A Pozzuolo stasera si alza il sipario su “Turandot”. Il grande lavoro di Attivagiovani della Regione Fvg con il foltissimo team di Opera Prima-Wien

(g.l.) A Pozzuolo del Friuli è arrivata l’ora del debutto di “Turandot”. Oggi, domenica e martedì 2 settembre, alle 20, l’opera lirica di fama mondiale di Giacomo Puccini andrà, infatti, in scena nella cornice di Villa Gradenigo Sabbatini, con il contributo di Attivagiovani, il programma promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia che propone attività formative gratuite per giovani tra i 18 e i 35 anni. Grazie alla collaborazione con l’associazione Opera Prima-Wien, promotrice del progetto “Puccini 2025” – per rendere ancora omaggio, dopo il “Gianni Schicchi” del 2024, al centenario della morte del grande compositore di Torre del Lago -, i ragazzi e le ragazze di Attivagiovani hanno partecipato all’allestimento scenico dell’opera attraverso una serie di laboratori artistici che li hanno coinvolti, in particolare, nello sviluppo di buona parte delle scenografie e dei bozzetti per i costumi e nella preparazione di alcune comparse e di elementi dell’orchestra.

Collaboratori e coristi durante la complessa preparazione dell’opera “Turandot”.

A tale riguardo, l’assessore regionale al Lavoro e Istruzione, Alessia Rosolen, ha sottolineato che «questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la cultura e la formazione possano intrecciarsi, offrendo ai giovani non solo l’opportunità di scoprire da vicino il mondo del teatro e della musica, ma anche di sviluppare competenze trasversali preziose per il loro futuro personale e professionale. Attivagiovani dimostra ancora una volta di essere uno strumento capace di valorizzare i talenti e di rafforzare il legame tra nuove generazioni e territorio».
Il percorso formativo di Attivagiovani ha previsto diversi laboratori tematici. Con “Arts&Crafts” (due edizioni), i partecipanti hanno contribuito alla costruzione di parti delle scenografie, dando forma visiva e concreta all’immaginario dell’opera. Con il laboratorio “Spazio Musica”, alcuni giovani sono stati formati e hanno successivamente preso parte, come membri della Banda di Pozzuolo, all’esecuzione delle musiche di scena. In parallelo, con “Fumettando” (due edizioni), i ragazzi hanno reinterpretato l’opera lirica attraverso tavole a fumetti originali, capaci di raccontare “Turandot” con linguaggi creativi e contemporanei. Il laboratorio “Immagine, sguardo e fotogiornalismo” ha, invece, documentato i momenti del backstage e del making of con fotografie che testimoniano il dietro le quinte della produzione. Attraverso “Ciak 2, realizziamo un corto” i giovani hanno poi dedicato parte del loro lavoro alle riprese della prova generale, contribuendo così a fissare in immagini l’esperienza collettiva. Infine, con “Il teatro: espressione di sé e di socializzazione”, sotto la guida della regista di “Turandot”, alcune comparse sono state preparate alla scena, rendendo i ragazzi protagonisti anche del palcoscenico. Un mosaico di esperienze che, nel loro insieme, ha reso i giovani partecipanti parte attiva e creativa di un progetto artistico e comunitario.

L’assessore Alessia Rosolen.

Tutti i materiali che raccontano la realizzazione del progetto artistico sono visibili nella mostra “Aspettando la Turandot” allestita in Palazzina Piazza Julia a Pozzuolo, visitabile con ingresso libero nei seguenti orari: dalle ore 18 alle 20 nelle giornate ance di oggi, domani e domenica, oltre che di martedì 2 settembre. Attivagiovani è un progetto finanziato dal Fondo sociale europeo Plus della Regione Friuli Venezia Giulia che propone una serie di opportunità formative gratuite rivolte ai giovani tra 18 e 35 anni del Friuli Venezia Giulia per valorizzarne i talenti.
Appuntamento, quindi, da questa sera a Villa Gradenigo Sabbatini con la grande opera pucciniana, peraltro rimasta incompiuta, a causa della morte del compositore, e completata da Franco Alfano. L’associazione, guidata dal direttore artistico Tiziano Duca (che è anche il direttore dell’orchestra), ha lavorato intensamente da mesi all’attuale programma e da anni a un progetto che ha il nobile obiettivo di rendere la musica lirica accessibile a tutti. Siamo, infatti, all’ottava edizione di un programma culturale sempre più ambizioso, che in quest’estate 2025 punta proprio sulla meravigliosa “Turandot” di Giacomo Puccini. Il progetto vede in campo più di trecento tra cast, musicisti dell’orchestra, coristi, componenti della Filarmonica di Pozzuolo, voci bianche, comparse e volontari. Un lavoro, insomma, ciclopico che merita d’essere coronato dal miglior successo, beneficiando anche del tanto atteso ritorno del bel tempo, sebbene le previsioni non fossero per nulla incoraggianti, almeno per questa serata quando ci sarà appunto la “prima” dell’opera.

—^—

In copertina, il maestro Tiziano Duca direttore artistico di Opera Prima Wien.

“Diva all’opera”, comicità e lirica a Udine: il Teatro della Sete fa il tutto esaurito

Dopo tre serate da tutto esaurito, prosegue con successo la rassegna Passaggi – storie e altri ripari, ideata e curata da Teatro della Sete, che sta trasformando alcuni luoghi simbolici di Udine in spazi di incontro e immaginazione. Si riparte oggi, con il penultimo appuntamento in calendario, all’insegna del teatro comico e musicale. Ingresso gratuito.
Alle ore 21, nella Corte di Palazzo Morpurgo (via Savorgnana), va in scena l’anteprima di Diva all’opera, spettacolo di teatro musicale comico e clown di Valentina Musolino, produzione Le Radiose. Al centro della scena c’è Tea della Tresibonda, un’eccentrica diva dell’opera che sogna il teatro ottocentesco e il pubblico aristocratico. Ma al suo fianco non c’è un pianista: c’è Edoardo Ingranaggi, un grammofono a tromba con cui dar vita a un’esibizione surreale, tra arie liriche, accelerazioni, medley e colpi di scena. Un’esilarante trasformazione tra sogno e realtà, dove il teatro diventa gioco, imprevisto e condivisione. Le Radiose è un progetto clown-vocale che esplora le possibilità comiche nate dalla combinazione di voce, musica e gesto, creando una dimensione ironica e coinvolgente capace di conquistare ogni tipo di pubblico.
La rassegna si concluderà giovedì 21 agosto, sempre alla Corte di Palazzo Morpurgo, con il concerto post folk della one-man band Phill Reynolds, per un gran finale tra parole e musica. Ingresso gratuito. Passaggi – storie e altri ripari è un progetto di Teatro della Sete, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli.

Teatro della Sete dal 2000 produce spettacoli teatrali di drammaturgia sia contemporanea sia originale, prediligendo per soggetto le tematiche sociale e per stile un linguaggio ironico, al contempo poetico. Realizza letture con musica dal vivo, contenuti multimediali, organizza rassegne ed eventi, cura l’allestimento di mostre e scenografie. Propone progetti culturali rivolgendosi al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione al territorio, al patrimonio storico, etnografico e linguistico.

—^—

In copertina, l’attrice Valeria Musolino; all”interno, le animatrici del Teatro della Sete e uno degli spettacoli a Udine.

Nuove armonie popolari, a Pordenone ritmi e sonorità del Balfolk europeo

Una domenica nel verde che propone un viaggio tra i ritmi e le sonorità del Balfolk europeo: è questo l’appuntamento che attende il pubblico dell’Estate musicale al Parco di San Valentino a Pordenone domani, 3 agosto, alle 19 con il concerto “Nuove armonie popolari. Tra le radici e il volo” dell’ensemble Boccadoro, in collaborazione con il festival Nei Suoni dei Luoghi. Prosegue nel segno delle danze per incontrarsi la programmazione dell’Associazione musicale Orchestra e Coro San Marco nell’area verde più aperta e inclusiva della città, in sinergia con il Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, per la direzione artistica di Federico Lovato.

Dinamico e musicalmente curioso il quartetto che sarà protagonista dell’evento, formato da Anna Gioria, voce e violino, Gabriele Putzulu, chitarra acustica e stompbox, Viola Innocenti, voce e viola, Yarince Vicenzo, clarinetto e bodhran. Il progetto Boccadoro nasce infatti dal desiderio di quattro giovani musicisti italiani di unire la formazione classica all’energia vitale della musica popolare e del Balfolk, senza separare i vari stili musicali, ma al contrario unendo il loro background – ovvero precisione di esecuzione, attitudine alla polifonia e a costruzioni armoniche complesse – con la propensione al ritmo, alla danza e all’espressività. Boccadoro accompagna dunque la platea alla scoperta delle danze d’Europa – dalla Francia alla Svezia, dall’Irlanda alla Sicilia – e delle proprie composizioni originali, pagine dove la tradizione incontra la libertà del gioco e dell’ispirazione. Dal ritmo incalzante del “Reel” irlandese alle atmosfere sognanti di “Drops of Waltz”, il concerto è un percorso tra sonorità che parlano di memoria, incontro, leggerezza e profondità. Ogni brano è un invito al movimento, una soglia che apre alla possibilità di danzare insieme, o semplicemente ascoltare. La danza non è qui solo un passo: è una forma d’arte che unisce. E i musicisti dell’ensemble Boccadoro, con radici classiche e sguardo rivolto al mondo, la rendono esperienza viva.

I concerti al Parco di San Valentino sono a ingresso libero (annullati in caso di maltempo).
Tutte le info su sito web e pagine social dell’Associazione:
https://www.orchestrapordenone.it

—^—

In copertina e all’interno due immagini dell’ensemble Boccadoro.

Palchi nei Parchi, musica senza confini domattina a Gorizia e Nova Gorica con protagonisti I Violoncelli Itineranti

Domani, 2 agosto, alle prime luci di un giorno d’estate, il confine tra Italia e Slovenia si dissolve e lascia spazio alle note nel nuovo appuntamento con la rassegna itinerante Palchi nei Parchi, promossa dal Servizio Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia e con la direzione artistica dalla Fondazione Luigi Bon. La giornata propone un evento dal forte valore simbolico e culturale, tra i più attesi ed evocativi dell’intera amnifestazione: “Musica senza confini / Glasba brez meja”, un cammino musicale e umano pensato per celebrare GO!2025 – Capitale Europea della Cultura.
Grazie a un’importante collaborazione internazionale che coinvolge il Zavod za gozdove Slovenije, il Kulturni dom Gorica, il Kulturni dom Nova Gorica e alla profonda sinergia tra i corpi forestali di Italia e Slovenia, la musica diventa linguaggio universale e ponte tra culture, per offrire due emozionanti appuntamenti immersi nella natura. Si inizia alle 7.30 del mattino, nel suggestivo scenario del Parco Piuma di Gorizia per proseguire, alle 11, nel cuore verde del Bosco Panovec di Nova Gorica. Protagonista dell’escursione musicale transfrontaliera sarà l’ensemble al femminile I Violoncelli Itineranti, formazione d’eccellenza composta da Andrejka Možina – violoncellista, voce e autrice delle musiche originali – affiancata da Irene Ferro-Casagrande e Carla Scandura, entrambe al violoncello.
Il concerto di apertura, a Parco Piuma, è un omaggio alla poesia femminile slovena in Italia, in cui suono e parola si intrecciano, fondendo le sonorità del violoncello con i versi poetici, in un dialogo armonico tra la lingua italiana e quella slovena. Il secondo, nel Bosco Panovec, rappresenta invece un viaggio musicale nelle tradizioni popolari, attraverso canti folk e tradizionali che spaziano dal friulano all’istriano, dal goriziano alle melodie d’oltreoceano, con la partecipazione straordinaria del chitarrista Marko Čepak.
A fare da trait d’union tra le due esibizioni, una passeggiata naturalistica guidata dal Corpo Forestale Sloveno o, in alternativa, una cicloescursione organizzata da Fiab Gorizia (per informazioni: gorizianinbici@gmail.com). Entrambe le location – Parco Piuma e Bosco Panovec – sono facilmente raggiungibili in automobile. È inoltre disponibile, su prenotazione fino a esaurimento posti, un servizio navetta gratuito che effettuerà il collegamento tra le due sedi. Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono consultabili sul sito ufficiale: www.palchineiparchi.it e sui canali social della rassegna.

In caso di maltempo, l’evento si svolgerà in forma unica alle ore 11 al Kulturni dom Gorica – Gorizia.
La rassegna “Palchi nei Parchi” è ad ingresso gratuito, con possibile offerta per la Raccolta Fondi Green

—^—

In copertina, I Violoncelli Itineranti che domani daranno vita ai concerti.

Teatri dell’Anima, domenica a Cordenons anteprima estiva con musica, natura e giovani. In oltre settecento al festival 2025

Dopo aver incantato il pubblico con l’edizione 2025 e oltre 700 presenze distribuite in tre province del Friuli Venezia Giulia, I Teatri dell’Anima – organizzato da EtaBeta Teatro con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli – torna a far parlare di sé con un’anteprima estiva dell’edizione 2026. Domenica 3 agosto, nella cornice dell’area naturalistica del Vinchiaruzzo, a Cordenons, va in scena un evento speciale ad ingresso gratuito che apre simbolicamente la XII edizione del primo festival teatrale a basso impatto ambientale della regione.
L’edizione appena archiviata ha confermato il valore culturale e ambientale del primo festival teatrale a basso impatto ambientale del Friuli Venezia Giulia. Con oltre 700 presenze che hanno partecipato a spettacoli, passeggiate teatrali, incontri pubblici e performance site-specific, il festival ha attraversato diverse località nelle province di Pordenone, Udine e Gorizia, portando il teatro all’aperto in contesti naturali come risorgive, biotopi e parchi, in un’edizione simbolicamente intitolata “Eco-Logiche”. Sulla scia di questo successo, l’evento di agosto anticipa l’edizione 2026 con un concerto che fonde arte, paesaggio e nuove visioni musicali: protagonista sarà l’Orchestra Con Fuoco, giovane ensemble diretta da Davide Ceccato e nata da un progetto artistico curato da Saltarello Associazione Culturale, che presenta il concerto con il titolo “Concerto per spiritelli in Natura”. Il progetto è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L’Orchestra – Nata all’interno del Festival Mulino Nicli da una call rivolta a musicisti tra i 15 e i 22 anni, l’Orchestra Con Fuoco è frutto di un percorso artistico collettivo, sperimentale e profondamente innovativo. I suoi componenti provengono da formazioni musicali eterogenee e suonano strumenti anche molto diversi tra loro, oltrepassando i generi e sperimentando linguaggi nuovi. Improvvisazione, conduction, partiture grafiche e simboliche: l’ensemble fa della creazione estemporanea il proprio terreno d’azione, in costante dialogo con i luoghi che lo ospitano. Durante il concerto verranno proposti due lavori originali – “Portraits” e “Musiche sull’acqua” – che spaziano dalla musica d’avanguardia del primo Novecento fino a suggestioni psichedeliche e free-jazz, in un mix sorprendente di intensità e leggerezza.

L’evento – L’appuntamento si terrà nella straordinaria cornice dell’Area naturalistica del Vinchiaruzzo a Cordenons, tutelata a livello europeo e nazionale e oggetto negli anni di un importante lavoro di ripristino ambientale grazie all’impegno di volontari, alunni e insegnanti. Ontani neri, salici bianchi, aceri, pioppi, tigli, querce e una varietà di arbusti tipici delle zone umide fanno di questo spazio un autentico scrigno di biodiversità. Alle ore 17.30, prima del concerto, il pubblico potrà partecipare a una visita guidata a cura dell’Associazione Naturalistica Cordenonese, per scoprire la storia, la flora e il valore ecologico del sito. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà in spazio libero all’aria aperta, nel pieno rispetto dell’ambiente e senza necessità di prenotazione. In caso di maltempo, il concerto si terrà nella sede della Pro Villa d’Arco, via Grizzo (località Villa d’Arco) a Cordenons.

Il bilancio – Intanto, si è chiusa con un bilancio positivo l’edizione 2025 de I Teatri dell’Anima. Come detto, la rassegna, che unisce spettacolo, natura e sostenibilità, ha registrato oltre 700 presenze distribuite tra spettacoli, passeggiate teatrali, incontri pubblici e performance site-specific: il festival ha attraversato diverse località delle province di Pordenone, Udine e Gorizia, portando il teatro all’aperto in contesti naturali come risorgive, biotopi e parchi, in un’edizione intitolata “Eco-Logiche”.
«Il pubblico ha apprezzato in particolare il rispetto dei luoghi e il clima di partecipazione libera e serena – ha affermato il direttore artistico Andrea Chiappori – aperta a vivere la natura con consapevolezza e leggerezza». Tra i momenti più suggestivi di questa edizione, domenica 13 luglio, la passeggiata teatrale al Vinchiaruzzo, un gioiello naturale di Cordenons, spesso sconosciuto persino ai residenti. In otto stazioni dislocate lungo il percorso, attori, allievi e artisti hanno dato voce a racconti ispirati direttamente dal paesaggio, trasformando il parco in un vero teatro naturale, sorprendente per biodiversità e atmosfera. Un evento corale che ha visto la partecipazione de La Bottega dei Sogni di Udine, La Stropula di Monfalcone, Gruppo Teatro Pordenone, Teatro Sagrado e altri interpreti, con la regia di Fabio Comana.
Molto apprezzato anche lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta”, andato in scena il 28 giugno a Dardago di Budoia. «È stata una dedica poetica e ironica alla bicicletta come mezzo quotidiano di mobilità sostenibile – ha raccontato Chiappori –. Ha fatto sorridere e, forse, ha convinto qualcuno a rispolverare la vecchia bici in garage. Più di qualcuno è arrivato allo spettacolo pedalando, grazie anche alla collaborazione con FIAB Pordenone – Aruotalibera». Un altro momento centrale del festival è stato l’incontro “Pensare sostenibile”, ospitato giovedì 19 giugno nel parco di San Floriano, a San Giovanni di Polcenigo. «Un appuntamento dal tono leggero ma ricco di contenuti – ha spiegato ancora Chiappori – animato da ospiti giovani, competenti e pieni di energia. È stato anche un’occasione preziosa per intrecciare prospettive di collaborazione con altri festival e realtà culturali del territorio».

La sessione invernale – Non è mancata, anche quest’anno, una sessione invernale, con la significativa anteprima dello spettacolo “Genesi del rigenero” di Beppe Allocca. Una narrazione brillante e fuori dagli schemi, che ha affrontato il tema del riciclo nel mondo della moda, lanciando uno sguardo critico e creativo sulla fast fashion. Un lavoro innovativo, capace di portare sul palco uno dei temi ambientali più urgenti con intelligenza e ironia. Tra le novità dell’edizione, anche la valorizzazione del Parco Colonia a San Giorgio della Richinvelda, considerato dagli organizzatori un luogo ideale per ospitare future attività.

Il Festival I Teatri dell’Anima è organizzato da Etabeta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, in partenariato con: Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda e Cordenons, e si è svolta in collaborazione con numerose realtà del territorio: Associazione La Marculine, Borgo Creativo, FIAB Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax e Associazione Pro Loco Sagrado.

—^—

In copertina e all’interno immagini di Dardago e di San Floriano, a Polcenigo, e dell’Orchestra Con Fuoco.

Teatro della Sete, al via oggi a Udine la rassegna Passaggi con teatro, musica e storie per “sentirsi al riparo”

Con il tema “storie e altri ripari”, torna a Udine la rassegna Passaggi, giunta alla sua quarta edizione, ideata e realizzata da Teatro della Sete con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Udine nell’ambito del programma di UdinEstate. Ben cinque appuntamenti estivi, nei luoghi simbolo della città, tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione. «”Passaggi” è una rassegna in cui ciascun evento è pensato come occasione per sentirsi al riparo sotto la cura che l’esperienza artistica sa portare, in modo umano e profondo, alla persona e alla comunità», spiega Caterina Di Fant, attrice e autrice fondatrice del Teatro della Sete.
Il primo appuntamento è fissato per oggi, 10 luglio, alle 21 al Parco Sant’Osvaldo con la prima regionale di Umanità Nova – cronaca di una mancata rivoluzione, monologo finalista al Premio Dante Cappelletti 2023. In scena Giuseppe Carullo, con la regia di Cristiana Minasi e drammaturgia di Fabio Pisano, per una produzione Carullo-Minasi e Sciara Progetti Teatro. Lo spettacolo riporta alla memoria i Moti di Reggio del 1970-71 e i destini di cinque giovani anarchici travolti da una storia che forse li ha dimenticati, ma che ancora interroga il presente. Il titolo richiama il celebre settimanale anarchico e diventa occasione per riflettere sull’importanza della memoria come atto di resistenza, come ricorda la citazione di Luis Sepúlveda: «Narrare è resistere». In caso di pioggia lo spettacolo si terrà alla Comuità Nove, all’interno del Parco.
La rassegna prosegue, poi, giovedì 17 luglio alle 21 all’Accademia Nico Pepe con Distinti saluti, in anteprima, spettacolo vincitore al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024. Prodotto da Teatro della Caduta, interpretato da Sara Baldassarre e diretto da Letizia Buchini con tutoraggio artistico di Niccolò Fettarappa, lo spettacolo indaga la spirale del burnout e della dipendenza da lavoro, per poi aprirsi a un respiro liberatorio e necessario, tra le contraddizioni della società della performance.
Si continua giovedì 31 luglio, ancora al Parco Sant’Osvaldo, con La vita resistente, tragicommedia di e con Andrea Collavino e Marcela Serli; martedì 5 agosto nella Corte di Palazzo Morpurgo con Diva all’opera, teatro musicale comico e clown di e con Valentina Musolino; e si conclude giovedì 21 agosto, sempre nella Corte di Palazzo Morpurgo, con il concerto post folk della one-man band Phill Reynolds. Anche quest’anno Passaggi invita il pubblico a ritrovarsi in alcuni dei luoghi più simbolici della città, per serate che intrecciano teatro, musica e narrazione come strumento per favorire momenti di coesione collettiva.
Per maggiori informazioni sugli eventi e per restare aggiornati, è possibile consultare il sito web e i canali social di Teatro della Sete.

———

Teatro della Sete dal 2000 produce spettacoli teatrali di drammaturgia sia contemporanea sia originale, prediligendo per soggetto le tematiche sociale e per stile un linguaggio ironico, al contempo poetico. Realizza letture con musica dal vivo, contenuti multimediali, organizza rassegne ed eventi, cura l’allestimento di mostre e scenografie. Propone progetti culturali rivolgendosi al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione al territorio, al patrimonio storico, etnografico e linguistico.

—^—

In copertina, il team del Teatro della Sete che ripropone “Passaggi”.

Pordenone, i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica alla scoperta del Friuli Venezia Giulia terra degli antenati

Pordenone accoglie in questi giorni i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica (quella sviluppatasi tra Ottocento e Novecento) e i moderni expat partiti dagli anni Duemila in poi. Ad accoglierli l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo che fino al 17 luglio organizzerà per loro due momenti significativi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone e in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta delle visite dei progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” e della prima Consulta dei Segretariati di Efasce. Ieri incontro in Municipio, a Pordenone, con il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Walter De Bortoli. Presenti, accompagnati dal presidente di Efasce Angioletto Tubaro, una quarantina di partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


«Per noi – ha affermato il presidente Tubaro, ringraziando il sindaco Basso per l’accoglienza – è importante avere i nostri corregionali ogni anno ospiti in questi soggiorni, perché il rapporto con loro è fondamentale: sono i nostri ambasciatori nel mondo e siamo orgogliosi di poterli aiutare nel tenere vive le radici friulane e italiane, facendo visitare i paesi da cui sono partiti i loro avi e il resto della regione. A nome del direttivo Efasce ringrazio, oltre al Comune di Pordenone, la Regione e la Fondazione Friuli per il prezioso sostegno. Insieme ai partecipanti ai progetti per giovani e famiglie accoglieremo anche i rappresentanti dei Segretariati per la Consulta loro dedicata: ci attendono una decina di giorni intensi e ricchi di spunti, non solo a livello umano ma anche culturale».
«È un grande onore avervi a Pordenone – ha sottolineato il sindaco Basso -. I vostri avi sono andati all’estero portando con sé la grande etica del lavoro e del sacrificio propria del Friuli e di questa nostra terra, che è diventata grande nel mondo anche grazie a pionieri dell’Industria come Savio, Zanussi e Locatelli, persone illuminate che hanno saputo far nascere proprio nel pordenonese un grosso tessuto imprenditoriale. Oggi Pordenone si appresta ad essere Capitale italiana della cultura 2027, una cultura che non è fatta soltanto d’opere d’arte e monumenti, ma che è costituita anche da un patrimonio basato su lavoro, identità, tradizioni e radici. Invito tutti voi e i vostri cari a visitare la nostra città proprio in occasione di Capitale 2027, sentendovi benvenuti a Pordenone, una città che vi saprà sorprendere se non addirittura sbalordire». Nel palazzo municipale presenti anche il segretario di Efasce, Claudia Viol, e i consiglieri Daniela Francescutto e Giuseppe Gaiarin, oltre al delegato del vescovo per Efasce don Alessandro Tracanelli.


I corregionali (tra nuclei familiari e giovani) provengono da Argentina, Brasile, Canada, Francia, Usa ed Uruguay. Questi i paesi friulani di provenienza dei loro avi: Arzene di Valvasone Arzene, Bannia di Fiume Veneto, Caneva, Casarsa della Delizia, Cordenons, Gradisca di Spilimbergo, Orcenico Superiore di Zoppola, Pasiano di Pordenone, Poffabro, Prata di Pordenone, Rivarotta di Pasiano di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Tramonti di Sotto. Gli anni di espatrio vanno dal 1887 al 1964 (qualcuno ha avuto i trisnonni e oltre, altri i genitori o i nonni quali emigranti).
La visita nel capoluogo del Friuli occidentale ha fatto seguito a quella del giorno prima a Trieste in Consiglio regionale. Partendo dalla città in riva al Noncello ora vivranno un’intera settimana alla scoperta del territorio regionale e dei suoi costumi e tradizioni, visitando anche i borghi da cui partirono i loro antenati. Tappe successive – fino alla partenza del 18 luglio – a Sacile, Polcenigo, Gorizia, Villa Manin, Vajont-Barcis-Andreis, Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado. Con loro la vicepresidente Efasce Luisa Forte assieme alla consigliera Elena Marzotto e alla guida Simonetta De Paoli.
Nel fine settimana questi partecipanti incroceranno i rappresentanti del centinaio di Segretariati (articolazione dell’Efasce all’Estero) che si danno appuntamento a Pordenone dall’11 al 13 luglio per il secondo momento in programma: la prima storica riunione della Consulta dei Segretariati di Efasce, organismo nato con l’ultima revisione dello statuto dell’Ente. Qui ci saranno anche i rappresentanti dell’emigrazione più recente. Attesi delegati da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela. Dopo l’accoglienza il venerdì e il sabato – con il titolo “La Consulta a confronto” – saranno dedicati ai lavori nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domenica la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro avvenuto sotto la Loggia del Municipio di Pordenone.

Guide e portatrici sulle Prealpi Clautane: oggi alla Storica Somsi di Pordenone protagonista il libro di Mario Tomadini

Nell’ambito del progetto dedicato a Julius Kugy (Gorizia, 1858 – Trieste, 1944), alpinista, scrittore, botanico e umanista mitteleuropeo, dal titolo “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio”, la Storica Società Operaia di Pordenone ospita nella sua sede di Palazzo Gregoris oggi, alle 17, il primo evento di presentazione del volume “Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane (1874-1915)”, edito dallo stesso sodalizio, a firma di Mario Tomadini, già presidente della Somsi e oggi ancora membro della direzione sociale, ma soprattutto appassionato ricercatore storico e scrittore, oltre che socio Cai dal 1972 e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
L’evento, che sarà condotto da Lucia Bassan, è sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, con il patrocinio di numerosi enti del territorio: i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo, Cansiglio, la Società Alpina Friulana, le sezioni Cai di Cimolais, Claut, Forni di Sopra e il Cai – Sezione di Pordenone Aps (centenario 1925-2025).

Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli”

Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”

Francesco Filippin “Checo de Costantina”

La pubblicazione, edita con prefazione firmata dal giornalista e scrittore “di frontiera” Maurizio Bait, ricorda le guide alpine della Val Cellina e Val Vajont che dalla seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della Grande Guerra accompagnavano gli alpinisti italiani, tedeschi e austriaci nelle salite sulle vette di quelle che in quell’epoca erano definite Prealpi Clautane, ovvero “Die Clautanischen Voralpen”, poi chiamate Dolomiti d’Oltre Piave e oggi divenute Dolomiti Friulane – Patrimonio Unesco. La prima parte del volume è relativa all’attività intrapresa dai soci della Società Alpina Friulana, primo e importante passo per l’esplorazione delle montagne solcate dai torrenti Vajont, Cellina, Settimana e Cimoliana. Segue il ricordo delle prime guide alpine friulane autorizzate dalla Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, in seguito trasferitasi a Udine come Sezione Friulana e infine assumendo l’attuale denominazione di Società Alpina Friulana. Quindi alcuni capitoli che offrono uno spaccato delle condizioni socio-economiche delle valli Cellina e Vajont, definite tra l’altro dall’isolamento causato dalla mancanza di rotabili da una parte verso la pianura pordenonese e dall’altra verso la Valle del Piave; l’accoglienza offerta nei paesi dove non mancavano locande e la presenza all’interno delle valli di numerose casere che potevano dare ricetto ad alpinisti e guide. Si tratteggia quindi il profilo delle tre guide locali che esercitavano nelle valli Cellina e Vajont, primo tra tutte il clautano di Massurìe Alessandro Giordani detto “Sandro Nazio”, il nipote Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli” e l’ertano Francesco Filippin “Checo de Costantina”. Infine, passando al territorio dell’Alto Tagliamento, Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”, prima e storica guida di Forni di Sopra. Nel volume ampio spazio è riservato a sottolineare l’apporto dato dai portatori e specialmente dalle portatrici, giovani donne che per poche lire portavano i bagagli degli alpinisti fin sotto le pareti. L’ultimo capitolo ricorda le guide ampezzane, cadorine, svizzere, tedesche e austriache che hanno accompagnato fin dal 1874 i loro clienti nelle vette delle Clautane.
L’autore della pubblicazione, che ha richiesto quattro anni di meticolose ricerche, è appunto Mario Tomadini, dal 2002 consigliere della Storica Società Operaia di Pordenone e già presidente del sodalizio dal 2021 al 2025. Appassionato studioso del territorio e scrittore, ha al suo attivo sedici pubblicazioni, molte delle quali aventi come soggetto la montagna pordenonese. Già collaboratore di “Piancavallo Magazine”, oggi ha una rubrica fissa nel Magazine “Esplora&Ama”. I suoi articoli si trovano anche nel periodico “Le Dolomiti Bellunesi”. Socio dal 1972 della Sezione Cai di Pordenone, oggi è iscritto alla Società Alpina Friulana di Udine. È stato uno dei promotori della realizzazione del Museo dell’Alpeggio nella Malga Capovilla, Piano del Cavallo.
Con le sue 480 pagine, 105 testi in bibliografia, un indice di 512 nomi e 700 località citate, il volume si propone già come una guida fondamentale per la ricostruzione storica di un periodo e di un contesto sociale e paesaggistico, oltre che un omaggio ai valligiani che contribuirono all’esplorazione di queste montagne, frequentate anche da Julius Kugy, che fu tra l’altro il primo a salire sul monte Cridola con la guida auronzana Pacifico Zandegiacomo Orsolina, e il primo a scalare il Monte Duranno con la guida Andreas Komac di Plezzo, ma avendo come accompagnatore l’ertano Giacomo Sartor.

L’incontro è a ingresso libero.
Info nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi

—^—

In copertina, lo scrittore Mario Tomadini autore del libro e già presidente della Storica Somsi di Pordenone.

“Fiatone… io e la bicicletta”, oggi a Dardago teatro e mobilità sostenibile

Oggi, alle ore 18, l’area verde di Ciampore a Dardago di Budoia si trasformerà in un suggestivo palcoscenico naturale per ospitare lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta”, della compagnia Luna e Gnac Teatro. L’evento, a ingresso gratuito, rientra nella programmazione della undicesima edizione del festival I Teatri dell’Anima, il primo festival teatrale a basso impatto ambientale.
Sul palco (e su due ruote), gli attori Michele Eynard e Federica Molteni – diretti da Carmen Pellegrinelli – racconteranno la storia di Italo, un uomo come tanti, prigioniero della routine quotidiana e dell’“eterno ingorgo” automobilistico. Un imprevisto lo costringe però a riscoprire la sua vecchia bicicletta, sepolta in cantina. Da qui prende vita un racconto comico, tenero e brillante che si trasforma in una vera e propria educazione sentimentale alla lentezza, alla mobilità sostenibile e al cambiamento personale. Lo spettacolo prende ispirazione da una frase di Mauro Parrini – “La bicicletta non sta in piedi da sola. Ha bisogno di qualcuno che la sorregga. Questo fa di essa una macchina commovente” – e si inserisce perfettamente nel tema di quest’anno del festival: Eco-Logiche, un percorso tra arte, natura e consapevolezza.
In linea con il messaggio dello spettacolo, il festival propone anche un modo alternativo e sostenibile per raggiungere il luogo dell’evento. Grazie alla collaborazione con FIAB Pordenone – Aruotalibera, nasce l’iniziativa “A teatro con la bici”, che prevede due partenze in gruppo: alle ore 15 da Pordenone (Ponte di Adamo ed Eva) e alle ore 16.45 da Budoia (Piazza Umberto I). Per informazioni sul percorso: 347 8941720 In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al coperto, presso il Teatro di Dardago (via Castello 1).

__________________________________________

Ecco la musica-giocattolo

Domani, alle ore 18.30, il Parco Colonia di San Giorgio della Richinvelda si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più divertenti dell’estate teatrale friulana. Nell’ambito del festival I Teatri dell’Anima, giunto alla sua 11ma edizione e organizzato da EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, arrivano gli Jashgawronsky Brothers con lo spettacolo “Toyboys”, un’esplosione di musica giocattolo, comicità surreale e creatività musicale per tutte le età. Sarà uno spettacolo fuori dagli schemi, capace di sorprendere il pubblico grazie a un’inconsueta orchestra di strumenti costruiti interamente con giocattoli e materiali riciclati. In scena, tre giovani studenti della “Scuola di Musica Jashgawronsky”, guidati da un eccentrico direttore, daranno vita a un bizzarro saggio di fine corso dove le note dei Beatles e di altri classici immortali si mescolano al suono inaspettato di trenini, xilofoni, bambole e oggetti comuni, reinventati in chiave musicale. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà all’Auditorium della Biblioteca Civica di San Giorgio della Richinvelda. L’ingresso è gratuito. Gli spettatori potranno accomodarsi su sedute predisposte nel parco oppure portare con sé una coperta, un cuscino o una seggiola personale. Si consiglia anche l’utilizzo di spray antizanzare, che sarà comunque disponibile in loco.

__________________________________________

“I Teatri dell’Anima” è un festival che da undici anni porta il teatro in contesti naturali di grande valore: risorgive, biotopi, parchi, boschi e borghi antichi. L’obiettivo è offrire un’esperienza teatrale immersiva che stimoli una riconnessione autentica con il territorio, promuovendo al contempo la riflessione su temi urgenti come la sostenibilità ambientale, il rispetto per la biodiversità e il cambiamento degli stili di vita. Il festival I Teatri dell’Anima è reso possibile grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, in partenariato con Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. Con il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda, Cordenons. In collaborazione con Ass. La Marculine, Borgo Creativo, Fiab Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax, Associazione Pro Loco Sagrado. Gli spettacoli saranno ad ingresso gratuito e si terranno in spazi liberi all’aria aperta ove saranno disponibili delle sedute “da prato”. Se lo desidera il pubblico potrà portare con sé una coperta, un cuscino o la propria seggiola preferita su cui accomodarsi. Si consiglia di dotarsi di spray antizanzare che comunque verranno messi a disposizione. Per info cell. 333.6785485 – info@iteatridellanima.it oppure www.iteatridellanima.it

—^—

In copertina, ecco gli attori che andranno in scena oggi a Dardago di Budoia.

Julius Kugy, una cultura senza confini: oggi Maurizio Bait e Valentina Randazzo a Gorizia per il progetto Somsi Pordenone

Si intitola “Julius Kugy, profeta della frontiera aperta” la conferenza che si terrà oggi, alle 18, al Kulturni Dom di Gorizia nell’ambito del progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” che la Storica Società Operaia di Pordenone propone quest’anno nel quadro delle iniziative ispirate ai temi “borderless” di GO!2025. Un progetto realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e Gsm Gestione Servizi Mobilità, per la direzione artistica di Eddi De Nadai.

Maurizio Bait


L’incontro di Gorizia, realizzato in partnership con il Kulturni Dom, vedrà anche la partecipazione di Valentina Randazzo della Fondazione Coronini-Cronberg, istituzione presso la quale si occupa di visite e progetti didattici e dove ha curato lo scorso anno un percorso espositivo dedicato proprio all’alpinista (esploratore di nuove vie sulle Alpi Giulie, ma anche nelle Dolomiti Friulane), scrittore, botanico e, per diletto, musicista Julius Kugy (1858-1944). Una figura emblematica di una cultura “senza confini” già a partire dalla sua origine familiare e formazione, essendo nato a Gorizia (proprio a Palazzo Coronini) da madre slovena e padre austriaco, vissuto a Trieste e intriso di quell’educazione mitteleuropea (linguistica, artistica e umanistica), che oggi, nell’anno della Capitale Europea della Cultura, torna alla ribalta in tutti i suoi aspetti.
Maurizio Bait, giornalista triestino di famiglia austro-italo-slovena, vive a Valbruna. Da sempre attento esploratore del “mondo di confine” verso Est, per “Il Gazzettino” ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Molti i suoi saggi e libri, tra i quali: “Federico “Tavan. La strega sulla testa” (Biblioteca dell’Immagine, 1999), la raccolta di scritti “La frontiera leggera” e i racconti “Per dire domani” (entrambi per Olmis, 2004), “Il fiume degli abissi. Storia, uomini e leggende attorno al Timavo” (Morganti, 2019), “Alpi d’Oriente. Storie di uomini, donne, foreste e animali” (Ediciclo, 2024). Da alcuni anni pubblica con cadenza periodica i “Quaderni di Valbruna” (racconti sulle Alpi Giulie) con le Edizioni Saisera.

L’incontro è a ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social della Somsi.

—^—

In copertina, Julius Kugy a Valbruna nel 1936 (Archivio Cai XXX Ottobre Trieste).