Tantissimi a Cergneu per l’addio a Rosa: grato ricordo nelle parole di don Marco

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Oggi siamo qui tristi, a piangere e a pregare per Rosa. Ma dobbiamo ricordarla con affetto e serenità per il bene che ha sempre fatto. Ed è stato veramente tanto!». Sono le parole con cui monsignor Marco Visintini ha concluso ieri mattina, nella Chiesa di San Giacomo a Cergneu, la sua bella omelia dedicata a Rosa Scattolin in Capitan, di fronte a un’aula gremita che non è riuscita ad accogliere tutti coloro che hanno voluto salutare la defunta, strappata prematuramente a 66 anni da un male rivelatosi purtropo senza speranze. C’erano infatti centinaia di persone – Cergneu era invasa dalle auto ovunque! -, gran parte delle quali hanno dovuto affrontare il maltempo, aspettando sotto la pioggia, prima di poter entrare alla fine del rito nella parrocchiale per aspergere la salma.
Persone di tutto il Comune di Nimis, ma anche giunte da tante altre località del Friuli, che hanno voluto rendere omaggio a Rosa Scattolin, stringendosi accanto al marito Giacomo, che fu anche stimato amministratore comunale – tra la folla c’erano infatti i sindaci emeriti Giovanni Roberto Mattiuzza e Renato Picogna, oltre a chi scrive – e alla sua grande famiglia, in particolare ai figli Luisa, Marco e Alessandro. Attingendo alle parole del Vangelo di Giovanni, don Marco ha collegato la vita di Rosa a quei pellegrini che salivano a Gerusalemme su strade piene di pericoli e di difficoltà, ma che alla fine arrivavano ed erano felici. «Anche la strada di Rosa – ha detto il parroco di Cergneu – è stata tutta in salita, ma è stata sempre affrontata con il sorriso, sorretta dalla fede e dalla speranza. E anche la malattia è riuscita a sopportarla con coraggio e cristiana rassegnazione».
Al termine delle esequie, mentre il rito terminava tra le dolcissime note di “Suspir da l’anime”, un corteo interminabile è entrato silenziosamente in Chiesa per salutare la defunta, visto che appunto il maltempo non avrebbe consigliato, come si usa, l’omaggio al feretro sul sagrato.

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In copertina, Rosa Scattolin in Capitan strappata dal male a 66 anni.

Nimis ha il sindaco e domenica tutti l’hanno applaudito, ma era uno scherzo di Carnevale. Dopo la sfilata, stasera l’attesa estrazione della ricca lotteria

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma chi ha detto che a Nimis non c’è il sindaco? E che bisogna aspettare le elezioni del 13 aprile per poterlo riavere? Tutti, invece, l’hanno visto e applaudito domenica pomeriggio. Ma si è trattato, ovviamente, di uno scherzo di Carnevale. Perché quel “primo cittadino” sul palco, con fascia tricolore volutamente indossata in modo errato, era Antonella Bozzato che ha presentato anche quest’anno, con la verve che le è riconosciuta, tutti i gruppi – provenienti anche dall’estero, Slovenia e Croazia, ma anche dalla più lontana Ungheria – che hanno partecipato alla bellissima sfilata, momento clou del “Carnevâl a Nimis” che questa sera, martedì grasso – in friulano “Carnevalon” -, giungerà alla sua conclusione con una serata senza freni sotto il maxi-tendone di piazza 29 Settembre, che avrà quale prologo l’estrazione, alle 20.30, della ricca lotteria che offre anche quest’anno quale primo premio l’ambitissima autovettura da settimane in bella mostra davanti al Duomo. Poi, via alla musica e ai balli in maschera fino alle ore piccole, perché da domani si cambia: per chi crede, ci sono Le Ceneri!

Favorita da un tempo veramente splendido, da inizio primavera, la sfilata di domenica pomeriggio ha richiamato, come era prevedibile, un folto pubblico che ha applaudito tutti i protagonisti, esprimendo attraverso i social i propri consensi. La Pro Nimis, guidata da Mario Srebotuyak e dal giovanissimo Davide Michelizza, ha colto quindi nel segno e si avvia ad archiviare questa edizione del Carnevale post-Covid come indubbiamente la migliore e che segna un rilancio in grande stile della manifestazione, a buon diritto la principale fra quelle organizzate ogni anno, per cui merita adeguato sostegno e valorizzazione da parte del sindaco – quello vero! – e della amministrazione che usciranno dalle urne alle Palme. E che dovranno prendere il posto del commissario Giuseppe Mareschi, da poco meno di un anno alla guida del Comune.
Per ora, come detto, in un clima scherzoso tipico di questa festa scanzonata e irriverente, tutti si sono accontentati del “sindaco Bozzato” e della sua “giunta” formata da alcuni degli ex primi cittadini – Gloria Bressani, Danilo Gervasi e Renato Picogna, oltre a chi scrive -, i quali hanno dato vita alla giuria assieme al “segretario” (Giordano Berra) e al consigliere regionale Edy Morandini (questo veramente in carica!), che ha avuto il compito non facile di attribuire i premi. Anche se per quello speciale, che attribuisce la maschera tradizionale del “Tomat”, non ci sono stati dubbi: destinataria la benemerita associazione Maglia Nera, non solo per la brillante rappresentazione in “chiave” enologica del suo operare, ma anche e soprattutto per il prezioso lavoro che fa a beneficio del territorio montano con la manutenzione dei suggestivi sentieri percorsi sempre più spesso dalle mountain bike.

Ma, poi, come non attribuire il premio della Satira al gruppo di Ramandolo con la graffiante interpretazione di “Ocjo e patente”, in seguito all’appesantimento delle sanzioni per chi si trova alla guida dopo aver brindato in osteria. Premio Coreografia, invece, alla Carica dei 160 con i suoi bellissimi costumi a “pois”, come dire la Banda di Vergnacco, sempre affezionata al Carnevale di Nimis. E premio Fantasia, invece, al gruppo locale del Mocio, attento nell’assicurare una vita nell’igiene personale e collettiva. Infine, il gruppo premiato dai social con i voti espressi sul profilo della Pro Loco: ha vinto il frizzante Mc Donald presentato dai volontari di Ora Nimis.
Questi, dunque, i premi principali, quelli che da decenni caratterizzano la sfilata di Nimis. Ma riconoscimenti ci sono stati per tutti i gruppi, a cominciare da quelli arrivati appunto da lontano (Slovenia, Croazia e Ungheria), ma anche a quelli espressi dai più piccoli del paese, come i bambini dell’Asilo parrocchiale e della seconda elementare. Oltre che ai bravissimi sbandieratori di Spilimbergo, alla Banda di Cassacco e agli effervescenti “Splumats” che poi hanno continuato a suonare con goliardia anche sotto il tendone. Dove questa sera ci sarà, appunto, il gran finale. A proposito, a chi andrà la Panda? Lo sapremo fra poche ore.

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In copertina, il “sindaco” Antonella Bozzato mostra il Tomat, il premio speciale della sfilata; all’interno, tutti i premiati: Maglia Nera,  “Ocjo e patente” di Ramandolo, Carica dei 160 di Vergnacco, Mocio e Mc Donald. Oltre a tutti gli altri gruppi assieme ai tre stranieri.

Bellissima festa a Lannach per rinsaldare i vincoli del gemellaggio con Nimis nel ricordo di quelle cerimonie di 35 anni fa

di Giuseppe Longo

LANNACH – «Questi sentimenti di amicizia e questi ideali di pace e di unione fra i popoli ci accompagnino e ci guidino in questo periodo buio e difficile. Grazie per la bellissima accoglienza, viva Lannach, viva Nimis e viva il gemellaggio!». Con queste significative parole il commissario comunale Giuseppe Mareschi ha concluso il suo saluto agli amici stiriani durante la breve ma simpaticissima cerimonia organizzata nella cittadina alle porte di Graz, seconda città dell’Austria, per rinsaldare i valori e i vincoli del gemellaggio nel suo 35° anniversario, replicando quanto era avvenuto a Nimis, al Santuario delle Pianelle, l’8 settembre scorso, in occasione della sagra pluricentenaria. E, parimenti, la cerimonia a Lannach ha avuto quale gioiosa cornice proprio l’annuale festa d’autunno in una tersa e calda mattinata, “inondata” da un sole insolito a queste latitudini nel mese di ottobre.

Ma il rappresentante del Comune friulano aveva esordito dicendo: «Completiamo oggi la cerimonia che festeggia 35 anni di gemellaggio. Se l’idea di gemellarsi può essere stata pensata da poche lungimiranti persone, percorrere insieme 35 anni è il risultato del lavoro, della collaborazione e della volontà di molti. È il risultato dell’amicizia, del rispetto, della fraternità di due comunità che vogliono progredire insieme. Ringrazio di cuore tutti voi che credete in questo progetto e vi impegnate per continuarlo. Ricordo con piacere la bella giornata a Nimis dell’8 settembre , la vostra allegria , il vostro affiatamento». E ha concluso: «A suggello di questa giornata, abbiamo pensato a un ricordo, un’opera di un valente artista di Nimis. E siccome siamo una delle Città del vino, a una selezione di un ottimo Ramandolo». Vino che, peraltro, gli amici stiriani hanno potuto degustare, assieme ad altri prodotti nostrani, nel ben fornito stand allestito con la collaborazione della Pro Loco, rappresentata dal suo presidente Mario Srebotuyak. Mentre, assieme ai numerosi ospiti di Nimis, c’erano gli ex sindaci Giorgio Bertolla, Gloria Bressani, Danilo Gervasi e Renato Picogna, oltre a chi scrive che nel 1990 controfirmò proprio a Lannach il gemellaggio siglato un anno prima in Friuli da Germana Comelli nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli. Nel contempo, il borgomastro Josef Niggas ha ricordato con grate parole il sindaco Walter Tosolini, scomparso un paio di anni fa, e i suoi predecessori Josef Mayer e Maximilian Röck, sottolineando quanto sia importante questo vincolo di amicizia che i 35 anni trascorsi non hanno allentato bensì rafforzato. Per cui – sottoscrivendo con il dottor Mareschi una nuova pergamena celebrativa – si è augurato che «questa bellissima esperienza continui con immutato vigore, regalando nuove soddisfazioni a entrambe le comunità». E questo sarà il compito delle civiche amministrazioni che usciranno dalle prossime elezioni comunali sia a Lannach che a Nimis.
Una bellissima mattinata, insomma, per la rappresentanza friulana in Stiria, accolta con calore dagli amici di Lannach e dallo stesso borgomastro Niggas che si è improvvisato, in un simpatico siparietto, anche direttore della Banda cittadina, le cui note hanno reso ancora più festosa una giornata che resterà segnata con importanti caratteri nella storia del gemellaggio. Ebbe ragione Rodolfo Zilli – il figlio dello scultore, scomparso una decina di anni fa e sepolto, con la sua famiglia, proprio nel cimitero di Lannach -, a promuovere questo bellissimo rapporto assecondando gli ideali espressi da un’Europa unita e solidale. Valori sottolineati anche in quelle opere che l’artista di Nimis realizzava nel Castello di Lannach che sorge vicino alla moderna Chiesa parrocchiale, dove i fedeli vengono accolti dalle braccia aperte di quel Dio Padre scolpito proprio da Zilli.

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In copertina, il borgomastro Josef Niggas sottoscrive con il commissario Giuseppe Mareschi la nuova pergamena del gemellaggio; all’interno, alcune immagini della bellissima festa e infine il Dio Padre scolpito da Rodolfo Zilli.

Cergneu in festa con l’arcivescovo Lamba che privilegia le periferie. L’ex sindaco Picogna: don Marco per noi è prezioso, ma gli sono stati aggiunti troppi impegni

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nell’ambito della Forania della Pedemontana, nella quale è confluita anche quella storica di Nimis, la Parrocchia di Cergneu – che riunisce anche i fedeli di Monteprato e Vallemontana – è stata la prima stamane ad avere ricevuto la visita del nuovo arcivescovo di Udine, all’insegna di una Chiesa “in uscita”, per dirla con una espressione tanto cara a Papa Francesco, quella delle periferie. «Lo facevo anche quando ero ausiliare a Roma e il più delle volte non mi facevo annunciare», mi ha raccontato monsignor Riccardo Lamba all’uscita dalla parrocchiale di San Giacomo Apostolo, al termine della celebrazione della Messa.

Arrivato in sordina al volante della sua utilitaria e con grande semplicità, senza abiti prelatizi, il presule – che dal 5 maggio scorso è subentrato ad Andrea Bruno Mazzocato, ritiratosi per raggiunti limiti d’età – è stato salutato dalle grate parole di monsignor Marco Visintini che proprio un anno fa aveva ricevuto dall’arcivescovo emerito la “consegna” delle tre frazioni orientali. «Siamo veramente emozionati – ha detto don Marco, durante il rito reso ancora più bello e partecipato dai canti del coro parrocchiale – che lei abbia scelto un piccolo paese per avviare il suo apostolato in questa zona del Friuli». Renato Picogna gli ha rivolto, invece, un caloroso benvenuto da parte della comunità, soffermandosi sui problemi che questi paesi di montagna sono costretti a vivere: spopolamento, invecchiamento dei residenti, difficoltà economiche e sociali, la frequenza ai riti religiosi sempre più rarefatta, tanto che la Chiesa, ricostruita pur in forme più piccole rispetto a quella distrutta dal terremoto di 48 anni fa, oggi risulta troppo grande. «Siamo grati e orgogliosi di avere con noi don Marco – ha proseguito l’ex sindaco di Nimis -, la sua presenza è preziosa. Ma troppi sono gli impegni cui deve provvedere, essendosi aggiunte anche le comunità dell’Alta Val Cornappo dove da anni opera un bravo diacono, per cui giocoforza il tempo che ci può dedicare si è notevolmente ridotto».
Problemi sui quali l’arcivescovo si è soffermato con più d’uno anche durante il magnifico rinfresco offerto nel sottostante centro sociale, mentre l’omelia l’aveva incentrata tutta sui temi della celebrazione, attingendo dalle significative parole del Vangelo di Giovanni. Al termine, si è congedato da Cergneu ripartendo per Udine con la propria auto. Lasciando nella piccola comunità la consapevolezza di aver vissuto una giornata davvero speciale, anzi storica. Cergneu è pertanto profondamente grata a monsignor Lamba per essere stata scelta per la sua prima vista nella Pedemontana. All’insegna di “beati gli ultimi che saranno i primi”.

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In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione di stamane a Cergneu con il nuovo arcivescovo di Udine.

Cergneu, Vallemontana e Monteprato affidate a don Marco Visintini: bella festa con l’arcivescovo Mazzocato

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ora don Marco Visintini è ufficialmente il nuovo parroco di Cergneu, Vallemontana e Monteprato. Opera nelle tre frazioni orientali del Comune di Nimis già da oltre un anno, ma l’incarico formale lo ha ricevuto da poche settimane e stamattina il “sigillo” formale è avvenuto nel corso della Messa solenne che l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, ha celebrato nella Chiesa di San Giacomo Apostolo ricostruita dopo il terremoto accanto al campanile che invece aveva resistito alle scosse.


Bella e significativa la cerimonia di “immissione in possesso”, con alcuni passaggi formali che l’hanno contraddistinta. A cominciare dalla consegna del libro dei Vangeli al sacerdote quale strumento per la propria missione nelle tre comunità affidategli. Quindi la benedizione con l’acqua, ricevuta dal presule, dei nuovi fedeli. Infine, l’aspersione dell’altare con l’incenso purificatore e il rinnovo delle promesse di fedeltà attraverso il Credo pronunciato secondo il rito della Chiesa di Aquileia. Tutti passaggi che sono stati via via illustrati dallo stesso arcivescovo, il quale poi all’omelia ha sottolineato l’importanza della presenza del sacerdote in una comunità.
Nel corso del rito, sono saliti all’ambone Renato Picogna, già sindaco di Nimis, per esprimere a don Marco il benvenuto dei suoi tre nuovi paesi, e l’assessore Mariacristina Del Fabbro, che ha portato l’adesione della civica amministrazione guidata da Giorgio Bertolla. Tre piccole comunità che si trovano a fare i conti con momenti difficili, aggravati soprattutto dallo spopolamento, per trasferimenti e denatalità, che si riscontra ormai in tutte le zone montane. Ma che hanno ancora la forza e la volontà per guardare al futuro, e in questo anche la presenza e la parola del sacerdote saranno sicuramente preziose. Picogna ha avuto anche espressioni di riconoscenza per quanto fatto con dedizione per anni, dopo la prematura scomparsa di don Flaviano Veronesi, da don Bruno D’Andrea e dai suoi collaboratori. Al termine del rito, accompagnato dai canti di alcune brave coriste di Cortale (paese che, assieme a Zompitta, Valle e Qualso, ebbe don Marco parroco per diversi anni), nel centro sociale in zona sagra è seguito un ricco e invitante rinfresco, tra gli applausi e gli auguri al nuovo parroco, visibilmente emozionato per la dimostrazione di simpatia appena ricevuta, ma che, come si diceva, ha già avuto modo di sperimentare trovandosi a operare da oltre un anno in questa zona.

Come ricordavamo ieri, don Marco Visintini è originario di Tricesimo e, dopo alcune esperienze come collaboratore pastorale, nel 1992 fu nominato parroco dei citati paesi del Rojale. Nel 2011 il trasferimento in Carnia, a Socchieve, ma dopo due anni ecco un nuovo incarico come guida pastorale per le Parrocchie di Ara e di Fraelacco. Nel 2018 assunse anche la guida della vicina Parrocchia di Tricesimo che poi lasciò nel novembre 2021, quando venne assegnato ad altri incarichi che l’hanno portato appunto ad impegnarsi a favore di Cergneu, Vallemontana e Monteprato.

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In copertina, l’arcivescovo Mazzocato consegna il libro dei Vangeli al nuovo parroco; all’interno, don Marco Visintini asperge i fedeli, gli interventi dell’assessore Del Fabbro e di Renato Picogna, e la benedizione finale.

Dall’omaggio alle vittime di Nongruella un monito a impegnarsi per la pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ricordare questi avvenimenti deve farci pensare che la pace in cui viviamo qui ora non è poi così scontata, prova ne sia che è in corso una guerra sanguinosa non molto lontano da noi, all’interno della nostra Europa. È per questo che ognuno di noi deve impegnarsi in comunità come nel privato per mantenere la pace, dal vicino di casa fino alla comunità intera in cui vive quotidianamente». Questo il monito che il sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, ha lanciato da Nongruella, piccola borgata sopra Cergneu, durante il breve discorso che ha tenuto per commemorare le vittime del rastrellamento nazista di 79 anni fa, dinanzi alla lapide che le ricorda.


«Il 12 dicembre 1943, una data infausta – ha rievocato Bertolla, inquadrando la dolorosa vicenda nel contesto della seconda Guerra mondiale – per la storia delle nostre comunità ed in particolare per le frazioni di Cergneu, Nongruella e Subit. Una data che, assieme ad altre come quelle riguardanti l’Eccidio di Torlano e l’Incendio di Nimis, ricordiamo ogni anno per commemorare i nostri concittadini Caduti in questi tragici eventi. Qui furono uccisi otto nostri compaesani assieme ad altri cinque di Subit e Attimis, per lo più giovani, che nulla avevano a che fare con le attività belliche di quel periodo storico. Tutto ciò accadde – ha aggiunto il primo cittadino – durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo in funzione di contrasto alle attività partigiane. Ciò si svolse nelle nostre vallate tra l’11 e il 17 dicembre e persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi».
«Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale tutta – ha concluso Giorgio Bertolla – chi si è adoperato per riprendere questa cerimonia di commemorazione, chi si prende cura di questo luogo e tutti voi che con la vostra presenza mantenete viva la memoria di questi tragici fatti che hanno segnato la nostra storia». Prima del discorso del capo della civica amministrazione, don Marco Visentini aveva benedetto il piccolo monumento dedicato ai ricordo di quei tredici morti innocenti. La cerimonia – alla quale erano intervenuti anche l’ex sindaco Renato Picogna e, in rapprentanza del Comune di Povoletto, l’assessore Rudi Macor – si è conclusa con un’ottima pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Nimis-Val Cornappo, mentre cominciava a fioccare la neve.

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In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione di Nongruella, con il discorso del sindaco Giorgio Bertolla, cerimonia conclusa dalla pastasciutta degli alpini del Gruppo Nimis -Val Cornappo.