“Caregiver Day”, prima giornata Fvg dedicata (a Trieste) a quanti offrono la propria assistenza ai malati gravi

Si festeggia oggi, 6 ottobre, il primo “Caregiver Day” del Friuli Venezia Giulia, una Giornata dedicata a quei cittadini “invisibili” chiamati caregiver (“curacari” si potrebbe direi in italiano), persone, in prevalenza familiari, che si prendono cura di chi è affetto da patologie invalidanti. Il 6 ottobre, già storicamente Giornata Europea del caregiver, era stato istituito per sensibilizzare le istituzioni e la collettività sul valore sociale di chi dedica il proprio tempo alla cura delle persone più fragili.


La giornata regionale è stata adesso introdotta a seguito dell’approvazione della legge regionale n. 08/2023 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari”. E proprio per spiegare i contenuti della nuova legge sul riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, la Regione Fvg, con la fondamentale collaborazione dell’Associazione de Banfield – attiva da oltre 35 anni sul fronte del sostegno agli anziani fragili e ai caregiver di persone con demenza e Alzheimer, a cui ha dedicato una specifica struttura come CasaViola – ha organizzato per oggi, a partire dalle 8.30 al Trieste Convention Center Magazzino 27 (Viale Miramare, 24/2), il convegno “Caregiver Day”. L’evento pubblico dedicato ai caregiver familiari della nostra regione, per riconoscerne il ruolo chiave nel supporto assistenziale e mettere a confronto esperienze e buone pratiche nazionali e regionali, è aperto a tutta la città con partecipazione libera (previa iscrizione al link https://eventi.regione.fvg.it/Eventi/iscrizione.asp?evento=21701
Ad aprire il convegno sarà l’intervento dell’assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, che si soffermerà proprio sul valore aggiunto derivante dalla nuova legge regionale. «Dopo quella sull’Invecchiamento attivo e sulla Disabilità, quella sul Caregiver fa parte di un pacchetto di norme regionali che tiene conto, nella concretezza, di quelli che sono i fenomeni del nostro tempo, in particolare la cronicità, strettamente connessa all’allungamento della vita e a una realtà sociale e demografica profondamente mutata rispetto a solo pochi decenni fa», spiega Riccardi. «Un traguardo importante – aggiunge l’esponente della Giunta Fedriga -, tagliato la scorsa legislatura, con determinazione e chiarezza di intenti, superando tutte quelle che sono state le enormi difficoltà degli ultimi 5 anni, segnati da continue emergenze che ci hanno visto impegnati su più fronti. È stato un lungo percorso, non semplice e non scontato, che ha permesso alla Regione di fare un passo avanti importante per la civiltà della sanità, per dare risposte appropriate alla cittadinanza».

Per la Regione Fvg interverranno anche Sergio Boscarol, del Servizio programmazione e sviluppo dei servizi sociali, Alfredo Perulli e Antonino Riolo del Servizio assistenza distrettuale e ospedaliera. Attesa la partecipazione della nuova pPresidente di Federazione Alzheimer Italia, Katia Pinto, così come i contributi delle associazioni che operano a diretto contatto con i malati e i familiari (come Loredana Ligabue, segretaria di Carer Aps) e testimonianze dirette di caregiver, come nel caso di Olivio Stocchi. La direttrice generale dell’Associazione de Banfield, Giovanna Pacco, anche per il Coordinamento Regionale Associazioni Alzheimer, interverrà su “Dare voce ai caregiver: il lavoro delle Associazioni”. «La legge, da noi molto sostenuta, è stato l’avvio di un impegno concreto verso il riconoscimento dei bisogni e dei diritti dei familiari che si prendono cura di una persona fragile – sottolinea Giovanna Pacco -. Una legge che inizia il suo percorso di confronto e messa a terra proprio da questo primo importante caregiver day, che auspichiamo possa essere un laboratorio per parlare dei bisogni e delle difficoltà di questi cittadini invisibili che curano bambini, persone con disabilità, anziani non autosufficienti, per anni o per una vita intera, subendo un pesante impatto sulla propria esistenza, la propria salute, le proprie aspettative personali, di lavoro, di relazioni. L’impegno delle Associazioni è anche quello di dar voce ai loro bisogni. Auspichiamo che da questo luogo di confronto possano iniziare a definirsi gli obiettivi e le linee d’azione previste dalla legge».
Previsto anche l’intervento di Christina Sponza, sempre della de Banfield, che anticiperà i primi risultati di un’indagine realizzata a livello regionale su “Essere caregiver e lavoratori”.

Crisi a Grado, la Regione Fvg assicura al commissario una piena collaborazione

«Questo incontro testimonia la vicinanza della Regione al Comune di Grado e al commissario Viola, il quale è stato nominato in virtù della competenza e della consolidata esperienza acquisita nel suo percorso professionale all’interno della Pubblica amministrazione». Lo ha detto ieri a Grado l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, nel corso dell’incontro con il dottor Augusto Viola, nominato commissario dalla Regione Fvg a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale dell’Isola.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, Grado ha un ruolo strategico in chiave turistica con una visibilità internazionale e capace di generare un indotto importante per tutto il Friuli Venezia Giulia. «Sul tavolo del commissario – ha aggiunto l’assessore – ci sono diversi temi prioritari per Grado da portare avanti. Tutte materie per le quali la Regione garantisce un dialogo e una collaborazione costanti, con la disponibilità degli assessori e delle direzioni competenti».
Rivolgendosi infine alla componente dirigenziale dei dipendenti del Comune presente all’incontro, Roberti ha ricordato come questa del commissariamento non sia un novità per Grado visti i precedenti storici. «Si tratta – ha concluso – di una fase che vedrà la sua conclusione con le elezioni amministrative della prossima primavera. Nel frattempo, da parte della Regione, massima fiducia nel commissario e in tutto il personale del Comune di Grado, ribadendo la piena disponibilità affinché la preparazione della prossima stagione estiva avvenga al meglio per confermare gli ottimi risultati registrati in questi ultimi due anni».

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con il commissario dottor Augusto Viola.

Crisi a Grado, Augusto Viola nominato commissario fino alle elezioni. Regione grata al sindaco uscente Kovatsch

(g.l.) Caduta la Giunta Kovatsch, il Comune di Grado torna a essere commissariato, un’esperienza sperimentata molto spesso negli ultimi decenni. «Il Consiglio comunale di Grado è sospeso con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento, che sarà disposto con decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e, comunque, per una durata non superiore a novanta giorni dalla data del decreto siglato oggi. Augusto Viola è nominato commissario per la provvisoria amministrazione del Comune di Grado», ha infatti annunciato ieri l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, dopo aver firmato il relativo decreto, conferendo al nuovo commissario – ruolo che, a suo tempo, era stato rivestito dallo stesso Claudio Kovatsch – i poteri già esercitati dal sindaco del Comune, dalla Giunta e dal Consiglio comunale. L’arrivo sull’Isola del dottor Viola è imminente. Il funzionario regionale è, infatti, previsto arrivi già lunedì prossimo, così da prendere subito visione dei problemi del Comune lagunare e nel contempo conoscere la macchina burocratica nel palazzo municipale di piazza Biagio Marin.


«Dopo la presentazione delle dimissioni contestuali da parte di nove consiglieri comunali sui sedici assegnati al Comune, causa dello scioglimento del consiglio comunale che ha determinato la decadenza del sindaco e della Giunta si è reso necessario l’odierno provvedimento – ha quindi commentato Roberti -. Ringrazio Viola che saprà certamente assicurare la competenza necessaria a garantire la provvisoria amministrazione del Comune visto anche il curriculum di spessore e le sue qualificate esperienze come dirigente dell’Amministrazione regionale e segretario generale del Consiglio del Friuli Venezia Giulia».
Roberti ha, infine, espresso un ringraziamento anche a Claudio Kovatsch per il lavoro svolto a favore della comunità isolana nei due anni in cui è stato a capo della civica amministrazione entrata in crisi. E che ora è, appunto, sostituita dal commissario nominato dalla Regione Fvg in attesa delle prossime elezioni comunali.

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In copertina, il sindaco di Grado decaduto Claudio Kovatsch e all’interno il commissario regionale Augusto Viola.

Ente camerale, Pordenone e Udine insieme da cinque anni che sono stati complessi ma anche di crescita

Si avvia alla conclusione il primo mandato della Camera di Commercio Pordenone-Udine, nata l’8 ottobre 2018 dallo storico accorpamento delle due realtà camerali dei due capoluoghi provinciali. La Regione Fvg ha fissato la data per l’inizio del prossimo mandato, il 9 ottobre, e intanto ieri, a Villa Manin di Passariano, il presidente e il vicepresidente, Giovanni Da Pozzo e Michelangelo Agrusti, hanno voluto riunire consiglieri e componenti di giunta, nonché i principali stakeholder, per evidenziare l’importante prima tappa «di questo viaggio che abbiamo compiuto per la prima volta insieme, arrivando – ha evidenziato Da Pozzo – a integrare al meglio non solo la governance, ma anche e soprattutto l’effettiva operatività delle due sedi, a tutto vantaggio dell’efficienza dell’azione dell’ente nei confronti di imprese, primario interlocutore e sostenitore della Camera, e cittadini».

Un ente accorpato che conta a 90.991 localizzazioni d’impresa registrate, il 73% del tessuto imprenditoriale regionale, di cui un terzo società di capitali, per due territori che segnano un Pil procapite di 28.618 euro (Udine) e 28.474 euro (Pordenone) a fronte di una media italiana di 26.884 euro (2021). Ma soprattutto territori traino dal punto di vista dell’interscambio commerciale: Udine e Pordenone fanno il 61% dell’export totale della regione. Ai numeri dell’economia, presidente e vicepresidente hanno voluto far seguire il positivo impegno quotidiano dell’ente, con un Registro imprese che supera le 50 mila pratiche l’anno, il 47% di dipendenti in possesso di laurea e l’80% di personale femminile, nonché un indicatore di tempestività dei pagamenti importante: l’ente paga, infatti, le fatture mediamente in anticipo di 17 giorni rispetto alla scadenza.

«Ed è un ente che vive i suoi territori al massimo», hanno sottolineato presidente e vicepresidente. Con 40 partecipazioni in società, enti e istituzioni di tutti i comparti economici, «la Camera di Commercio Pordenone-Udine si può occupare a tuttotondo dello sviluppo delle imprese, ma non solo, può incidere positivamente anche sulle tante iniziative culturali e sociali che arrivano dalla comunità». Nel quinquennio, gli interventi economici per lo sviluppo del territorio sono infatti passati dai 5,9 milioni del 2019 agli 8,1 del 2023. L’ente, inoltre, ha concesso quasi 89 milioni alle imprese tramite la gestione dei bandi su delega e fondi regionali, cui si sommano i 4,5 milioni circa con i bandi di fondi propri camerali e oltre 2,5 milioni di sostegni alle iniziative del territorio. Inoltre, superano i 3 milioni di euro i progetti finanziati con il diritto annuale per programmi speciali nei campi del turismo, della formazione lavoro, per il punto impresa digitale, per preparare le pmi ad affrontare i mercati internazionali e per iniziative a sostegno delle crisi d’impresa. Sono quasi 1300 le imprese coinvolte in circa 150 eventi di internazionalizzazione in tutto il mondo ed è significativa anche l’azione dell’ente a promozione del territorio, con progettualità quali Pordenone with Love o Mirabilia e Opus loci per la valorizzazione dei siti Unesco o ancora i due grandi eventi quali la consolidata eccellenza Pordenonelegge e, dopo il Friuli Future Forum, la fortunata evoluzione Open Dialogues for Future, realizzata per la prima volta con grandissima partecipazione di pubblico e ospiti internazionali nel marzo 2023 assieme a The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, di cui si sta già lavorando a una seconda edizione per il 2024.

«Sono stati cinque anni rilevanti, per noi come istituzione economica, dovendo portare a regime l’accorpamento, ma sono stati un periodo particolarmente impegnativo e per alcuni aspetti straordinariamente impegnativo per tutti, a livello internazionale e nazionale». Da Pozzo e Agrusti hanno ricordato la durissima pandemia da Covid 19 e l’invasione russa dell’Ucraina, innanzitutto, con le gravi ripercussioni sociali e sui già delicati equilibri geopolitici. «Mettiamo poi nel nostro “zaino” di esperienze e sfide un mercato del lavoro completamente rivoluzionato – dallo smart working, ma più ancora dal rifiorire dell’economia, del turismo, delle tecnologie, nonché dalle mutate aspettative dei lavoratori –, la crescita, inizialmente smodata, del costo dell’energia, materie prime a lungo introvabili, la trasformazione della globalizzazione e delle catene di rifornimento, i risultati per molti aspetti eccezionali dell’Italia e del Fvg che sono scaturiti quasi come reazione alla pandemia. È stato dunque un quinquennio di immense complessità ma anche di insperati successi, che ci ha dato nuova consapevolezza e nuovo sviluppo, anche come istituzione camerale».

Il logo della Camera di Commercio Pordenone-Udine, adottato a inizio mandato, rappresenta un ponte, simbolo di unità e collaborazione: con tutta la rete del sistema camerale italiano e tra le due province. «Attraverso una serie di iniziative, partecipazioni strategiche e programmi innovativi, la nostra Cciaa – concludono presidente e vicepresidente – ha promosso la competitività delle imprese, incentivando investimenti, promuovendo rinnovamento, contribuendo ad accrescere capacità imprenditoriale e competitività delle aziende locali, anche grazie a un confronto costante e sempre decisamente proficuo con la Regione, dimostratasi sempre attenta ad aiutare la comunità economica a uscire dalle situazioni più complesse di questo quinquennio. Siamo fiduciosi che i cinque anni trascorsi siano il prologo di un futuro a cui guardiamo con ottimismo, che possa essere di continuo impegno e di crescita ulteriore per i nostri territori e la regione tutta. Un grazie a tutti quelli che hanno percorso questi cinque anni con noi, pensando sempre che “il meglio deve ancora venire”».

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In copertina e all’interno due immagini dell’incontro di ieri a Villa Manin con il presidente Giovanni Da Pozzo e il vice Michelangelo Agrusti.

Calo degli alunni e fusione dei plessi: Aclif propone di sfruttare le opportunità di autonomia e lingue minoritarie

Sfruttare le opportunità offerte dalla presenza delle lingue minoritarie e dell’autonomia regionale per risolvere il problema della formazione delle classi nella scuola dell’obbligo, alle prese con fenomeni all’opposto l’uno dell’altro come la formazione di sezioni con oltre 20 studenti o la chiusura e fusione di interi plessi. Sono pronte al confronto sul tema – coinvolgendo in un tavolo Regione Fvg e Ufficio scolastico regionale in uno spirito di piena collaborazione – le Amministrazioni comunali aderenti all’Aclif, Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (vi aderiscono 139 Comuni). Il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, è pronto a chiedere un incontro al dirigente dell’Usr per aprire un dialogo costruttivo non solo in vista del nuovo anno scolastico ma anche del prossimo, le cui iscrizioni si concretizzeranno a gennaio.


«Come amministratori – anticipa Sergon – vediamo in prima persona come da anni il calo demografico abbia un impatto crescente sul mondo della scuola. C’è una grande difficoltà a raggiungere le varie soglie minime previste per legge, in particolare quella di 15 alunni per classe. Negli ultimi quattro anni, in particolare, le criticità sono esplose e in molte comunità le istituzioni scolastiche sono state costrette a tagliare il numero delle classi, con conseguenti riduzioni di organico, e talvolta addirittura a chiudere interi plessi. C’è anche il problema nelle classi che rimangono attive, in cui in alcuni casi si va oltre ai 20 studenti con conseguenze per la didattica. Dall’altro lato, c’è la riorganizzazione dei plessi stessi, che proprio in queste giornate è materia di lavoro e di interesse per Regione e Comuni. Confidiamo che prima di procedere con le scelte si possa ascoltare la voce del territorio, aprendo un tavolo di confronto, anche per quello che riguarda le diverse specificità delle zone friulanofone della nostra regione favorendo sinergie tra istituti comprensivi vicini e omogenei come caratteristiche».
Una soluzione può arrivare dal Dpr 81/2009 “Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola” che recepisce le precedenti norme di tutela delle minoranze linguistiche stabilite nella Legge 482/99. Infatti, alla pari con quanto previsto per le zone montane e le isole, anche nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche (come è riconosciuto il Friuli Venezia Giulia con friulano, sloveno e tedesco) possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore a quello minimo e comunque non inferiore a 10 alunni. Analogo provvedimento è previsto per le scuole secondarie di primo grado. Numeri che permetterebbero anche di salvaguardare l’autonomia di diversi plessi scolastici.
«Sarebbe la soluzione ideale, in una Regione a statuto autonomo come la nostra – sottolinea Daniele Sergon – per risolvere tali problematiche scolastiche. Purtroppo in passato, da sondaggi effettuati da diversi sindaci nelle scuole del territorio, è emerso che in diversi casi i diritti delle minoranze linguistiche, pur riconosciuti giuridicamente, sono misconosciuti o non vengono tenuti nella debita considerazione, peraltro con un danno per la loro stessa organizzazione e attività. Se gli Istituti scolastici sfruttassero queste opportunità, specialmente nell’epoca post-pandemica che stiamo vivendo, si potrebbe ridurre il rischio di riduzione delle classi e di chiusura di plessi nonché agevolare una didattica più inclusiva, sia in considerazione della presenza di allievi con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali, sia per la presenza in alcune comunità di contesti sociali eterogenei, flussi migratori notevoli e alto rischio di dispersione».
L’Assemblea è pronta a sostenere l’Amministrazione regionale in questo impegno. «Perché – conclude il sindaco di Capriva – questa Regione può restare a Statuto Speciale se, e solo se, saprà difendere le sue minoranze linguistiche esistenti, anche in ambito scolastico. Non dimentichiamo infatti che senza di esse, questa Regione, rischia la sua specialità. Siamo al fianco dell’Amministrazione regionale in questo cammino, pronti a dare il nostro contributo e le nostre proposte».

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In copertina e all’interno, Daniele Sergon presidente dell’Aclif e sindaco di Capriva.

Grandinata, Riccardi a Tricesimo: prendiamo in carico anche le vostre criticità assieme a quelle del Rojale

(g.l.) «I Comuni di Tricesimo e Reana del Rojale colpiti dalla violenta grandinata di domenica scorsa rientravano già nella perimetrazione dell’emergenza meteo che ha visto il suo epicentro nel territorio municipale di Mortegliano. Nel complesso e non facile iter che stiamo affrontando in queste ore per avviare le pratiche dei ristori, nelle lunghe giornate di luglio e inizio agosto segnate da eventi meteo avversi, tanto violenti quanto improvvisi, prendiamo in carico anche questa nuova situazione di criticità che ha colpito le comunità della nostra regione». Lo ha sottolineato l’assessore regionale con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri pomeriggio, nella sede del Municipio di Tricesimo, ha incontrato gli amministratori comunali di Tricesimo – il sindaco Giorgio Baiutti – e di Reana del Rojale – il sindaco facente funzioni Anna Zossi -, assieme al direttore centrale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Amedeo Aristei, per fare il punto sui danni causati dalla nuova violentissima ondata di maltempo scatenatasi il pomeriggio del 6 agosto.

L’incontro a Triceismo con Riccardi.

«Vanno distinti, anche in questo caso, i danni riportati alle strutture pubbliche, a quelle private, alle imprese e all’agricoltura – ha spiegato Riccardi, come informa una nota della Regione Fvg -. Raccoglieremo insieme ai Comuni tutti gli elementi necessari per capire se questo nuovo evento meteo avverso possa rientrare nella stima complessiva relativa alla richiesta dell’emergenza nazionale. Premesso che le amministrazioni comunali avranno tutto il nostro appoggio, va detto che andranno valutati tutti i casi – ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga -. Bisogna capire, infatti, come hanno segnalato i primi cittadini e i tecnici dei Municipi, se alcuni dei danni segnalati siano legati a “storici” interventi strutturali non realizzati nel tempo, opere peraltro già coperte da una dotazione finanziaria importante. Cercheremo di comprendere con le Direzioni competenti perché questi investimenti non sono partiti, quali siano nel caso le ragioni, e come fare perché possano essere avviati il prima possibile, a tutela della comunità e del territorio».
«L’impatto della violenta grandinata di domenica è stato notevole: parliamo di 100 millimetri di pioggia mista a grandine caduta di fatto in meno di un’ora, con allagamenti di strade, scantinati, con problemi a condomini e residenze private e ad aziende. Questo ha generato una situazione difficoltà importante alle persone e alle imprese», ha aggiunto Riccardi che si è dichiarato vicino agli amministratori comunali e ai cittadini in difficoltà.
Le zone maggiormente colpite a Tricesimo sono state quella del capoluogo, la frazione di Adorgnano e la zona “bassa”, verso Udine, con criticità rilevata lungo il rio Tresemane. I danni da gradine riguardano larga parte delle coltivazioni di mais e soia, viti e alberi da frutto, oltre alle colture degli asparagi “km zero”, gravemente compromessi. Danni alle pertinenze della storica Villa Ciceri, al cantiere della casa di riposo comunale “Nobili de Pilosio”, allo spazio del teatro comunale. I danni a Reana del Rojale hanno riguardato invece, tra gli altri, il palazzo del Municipio, lo spazio dell’archivio pubblico, la biblioteca, la scuola, il palazzetto dello sport appena rimesso a nuovo, condomini, case, box, scantinati e autorimesse, oltre alle gravissime ripercussioni sulle coltivazioni agricole.
Come si ricorderà, nella stessa serata di domenica, il governatore Massimiliano Fedriga aveva espresso tutta la solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite  dal nubifragio nei due Comuni a nord di Udine. «La Regione – aveva affermato in una nota – è vicina ai cittadini e alle comunità messe a dura prova dal maltempo che anche oggi ha flagellato il Friuli Venezia Giulia e in particolare Tricesimo, Reana del Rojale e le aree limitrofe. I danni causati dagli allagamenti e dalla grandine, che si sommano a quelli registrati nelle scorse settimane in altre località, sono sicuramente ingenti e al più presto avvieremo una stima per capire quali strumenti mettere in campo per dare risposte concrete e rapide ai cittadini». Nel contempo, Fedriga aveva aggiunto: «Ringrazio a nome della Regione tutti coloro che, anche a rischio della propria incolumità, si sono immediatamente attivati per prestare aiuto alle persone in difficoltà e in particole i Vigili del fuoco, le Forze dell’ordine, il personale di soccorso e gli uomini e le donne della Protezione civile».

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In copertina, un’immagine della grandine che domenica pomeriggio è caduta molto abbondante a Reana del Rojale e a Tricesimo.

Efasce, conclusa a Cordenons la festa dei Corregionali all’estero: arrivederci nel ’24

Concluso a Cordenons il 46° Incontro annuale dei Corregionali all’estero dell’Efasce, dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il sindaco Andrea Delle Vedove e il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris, in piazza della Vittoria hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai Caduti e hanno reso omaggio agli emigranti cordenonesi. Nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, è seguita la Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone (che ha anche ricordato le comunità colpite dal maltempo in questi giorni) assieme al parroco don Angelo Grillo. Infine, i partecipanti hanno raggiunto Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Loco(alla due giorni hanno collaborato anche Ciavedal e Circolo anziani Cordenons), per poi concludere l’Incontro con i saluti finali. Presenti anche l’assessore alla cultura Loris Zancai Mucignat, il consigliere regionale Lucia Buna e amministratori in rappresentanza dei Comuni della provincia.
Erano presenti i corregionali che sono giunti in Friuli grazie a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg: Alla scoperta delle proprie radici è rivolto ai giovani, mentre Destinazione Fvg alle famiglie. Provengono da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela. Inoltre, presenti i corregionali delegati dei Segretariati Efasce nel mondo provenienti da Usa, Romania, Canada, Regno Unito, Uruguay e Venezuela. Per loro un ultimo saluto ricordando i bei giorni passati in regione prima di tornare a casa.

L’Incontro è stato patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFvg – Io sono Fvg e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons. Sipario, dunque, su questo bellissimo fine settimana con chi è tornato alle sue radici e arrivederci al prossimo anno.

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima festa a Cordenons. (Foto Elisa Caldana)

Efasce, dopo l’incontro a Trieste con la Regione Fvg oggi ricevimento a Pordenone. E poi festa a Cordenons

Al via il 46mo Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il programma ufficiale inizierà oggi, 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza con la presentazione dei Corregionali all’estero alle autorità. Interverrà l’assessore comunale Walter De Bortoli.
Poi ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Domani al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Efasce Gino Gregoris, il sindaco Andrea Delle Vedove e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione della food blogger Daniela Francescutto e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.
Domenica, alle 10.30, in piazza della Vittoria deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e omaggio agli emigranti cordenonesi. Alle 11, nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, la Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone. Infine, i partecipanti si sposteranno a Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Villa d’Arco, per poi concludere l’Incontro con i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione.

In Consiglio regionale con Roberti.

Durante la settimana, l’assessore regionale Piepaolo Roberti ha ricevuto a Trieste una delegazione di una ventina di corregionali che hanno fruito di una progettualità in capo all’Efasce per far scoprire alle nuove generazioni la terra dei propri avi. «La Regione Friuli Venezia Giulia ha la necessità di mantenere dei contatti con chi è emigrato tanti anni fa e con i discendenti delle seconde e terze generazioni, per questo promuove corsi di italiano, accordi per scambi di studio con gli atenei e tante altre iniziative: tra queste, quelle per consentire il rientro nella nostra regione e rafforzare così un legame attraverso la scoperta del nostro territorio e delle sue opportunità», ha spiegato Roberti, che proprio due settimane fa aveva ricevuto un’altra delegazione di corregionali che fa riferimento all’Unione emigranti sloveni del Friuli Venezia Giulia.
Nell’accogliere i corregionali e il presidente dell’Efasce-Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti, Gino Gregoris, Roberti ha ricordato come la Regione Fvg sia destinataria di un finanziamento all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza per il progetto “Turismo delle radici”, che punta a dare un ulteriore slancio a un settore come il turismo e, allo stesso tempo, a ricostruire un collegamento con i discendenti di chi in passato emigrò dal Friuli Venezia Giulia. «Oltre a questo – ha ribadito Roberti – il progetto potrà favorire la creazione di figure professionali per individuare e creare itinerari e offerte turistiche legate alle radici ricostruendo le singole storie familiari».

Alla Scuola mosaicisti di Spilimbergo.

L’Incontro è patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFVG-Io sono FVG e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons.
Parteciperanno i vari rappresentanti dei Segretariati Efasce nel Mondo tra i quali i corregionali provenienti Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie. In questi giorni hanno visitato il Friuli Venezia Giulia tra mete culturali (come la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo), istituzionali (come detto, il Consiglio regionale a Trieste) e i propri paesi d’origine.

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In copertina, il palazzo municipale di Pordenone ospiterà oggi il primo incontro.

Accolti ieri dal sindaco di Pordenone i corregionali Efasce delle Americhe arrivati per il convegno di Cordenons

Loggia municipale di Pordenone centro del mondo ieri mattina: il sindaco Alessandro Ciriani ha accolto i corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), accompagnati dalla vicepresidente Luisa Forte che ha portato il saluto del presidente Gino Gregoris. Provengono dai Segretariati Efasce di Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela e sono i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie.

Il saluto sotto la loggia municipale.


Ora il gruppo si dedicherà a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste. Poi parteciperanno al 46mo Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il programma ufficiale inizierà venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’estero alla presenza delle autorità. Quindi,  ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Efasce Gino Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.
Domenica 30 giugno, alle 10.30, in piazza della Vittoria deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e omaggio agli emigranti cordenonesi. Alle 11, nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia- Pordenone. Infine, i partecipanti si sposteranno a Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Villa d’Arco, per poi concludere l’Incontro con i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione.

Alla scoperta della città.

L’Incontro è patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFVG-Io sono Fvg e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons.

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In copertina, il gruppo di corregionali all’estero dinanzi al Municipio di Pordenone con il sindaco Alessandro Ciriani.

Efasce, tornano i corregionali all’Estero: la grande festa a Pordenone e Cordenons

Sarà Cordenons – dopo la tradizionale prima accoglienza a Pordenone – a ospitare quest’anno l’Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) in programma dal 28 al 30 luglio. L’Efasce ha scelto per l’edizione 2023 – a cui parteciperanno corregionali provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay, Venezuela, Usa e vari Paesi europei – il titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”.
«Con queste parole – spiega il presidente dell’Ente, Gino Gregoris – vogliamo sottolineare ancora una volta di più la missione dell’Efasce, che lavora per unire i discendenti dell’emigrazione storica e i protagonisti di quella più recente, mantenendo per tutti i legami con il Friuli Venezia Giulia, terra d’origine, Dopo gli anni difficili dell’emergenza sanitaria, nel 2022 siamo tornati ad avere un’edizione dell’Incontro in presenza e quest’anno proseguiamo con un programma davvero ricco di spunti, che permetterà anche di conoscere il nostro progetto Testimoni, legato al recupero della diaristica dei nostri emigrati, nonché di promuovere i sapori del territorio regionale che godono del marchio Io sono Fvg. Grazie al Comune di Cordenons, terra di storica emigrazione, per l’accoglienza, come a quello di Pordenone, insieme alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che ci sostengono, alla pari della Bcc Pordenonese Monsile. Fondamentale la collaborazione per questo 46mo incontro di tre realtà cordenonesi del terzo settore Il Ciavedal, Circolo anziani Cordenons e la Pro Loco Villa d’Arco».

Protagonisti saranno i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi, mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie. Arriveranno una settimana prima dell’Incontro e dopo aver incontrato l’amministrazione comunale di Pordenone in un primo momento con il sindaco Alessandro Ciriani la mattina del 21 luglio, si dedicheranno a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste.
Il programma ufficiale inizierà poi venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’Estero alla presenza delle autorità. Poi ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.

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In copertina, il presidente Efasce Gino Gregoris durante l’incontro 2022 a Casarsa della Delizia; all’interno, la consegna dei diplomi ai partecipanti.