In\Visible Cities oggi a Trieste alla scoperta del polo scientifico della Sissa

Due luoghi affascinanti, seppur molto diversi fra loro, saranno oggi al centro dei percorsi in cuffia con cui si inaugurerà, a Trieste, la nuova edizione di In\Visible Cities, che quest’anno parlerà anche sloveno. Il festival urbano multimediale – organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro, grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e parte della rete Intersezioni – porterà infatti i partecipanti alla scoperta della Sissa, uno dei poli scientifici d’eccellenza a livello nazionale ed europeo; e della Val Rosandra, attraversata dal confine tra Italia e Slovenia. Entrambi gli eventi saranno a ingresso gratuito, ma è raccomandata la prenotazione su invisiblecities.eu/invisiblecities22.

SISSA HOSTING – Si comincerà stamane, alle 11, e poi nel pomeriggio alle 18, con “Sissa Hosting” (prenotazioni su invisiblecities.eu/invisiblecities22), una performance teatrale itinerante con cuffie wireless del Collettivo lunAzione realizzata nell’ambito di Arti Relazioni Scienze. Un racconto al contempo documentaristico e poetico, frutto del confronto tra la comunità “ospitante”, gli artisti e gli spettatori “ospiti”. Sarà un’esperienza di esplorazione e scoperta degli spazi che ospitano la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e della complessa e variegata comunità che la anima, attraverso un lavoro di drammaturgia sonora che parte da una ricerca sul campo. Il pubblico, che si incontrerà in via Bonomea 265, potrà fruire di una narrazione in cuffia composta dalle voci reali dei docenti, degli studenti, dei ricercatori, dei dirigenti e di tutti coloro che ruotano attorno agli spazi Sissa.

CONFINE STRANO – Sempre oggi, alle 17, e poi domani, alle 10 e alle 17, è invece in programma “Quando saremo di là dal confine/Ko bomo onkraj meje” (prenotazioni su invisiblecities.eu/invisiblecities22): una performance audio guidata in doppia lingua, italiano-sloveno, realizzata da Kepler-452 per il Sentiero dell’Amicizia, tra Bagnoli della Rosandra e l’ex-Valico di Bottazzo, che congiunge Italia e Slovenia. Attraverso lo strumento delle radio cuffie, la performance accompagna lo spettatore in una camminata attraverso il paesaggio. Un viaggio nelle storie comuni e straordinarie di un confine strano, intermittente, e nelle storie di una terra e delle persone che la compagnia ha intervistato, e che hanno prestato la propria voce alla performance. Ma anche un viaggio nella Storia con la S maiuscola, con i suoi movimenti lenti, talvolta sotterranei – carsici – del cui scorrere tutti noi siamo parte. Un viaggio in cui il pubblico sarà spettatore partecipe, attivo, parte di una comunità viaggiante bilingue.

PROSSIME TAPPE – Il programma di In\Visible Cities proseguirà poi dal 2 al 4 settembre a Gorizia, dove il suo cartellone farà parte anche di “Scene Aperte” la rete creata con altri due festival che si terranno fra il capoluogo isontino e Nova Gorica nello stesso periodo: GOtropolis di Tnk Teatro – Nova Gorica, alla sua prima edizione, e Alpe Adria Puppet Festival, con il quale In\Visible Cities ha già collaborato in passato. Il Festival multimediale arriverà poi a Gradisca d’Isonzo (dal 7 all’11 settembre), tappa conclusiva e cuore pulsante di quest’edizione.

FESTIVAL URBANO MULTIMEDIALE – In\visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e da Go2025. Il Festival è realizzato in partenariato con Comune di Gorizia, Mittelfest, a.ArtistiAssociati, Css – Teatro stabile di Innovazione del Fvg, Compagnia Arearea, Cooperativa Puntozero, IoDeposito, Damatrà ONLUS, Gruppo78. ARS è un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in partenariato con Mittelfest, Kaleidoscienza, Sissa, OGS – Istituto di vulcanologia e geofisica sperimentale, WWF Area marina protetta di Miramare, Comune di Turriaco, Università di Nova Gorica, Zero Idee.

Info: https://invisiblecities.eu, Facebook, Instagram, segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, una scena di Sissa Hosting la proposta odierna di In\Visible Cities.

 

Lotta al Covid, Usca fino a dicembre: Fimmg con Agrusti grata a Riccardi

Lotta al Covid-19: da ieri, 10 agosto, dopo la pubblicazione sul Bur, è ufficiale il rifinanziamento di 800 mila euro e la proroga dal parte della Regione Friuli Venezia Giulia delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) fino al 31 dicembre, con lo stesso trattamento economico (40 euro l’ora) per i medici che vi opereranno e che erano rimasti in un “limbo” dopo il termine del 30 giugno.

Riccardo Riccardi


Soddisfazione da parte dottor Fernando Agrusti, segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti e che si è speso nel dialogo con la Giunta regionale per arrivare a questo risultato, che va anche a coprire retroattivamente il mese di luglio e i primi giorni di agosto. «Grazie al vicepresidente regionale Riccardo Riccardi – ha affermato Agrusti – per aver tenuto conto della nostra proposta di proroga di questo strumento così importante per la lotta al Covid-19, soprattutto considerando la gran parte di popolazione anziana che abbiamo in Friuli Venezia Giulia e della fondamentale opera che le Usca hanno nel seguire i malati a domicilio. Era una questione di merito che andava affrontata, non ne abbiamo mai fatto una problematica di “prezzo”: ma se questo servizio fondamentale aveva un valore fino al 30 giugno era paradossale che dal 1° luglio valesse la metà (23 euro l’ora, ndr). Bene ha fatto la Regione dando pronte risposte in stretta consultazione con noi: un dialogo proficuo che ha dato i suoi frutti. Come medici di medicina generale continueremo a essere in prima linea nella gestione delle emergenze, al fianco dei pazienti. Con le Usca c’è stata una collaborazione proficua che ora fortunatamente potrà continuare».

Fernando Agrusti

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In copertina, la rappresentazione del Covid-19 che da oltre due anni ci assedia.

Pochi medici, ma ci saranno i concorsi. Agrusti grato al presidente Fedriga

Soddisfazione anche in regione da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti) per l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. Un fatto che dà una prima risposta contro la carenza di medici di medicina generale sul territorio.
Approvato il fabbisogno, sta ora al Ministero della Salute formulare la proposta di riparto della disponibilità finanziaria per la copertura complessiva delle spese tra le Regioni, che verrà adottata poi in Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni potranno a quel punto bandire i singoli concorsi per l’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale. Pubblicati tutti i bandi regionali, sarà Roma a pubblicare l’avviso nazionale con la data del concorso.

Fernando Agrusti

Silvestro Scotti

«Un accordo – commenta il segretario regionale della Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – fondamentale per contrastare la carenza di medici di medicina generale realizzato anche grazie alla disponibilità del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, quale presidente della Conferenza Stato Regioni».
Anche Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, sottolinea con soddisfazione l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. «Nella convinzione che non si possa perdere altro tempo prezioso – dice Scotti – ho chiesto un’accelerazione dell’iter necessario alla pubblicazione del bando per il triennio 2022-2025».
Proprio il tema della mancata definizione del fabbisogno del corso di formazione era stato trattato recentemente durante il più ampio e propositivo incontro che il segretario Scotti aveva avuto con il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, il coordinatore della Commissione Salute, Raffaele Donini, e gli assessori al bilancio Davide Carlo Caparini ed Ettore Cinque.

Il governatore Massimiliano Fedriga.

Da mesi Fimmg spinge per arrivare alla pubblicazione del bando che si sarebbe dovuto emettere a febbraio. «Continueremo a fare la nostra parte per sollecitare tutte le parti coinvolte – conclude Scotti – così da arrivare quanto prima al bando. Abbiamo già avuto contatti e assicurazioni di attenzione anche dal Ministro Speranza così da consentire l’accesso alla formazione specifica in medicina generale di quasi circa 2.800 nuovi colleghi, subito pronti a prendersi carico di 1.000 assistiti ciascuno con il supporto di un tutor, così come prevede la nuova normativa. L’approvazione del fabbisogno era essenziale, ma non possiamo fermarci qui se vogliamo fare in modo che sia rispettato il diritto costituzionale di ogni cittadino all’assistenza del medico di famiglia. Dobbiamo assolutamente ottenere un’accelerazione rispetto alle procedure e ai tempi ordinari che, tra bandi regionali e concorso, richiede normalmente circa 7 mesi. Non si può non considerare che in questo periodo il concorso per il corso di formazione non è più solo necessario per iniziare la formazione dei nuovi medici, ma di fatto rappresenta la risposta ai tanti sindaci, cittadini e territori che in carenza di medici di famiglia stanno chiedendo questa risposta assistenziale che rappresenta le fondamenta del nostro Ssn».

Covid, le Usca prorogate
avranno i finanziamenti

Lotta al Covid-19: la giunta della Regione Friuli Venezia Giulia sta per approvare il rifinanziamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) fino al 31 dicembre con 800 mila euro. Soddisfazione da parte della Fimmg Fvg. Il segretario regionale dottor Fernando Agrusti: «Grazie al vicepresidente regionale Riccardo Riccardi per aver tenuto conto della nostra proposta di proroga di questo strumento così importante per la lotta al Covid-19, soprattutto considerando la gran parte di popolazione anziana che abbiamo in Friuli Venezia Giulia. In questo modo, potremmo superare questa fase interlocutoria che aveva visto il 30 giugno la scadenza delle Usca in attesa di rifinanziamento. Era una questione di merito che andava affrontata e bene ha fatto la Regione dando pronte risposte in stretta consultazione con noi. I medici di medicina generale sono stati in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e continueranno a fare il loro dovere, non ci tiriamo di certo indietro in questo momento, collaborando a stretto contatto con le Usca nella gestione dei casi, anche a domicilio».

L’assessore Riccardo Riccardi.

Servizio civile solidale, a Casarsa aperto fino al 10 giugno il bando per sei giovani

A Casarsa della Delizia una occasione importante per i giovani al fine di aiutarli a costruire il mondo che desiderano mettendosi al servizio della comunità. Sono, infatti, ancora pochi i giorni disponibili (una settimana) per partecipare al bando riguardante il nuovo progetto di Servizio civile solidale proposto dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Quest’anno il nome scelto è “Il mondo che vorrei” e infatti, obiettivo del progetto, è dare ai giovani volontari un’occasione attraverso la quale acquisire competenze e conoscenze importanti per costruire il proprio futuro, a livello personale e allo stesso tempo per contribuire a “sognare” e a realizzare il mondo desiderato. Il progetto è rivolto a sei giovani con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e avrà una durata di nove mesi per un totale di 360 ore di servizio. Per candidarsi, c’è dunque tempo fino al 10 giugno prossimo. A ciascun volontario verrà anche corrisposto un contributo e potrà, in base alle proprie scelte, mettersi alla prova nei diversi servizi gestiti dalla cooperativa sociale casarsese.

«Il mondo che vorrei – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa – vuole essere anche un monito e un impegno per noi adulti nel saper lasciare ai giovani il loro spazio nella vita della comunità. Tra gli obiettivi: accrescere nei volontari il senso di cittadinanza e partecipazione attiva alla collettività, favorire la conoscenza e l’inserimento dei giovani in servizi locali, attività e azioni in cui è prevista la partecipazione di personale volontario nel territorio. Inoltre, sono previsti anche momenti di scambio tra i volontari partecipanti per arricchire la propria esperienza. Tutte attività che si rendono ancora più importanti in questo periodo post-pandemico che stiamo vivendo e che ha tolto molte possibilità di confronto, di relazione ai nostri giovani; ecco perché la dimensione relazionale è il canale principale attraverso cui i ragazzi sperimenteranno il loro impegno nelle diverse attività e servizi».

Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani in esperienze di solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati nel periodo da ottobre 2022 a luglio 2023 per un totale di 360 ore.
A Casarsa i ragazzi potranno essere impegnati nelle attività del Servizio Socio educativo pomeridiano (il doposcuola), dei Progetti Giovani e del Centro socio- occupazionale per disabili, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi nel periodo estivo, potranno partecipare come animatori ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo alla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi.
«La solidarietà e il dono – aggiunge Elisa Paiero – sono così espressione libera di impegno che lascia il segno tanto nella comunità di riferimento, quanto nella vita del giovane volontario. Ringraziamo i ragazzi che stanno terminando questo percorso e quelli che li hanno preceduti negli anni passati, perché in ogni servizio hanno fatto germogliare nuove idee, dando valore aggiunto ai servizi della cooperativa».

Come si diceva, ai volontari in Servizio civile solidale spetta un contributo complessivo, al termine dell’esperienza e al raggiungimento delle ore di servizio, pari a 1.116 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore. Ricordiamo che c’è tempo fino al 10 giugno, entro le ore 14, per presentare la domanda. Si possono scaricare i moduli online dal sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli a e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure consegnarli di persona all’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Casarsa, che sostiene e diffonde le diverse esperienze di volontariato dei giovani. Seguirà una selezione di tutti coloro che hanno presentato la domanda per arrivare a scegliere i sei giovani volontari per l’anno 2022/2023.

 

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In copertina, ragazzi di Casarsa della Delizia al Punto verde e all’interno l’attività di doposcuola.

Commercio sulla Tresemane, i sindaci firmano per far nascere il Distretto

Regione Friuli Venezia Giulia, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e imprenditori insieme per costituire il Distretto del commercio Tresemane, per valorizzare e promuovere attività commerciali e terziario, per migliorare i servizi di chi transita lungo l’asse da Tavagnacco a Cassacco (passando per Reana del Rojale e Tricesimo), per attrarre altri nuovi investitori e acquirenti, per rivitalizzare ulteriormente, con l’apertura di nuove attività, i centri storici dei paesi che si affacciano lungo quest’importante asse viario, strada strategica non solo per negozi e servizi ma anche per industria e mobilifici di alta gamma, tecnologia digitale, turismo e food.
A sottolineare l’importanza di questo nuovo progetto è stato l’assessore regionale alle Attività produttive intervenuto ieri mattina a Tavagnacco, nella sede di Confcommercio Udine, in occasione della sottoscrizione di una lettera di intenti finalizzata alla creazione del Distretto del commercio Tresemane. Il documento è stato firmato dai primi cittadini di Tavagnacco (capofila), Reana del Rojale, Tricesimo e Cassacco, dal presidente di “Rete imprese Mercato nuovo” e dal presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine.
L’esponente della Giunta regionale ha sottolineato come l’introduzione dei distretti del commercio nella legge SviluppoImpresa rappresenti uno dei cardini principali per quel che attiene il sostegno e la valorizzazione dello specifico comparto e che sono già previsti in bilancio fondi per avviare le progettualità territoriali. Un plauso, da parte sua, agli amministratori comunali del territorio e alle associazioni di categoria per la lungimiranza ed efficienza che hanno dimostrato nella stesura dei punti del progetto di “decollo”: con la firma di oggi si dà avvio infatti alla costituzione vera e propria del Distretto che mette insieme Tavagnacco (14.800 abitanti), Reana (4.700 abitanti), Tricesimo (7.600), Cassacco (2.800), per quasi 30mila residenti.
L’assessore regionale ha rimarcato come la Regione sostenga con forza gli imprenditori, mettendoli nelle condizioni di investire e creare quindi occasioni di sviluppo, occupazione e benessere. Numerosi, infatti, sono gli strumenti a sostegno del comparto, compreso il bando sui negozi di vicinato che, sperimentalmente, è stato aperto la prima volta lo scorso anno e ha registrato numeri importanti, con oltre 300 domande pervenute che hanno interessato attività di vicinato che sorgono complessivamente in 142 comuni.
Connettività a banda larga, rinnovo dell’arredo urbano, accessibilità diffusa, creazione di zone e attraversamenti pedonali e ciclabili, attività di marketing, iniziative per favorire la transizione ecologica e l’economia circolare sono alcuni degli obiettivi del Distretto che comprendono anche il rinnovamento delle aree destinate a sagre, fiere e mercati, il verde urbano e la mobilità sostenibile. Non mancano, inoltre, specifici progetti di promozione, mirati a valorizzarne storia, cultura e tradizioni dell’area, rivitalizzando l’attrattività turistica, creando occasioni di aggregazione e socialità, promuovendo l’offerta di prodotti del territorio.

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In copertina, la firma per far nascere il Distretto commerciale sulla Tresemane.

Capsule del tempo, protagonisti 150 ragazzi di sei Comuni friulani

Le hanno chiamate Imperfetto, Star, Capsula 22, Piper, Gerry e Rita. Sono le “capsule del tempo”, chiuse e sigillate, che i circa 150 ragazzi coinvolti nel progetto educativo e didattico “Il filo e le tracce” hanno consegnato agli amministratori dei Comuni friulani partner (Cormons, Fagagna, Latisana, Nimis, Palmanova e Cervignano), strappando loro una promessa: custodirle e renderle visibili solo ai posteri in precise date, a partire dal 2035 e fino al 2072. Quelle piccole “casseforti” – contenenti il video realizzato a conclusione dell’attività laboratoriale e alcuni messaggi al futuro lasciati dagli studenti – sono custoditi all’interno di biblioteche o sale consiliari, sotterrati in giardini, o in piazza.
«È stato bello vedere la partecipazione attiva dei ragazzi, che si sono messi in gioco portando dei pezzetti importanti della loro vita sotto forma di fotografie, scritti, racconti, registrazioni audio. Ma è stato altrettanto piacevole vedere l’attenzione e la sensibilità delle amministrazioni coinvolte – ha fatto sapere Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante, che ha ideato il progetto in collaborazione con le cooperative Damatrà e Itaca, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia -. Grazie a questo progetto crediamo di aver fatto capire agli studenti che la storia studiata sui libri e talvolta tacciata come “noiosa”, in realtà è tutt’altro che noiosa. Perché è fatta di persone, esattamente come loro».
“Il filo e le tracce” è infatti un’iniziativa destinata alle scuole secondarie di primo e secondo grado che si è fondata sull’idea che le opere d’arte, compresa la letteratura, siano rappresentazione della realtà. A partire da questa considerazione l’obiettivo principale del progetto è stato quello di far incontrare gli studenti con gli autori, i libri, le storie e la Storia. Grazie all’incontro (anche solo virtuale) con gli autori friulani Antonella Sbuelz, Chiara Carminati e Paolo Patui, gli studenti hanno potuto moltiplicare i propri punti di vista e comprendere le motivazioni che portano a decidere di scrivere di Storia. Ma soprattutto hanno potuto far tesoro dell’approccio umano che ha condizionato le singole scelte autoriali, elemento, questo, difficile da ricavare dai manuali e che invece ha permesso loro di aprire gli orizzonti temporali e spaziali conducendoli nella fase 2 del progetto, durante la quale hanno potuto fare altre esperienze attraverso le letture proposte da una più ampia bibliografia di scrittori nazionali e non solo, nelle quali rintracciare e analizzare il contenuto storico, il metodo e la documentazione che ha generato i testi. Non solo: è stato proposto loro di far tesoro dei modelli analizzati provando a collocare le proprie esperienze di vita nel flusso della storia. Gli studenti sono stati quindi chiamati a raccontare i “tempi interessanti” – ovvero quelli che potranno far parte, un domani, della storia – vissuti in prima persona, cercando nella letteratura le suggestioni e gli strumenti per narrare gli accadimenti a partire da un punto di vista particolare e personale.

Artisti per il sociale, a Palmanova da domani ci sarà la mostra finale

Sarà inaugurata domani, alle 18, a Palmanova, nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, la mostra finale di Co.So! Artisti per il sociale 2021, ultimo importante tassello del progetto artistico curato da Rachele d’Osualdo ed Elena Tammaro dell’Associazione Culturale udinese Etrarte volto a sensibilizzare le comunità del Friuli Venezia Giulia rispetto ai temi della salute mentale, dell’inclusività e del benessere sociale. Durante la mostra, aperta ogni weekend fino al 20 marzo, verranno esposte opere, testi, immagini e video prodotti durante i workshop che hanno coinvolto studenti e persone con disabilità fisica o mentale. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, l’artista udinese Giulia Iacolutti realizzerà una performance aperta al pubblico con attori e attrici del Cantiere dei desideri, associazione teatrale friulana che vede la compresenza di persone diversamente abili.

Co.So!, finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia e supportato dalla Fondazione Friuli, nasce attraverso il coinvolgimento di una fitta rete di professionisti che, per l’edizione 2021-2022, hanno indagato il tema della “cura”: infatti, da fine ottobre si sono susseguiti diversi laboratori che hanno avuto come principale obiettivo l’incontro degli artisti con le comunità locali e le organizzazioni che operano nell’ambito della salute mentale e della disabilità. Tre sono stati gli appuntamenti principali: dal laboratorio di performance e fotografia dell’udinese Iacolutti con l’associazione teatrale Cantiere dei Desideri “Dopamina. Uno studio visivo sugli ormoni dell’amore”, al percorso di avvicinamento alla pittura dell’artista bulgara Anastasiya Parvanova con gli utenti della Comunità Casa Teresa di Aiello sul tema dei “Sogni”. Ultimo, il laboratorio di pittura e scultura dall’artista sloveno Enej Gala dal titolo “Avvistamento”, che ha messo in gioco i ragazzi dell’Istituto Isis Pertini di Monfalcone e Collettiva Giovani (Collettiva 48) sul tema del confine, tra leggende e mitologia, seguendo la tradizione che unisce la comunità italiana e quella slovena. Co.So! ha generato numerosi consensi anche fuori regione, tanto da venir scelto dal Centro Ocse di Trento come best practice in occasione della quarta edizione della Summer School sulle industrie culturali e creative e lo sviluppo locale, spiccando rispetto a progetti diversi provenienti da tutto il mondo.

«Sono orgogliosa delle collaborazioni territoriali che Co.So! ha costruito e consolidato dal 2018 ad oggi – afferma Elena Tammaro, curatrice del progetto e vicepresidente di Etrarte -; la sfida è quella di rafforzare le reti relazionali di piccole comunità mettendo al centro il ruolo attivo dell’artista. La conferma del raggiungimento di questo obiettivo arriva dai feedback di amministratori, cooperative, artisti e tutti i partecipanti alle attività, sia sul territorio regionale che nella vicina Slovenia. La pandemia ha reso ancor più evidente la necessità di realizzare progetti come questo, che diventano strumenti attivi di partecipazione e cultura. Ci poniamo ora l’obiettivo di estendere questo partenariato anche a soggetti privati che possano supportare un’ulteriore crescita».

Tra gli obiettivi più importanti, la necessità di abbattere pregiudizi sociali, il contrasto alla solitudine e all’isolamento delle persone, attraverso un percorso ad “alto impatto sociale ed emotivo”, come lo ha definito Thomas Trino, assessore al Benessere del Comune di Palmanova: «Sono moltissime le persone che stanno affrontando difficoltà emotive, psicologiche e sociali. Questo progetto è riuscito a ripristinare occasioni di condivisione per cittadini e cittadine e ha coinvolto le comunità in veste di protagoniste, soprattutto nella costruzione di significati emotivi. L’educazione all’emotività attraverso l’arte, unita al coinvolgimento dell’intera comunità a partire dalle generazioni più giovani, è un potentissimo strumento di interazione sociale». Oltre alle opere, l’esposizione includerà un’attività dinamica e ludica per i visitatori, a cura di MateâriuM – laboratorio di nuove drammaturgie (progetto dell’Associazione Culturale Servi di Scena di San Daniele).

MOSTRA Co.So! Artisti per il sociale
Quando: dal 4 al 20 marzo, tutti i sabati e le domeniche, 10.30-12.30 e 15- 18
Dove: nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, in Piazza Grande a Palmanova
Ingresso libero senza prenotazione
Come previsto dalle norme vigenti, per i maggiori di 12 anni sarà obbligatorio esibire la Certificazione verde CovidD-19 (Super Green Pass).
Per maggiori informazioni: www.associazionetrarte.it

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini dell’attività artistica.

 

Crac Cooperative, fino al 15 febbraio le domande dei soci prestatori

«Il 15 febbraio è l’ultimo giorno utile per i soci prestatori, coinvolti nel fallimento delle Cooperative Carniche e delle Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli, per presentare la domanda di ristoro. La procedura è semplice e rapida, tanto che a partire dalla primavera-estate saranno erogate le cifre dovute sui conti correnti dei richiedenti. Grazie a un lavoro di squadra siamo riusciti a realizzare questa operazione per la quale Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato 17 milioni di euro a favore di una platea di circa 15mila persone coinvolte». Lo ricorda l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, sottolineando la semplicità dell’iter per l’istanza e l’impegno profuso dalla Regione Fvg, con il braccio operativo delle Camere di commercio «per attuare – come informa una nota Arc – una misura di sostegno sociale concreto che abbiamo fortemente voluto e che siamo convinti possa contribuire a risolvere un disagio patito dalle persone coinvolte che riusciranno così a recuperare quasi il 90 per cento di quanto avevano investito. Grazie alla collaborazione delle Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia, presiedute rispettivamente da Giovanni Da Pozzo e Antonio Paoletti,  da metà novembre è stato attivato un servizio, apprezzato dai tanti utenti che finora si sono rivolti agli sportelli di prossimità sul territorio regionale, e in particolare a Trieste e a Tolmezzo, per la presentazione delle richieste».
Per ottenere il ristoro, i soci prestatori residenti nel Friuli Venezia Giulia potranno rivolgersi fisicamente agli sportelli dedicati delle Camere di commercio sul territorio regionale, strumenti che agevolano soprattutto le persone anziane residenti nelle zone più periferiche, oppure via raccomandata con ricevuta di ritorno o via Pec. La misura del ristoro prevede la franchigia di 100 euro ed è prevista solamente la spesa della marca da bollo da 16 euro da allegare alla domanda.

Barbara Zilli con Da Pozzo e Paoletti.

L’avviso con i relativi collegamenti dove i soci prestatori residenti sul territorio regionale possono presentare la richiesta di ristoro è presente sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia all’indirizzo: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/MODULI/bandi_avvisi/BAN DI/6036.html con tutte le indicazioni necessarie e gli orari degli sportelli dove presentare le istanze istituiti nelle sedi della Camera di commercio di Pordenone-Udine e in quella della Venezia Giulia.

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In copertina, un ufficio apprestato per l’assistenza ai soci prestatori della cooperative fallite.

 

La Bandiera del Friuli, simbolo d’identità: i valori riaffermati nella “Fieste” di Udine

Mentre l’Inno ufficiale del Friuli risuonava in piazza Libertà, cantato da ArteVoce Ensemble, una bandiera lunga 9 metri e larga oltre 4 è stata srotolata lungo la Torre dei Due Mori che sovrasta la loggia di San Giovanni. È cominciata così, ieri mattina a Udine, la cerimonia civile per la 44a edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Per sistemare sulla torre il grande drappo celeste con l’Aquila d’oro araldica, simbolo per Friulani di tutto il mondo, il Comune di Udine, che ha voluto l’iniziativa, ha fatto intervenire una squadra specializzata.


Organizzata quest’anno dal Capoluogo friulano, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione è cominciata di buon mattino con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello, a cui è seguita la celebrazione della messa in friulano, nella Cattedrale. In piazza Libertà, concluso l’Inno ed esposto il grande drappo celeste, è stata letta la Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria. A seguire, Stefano Ceretta, vicesindaco di Gorizia, città che aveva ospitato la Fieste nel 2019, ha simbolicamente consegnato la bandiera del Friuli nelle mani del primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, che parlando della manifestazione ha precisato: «Il fatto che questa edizione della Fieste de Patrie dal Friûl si tenga a settembre, anziché il 3 aprile, data della fondazione dello stato Patriarcale del 1077, dimostra chiaramente la determinazione del popolo friulano e la volontà di non arrendersi alla pandemia che ancora, seppur vedendo la luce in fondo al tunnel, stiamo attraversando. Anzi, l’idea di far confluire questa celebrazione all’interno di Friuli Doc rappresenta la nostra capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, come fatto all’indomani del terremoto del Settantasei. Oggi la situazione è certamente diversa, non fosse altro per il fatto che la crisi è globale, ma credo che il popolo friulano possa ancora una volta fare la sua parte, insegnando al mondo come uscirne e dando ancora una volta una lezione di organizzazione, serietà ed efficienza attraverso la definizione di un nuovo modello Friuli. Con questa immagine rivolgo a tutti il mio più sincero augurio: buine Fieste de Patrie dal Friûl!».
Con questa edizione della Fieste gli organizzatori hanno voluto porre l’attenzione proprio sull’importanza della Bandiera del Friuli. E con l’obiettivo di valorizzare questo «simbolo di una condivisione di valori», come ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, proprio nella mattinata di celebrazioni, è stata inaugurata, nel Museo del Duomo, una riproduzione tattile del vessillo di Bertrando, il più antico conservato proprio nella struttura museale adiacente alla Cattedrale, ulteriormente valorizzata anche grazie a un testo descrittivo in Braille e a un nuovo allestimento, interno ed esterno. «La bandiera è un simbolo in cui tutti i friulani si riconoscono, ovunque si trovino nel mondo. La sua importanza, così come l’importanza che riveste la nostra lingua, devono essere quotidianamente preservati e certamente i sindaci, gli amministratori regionali, i componenti delle associazioni culturali, e soprattutto dei nostri insegnanti stanno facendo molto in tal senso. Ma la tutela arriva dall’iniziativa del singolo. Perché finché parleremo in friulano, potremo sentirci sempre più friulani. Il friulano è, metaforicamente, quel paio di occhiali, che ci permette di vedere la realtà a nostro modo, che è sicuramente prezioso, tanto quanto lo è quello degli altri, perché ci arricchisce, ci rende unici».


Hanno, poi, posto l’accento sull’importanza della lingua anche Markus Maurmair, presidente dell’Aclif, Assemblea delle comunità linguistiche friulane, e Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine, mentre Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’importanza della bandiera, che vediamo sventolare ovunque, anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo. Accorati anche gli interventi del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e dell’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli.

Il presidente Zanin ha ringraziato il sindaco di Udine per la scelta di issare la bandiera friulana sul Castello della città capoluogo, ricordando come quella del Friuli sia una storia da conoscere e insegnare, sulle orme di don Francesco Placereani, e un’identità culturale da trasmettere, nelle aule dell’Università ma anche a teatro. L’assessore regionale alle finanze, invece, ha invitato con forza le famiglie a riappropriarsi della lingua friulana, insegnandola ai bambini, perché mantenere in vita il friulano significa dare valore a ciò che c’è stato nella storia e nella tradizione di questa terra, ma soprattutto potergli dare una certezza del futuro.
La cerimonia si è conclusa con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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In copertina, la sistemazione della Bandiera del Friuli sulla Torre dei Due Mori; all’interno, due immagini della cerimonia in piazza Libertà a Udine.

Cooperazione allo sviluppo Pordenone-Sarajevo a quasi 30 anni dalla guerra

“Wel.Come” è il nuovo progetto di cooperazione allo sviluppo in Bosnia ed Erzegovina – terra dilaniata dalla guerra e dai contrasti – di Consorzio Leonardo che ha l’obiettivo di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili nell’area di Sarajevo, che a quasi trent’anni dal conflitto ha ancora diverse ferite da rimarginare. Il progetto è stato avviato ad aprile e avrà durata biennale. Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolge più partner: da un parte quelli italiani (la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, il Comune di Valvasone Arzene, Confcooperative Pordenone e la Camera di Commercio Pordenone-Udine) e dall’altra quelli bosniaci (Caritas Bosnia e Erzegovina, Associazione Youth for Peace e Università di Sarajevo).

Un incontro del Progetto.


“Riconoscendo che una crescita economica inclusiva e sostenibile – ha spiegato Nicole Colussi, referente del progetto per Consorzio Leonardo – è fondamentale per la riduzione della povertà, con questo nuovo progetto di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina si vuole rafforzare l’azione in materia di protezione sociale, salute e istruzione, che sono le fondamenta della crescita e ne garantiscono l’inclusività. Allo stesso tempo, il nostro impegno sarà quello di rafforzare il sostegno a quei settori che possono avere un forte impatto sui risultati dello sviluppo, e quei settori che creano condizioni favorevoli per una crescita inclusiva e sostenibile come lo sviluppo del settore privato”.
Vi è già stato un primo incontro ad aprile, in modalità online, tra i partner operativi di progetto (italiani e bosniaci) a cui hanno partecipato anche Francesca Spirito, referente dell’ufficio relazioni internazionali della Regione Friuli Venezia Giulia, e l’ambasciatore italiano in Bosnia ed Erzegovina, Nicola Minasi. “Tra gli obiettivi prioritari – aggiunge Colussi – c’è quello di sperimentare azioni di welfare di comunità, partendo dalle buone prassi del Friuli Venezia Giulia, come strumento necessario per ridurre le disuguaglianze e per poter garantire a lungo termine uno sviluppo integrale e inclusivo del territorio”.
Consorzio Leonardo, in passato, è stato già promotore di altri progetti di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina per aiutare le realtà locali che si occupano di minori e formare gli operatori del territorio. Ora l’obiettivo sarà quello di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili. In totale i beneficiari diretti del progetto sono dieci associazioni e organizzazioni non governative dell’area di Sarajevo e dieci persone svantaggiate (giovani disoccupati, donne sole, persone con disabilità, abitanti in zone rurali, minoranze). “Noi crediamo – ha concluso Colussi – che promuovere la cultura dell’economia sociale sia un elemento fondante per una comunità accogliente, attenta alle categorie vulnerabili e quindi proiettata all’inclusione sociale e auspichiamo che, grazie a questo progetto, ci sia una maggior sensibilizzazione della popolazione italiana sul tema e sulla situazione in Bosnia Erzegovina”.

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In  copertina, uno scorcio di Sarajevo capitale della Bosnia ed Erzegovina.