Donne imprenditrici in montagna stamane in un convegno ad Amaro

Sissi 2.0 ha organizzato un seminario rivolto ad aumentare l’occupazione e l’imprenditorialità femminile, specificamente in area montana. Stamane, alle 10, nella sala convegni del Parco Tecnologico di Amaro, in via Jacopo Linussio, si terrà infatti il seminario del Progetto finalizzato alla promozione della cultura imprenditoriale e alla creazione di impresa e lavoro autonomo: Imprenderò [in] Fvg – Sissi 2.0. L’incontro dal titolo “Racconti di donne imprenditrici in montagna” – Percorsi di sostegno per la creazione d’impresa in Friuli Venezia Giulia sarà dedicato all’imprenditorialità femminile nel territorio montano regionale.
Dopo la registrazione dei partecipanti e il welcome coffee, si inizierà alle 10 con i saluti istituzionali da parte di Alessia Rosolen, assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca; Elisa Marzinotto, direttrice del servizio formazione della Regione Fvg; e Maurizio Ionico, amministratore unico Melius Srl – Impresa Sociale, partner di Ad Formandum, capofila dell’Ati Sissi 2.0. Alle 10.30 si proseguirà con la tavola rotonda moderata da Barbara Ganz, giornalista de Il Sole 24 Ore, alla quale parteciperanno, con l’intervento dedicato all’“Imprenditorialità femminile nel contesto montano e transfrontaliero”, Annalisa Bonfiglioli di Cramars soc. coop. che illustrerà “I progetti di empowerment femminile” e Tiziana Romano di Prime Alps che racconterà il progetto “FEMEco e la rete di imprenditorialità femminile”. A seguire Silvia Di Piazza, imprenditrice creativa – Materiis, spiegherà “L’alleanza tra arte, creatività e manifattura per dare valore alle cose”. Infine, sarà proiettata la video-intervista alla chef Elena Brovedani del ristorante Laite di Sappada. Il seminario si concluderà con un dibattito ed interventi del pubblico, nonché un rinfresco, alle 13, organizzato da La Tavola di Carnia. L’ingresso è libero e aperto a tutti gli interessati.


S.I.S.S.I. 2.0 – Sistema Integrato di Servizi per lo Sviluppo Imprenditoriale del FVG, è un progetto finalizzato alla promozione della cultura imprenditoriale e alla creazione di impresa e lavoro autonomo. Vuole informare in modo trasparente e semplificato i cittadini del territorio regionale sulle opportunità offerte da IMPRENDERÒ [in] FVG, sensibilizzandoli sul valore aggiunto della programmazione europea a sostegno dello sviluppo produttivo innovativo. Coinvolgere e attivare in modo appassionato i giovani, le donne, gli studenti, i disoccupati e i professionisti.

—^—

In copertina, una panoramica sulla zona di Amaro in Carnia-Alto Friuli.

Modernizzazione del commercio, a Buttrio le opportunità dei Distretti. Sommariva: ecco le sfide del nuovo

I cambiamenti economici, tecnologici e sociali che cittadini e commercianti stanno affrontando richiedono a imprese e amministrazioni di adattarsi e innovare. «Le pmi possono affrontare queste sfide con la necessaria consapevolezza e fiducia, soprattutto se si riesce a fare leva su una strategica e diffusa collaborazione, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva, come quella proposta all’interno dei Distretti del commercio introdotti dalla Regione». Ne è convinto Edi Sommariva, manager del Distretto Friuli Orientale, che proprio su questo tema, assieme ai partner e alle amministrazioni comunali dell’area (12 quelle rappresentate nel network), propone alle imprese e a tutti gli interessati un incontro di approfondimento, con interventi di esperti di innovazione economica ed esempi concreti di successo.

Beppino Govetto


L’incontro è in programma per lunedì 30 settembre, alle 15.30, all’Hotel Del Parco in via Stringher a Buttrio e sarà aperto dagli interventi dell’assessore regionale alle attività produttive Sergio Bini, del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo e del sindaco di Pavia di Udine, capofila del Distretto “delle meraviglie”, Beppino Govetto.
«I Distretti – aggiunge Sommariva – rappresentano uno strumento chiave per supportare le imprese del commercio nel cogliere nuove opportunità e affrontare le sfide della modernizzazione. Questo percorso parte dalla comprensione delle nuove aspettative dei consumatori del terzo millennio, attraverso lo studio dei necessari adattamenti tecnologici e relazionali con il cliente, con la consapevolezza di operare all’interno di un ecosistema economico complesso ma collaborativo. Centrali in questo contesto sono le reti di collaborazione e un ecosistema produttivo e istituzionale virtuoso, capace di innovare».
A discutere e a coinvolgere le imprese saranno Mario Sassi, senior advisor e blogger per idee e progetti innovativi su Gdo, risorse umane e lavoro, Guido Pomini, esperto di e-commerce orienteering e digital strategy, e Luca Zanderighi, vicepresidente di Tradelab. Sulle opportunità e i vantaggi per le imprese dati dai Distretti, e sui prossimi sviluppi che la Regione metterà in campo sul tema, ci saranno Sabrina Miotto, direttore Servizio turismo e commercio della Regione Fvg, e a trarre le conclusioni Massimo Giordano, direttore centrale attività produttive e turismo della Regione.

—^—

In copertina, il dottor Edi Sommariva manager del Distretto Friuli Orientale.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

—^—

In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Futuro sostenibile e inclusivo, convegno delle cooperative che domenica saranno protagoniste al Castello di Valvasone

“Storie di tutto rispetto – Azioni concrete per un futuro sostenibile e inclusivo”: questo il titolo scelto per il convegno che aprirà – domenica 15 settembre nella sala Cavana del Castello di Valvasone – Coop Live, la festa delle cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dalla Regione Fvg – Io sono Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con Ortoteatro e con il sostegno di Banca 360 Fvg. Patrocinio del Comune di Valvasone Arzene.

Natascha Lusenti


Il convegno inizierà, dopo l’inaugurazione della manifestazione, alle 10.30 e permetterà di fare non solo il punto sulla cooperazione del Friuli occidentale ma allargherà anche lo sguardo su altre buone pratiche nel resto d’Italia. A condurre il dibattito la giornalista Natascha Lusenti – affermato volto televisivo (tra i vari programmi da lei condotti Atlantide su La7 e diversi altri), nota voce radiofonica (Risvegli in Ovunque sei Morning show su Radio2) e scrittrice (Al mattino stringi forte i desideri è il suo romanzo d’esordio ) – che intervisterà i presidenti di quattro cooperative impegnate nel rendere sempre più sostenibili i propri processi produttivi e inclusive le proprie dinamiche lavorative: Marianna Belvedere (Spazio Geco Società Cooperativa Pavia), Alessandro Leon (Vivai Cooperativi di Rauscedo), Enrico Tita (Cea Cooperativa Edile Appennino) e Giorgio “Siro” Carniello (Credima Società di Mutuo Soccorso San Giorgio della Richinvelda).
Il programma della giornata prevede anche numerose proposte delle cooperative agroalimentari e sociali nonché con Ortoteatro, coorganizzatore di Coop Live, il progetto artistico Mani in arte e le visite guidate Un Castello da favola.

—^—

In copertina, una bella immagine del Castello di Valvasone. (Foto Ciol)

A Rizzolo commosso addio a Edi Colaoni. Il celebrante: abbiamo perso un amico che voglio ricordare come un diamante

di Giuseppe Longo

REANA – Edi Colaoni, oltre al suo Rojale, amava tanto anche la montagna. E la morte, quasi fosse un segno del destino, lo ha colto improvvisa proprio a Ravascletto, in Alta Carnia, dove da qualche giorno l’ex sindaco di Reana era in vacanza. E prima del canto finale, con il quale si invocano gli Angeli e i Santi affinché assistano l’anima nel viaggio della speranza verso la meta finale, il coro ha intonato uno struggente “Signore delle cime”, nel quale, rivolgendosi al Dio del cielo, si canta “un nostro amico hai chiesto alla montagna. Ma ti preghiamo: su nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne”. Parole che si ripetono anche nella seconda strofa musicata nel 1958 da Bepi De Marzi, dopo la preghiera a Maria, Signora della neve. Parole e musica così suggestive che hanno fatto scendere le lacrime a molti di coloro che hanno voluto partecipare all’ultimo saluto al cavaliere al merito della Repubblica, celebrato nella gremita Chiesa dei Santi Ilario e Taziano affrescata da Renzo Tubaro, a Rizzolo, che sorge accanto a quella casa in cui Edi era nato 63 anni fa e viveva con la moglie Marina, i figli Valentina e Thomas, vicino all’anziana mamma Lidia che era rimasta vedova in giovane età e che ora deve sopportare anche lo strazio della perdita prematura dell’unico figlio, scomparso a poche ore dal compleanno.

Ha celebrato la Messa di suffragio e le esequie don Federico Mosconi, che opera a Trieste e che da decenni era amico di Edi Colaoni, il quale aveva accanto il parroco del Rojale don Agostino Sogaro, padre Marco Bertoni, missionario saveriano in Africa e coetaneo del defunto, e altri due sacerdoti. «Fino a pochi minuti prima eravamo insieme, poi improvvisamente ci hai lasciato», ha detto don Mosconi, sottolineando il carattere aperto, solare, scherzoso e ironico di Colaoni, eclettico per dirla con una parola. «Mi piace immaginarlo – ha aggiunto – come un diamante, fatto di tante facce, ognuna delle quali rappresentava un modo di essere di Edi: nella famiglia, nel paese, nel suo lavoro in Autovie Venete, nel Comune, nelle Associazioni». Un volto amico di tutti che ha richiamato nelle sue parole anche lo stesso don Bertoni, classe 1960 come Edi, mentre Roberto Volpetti, presidente dei Partigiani Osoppo, ha sottolineato la preziosa presenza di Colaoni nel volontariato espresso in tante forme – nella stessa Apo Friuli, tra i Carabinieri in congedo, nella Pro Rojale e si potrebbe continuare ancora -, mentre Anna Zossi, sindaco di Reana da appena due mesi, ha rievocato quanto sia stato fecondo l’impegno di Edi Colaoni nella civica amministrazione, soprattutto durante i due mandati in cui è stato primo cittadino. Tutti interventi sottolineati da fragorosi applausi nei quali si sono associati anche quelli del vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, intervenuto con il consigliere Edi Morandini, concittadino del defunto, molti sindaci friulani in carica o emeriti come lo era lo stesso Colaoni, gli onorevoli Angelo Compagnon e Ferruccio Saro.

Prima della benedizione della salma, impartita dallo stesso don Mosconi, è stata letta la preghiera del volontario della Protezione civile, corpo che ha sempre visto entusiasta partecipe Colaoni. Al termine, tra due ali di folla, il feretro è uscito di Chiesa e ha lasciato per l’ultima volta Rizzolo. Ma il grato ricordo di Edi rimane, quello non si cancella e continuerà a vivere oltre la morte, come ha sottolineato il celebrante. Per il credente, infatti, con la dipartita non tutto finisce, ma segna soltanto l’inizio di un’altra vita, in una nuova dimensione, quella dell’eternità. Mandi Edi!

—^—

In copertina, il saluto al feretro all’uscita della Chiesa di Rizzolo; all’interno, immagini del rito presieduto da don Federico Mosconi e che ha visto gli interventi del sindaco Anna Zossi, di padre Marco Bertoni e di Roberto Volpetti per l’Apo Friuli.

Maltempo, la strada per Sappada già ok. Situazione più complessa in Val Pesarina

«La viabilità della strada regionale di Sappada che collega il Friuli Venezia Giulia al Veneto è in via di risoluzione nella giornata di oggi con la deviazione del traffico su una bretella a regime di traffico alternato. Più complessa, invece, è la situazione che riguarda la Val Pesarina dove i tempi di ripristino della carreggiata saranno meno veloci». Lo ha detto l’altro giorno l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, a margine dei sopralluoghi compiuti a Prato Carnico (presente il sindaco Erica Gonano) e a Sappada (con il sindaco Alessandro De Zordo) a seguito dei danni causati dalla recente ondata di maltempo.


Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, gli eventi atmosferici accaduti e le conseguenti frane «sono fenomeni che ormai stiamo conoscendo: puntuali, brevi e molto violenti; ai quali siamo pronti a dare, come nel caso di Sappada, una risposta immediata, con una sinergia che coinvolge anche le competenze dell’assessore Amirante attraverso Fvg Strade». In relazione alla frana del ghiaione del Rio Bianco in Val Pesarina, che ha interrotto la Strada regionale 465, Riccardi ha evidenziato che la carreggiata non presenta una viabilità semplice in quanto insiste su tre tornanti. Inoltre, la dimensione franosa, a una prima stima, «appare essere venti volte più grande di quella che ha bloccato la strada di Sappada». Il vicepresidente della Giunta poi ha ricordato come la Regione Fvg in questi anni abbia investito importanti risorse per gli interventi finalizzati alla prevenzione e alla difesa del territorio, osservando che senza quegli investimenti le conseguenze di un evento come quello accaduto in questi giorni sarebbero state ben più pesanti.
L’assessore ha, infine, sottolineato che l’Amministrazione regionale continuerà a stanziare ulteriori risorse al fine di cantierare altre opere per la protezione del territorio, attraverso un approccio multidisciplinare che comprende, oltre alla Protezione civile, anche le articolazioni regionali delle Infrastrutture e della Difesa dell’ambiente.

—^—

In copertina e qui sopra il sopralluogo dell’assessore Riccardo Riccardi a Sappada; all’interno, in Val Pesarina.

(Foto Regione Fvg)

Quasi la metà dei sindaci neoeletti ha giurato anche in lingua friulana: esulta l’Arlef con Eros Cisilino

Quarantuno, tanti sono i sindaci neoeletti, in occasione del recente rinnovo delle Amministrazioni comunali, che hanno scelto di prestare giuramento anche in lingua friulana. Un dato particolarmente rilevante, commentato con entusiasmo dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino: «È un fatto molto significativo che quasi la metà dei sindaci dei Comuni friulanofoni abbiano giurato in friulano. Le Amministrazioni hanno colto l’importanza dell’utilizzo della lingua friulana nella pubblica amministrazione, un elemento che peraltro è contemplato anche dal “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ritengo che si tratti del positivo risultato di una politica linguistica che pone i diritti identitari dei cittadini al centro della pubblica amministrazione. È un dato che colloca la Regione Friuli Venezia Giulia in una ottima prospettiva europea per la salvaguardia delle lingue minoritarie. Ci tengo a ringraziare le Amministrazioni per la sensibilità dimostrata, che non potrà che crescere nel tempo, trovando nell’Agenzia regionale per la lingua friulana il partner sicuro e qualificato».
Qualche settimana fa, l’Arlef aveva inviato ai primi cittadini una nota contenente la formula del giuramento in lingua friulana per agevolare coloro che desiderassero prestarlo in doppia lingua. L’alto numero di sindaci (pari al 42% dei Comuni friulanofoni soggetti a elezioni amministrative) che hanno scelto di farlo va a unirsi ai ben 20 consiglieri regionali che hanno recitato anche in friulano la formula rituale in occasione della prima seduta della XIII legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nell’aprile 2023; ai quali si era unito anche il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che aveva prestato giuramento in tutte e quattro le lingue del territorio: italiano, friulano, sloveno e tedesco.

—^—

In copertina, la fascia tricolore del sindaco; qui sopra, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino. (Foto Petrussi)

“Scarpèts” della tradizione carnica al Politeama Rossetti di Trieste con debutto all’Estate del Castello di Miramare

«Il progetto degli “scarpèts” è un virtuoso esempio di come le competenze di ieri possano diventare le eccellenze di oggi. La capacità e la maestria artigianale vanno tramandate: queste calzature sono patrimonio della moda dei nostri giorni ed era giusto che chi le ha inventate venisse valorizzato, a partire da un’idea che diventa formazione e si concretizza in un prodotto di qualità straordinaria». Così l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, ha descritto il percorso che ha portato il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a dotare le proprie maschere degli scarpetti della tradizione carnica, realizzati a mano dalle neoartigiane diplomatesi a marzo al termine del corso “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature”. Nell’iniziativa, con il supporto dell’Erpac, si sono impegnati il Museo Gortani di Tolmezzo, presieduto da Aurelia Bubisutti, e l’Enaip Fvg, che ne ha curato l’organizzazione, con ventidue corsisti, di cui venti donne. «Un’azione di recupero e salvaguardia coerente con la volontà di coniugare passato e presente del nostro territorio», l’ha definita l’esponente della Giunta Fedriga.
Proprio a tale proposito, nell’incontro stampa che si è tenuto nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione Fvg, l’assessore ha annunciato che dopo l’estate l’Amministrazione emetterà due bandi, uno di 4 milioni dedicato al rilancio dei vecchi mestieri e uno del valore di 1 milione di euro sul passaggio generazionale. Un breve documentario proiettato in sala ha ricostruito la tradizione degli “scarpèts” e delle sue tecniche centenarie legate al mondo povero della montagna. Ogni paio di calzature, realizzate interamente a mano e tutte rigorosamente su misura, ha richiesto una settimana di lavoro da parte delle corsiste; non si usano colle e vengono impiegati solo tessuti in fibre naturali, di scarto e di recupero, con suole che sono ricavate con una quindicina di strati di stoffa. E ora, finalmente, gli scarpetti sono stati consegnati al presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, presente anche Serena Tonel, vicesindaco di Trieste. Sugli “scarpèts” del futuro – a riprova dell’attualità e della vitalità creativa di questo tipo di calzature – si erano concentrati anche i partecipanti all’edizione 2023-2024 di Its Contest, l’iniziativa legata alla moda e suoi geni emergenti sostenuta dalla Regione.

La presentazione dell’iniziativa.

“Scarpetti” e “Rossetti” insieme: la collaborazione – Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha, dunque, dotato il proprio personale di sala e di biglietteria degli “scarpèts” realizzati dalle sapienti mani delle neo-artigiane di “Scarpetti”, calzature che faranno il loro debutto in occasione della stagione teatrale estiva al Castello di Miramare. Una sinergia che promuove la diffusione di una cura, conoscenza e valorizzazione della tradizione artigianale della nostra regione attraverso la prestigiosa vetrina dello Stabile regionale e l’uso concreto di queste calzature fatte a mano in Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione gli “scarpèts” sono stati personalizzati con le stoffe, i colori e il logo del Teatro. Ogni paio è stato realizzato e cucito interamente a mano – con la sola eccezione dell’ausilio della macchina da cucire per il piccolo rinforzo della doppia cucitura sul tallone – senza l’utilizzo di colle o altri mezzi di assemblaggio e con tessuti in fibre naturali, di scarto o di recupero, come prevede il disciplinare di manifattura di “Scarpetti”. Gli scarpèts sono stati confezionati con cura, attenzione ai dettagli e soprattutto su misura per adattarsi perfettamente al piede della persona che lo avrebbe indossato.
«Il Rossetti è un teatro a vocazione internazionale – che richiama spettatori da tutto il mondo – ma fortemente e orgogliosamente radicato nel proprio territorio regionale di riferimento», ha spiegato il presidente Granbassi. «Sentiamo infatti forte la responsabilità di essere ‘il’ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. E per questo ci impegniamo per la valorizzazione dei preziosi giacimenti culturali di cui è ricca la nostra regione. Giacimenti culturali spesso legati alla prosa; ma la sapienza artigianale e la bellezza di questo prodotto sono pura poesia. Appena abbiamo saputo dell’esistenza di questo corso di formazione ci siamo entusiasmati, offrendo la nostra collaborazione. E così le divise del personale di sala del Teatro Rossetti, per i servizi all’aperto, saranno completate dagli scarpèts, con la speranza di poter far conoscere a un pubblico sempre più ampio il valore delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia».

Formazione artigianale per il recupero di un’antica tradizione – Il lavoro delle artigiane che li hanno creati testimonia concretamente quanto hanno potuto apprendere nel corso di formazione “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature” curato da Enaip Fvg e dal Museo Gortani che si è concluso a marzo e che ha diplomato 22 persone (selezionate tra oltre 150 manifestazioni di interesse pervenute). Una formazione che ha impegnato i corsisti per 90 ore di cui più della metà sono state dedicate alle attività laboratoriali, accompagnati dalle capacità e dal sapere – tramandato di generazione in generazione – delle donne carniche che hanno fatto da insegnanti alla quale stata una ulteriore formazione offerta dal Museo per l’ulteriore perfezione della tecnica e del dettaglio sartoriale.

Una nuova visione di “Cultura”: motore di impresa e creatività – Ricordiamo che “Scarpetti. I Scarpèts de Cjargne” è l’ampio progetto di tutela del patrimonio culturale per la valorizzazione della tradizione artigianale e del territorio, la formazione e lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo è realizzato in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Erpac Fvg, Carnia Industrial Park, Enaip Friuli Venezia Giulia, Comunità di Montagna della Carnia e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo.
Al centro di questo percorso – avviato più di un anno fa – è posta una nuova visione di “Cultura” che diventa motore di impresa e creatività, attraverso un “luogo della cultura”, il Museo Gortani di Tolmezzo, che ripensa la propria missione, non più solo di tutela e conservazione, ma anche di soggetto attivo e propositivo per il benessere e la crescita della propria comunità. Un progetto che per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è modello al quale riferirsi per attivare altre iniziative di valorizzazione degli antichi mestieri del Friuli Venezia Giulia. «Con Scarpetti passato e futuro si compenetrano e convergono in un’unica dimensione, quella del patrimonio materiale e immateriale – lo Scarpèt e le centenarie tecniche di produzione tramandate di donna in donna – che va al di là di tempo e spazi. Una dimensione universale che unisce uomini e donne che guardano verso un universo interiore, legato alle proprie radici. Radici che non limitano, ma permettono al pensiero di esprimere la propria anima», ha sottolineato Aurelia Bubisutti, presidente della Fondazione “Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani” di Tolmezzo.

“Sullo “scarpèt” ha camminato per secoli e secoli l’anima carnica”, Domenico Zannier – Gli “scarpèts” rappresentano un elemento significativo della cultura e delle tradizioni della Carnia e di tutto il Friuli Venezia Giulia. Sono un simbolo di ingegnosità e autosufficienza, riflettendo lo spirito delle comunità montane che sapevano sfruttare al meglio le risorse limitate a loro disposizione. Gli scarpèts sono diventati anche un simbolo di moda sostenibile. Per la tutela dell’arte artigianale tradizionale nella realizzazione di questa particolare calzatura il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani ha provveduto alla registrazione del marchio di certificazione nazionale “Scarpetti”.

Con il logo del “Rossetti” di Trieste.

Per tutte le informazioni sul progetto: www.scarpetti.it

—^—

In copertina, due maschere con gli “scarpèts” carnici al Castello di Miramare.

La Regione Fvg: entro la fine dell’anno giù l’aliquota sulla seconda casa. Roberti: daremo un sostegno alle famiglie incentivando chi vuol investire da noi

«Abbattere l’aliquota sulla seconda casa di proprietà e mantenere invariata la pressione fiscale sugli immobili successivi, offrendo così contestualmente un sostegno alle famiglie del Friuli Venezia Giulia e un incentivo a chi, da fuori regione, intendesse investire sul territorio». Queste le principali novità, anticipate dall’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, che andranno a modificare l’Imposta locale immobiliare autonoma.
Istituita nel novembre 2022 per effetto della sottoscrizione dei Patti finanziari tra lo Stato e la Regione Fvg, Ilia è subentrata a Imu e ne ha permesso la rimodulazione delle aliquote massime applicabili che, come ricordato dallo stesso assessore, «sono state abbassate al punto da produrre un risparmio per le attività economiche del Friuli Venezia Giulia quantificabile, nel solo primo anno, in circa 12 milioni di euro: risorse che hanno potuto essere reinvestite sul territorio».
«Con l’intervento che prenderà forma a ottobre – ha sottolineato Roberti – i benefici prodotti dall’acquisizione dell’autonomia in materia di tributi locali ci consentiranno quindi di sostenere ancor più da vicino la comunità regionale: se da un lato, infatti, la riduzione dell’aliquota sulla seconda casa porterà a un sostanzioso abbattimento delle spese per molti cittadini, non sono al contempo previsti meccanismi perequativi né incrementi sulle aliquote degli immobili di proprietà successivi al secondo».
L’esponente della Giunta Fedriga ha infine posto l’accento sulle potenziali ricadute turistiche di una misura «che, pur chiaramente avendo come target primario le famiglie del Friuli Venezia Giulia, rappresenta comunque un elemento di ulteriore attrattività per invogliare cittadini da fuori regione a investire sul territorio».

—^—

In copertina, l’assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti.

Cooperative sociali Fvg in assemblea domani a Trieste. Il presidente Fontana: il welfare vive cambiamenti epocali

Sono 157 le cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà in Friuli Venezia Giulia e, a loro volta, rappresentano il 68% delle 229 imprese iscritte all’Albo delle cooperative sociali tenuto dalla Regione Fvg. Un vasto insieme, afferente alla centrale Confcooperative, che impiega 8.742 addetti e vanta ricavi complessivi per 329 milioni di euro e che, domani 27 giugno, si danno appuntamento a Trieste, dalle ore 10, al Ferdinandeo (sala conferenze della Mib Trieste School of Management, in Largo Caduti di Nassiriya 1), per l’Assemblea regionale del movimento, dal titolo “Welfare 2030: modello e azioni per il welfare regionale”.
Ai lavori, introdotti dal presidente regionale di Federsolidarietà Confcooperative Fvg, Luca Fontana, e dalle portavoci dei gruppi Giovani cooperatori del territorio regionale, Alice Richter e Ilaria Miniutti, interverranno: il direttore di Aiccon Research Center, Paolo Venturi (“Valore Pubblico e innovazione istituzionale: senso e strategia per il welfare del territorio”); l’economista dell’Università di Bologna, Stefano Zamagni (“Cooperazione Sociale e pubblica amministrazione: le ragioni di un’alleanza per una società in trasformazione”); il professore di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Trieste e membro del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, Giovanni Grandi (“Al cuore della democrazia. La cooperazione per il Bene Comune”). Concluderà i lavori il presidente nazionale di Federsolidarietà, Stefano Granata.
L’assemblea rappresenterà un importante momento di confronto per un settore che si misura con un crescente bisogno di assistenza. Basti pensare che le stime raccontano di un Friuli Venezia Giulia dove sono presenti circa 25 mila persone over 65 affette da demenza, e 100 mila persone con disabilità di cui 60 mila in età lavorativa. A fronte di questi numeri, in regione si contano più di 800 persone assunte in 71 cooperative sociali di inserimento lavorativo. Le imprese che hanno l’obbligo di assunzione di lavoratori svantaggiati in Fvg sono 12.839: di queste, 11.330 sono imprese private e 1.509 sono enti pubblici.
«La nostra non è una piattaforma puramente rivendicativa: piuttosto, vogliamo metterci in gioco e capire in che modo affrontare cambiamenti epocali che il welfare sta vivendo, visto che già oggi la cooperazione sociale ne è una parte essenziale», spiega Fontana. In questo senso, prosegue, «è fondamentale riuscire a tenere assieme la qualità dei servizi erogati e la gestione economica. La spesa pubblica è stata oggetto di numerosi tagli nel corso degli anni e si fa ancora fatica a considerare il welfare come un investimento che genera risparmi, in quanto minori sono le condizioni di vulnerabilità delle persone sul territorio, maggiore sarà il livello di produttività e benessere di quelle comunità e, dunque, minore la richiesta di assistenza. Oltre a ciò, l’altro aspetto oggi centrale sul quale è necessario rivolgere l’attenzione, è la natura delle risorse destinate al settore, poiché da un lato si osserva una tendenza preoccupante alla privatizzazione dei servizi e dall’altra un’importante disponibilità di risorse che arrivano soprattutto dal livello europeo».

—^—

In copertina, il presidente di Federsolidarietà Fvg Luca Fontana.