Alle Palme Nimis andrà alle urne per chiudere la gestione commissariale e scegliere i nuovi amministratori: per ora la discesa in campo di Sergio Bonfini

di Giuseppe Longo

Domenica delle Palme con urne aperte a Nimis e in altri tre Comuni del Friuli Venezia Giulia per il rinnovo delle civiche amministrazioni. Nel paese pedemontano le elezioni, fissate dalla Regione Fvg per le giornate del 13 e 14 aprile prossimi, avverranno dopo un anno esatto di gestione commissariale, visto che non era stata indetta una consultazione in autunno. Una data, peraltro, che prende un po’ tutti in contropiede, in quanto era diffusa la sensazione che la chiamata al voto nei quattro Comuni – con Nimis, anche Pordenone, Monfalcone e San Pier d’Isonzo – potesse avvenire, con maggiore probabilità, tra fine maggio e metà giugno. Per cui i tempi sono molto stretti per la predisposizione delle liste attraverso le quali i cittadini dovranno scegliere i nuovi amministratori. E che a Nimis avranno l’onere di dare una guida al Comune dopo l’interruzione anticipata – appena dopo due anni – della Giunta guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Avvenendo il voto municipale in questo 2025, i rinnovi della civica assemblea riprenderanno l’esatto ritmo quinquennale che avevano prima della breve esperienza dei mandati quadriennali e dei precedenti commissariamenti.

Sergio Bonfini


Ma veniamo alle prospettive elettorali. Per ora si è delineato soltanto uno schieramento, a capo del quale, come riferito ieri anche dalla stampa quotidiana, c’è l’ingegner Sergio Bonfini, 69 anni, già dipendente di Telecom Italia a Trieste, vicesindaco nella decaduta amministrazione. Nella lista che si sta perfezionando non figurerà l’ex primo cittadino, il quale ha però assicurato un appoggio esterno. Nelle amministrative del 2022 alla lista di Bertolla e Bonfini si era contrapposta la compagine guidata da Gloria Bressani, sindaco uscente, che non si era affermata per un divario di poche decine di voti, sancendo di fatto una spaccatura a metà dell’elettorato. Come si ricorderà, tutto era nato in seguito a gravi dissapori venutisi a creare all’interno della maggioranza, nella quale cinque consiglieri “dissidenti” avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”. Successivamente, assieme ai quattro rappresentanti dell’opposizione espressi da “Rinnova Nimis”, oltre a predisporre una mozione di sfiducia congiunta, erano giunti nella determinazione di rassegnare le dimissioni in massa tanto da provocare la caduta dell’Esecutivo municipale con la nomina del commissario straordinario nella persona di Giuseppe Mareschi. Quattro settimane dopo gli amministratori che erano rimasti in sella – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch – e, quindi usciti di scena, avevano diffuso una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire gli assessori Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti, che avevano anche restituito le deleghe, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Giuseppe Mareschi

Ora è arrivata, dunque, l’ora di voltare pagina e chiudere la gestione commissariale, dando alla cittadinanza la possibilità di scegliere i nuovi amministratori che dovranno subentrare alla guida, peraltro molto apprezzata, del dottor Mareschi. Il funzionario regionale, infatti, non si è limitato soltanto all’ordinaria amministrazione, ma ha cercato di assecondare richieste importanti – come la recente attribuzione della cittadinanza benemerita a monsignor Rizieri De Tina – e aspirazioni di ampio respiro come la istituzione di un museo del vino. Così, dopo la riunione prenatalizia, che era stata convocata dalla Biblioteca comunale, pochi giorni fa c’è stato un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 settembre, al fine di verificarne l’idoneità, non solo per questa importante struttura a servizio del settore vitivinicolo, che si rivelerebbe strumento utile anche in chiave turistica, ma anche per ospitare in modo permanente le tele di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che lo scorso giugno erano state esposte in una bellissima mostra nell’antica Pieve. Un obiettivo che ora, giocoforza, passerà nelle mani dei nuovi amministratori di Nimis che usciranno dal confronto elettorale di aprile.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ora attende la nuova amministrazione.

Turismo, Tarcento e Magnano in Riviera con ottime potenzialità: la Regione Fvg al loro fianco, assicura l’assessore Bini

Tarcento e Magnano in Riviera possono, anzi devono, crederci e giocare la carta del turismo perché le loro potenzialità di crescita sono ottime. E in questo cammino avranno sempre al loro fianco l’amministrazione regionale. «La Regione sostiene e condivide l’impegno delle amministrazioni comunali di Tarcento e Magnano in Riviera per lo sviluppo e la crescita del tessuto economico locale e del turismo. La visita odierna nella zona pedemontana è stata occasione di confronto da un lato per presentare le linee di finanziamento attivate dalla Regione in favore del rilancio dei centri storici, dall’altro per discutere delle strategie di sviluppo in chiave turistica di questi paesi, storicamente luogo di passaggio e scambio», ha assicurato infatti l’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che nella giornata di ieri ha incontrato i sindaci e le giunte dei Comuni di Magnano in Riviera e di Tarcento, per un confronto sulle progettualità in essere in chiave di sviluppo turistico e commerciale. Agli incontri era presente anche il consigliere regionale Edy Morandini.

Bini con le giunte di Tarcento e Magnano…

«Ringrazio entrambi i primi cittadini – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, che rappresentano un territorio capace di fare squadra e di mettere a denominatore comune le proprie eccellenze, come nel caso del Distretto del Commercio “Buy in Sportland”, che ricomprende i Comuni della zona pedemontana e quelli del Gemonese. Condivido la forte volontà che accomuna queste comunità di puntare sullo sviluppo della ciclovia Fvg3. Si tratta di un fiore all’occhiello dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia, premiato di recente con il Green Road Award 2024, l’oscar del cicloturismo italiano. Regione e PromoTurismoFvg hanno scelto di puntare sulla valorizzazione di questo tipo di turismo lento e sulle attività outdoor, driver fondamentali per attrarre visitatori. In quest’ottica, diventa strategico per le comunità locali poter contare su un adeguato sistema di accoglienza, per sfruttare il ritorno, anche economico, garantito da queste nuove forme di turismo».

… e in visita al Castello di Prampero.

«Questo territorio è naturalmente vocato al turismo lento, basti pensare agli escursionisti che visitano il monte Bernadia in ogni stagione e al crescente numero di iscritti alla “Marcia delle castagne” promossa a Magnano, che attira mediamente 2.500 persone ogni anno – ha ricordato l’assessore regionale -. Non faremo mancare il nostro appoggio per la promozione della storia e della cultura locale: come Regione, siamo interessati a sostenere gli eventi che il Comune di Tarcento intende organizzare per il 2026 in occasione dei 900 anni dalla nascita documentata del centro abitato. Confermeremo anche la particolare attenzione riservata ai tradizionali festeggiamenti epifanici; giunti quasi alla centesima edizione, questi eventi hanno dimostrato di esercitare una grande attrattività e ricaduta positiva sul territorio».
Ospite della famiglia proprietaria, Bini ha visitato ieri anche uno dei luoghi simbolo di Magnano in Riviera, il Castello di Prampero che nel 2025 compie mille anni. Ha poi potuto apprezzare gli spazi di palazzo Frangipane, a Tarcento, storica dimora che ospita una mostra permanente dedicata ai “tomâts”, le tipiche maschere di legno intagliato dai “mascarârs” del Carnevale tarcentino, la sede dell’Ufficio di informazione e accoglienza turistica, e la sala istituzionale con affaccio sulle colline scelta da molti sposi per la celebrazione delle loro nozze. Lo hanno accompagnato in questa mattinata il sindaco di Magnano in Riviera, Carlo Michelizza, e il collega di Tarcento, Mauro Steccati, entrambi con i propri staff.

Infine con i “mascarârs” di Tarcento.

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In copertina, ecco alcuni “tomats” le maschere tipiche del Carnevale tarcentino.

(Foto Regione Fvg)

La demenza in Fvg, stamane a Trieste la presa in carico globale della persona

In programma oggi a Trieste (Savoia Excelsior Palace, Sala Imperatore) un workshop a più voci per affrontare il tema della “Presa in carico globale della persona con demenza in Friuli Venezia Giulia”. L’Azienda sanitaria universitaria e l’Associazione de Banfield hanno organizzato, infatti, un confronto per analizzare il passaggio dal Piano regionale demenze del triennio 2021-2023 a quello 2024-2026 con l’implementazione del Pdta (Percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali) regionale.
Dalle esperienze acquisite in questi anni nell’ambito della presa in carico della persona con demenza è possibile costruire percorsi di assistenza ancora più efficaci, sia per le persone affette da disturbo neurocognitivo che le loro famiglie. Attraverso la presentazione di alcune delle progettualità, locali e nazionali, realizzate in seno al triennio 2021-2023, nel convegno si approfondiranno le opportunità aperte dal Fondo Nazionale Demenze e come queste si concretizzino nel Piano regionale. Un confronto aperto a diversi specialisti e differenti esperienze, con il coinvolgimento di tutti gli attori impegnati nella cura di chi convive con il decadimento cognitivo.
I lavori saranno aperti alle 9 dal direttore generale Asugi Antonio Poggiana. Attesa in apertura anche la partecipazione dell’assessore alla Salute della Regione Fvg, Riccardo Riccardi. Per informazioni contattare l’Associazione Goffredo de Banfield al numero 040.362766 o mandando una mail a info@debanfield.it o consultare il sito www.debanfield.it

L’Asilo di Savorgnano del Torre ha 80 anni ma non li dimostra. E ora un nuovo invito al paese a scoprire i suoi servizi

L’Asilo di Savorgnano del Torre, dedicato al nome di “Maria Immacolata”, si apre alla comunità invitando tutti, sabato 11 gennaio, a scoprire i suoi servizi. Intanto, la Scuola materna paritaria, espressa dalla Parrocchia di San Miche Arcangelo, ha appena compiuto 80 anni e i suoi dirigenti hanno pensato di ricordare l’importante anniversario durante la tradizionale Festa della Famiglia. A tal fine, al concittadino Mario Martinis è stato affidato il compito di curare una ricerca storiografica per dare forma ad una pubblicazione che è stata, poi, realizzata con un contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ed è stata presentata e distribuita in maniera gratuita durante la festa della scuola, alla quale è seguito un momento conviviale grazie alla generosità ed all’aiuto dei volontari delle Associazioni del paese. La bellissima pubblicazione raccoglie diverse testimonianze e, per chi lo desidera, è disponibile ancora qualche copia in segreteria.

Fin dalla sua fondazione, l’Asilo è stato molto importante per la frazione di Povoletto alla quale negli anni si sono aggiunte le comunità dei paesi limitrofi che facevano capo allo stesso parroco pro tempore. Nonostante ciò, la scuola dell’infanzia ha sempre accolto bambini anche di altre località diventando un qualificato e riconosciuto punto di incontro per le famiglie della zona, provenienti quindi da diversi territori. La sezione del Nido Integrato, curata da quattro educatrici abilitate, accoglie fino a 24 bimbi, dai 12 ai 36 mesi, in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna ospita, invece, nell’ambito delle tre sezioni una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da quattro insegnanti preparate, un’assistente e una suora che si occupa del progetto religioso. All’esterno, il parco giochi è stato rinnovato lo scorso anno grazie ad un contributo regionale e oggi garantisce l’accessibilità ai giochi anche da parte dei disabili. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente aggiornata in materia di alimentazione per l’infanzia. I genitori, poi, hanno una parte attiva nella scuola e supportano costantemente educatrici e insegnanti, prestandosi volentieri in ogni occasione.
Nel novembre scorso, c’era stato il primo appuntamento di Scuole aperte per le iscrizioni al nuovo anno scolastico, mentre il prossimo si terrà, come detto, sabato 11 gennaio, dalle 15 alle 18. Anche in questa occasione, la Scuola materna parrocchiale paritaria ed il Nido integrato – che hanno sede in piazza Ciani – saranno aperti a tutte le famiglie che vorranno visitarli e prendere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2025/26, iscrizioni che saranno aperte già dal 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania, fino al completamento dei posti disponibili. È possibile comunque visitare la scuola tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria al fine di non intralciare lo svolgimento delle attività didattiche.
Infine, i dirigenti dell’Asilo sottolineano che meritano riconoscenza tutti coloro che supportano da sempre la Scuola, anche attraverso la propria opera di volontariato, mentre un doveroso ringraziamento va agli Enti (Comune di Povoletto, Regione Fvg e Ministero dell’Istruzione), ma soprattutto alla Parrocchia, alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti bancari, in particolare a Credifriuli, che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà paesana anche attraverso donazioni e raccolte occasionali e fanno in modo che la sua attività benemerita continui e progredisca.

Per informazioni 0432.666284
oppure inviare una mail a:
segreteriascuolamaterna@donbepi.it

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In copertina, una foto del vecchio Asilo di Savorgnano del Torre pubblicata nel libro di Mario Martinis; all’interno, una veduta del paese con la Chiesa di San Michele Arcangelo del primo dopoguerra.

Oggi a Nimis Dj Tubet conclude il programma natalizio del Comune

(g.l.) E oggi Dj Tubet gioca in casa. Il rapper di Nimis sarà, infatti, il protagonista della parte conclusiva dello spettacolo in programma alle 17.30 nella sala dell’Oratorio parrocchiale, il Teatro Juventus, dove la Compagnia dei Riservati presenterà “Il Natale di Rebecca” con Sonia Cossettini ed Elena Genio. Lo spettacolo corona il bel programma natalizio proposto dal Comune di Nimis, con il sostegno della Regione Fvg, che si era aperto con l’accensione dell’Albero in piazza 29 Settembre proponendo poi, tra le altre iniziative, il riuscitissimo concerto gospel di sabato scorso che aveva riempito il Duomo di Santo Stefano.
Quello di oggi è, dunqe, il quarto appuntamento con “Il Natale di Rebecca”, il magico spettacolo proposto dalla Compagnia dei Riservati che accompagna il pubblico in una bellissima avventura a tema natalizio che piace a grandi e piccoli: Rebecca è, infatti, una bambina che la notte di Natale viaggia in un mondo fantastico popolato da creature colorate e divertenti. Tre gli allestimenti in provincia di Udine, dopo il via a Fanna nel Pordenonese, e cioè a Feletto Umberto, a Venzone e ora, appunto, a Nimis. Dove ci sarà il gran finale, con sorpresa, assieme al Dj Tubet e al suo rap reggae friulano.
Lo spettacolo della Compagnia dei Riservati beneficia di varie collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il Dj Tubet che oggi sarà protagonista al Teatro Juventus a Nimis.

Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot ciclista e compositore: Tarcento li ha scelti per il Premio Epifania 2025

(g.l.) Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono i titolari del prestigioso riconoscimento epifanico di Tarcento, il “cavalierato del Friuli”.  «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», ha sottolineato ieri mattina l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 del Premio Epifania, illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Con l’esponente della Giunta Fedriga, erano presenti anche il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente della Pro Loco Tarcento Nazareno Orsini, l’assessore Arcella Gea per il Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa per Ente Friuli nel mondo, Alberto Bergamin per Fondazione Carigo e Amos D’Antoni in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
«La Regione Friuli Venezia Giulia fa parte della Commissione per l’assegnazione del Premio ed è un orgoglio rappresentare i premiati unitamente al calendario di iniziative legate all’Epifania Tarcentina 2025: insieme a Gemona del Friuli, con la Messa del Tallero, e a Cividale del Friuli, con la Messa dello Spadone, Tarcento è capitale dell’Epifania del nostro territorio – ha ricordato Barbara Zilli. Eventi dalle radici profonde, non solo ricchi di fascino e non solo un’occasione per la valorizzazione e promozione dei nostri comuni, ma anche importanti espressioni della friulanità che contraddistinguono le nostre comunità. L’impegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco e dei tanti volontari coinvolti nelle manifestazioni, comunicano alla collettività un forte senso di appartenenza: sono iniziative fondamentali per trasmettere in maniera viva e concreta, con passione e autenticità, i valori della friulanità ai nostri giovani». La cerimonia di consegna del Premio Epifania 2025 si terrà durante una serata programmata per il 4 gennaio prossimo, antivigilia epifanica, al Teatro Margherita di Tarcento.

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli e qui sopra gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania 2025.

Magnano, Lunario in “marilenghe” nel Castello di Prampero rinato dopo il sisma e che festeggia mille anni di storia

«I castelli di cui il Friuli Venezia Giulia è ricco rappresentano un patrimonio straordinario e affascinante che va conservato e valorizzato, ringraziando i proprietari che come il conte di Prampero e la sua consorte ne hanno cura e li rendono accessibili al pubblico per eventi come quello odierno». Così si è espresso il vicegovernatore della Regione Fvg, Mario Anzil, in occasione della presentazione del Lunario 2025 in “marilenghe” al Castello di Prampero a Magnano in Riviera, in occasione dei mille anni di storia del maniero rinato dopo le distruzioni causate dai terremoti del 1976.

Pietro Enrico di Prampero


«I lunari – ha detto l’assessore regionale alla Cultura – costituiscono una bella tradizione friulana: erano di grande aiuto agli agricoltori e conservano ancora oggi un valore come fonte di informazioni di utilità quotidiana e di ricordi storici». Anzil ha ricordato che l’Amministrazione Fedriga  «ha da poco aperto un bando per il recupero e la conservazione dei giardini storici e dell’architettura fortificata, per sostenere un patrimonio che era delle classi abbienti di un tempo e che oggi richiede un impegno di gestione molto faticoso. La valenza di questi beni – ha rilevato il vicegovernatore – non è solo storico culturale ma anche turistica all’interno di una regione che Ippolito Nievo definì “piccolo compendio dell’universo” per quante bellezze e ricchezze assomma nello spazio di brevi distanze».
All’evento, accanto al proprietario del Castello, Pietro Enrico di Prampero, sono intervenute numerose autorità, tra cui il sindaco di Magnano, Carlo Michelizza.

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In copertina, una insolita inquadratura del Castello di Prampero rinato dopo i terremoti del 1976.

“Solitarium” domani illumina a Gorizia i Pomeriggi d’inverno proposti dal Cta

È in arrivo un nuovo appuntamento del cartellone di Pomeriggi d’inverno del Cta, un’occasione per trascorrere insieme un momento speciale, immersi nell’atmosfera del Natale tra arte, emozioni e condivisione. Domani 14 dicembre, alle 16.30, il Kulturni Center Lojze Bratuž di Gorizia ospiterà infatti “Solitarium”, spettacolo della Compagnia Teatrodistinto che unisce teatro di figura e danza; un racconto delicato e poetico che narra la storia di due vicini di casa, inizialmente separati dalle mura dei loro appartamenti. Attraverso sguardi, gesti e ascolti, i due protagonisti scopriranno il potere trasformativo dell’incontro, che li porterà ad aprirsi, conoscersi e condividere la bellezza di emozioni genuine.
In un’epoca dominata dai social, quando spesso la spontaneità viene sacrificata e le imperfezioni cancellate, “Solitarium” è un inno alla naturalezza e alla forza dei legami umani, che ci ricorda come un semplice gesto di coraggio possa dare vita all’intesa e alla condivisione. E per rendere il pomeriggio ancora più speciale, al termine dello spettacolo le famiglie potranno gustare una sana merenda a base di prodotti genuini: le specialità del Panificio Jordan e le mele biologiche a km zero dell’azienda agricola Rigonat di Ruda.
La stagione Pomeriggi d’inverno è resa possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Fvg, Io sono Fvg, del Comune di Gorizia e della Fondazione Carigo, in collaborazione con il Kulturni Center Lojze Bratuž di Gorizia e GO! 2025 Nova Gorica-Gorizia.

Info e prenotazioni:
0481.537280 e 335.1753049
www.ctagorizia.it

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In copertina, una scena di “Solitarium” lo spettacolo in programma domani a Gorizia.

Le dolcissime note di “Madonnina del mare” hanno fatto da sfondo in Vaticano all’inaugurazione del grande Presepe realizzato da Grado in due anni di lavoro

di Giuseppe Longo

Le dolcissime note di “Madonnina del mare”, quelle che a Grado ogni domenica chiudono con un fragoroso applauso la Messa solenne nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sono risuonate ieri sera, per la prima volta, anche in Piazza San Pietro, concludendo la cerimonia di inaugurazione del grande Presepe che l’Isola d’oro ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo, con una decina di giorni di frenetico lavoro, sotto l’obelisco e accanto al gigantesco Albero di Natale donato dalla trentina Ledro. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, responsabile del Governatorato del piccolo Stato, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale. Erano presenti le delegazioni provenienti dalla due città donatrici, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e quello di Trento, monsignor Lauro Tisi, tutti ricevuti nella mattinata in udienza dal Papa. Della folta delegazione isolana – arrivata nella Capitale con tre pullman – facevano parte anche l’arciprete Paolo Nutarelli, il sindaco Giuseppe Corbatto e il cavalier ufficiale Antonio Boemo, ideatore della riuscitissima iniziativa che ha anche coordinato la quarantina di volontari. Per la Regione Fvg c’erano il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

L’ambiente lagunare – Il Presepe di Grado è ambientato nella grande nella Laguna ricca di oltre un centinaio di “mote”, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un “casón”, la caratteristica costruzione di canne palustri che un tempo era abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è, appunto, quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto è ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale. Tutto è stato costruito pazientemente a mano in mesi e mesi di certosino lavoro da parte dei tantissimi e generosi volontari: tutti professionisti, artigiani, maestri d’ascia, pescatori e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue. Volontari in buona parte appartenenti a diverse associazioni isolane con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. In mondovisione, è stata svelata la grande struttura di quattordici metri per trenta che, per la prima volta nella piazza più importante della Cristianità riproduce l’ambiente lagunare con tanto di bacino contenente ben 35 metri cubi di acqua, isolotti, spiagge, casoni, tra cui quello che ospita la Sacra Famiglia. Fanno da sfondo fauna e flora tipici gradesi e imbarcazioni come la batela, a fondo piatto, che all’Epifania porterà i Re Magi a destinazione.

L’illustrazione di Antonio Boemo – Il cardinale Vergez Alzaga ha osservato che Presepe e Albero «aiutano a introdurci al Natale, a quella Nascita che ha sconvolto il mondo. Il Presepe racconta anche quanto accade nell’Isola del Sole dove, nel periodo natalizio, oltre cento presepi sono esposti. Conosco molto bene il Santuario di Barbana nel quale tante volte ci sono stato con amici». Al porporato, ha fatto eco l’arcivescovo Redaelli: «Questa è la fede di Grado che, con Aquileia, è antichissima sede patriarcale. Un Gesù che nasce in un casone povero come tante abitazioni oggi di poveri in tanti luoghi del mondo». Antonio Boemo ha quindi illustrato l’opera al folto pubblico, esprimendo un grazie ai numerosi volontari, agli artisti Lorenzo e Francesca Boemo, oltre che all’architetto Andrea de Walderstein. «La laguna riprodotta in questa Natività – ha spiegato il giornalista – riporta uno spaccato della vita del primo Novecento, quando gli isolotti erano abitati da centinaia di persone che vivevano in povertà soltanto di pesca. Anche le statue riprendono i colori della Laguna, della terra e della vegetazione. Sono stati due anni di lavoro con una squadra di quaranta persone, tutti professionisti e volontari. Questo è il Presepe della comunità di Grado». E ha concluso: «Questo è un Presepe che rappresenta la Laguna agli inizi del Novecento, ma anche la nostra comunità integralmente perché è stata un’opera di circa quaranta volontari di diverse associazioni. Questo è un sogno che è stato condiviso dai volontari e dalle proprie famiglie diventando il sogno della comunità di Grado e dell’intera regione». Festosi gli interventi della Banda cittadina di Grado, diretta dal maestro Nevio Listuzzi, che ha eseguito anche la tanto amata “Madonnina del mare”, integrandoli con quelli dei gruppi musicali di Ledro.

Il presidente del Consiglio Fvg – «Nel giro di pochi anni, il Friuli Venezia Giulia torna ad essere protagonista in Piazza San Pietro: prima con il presepe di Sutrio, ora con quello di Grado. I visitatori provenienti da ogni angolo del mondo avranno l’opportunità di ammirare una Natività che incarna la maestria e il talento degli artisti della nostra terra, autentici ambasciatori delle peculiarità del Friuli Venezia Giulia. Questo straordinario legame con la comunità regionale esprime sempre il principio ispiratore che guida i nostri artisti, capaci di distinguersi ovunque», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

E il vicegovernatore – «L’intero Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per il meraviglioso presepe di Grado allestito in piazza San Pietro. Un’opera di grande bellezza che riesce a coniugare perfettamente la Natività con l’ambiente naturale della Laguna gradese e, attraverso un’attenta ricostruzione ricca di dettagli, trasporta idealmente una porzione della nostra regione nel cuore di Roma. Un lavoro impressionante per il quale dobbiamo ringraziare gli artisti, le associazioni coinvolte e tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e, ovviamente, il suo curatore Antonio Boemo», ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. E ha aggiunto: «La Regione è fiera di aver sostenuto questa magnifica iniziativa che dà lustro all’intero Friuli Venezia Giulia replicando il successo del presepe ligneo di Sutrio del 2022 e facendo conoscere in tutto il mondo la bravura degli artisti e degli artigiani del nostro territorio. Un successo che rappresenta il punto più alto del percorso avviato nell’Isola del sole con l’organizzazione di una delle più importanti rassegne presepiali della regione, che calamita ogni anno l’attenzione di moltissimi visitatori e appassionati. Oltre a essere motivo d’orgoglio per la nostra regione, il presepe di Grado in Vaticano è quindi anche una importante occasione di promozione della cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. L’impegno, la tenacia, la professionalità, la maestria e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a questa straordinaria avventura provano tutta la forza di una comunità coesa e legata alle proprie tradizioni e ancora una volta dimostrano quanto poliedrica e ricca di particolarità ed eccellenze sia la nostra regione».

Fino al 12 gennaio – La meravigliosa opera realizzata dai volontari di Grado resterà in visione, assieme al grande abete del Trentino, fino a domenica 12 gennaio, dopo la solennità epifanica che conclude il lungo ciclo delle feste natalizie. E in questo mese saranno centinaia di migliaia le persone che potranno ammirarla giungendo alla Basilica di San Pietro, anche perché la Notte di Natale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa” dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si protrarranno per tutto il 2025.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera in piazza San Pietro a Roma; tra i presenti, il presidente Mauro Bordin, il sindaco Giuseppe Corbatto, la Banda cittadina di Grado con il direttore Nevio Listuzzi, Antonio Boemo ideatore e coordinatore del grande Presepe.

(Foto Ottica Marocco Grado)

(Vatican Media)

A Gemona il “Nadâl Furlan” premia Capuozzo, Colussi, Jacob e Molaro

«Questo evento, realizzato alla vigilia delle feste natalizie, rappresenta un’occasione meravigliosa per confermare il profondo attaccamento della nostra gente all’identità friulana». Lo ha detto ieri a Gemona l’assessore regionale alle Finanze, la concittadina Barbara Zilli, in occasione della consegna del Premio “Nadâl Furlan”, quest’anno conferito al famoso giornalista Toni Capuozzo, all’educatore Antonio Colussi, al fondatore della Cineteca del Friuli Livio Jacob e al giovane volontario Kevin Molaro.
Nell’occasione, la esponente della Giunta Fedriga si è complimentata con la giuria per l’alto profilo dei premiati e ha ringraziato a nome della Regione Fvg gli organizzatori che «con passione e sacrificio realizzano un evento che con gli anni è cresciuto dando un giusto riconoscimento a chi nel proprio campo ha saputo contraddistinguersi con particolare merito».

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In copertina e qui sopra immagini della consegna del Premio Nadâl Furlan (a Livio Jacob) presente l’assessore Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)