Sostenere la fragilità dell’anziano è la prerogativa del progetto “Si.Fa.Rete”, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con le risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la collaborazione attiva di partner del Terzo Settore quali Acli Fvg, Associazione de Banfield, Associazione Aulòs, Caritas Fvg. La co-progettazione, nata con l’obiettivo di sostenere al meglio le persone anziane della nostra regione e sperimentare buone pratiche da applicare per la loro assistenza, è stata attiva negli ultimi due anni su tutto il territorio regionale con tre specifiche aree di intervento: la presa in carico precoce delle persone anziane fragili, il potenziamento di interventi a supporto di anziani e dei loro caregiver, la formazione per i caregiver e l’informazione alla cittadinanza, assieme a percorsi di formazione con un ciclo di incontri pubblici dedicati in particolar modo ai caregiver ma aperti a tutta la cittadinanza, per imparare a prendersi cura di una persona anziana con fragilità, dagli aspetti burocratici a quelli relazionali.
Gli esiti di quanto realizzato con la co-progettazione regionale Si.Fa.Rete e le prospettive offerte dalle strutture socio-sanitarie Case della Comunità sono al centro dell’incontro pubblico organizzato nella mattinata di domani 28 maggio (inizio ore 9) a Trieste nella sala multimediale della Regione “Tiziano Tessitori” in piazza Oberdan 5. La conferenza si propone di far emergere come la sinergia tra ente pubblico e Terzo Settore possa favorire l’assistenza di prossimità contribuendo alla creazione di nuovi modelli organizzativi.
Sono previsti interventi di Federica Morgera, direttore del Servizio politiche per il terzo settore, Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Fvg, Valentina Benedetti, vicepresidente Acli Fvg e coordinatore progetto, Barbara Campisi e Giulio Vidotto Fonda, dell’Università degli Studi di Trieste, Stefano Chicco, responsabile Servizi Sociali d’Ambito Trieste, Maria Monica Daghio, Ifp Progettazione e coordinamento interventi strategici ad alta integrazione sociosanitaria con il Terzo Settore, Direzione Sociosanitaria Asugi, Giovanna Pacco, direttrice Associazione Goffredo de Banfield e Carlo Beraldo, portavoce Alleanza per le Case della Comunità. La partecipazione è libera. Per info: fvg@acli.it
“La grande linea”, questa sera a Corva il docufilm su Bartolomeo da Panigai
Approda al Centro sociale di Corva di Azzano Decimo “La grande linea”, docufilm che racconta la vita dello studioso e religioso Bartolomeo da Panigai. Appuntamento questa sera, alle 21. L’opera audiovisiva è stata ideata da Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin. Gli autori hanno voluto riportare alla luce questo personaggio oggi quasi dimenticato, le cui idee e azioni hanno avuto influenze sulla storia dell’Europa, dell’America Latina e in generale della civiltà occidentale.
La serata è organizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Azzano Decimo, Accademia San Marco di Pordenone, Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti e Circolo culturale di Corva, con l’importante sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni, Unsic Fvg, Villa Maria Spumanti e Unipromos Ets. La prima proiezione era avvenuta a Pravisdomini, Comune in cui si trova Panigai, lo scorso ottobre.
«Siamo lieti – ha affermato il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ringraziando anche tutti gli altri partner della serata – di essere parte di questo progetto anche in questa fase successiva che dopo la prima si apre al territorio provinciale con una serie di successive proiezioni. Il docufilm non si limita a raccontare la storia di Bartolomeo da Panigai, ma offre anche uno spaccato del contesto storico e culturale in cui ha vissuto, valorizzando le sue radici friulane. È un patrimonio inestimabile che in questo modo possiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni».
«Un progetto – aveva sottolineato al momento della prima Alvaro Cardin, presidente dell’Accademia San Marco – di vasto respiro che abbiamo sostenuto con piacere e che ripercorre avvenimenti di un periodo fondamentale nella costruzione della civiltà occidentale. La vita di padre Bartolomeo fu anche un primo contatto tra le nostre terre e il Sudamerica, poi punto di arrivo per molti nostri corregionali i cui discendenti ancora oggi vivono laggiù».
Originario dell’omonima località di Pravisdomini – caratterizzata dal celebre palazzo della nobile famiglia e dove la piazzetta è a lui dedicata (con il nome di Bortolo) -, Bartolomeo è stato una personalità poliedrica del 18mo secolo. Fu infatti gesuita, matematico, fisico, cartografo, geografo, astronomo, naturalista, diplomatico, giurista, retore, filosofo e teologo. Il suo massimo incarico nel 1750, quando tracciò in Sudamerica i confini (la grande linea per l’appunto) tra Impero spagnolo e Impero portoghese.

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In copertina, la chiesetta di Panigai località di Pravisdomini della quale era originario padre Bartolomeo.
Nimis, ecco le tre liste che sostengono la corsa a sindaco di Bonfini e Mattiuzza
(g.l.) E ora che la campagna elettorale cominci! Ufficializzate, infatti, le tre liste civiche che a Nimis concorrono per dare al Comune pedemontano una nuova amministrazione, quella chiamata a chiudere un anno di gestione commissariale dopo la caduta della Giunta Bertolla. Due sono le compagini – “Chei mancul piês” e “Nimis riparte” – a sostegno della candidatura a sindaco di Sergio Bonfini, 69 anni; una invece quella a supporto di Fabrizio Mattiuzza, 47 anni, denominata “Obiettivo Nimis”. Vediamo, allora, tutti i loro componenti, attingendone i nomi dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia.
Candidatura di Sergio Bonfini. “Chei mancul piês” (cioè I meno peggio, tradotto dalla lingua friulana): Tiziano Clocchiatti (nato nel 1961 a Udine), Patrizia Zitteri (1960 a Gorizia), Roberto Lorenzini (1999 a Udine), Thomas Cussigh (1999 a Udine), Ivano Sartori (1973 a Udine), Celeste Gori (1994 a Trieste), Stefano Toniutti (1987 a San Daniele del Friuli), Silvia Parisotto (1985 ad Asolo – Treviso).
“Nimis riparte”: Giovanna Rossetto (nata nel 1962 a Padova), Simone Basello (2003 a Udine), Romina Ceschia (1978 a Udine), Sara Benedetti (2000 a San Daniele del Friuli), Roberto Missera (1960 a Udine), Eleonora Mondini (2003 a Tolmezzo), Gian Claudio Nale (1961 a Vercelli), Alessandro Cipriano (1961 a San Mauro Castelverde – Palermo), Christian Casadei (1974 a Bologna).
Sergio Bonfini

Candidatura di Fabrizio Mattiuzza. “Obiettivo Nimis”: Giacomo Bernardis (nato nel 1983 a Udine), Gloria Bressani (1954 a Nimis), Luca Bressani (1978 a Udine), Federica D’Anzul (1971 a Udine), Mariacristina Del Fabbro (1987 a Gemona del Friuli), Ivana Di Betta (1956 a Fleurus – Belgio), Andrea Fant (1974 a Udine), Lino Gervasi (1959 a Nimis), Anna Kolaj (2002 a Pistoia), Davide Michelizza (2001 a Udine), Roberta Tomada (1986 a Gemona del Friuli), Serena Vizzutti (1977 a Udine).
Fabrizio Mattiuzza

Alcune curiosità. Nelle due liste a sostegno della candidatura di Sergio Bonfini nessuno faceva parte del decaduto consiglio comunale, a parte lo stesso ingegner Bonfini che, come è noto, era vicesindaco con Giorgio Bertolla. In quella che sostiene Fabrizio Mattiuzza, ci sono invece l’ex sindaco Gloria Bressani e l’ex assessore Serena Vizzutti (con loro in Giunta, prima dell’arrivo di Bertolla c’era lo stesso ingegner Mattiuzza). Inoltre, ci sono tre esponenti della ex maggioranza: Ivana Di Betta, Mariacristina Del Fabbro e Davide Michelizza. Quest’ultimo è anche vicepresidente della Pro Nimis. Per quanto riguarda, ancora, una lista a sostegno di Bonfini (“Nimis riparte”) al primo posto c’è il nome di Giovanna Rossetto, che da circa un anno è presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone. Come è noto, le elezioni amministrative si terranno il 13 e 14 aprile prossimi, mentre lo spoglio delle schede avverrà la mattina del 15, per cui il nome del nuovo sindaco si conoscerà sicuramente prima di mezzogiorno.
E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici
È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.

Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.

«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.
LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.
I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.


I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn
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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.
Quella durissima esperienza nei Lager nazisti di Bruno Fabretti da martedì in una mostra fotografica a Mortegliano
Mortegliano rende omaggio alla memoria di Bruno Fabretti, un figlio di Nimis – paese friulano quasi completamente dato alle fiamme nell’ultima guerra – che ha raccontato a migliaia di studenti, nella sua lunga vita, la durissima esperienza di deportato nei campi di concentramento tedeschi. Sarà infatti inaugurata martedì 17 dicembre, alle ore 18.30, nell’atrio del Municipio di Mortegliano, che la accoglie grazie anche al proprio patrocinio, la mostra fotografica dal titolo Parole e Musica per un Domani “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva”, prodotta dal Circolo culturale Chiarisacco e partner l’Associazione culturale Le Colone Aps, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla collaborazione dei Comuni di San Giorgio di Nogaro e Nimis.
Il commendator Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a quasi 100 anni. Nato a Nimis, Fabretti ha vissuto, giovanissimo, momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del ’43, ha affrontato la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, Fabretti aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che la memoria svanisse nel silenzio e si impegnò anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace, appunto con centinaia di incontri nelle scuole. Raccontò le proprie tristissime esperienze di guerra a migliaia di ragazzi e organizzò eventi con lo scopo di educare le nuove generazioni sugli orrori del nazismo e sull’importanza di difendere i valori umani fondamentali.
La mostra fotografica raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso Bruno Fabretti scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione. La sua lotta per la libertà e la sua dedizione a un mondo migliore rimarranno sempre un faro di speranza e una testimonianza della resilienza umana in tempi di oscurità e oppressione. Al momento dell’inaugurazione, ci saranno anche dei profondi interventi musicali, diretti da Giuseppe Tirelli, grazie al Coro Le Colone ed alla associazione Domus Musicae di Mortegliano. La mostra, visitabile fino al 25 gennaio, seguirà gli orari di apertura del Municipio stesso. Il progetto proseguirà poi nei prossimi mesi con la proiezione del documentario raccolto da Luca d’Agostino e patrocinato dalla sezione Anpi di San Giorgio di Nogaro.

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In copertina, immagine di Bruno Fabretti spentosi quasi centenario nel 2023: la mostra fotografica a lui dedicata a Mortegliano è curata da Luca d’Agostino.
Oggi al Centro Balducci di Zugliano una serata con il gruppo milanese DescargaLab: Ora Libere dalla violenza!
A chiusura del 32° Convegno “Ti proteggerò. Abitare insieme la fragilità”, realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio dei Comuni di Pozzuolo del Friuli e di Udine, nell’ambito della prima tappa della V edizione del Progetto “Dimmi – Le donne raccontano” realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, Centro Balducci e Alchemilla in collaborazione con i rispettivi partner, con una fitta rete di altre realtà riunitosi per dire insieme “Libere dalla violenza”, sono lieti di presentare nella Sala “Petris” di Zugliano, questa sera alle 20.45, il gruppo milanese dei DescargaLab collettivo di suonatori delle periferie milanesi con al centro l’impegno sociale che, nell’ambito del loro «BuonaVitaTour», porteranno in scena “Camminare scalza, un bicchiere d’acqua e la primavera”.
Lo spettacolo sulla violenza di genere, che alternerà musica e parole, è la storia vera della complicata relazione d’amore di Velia che degenera in maltrattamenti e violenza familiare, psicologica e fisica. Un viaggio attraverso le radici profonde, la periferia, la famiglia, gli amici, le istituzioni, il buio e la rinascita. Alla fine, Velia ha vinto, e lo racconta perché ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne.
Come affermano gli stessi DescargaLab: «In questo nostro tempo dominato dal cieco egoismo sociale, chiuso nella feroce difesa delle frontiere, sentiamo forte il bisogno di riallacciare i fili delle esperienze di buona vita, che fanno della cura e della prossimità la propria ragion d’essere. Un tour attraverso la corda delle relazioni costruite in tutti questi anni con tanti Luoghi dell’anima italiani, da Nord a Sud, dai beni confiscati alle mafie ai beni comuni che rigenerano quotidianamente il territorio producendo welfare di comunità». Nella serata è previsto anche l’intervento delle rappresentanti di diversi Centri antiviolenza regionali che parleranno della loro attività e della loro presenza sul territorio.
DescargaLab
Marina Puglia (voce)
Andrea Tammaro (piano)
Gianluca Vitali (basso)
Federico Sever (chitarra)
Alberto Crippa (Congas)
Ensito Piazzoni (Bongos)
Alessandro Gatti (piccole percussioni)
Stefano Cassiani Ingoni (tromba)
Walter Gatti (trombone)
Andrea Rossi (timbales)
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In copertina, il gruppo che oggi darà vita alla importante serata di Zugliano.
Elegia Friulana, questa sera a Codroipo un inno alla cultura in “marilenghe”
Un inno alla lingua e alla cultura friulana in chiave moderna: oggi al teatro Benois De Cecco di Codroipo andrà in scena il concerto “Elegia Friulana”. Organizzato dall’Associazione culturale “L’arte della musica” di Zoppola, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (contributo per la promozione e la valorizzazione regionale) e la collaborazione del Comune di Codroipo, lo spettacolo (ad ingresso gratuito) si propone di condurre il pubblico in un emozionante viaggio musicale attraverso le tradizioni e i sentimenti più autentici del Friuli.
Lis Primulis di Zampis.

“Elegia Friulana non è solo un concerto – ha commentato Nicola Milan, presidente dell’associazione L’Arte della Musica -, ma un messaggio forte e chiaro: un invito a valorizzare la diversità e a promuovere l’inclusione. La musica, un linguaggio universale, diventa il ponte perfetto tra passato e presente, unendo stili e culture diverse. È un linguaggio universale capace di superare ogni barriera”. Le musiche originali, composte dal maestro Nicola Milan, si intrecciano con arrangiamenti moderni e condurranno gli spettatori in un viaggio emozionante attraverso le tradizioni e i sentimenti più profondi del Friuli. Un viaggio musicale che saprà conquistare il pubblico di tutte le età. Brani come “Elegia Friulana” e “Aghe, Vite” saranno capaci di toccare corde profonde, celebrando l’amore per la terra, la nostalgia, la speranza e il rispetto per l’ambiente “Elegia Friulana è un’ode alla nostra terra – ha aggiunto Milan -, un omaggio alle nostre radici, ma con uno sguardo rivolto al futuro. È un invito a riscoprire le tradizioni, reinterpretandole attraverso un linguaggio musicale contemporaneo”.
Il concerto vedrà la partecipazione di due cori d’eccellenza, il 7th Note Gospel Lab di Oderzo e il Coro Sine Tempore di Gonars, accompagnati da un gruppo di musicisti di livello. La loro esibizione, assieme alle danze del gruppo folk Lis Primulis di Zampis, creerà un’atmosfera coinvolgente e suggestiva, capace di rileggere le tradizioni popolari in chiave moderna. L’associazione l’Arte della Musica” nasce nel 2012 per promuovere la musica in tutte le sue forme con particolare attenzione all’attività didattica e concertistica; si occupa di insegnamento attraverso la scuola di musica che svolge la propria attività nelle sedi di Zoppola e di Casarsa della Delizia. L’associazione organizza eventi musicali su tutto il territorio friulano, offrendo la propria competenza artistica per proposte concertistiche.

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In copertina, il fisarmonicista Nicola Milan che stasera sarà protagonista a Codroipo.
“Affetti & Difetti”, questa sera a Polcenigo arriva il Teatro delle Arance di San Donà
Questa sera, alle 20.45, nel Teatro comunale di Polcenigo andrà in scena l’originale pièce “Affetti & Difetti”, produzione del Teatro delle Arance di San Donà di Piave, ospitata dal Piccolo Teatro Città di Sacile con il sostegno della Fondazione Friuli, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Polcenigo. Sul palco saranno protagonisti l’attrice Giovanna Digito e i musicisti Cristian Ricci e Giovanni Buoro, per un appuntamento che promette alto tasso di emozioni e divertimento.
La struttura dello spettacolo è composta da una serie di coinvolgenti racconti di un tempo non troppo lontano, che tutti abbiamo vissuto: le partite di calcio, le fiere del paese, l’oratorio. Storie raccontate con spirito di osservazione da alcuni autori del nostro territorio, che fanno sorridere e riflettere, divertono e commuovono, grazie all’estro scenico dei tre artisti alla ribalta. Il contrappunto musicale è studiato appositamente per sottolineare sia i momenti di ilarità della narrazione sia quelli più emotivamente intensi, dove l’uso del dialetto esalta espressioni e modi di dire legati a ricordi, valori, personaggi e memorie che il tempo non deve cancellare. Un piacevole affresco che tocca tutte le corde dei sentimenti. Lo spettacolo avrà un biglietto unico di 5 euro (gratuito fino a 12 anni), con la possibilità di prenotazione ai recapiti di segreteria del Piccolo Teatro di Sacile: tel/whatsapp 366 3214668 – mail: piccoloteatrosacile@gmail.com.

Info sul web:
www.piccoloteatro-sacile.org
Facebook: @piccoloteatrosacile
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In copertina e qui sopra ecco i tre protagonisti del divertente spettacolo.
Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani
«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.
Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».
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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.
(Foto Ulderica Da Pozzo)
I giovani e l’alcol, oggi una riflessione al convegno della Somsi di Pordenone
Appuntamento oggi, dalle 17 alle 19, al Centro culturale di Palazzo Gregoris, sede della Storica Società Operaia di Pordenone, per parlare del fenomeno dell’alcolismo tra i giovani, dandone una panoramica della portata, e insieme dei rischi e delle strategie di intervento, nel convegno dal titolo “Non darla a bere”, organizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in sinergia con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pordenone, con il quale la Somsi sta proseguendo con vivo interesse un progetto intorno alle “dipendenze giovanili”, avendo già toccato ambiti come quello del fenomeno “Hikikomori” e del tabagismo.
Il consumo di alcol tra i giovani è dunque la terza tappa di questo percorso, che affronta un altro fenomeno diffuso e preoccupante. Studi recenti evidenziano che molti adolescenti iniziano a bere già durante la fase della scuola superiore, spesso come forma di socializzazione. Le statistiche mostrano un aumento nel consumo e nell’abuso di alcol, con un crescente numero di giovani che ricorre al “binge drinking”, una pratica che prevede il consumo di elevate quantità di alcol in un breve lasso di tempo. L’abuso di alcol può avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale dei giovani, causando disturbi che vanno dai problemi epatici a quelli legati ad ansia, depressione, comportamenti violenti e aggressivi. Senza contare poi i problemi legati alla sicurezza, che comprendono il rischio di incidenti stradali e infortuni, ma anche di relazioni sessuali non protette. Affrontare il problema richiede pertanto un approccio multidimensionale, con strategie che comprendano la sfera dell’educazione e sensibilizzazione, anche in ambiente scolastico, il coinvolgimento attivo delle famiglie nei programmi di prevenzione, ma anche il rafforzamento di politiche di limitazione del consumo di alcol verso giovani e minori, il supporto psicologico a chi si trova già in situazioni legate all’abuso, e naturalmente la promozione di stili di vita sani, anche nella socializzazione.
Relazioneranno su queste tematiche il panel di esperti presenti: la dottoressa Cristina Meneguzzi, Direttrice del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASFO Pordenone, a proposito di “Epidemiologia, rischi derivanti dall’abuso e strategie di intervento; la dottoressa Elisa Paiero, Educatrice socio-pedagogica, Responsabile del Servizio per i Giovani della Soc. Coop. Soc. Il Piccolo Principe, che parlerà di “Life skills e prevenzione dei comportamenti a rischio”; Loris Calligaro, Presidente Acat Pordenonese, che porterà il suo contributo dal titolo “Breve storia di un’esperienza di cambiamento possibile”.
Il convegno, rivolto in particolare a genitori, insegnanti ed altre figure educative, sarà introdotto da Mario Tomadini, presidente Somsi Pordenone, e da Guglielmina Cucci, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone. L’ingresso all’incontro è libero. Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

