“Giorno del Ricordo”, le vittime delle foibe e il dramma degli esuli: omaggio del Club per l’Unesco di Udine che invita a riflettere con Sebastiano Ribaudo

(g.l.) Anche nel Friuli Venezia Giulia ieri si è celebrata con la dovuta solennità la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e del dramma degli esuli istriani, fiumani e dalmati: la commemorazione, istituita con la Legge numero 92 del 30 marzo 2004, ha avuto come sempre il suo momento più intenso e significativo nella cerimonia tenuta davanti alla Foiba di Basovizza, sul Carso Triestino. In occasione della importante ricorrenza, Sebastiano Ribaudo, socio effettivo del Club per l’Unesco di Udine, ha scritto una significativa riflessione – dal titolo “Le radici nell’acqua salata ” – che riportiamo integralmente.
«Il 10 febbraio – scrive Ribaudo – è un giorno che chiede silenzio. Non il silenzio del vuoto, ma quello pieno — il silenzio di chi si ferma davanti a qualcosa di troppo grande per essere solo detto, e troppo necessario per essere taciuto. Oggi l’Italia commemora le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata: due ferite distinte eppure intrecciate, a lungo ignorate, infine riconosciute. Da un lato la violenza brutale delle esecuzioni nelle cavità carsiche, dove migliaia di italiani — civili, soldati, oppositori reali o presunti — furono gettati nel buio della storia. Dall’altro, la fuga silenziosa e straziante di trecentocinquantamila persone che lasciarono Istria, Fiume e Dalmazia con una valigia e il proprio nome, abbandonando case, tombe, ulivi, dialetti: un’intera civiltà plurisecolare che si disperse come nebbia sull’Adriatico. Queste storie hanno aspettato a lungo di essere riconosciute. Erano scomode: si collocavano nel dopo-bellico, in anni in cui l’Europa tentava di ricostruirsi e certi dolori venivano considerati meno urgenti, certi torti meno visibili. Gli esuli arrivarono in un’Italia che a volte li accolse con diffidenza, li etichettò frettolosamente come “fascisti” senza conoscerli, li sistemò nei campi profughi come un problema da gestire invece di trattarli come fratelli da abbracciare. Fu una doppia perdita: prima la terra, poi la voce. La memoria non è un peso: è una bussola. E il Giorno del Ricordo ci ricorda che la verità storica non è proprietà di nessun partito, e che il dolore non ha colore politico».
«Ma il ricordo – prosegue l’esponente del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco – ha una sua pazienza. Alla lunga vince. Oggi esistiamo — come nazione, come comunità civile — anche grazie a quella tenacia. Grazie ai diari conservati nei cassetti, alle fotografie strappate al mare, ai figli e alle figlie che hanno insistito nel raccontare ciò che i genitori faticavano persino a pronunciare. Il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004, non è soltanto un gesto verso il passato: è un impegno verso il presente. Ricordare non significa odiare. Significa, al contrario, scegliere la lucidità sull’oblio, la complessità sulla semplificazione, la giustizia sul silenzio conveniente. Le foibe non furono un’inevitabilità della storia: furono scelte, ordini, ideologie che trasformarono esseri umani in nemici da eliminare. Riconoscerlo non è revanscismo — è onestà».
«E l’esodo? Fu la fine di un mondo – conclude Sebastiano Ribaudo – che aveva saputo essere, per secoli, il crocevia di lingue e culture diverse: il veneziano e il croato, il latino e lo slavo, il profumo del mare e quello della pietra carsica. Quella civiltà non è morta del tutto — vive nei cognomi, nelle ricette, nelle canzoni che si cantano ancora nelle associazioni degli esuli in tutto il mondo. Ma è una fiamma che richiede custodia, perché il vento della dimenticanza è sempre in agguato. Questo giorno non appartiene a una sola famiglia politica né a una sola regione geografica. Appartiene a tutti coloro che credono nella memoria come atto morale — non nostalgico. Ai nomi incisi sulle lapidi e a quelli che mancano. Alle donne e agli uomini inghiottiti dalle foibe. Alle famiglie che hanno attraversato l’Adriatico con il cuore spezzato e hanno costruito una vita nuova senza smettere di portare con sé il peso — e la bellezza — di quella vecchia».

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In copertina, il monumento alla Foiba di Basovizza sul Carso sopra Trieste.

Il Caffè Letterario Udinese inaugura un ricco 2026 di letture: questa sera la presidente Sabina Marzotta presenta il cartellone al via con Giuseppe Penello

di Giuseppe Longo

Ma che bella “infornata” di libri! Ecco la proposta 2026 del Caffè Letterario Udinese che, sotto la guida appassionata e instancabile della sua presidente Maria Sabina Marzotta, ha messo a punto un calendario di presentazioni mensili di ottimo livello che si aprirà oggi, in occasione della serata inaugurale, con Giuseppe Penello e si concluderà nel prossimo dicemebre con Enzo Cattaruzzi. Numerosi e di grande interesse, per gli argomenti trattati, i volumi che saranno via via presentati. E che seguono gli incontri di approfondimento di varie ed affascinanti tematiche degli ultimi anni.
“Il diario di Joe” è, dunque, il titolo del libro di Giuseppe Penello che oggi avrà l’onore di aprire il ricco programma annuale. L’appuntamento è, come sempre, alle 18, alla Caffetteria Da Romi – Al Vecchio Tram di piazza Garibaldi: condurrà l’incontro interloquendo con l’autore la presidente Marzotta che, visto il carattere della serata, si soffermerà anche sulle altre proposte culturali che mese dopo mese verranno offerte agli amici del Caffè Letterario, a cominciare dai sostenitori delle sue brillanti iniziative come il sempre presente Club per l’Unesco di Udine, guidato da Renata Capria D’Aronco.
Il 25 febbraio seguirà il “Dimmi che verità ti occorre” di Jacopo Chiostri, mentre in marzo, il 25, sarà la volta di “Ombre e segnali dal mare” di Cristiano Caracci e in aprile, il 29, seguirà “Il gioco del diavolo” di Astrid Basso. “Il colore del sogno” è, invece, il titolo del volume di Manuela Piovesan che sarà presentato il 27 maggio, mentre il 24 giugno seguirà “Piccola Odissea tra le terre emerse” di Arianna Maturi. Il 29 luglio, poi, “Filo spinato” di Rita La Boria.
In agosto, anche il Caffè Letterario Udinese si prenderà la consueta e meritata vacanza, per riprendere con rinnovato slancio il 30 settembre, quando sarà presentato “A passi leggeri tra i ricordi” di Martina Campagnolo. Il 28 ottobre seguirà “L’albergo nazionale di Udine” di Bruno Bonetti, mentre Anna Tarantello presenterà “Il salice di Luca” il 25 novembre. Infine, il 16 dicembre, Enzo Cattaruzzi interverrà con “La casa della nonna” chiudendo così il cerchio di un’annata davvero promettente. Il Caffè Letterario Udinese anche per il programma di quest’anno si è, infatti, dimostrato all’altezza della sua ormai consolidata tradizione, privilegiando però, come si diceva, la presentazione di libri – come è peraltro la sua “mission” – all’approfondimento di varie tematiche legate all’attualità, alla storia, alle tradizioni e alla cultura in genere che tanto successo hanno avuto soprattutto negli ultimi anni.
Appuntamento, dunque, questa sera nella consueta, ospitale “location” di piazza Garibaldi, nel cuore di Udine – sede, peraltro, anche di tutti gli altri incontri, sempre con ritrovo alle 18 – per l’avvio di questa nuova annata letteraria che, poi, presenteremo di volta in volta e che non mancherà di richiamare interesse e ammirazione. Per cui non resta che augurare a tutti “Buona lettura!”.

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In copertina, Maria Sabina Marzotta presidente del Caffè Letterario Udinese.

Giornata della Memoria, domani una commemorazione in Università con il Club per l’Unesco di Udine

(g.l.) Fra le tante manifestazioni programmate in Friuli Venezia Giulia nella ricorrenza della Giornata della Memoria, merita una particolare sottolineatura quella indetta dal Club per l’Unesco di Udine per domani, 27 gennaio, alle ore 17, nell’Aula 1 di Palazzo Antonini, sede dell’Università degli Studi di Udine. L’omaggio all’Olocausto (Shoah) sarà aperto dal saluto introduttivo della presidente Renata Capria D’Aronco che poi cederà il microfono a Mauro Macale, presidente della Ficlu (Federazione italiana delle Associazioni e dei Club per l’Unesco) e del Club per l’Unesco di Latina, che porterà il saluto istituzionale. Seguiranno le relazioni che approfondiranno vari aspetti della importantissima tematica.
La serie sarà aperta da Adriana Ronco Villotta, giornalista, docente di Storia dell’arte, sostenitrice del Club per l’Unesco di Udine con delega in Docenza in Storia dell’arte, che tratterà il tema Giornata della Memoria e periodo storico-artistico. Di Orrore per l’Olocausto in una memoria che deve essere tenuta viva anche perché le tragedie non si reiterino parlerà invece Pietro Mastromonaco, scrittore con delega alla Letteratura nel Club per l’Unesco di Udine. mentre Maria Teresa Pirillo, scrittrice e pittrice nonché socia sostenitrice del Club per l’Unesco di Udine, tratterà il tema La Memoria. Infine, Maura Pontoni, editore de L’Orto della Cultura e socia del Club per l’Unesco di Udine, proporrà Ricordi di una bimba, figlia di un deportato.

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In copertina, un’immagine del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia.

“Udine Città della Pace”, il Premio del Club per l’Unesco compie 25 anni e andrà a Ritorno all’Essere Umani: mercoledì a Palazzo D’Aronco festa per la consegna

(g.l.) Compie un quarto di secolo il Premio “Udine Città della Pace” promosso e organizzato dal Club per l’Unesco di Udine che, invece, sta vivendo il 40° anno di attività. Il prestigioso riconoscimento quest’anno è stato assegnato all’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani (Reu), fondata da Luca Fontanini ed Emanuela Sozio. La sua consegna avverrà durante una pubblica cerimonia che si terrà mercoledì prossimo, 17 dicembre, alle 17, nel Salone del Popolo nel Municipio nel capoluogo friulano. «La popolazione – afferma Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine – è invitata a partecipare e a condividere questo momento di riconoscimento, che non è soltanto un atto formale, ma un’occasione per ritrovarsi. Sarà un incontro aperto e inclusivo, in cui ciascuno potrà sentirsi parte di un percorso comune verso una cultura della pace e della cura. Un invito a esserci, insieme, come fili di una stessa trama che nel rispetto continua a tessere il futuro della nostra terra».

Renata Capria D’Aronco


Da sempre impegnato nella costruzione di ponti con gli attori della società civile, il Club per l’Unesco di Udine conferisce, dunque, il Premio 2025 all’associazione Reu per il valore del suo lavoro di sensibilizzazione e formazione rivolto a professionisti e cittadini. «L’associazione premiata – spiega Renata D’Aronco – promuove una cultura della cura autentica della persona, attraverso percorsi che integrano i contesti tecnico-sanitari con il dialogo multiculturale tra medicina, scienze umane e filosofia. Il motto “con cura e per la cura” esprime la visione filosofica, culturale e sociale che guida tutte le attività dell’associazione».
La presidente D’Aronco, assieme al direttivo del Club per l’Unesco di Udine, rivolge pertanto un sentito ringraziamento alla Giuria che lei stessa presiede e che è composta da Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine; Dorino Favot, presidente Anci Fvg; Bruno Malattia, presidente Fondazione Friuli e Angelo Montanari, magnifico rettore dell’Università di Udine per «il qualificato contributo valutativo e l’autorevole impegno profuso nella selezione dei candidati». La decisione della Giuria riconosce, infatti, il valore del lavoro svolto da Reu, messo in luce anche dalla terza edizione del convegno “Al di qua”, che ha visto la partecipazione di Carmela De Fusco (direttore Soc Cure Palliative ASUFC) e di Paola Ponton (presidente Nucleo Etico per la Pratica Clinica Asufc). Nel corso dell’evento è stato evidenziato un interrogativo tanto necessario quanto attuale: la necessità di tornare a essere, come una costellazione, autenticamente umani in ogni fase della vita nel prendersi cura di se stessi e degli altri.
«Questa venticinquesima edizione del Premio – sottolinea infine la presidente – assume un significato particolare poiché coincide con il 947º anniversario dell’atto di nascita della Patria del Friuli e con il 40º anniversario del Club per l’Unesco di Udine, che fa parte della Ficlu (ente accreditato al Miur). Una doppia ricorrenza per il Friuli che celebra nell’eccellenza multidisciplinare la continuità di un impegno costante nella promozione della scienza, della cultura della pace e del dialogo». Come detto, la cerimonia di premiazione, aperta a tutta la cittadinanza, si terrà nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, a Udine, mercoledì pomeriggio.

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In copertina,  Luca Fontanini ed Emanuela Sozio fondatori dell’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani.

Fisarmonicisti Tarcento, l’Ensemble di Massimo Pividori oggi a Gorizia per i Premi “Nadâl Furlan”. E domani a Billerio anche con il violino di Daniel Longo

(r.s.) Doppio impegno, tra oggi e domani, per l’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo fisarmonicisti Tarcento. La “fisorchestra” diretta da Massimo Pividori questo pomeriggio, alle 17, sarà infatti protagonista nell’Auditorium della cultura friulana di via Roma, a Gorizia, per accompagnare la cerimonia di consegna dei premi “Nadâl Furlan”, storica manifestazione annuale organizzata come sempre dal Circolo culturale Laurenziano di Buja con la collaborazione del Comune collinare e il patrocinio di quello ospitante che sta vivendo, con Nova Gorica, gli ultimi momenti di quella straordinaria esperienza che è stata Go!2025 Capitale europea della cultura.

Domani sera, invece, i Fisarmonicisti tarcentini del maestro Pividori daranno vita al “Concerto dell’Immacolata” che si terrà, alle 20.30, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo a Billerio. Annunciata anche la partecipazione del violinista Daniel Longo che aveva suonato con loro la scorsa settimana ad Attimis, in occasione della festa del patrono Sant’Andrea, eseguendo un bellissimo programma che era stato molto applaudito, tanto che sarà riproposto anche in questa nuova esibizione. Si tratta, infatti, di una “scaletta” di prim’ordine che attinge ad opere di eccelsi autori della grande musica come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel – saranno eseguiti il famosissimo “Jesus bleibet meine Freude” e la “Pastoral Symphony” dal celeberrimo Messiah -, passando per nomi prestigiosi che hanno scritto brani proprio per lo strumento a mantice, fino a concludere con un grande del nostro tempo: Ennio Morricone. Otre che nella esecuzione d’insieme, alcuni brani potranno essere gustati anche nelle interpretazioni solistiche di Gianni Passon e Valentino Novelli, oltre che dello stesso Pividori. Il quale eseguirà in duo proprio con il maestro Longo un coinvolgente brano, “Czardas”, di Vittorio Monti. Il concerto di domani, con ingresso libero, beneficia del patrocinio del Comune di Magnano in Riviera al quale si è aggiunto anche l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori direttore dell’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento; all’interno, immagini del concerto di Attimis con la partecipazione del violinista Daniel Longo.

“Salute del cuore”, stasera il Caffè Letterario Udinese invita a un incontro con il cardiologo Paolo Venturini

(g.l.) “La salute del cuore”: questo il tema, interessantissimo, che sarà affrontato stasera, 26 novembre, dal dottor Paolo Venturini durante l’incontro che il Caffè Letterario Udinese ha organizzato nella ormai consueta sede della Caffetteria Da Romi – Al Vecchio Tram: l’appuntamento è alle 18.


Si tratta dell’undicesimo degli incontri inseriti nella programmazione 2025 – che si avvia, dunque, alla sua felice conclusione – e la conduzione della serata sarà a cura di Maria Sabina Marzotta, leader del cenacolo letterario, che dialogherà con il cardiologo, il quale sarà disponibile anche a interloquire con il pubblico che vorrà porgli delle domande intorno a un tema così importante e sentito. Il cuore è infatti il vero “motore” della nostra vita, per cui ne dobbiamo avere la massima cura e osservare uno stile comportamentale idoneo a difenderne la funzionalità ed efficienza.
Come sempre, l’iniziativa culturale beneficia della collaborazione e del sostegno del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco. Passato, dunque, questo appuntamento, il Caffè Letterario Udinese si preparerà all’ultimo appuntamento dell’anno che sarà anche quello degli auguri per le feste di Natale e per l’ormai vicino 2026. Che sicuramente sarà così ricco di iniziative e proposte interessanti come lo sono stati questi 365 giorni che stanno giungendo al termine.

 

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In copertina, il cardiologo Paolo Venturini che parlerà al Caffè Letterario Udinese.

Le recenti scoperte archeologiche a Grado tra scienza e storia oggi in un incontro del Caffè Letterario Udinese

(g.l.) Grado é uno scrigno di storia, arte e tradizioni. E dei tesori dell’Isola del sole si parlerà questa sera, a Udine, durante il nuovo incontro organizzato dal Caffè Letterario Udinese nell’ambito della sua ricca programmazione annuale che si avvia alle ultime battute, ma che durante il 2025 ha proposto momenti di approfodimento, su vari argomenti, di vivo interesse. “Recenti scoperte archeologiche a Grado tra scienza e storia” è infatti il tema della conferenza che si terrà oggi, 29 ottobre, alla Caffetteria da Romi – Al Vecchio Tram di piazza Garibaldi. L’appuntamento, come di consueto, è alle 18.15 e sarà animato da Cristiano Meneghel, con il quale dialogherà Maria Sabina Marzotta, presidente del benemerito sodalizio culturale cittadino. La bella iniziativa beneficia del supporto e della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Un incontro, dunque, che si annuncia di sicuro interesse, in quanto condurrà in un affascinante tour culturale all’interno dell’Isola e in particolare del “castrum gradense”, il cuore delle città veccchia fatto, come a Venezia, di calli, campi e campielli, dove pulsa una storia antica e luminosa che riporta all’epoca patriarcale, ancora rappresentata, in tutto il loro splendore, dalle Basiliche di Sant’Eufemia e di Santa Maria delle Grazie, in campo dei Patriarchi e in Calle Lunga. Ma anche nei resti archeologici della Basilica paleocristiana di piazza Biagio Marin, con i suoi preziosi lacerti musivi, di fronte al palazzo municipale. Ma è meglio non aggiungere altro perché questo verrà svelato proprio da Cristiano Meneghel, vero conoscitore del passato di Grado e della sua isola meravigliosa.

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In copertina e all’interno due immagini delle Basiliche dell’epoca patriarcale a Grado.

(Foto interna di Massimo Crivellari)

Oggi Udine festeggia il suo “compleanno” ricordando gli 802 anni di storia e identità come città capoluogo del Friuli

Il 13 settembre 1223, tra le mura del Castello e la Villa di Udine (ovvero tra le mura castellane e il fossato), il patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs istituì il mercato che avrebbe dato vita al primo nucleo urbano della città di Udine: capitale del Friuli storico. A distanza di 802 anni da quell’atto fondativo, la ricorrenza viene ricordata e celebrata grazie all’iniziativa del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidati dal professor Alberto Travain, con il sostegno dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane che, in occasione del “compleanno”, oggi dedica idealmente ai friulani – e non solo – un breve richiamo alla ricorrenza anche grazie alla distribuzione di alcuni dépliant sul tema, realizzati dall’Agenzia con la collaborazione del Fogolâr Civic, e che saranno disponibili in occasione delle celebrazioni in programma. Ricordiamo che la manifestazione odierna avviene con l’adesione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Quella del 13 settembre non è, però, soltanto una data storica che vide la nascita di Udine come città-mercato, con governo autonomo e con un ruolo centrale nel Friuli patriarcale, «ma un momento chiave per l’identità di un intero popolo e di uno spazio di civiltà al crocevia dell’Europa», ha ricordato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Udine fu il più potente e intraprendente Comune urbano in una Patria del Friuli feudale, inquieta frontiera di civiltà, sistemi di governo e istanze sociali. Una vicenda appassionante cui senza dubbio il 13 settembre impresse una svolta significativa, assicurando ai friulani, nel bene e nel male, nuovo e disinvolto interlocutore nella loro storia, anche con precoci stagioni di democrazia e partecipazione che parlano all’oggi.
Dal 2001, il “Compleanno della Città” è ricordato ogni anno come manifestazione popolare spontanea. La celebrazione è un rito laico e popolare che riporta alla luce anche simboli evocativi: dalla “scraçule”, per richiamare i cittadini, al cuore con impresso lo stemma della città. È una ricorrenza che trova le sue radici nel popolo friulano. L’iniziativa è infatti partita da un piccolo gruppo di cittadini appassionati e ha saputo coinvolgere via via l’intera comunità udinese, costruendo un calendario di appuntamenti che anche quest’anno vengono riproposti da stamane, con partenza da piazza XX Settembre. Nel 2005, inoltre, il Comune ha issato per la prima volta la bandiera civica sul Castello in occasione della ricorrenza, una presenza oramai permanente. «Ritorniamo alle origini e al sogno che a ogni momento fondativo si associa. Quando nasce una città, in fondo, una piccola nuova speranza di umanità si accende nella Storia. Sogni e progetti di matrice antica affidati a popolo e istituzioni», ha ricordato il professor Travain, parlando dell’iniziativa.

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In copertina e all’interno il Castello di Udine simbolo della città e del Friuli storico.

Come va usato correttamente il cellulare anche per fare foto e video? Oggi un incontro con il Caffè Letterario Udinese

(g.l.) Che si chiami cellulare o più semplicemente telefonino, è ormai lo “strumento” che accompagna quotidianamente la nostra vita. E non solo per parlare con altre persone, ma anche per essere usato, grazie alla diffusione degli smarphone, come una sorta di piccolo computer o come macchina fotografica, tanto che mai come adesso si è visto un proliferare, sui social, di immagini di ogni tipo, più o meno belle, azzeccate o banali, scattate e pubblicate in tempo reale. Rullini e sviluppo in camera oscura, aspettando con impazienza dei giorni per vedere l’esito del proprio lavoro, sono ormai soltanto un ricordo di tempi andati.
Ma come vanno usati questi “prodigiosi” apparecchi tecnologici? A tale proposito capita, come si suol dire “a fagiolo”, un incontro sul tema “Un corretto uso del cellulare nell’ambito della grafica, del video e delle foto”, sul quale intratterrà questo pomeriggio Mauro Caffieri durante la riunione che si terrà, alle 18.15, alla Caffetteria Da Romi – Al Vecchio Tram, in piazza Garibaldi a Udine. Con il relatore dialogherà Maria Sabina Marzotta, presidente del Caffè Letterario Udinese, l’attivissimo sodalizio culturale che ha organizzato l’importante e opportuna iniziativa. Ma ovviamente potranno prendere la parola anche persone del pubblico con domande e osservazioni pertinenti, arricchendo così la trattazione che si annuncia di sicuro interesse. L’incontro è stato organizzato con il sostegno e la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine guidato da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, una bella inquadratura di un paesaggio marittimo con il cellulare.

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La Setemane de culture furlane (tanti appuntamenti) oggi rende omaggio a Dino Virgili a cent’anni dalla nascita

Tanti appuntamenti anche oggi, 16 maggio, per il programma della dodicesima edizione della Setemane de Culture Furlane – Settimana della Cultura Friulana della Società Filologica Friulana (oltre 200 eventi fino al 18 maggio, programma completo su www.setemane.it). Inoltre, le pubblicazioni della Filologica saranno presenti al Salone del libro di Torino. Tra i tanti eventi da segnalare il ricordo a cento anni dalla nascita del maestro e scrittore Dino Virgili a Martignacco.

UDINE – Alle 18, nella sede della Filologica a Palazzo Mantica, in via Manin, e in diretta streaming su www.setemane.it presentazione del volume “La scuola nella Grande Guerra Friuli 1915-1918”. La prima guerra mondiale stravolse anche le scuole del Friuli, plasmando l’esistenza degli alunni, il ruolo degli insegnanti, gli stili educativi e i programmi didattici. Basandosi su ricerca archivistica, ricognizione bibliografica, analisi dell’iconografia, raccolta delle testimonianze e sopralluoghi, il volume di Veronica Civino e Marco Pascoli (Gaspari editore) indaga intorno alle vicende e all’organizzazione scolastica dell’epoca, soffermandosi su aneddoti accaduti nelle scuole di Casarsa, Claut, Gemona, Resia, San Daniele, Stregna, Udine. Modera Romano Vecchiet.
Alle 17.30, nella Biblioteca del Seminario, conferenza “Tornâ cu la int – Popolo, clero e vescovo alla vigilia dell’Orcolat”. Tra il 1945 e il 1975 – anni della seconda ricostruzione postbellica – l’autonomia regionale e il boom economico determinano un cambiamento economico, sociale, culturale e spirituale in Friuli. Il clero udinese vuole rispondere all’appello di rinnovamento lanciato anche dal Concilio vaticano II. In questa stagione di vivace fermento ha avvio il ministero episcopale di mons. Alfredo Battisti, grande protagonista friulano nei mesi dell’Orcolat. Tratti dalla sua tesi, Andrea Bresolin narra questi eventi. Introduce monsignor Sandro Piussi.
Sempre alle 17.30, alla Biblioteca civica Joppi, conferenza “Vita di una nobile friulana: Lucina Savorgnan (1493-1543)”. Per l’International Committee Romeo and Juliet in Friuli, Gregorio Grasselli presenta lo stato attuale delle ricerche su Lucina Savorgnan, nobile udinese appartenente alla potente casata friulana. La sua vita fu segnata da crisi economiche, conflitti di fazione, strategie matrimoniali e dal massacro di Udine del 1511. A lei fu dedicata la celebre Historia di Luigi da Porto. Attraverso nuove analisi storiche e documentarie, si ricostruisce il ruolo della Savorgnan nel contesto politico e sociale del suo tempo. Introduce Ugo Falcone.

ZONA UDINESE – A Torreano, per gli eventi collaterali alla Fraie de vierte, nella sala consiliare alle 20 conferenza “La viticoltura in Friuli e nel Torreanese: una storia recente di forti cambiamenti” con Carlo Petrussi.

A Martignacco alle 20.30 a Villa Ermacora “Dino Virgili e la Risultive”. Nato a San Daniele del Friuli cento anni fa, il 27 febbraio 1925, il maestro e scrittore Dino Virgili è stato uno dei fondatori della corrente letteraria friulana di Risultive, insieme a Novella Cantarutti e Lelo Cjanton e con la benedizione di don Bepo Marchet. Nel centenario della sua nascita il Comune di Martignacco e la Società Filologica lo ricordano in una serata con Carlo Venuti, Giuliana Michelutti, Marta Varutti. Letture di Aida Talliente. Sarà presentata la nuova edizione de “L’aghe dapît la cleve” a cura di Davide Turello. All’interno delle iniziative del Sistema Bibliotecario del Friuli e della rassegna “Aspettando la Notte dei Lettori”.

A Carpacco di Dignano al via il “Festival delle Filande”, in programma fino al 18 maggio. Iniziativa promossa dall’Associazione Heritage in FVG. Venerdì 16 maggio si parte con il Pre-festival alle 10 nel centro polifunzionale con il seminario “Patrimonio industriale e eredità culturale” a cura di Angela Zolli. Alle 17 inaugurazione, alle 18 “Rigenerazione territoriale ed Eredità culturale”, incontro con Sandro Fabbro, già professore di Urbanistica (Università di Udine) con la partecipazione di Renato Bosa (Italia Nostra, Sezione di Udine) e Renata Capria D’Aronco (Club per l’Unesco di Udine). Alle 19 visita alla filanda di Carpacco a cura di Angela Zolli e Amedeo Paulitti.

Ad Aquileia alle 16 al Museo Paleocristiano “La poesia di Biagio Marin incontra le iscrizioni dei primi Cristiani di Aquileia”, conferenze con letture. Con la sua ben nota bravura attoriale Tullio Svettini leggerà, interpretandole, alcune splendide liriche del poeta Biagio Marin, di cui quest’anno ricorrono i 40 anni dalla scomparsa, alternandosi a Francesca Beltrame, specializzata in Epigrafia paleocristiana, allieva del professor Danilo Mazzoleni, che presenterà alcune delle più belle iscrizioni paleocristiane su lastra conservate tra Aquileia e Grado, i cui testi appaiono rivelatori di affettuosi legami familiari senza tempo. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Archeologico Aquileiese.

A Feletto Umberto, alle 18, in sala del Consiglio comunale presentazione del volume “Il carteggio tra Giusto Fontanini e Giandomenico Bertoli (1718-1736)” – Forum editrice. La presentazione è a cura dei curatori Roberto Feruglio e Alberto Vidon con l’introduzione di Angelo Floramo. A Cervignano alle 18 nella Casa della musica incontro su “Angelo Molaro (1879-1945) Ecclesiastico, maestro e irredentista”, In occasione del 150° anniversario della nascita e dell’80° della morte di don Angelo Molaro con l’Associazione “Cervignano Nostra”. Intervengono Stefano Perini e Michele Tomaselli. Letture di Luciana Degano.

A Pasiano di Prato alle 18.30, in sala consiliare, “Il silenzio e la rivolta-Quattro scritture per una Carnia in scena”. Presentazione del libro di Carlo Tolazzi (Forum editrice) promossa dalla Biblioteca comunale. Dialoga con l’autore Serena Fogolini. A San Tommaso di Majano nell’Hospitale di San Giovanni alle 20 “Versi nel chiostro-La voce di Teresa Zai”. Letture di Sonia Cossettini ed Elena Genio. Intervento di Fabiana Savorgnan Cergneu di Brazzà. All’arpa Serena Vizzutti. A Verzegnis alle 20 in sala consiliare concerto “In chê sere i grîs cjantavin… Cjants di autôr te tradizion musicâl furlane” con il coro Zanon Amico di Udine diretto dal maestro Alessandro Tammelleo.

Ad Ara di Tricesimo alle 20.30 conferenza “La Rosade e l’Ardielut. Omaggio al Poeta”, dedicata a Pier Paolo Pasolini. Gianfranco Ellero illustrerà il percorso da Rosade (1942) a Rosada (1954): da Poesie a Casarsa a La meglio gioventù. A Mortegliano lezione concerto alle 20.30 nella chiesa parrocchiale “Martyria Martyrum – I testimoni della fede secondo i codici goriziani”. Il concerto della Schola Aquileiensis offre un percorso attraverso i canti monodici della tradizione aquileiese. A Socchieve alle 20.30 al centro culturale incontro “Pasolini e il Friuli – Un dialogo intergenerazionale”. A 50 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, il Comitato “Gianfrancesco da Tolmezzo” propone un incontro dedicato al profondo legame tra l’autore e il Friuli. I relatori Gianni Cimador, Alex Cittadella e Marc Vezzi, di generazioni diverse, offriranno prospettive eterogenee su Pasolini, affrontando la complessità di uno degli intellettuali più influenti del Novecento ed interrogandosi su cosa il suo sguardo critico e poetico possa ancora dirci oggi.

A Latisana nella sala conferenze dell’ex stazione ippica, alle 20.30, convegno “1945, immagini e testimonianze di fine guerra nel Latisanese”. Relazione di Enrico Fantin.

A San Daniele, alle 20.45, al cinema Splendor proiezione del documentario “Renzo Tubaro. L’affresco”. Il Comune di San Daniele del Friuli propone la proiezione del documentario sulla figura del pittore Renzo Tubaro, per la regia di Ivo Pecile e Marco Virgilio, prodotto dalla Ianus Imagine. A Palazzolo dello Stella, alle 21, in aula magna dell’istituto comprensivo concerto “Sunìn par furlan”. La Associazion Auser “Stella & Tagliamento” unitamente al Comune di Palazzolo invita allo spettacolo della Filarmonica di Pozzuolo diretta dal Maestro Paolo Frizzarin: musiche e parole per valorizzare i canti della tradizione friulana, rielaborati secondo le potenzialità di una moderna orchestra di flauti, che si esibirà come sempre indossando il costume tradizionale friulano. Con la partecipazione del tenore Roberto Miani, letture di Carlotta Del Bianco e Maurizio Mattiuzza.

FRIULI ORIENTALE – A Romans d’Isonzo alle 20.30 al centro culturale della Casa Candussi Pasiani incontro “Due poeti friulani ribelli Giovanni Minut e Renato Iacumin. Nell’ambito delle “Conversazioni culturali” promosse dall’Associazione “I Scussons”, Ferruccio Tassin parlerà di due intellettuali emblematici. Giovanni Minut (1895-1967), combattente nel 97° austroungarico durante la Grande Guerra, dopo il conflitto fu a capo del movimento sindacale socialista dei contadini nella Contea di Gorizia e Gradisca. Le sue Rimis furlanis (Gorizia, 1921) trattano del riscatto sociale e della giustizia. Renato Iacumin (1941-2012) – storico, pedagogista e con ampie conoscenze musicali – ha scritto quattro raccolte di poesie in friulano che, come la sua Aquileia, irradiano i valori di carità e giustizia.

A Giassico di Cormòns nella Chiesa di Santo Stefano alle 20.45 “Storia di Vera”. Lettura teatralizzata a due voci, in lingua italiana e friulana, di e con Claudio Moretti e Flavia Valoppi. Tratta da Storie di Vera, Frute a Kijev, Fantate a Buchenwald, Femine in Friûl di Ivano Urli. «Questa storia parla di Vera, Vera Chmaruk, sposata con uno della famiglia Malin, Nino Malin, ma per tutti in paese è “la Russa”». Ma qual è la sua storia? Storia (di) Vera è la narrazione di un viaggio dall’inferno alla vita, la voce di una bambina che diventa donna dentro gli anni della guerra e ci riporta con ironia le atrocità vissute. È anche una storia friulana di accoglienza e integrazione: ancora oggi, a Lestizza, Vera “la Russe” è ricordata per la sua forza e integrità umana.

FRIULI OCCIDENTALE – A Porcia alle 18.30 in sala Diemoz presentazione del volume “Cronache del Friuli occidentale (XIII-XVI secolo). Il Comune di Porcia e l’Accademia San Marco Pordenone promuovono la presentazione dell’importante patrimonio di cronache compilate nel Friuli occidentale nei secoli XIII-XVI, che narrano le vicende del territorio friulano a partire dal Duecento e che raccolgono avvenimenti e situazioni sociali, politiche e culturali di ambiti molto più vasti. Non soltanto un recupero di documenti cronicistici d’epoca, ma anche di testimonianze di quella che viene oggi chiamata “storia della mentalità”. Interventi di Paolo Goi e dei curatori Pier Carlo Begotti e Luca Gianni.

A Zoppola reading alle 20.30 all’auditorium comunale dedicato a “Enzo Bearzot: il Silenzio e il Coraggio”. Mauro Fiorentin, Francesca Papais, Sergio Pasquin e Claudio Petris presentano un reading dedicato al grande Enzo Bearzot a 15 anni dalla sua scomparsa: un uomo che ha rivoluzionato il calcio italiano senza mai alzare la voce ed un allenatore che ha creduto nei giovani, ha sfidato le critiche e ha scritto la storia, guidando la Nazionale alla gloria mondiale nel 1982. Attraverso parole, emozioni e memoria, si renderà omaggio anche a un altro grande friulano, Bruno Pizzul, recentemente scomparso. Con la sua inconfondibile voce, Pizzul accompagnò gli italiani nel racconto di quell’impresa epica, quando Bearzot portò l’Italia sul tetto del mondo.

A Cordovado alle 17 in biblioteca civica evento per bimbi “Li’ novis aventuris di Mariute” con il poeta Giacomo Vit e il gruppo di lettori Racconti-amo.

Per il progetto “Sul cammino di San Cristoforo, quando l’anima incontra la bellezza – Camminate promosse da Montagna Leader GAL Friuli Occidentale” venerdì 16 maggio alle 18 a Pordenone “Sul Cammino di San Cristoforo attorno a Torre”. Ritrovo alla Villa Romana di fronte alla chiesa dei Ss. Ilario e Taziano.

ONLINE – Per la rassegna online Riviste friulane su www.setemane.it alle 15 del 16 maggio “Forum Iulii: annuario del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli” con Angela Borzacconi. Per la rassegna online “Peraulis” alle 20.30 il 16 maggio la parola che sarà spiegata in friulano sarà “Mus”. Per la serie di ricette “Gustâ gurizan” sulla cucina goriziana venerdì 16 maggio alle 12.30 il liptauer.

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In copertina, un’immagine dello scrittore friulano Dino Virgili.