Con la pretesa assurda e ridicola di dare lui le carte e stabilire di nuovo le regole del gioco, non pago della merdata della sua legge elettorale, il tentativo di fare scempio della costituzione e del diritto del lavoro + tutto il resto.

Le scadenze tecniche, finanziarie e politiche in Patria ed a Bruxelles  che a breve si presenteranno improrogabili (entro aprile) porranno uno scenario chiaro ai leaders vincenti:  cari Salvini e Di Maio….

o vi accordate immediatamente fra di voi (cosa difficile ma non impossibile, magari con l’appoggio esterno di Berlusconi/Meloni e/o liberi&uguali)…

oppure Mattarella  incentiverà la formazione di un nuovo partito/reassemblament  (“partito del presidente” o di “salvezza nazionale”)….

e dato che tutti sanno che i parlamentari sono moto più devoti al 27 ed al vitalizio (che in caso di rielezioni immediate gli sfuggirebbe dalle tasche…)  piuttosto che ai leaders…    Renzi puo “star sereno”.

 

Immagine correlata

 

17 grillini sono già sul mercato e Berlusconi da “vecchia volpe” gli ha già spalancato le porte) .

Al Nazzareno già compaiono le prime crepe …  credete che Emiliano, Gentiloni e questi qui sotto accetteranno la logica del:    “Muoia Sansone con tutti i filistei ?”

 

 

sono certo che rapidamente assisteremo al miracolo italico,  come  la liquefazione del sangue di San Gennaro

altro che i tedeschi, che ci hanno messo 8 mesi per fare un governo fotocopia del precedente…

 

Italiani !    dormite sonni tranquilli ci pensa lui…      “…menomale che Sergio c’è”…. 

4 marzo 2018 Rivoluzione Politica in Italia! …l’Europa trema !!!

Questa mattina mi son svegliato…   è non ho trovato più la Sinistra !!

Come recentemente già successo in Francia i partiti della sinistra si ritrovano fuori dai giochi di potere…

Renzi  la Boschi ed i renziani sono riusciti in un impresa storica: annichilire la sinistra !

Prevedo un regolamento di conti all’ultimo sangue…

il sistema da sempre più rapido ed efficace per far dimenticare le proprie responsabilità  è:

trovare un “capro espiatorio”, che paghi per tutti e consenta ai compagni di merende di rifarsi una verginità in previsione delle future contese elettorali…

quindi non darei una lira per il futuro politico del “bugiardo patologico” (arrogante oltre misura) che fino a pochi giorni or sono affermava “se perdo non mi dimetto”…   immemore di Piazzale Loreto.

[ N.d.R. non ti preoccupare non dovrai fare fatica: ti dimetteranno gli altri…]

Ora si aprono scenari ove la realtà certamente supererà la fantasia più sfrenata….

una cosa è certa…  A Berlino non devono averla presa molto bene.

Dopo la Brexit (che non ha portato le conseguenze apocalittiche paventate dai teutonici) questa è la seconda bella mazzata che arriva in testa a chi ha fatto dell’europeismo una droga per vessare i cittadini/elettori Europei…

o cambiano musica a Bruxelles/Berlino o perderanno un altro pezzo…   i popoli europei (anche in Germania) si sono stufati di essere presi per i fondelli e trattati come sudditi.

quello che si frega le mani più di tutti sarà sicuramente Erdoğan…

< avete voluto farli votare con libera stampa e libertà di espressione? …se facevate come me… >

esprimete la vostra opinione sull’esito del voto…