Terremoto 50, la Protezione civile avrà a Gemona un polo per la cultura della resilienza mettendo a frutto un’intesa fra Regione Fvg e Università di Udine

«Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro grazie a quell’esperienza: ecco perché la Regione ha dato impulso, insieme all’Università, a questa scuola di alta formazione, per dare vita a un’infrastruttura non soltanto fisica, ma anche di conoscenza, necessaria per affrontare le emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo». Lo ha affermato il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione a Gemona del Friuli di UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano. La struttura, ospitata nello storico Palazzo Fantoni, si propone come un catalizzatore di conoscenza e un laboratorio di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi, dai disastri naturali alle crisi socio-economiche.
«Il nostro problema come “sistema Paese” è la programmazione strutturale, dove siamo in forte deficit rispetto ad altri. Siamo tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma non siamo altrettanto capaci di compiere una programmazione di lungo periodo per prevenire o affrontare le crisi prima che si presentino. Poiché la politica non può farlo da sola, serve una rete multidisciplinare e il grande supporto di centri di eccellenza come l’Università di Udine per andare in questa direzione: questo non è un progetto per ricordare il terremoto, ma che guarda anche al futuro, grazie all’esperienza di quel terremoto», ha spiegato poi Fedriga.
Ad intervenire all’evento inaugurale, aperto da Andrea Cafarelli, delegato del rettore per la sede gemonese, e concluso dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, sono stati anche gli assessori alla Protezione civile Riccardo Riccardi e alle Finanze Barbara Zilli. Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato la radice ideale del progetto: «Dobbiamo capire che la tecnica è figlia della cultura: è la grande lezione che il cavalier Marco Fantoni ci ha lasciato e farlo qui, a Palazzo Fantoni con l’Università al centro, è un’azione estremamente importante. Questa è la sfida vera: abbiamo bisogno di un nuovo ‘building’ che non tenga conto della singola materia e della singola relazione in modo verticale, perché è un approccio in cui uno, da solo, non vince». L’assessore ha fornito una precisa analisi quantitativa delle emergenze che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia, evidenziando una preoccupante accelerazione dei fenomeni critici. Il bilancio complessivo dal 1994 a oggi, vede il riconoscimento di 9 emergenze nazionali in Friuli Venezia Giulia. Per la gestione di queste crisi sono stati investiti complessivamente 1 miliardo di euro, fondi che hanno alimentato l’apertura di migliaia di cantieri sul territorio. Negli ultimi 7 anni, ovvero tra il 2018 e il 2025, la Regione ha registrato un’accelerazione, affrontando ben 3 emergenze nazionali: la tempesta Vaia, la tempesta di grandine del 2023 e la recente alluvione dell’Isontino.

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Nasce il Resilience Officer

«Abbiamo bisogno di un approccio multidisciplinare che superi i compartimenti stagni e questa scuola laboratoriale potrà dare un impulso fondamentale alla costruzione di un sistema integrato e resiliente». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi a margine della firma con il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari a palazzo Fantoni, siglata in occasione della presentazione della Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile a Gemona. L’accordo formalizza l’avvio di un percorso formativo di alta qualificazione volto a delineare il profilo del “Resilience Officer”, una figura strategica per favorire l’integrazione tra governance, competenze tecniche e capacità operative all’interno del sistema regionale di emergenza. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura e della Cattedra Unesco dell’ateneo udinese, si svilupperà attraverso un corso intensivo di 40 ore destinato a un massimo di 30 partecipanti. Il programma prevede moduli didattici residenziali presso il Centro servizi per le foreste e attività della montagna (CeSFAM) di Paluzza e una giornata conclusiva di simulazione presso la sede della Protezione civile di Palmanova. Per la realizzazione del progetto, l’Amministrazione regionale ha autorizzato uno stanziamento complessivo di 32mila euro a carico del Fondo regionale per la protezione civile. L’obiettivo dell’intesa è valorizzare l’eredità storica della ricostruzione del Friuli, trasformandola in un modello di prevenzione moderno e proattivo in linea con le strategie delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri Attraverso questa sinergia, la Regione punta a consolidare un sistema di Protezione civile d’avanguardia, capace di superare le logiche verticali e di operare in uno spazio multidisciplinare integrato.

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Riccardi ha sottolineato, poi, il drastico aumento del profilo di rischio mettendo a confronto i periodi: se nei primi 24 anni (dal 1994 al 2018) si sono verificate 6 emergenze, negli ultimi 7 anni se ne sono registrate 3, evidenziando come i dati dimostrino che il profilo del rischio sta aumentando con fenomeni più frequenti, violenti e circoscritti, rendendo non più sostenibile un modello basato solo sul ripristino del patrimonio pubblico. Quattro i concetti chiave che l’esponente della Giunta Fedriga ha esposto nell’analisi delle esigenze per il futuro: l’evoluzione del decisore – «è necessario il passaggio dalla figura del burocrate a quella del tecnocrate, un project manager con poteri semplificati che sappia guidare i processi di trasformazione»; la riforma delle regole – «la condizione di “straordinarietà” insita nei commissariamenti deve diventare ordinarietà per superare l’incapacità di spesa causata da norme che oggi frenano la sicurezza»; la gestione del rischio – con l’aumento della frequenza e violenza dei fenomeni, non è più sufficiente il solo ripristino del danno, ma serve un nuovo modello di assistenza che integri pubblico e sistema assicurativo, e su questo la Regione – ha ricordato Riccardi – molto ha fatto su impulso del governatore Fedriga»; la fine del “singolarismo” – «la prevenzione non deve più essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare, coinvolgendo in modo integrato tutti i servizi primari e le competenze professionali».
Per l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta alla cerimonia portando anche i saluti dell’assessore all’Università e Ricerca Alessia Rosolen, «tenere viva l’esperienza del 1976 significa avere la lungimiranza di creare strumenti innovativi. Il Friuli, territorio cantiere per tanti anni, continua oggi a essere un cantiere virtuoso di costruzione del futuro e della sicurezza, dando ai giovani ulteriori occasioni di crescita professionale e di innovazione. In questi 50 anni – ha aggiunto Zilli – la comunità friulana, grata e riconoscente, ha rinsaldato e rafforzato il filo che lega la sua storia a quella dell’Università di Udine, istituzione che è testimone del patrimonio valoriale che da quell’evento drammatico è nato e ha dato frutto, testimoniato dall’inaugurazione di oggi». A presentare ufficialmente UNIUD RESILHub è stato Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco e direttore della Scuola, che ha illustrato l’approccio “science-based ed experience-based” del polo, mentre Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg, ha presentato il profilo del “Resilience Officer” operante nel Comitato regionale per le emergenze (Corem) e che sarà oggetto del primo corso della scuola.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale a Gemona.

(Foto Università di Udine)

Magnano in Riviera, si sblocca finalmente la tanto attesa rotatoria della Casote: tempi ormai brevi per cantierare l’opera tra Pontebbana, Tarcentina e Juliense

«Con la rotatoria della Casote restituiamo al territorio un’opera attesa da molti anni, che nasce da una visione di sicurezza, sostenibilità e integrazione tra mobilità veicolare e mobilità lenta. Abbiamo lavorato per superare le difficoltà legate ai passaggi istituzionali e aggiornare un progetto strategico, rendendolo finalmente cantierabile». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, spiegando che è in fase di conclusione la procedura di aggiudicazione della gara d’appalto per la realizzazione della nuova rotatoria nella località denominata appunto Casote (“Cjasote” in friulano), sita nel Comune di Magnano in Riviera, all’intersezione tra la SS 13 Pontebbana, la SS 356 Tarcentina e la SR UD 46 Juliense.
L’intervento, promosso e attuato dall’Ente di decentramento regionale di Udine con il sostegno della Regione Fvg, rappresenta un’opera attesa da oltre dieci anni e finalizzata alla messa in sicurezza e alla razionalizzazione di uno dei nodi viari più trafficati dell’area. «Un’opera che contribuirà concretamente a migliorare la qualità della vita dei cittadini, riducendo la congestione e valorizzando la rete ciclopedonale regionale – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – . È il risultato di una collaborazione efficace tra Regione, Edr e Amministrazioni locali, che dimostra come la programmazione condivisa possa tradursi in opere utili e durature».

Cristina Amirante


Il progetto, originariamente previsto dalla Provincia di Udine e successivamente rallentato dal complesso processo di riordino istituzionale delle competenze in materia di viabilità, è stato negli ultimi anni aggiornato, rifinanziato e riportato a piena operatività grazie all’impegno della Regione Fvg, dell’Edr di Udine e dell’Amministrazione comunale di Magnano. L’opera è finanziata con fondi regionali per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro, di cui circa 431 mila euro destinati ai lavori principali di realizzazione della rotatoria e del primo tratto di pista ciclabile, mentre le restanti risorse sono destinate alle somme a disposizione e al completamento del collegamento ciclabile, subordinato al parere dell’Autorità di Bacino per le aree soggette a rischio idraulico.
Il progetto prevede la realizzazione di una rotatoria a quattro bracci, con diametro esterno di circa 50 metri, anello di circolazione largo 9 metri, nuove corsie di immissione e uscita, l’eliminazione dell’attuale impianto semaforico e un complessivo riassetto dell’area. Sono inoltre previsti: due golfi per le fermate del trasporto pubblico locale, con marciapiedi e collegamenti ciclopedonali; nuovi percorsi ciclopedonali di larghezza pari a 2,50 metri; attraversamenti pedonali protetti organizzati in due fasi; un piccolo parcheggio scambiatore in prossimità delle fermate; la sistemazione a verde delle aiuole; un nuovo impianto di illuminazione pubblica; il rifacimento di un tratto della rete idrica, a cura di Cafc, il Consorzio acquedotto Friuli Centrale.
L’intervento consentirà di ridurre in modo significativo i tempi di attesa, migliorare la fluidità del traffico, aumentare la sicurezza per pedoni e ciclisti e contenere i rischi legati alle elevate velocità dei veicoli lungo la SS 13. Una volta completate le procedure di aggiudicazione, si procederà alla stipula del contratto e alle operazioni propedeutiche alla consegna dei lavori, con l’avvio del cantiere previsto nei prossimi mesi. Come ha assicurato l’assessore Amirante, la Regione Fvg continuerà a monitorare tutte le fasi dell’intervento, confermando il proprio impegno per il potenziamento della sicurezza stradale, il miglioramento della mobilità e lo sviluppo equilibrato del territorio.

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In copertina e qui sopra due immagini attuali dell’incrocio sulla Pontebbana.

Tutto pronto per Open Dialogues 2026: Udine ospita due giornate per “leggere” il mondo che cambia. Domani il via parlando della guerra scoppiata in Iran

Udine, questa settimana, torna a farsi “sala di lettura” del presente e di riflessione per il futuro. In un momento in cui lo scenario geopolitico continua a mutare rapidamente, con nuovi elementi di forte incertezza e instabilità e con l’attenzione internazionale nuovamente concentrata anche sulla situazione iraniana e mediorientale, Open Dialogues for the Future 2026 chiama a raccolta una trentina fra analisti, studiosi e protagonisti del mondo economico e istituzionale per mettere a fuoco ciò che sta cambiando e come questi cambiamenti incidono sull’Europa e sull’Italia e come tutto ciò influenza i sistemi produttivi regionali. La due-giorni sarà ospitata nella Chiesa di San Francesco, a Udine, con avvio dei lavori domani 5 marzo dalle 10 (registrazioni dalle 9.30) e prosecuzione fino al tardo pomeriggio; venerdì, il programma riprenderà dalle 10 e si concluderà entro la tarda mattinata.
Dallo scenario geopolitico e geoeconomico tra vecchi e nuovi conflitti alla prova della difesa europea all’attualità della situazione mediorientale, dai focus su States e Cina alle trasformazioni legate all’Intelligenza artificiale. Sono questi i temi al centro della quarta edizione del forum, che quest’anno si è assicurato anche importanti videocollegamenti: il pomeriggio del primo giorno per un’analisi in diretta proprio sul conflitto in corso da sabato, con Vali Nasr, accademico iraniano-americano che aiuterà il pubblico a capire meglio il mondo persiano e, a seguire, l’intervento di due relatrici saudite, mentre in chiusura della mattina del secondo giorno con Iryna Terekh, fondatrice e ceo della più importante azienda ucraina nella produzione di droni.

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Imprese e start up giovanili

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande a valere sul bando regionale dedicato alle imprese e alle start up giovanili, che possono essere inviate fino alle 16 del 25 marzo prossimo. Le istanze devono essere presentate alla Camera di commercio competente per ambito territoriale esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale messo a disposizione dalla Regione Fvg. «Come Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa Pn-Ud – commenta il presidente dell’organo consultivo Luca Rossi – collaboriamo ben volentieri a promuovere questo bando e invitiamo tutte le imprese giovani che hanno i requisiti previsti a partecipare, per non lasciarsi scappare questa importante occasione di sviluppo offerta dalla Regione». Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese giovanili e le start up giovanili, ovvero imprese costituite da non più di 60 mesi al momento della domanda. Per impresa giovanile si intende una società di capitali o di persone in cui la maggioranza delle quote o azioni è detenuta da giovani o da altre imprese giovanili e la maggioranza degli amministratori è giovane; una società cooperativa in cui la maggioranza dei soci e degli amministratori è giovane; oppure un’impresa individuale il cui titolare è giovane. È richiesta la sede legale o un’unità operativa in cui si realizza il progetto sul territorio regionale. Il progetto di impresa giovanile finanziato da bando prevede un importo minimo di spesa ammissibile non inferiore a 10mila euro. L’intensità massima del contributo è del 50% della spesa ammissibile, salvo che l’impresa o startup abbia richiesto un’intensità minore. Il limite massimo del contributo concedibile per ciascuna domanda è di 40mila euro. Le domande sono istruite per ambito territoriale e i contributi sono concessi secondo procedimento valutativo a sportello. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Camera di commercio di Pordenone Udine www.pnud.camcom.it, sezione Contributi regionali, e sul portale della Regione Friuli Venezia Giulia. Per le imprese del territorio di Udine è possibile contattare l’ufficio Agevolazioni delegate ai numeri 0432.273829-522-282 o scrivere a contributi.ud@pnud.camcom.it. Per le imprese del territorio di Pordenone i riferimenti sono 0434.381237-224-277-221 e l’indirizzo contributi.pn@pnud.camcom.it

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Ospiti del presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo e del direttore scientifico del Forum Federico Rampini, con la moderazione di Filippo Malinverno (coordinatore Open Dialogues per The European House – Ambrosetti), interverranno Alberto Felice De Toni (sindaco di Udine), Bruno Malattia (presidente Fondazione Friuli), Michelangelo Agrusti (vicepresidente Cciaa Pn-Ud), Andrea Prete (presidente Unioncamere), Sergio Emidio Bini (assessore attività produttive e turismo Regione Fvg), Greta Cristini (analista geopolitica, reporter e scrittrice), Gilles Gressani (Direttore Le Grand Continent), Arduino Paniccia (presidente ASCE Venezia), Veronica De Romanis (professoressa di Economia europea, Stanford University Firenze), Luigi Buttiglione (ad LB Macro), Dominik P. Jankowski (Deputy Secretary general for Policy and Outreach Assemblea Parlamentare Nato), Jan Techau (Director of Eurasia Group’s Europe team), Stefano Pontecorvo (presidente Leonardo), Alessandro Melis (Idc Foundation Endowed Chair; Architecture, New York Tech), Gerard Baker (Editor-At-Large Wall Street Journal), Elizabeth Truss (già Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Regno Unito), Nile Gardiner (direttore Margaret Thatcher Center for Freedom and Bernard and Barbara Lomas Fellow, The Heritage Foundation) e Sandra Borda (professoressa associata Universidad de los Andes).
In videocollegamento interverranno inoltre Matteo Zoppas (presidente Agenzia Ice), Markus Kerber (già direttore generale Federation of German Industries, Bdi); le saudite Emon Shakoor (venture capitalist e imprenditrice; ceo Blossom Accelerator) e Ghadah Amer Alhamoud (Chief international affairs, Ministry of Industry and Mineral Resources dell’Arabia Saudita), Vali R. Nasr (Majid Khadduri Professor of Middle East studies and international affairs, Johns Hopkins University School of advanced international studies); Marco Pavone (associate professor of aeronautics and astronautics, Stanford University; director of Autonomous Vehicle Research, Nvidia), Tai Ming Cheung (direttore Uc Institute on Global Conflict and Cooperation) e l’ucraina Iryna Terekh (ceo e fondatrice, Fire Points). Al forum saranno trasmessi anche i videomessaggi di Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Commissione europea) e Giuseppe Cavo Dragone (Ammiraglio di Squadra della Marina militare e presidente Comitato militare Nato).


Open Dialogues è promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Partner istituzionali e sostenitori dell’iniziativa sono Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Open Dialogues gode inoltre del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per partecipare è necessario iscriversi (fino a esaurimento posti) esclusivamente tramite il modulo online su www.opendialogues.eu. I posti in presenza stanno raggiungendo il numero massimo disponibile. Per chi non potrà essere in sala, tutti i panel saranno trasmessi anche in diretta streaming, sempre sul sito ufficiale e sul canale YouTube della Cciaa Pn-Ud. Tutte le informazioni sono aggiornate su www.opendialogues.eu, sul sito www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, la chiesa di San Francesco che ospiterà gli incontri; all’interno, immagini della passata edizione con il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

A Sesto al Reghena la rinascita dei locali sfitti con l’avvio di attività commerciali, artigianali e di servizio. I nuovi incentivi

L’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena, attraverso l’Assessorato al Commercio, ha avviato il secondo Bando per la concessione di contributi a fondo perduto per l’avvio di attività commerciali, artigianali e di servizio nei locali sfitti. Un’iniziativa che mira a rafforzare i piccoli negozi utilizzati dai residenti per gli acquisti di prossimità sul territorio locale, contrastando così la desertificazione commerciale. Destinatari gli imprenditori che intendono avviare una nuova unità locale di una propria impresa già esistente o gli aspiranti imprenditori che intendono avviare la propria nuova attività. Le categorie ammesse sono la vendita al dettaglio di vicinato con superficie fino a 250 metri quadrati, di somministrazione di cibi e bevande o di attività di servizi alla persona. L’attività deve aver sede in un locale sfitto da più di 6 mesi situato sul territorio comunale. Le spese ammissibili sono quelle per le utenze, lo stipendio del personale, il canone d’affitto o per l’acquisto dei locali. Stanziati 10 mila euro. Scadenza delle domande il 31 agosto 2026. Informazioni sul sito www.comune.sesto-al-reghena.pn.it, dove è pubblicato il Bando integrale.


Il precedente Bando – realizzato in collaborazione con Confcommercio Pordenone – nel corso del 2025 aveva visto accedere al contributo tutte e cinque le attività che si erano candidate, per un importo totale di 25 mila euro. Le inaugurazioni avevano interessato in ordine cronologico il Panificio Pandemonio delle Delizie (Sesto ), Armonie&Incanti abbigliamento e accessori by Niki (Sesto), Raja’s minimarket alimentari (Ramuscello), Nail salon Manicoccola by Serena (Bagnarola) e Delice gelateria (Sesto).
«Come avvenuto l’anno scorso – spiega l’assessore al commercio Valentina Bortolus – anche questa seconda edizione del Bando è stata preceduta da un censimento dettagliato dei locali rimasti sfitti: in base a quanti ne abbiamo trovati, abbiamo definito lo stanziamento economico per il 2026. In ogni caso, come accaduto nel 2025, l’iniziativa può essere rimodulata e integrata mediante dotazioni aggiuntive al fine di aumentarne l’efficacia. Confidiamo che il Bando possa attrarre imprenditori aumentando così l’offerta di piccoli negozi a vantaggio delle nostre comunità. Il nostro ufficio commercio segue poi gli imprenditori aggiudicatari nei vari passi della fase di apertura. L’azione s’inserisce in un quadro generale di bandi a favore del commercio locale grazie anche alle iniziative del Distretto Terre del Tagliamento e della Regione Fvg: un momento davvero favorevole».
«Come Amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Zaida Franceschetti – siamo convinti che una presenza commerciale attiva e diffusa sia fondamentale anche per tenere vive le relazioni sociali tra le persone. Un’iniziativa quindi dall’ampio respiro socio-economico, partendo dalle esigenze concrete della nostra realtà locale e in sinergia con le associazioni di categoria, a partire da Confcommercio. La prima edizione del bando ha suscitato grande interesse, anche da parte di altri Comuni che potrebbero prendere spunto dalla nostra iniziativa». L’Amministrazione comunale fa inoltre sapere che è allo studio anche un bando ulteriore che possa sostenere invece i negozi già attivi.

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In copertina e all’interno, due inaugurazioni legate al primo bando: un minimarket e un salone di bellezza.

Il centro di Udine è già “vestito” con le installazioni di Open Dialogues 2026 il forum che indaga sul futuro economico

Una trama di connessioni che attraversa confini e continenti: è quella che Open Dialogues for the Future 2026 porterà di nuovo a Udine il 5 e 6 marzo prossimi e che da questi giorni comincia a prendere forma anche nello spazio urbano. Sono stati installati, infatti, i primi totem con il logo della quarta edizione, corredati di qr code per accedere direttamente al sito ufficiale e al modulo di iscrizione, insieme agli adesivi di direzione che accompagnano cittadini e visitatori verso la sede dell’evento.

Le installazioni sono visibili in piazza Libertà, piazzetta del Lionello e piazza Venerio, proprio accanto alla Chiesa di San Francesco, che quest’anno sarà la sede unica della due-giorni di lavori. Un modo per “allestire la città” e riportare Udine al centro del confronto sui nuovi equilibri globali, con un’iniziativa voluta dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Anche le colonne della sede camerale di Udine affacciate sulla piazza sono state allestite con la scenografia dell’evento.
Al fianco della Camera di Commercio, anche per questa edizione, ci sono i partner istituzionali Regione, Comune di Udine e Fondazione Friuli, con il patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Open Dialogues for the Future si conferma una piattaforma di confronto che coinvolgerà anche quest’anno una trentina di analisti, accademici, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo economico per leggere le trasformazioni in atto: dalle nuove dinamiche politiche negli Stati Uniti ai conflitti ancora aperti in Ucraina e Medio Oriente, fino ai mercati emergenti come quello dell’Arabia saudita e all’impatto dell’Intelligenza artificiale su competitività, sicurezza e innovazione.
I panel sono a ingresso gratuito con iscrizione obbligatoria (ma facilissima e veloce da fare) tramite modulo online disponibile sul sito ufficiale dell’evento, www.opendialogues.eu, dove è consultabile il programma aggiornato in tempo reale.

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In copertina e all’interno alcune immagini di Udine “vestita” con i colori del Forum che avrà sede nella Chiesa di San Francesco.

Terremoto del Friuli, varato dalla Regione il programma dei Cinquant’anni. Fedriga: una ferita profonda, ma è nato un “modello” riconosciuto da tutti

«Il terremoto del Friuli è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza. Non a caso oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare, ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non è solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto, ma anche per dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito il Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (1976-2026), nell’auditorium del Polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine, organizzati dalla Regione Fvg attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri, Università di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione, Fondazione per la sussidiarietà Ets, Ogs-Istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni terremotati e Sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni dichiarati disastrati. Il programma aggiornato è consultabile attraverso il banner nella home page del sito istituzionale della Regione Fvg.


È stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a delineare il percorso con «celebrazioni che non resteranno chiuse nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’Estero per raccontare un’esperienza che è diventata un modello unico al mondo. Abbiamo pensato a un anno “lungo” nel quale cercheremo di raccontare questa “storia difficile”, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo, cercando di far emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del “modello Friuli”», ha esordito l’assessore. «L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e “l’uomo dell’emergenza”, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato». «Il successo della ricostruzione è attribuito a una catena istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni», ha sottolineato il vicepresidente della Regione, ricordando «quella battaglia politica sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’. Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle priorità. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le Chiese» fu una scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la “desertificazione” delle aree colpite».
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Università, nata da «un movimento popolare positivo» per formare una classe dirigente capace di gestire la «cultura della resilienza», il riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e dell’Europa è diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo «come ci ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros». E poi la Protezione civile, «cioè lo sforzo con il quale Giuseppe Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere dopo e prima. Quindi l’attività della prevenzione, con la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’è un passaggio estremamente importante del presidente Adriano Biasutti e del presidente Antonio Comelli che verrà ricordato – ha rimarcato Riccardi -: la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà: la vera convenienza di quella scelta risiedeva nella volontà ferrea di difendere le radici profonde di questa terra».
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiterà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei Vescovi italiani, e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Università di Udine, nata appunto da un “movimento popolare positivo” per formare una classe dirigente capace di gestire la “cultura della resilienza” e la Protezione Civile con il volontariato. «Quest’anno il Consiglio regionale discuterà una legge sul volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e insostituibile», ha concluso Riccardi.


Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e la collega alle Finanze Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al sindaco di Gemona Roberto Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976: presente, inoltre, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha rimarcato di «sentire forte il lascito della lezione della ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione ed investimenti infrastrutturali». Zilli ha osservato, invece, che «le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti».
I saluti introduttivi sono stati portati dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, con interventi del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni del Terremoto Roberto Revelant e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Nel corso della cerimonia il governatore Fedriga ha premiato il vincitore del concorso promosso dalla Protezione civile regionale e aperto alle classi quarte e quinte dei Licei artistici e Istituti tecnici ad indirizzo Grafica e Comunicazione della nostra regione. Fedriga ha assegnato il riconoscimento a Davide Giroldo, della classe 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons per aver creato il miglior logo commemorativo che rappresentasse la memoria dell’evento sismico, la resilienza della comunità, il percorso di rinascita e il legame con il territorio. Fedriga ha sottolineato che «è molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra, che non vuole far vivere un ricordo di quei momenti drammatici e della ricostruzione semplicemente come un doveroso ricordo del passato, ma come una forte testimonianza nel presente. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra». Il logo vincitore – premiata con 5mila euro la classe – è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà le attività della Regione Fvg per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

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In copertina, il logo commemorativo vincitore; all’interno, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga, la premiazione del Liceo Artistico di Cordenons, presente l’assessore Riccardo Riccardi responsabile della Protezione civile Fvg, e il folto pubblico.

Ritorna Open Dialogues for the Future: anteprima a Udine con Gentiloni e Tremonti in vista del forum di marzo. Bini: qualità, formazione e management saranno gli assi del Friuli Venezia Giulia

(g.l.) «Nel quadro geopolitico complesso in cui ci siamo abituati ad agire, il Friuli Venezia Giulia si sta preparando con quelli che ritengo siano gli assi per affrontare il futuro: qualità, preparazione, formazione, lungimiranza». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo ieri, a Udine, all’anteprima della quarta edizione di Open Dialogues for the Future a cui hanno preso parte Paolo Gentiloni, co-chair della task force sulla crisi del debito dell’Onu e già presidente del Consiglio, e Giulio Tremonti, presidente della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati.

IL TEMA – “Oltre il disordine: verso la costruzione di nuovi equilibri globali” è il tema su cui si sono confrontati gli ospiti. «Da ottimista guardo all’Europa con fiducia – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga -. Finora l’Unione europea mi era sembrata passiva, attendista, poco coraggiosa, ma negli ultimi mesi ha dato segnali importanti. Ne cito due: gli accordi di libero scambio con l’India e l’accordo con il Mercosur dimostrano quanto la nostra Europa sia viva e pronta a giocare un ruolo da player forte». Bini ha offerto il proprio contributo di analisi partendo dai “cigni neri” e constatando come «eventi imprevisti, choc improvvisi, discontinuità radicali non sono più l’eccezione: sono diventati la normalità con cui chi governa, a qualsiasi livello, deve fare i conti quotidianamente. Pandemia, crisi energetica, tensioni geopolitiche, dazi, guerre: il disordine è diventato il contesto permanente entro cui l’amministratore pubblico è chiamato a operare. E proprio per questo la nostra responsabilità non è quella di subire passivamente queste turbolenze, ma di costruire gli strumenti per mettere ordine oltre il disordine, per trasformare l’incertezza in opportunità, per fare della resilienza una capacità sistemica del nostro territorio». Da qui l’analisi sul ruolo del Friuli Venezia Giulia che, secondo Bini «in questo quadro, può e deve essere protagonista. La nostra regione è la porta dell’Europa sul mondo». L’assessore ha richiamato due poli strategici quali il Porto di Trieste e il Valico di Tarvisio. «A partire dal prossimo aprile, il Porto di Trieste ospiterà il nuovo servizio “Dragon”, che partendo da Shangai collegherà con una frequenza settimanale i porti cinesi con quelli americani, attraversando il Mediterraneo e facendo tappa proprio nello scalo regionale. La Regione sta investendo con convinzione su porto e retroporto». «Il Valico di Tarvisio – ha aggiunto Bini – si sta affermando come alternativa competitiva al Brennero, grazie anche alla progressiva riduzione dei tempi di percorrenza verso Vienna e il Centro Europa. Tarvisio è la dimostrazione concreta che investire nella rete degli interporti e nella logistica significa investire in competitività delle imprese». Infine, Bini ha richiamato la programmazione regionale con l’Agenda Fvg Manifattura 2030, un documento che traccia le linee di sviluppo del sistema produttivo nei prossimi anni e gli investimenti sul sistema territoriale e imprenditoriale, che ha determinato un aumento dell’export.

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L’intelligenza artificiale

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha promosso un nuovo appuntamento di alto profilo dedicato alla sfida tecnologica del momento, l’intelligenza artificiale. Giovedì 12 febbraio, alle 17, la Sala Valduga della sede di Udine in Piazza Venerio ospiterà, infatti, il seminario dedicato all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese. L’incontro vedrà come protagonista l’economista Marco Martella, figura di spicco già direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia, che metterà a disposizione delle aziende la propria esperienza per un approfondimento sulle dinamiche economiche e tecnologiche attuali. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenti già un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza operativa, supportare le decisioni manageriali e rafforzare la competitività in contesti di mercato complessi. Attraverso il contributo di Martella, l’ente camerale conferma il suo ruolo di guida nel percorso di trasformazione digitale del tessuto produttivo locale e offre a imprenditori e operatori economici gli strumenti necessari per aggiornarsi e stare al passo con le evoluzioni globali, affrontando il tema con una visione pratica. L’obiettivo centrale è infatti aiutare le imprese a compiere il salto decisivo dalla sperimentazione all’implementazione, trasformando l’Ia in uno strumento tangibile di crescita e controllo. Il sistema camerale italiano si è consolidato nel tempo come un punto di riferimento istituzionale imprescindibile per la digitalizzazione. «In questo solco – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine prosegue nel suo impegno di erogare formazione gratuita ma di alta qualificazione, pensata specificamente per supportare le imprese locali affinché non perdano il “treno” dell’innovazione. Governare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo efficace e sostenibile è oggi il requisito fondamentale per individuare applicazioni ad alto impatto capaci di creare valore nei processi aziendali». Le adesioni per partecipare all’evento devono pervenire entro domani, mercoledì 11 febbraio, attraverso la compilazione del modulo online disponibile al link dedicato e in evidenza su www.pnud.camcom.it, fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili. Per ulteriori informazioni e supporto organizzativo, le imprese possono rivolgersi alla segreteria dell’incontro chiamando il numero 0432.273266 o via mail a progetti.speciali@pnud.camcom.it

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I CONTENUTI – Pronta al via, dunque, la nuova edizione di Open Dialogues for the Future, il forum internazionale ideato e promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti (Teha) e con la direzione scientifica di Federico Rampini. L’iniziativa si avvale del sostegno dei partner istituzionali Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli e gode del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il programma della quarta edizione, che si terrà a Udine giovedì 5 e venerdì 6 marzo, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa ospitata in Sala Valduga. Alla prima parte istituzionale sono intervenuti il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia e, come detto, l’assessore regionale Bini. La presentazione dell’edizione 2026, illustrata nel quadro d’insieme e nel dettaglio dal giornalista Rampini, in viedocollegamento, e dal coordinatore dell’evento per Teha Filippo Malinverno, ha preceduto un’importante anteprima di contenuto, con gli interventi in sala degli onorevoli Gentiloni e Tremonti.
Open Dialogues for the Future 2026 nasce e si rinnova da quattro anni per portare Udine al centro del dibattito sulla situazione geopolitica e geo-economica mondiale. Una riflessione che godrà anche quest’anno dell’intervento di una trentina di relatori nazionali e internazionali, per fornire al pubblico preziosi approfondimenti utili a interpretare meglio un contesto complesso, segnato da una moltiplicazione dei fronti di tensione e da un’accelerazione dei cambiamenti. Un quadro problematico, che incide direttamente sulle economie europee e sui sistemi produttivi più aperti ai mercati internazionali. Accanto all’analisi dei grandi equilibri globali, l’edizione 2026 introduce due nuovi focus tematici: uno dedicato all’area dell’Arabia Saudita, zona in forte evoluzione e sempre più rilevante per le imprese italiane e del Fvg; l’altro sull’Intelligenza artificiale, oggi fattore imprescindibile di competitività, innovazione e sicurezza economica.

I COMMENTI – «Viviamo una fase storica in cui i fronti di instabilità si moltiplicano e cambiano volto con una rapidità inedita – ha commentato il presidente Da Pozzo –. Dalla nuova stagione politica degli Stati Uniti, con ricadute globali che toccano anche dossier apparentemente lontani come Groenlandia e Iran, ai conflitti ancora aperti in Ucraina e in Medio Oriente, fino alle grandi trasformazioni tecnologiche guidate dall’Intelligenza artificiale. In questo scenario, Open Dialogues vuole offrire alle imprese, alle istituzioni e ai cittadini strumenti di lettura solidi e autorevoli per comprendere il mondo che cambia e orientare scelte consapevoli. È una responsabilità che come Camera di Commercio sentiamo fortemente, soprattutto in un territorio come il nostro, da sempre aperto ai mercati internazionali».
«Il sistema Italia – ha aggiunto il direttore Rampini –, a cominciare dalle imprese esportatrici, ha bisogno di essere illuminato sugli scenari mondiali in questa fase di turbolenza. L’informazione quotidiana troppo spesso è urlata, catastrofista, perché si piega alle ideologie, agli schieramenti di parte, o perché insegue il linguaggio dei social. Il nostro Forum è una rara occasione per ascoltare voci di esperti da tutto il mondo, in un’analisi approfondita, lucida, pacata, che aiuti a capire dove stiamo andando»
«Lo scenario geopolitico attuale – ha quindi precisato il coordinatore del programma Odff, Filippo Malinverno di Teha – è caratterizzato da una forte concentrazione di rischi interconnessi: tensioni militari persistenti, crescente rivalità geoeconomica tra grandi potenze, instabilità nei mercati energetici e una generale perdita di fiducia nell’ordine multilaterale. Il sistema globale sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, segnata da un aumento dei conflitti ibridi, dalla competizione tecnologica e dalla pressione sulle catene del valore. Eventi come Open Dialogues creano uno spazio di confronto fondamentale tra istituzioni, imprese, accademia e policy maker, permettendo di interpretare le dinamiche geopolitiche e geoeconomiche con uno sguardo sistemico».

IL LUOGO – L’edizione 2026 di Open Dialogues for the Future sarà ospitata quest’anno interamente nella Chiesa di San Francesco, nel centro storico di Udine. Il programma completo, costantemente aggiornato, è disponibile sul sito ufficiale www.opendialogues.eu, da dove sarà possibile anche iscriversi tramite modulo online: la partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione alle sessioni di incontri è obbligatoria. Tutte le informazioni sono reperibili anche sul sito della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

L’edizione 2026 di Odff beneficia delle partnership di Sky, Corriere della Sera, Gruppo Nem e Ansa Fvg.

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In copertina, il tavolo dei relatori con in videocollegamento Federico Rampini; all’interno, foto di gruppo degli intervenuti che hanno parlato di fronte a una sala affollata; Paolo Gentiloni e Giulio Tremonti.

Udine e Pordenone, la Cciaa ha prorogato (e ampliato) il bando per gli addetti ai servizi di controllo nei pubblici esercizi

È stato prorogato al 30 gennaio prossimo il termine di presentazione delle domande per il bando per l’impiego di addetti ai servizi di controllo da parte delle Pmi con sede nei Comuni di Udine e Pordenone, fondi della Regione Fvg in gestione alle Camere di commercio. Contestualmente è stata estesa la possibilità di partecipazione al bando anche alle associazioni di categoria (come espressamente indicato nel bando), che possono così presentare domanda anch’esse, diventando utile punto di riferimento per le realtà imprenditoriali. Il bando, già attivo e volto a sostenere la sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali pubblici dei due capoluoghi per quanto riguarda il territorio di competenza della Cciaa friulana, prevede contributi a copertura delle spese per i cosiddetti “steward”. Sono ammissibili spese sostenute anche prima della presentazione della domanda, purché riferite all’attività svolta nelle sedi legali o unità locali nei due Comuni.
Possono, dunque, presentare domanda: gestori di pubblici esercizi, sia in proprio sia in forma associata, appartenenti ai Codici Ateco specificati nel bando, ma anche soggetti privati ‑ imprese (non persone fisiche) che abbiano sostenuto spese, d’intesa con le autorità competenti, per l’impiego degli addetti ai servizi di controllo e, infine, grazie alla recente estensione, le associazioni di categoria locali che abbiano sostenuto spese per l’impiego, d’intesa con le competenti autorità, anche presso le aree esterne ai locali, di addetti ai servizi di controllo a favore dei gestori di pubblici esercizi dei Comuni di Pordenone e Udine.
L’intensità massima del contributo è pari al 100% della spesa ammissibile, con un contributo minimo di 2 mila euro e un massimo di 30 mila per progetto. Il contributo concesso viene erogato e liquidato contestualmente alla concessione, fino a esaurimento delle risorse disponibili. La presentazione delle domande avviene esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec) agli indirizzi dedicati della Camera di commercio Pordenone‑Udine, in base alla sede dell’azienda, cioè contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure contributi.pn@pec.pnud.camcom.it. Tutte le info, la documentazione e la modulistica sono scaricabili dalla sezione Contributi regionali del sito www.pnud.camcom.it

Oggi a Povoletto una invitante domenica: dal libro dedicato a Grions del Torre alle numerose proposte natalizie tra presepi, teatro e un suggestivo spettacolo di luci

(g.l.) Una intensa domenica prenatalizia invita oggi, 21 dicembre, nel Comune di Povoletto, con numerosi appuntamenti nella frazione di Grions del Torre e nel capoluogo. Ecco, pertanto, le proposte in dettaglio.

GRIONS – Un bel libro rievocativo nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Asilo infantile di Grions del Torre che si avviano a conclusione. L’Associazione “Giusto Caenazzo” ha pubblicato, infatti, il volume “Da un dono, una comunità” scritto da Tiziana Bellini. La presentazione ufficiale si terrà oggi, alle ore 18, nella sede dell’Associazione. Frutto di un lavoro di ricerca e raccolta di memorie, il libro ripercorre la storia straordinaria del lascito testamentario di Giusto Caenazzo – redatto nel 1912 e realizzato negli anni Venti – che portò proprio alla costruzione dell’asilo, donando alla comunità un luogo di educazione, crescita e incontro. Al termine della presentazione, seguiranno la tradizionale accensione del presepe artistico, opera dello scultore Loris Cantier, ed un momento per gli auguri natalizi con un invitante rinfresco. L’Associazione “Giusto Caenazzo” rivolge, pertanto, un sentito invito alla cittadinanza, alle autorità, ai sostenitori e a tutti coloro che si riconoscono nella storia di questo luogo. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di Credifriuli, ed è stato patrocinato da Comune di Povoletto e da Italea. L’ingresso è libero.

POVOLETTO – “Aspettando il Natale”: così si intitola la già annunciata proposta che si animerà oggi a Povoletto. Lo start, alle 15, con l’apertura degli stand enogastronomici e del mercatino solidale; quindi, alle 15.30, ci sarà il via ai ai laboratori per i bambini; poi alle 16.30 in auditorium andrà in scena lo spettacolo “Il Natale di Rebecca”. Poi, alle 17.30, è previsto un momento imperdibile soprattutto per i più piccoli: l’arrivo di Babbo Natale accompagnato dal suono delle cornamuse. Mentre, alle 18, in programma c’è lo “spettacolo di luci”. Va ricordato che questa bella iniziativa è promossa da Amministrazione Beni Marsure, Gruppo Ana Povoletto, Associazione Euritmia, Pro Loco Povoletto; da ricordare anche la Parrocchia di San Clemente Papa, amministrazione comunale, Regione Fvg e Io sono Friuli Venezia Giulia. Ricordiamo, infine, che Povoletto è inserito nel “Giro Presepi Friuli Venezia Giulia”. Pertanto, si potrà può ammirare, fino al 2 febbraio, la Natività allestita nella Chiesa parrocchiale del capoluogo. L’orario di visita nei giorni prefestivi e festivi è dalle 9 alle 19.

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In copertina, il volume dedicato a Grions del Torre nel ricordo di Giusto Caenazzo cui si deve la costruzione dell’Asilo infantile; qui sopra, la casetta di Natale a Povoletto.

“Aspettando il Natale”, a Povoletto invita un ricco cartellone di proposte. Tra queste anche il Presepe in San Clemente

(m.ri.) “Aspettando il Natale”: così si intitola la ricca e variegata proposta che si animerà domani, 21 dicembre, a Povoletto, precisamente in Largo Monsignor Cicuttini. Un ricco cartellone di proposte: lo start, alle 15, con l’apertura degli stand enogastronomici e del mercatino solidale; quindi, alle 15.30, ci sarà il via ai ai laboratori per i bambini; poi alle 16.30 in auditorium andrà in scena lo spettacolo “Il Natale di Rebecca”. Poi, alle 17.30, è previsto un momento imperdibile soprattutto per i più piccoli: l’arrivo di Babbo Natale accompagnato dal suono delle cornamuse. Mentre, alle 18, in programma c’è lo “spettacolo di luci”. E non è finita qui: nel corso dell’evento saranno offerte a tutti frittelle di mela e bevande calde.
Va ricordato che questa bella iniziativa è promossa da Amministrazione Beni Marsure, Gruppo Ana Povoletto, Associazione Euritmia, Pro Loco Povoletto; da ricordare anche la Parrocchia di San Clemente Papa, amministrazione comunale, Regione Fvg e Io sono Friuli Venezia Giulia. Da Povoletto arriva poi un ulteriore invito: «Vi aspettiamo la notte di Natale, al termine della Messa di Mezzanotte, per scambiarci gli auguri. Non mancheranno dolci e bevande calde”. Inoltre, le associazioni del paese augurano a tutti “Buone feste!”. Non va dimenticato, infine, che Povoletto è inserito nel “Giro Presepi Friuli Venezia Giulia”. Pertanto, si potrà può ammirare, fino al 2 febbraio, il Presepe allestito nella Chiesa parrocchiale del capoluogo. L’orario di visita nei giorni prefestivi e festivi è dalle 9 alle 19.

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In copertina e all’interno la simpaticissima casetta natalizia in piazza a Povoletto.