Coronavirus, la Regione incontra i sindaci: “Ecco come intervenire”

L’ordinanza non è una norma di legge, ma rappresenta delle linee guida in base alle quali i sindaci, considerate le specifiche peculiarità e le esigenze del territorio, possono modulare quelle che sono delle direttive condivise a livello nazionale. Questo il concetto espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale, assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi, e agli assessori alle Autonomie locali e alle Infrastrutture ha illustrato ieri pomeriggio, a quasi 180 sindaci Fvg, nell’auditorium della sede della Regione a Udine, le indicazioni dell’ordinanza sull’emergenza del Coronavirus sottoscritta dalla stessa Amministrazione regionale e dal Ministero della Salute.

Da un lato la Regione Fvg ha ribadito – come informa una nota Arc – quali sono le misure igieniche per prevenire la diffusione del virus (lavarsi le mani, evitare contatti ravvicinati con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, non toccarsi con le mani occhi, naso e bocca), dall’altro ha spiegato i termini delle indicazioni dell’ordinanza relative alle aggregazioni di persone. A tal proposito, l’Amministrazione Fvg ha invitato i sindaci a formulare le eventuali domande sul tema direttamente alla Protezione civile regionale per avere un aiuto nell’interpretazione delle linee guida.

E’ stata confermata l’individuazione a breve di alcuni siti attrezzati per gli eventuali casi di quarantena che non possano essere gestiti a livello domiciliare. Oltre a quello di Tricesimo, sono allo studio anche altre due soluzioni su cui si stanno facendo delle verifiche di carattere tecnico-amministrativo.

Per quel che riguarda nello specifico le attività commerciali (mercati all’aperto e centri commerciali) l’ordinanza non prevede alcuna direttiva specifica. La Regione, motivando l’indifferibilità e l’urgenza delle procedure messe in atto, ha rimarcato come, seppur il virus abbia un basso indice di mortalità, sia importante contenere il più possibile la diffusione della malattia, anche per limitare un aumento del numero dei ricoveri in terapia intensiva.

Tra le misure adottate, infine, oltre al potenziamento del Nue e delle infettivologie, la Regione ha confermato che è stato messo a disposizione uno specifico numero verde (800500300) riservato alle informazioni proprio per non appesantire il traffico del 112 dedicato alle situazioni di emergenza (presenza di sintomi).

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In copertina, il governatore Fvg Fedriga con l’assessore regionale alla Salute Riccardi. (Foto Arc)

Confartigianato-Imprese: a Udine slitta il congresso del 6 marzo

Slitta a data da destinarsi il congresso generale di Confartigianato-Imprese Udine che avrebbe dovuto riunire i dirigenti dell’associazione di categoria, il prossimo 6 marzo, all’interno dell’Istituto salesiano Bearzi, per aggiornare gli indirizzi della politica associativa. L’emergenza Coronavirus, all’esame stamattina del presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha infatti suggerito ai vertici associativi di rinviare l’appuntamento congressuale, nonché tutti quelli in calendario per la settimana in corso.
Saltano dunque, almeno fino al 1° marzo, le riunioni degli organi associativi – dai consigli zonali a quelli provinciali di categoria -, nonché le attività formative, salvo che queste non possano essere realizzate utilizzando strumenti di comunicazione a distanza.
“Da parte nostra – afferma il presidente Tilatti – garantiamo la piena collaborazione alle iniziative messe in campo dalle istituzioni nazionali e regionali, comprese quelle a sostegno delle imprese e dei lavoratori, alle quali sta lavorando il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, penso in particolare alla Cig in deroga per le aziende con meno di 6 dipendenti. Al Governo e alla Regione Fvg va un plauso per la celerità con cui sono intervenuti nel fronteggiare il contraccolpo che lo sbarco del virus in Italia sta portando all’economia. La speranza – conclude Tilatti – è che il tavolo d’emergenza convocato da Catalfo, che si riunirà nuovamente domani, diventi permanente e che il confronto sia allargato a tutti i ministeri competenti, per arrivare all’individuazione di interventi condivisi che siano efficaci nella tutela della salute pubblica e sostenibili per le attività economiche”.

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In copertina, il presidente Tilatti.

Tutti i sindaci Fvg oggi a Udine per il Coronavirus

Friuli Venezia Giulia in stato di allerta per l’emergenza Coronavirus. La Regione ha infattu convocato per oggi, alle 14, nell’auditorium della sede di via Sabbadini, a Udine, tutti i sindaci delle quattro ex province per condividere le misure più idonee da adottare per affrontare la preoccupante crisi sanitaria. Intanto, la Protezione civile Fvg è stata attivata dalla Presidenza della Giunta regionale e segue a stretto contatto con le altre strutture di competenza l’evoluzione della situazione al fine di garantire la massima efficacia in caso di necessità.

Chiamare il 112

In questa fase – evidenzia la Regione attraverso una nota Arc – è utile rimanere aggiornati seguendo esclusivamente le fonti informative istituzionali e attivarsi fin da subito con comportamenti adeguati alla situazione, promuovendo azioni di autoprotezione ed evitando inutili allarmismi. Pertanto, chi dovesse avvertire sintomi influenzali come febbre, raffreddore, mal di gola e tosse o avesse frequentato persone e luoghi sospetti, è invitato a chiamare il numero unico di emergenza 112: un infermiere assisterà telefonicamente e indicherà il percorso di indagine ottimale alla risoluzione del caso specifico. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare la diffusione del virus sono contenute nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il cui testo integrale è a disposizione sulla pagina Facebook ufficiale della Regione.

Misure uniformi

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura degli Atenei di Trieste e Udine, sono stati adottati altri provvedimenti di prevenzione. Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione e rinvio di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Sono queste, infatti, alcune delle misure più importanti, analoghe a quelle che saranno previste per le zone colpite dal Coronavirus, e che il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di poter adottare per il contenimento del rischio.

È quanto ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga subito dopo la videoconferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Capo Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. L’ordinanza dovrà essere firmata dal governatore e dal premier. Il presidente della Giunta era in collegamento dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova assieme al vicegovernatore con delega alla Salute e l’assessore all’Istruzione e ricerca, Riccardo Riccardi, nonché rappresentanti delle Forze armate, Ufficio scolastico regionale e del trasporto pubblico locale.
Il governatore ha posto la questione di non creare situazioni di disparità tra cittadini che vivono a pochi chilometri di distanza: la popolazione del Friuli occidentale ha infatti scambi quotidiani con il vicino Veneto ed è necessario, è stato sottolineato, che vengano adottate misure uniformi. Per cui le ordinanze della Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia verranno condivise per consentire misure omogenee.

Tra le altre misure richieste dal Friuli Venezia Giulia vi sono la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e la previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in regione da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Massima precauzione

Il Friuli Venezia Giulia – riferisce ancora l’Arc – è ad oggi l’unica Regione che sta adottando misure di massima precauzione pur non avendo ancora sul proprio territorio nemmeno un caso conclamato di persona affetta da Coronavirus. Il governatore ha rimarcato come questo sia il comportamento più tempestivo e virtuoso da affrontare in tempi di altissima mobilità delle persone e di fronte a quella che è ormai un’emergenza nazionale.

In merito alle due strutture individuate per essere attrezzate e rese disponibili qualora ci fosse la necessità di spazi per isolare persone che non possano restare in quarantena al proprio domicilio è stato spiegato che quella di Muggia, all’ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, è in attesa di autorizzazione definitiva e potrà contare su 41 posti con stanze dotate di servizi igienici, mentre quella di Tricesimo nella foresteria del Castello nei pressi del Santuario della Madonna Missionaria potrà ospitare altre eventuali 28 persone.
Canali specifici di accesso ai Pronto soccorso per chi manifesta sintomi di carattere influenzale e supporto infermieristico dalle ore 8 alle 20 al personale del Numero unico (Nue) 112 sono alcune delle altre iniziative che la Regione Fvg ha adottato da settimane.
Dall’attivazione del supporto infermieristico al personale del Numero unico avvenuto il 27 gennaio scorso le chiamate sono state in media una al giorno, ma dal 21 febbraio il numero è impennato: nella sola giornata di sabato le persone che hanno chiamato sono state 160 e di queste il 47 per cento sono state filtrate dal personale infermieristico presente nella centrale del Nue. Nella giornata di ieri, invece, le chiamate sono state 250, di cui 134 sono state filtrate.

Per informare al meglio la popolazione la Regione Fvg ha annunciato che disporrà da oggi punti stampa periodici per aggiornare quotidianamente i cittadini con la massima trasparenza.

Primi provvedimenti

Intanto, il ministro della Salute ha firmato, d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia, l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei Comuni di Vò e Mira, e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da oggi fino al 1° marzo compreso.
Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Come dicevamo, è stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.
Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Igiene indispensabile

Le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria, come ricorda la Regione Fvg, sono: lavarsi spesso le mani (a tal proposito viene raccomandato di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assiste persone malate; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il Numero unico di emergenza 112 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonché alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali. Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

Altre informazioni possono essere assunte al link https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi /informazione-coronavirus.

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In copertina, la riunione del Comitato d’emergenza regionale nella sede della Protezione civile a Palmanova. (Foto Arc Pozzetto)

“Artigianato, si chiude un anno difficile. E ora altre grandi sfide”

di Giuseppe Longo

“Il 2020? Sarà un altro anno di grandi sfide. E questo perché archiviamo un anno difficile. Un anno caratterizzato ancora dalla recessione, da una crisi mai finita che se da un lato ha eroso ulteriormente lo stock delle nostre imprese, dall’altro ha veicolato un cambiamento epocale per tutti noi”. Parole che non lasciano spazio a dubbi o a inutili fantasie quelle di Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, il quale presenta un primo bilancio, più di ombre che di luci, del 2019 che si sta per concludere, aprendo le porte a un 2020 che, nonostante le indubbie difficoltà lamentate dal settore – che ripetutamente si è rivolto alla  politica nazionale sollecitando un maggior sostegno, fatto soprattutto di pressione fiscale e burocrazia meno opprimenti -, sprona a guardare con fiducia al futuro. Perché se non c’è almeno un po’ di ottimismo…

In attesa dei dati definitivi, aggiornati al 31 dicembre, il bilancio dell’anno che oggi volge al termine è infatti ancora una volta negativo per il mondo dell’artigianato in provincia di Udine. Nei primi 11 mesi del 2019 le imprese attive totali sono calate di 266 unità, attestandosi a 43.193 al 30 novembre, con un calo dello 0,6% rispetto ad inizio anno. Alla stessa data le imprese artigiane della provincia di Udine sono 13.806, il 49,6% delle 27.818 botteghe artigiane del Friuli Venezia Giulia. La contrazione nei primi undici mesi dell’anno tra le file degli artigiani è pari allo -0,7%, leggermente superiore rispetto al dato totale: a fronte di 741 imprese nate, ne sono state chiuse 834, per un saldo che resta in area negativa: -93 aziende appunto in undici mesi. E non è poco!
A fotografare lo stato di salute del settore produttivo – che, nonostante tutto, continua a essere una robusta architrare del sistema economico del Friuli Venezia Giulia – è l’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine che, per la fine dell’anno, ha messo in fila gli ultimi dati disponibili, in attesa come detto di aggiornarli al 31 dicembre 2019. La tendenza è tuttavia quella delineata: lo stock di imprese attive nell’artigianato continua a contrarsi, ben più lentamente rispetto ad anni neri come il 2012 e 2009 quando la perdita d’imprese ha superato quota 200, attestandosi rispettivamente a 290 e 224 unità. Le 13mila800 imprese rimaste (-1.176 rispetto a 10 anni fa) sono il risultato di una selezione naturale, sono quelle che hanno resistito alla crisi, che hanno trovato continuità, che hanno saputo abbracciare la sfida dell’innovazione. Quelle che ogni giorno danno lavoro in provincia a un esercito di 33.468 addetti, nei più svariati settori, alcuni in buona salute, altri meno. In aumento tra 2018 e 2019 sono le imprese attive nei settori dei servizi alla persona (+31), dei servizi alle imprese (+17) e delle autoriparazioni (+1). Al contrario decrescono le aziende che si dedicano ai servizi per asporto (-6), ai trasporti (-11), edilizia (-29), manifatture (-38) e impiantisti (-54).

Il presidente Tilatti e i suoi collaboratori prendono dunque atto dell’anno difficile che sta per andare in soffitta, proprio per la “crisi mai finita” di cui dicevamo all’inizio. Altro che ripresina…  “Tornare indietro – taglia corto Tilatti – oggi appare impossibile, guardarsi alle spalle inutile. E’ con questa convinzione che Confartigianato Udine ha dato il via, nel 2019, a importanti cambiamenti sul piano politico-istituzionale, pensiamo solo all’aggregazione tra le società di servizi di Udine e Trieste che ha dato vita a Confartigianato servizi Fvg, ma anche alle tante battaglie intraprese per rafforzare la capacità dell’associazione di essere soggetto sociale, autonomo, forte, credibile e flessibile, capace di coniugare gli interessi specifici e gli interessi generali per far fronte ai nuovi e futuri scenari precari ed incerti”.
E nel 2020 che bussa alle porte cosa accadrà? Quali strategie adottare? “Dovremo continuare – è fermamente convinto il presidente Tilatti – a lavorare nell’ottica delle collaborazioni e sempre più anche delle aggregazioni fra territori. Supporteremo le imprese che necessitano di fare investimenti, ma che accedono con difficoltà crescente agli strumenti finanziari, in primis al credito bancario. In questo senso – conclude il presidente di Confartigianato-Imprese Udine  – stiamo lavorando, anche grazie alla collaborazione della Regione Fvg, a una ‘cassetta di strumenti’ che sarà pronta nel 2020. Solo attraverso la crescita potremo rispondere al cambiamento e fare rinascere il Paese. Con questa convinzione auguro a tutti un felice e sereno 2020, sperando sia un anno di serenità per tutti noi che crediamo nei valori del fare impresa, dell’associazionismo e della famiglia”.

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In copertina, Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine.   

Smart cities, a CiviEsco due bandi europei per 40 milioni di euro

Nata a Udine nel 2016, CiviEsco srl, la energy service company di CiviBank, si è aggiudicata assieme a due consorzi internazionali due call europee, dopo aver partecipato ai relativi bandi Ue legati alle “smart cities”, per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro che impegnerà la newco udinese nei prossimi tre anni nel formulare piani economico-finanziari e soluzioni innovative su progetti programmati ad Amsterdam, Lipsia, Helsinki e Bilbao. L’esperienza che CiviEsco maturerà in queste città europee individuate come “Lighthouse” (interventi modello) sul tema “smart city” sarà possibile poi replicarla anche nel Nordest d’Italia dove opera la stessa CiviBank.

La presidente Michela Del Piero.

E’ stata la presidente dell’istituto di credito cividalese, Michela Del Piero, ad annunciare tale risultato in apertura del convegno “Megatrends e innovazione: come finanziare la nuova economia” svoltosi ieri a Udine per iniziativa di CiviEsco con il patrocinio della Regione Fvg. I nuovi impegni europei si affiancano a quelli già in essere sul “climate action Italy”  finanziati dalla Bei con 30 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di opere civili in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Nel corso dei lavori del convegno udinese, è emerso che la sola transizione energetica italiana (“green economy”) si stima  possa generare valori della produzione in cinque anni per circa 370 miliardi di euro, oltre ai 129 miliardi di valore aggiunto ed all’incremento di 2,2 milioni di unità lavorative. I comparti interessati sono soprattutto l’edilizia e l’impiantistica coinvolti direttamente nei processi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati tra cui i condomini che beneficiano dell’Ecobonus. Secondo un recente studio dell’Università di Udine, in Friuli Venezia Giulia si registrano 165 mila edifici costruiti prima del 1960 sui quali, ipotizzando interventi di riqualificazione pari a 40 mila euro ciascuno, si innescherebbe un volume di interventi pari a 6,6 miliardi.  Da parte sua, Crif rileva  che le unità residenziali esistenti (dato al 2016) in Friuli Venezia Giulia sono 722.512 e in Veneto 2.624.670. Di questi, una percentuale del 62% richiede una ristrutturazione.

Folta platea al convegno udinese.

Da soli, questi numeri danno l’idea della grande opportunità per chi investe, per chi cerca investitori e per chi ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Tuttavia, gli Stati nazionali e l’Unione Europea non hanno tutte le risorse necessarie per attivare gli investimenti. Il referente del Servizio gestione fondi comunitari della Regione Fvg Francesca Sibilla,nel suo intervento,  si è soffermata sulla crescente importanza dei finanziamenti europei con riferimento al Por Fesr 2014-2020. mentre le altre  relazioni tecniche sono state affidate a Gianluca Minella di Deutsche Bank Londra, Edo Omic del Council of Europe Dvelopment Bank (Ceb), Alessandra Cassisi e Angelo Giordano di CiviEsco, Martina De Sole e Luigi Della Sala dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea (Ecn), Daniele Zini di October e Carlo Allevi di WeAreStarting. Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Massimo Bolzicco, direttore di CiviEsco. “Il convegno – ha spiegato, infine, lo stesso Bolzicco – ha inteso illustrare  con esempi reali quali strategie a livello europeo si stanno approntando per integrare la finanza pubblica, anche locale, con quella privata, ricercando quelle sinergie tra capitali, crescita economica e sostenibilità che velocizzino il raggiungimento degli obiettivi della green economy“.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, esempio di risparmio energetico con pannelli solari su un edificio pubblico in Fvg.

“Green economy” affare da 500 miliardi: convegno a Udine

In Italia la “green economy” genererà nei prossimi cinque anni un volume di affari di poco meno di 500 miliardi di euro e in Friuli Venezia Giulia di quasi sette: se ne parlerà domani pomeriggio, 19 settembre, in un convegno indetto a Udine e che ha per obiettivo l’analisi delle modalità su come come finanziare la nuova economia, nell’ambito di una iniziativa di Civiesco (emanazione di Civibank) organizzata con il patrocinio della Regione Fvg.


Si stima, infatti, che la sola transizione energetica italiana – la “green economy”, appunto – possa generare valori della produzione in cinque anni, come detto, per circa 370 miliardi di euro, oltre ad altri 129 miliardi di valore aggiunto, ma nel contempo anche un incremento di 2,2 milioni di unità lavorative. I comparti interessati – informa una nota della Banca di Cividale – sono soprattutto l’edilizia e l’impiantistica coinvolti direttamente nei processi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati tra cui i condomini che beneficiano dell’Ecobonus.  Secondo un recente studio dell’Università di Udine, nella nostra regione si registrano 165 mila edifici costruiti prima del 1960 sui quali, ipotizzando interventi di riqualificazione pari a 40 mila euro ciascuno, si innescherebbe un volume di interventi pari a 6,6 miliardi di euro.  Da parte sua, Crif rileva  che le unità residenziali esistenti (dato al 2016) in Friuli Venezia Giulia sono 722.512 e in Veneto 2.624.670. Di questi, una percentuale del 62% richiede una ristrutturazione“.

Da soli, questi numeri danno l’idea della grande opportunità per chi investe, per chi cerca investitori e per chi ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Tuttavia, gli Stati nazionali e l’Unione Europea non hanno tutte le risorse necessarie per attivare gli investimenti. Ecco perché Civiesco, la società specializzata di CiviBank, ha promosso con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia il convegno sul tema “Megatrends e innovazione: come finanziare la nuova economia” in programma, come detto, domani al centro “San Paolino d’Aquileia” in via Treppo 5, a Udine, con inizio alle 16.45.

I lavori saranno aperti dalla presidente di CiviBank, Michela Del Piero, e dal direttore del Servizio gestione fondi comunitari della Regione Lino Vasinis, mentre le relazioni tecniche sono affidate a Gianluca Minella di Deutsche Bank Londra, Edo Omic del Council of Europe Dvelopment Bank (Ceb), Alessandra Cassisi e Angelo Giordano di Civiesco, Marco Falzetti  e Luigi Della Sala dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea (Ecn), oltre che a Daniele Zini di October e a Carlo Allevi di WeAreStarting. Le conclusioni dei lavori sono affidate a Massimo Bolzicco, direttore di Civiesco. “Il convegno – dichiara lo stesso Bolzicco – vuole illustrare  con esempi reali quali strategie a livello europeo si stanno approntando per integrare la finanza pubblica, anche locale, con quella privata, ricercando quelle sinergie tra capitali, crescita economica e sostenibilità che velocizzino il raggiungimento degli obiettivi della green economy“.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a CiviBank:
Telefono 0432707317 – 337546561
www.civibank.it

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero che aprirà i lavori.

La Regione ai sindaci emeriti: nessuna Provincia-fotocopia

di Gi Elle

In questi mesi abbiamo più volte parlato delle quattro Province del Friuli Venezia Giulia cancellate dalla riforma regionale del 2014, del precario funzionamento delle 18 Uti (Unioni territoriali intercomunali) che le sostituiscono e dell’intenzione della nuova amministrazione regionale di Centrodestra di rivedere quanto prima la norma. Ma l’ente di area vasta a cui attualmente pensa la Regione Fvg non sarà la fotocopia delle Province soppresse, bensì un ente, pur sempre elettivo, al quale restituire funzioni di competenza ora in carico alla stessa amministrazione regionale.
La Giunta Fedriga ha, infatti, già pronta – come informa una nota Arc – una bozza di riforma degli enti locali da discutere con tutti i portatori di interesse dopo le ormai imminenti elezioni del 26 maggio e il varo è previsto entro il 2019, rivedendo anche i criteri di trasferimento a vantaggio dei Comuni. È quanto ha confermato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti,  intervenendo a Palmanova alla tavola rotonda “I futuri assetti territoriali nel Fvg” organizzata in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione sindaci emeriti del Friuli Venezia Giulia.

L’assemblea dei sindaci emeriti a Palmanova. (Foto Regione Fvg) 

Entrando nel merito del confronto, l’assessore ha constatato che in Friuli Venezia Giulia vi sono molte città che sarebbero pronte ad affrontare qualsiasi riforma, ma anche altre realtà che invece necessitano di maggiore attenzione e ha rilevato come in questi ultimi anni i Comuni si siano trovati di fronte a molteplici difficoltà urgenti da risolvere, in primis quella della mancanza di personale.

Quanto al disegno del nuovo ente intermedio, l’assessore ha ribadito che la sua fisionomia dovrà andare bene a tutti, dando gli strumenti ai sindaci per amministrare come meglio credono il loro Comune, senza obblighi, funzioni o modalità che in qualche zona possono andar bene ma che in altre non sono adeguate. Come si diceva, l’ente di area vasta a cui pensa la Regione non sarà la fotocopia delle Province ma un ente, elettivo, al quale restituire le funzioni di competenza ora in carico all’amministrazione regionale. Alla quale sono passate appunto dopo la soppressione dei quattro enti intermedi di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Della questione, abbiamo più volte parlato anche riferendo dell’approfondita ricerca che ha proposto Raffaella Sialino nel suo recente libro “L’ultima Provincia”, dedicato all’ente di Palazzo Belgrado a Udine, peraltro anche ricco di storia risalente a molto prima dell’unità d’Italia che in Friuli, come è noto, è arrivata nel 1866.

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In copertina, Palazzo Belgrado già sede della Provincia di Udine.

“Concerto per la pace” all’Ara Pacis Mundi di Medea

E’ stato dedicato alla memoria ed in ricordo del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Ettore Romoli – eminente politico Goriziano recentemente scomparso – il ” Concerto per la Pace nel Mondo” che si è tenuto presso l’ Ara Pacis Mundi sul Colle di Medea ieri giovedì 19 luglio.

Si sono esibiti la Fanfara della Brigata Alpina Julia ed il Coro Ardito Desio della Sezione ANA di Palmanova.

Oltre alla scenografia curata con un’ illuminazione particolarmente suggestiva e che ha esaltato la maestosità architettonica  dell’ Ara Pacis ,  per ricreare un’ atmosfera celebrativa ancora più toccante dell’epopea del Corpo degli Alpini e di tutti i combattenti partecipanti alla I Guerra Mondiale , due gruppi di associazioni rievocative storiche –  in abiti dell’epoca della Grande Guerra 1915-1918 – hanno presenziato allo spettacolo affiancando gli artisti;    ovvero  l’Associazione Culturale “Reparto Storico Alpino Fiamme Verdi  composta da un gruppo di alpini in congedo iscritti a vari gruppi A.N.A. delle Sezioni friulane ed il Gruppo storico culturale “I Grigioverdi del Carso”, di Ronchi dei Legionari.

L’evento si è svolto  alla presenza di un folto numero di rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate , ecclesiastici e numerosi sindaci della regione..

il Vicario Generale dell’Arcidiocesi Goriziana monsignor Armando Zorzin conversa con il
Vicepresidente e assessore alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla protezione civile della regione FVG Riccardo Riccardi

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Due consiglieri nazionali dell’ A.N.A., Renato Romano (a Sinistra nella foto )

 e Romano Bottosso (a destra) sono appositamente giunti da Roma.

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L’evento è stato inserito nelle  celebrazioni nel Centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale ed è stato espressamente dedicato come già detto, in ricordo del compianto Presidente del Consiglio Regionale del FVG Ettore Romoli,  da poco scomparso…

La figlia del compianto Romoli a cui a fine serata 

gli organizzatori hanno fatto omaggio di un cadeau floreale

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La serata è stata organizzata dalla Sezione ANA di Gorizia in collaborazione con il Comune di Medea e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Alpini, del Consiglio Regionale del F.V.G., del Comune di Gorizia e della Fondazione Carigo  ottenuto un grande apprezzamento dal pubblico .

Io c’ ero…   e posso confermarvi che lo spettacolo – assente alcunché di mondano – ha avuto  l’ encomiabile  carattere di una cerimonia rievocativa  estremamente toccante, evocando il ricordo delle sofferenze del Popolo Italiano ed onorando la memoria delle innumerevoli  vittime coinvolte negli eventi bellici che hanno segnato la nostra storia.
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la sacralità del monumento all’interno del quale, il coro, si è raccolto all’ inizio dei canti 

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E’ stato un vero successo di pubblico …

Ha diretto l’orchestra mirabilmente  il Maestro Lorenzo Sebastianutto​.
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Il coro è stato diretto dal attuale titolare  del sodalizio palmarino il Maestro  Nazario Modesti 
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I due maestri durante le prove finali nell’imminenza dell’evento.

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il Maestro  Nazario Modesti durante il concerto ha ceduto temporaneamente “la bacchetta” – se così si può dire – ad un giovane talento,  monfalconese di nascita e palmarino di adozione:
il Maestro  Gabriele Mastrogiovanni, che di fatto ha debuttato alla direzione di un coro così prestigioso.   Un fuori programma che ha deliziato i presenti poiché la direzione – seppur breve – si è rivelata impeccabile,
seppure l’emozione  per il giovane maestro deve essere stata grande.
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il Maestro  Gabriele Mastrogiovanni

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Conclusasi  la parte musicale la presentatrice e madrina della serata Sabrina Vidoni assieme al Sindaco di Medea Igor Godeas ed al Presidente della Sezione ANA di Gorizia Paolo Verdoliva – indubbio motore dell’organizzazione –  hanno premiato i Maestri con dei doni della Cantina Sociale di Cormons, le ormai famose bottiglie da collezione del “Vino della Pace”
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da sinistra nella foto:

Il sindaco di Medea Igor Godeas, Bruno Pizzul , Paolo Verdoliva e Sabrina Vidoni 

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Alla fine – fuori programma – gli organizzatori hanno invitato dalla platea a salire sul palco un ospite di eccezione, il mio concittadino Bruno Pizzul , leggenda vivente del giornalismo sportivo nazionale ed alpino DOC , che ha ringraziato con la sua proverbiale simpatia….

Vi invito a partecipare a questo evento, ormai entrato nel novero degli avvenimenti irrinunciabili per la nostra regione, alla prossima edizione che si terrà nell’estate 2019.
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in copertina: il Maestro  Lorenzo Sebastianutto​  ed  il Maestro  Nazario Modesti (all’estrema destra) durante l’esecuzione in comune di uno dei tanti brani in repertorio.
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 Salvatore Casale Presidente nazionale  dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia con 
Paolo Verdoliva (Presidente Sezione ANA Gorizia) a destra nella foto,
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Gruppo storico culturale rievocativo “I Grigioverdi del Carso”, Ronchi dei Legionari.

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L’Associazione Culturale “Reparto Storico Alpino Fiamme Verdi” è composta da un gruppo di alpini in congedo iscritti a vari gruppi A.N.A. delle Sezioni friulane.

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uno degli orchestrali durante il concerto

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ancora durante le prove

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E ora l’addio a Ettore Romoli umiliato dalla “sua” Forza Italia

di Giuseppe Longo

In appena dieci giorni la politica del Friuli Venezia Giulia si ritrova nuovamente in lutto. Dopo la perdita dell’ex ministro Mario Toros, se n’è andato anche l’onorevole Ettore Romoli che, nelle regionali del 29 aprile, era stato eletto per il Centrodestra nella nuova assemblea di piazza Oberdan, divenendone poi al momento della distribuzione delle cariche, nell’era di Massimiliano Fedriga, presidente del Consiglio.
Aveva 80 anni e si è spento all’ospedale “Santa Maria della Misericordia”, a Udine, dove era ricoverato da un paio di settimane, a causa del riacutizzarsi della malattia che aveva richiesto anche un intervento chirurgico appena pochi giorni fa.
I funerali domani, a mezzogiorno, nella chiesa di San’Ignazio, in piazza Vittoria, nella sua Gorizia listata a lutto e con le bandiere a mezz’asta.
Si ipotizza la partecipazione, tra i numerosi esponenti politici e istituzionali, anche di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, la cui amicizia con Romoli vanta lunga data. Vasta eco, anche a livello nazionale, ha infatti suscitato la sua dipartita, avvenuta in così poco tempo dopo la sua rielezione, tanto che era riuscito a presiedere soltanto le prime due sedute consiliari, quella d’insediamento dei neo-eletti e quella della presentazione del programma della nuova giunta regionale.
L’ex parlamentare isontino – perché è stato sia senatore che deputato – è stato infatti uno dei fondatori del partito azzurro e appunto tutte le sue elezioni, anche le due a sindaco di Gorizia, sono avvenute, sempre con larghissimi consensi, in nome e per conto della forza politica voluta e incarnata dal Cavaliere, anche se gli esordi come consigliere comunale avvennero nell’allora Msi.
Ma proprio dal suo partito – come abbiamo appreso dagli ampi resoconti di cronaca di tutti gli organi di informazione – ha avuto proprio nei giorni della malattia e della degenza in ospedale la delusione più cocente.
Voglio sperare che, sedato dai farmaci, abbia avvertito solo in parte l’umiliazione che gli ha riservato la dirigenza regionale di Forza Italia per la sua posizione ritenuta troppo indipendente, rispetto alla linea ufficiale.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, con la definitiva presa di distanza, sarebbe stata la decisione di confermare nel suo ruolo di capo di gabinetto di un funzionario appartenente all’area di Centrosinistra, cioè a quella parte politica che oggi in Consiglio regionale siede all’opposizione.
La questione sconcertante – non solo per il fatto che Ettore Romoli rivestiva la seconda carica istituzionale della Regione Fvg e che quindi avrebbe potuto meritare un’attenzione in più – è che la decisione forzista è venuta maturando proprio nei giorni in cui il politico goriziano – ma fiorentino di nascita – giaceva in un letto d’ospedale, in spregio a una elementare forma di delicatezza e di rispetto dovuta anche per l’età avanzata, nonostante la quale aveva deciso di mettersi ancora in gioco, contribuendo notevolmente alla grande affermazione del Centrodestra, il quale, appunto, con Fedriga ha conquistato la guida dei palazzi regionali.
Un atteggiamento quello tenuto dal vertice del partito che ha suscitato un vespaio di polemiche a livello politico, oltre al più che comprensibile sollevamento dei familiari del presidente gravemente ammalato e che in terapia intensiva si aggrappava a tutte le poche energie che gli erano rimaste per cercare di restare in vita.
Un atteggiamento, insomma, condannato da tutti perché tenuto contro una persona inerme, che in quei giorni non aveva alcuna possibilità di difesa e di replica.
E che purtroppo offusca, non però per suo demerito, l’ultimo scorcio della vita politica e istituzionale dell’onorevole Romoli, che invece è stata luminosa e sempre contrassegnata dal successo personale in ognuna delle numerose cariche che ha saputo conquistare con il voto e poi gestire con equilibrio e competenza.
Ed è questo aspetto, unitamente al tratto garbato e gentile, a delinearne un ritratto che ci lascia di lui un ricordo estremamente positivo, di quelli che si conservano e si indicano come esempio.

in copertina foto da twitter.com :

https://pbs.twimg.com/media/Dfo46jyXkAExEj_.jpg – Sergio Bolzonello – @S_Bolzonello

 

< N.d.R tutta la redazione di questo magazine e l’intero gruppo editoriale ST.GEORGE.DRAGONSLAYER LLC si associa al lutto della famiglia Romoli, a cui esprimiamo le più sentite condoglianze. >

Varata la Giunta Fedriga ma occhi tutti sul premier

di Giuseppe Longo

Occhi tutti puntati dunque sul Quirinale: domani sarà finalmente la volta buona per conoscere il nome del candidato premier che dovrebbe guidare il governo giallo-verde?

Così, mentre Massiliamo Fedriga ha già varato (ci sta, visto che a Trieste siamo in riva al mare) la nuova giunta, pur tra tensioni e polemiche che hanno incrinato i rapporti tra Lega e Forza Italia, sul Colle più alto di Roma domani dovrebbe andare in scena l’ultimo atto di questa estenuante fase post-elettorale.
Sono infatti due mesi e mezzo esatti che si conoscono i risultati delle politiche del 4 marzo che hanno premiato Centrodestra e Cinque stelle bocciando l’azione di governo del Partito democratico, ora peraltro impegnato nei lavori dell’assemblea nazionale per affrontare il dopo-Renzi.
Il programma di governo messo a punto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini è ormai chiuso ed è stato tradotto nero su bianco su quell’originale strumento voluto dai grillini che è il “contratto” tra le due forze candidate a guidare il Paese.
Oggi i due leader si torneranno a vedere per definire proprio la questione premier: dovrebbe essere una persona di alto profilo, si fanno i nomi di un giurista, Giuseppe Conte, e di un economista, Andrea  Roventini.
Quindi, ancora una volta un tecnico e non un politico uscito dalle urne.
Comunque, basta che si chiuda qui perché il tira e molla di queste settimane non può continuare.
E il Paese ne soffre.
Quindi, tutti con lo sguardo verso il Colle da dove è atteso il via libera del capo dello Stato se giudicherà positivamente quanto gli verrà proposto dal duo Di Maio – Salvini.
Ma in attesa che si sblocchi la questione romana, rientriamo a casa nostra dove, come dicevo, è nata non senza fatica la giunta regionale di Max Fedriga che il 29 aprile aveva raccolto oltre il 57 per cento di preferenze.
L’esecutivo è composto da dieci assessori: cinque sono andati alla Lega che esprime anche il nuovo governatore.
La vicepresidenza è stata attribuita a Forza Italia e tre sono le rappresentanti del mondo femminile.
Questo comunque il quadro completo:
Massimiliano Fedriga (Lega) presidente della Regione Fvg con deleghe ad Affari internazionali e Montagna, oltre che commissario straordinario al dissesto idrogeologico, alla terza corsia autostradale e alla Ferriera di Servola;
Riccardo Riccardi (Forza Italia) vicepresidente con deleghe a Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile; Sergio Bini (Progetto Fvg) Attività produttive;
Sebastiano Callari (Lega) Funzione pubblica e Semplificazione;
Pierpaolo Roberti (Lega) Autonomie locali, Sicurezza e Politiche comunitarie;
Fabio Scoccimarro (Fratelli d’Italia) Ambiente ed Energie;
Graziano Pizzimenti (Lega) Infrastrutture e Territorio;
Stefano Zannier (Lega) Risorse agroalimentari e forestali;
Barbara Zilli (Lega) Finanze e Patrimonio;
Tiziana Gibelli (Forza Italia) Cultura e Sport;
Alessia Rosolen (indipendente) Lavoro, Istruzione, Ricerca, Formazione e Famiglia.
Proprio la scelta di quest’ultima, come hanno riferito le cronache, ha creato non pochi malumori all’interno degli azzurri a causa di vecchie ruggini che risalgono alle precedenti elezioni regionali quando vinse Debora Serracchiani contro Renzo Tondo.
La Giunta Fedriga, dunque, scalda i motori per mettersi al lavoro.
Al Governo Di Maio – Salvini manca invece ancora un bel po’ di carburante, quello appunto che riguarda il premier.
E non è poco!