“Crocevie d’Europa”, è al debutto la Special Edition Go!2025: domani mattina il via sarà all’Aeroporto di Gorizia

Dopo il successo delle prime due edizioni, parte con un cartellone ricchissimo di proposte la 3a edizione di Crocevie d’Europa Special Edition Go!2025: il progetto turistico-culturale ideato e promosso dal Comune di Gorizia – con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, e la collaborazione dell’Assessorato regionale alle infrastrutture e territorio, PromoturismoFvg e numerosi enti ed e associazioni che operano sul territorio – è stato presentato alla presenza del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, dell’assessore alla Promozione turistica Luca Cagliari e della funzionaria del Servizio Cultura, Eventi, Turismo Rossana Puntin, ideatrice e coordinatrice del progetto. La Capitale Europea della Cultura 2025 rafforza ed espande il concetto della consonanza storica e culturale di un’area sfaccettata e plurilingue con un programma che fornisce nuove e diverse angolazioni con cui guardare al territorio e alla sua storia. Quattro le aree tematiche proposte dal progetto – Territorio da scoprire, Prodotti agroalimentari, Treni storici, Itinerari guidati – per un totale di 45 appuntamenti che nei prossimi 9 mesi porteranno i visitatori, a piedi, in treno, in pullman, in mongolfiera e in bici per le strade di Gorizia e Nova Gorica.


I nuclei narrativi di questa edizione esplorano la storia del territorio, soffermandosi sulle vicende della Prima guerra mondiale e le tematiche del confine (entrambi argomenti imprescindibili per comprendere quest’area geografica) la storia della Comunità ebraica della città, l’architettura, l’arte sacra e l’importante e vitale presenza delle diverse comunità religiose, gli spunti letterari che Gorizia ha offerto agli scrittori, gli aspetti naturalistici del territorio transfrontaliero e le eccellenze produttive in ambito agricolo di quest’area per finire con un focus a carattere divulgativo plurilingue, rivolto principalmente ai turisti, per fare conoscenza con le città di Gorizia, Nova Gorica e del Collio.
Le escursioni a carattere storico, ma anche antropologico e sociale – con le visite guidate all’aeroporto di Gorizia “Amedeo Duca d’Aosta”, al Parco della Pace del Monte Sabatino, al Monte Calvario (Podgora), Piazza Transalpina, il valico del Rafut e i due Musei nelle ex casette confinarie, il passaggio transfrontaliero di Villa de Nordis, il colle della Castagnevizza, lo storico tram goriziano, le memorie di Oslavia – porteranno i visitatori a conoscere la storia della città a partire dal periodo precedente lo scoppio della Prima guerra mondiale fino alla divisione del territorio successiva al Trattato di Parigi del 1947 per poi raccontare la nascita di Nova Gorica, per arrivare fino quasi ai nostri giorni con la riapertura del confine e l’abbattimento del muro di frontiera nella piazza della stazione Transalpina, ora piazza Europa. Sul fronte storico culturale, da segnalare le visite nel Ghetto ebraico di Gorizia, tra le Stolpersteine e il cimitero di Valdirose in Slovenia, incentrate sui luoghi e le personalità di quella che fu la comunità ebraica di Gorizia, deportata per intero tra il 1943 e il 1944 e sterminata nei lager nazisti. Gli itinerari naturalistici accompagneranno i visitatori a conoscere La via delle Api, approfondendo la produzione del miele che ha un’antichissima tradizione a Gorizia, a visitare il Parco Coronini recentemente riaperto e a passeggiare nei campi coltivati con le escursioni sui luoghi di coltivazione della Rosa di Gorizia e del Radicchio Canarino.
Per gli appassionati di arte e architettura sacra e della storia religiosa della città di Gorizia, Crocevie d’Europa propone la doppia visita guidata a cura di Andrea Bellavite sulla pluri-religiosità di Gorizia e dei suoi templi, mentre per conoscere gli scrittori che hanno esplorato letterariamente Gorizia c’è la gita in bici guidata dall’autore Alberto Pavan Pedalata letteraria.
Previsto, infine, un peculiare focus di carattere turistico e divulgativo per un’inedita panoramica sulle due città transfrontaliere e del territorio circostante con trasferte e mezzi di trasporto d’eccezione. In programma (ogni mercoledì da giugno a settembre) le gite Hop on Hop off per i turisti in permanenza a Grado verso Gorizia e Nova Gorica. Due grandi novità per questa edizione, a partire dal Volo trattenuto in mongolfiera e l’escursione con il Treno storico “Crocevie d’Europa”, quest’anno in partenza da Treviso con fermate intermedie e arrivo a Gorizia e Nova Gorica.
Il primo appuntamento programmato per questa nuova edizione è in programma domani, 4 maggio, con la doppia visita guidata all’Aeroporto di Gorizia “Amedeo Duca d’Aosta”. Ritrovo in Aeroporto alle 10 e alle 14.30: i partecipanti saranno condotti alla scoperta della storia e della realtà attuale della struttura. Organizzata in collaborazione con la Società Consortile “Amedeo Duca d’Aosta”, la visita offrirà l’occasione per conoscere il complesso aeroportuale e la sua ricca storia: dai fratelli Russian, che si librarono nel cielo con un aereo di legno e tela da loro costruito, per passare al 1911 quando l’impero Austro-Ungarico vi insediò la Scuola di Volo per la nascente aeronautica e giungere, infine, alla Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia fece di questo campo d’aviazione uno dei più moderni ed efficienti d’Europa. Si visiteranno, accompagnati da appassionati e cultori del volo, il lapidario 4° Stormo, il monumento in ricordo di Amedeo Duca d’Aosta, la Rosa dei venti, l’Hangar 21 Stormo ricognizione, il magazzino M.S.A., il magazzino officina, l’aerostazione Civilavia, l’hangar Lancini, l’hangar Gleiwitz, e la interessante Collezione/Museo Storico Volante. Tra le due visite guidate, della mattina e del pomeriggio, alle ore 12:30 circa, i partecipanti avranno la possibilità d’assistere all’esibizione di volo di un aereo d’epoca. La visita si svolgerà in italiano e sloveno, con replica il 22 giugno e il 7 settembre.

IL CALENDARIO

Sabato 10 maggio con partenza alle 9.30 il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” propone una visita guidata al Parco della Pace del Monte Sabatino (Sabotin Park Miru). tra Italia e Slovenia Accompagnati da un esperto di carsismo e cavità artificiali e da una guida esperta sui siti della Prima Guerra Mondiale si esplorerà un vero e proprio museo transfrontaliero open air. L’itinerario, molto panoramico (con vista privilegiata su Gorizia – Nova Gorica), è rivolto alla lettura delle vestigia della Grande Guerra, con vista ad alcune delle numerose caverne presenti in loco, caratterizzato dal confine e dalle vestigia della Guerra Fredda. L’escursione si concluderà con un breve ristoro in un agriturismo con degustazione vini. Replica il 16 novembre (data in cui la visita si svolgerà anche in sloveno).

Il giorno seguente, domenica 11 maggio con partenza alle 9:30, sarà la volta dell’itinerario storico e naturalistico sviluppato dall’Unione delle Associazioni di Lucinico APS – Lucinis, Il Monte Calvario (Podgora) – Un parco pluritematico alle porte di Gorizia. L’escursione è dedicata all’individuazione delle vestigia della Grande Guerra nel sito principale della difesa austro-ungarica di Gorizia, ovvero il Monte Calvario. Numerosi sono i monumenti su cui si concentrerà la visita, tra cui quelli dedicati al sottotenente Alberto Balzar, allo scrittore Scipio Slataper e ai Volontari Giuliano-Dalmati. La visita si realizzerà con la guida esperta dei siti della Prima Guerra Mondiale Silvo Stok alla presenza di esperti appartenenti alla Guardia Forestale. Replica il 21 giugno, il 21 settembre e il 12 ottobre. Le visite del 21 giugno e del 12 ottobre saranno disponibili anche in sloveno.

La produzione del miele ha un’antica tradizione a Gorizia ed esprime un prodotto di altissima qualità: se ne andrà alla scoperta domenica 25 maggio (partenza alle 9:00 e alle 10:30) con due tour guidati su La via delle Api, presso l’azienda d’apicoltura Parco dei Principi (Piedimonte/Podgora). Replica il 26 ottobre anche in lingua slovena.

Dal 4 giugno al 17 settembre, ogni mercoledì, Crocevie d’Europa proporrà 15 escursioni Hop On Hop Off da Grado a Gorizia e Nova Gorica. Accompagnati da guide turistiche del FVG i turisti in vacanza a Grado potranno visitare la Capitale Europea della cultura Nova Gorica e Gorizia, l’Isonzo e il Collio/Brda. Oltre al nucleo più antico della città di Gorizia (Borgo Castello, via Rastello, piazza Vittoria, il Duomo e la chiesa di Sant’Ignazio) i partecipanti potranno immergersi nell’esperienza del confine e conoscerne la storia visitando la mostra multimediale Lasciapassare/Prepustnica e la iconica piazza Transalpina, simbolo della frontiera e del suo superamento. La visita proseguirà a Dobrovo, centro della regione vitivinicola della Brda, con sosta a San Martino / Šmartno, nel suggestivo borgo fortificato e abbracciato dalle mura di cint,a e poi visita a Nova Gorica, a Valdirose con sosta al Cimitero Ebraico e rientro a Grado. Il tour guidato è disponibile in italiano, tedesco e inglese.

Per la prima volta la manifestazione si estende anche al vicino Veneto: domenica 8 giugno è prevista la partenza da Treviso del Treno Storico Crocevie d’Europa. Il programma dei Treni storici 2025, organizzato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia Assessorato alle Infrastrutture e Territorio, in collaborazione con Promoturismo Fvg in occasione di Go! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025 si arricchisce di questo nuovo percorso. Giunti alla stazione di Gorizia i partecipanti potranno salire sui bus navetta e raggiungere il centro. Accompagnati da guide turistiche autorizzate del Fvg visiteranno i luoghi più significativi della città. Non mancherà poi una visita alla mostra multimediale del Rafut e a piazza Transalpina. La visita si svolgerà in italiano.

Domenica 15 giugno in programma l’escursione in bici legata alla comunità ebraica di Gorizia, tra le Stolpersteine, il ghetto ebraico di Gorizia e il cimitero di Valdirose. A partire dal 2016, l’Associazione Amici di Israele ha promosso assieme al Comune di Gorizia la collocazione delle Stolpersteine, le pietre d’inciampo ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, lungo un itinerario della memoria che ha ridato luce ai luoghi e alle personalità della comunità ebraica goriziana. Guiderà la visita il presidente dell’associazione Lorenzo Drascek. Replica il 19 ottobre. Entrambe le visite si svolgeranno in italiano e sloveno.

Sabato 5 luglio e sabato 12 luglio alle 18, alle 19 e alle 20 ci sarà l’occasione di scoprire il territorio da un punto di vista assolutamente inedito per Crocevie d’Europa: dall’alto! Allo Stadio comunale “Rosario Vizzari” (via Baiamonti, 15) si potrà vivere l’esperienza del volo vincolato in mongolfiera. La mongolfiera è un mezzo spettacolare, di grande impatto emotivo che evoca esplorazioni fantastiche, terre ignote e panorami mozzafiato. Il coinvolgimento dei partecipanti sarà totale, avverrà già nella fase di preparazione e gonfiaggio. L’esperienza è realizzata in collaborazione con l’Aeropubblicità Vicenza.

Domenica 6 luglio l’escursione di qua e di là della Transalpina: camminata e conferenza itinerante tra il valico del Rafut, il passaggio transfrontaliero di villa de Nordis e il colle della Castagnevizza.

Doppio appuntamento sabato 23 e sabato 30 agosto con gli approfondimenti teologici e culturali sui luoghi di culto di Gorizia mentre il 13 settembre ritorna un tema caro e significativo di Crocevie d’Europa, il confine, con la doppia visita guidata, in italiano e sloveno sulle due ex casette confinarie al valico Italo-Sloveno del Rafut. Domenica 14 settembre l’Associazione Culturale Isonzo – Gruppo di ricerca storica ODV, propone una conferenza itinerante, in italiano e sloveno, dal titolo Tra vigne e trincee. Oslavia e le memorie della Grande Guerra mentre il 18 ottobre la manifestazione offrirà l’occasione di scoprire Parco Coronini, che ha riaperto i propri cancelli dopo un importante intervento di restauro e riqualificazione. Durante la passeggiata, condotta dal personale della Fondazione, tra alberi secolari e sentieri silenziosi, verrà raccontata la storia di questo giardino romantico, voluto dal conte Alfredo Coronini nel XIX secolo.

Il 25 ottobre, il 23 novembre e il 7 dicembre in programma, invece, le tre tappe della passeggiata Ti racconto Gorizia come appariva dai finestrini del suo storico tram – Linea 1, 2 e 3. Ciascuna escursione partirà alle 10 e alle 14 e si svolgerà in italiano, tedesco e inglese. Gli appassionati di letteratura non potranno mancare domenica 2 novembre alla Pedalata letteraria. Pagine d’Europa in terra friulana con l’autore Alberto Pavan: un itinerario in bici accessibile a tutti tra le strade della città attraverso il punto di vista dei letterati che hanno scritto di Gorizia. La Rosa di Gorizia e il Radicchio Canarino saranno i protagonisti delle escursioni naturalistiche di sabato 3 e domenica 4 gennaio: nei 4 km del percorso con la guida naturalistica Sabrina Pellizzon si andrà alla scoperta dei due prodotti agricoli più profondamente radicati nella tradizione goriziana.

Le visite guidate saranno proposte più possibile in più lingue, principalmente italiano e sloveno, ma anche in inglese e tedesco per i turisti stranieri, e una visita sarà dedicata anche alla lingua dei segni.

La partecipazione agli eventi è gratuita con prenotazione obbligatoria alla e-mail.: crocevie.europa@comune.gorizia.it, su Whatsapp: 335.7707746; Le prenotazioni si chiudono alle 13.00 del venerdì precedente l’escursione ed è possibile prenotare per le visite del mese in corso e per quello successivo. Per Info: dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 allo 0481 383 420 / 33

Crocevie d’Europa è un progetto del Comune di Gorizia realizzato in collaborazione con: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato regionale alle infrastrutture e territorio, PromoturismoFVG, e con: Società Consortile R.L. “Amedeo Duca d’Aosta”; Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS; Unione delle Associazioni di Lucinico APS – Lucinis; Associazione Amici di Israele; Associazione Culturale Isonzo – Gruppo di ricerca storica ODV; Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia; Arcidiocesi di Gorizia; Goriški Muzej; Associazione 47/04; Fondazione Palazzo Coronini Cronberg; Aeropubblicità Vicenza s.r.l.; Azienda Parco dei Principi; APT

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In copertina, uno dei gruppi partecipanti a una escursione del 2024; all’interno, la presentazione del programma a Gorizia e immagini delle precedenti edizioni.

Mortegliano oggi rende omaggio al grande Gino Bartali che fu proclamato “Giusto fra le Nazioni”

È uno dei ciclisti professionisti piu amati in Italia: Gino Bartali ha vinto il Tour de France nel 1938 e nel 1948 e le sue leggendarie scalate sulle Alpi e i Pirenei gli sono valse il soprannome di Gigante delle Montagne. Fino alla sua scomparsa, però – il 5 maggio 2000 – in pochi erano a conoscenza del fatto che, durante la Seconda Guerra Mondiale, Gino Bartali aveva rischiato la propria vita e quella della sua famiglia per salvare quella di centinaia di Ebrei. Utilizzando gli allenamenti alle gare come copertura, Bartali percorse infatti migliaia di chilometri tra Firenze, Luca, Assisi, Genova e Roma trasportando, nascosti nel telaio della sua bici, carte d’identità contraffatte e altri documenti che dovevano rimanere segreti. I suoi sforzi contribuirono a salvare centinaia di Ebrei in fuga da altre nazioni Europee. Per il suo contributo, nel 2013 l’organizzazione Yad Vashem ha assegnato a Gino Bartali il titolo di “Giusto fra le Nazioni”. E arriva adesso un ulteriore riconoscimento, quello conferito nell’ambito del progetto della Foresta dei Giusti in Friuli Venezia Giulia, ideato e promosso da Damatrà onlus con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, insieme a 9 municipalità coordinate dal Comune di Spilimbergo: stamane, alle 10, a Mortegliano in Largo Foro Boario presso la Mansarda della Villa dei Conti di Varmo, un ippocastano sarà intitolato ufficialmente a Gino Bartali, alla presenza di una trentina di studentesse e studenti della Scuola Primaria, grazie alla sinergia attivata con l’Amministrazione comunale. L’intitolazione, proposta nell’ambito dell’articolato cartellone “La memoria del legno 2025”, è aperta alla partecipazione del pubblico. Gli studenti racconteranno la storia di Gino Bartali e tutti, grazie all’uso di smartphone e cuffie audio, potranno ascoltare le informazioni su chi si prende cura delle foreste in Friuli Venezia Giulia, racconti che diventeranno un podcast a cura dei giovani artisti di Invasioni creative, online dal mese di giugno sul sito https://lamemoriadellegno.damatra.com


Gino Bartali, classe 1914, ha traversato da un capo all’altro il Ventesimo secolo, diventando un protagonista del proprio Paese. Un italiano al tempo stesso normale e straordinario. Un uomo semplice e coraggioso, che ha concluso i propri studi con le elementari, ma che è sempre stato pronto a imparare. Un uomo legato ai propri valori, a un reale senso di saggezza e a una volontà di ferro. Poco dopo aver cominciato la sua collaborazione con la Resistenza, a Bartali fu chiesto di nascondere una famiglia di Ebrei che egli conosceva molto bene. Gino disse ancora una volta di sì e Giorgio Goldenberg, con sua moglie e suo figlio, vissero nascostri nella sua cantina fino a quando Firenze non venne liberata. Nel frattempo, però, a causa delle condizioni difficili create dalla guerra, le corse ciclistiche professionistiche erano state cancellate. Di conseguenza, la copertura di Bartali divenne meno credibile e, nel luglio del 1944, Bartali fu condotto come sospetto a Villa Triste, a Firenze, il luogo dove i Fascisti imprigionavano e torturavano i loro oppositori. Fortunatamente, uno degli ufficiali incaricati di interrogarlo era stato suo comandante nell’esercito e convinse gli altri che Bartali era completamente estraneo a tutte le accuse. L’11 agosto 1944 Firenze venne liberata. Il conflitto e l’impegno nella Resistenza avevano indebolito Bartali che dovette lottare per ritornare ad essere il campione di prima della guerra. Nonostante le difficoltà, Gino vinse il Giro d’Italia nel 1946 e, con una prestazione straordinarie sulle montagne francesi, anche il Tour del 1948, dieci anni dopo la sua prima vittoria. Per molti anni Bartali non parlò con nessuno del ruolo avuto nel salvataggio di centinaia di persone, condivise solo pochi dettagli con il figlio Andrea. Fu solo dopo la sua morte che il suo contributo venne alla luce. L’uomo di ferro aveva un cuore d’oro. E lo ha dimostrato coi fatti, non esitando a correre rischi pur di salvare vite umane.

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In copertina, il grande Gino Bartali ormai anziano e all’interno durante una delle sue esaltanti gare.

“Voci a Est”, oggi a Udine chiusura con le storie di venticinque donne friulane raccontate dalla penna di Erika Adami

“Voci a Est” chiuderà oggi, alle 18.30, con Erika Adami in dialogo con Elisa Copetti, e le sue “Feminis furlanis fuartis” (edizioni La Patrie dal Friûl). La giornalista porterà al pubblico del capoluogo friulano venticinque storie di donne friulane di oggi. Tutte attive nella vita economica, sociale e culturale del territorio e accomunate dalla tenacia con cui hanno perseguito la propria realizzazione e dall’orgoglio di appartenere alla propria terra. Sarà l’occasione per riflettere, come l’autrice fa nelle pagine del libro, sul peso delle donne nella società, oggi e domani, in un Paese in cui il divario di genere nel mondo del lavoro è ancora alto, tanto da posizionarlo agli ultimi posti in Europa (lo dicono i numeri dell’Eu Gender Equality Index). Sarà quindi l’occasione per domandarsi come (e si deve) fare per limitare ancora di più questa disparità.
“Voci a Est” è il festival itinerante che con libri, podcast e parole vuole ampliare il concetto di frontiera portandolo all’interno di diversi contenitori culturali, imprenditoriali e sociali del territorio. L’appuntamento, a ingresso libero e gratuito, sarà ancora una volta ospitato dalla sala Pierluigi di Piazza del parco di Sant’Osvaldo, sede della Comunità Nove, che ha collaborato, con l’associazione Bottega Errante e la Cooperativa Itaca, al nuovo cartellone di eventi, organizzati con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Per maggiori informazioni: Associazione culturale Bottega Errante info@bottegaerrante.it
Telefono 0432.521063, www.bottegaerrante.it

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In copertina, la scrittrice friulana Erika Adami attesa oggi a Udine.

Foresta dei Giusti, oggi Maniago ricorda Gino Strada il medico di Emergency che soccorreva le vittime dei tanti conflitti

Meno di quattro anni fa, il 13 agosto 2021, si spegneva in Francia Gino Strada, una delle personalità più autorevoli nel dibattito intorno alle guerre del nostro tempo e alle conseguenze che i conflitti comportano per la popolazione civile: medico cardiochirurgo, aveva scelto di specializzarsi poi nella chirurgia traumatologica proprio per potersi prendere cura delle vittime delle guerre e operare personalmente nella medicina d’urgenza. Dopo lunghi anni spesi in prima linea con il Comitato internazionale della Croce Rossa nelle aree di conflitto aveva infine fondato Emergency, nel 1994, assieme alla moglie Teresa Sarti, con l’obiettivo primario di portare un’assistenza medica eccellente e gratuita a tutte le vittime dei conflitti e delle mine antiuomo. Il suo impegno umanitario non è stato dimenticato, e torna adesso al centro del progetto della Foresta dei Giusti in Friuli Venezia Giulia”, ideato e promosso da Damatrà onlus con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura.
In collaborazione con il Comune e la Biblioteca Civica di Maniago, il prossimo appuntamento è in calendario oggi, 24 aprile, alle 10, nel giardino della Biblioteca, dove un Bagolaro sarà intitolato a Gino Strada. Nell’ambito del progetto, infatti, gli alberi della Memoria vengono intitolati a persone esemplari del mondo, i “Giusti”, che ci aiutano a promuovere i valori della sostenibilità e i diritti dei cittadini del mondo. Alla intitolazione parteciperanno 42 studenti delle classi 4^ e 5^ delle Scuole Primarie, che in questi mesi hanno preso parte al progetto insieme ai loro insegnanti. L’intitolazione, proposta nell’ambito dell’articolato cartellone “La memoria del legno 2025”, è aperta alla partecipazione del pubblico. Gli studenti racconteranno al pubblico la storia di Gino Strada e tutti, grazie all’uso di smartphone e cuffie audio, potranno ascoltare le storie di chi si prende cura delle foreste in Friuli Venezia Giulia, racconti che diventeranno un podcast a cura dei giovani artisti di Invasioni creative, online dal mese di giugno sul sito https://lamemoriadellegno.damatra.com

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Gino Strada nasce il 21 aprile del 1948 a Sesto San Giovanni. A 18 anni sa già che vuol diventare medico e si iscrive alla facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano. Si laurea nel 1978 e nel 1988, si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Per affinare le tecniche cardiopolmonari e della medicina d’urgenza si trasferisce negli Stati Uniti, alle università di Stanford ed Pittsburgh. Successivamente si sposta all’Harefield Hospital del Regno Unito e dopo qualche anno al Groote Schuur Hospital di Città del Capo, in Sudafrica. Tra il 1989 e il 1994 Gino lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: in Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Angola, Somalia e Bosnia-Erzegovina. Queste esperienze le racconterà nel libro Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra (Feltrinelli, 2000). Nel 1994, con il bagaglio di conoscenze ma anche di orrori accumulati nel corso dei suoi viaggi nei teatri di crisi, insieme alla prima moglie, Teresa Sarti, e ad altri amici fonda l’associazione Emergency. Emergency è pensata come entità indipendente da chiunque, opera innanzitutto in Ruanda, durante il genocidio. Il team si sposta, poi, in Iraq, Cambogia e nel 1998 in Afghanistan. Nel 1999 Gino Strada fonda la prima clinica di Emergency nel mondo e, in particolare, allestisce un centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir. La sua fama di medico in Afghanistan è molto forte, tanto da concedergli un’autorevolezza con tutti, compresi i talebani. Quando nel marzo 2007, nei dintorni di Kabul viene sequestrato il giornalista Daniele Mastrogiacomo, Gino è uno dei mediatori con i rapitori, per favorire la sua liberazione. Nel corso degli anni Emergency aprirà in Afghanistan altri tre ospedali, un Centro di maternità e una rete di oltre 40 posti di primo soccorso. Nel 2009 la moglie di Gino Strada, Teresa Sarti muore e dopo un anno la presidenza di Emergency passa alla loro figlia, Cecilia. Negli anni successivi Gino Strada comincia a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, il primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si reca in Sierra Leone, dove Emergency è presente dal 2001, per l’emergenza ebola. Muore improvvisamente il 13 agosto 2021 mentre si trova a Honfleur, in Francia, all’età di 73 anni, a causa di problemi cardiaci. La sua scomparsa non ha frenato le attività di Emergency, che proseguono nel suo nome.

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In copertina, il medico Gino Strada che stamane viene ricordato a Maniago.

Dopo Tarcento, la “Fieste de Patrie dal Friûl” è arrivata a Sacile il Comune più occidentale. Il governatore Fedriga: c’è un senso di appartenenza che ci unisce

«La “Fieste de Patrie dal Friûl” rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce», ha sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo a Sacile alla 48ma edizione dell’annuale manifestazione del 3 Aprile. Il Comune più occidentale del Friuli ha ospitato, infatti, le celebrazioni della “Fieste” con cui si sono ricordati i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato appunto il 3 aprile 1077. E la città-porta del Friuli ha rappresentato una scelta particolarmente simbolica in quanto, nel 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – quello che si ricorda ogni anno nell’Epifania cividalese con la Messa dello Spadone – la scelse per promulgare le Constitutiones Patriae Fori Iulii.


Organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la “Fieste” è cominciata, in piazza Sant’Odorico, con il tradizionale alzabandiera dello storico vessillo del Friuli. Presenti, come di consueto, tantissime autorità, insieme ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni del territorio friulano. Successivamente, nella Chiesa di Sant’Ulderico è stata celebrata una Messa con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. Terminata la funzione, le cerimonie si sono spostate alla Loggia del Municipio, dove è seguito il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza. Le celebrazioni civili sono poi proseguite al Teatro Ruffo. Ad aprirle è stata l’esecuzione dell’Inno del Friuli intonato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, accompagnata al pianoforte da Ruggero Spagnol, assessore comunale alla cultura. Terminato l’inno, come da programma c’è stata la lettura della Bolla imperiale seguita dal tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco di Tarcento, Maurizio Steccati, che aveva ospitato la Festa lo scorso anno, e il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol. Sono seguiti gli interventi delle molte autorità.
Dopo l’intervento del primo cittadino, nel corso della cerimonia civile hanno parlato: Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg – Associazione Nazionale Comuni Italiani; Angelo Montanari, che dal prossimo ottobre sarà il rettore dell’Università degli Studi di Udine; Eros Cisilino, presidente dell’Arlef; gli onorevoli Isabella De Monte ed Emanuele Loperfido; la senatrice Tatjana Rojc; Markus Maurmair, per il Consiglio regionale Fvg; Mario Anzil, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alla cultura; il governatore della Regione Massimiliano Fedriga (con un videointervento). Presenti, inoltre, Rita Nassimbeni, presidente del Consiglio comunale di Udine, e la consigliera Stefania Garlatti Costa; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Stefania Miotto per la Società Filologica Friulana; Gabrio Piemonte per l’Ente Friuli nel Mondo.
Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, intervenendo in un video messaggio, ha ricordato come la città di Sacile, nel 1366, fu teatro dell’approvazione della Costituzione della Patria del Friuli. Una delle più alte espressioni di autonomia istituzionale in Europa. «Da quel momento – ha ricordato il governatore – la nostra terra visse, per oltre tre secoli, un periodo di unità e coesione, in cui si svilupparono una lingua comune, una cultura condivisa e un forte senso di appartenenza. Il Patriarcato fu anche esempio di pluralità e convivenza. Al fianco della lingua friulana, si garantiva rispetto e tutela alle lingue culture delle comunità slovene e germanofone. Un modello di pluralismo che oggi, in un’Europa che cerca nuovi equilibri, resta un riferimento importante. Questa giornata ci ricorda che l’identità friulana è fondata sull’autonomia ma anche sulla responsabilità. Celebrare la nostra storia non significa rimanere ancorati al passato, ma rinnovare l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici. La lingua friulana – ha rimarcato – rappresenta un elemento essenziale di questo patrimonio. Promuoverla nei contesti educativi, nell’istituzioni e i mezzi di comunicazione è un dovere che ci assumiamo, perché attraverso la lingua passa non solo la memoria, ma la capacità di affrontare il futuro con consapevolezza. Il Fvg, grazie anche alla propria autonomia speciale, ha saputo dimostrare che è possibile coniugare autogoverno e responsabilità, identità e apertura, tradizione e innovazione. Questo è il contributo che vogliamo continuare a offrire all’Italia e all’Europa. Essere un esempio concreto di coesione nella diversità, di rispetto delle specificità e di solidarietà tra le comunità. La Fieste del Patrie dal Friûl rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce. Ci ricorda – ha chiuso il presidente Fedriga – che siamo custodi di un’eredità preziosa, fatta di istituzioni solide, di pluralismo culturale e di coesione sociale e che questa eredità va custodita, difesa e trasmessa».

Nel suo intervento, Mario Anzil, vice presidente del Fvg e assessore alla cultura, ha evidenziato l’importanza di conservare l’identità, ricordare i valori degli avi – un patrimonio di secoli di laboriosità e capacità di superare le avversità, come la ricostruzione post terremoto -, ma anche alimentare la consapevolezza nelle giovani generazioni di essere all’altezza di queste radici per costruire un futuro solido.
Nel ricevere la bandiera dall’omologo di Tarcento, che ha ospitato la “Fieste” lo scorso anno, Carlo Spagnol, sindaco di Sacile, ha posto l’accento sulla storia della città ospitante sottolineando che «Sacile è stato ed è ancora un crocevia. Siamo orgogliosi di avere le nostre radici in Friuli. Noi vogliamo continuare a portare avanti questo legame, con l’aiuto di tutti, anche attraverso il recupero dei legami, delle tradizioni, che sono il nostro patrimonio e che sapremo coltivare e far crescere nell’interesse comune, guardando con ottimismo al futuro».
Anche il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha posto l’accento sull’importanza di Sacile nella storia del Friuli: «Con le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl a Sacile abbiamo acceso i fari su un fatto storico non ancora sufficientemente noto: seicentocinquantanove anni fa, nel 1366, su impulso del patriarca Marquardo di Randeck, in questa città venivano promulgate le Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero un volume che conteneva i “codici” del diritto friulano, poi rimasti in vigore fino al 1797. Una codificazione giuridica all’avanguardia per l’epoca, così come del resto lo era il Parlamento della Patria, uno dei più antichi d’Europa e dei più longevi della storia, dove accanto ai nobili e agli ecclesiastici, sedevano anche i rappresentanti dei Comuni. Le Constitutiones erano significativamente innovative sotto diversi punti di vista, ma senz’altro per il peso che davano alle donne, alle quali riconoscevano tutele e diritti non immaginabili per l’epoca e diventati universalmente riconosciuti solo secoli dopo. Si tratta di aspetti fondamentali che in una certa misura, da un punto di vista legislativo, ponevano la donna alla pari dell’uomo: poteva ereditare i beni del marito, in mancanza di eredi maschi, e aveva potere sul suo patrimonio in casi precisi. Temi tutt’altro che secondari e che hanno visto il Friuli antesignano, rimarcando così, ancora una volta, la sua autonomia».
La senatrice Tatjana Rojc, ringraziando per l’invito e complimentandosi per le celebrazioni, ha fatto invece un appello affinché si continui a coltivare lo studio delle lingue che compongono il panorama linguistico regionale e che lo si faccia con l’impegno profuso dall’UniUd, sin dalle sue origini, essendo il Friuli oggi al centro dell’Europa: la forza di questo territorio. Ha invece posto l’accento sul legame dei friulani con i loro simboli l’onorevole Isabella De Monte. Prima fra tutti, la bandiera con la sua aquila. De Monte ha sottolineato l’unicità del Friuli, terra in cui le differenze dei popoli coesistono pacificamente. Ha quindi parlato di un obiettivo comune: la ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie, attesa da oltre 20 anni, un passaggio sostanziale che è necessario avvenga. Il deputato Emanuele Loperfido, salito sul palco del Teatro Ruffo, ha sottolineato invece come le istituzioni debbano saper essere all’altezza del popolo che rappresentano e ha lanciato una sfida verso il futuro, in previsione del ritorno alle province, auspicando che siano in grado di essere snelle, di ascoltare il territorio, mettendolo nelle condizioni di saper correre per essere pronto ad affrontare a testa alta le sfide del futuro.
A portare i saluti del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, c’era il consigliere regionale, Markus Maurmair, il quale ha sottolineato come «non ci siano friulani di serie A o di serie B, ma che anzi, chi desidera prendere la Bandiera del Friuli e metterla fuori dalla propria casa, per rivendicare l’appartenenza a un popolo – al di là delle diversità presenti sul territorio – credo vada apprezzato e incoraggiato». Il neo eletto rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, ha quindi posto l’accento su quello che ha definito «un tratto distintivo del nostro Ateneo, che va coltivato con grande cura: la coesistenza di un forte radicamento con il territorio e uno sguardo che spazia in tutte le direzioni». Ricordando il padre, primo sindaco di Sacile nel secondo dopoguerra, poi emigrato in Argentina, ha aggiunto: «Credo ci sia una rete di rapporti che lega le diverse realtà del Friuli e che oggi l’Università di Udine sia uno dei nodi più importanti di questa rete, svolgendo un ruolo fondamentale nel rafforzamento e nella valorizzazione del nostro territorio».
«Come Istitût Ladin Furlan siamo stati i primi, dopo l’iniziativa del 1977, organizzata da Pre Checo Placerean, a sostenere le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl. A quarantotto anni di distanza da quel giorno, siamo contenti che la Regione abbia riconosciuto questa iniziativa. Ancora più bello è vedere che il ricordo della nascita del Patriarcato di Aquileia, e quindi del Friuli, si allarga ogni giorno di più. Quindi devo dire grazie alla Regione, che ci ha creduto, così come all’Arlef e al Comune di Sacile, quest’anno. Ma soprattutto il mio grazie va al popolo friulano che sta riscoprendo la sua storia. Una storia che ci era sempre stata negata, ma che è una storia grandissima. Le celebrazioni che si sono svolte a Sacile, dove sono state promulgate le Constitutiones della Patria volute da Marquardo, dimostrano quanto il patriarcato fosse tra i più avanzati d’Europa», ha ricordato Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”rimarcando anche che «è doveroso esprimere una profonda preoccupazione per il mancato rispetto delle normative che dovrebbero garantire l’insegnamento della lingua friulana nelle nostre scuole. Le risorse stanziate, sebbene importanti, non sembrano garantire una presenza capillare e efficace della lingua friulana nel sistema educativo regionale. Quante altre generazioni – ha chiuso domandandosi retoricamente – dovranno passare prima che l’insegnamento del friulano venga riconosciuto per quello che è: un diritto fondamentale di tutti noi?».
Il programma della Fieste è proseguito, nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo a tutti la possibilità di partecipare ai molteplici itinerari culturali. Fra essi l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, frutto della collaborazione fra la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, l’Università di Udine, il Comune di Sacile e l’Arlef, ospitata a Palazzo Ragazzoni, che resterà aperta fino all’11 maggio.

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In copertina, le bandiere del Friuli storico mentre attraversano il ponte sul Livenza; all’interno, il passaggio di consegne fra il sindaco di Tarcento Mauro Steccati e il collega di Sacile Carlo Spagnol, e due immagini della manifestazione.

“Suns Europe”, è online il bando del festival che torna da novembre in Friuli

È online il bando per la nuova edizione di “Suns Europe”, il festival delle arti nelle lingue minorizzate d’Europa organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, col sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e di altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali. Il Festival, come di consueto, sarà ospitato dalla città di Udine e da altre località del Friuli tra i mesi di novembre e dicembre.
MUSICA ORIGINALE – Attraverso il nuovo bando gli organizzatori, come avviene da undici edizioni, intendono individuare gruppi e autori la cui produzione sia effettuata in una delle lingue espressione di comunità linguistiche minoritarie d’Europa, come stabilito dall’articolo 1 della Carta europea per le lingue regionali o minoritarie, dando visibilità alle produzioni ritenute più originali e innovative.
LA SELEZIONE – I candidati dovranno compilare il modulo online disponibile sul sito www.sunseurope.com entro l’11 maggio prossimo, inviando, contestualmente, tutti i materiali richiesti dal bando. La selezione, a insindacabile giudizio degli organizzatori, avverrà entro il 15 giugno successivo: i partecipanti alla call riceveranno una comunicazione via e-mail. Gli artisti o i gruppi selezionati saranno invitati a partecipare al festival per esibirsi dal vivo con i propri brani in occasione della serata finale del festival in programma a Udine, quest’anno, il 6 dicembre. L’organizzazione cercherà, inoltre, di dare la possibilità agli artisti di presentare la propria produzione musicale nel corso di ulteriori esibizioni nel corso del festival.

Per qualsiasi necessità, chiarimento o informazione è possibile scrivere una mail a
info@sunseurope.com
INFO – www.sunseurope.com, Facebook, Instagram, Spotify

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In copertina, un gruppo partecipante al festival 2024 al Teatro Giovanni da Udine.

L’artista Simon Berger sarà protagonista a Casarsa della Delizia. Il sindaco Colussi: il 2025 è un anno speciale per la cultura

Mancano due settimane all’avvio a Casarsa della mostra “A Matter of Metamorphosis” di Simon Berger, artista svizzero dalla fama internazionale capace di dare vita al vetro con le sue opere. Contestualmente con l’inaugurazione della rassegna il 12 aprile, la Città di Casarsa della Delizia promuove una serie di eventi paralleli per approfondire ulteriormente la sua riflessione su arte e contemporaneità.
Simon Berger arriverà a Casarsa l’8 aprile: la mostra è “site specific”, quindi l’artista creerà direttamente nei giorni precedenti all’inaugurazione le opere che verranno mostrate all’interno della sala espositiva dell’ex municipio. L’esposizione, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, è realizzata con il sostegno dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con la galleria Cris Contini Contemporary.
Il 10 aprile, assieme al Centro Studi Pier Paolo Pasolini, verrà proiettato alle 18 in sala consiliare nel palazzo municipale Burovich de Zmajevich il docufilm “La rabbia”, incentrato sul rapporto tra Pasolini e le complessità della modernità (evento che si inserisce in coda al seminario internazionale Spazio Pasolini).


L’11 aprile è previsto un momento formativo con il Liceo artistico Galvani di Cordenons, partner della mostra: alcune studentesse saranno a Casarsa per scoprire gli aspetti organizzativi dell’esposizione all’interno del percorso di formazione scuola/lavoro. Infine, sabato 12 ecco la giornata inaugurale nella sala espositiva dell’ex municipio. Alle 10 con la conferenza stampa dedicata ai giornalisti e alle 11 con il vernissage. La mostra rimarrà poi visitabile, con ingresso libero, fino al 27 luglio.
«Grazie a tali eventi paralleli – commenta il sindaco Claudio Colussi – vogliamo ampliare il messaggio di questo progetto artistico dal respiro internazionale. Berger a Casarsa porterà la sua riflessione sull’arte di Franz Kafka in un anno speciale per la nostra cultura: infatti, oltre a Go!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e alla recente proclamazione di Pordenone capitale italiana della cultura 2027, ricorrono anche i 50 anni dalla morte di Pasolini».
Il progetto espositivo è realizzato dal Comune di Casarsa della Delizia con il supporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Cris Contini Contemporary, Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa, Pro Casarsa della Delizia Aps, Contemporary&Co ed il Liceo Artistico Statale Enrico Galvani. Curatori Sandrine Welte e Pasquale Lettieri.
Simon Berger è nato il 9 aprile 1976 in Svizzera. Vive e lavora a Niederönz. Inizialmente ha avviato le sue esplorazioni artistiche dipingendo ritratti con bombolette spray, per poi passare ad altri mezzi espressivi. Falegname di formazione, la sua naturale affinità per il legno ha ispirato le prime creazioni artistiche all’interno del suo studio. Appassionato di meccanica, ha anche dedicato molto tempo al lavoro su carrozzerie di auto usate per creare assemblaggi.
Riflettendo su cosa fare con un parabrezza di auto è nata la sua idea di lavorare con il vetro. «Il volto umano mi ha sempre affascinato – spiega Simon Berger -. Sul vetro di sicurezza, questi motivi prendono vita e catturano magicamente l’osservatore. È un processo di scoperta, dall’offuscamento astratto alla percezione figurativa». Ricordando tecniche scultoree, un martello viene utilizzato per imprimere i tratti del volto, mettendoli in risalto, mentre la frantumazione controllata del vetro crea fratture regolate dalle leggi fisiche della materia. Invece, di collassare su se stesso, il vetro di sicurezza mantiene i frammenti al loro posto. Il modo in cui la luce interagisce con le crepe e i frammenti all’interno del vetro crea un effetto riflessivo: a seconda dell’illuminazione, il ritratto sembra brillare.

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In copertina, l’artista svizzero Simon Berger mentre realizza una delle sue opere.

Sacile nell’abbraccio del Livenza ospiterà la “Fieste de Patrie dal Friûl” ricordando la Costituzione del Patriarca Marquardo

Nell’abbraccio delle calme e limpide acque del fiume Livenza e circondati dai suoi splendidi palazzi, sarà Sacile, il prossimo 6 aprile, a ospitare la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. La cerimonia religiosa e quella civile, nel 2025, ricorderanno i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077, come è stato sottolineato durante la presentazione del sempre ricco programma. L’iniziativa è organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”.
Alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco Carlo Spagnol, intervenuto con l’assessore alla cultura Ruggero Spagnol, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso, è stato ricordato come la scelta di Sacile per celebrare il Friuli sia particolarmente simbolica in quanto, l’8 novembre 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – lo stesso che si ricorda con la Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica nell’Epifania di Cividale – scelse proprio la città del Friuli Occidentale per promulgare la Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero il “codice” del diritto friulano, rimasto in vigore fino al 1797.

«Con Arlef, durante tutto l’anno, lavoriamo intensamente per la tutela e la promozione della lingua friulana – ha detto Roberti – obiettivo su cui la Regione investe con convinzione e continuità. Lo facciamo con progetti che spaziano dalla scuola al cinema, come dimostra anche il recente contributo alla realizzazione di un film in friulano. Ma ci sono momenti, come quello della Festa della Patria del Friuli, in cui ci si concentra anche sull’identità, non solo linguistica, bensì culturale e storica». L’assessore ha, infine, ribadito l’importanza di sostenere questo tipo di celebrazioni: «Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una regione composita, per geografia e per cultura, ma capace di trovare valori comuni e condivisi. La Festa della Patria del Friuli celebra proprio questo: l’unità di un popolo che ha radici profonde. Il 6 aprile la bandiera del Friuli sventolerà su tutti gli edifici dell’Amministrazione regionale, da Trieste a Sacile, in un gesto simbolico ma potentemente identitario. La Regione continuerà a sostenere con convinzione questa ricorrenza, non per autocelebrazione, ma perché sono gli stessi Comuni e i cittadini a chiederci di farlo, con entusiasmo e partecipazione».
«Il fulcro delle celebrazioni per la Fieste si terrà a Sacile: città in cui il dualismo friulano e veneziano si sono scontrati, ma hanno anche collaborato, permettendo alla cittadina sul Livenza, di prosperare nel rispetto delle identità, ancora ben vive e radicate. Il programma è ricchissimo di eventi anche di notevole spessore e di questo ringrazio la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il costante supporto, le tante Amministrazioni comunali e le associazioni, ma soprattutto i tanti friulani, che pervicacemente valorizzano la nostra identità e la nostra lingua con idee e iniziative di impareggiabile valore che si estendono lungo tutto il corso dell’anno», ha ricordato il presidente Cisilino, ponendo l’accento sui moltissimi eventi collaterali in programma quest’anno: «È con viva soddisfazione che l’Agenzia regionale per la lingua friulana conta circa 200 eventi sul territorio regionale in occasione delle celebrazioni per la Patria del Friuli: si tratta di un dato che sottolinea il crescente interesse verso la nostra identità da parte delle Amministrazioni locali, delle associazioni e della cittadinanza».
«La città di Sacile è onorata di accogliere questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, evento che assume un particolare significato, un passaggio importante per la storia di tutti noi: era il 1366, precisamente l’8 novembre, quando proprio a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiuli. Una iniziativa molto importante in quanto Sacile sarà, per un giorno, la capitale del Friuli, richiamando il popolo friulano per celebrare i 948 anni dalla nascita della Patria, offrendo l’occasione per coinvolgere tutti nella promozione di quei valori che la Fieste porta con sé: ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano», ha sottolineato il sindaco Spagnol.
Entrando nel dettaglio del programma della giornata di celebrazioni, l’assessore Spagnol ha quindi ricordato che “Sacile ha messo, in questa “scommessa”, tutte le sue risorse, in primis quelle umane, in particolar modo il personale della Biblioteca civica, che ha trovato in Arlef un prezioso supporto”. L’assessore ha anche fatto sapere che per la giornata del 6 aprile tutti i presenti saranno omaggiati con dei piccoli gadget realizzati dall’associazione “I Petali Onlus”, una realtà storica della città che si occupa di disabilità.


IL PROGRAMMA – Le celebrazioni avranno inizio in Piazza Sant’Odorico, antistante la Chiesa di Sant’Ulderico, alle 9.30. Qui è previsto il ritrovo dei partecipanti e, alle 9.45, il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, con l’accompagnamento del Gruppo Alpini di Sacile e dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Seguirà, alle 10, la Santa Messa celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. La funzione sarà accompagnata dal Gruppo Corale Spengenberg di Spilimbergo. Terminata la messa, alle 11, partirà il corteo con l’accompagnamento dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Si dirigerà verso la Loggia del Municipio, in piazza del Popolo, dove, alle 11.15, è previsto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza, con l’accompagnamento del Coro Livenza. Alle 11.45, al Teatro Ruffo (Piazzetta Antonio Pasqual 22), avranno inizio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli, cantato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, e sarà data lettura della Bolla imperiale, a cura della Pro Castello di Caneva e con la partecipazione della Schola Tamburi storici di Conegliano. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Tarcento) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità presenti. Chi vorrà seguire l’evento da casa, potrà farlo grazie allo speciale “Fieste de Patrie” di Telefriuli (canale 11), che dalle 9.45 trasmetterà in diretta sia la liturgia che, a seguire, la cerimonia civile. Dopo il pranzo, proposto nei ristoranti del centro storico con menù a prezzo concordato, sarà possibile prendere parte alle visite guidate a cura dell’Associazione Guide Nord-Est. Dalle 15.00, con ritrovo alla Loggia del Municipio (in Piazza del Popolo), partiranno gli itinerari alla scoperta di Palazzo Ragazzoni, del Duomo di San Nicola, della Chiesetta della Pietà, dell’Antico Ospitale e della Ex Chiesa di San Gregorio. Sarà inoltre possibile visitare in autonomia l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, ospitata a Palazzo Ragazzoni (aperta dalle 15 alle 19). Per maggiori informazioni sul programma della Fieste de Patrie è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235, o consultare il sito www.arlef.it

EVENTI SUL TERRITORIO – Come di consueto, nell’occasione della Fieste è previsto un fitto programma di eventi collaterali su tutto il territorio friulano. Spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, laboratori per i più piccoli e molto altro. Quest’anno sono tantissimi, ben il doppio rispetto alla passata edizione. Sono promossi da oltre 100 Comuni, anche grazie al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’ARLeF in attuazione alla Legge n. 6/2015. Il calendario degli eventi sul territorio è consultabile sul sito www.arlef.it

EVENTI COLLATERALI – A Sacile, nel percorso di avvicinamento al 6 aprile, sono previsti anche una serie di eventi collaterali. Giovedì 3 aprile, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 18, ci sarà la conferenza “Gli antichi Statuti di Sacile”, con il prof. Ludovico Mazzarolli dell’Università degli Studi di Udine e i ricercatori Stefania Miotto e Alessandro Fadelli. Gli Statuta Comunis Sacili attestano l’ampia autonomia e l’elaborata struttura amministrativa che hanno favorito il rilevante sviluppo economico e culturale della città nel tardo Medioevo.
Venerdì 4 aprile, a Palazzo Ragazzoni, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, curata da Magalì Cappellaro e Alberto Vidissoni dell’Università degli Studi di Udine. Un “viaggio” che offre uno sguardo d’insieme sulla ricchezza e la diversità dell’arte friulana, attraverso le opere di 8 diversi artisti, ciascuno con il proprio peculiare linguaggio espressivo.
Quello stesso giorno, sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 20.45, andrà in scena “Poesie di confine: tra Friuli e Veneto, tra ieri e oggi”, rime sparse di G. Battista Donato, letterato del Cinquecento, e Fabio Franzin, poeta di oggi, interpretate da Caterina Comingio e Serena Ervas, con improvvisazioni musicali alla fisarmonica di Romano Todesco, su ideazione del Piccolo Teatro Città di Sacile.
Sabato 5 aprile, sarà invece la piazza della chiesa di Sant’Ulderico, alle 15.30, a ospitare “Sacile e la Patria del Friuli”, laboratorio creativo per bambini con l’associazione Playground APS.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235.

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In copertina, una bella immagine di Sacile bagnata dal Livenza; all’interno, gli intervenuti alla presentazione: da sinistra, Geremia Gomboso, Ruggero Spagnol, Carlo Spagnol, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino e William Cisilino.

Certificazione del friulano, consegnati i primi dieci attestati dopo gli esami

Sono stati consegnati i primi attestati di certificazione della conoscenza della lingua friulana. La cerimonia è stata ospitata dalla sede dell’Agenzia regionale per la lingua friulana e ha visto la partecipazione del suo presidente, Eros Cisilino, del direttore dell’Agenzia, William Cisilino, e di Massimo Duca, presidente della commissione d’esame.

I diplomati con i dirigenti Arlef.


«Cogliamo i primi importanti frutti di un ambizioso percorso iniziato alcuni anni fa e che era particolarmente atteso dal territorio: la certificazione linguistica per il livello B, ovvero il livello che maggiormente si interfaccia con il mondo del lavoro, con l’amministrazione pubblica e con la scuola. La certificazione è uno degli obiettivi principali ed essenziali delle leggi cardine su cui si fonda la promozione e la tutela della lingua friulana. Per questo primo successo desidero ringraziare la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, con la brillante operosità dell’Assessorato guidato da Alessia Rosolen, e l’Università del Friuli, con il rettore Roberto Pinton che, in prima persona, ha messo in campo tutte le alte capacità del nostro ateneo. Non di meno vanno ringraziati i docenti e i partecipanti che hanno dimostrato una grande dedizione e un grande desiderio di conoscenza della nostra lingua. Con questo primo traguardo, si consolida la prospettiva verso la fascia alta delle migliori politiche linguistiche europee», ha sottolineato Eros Cisilino, in occasione della cerimonia di consegna degli attestati di certificazione.
I dieci candidati che hanno superato l’esame – svoltosi lo scorso 27 novembre all’Università degli Studi di Udine – hanno affrontato quattro prove: innanzitutto la comprensione orale, fatta dall’ascolto di un audio a cui è seguito un test a risposta multipla; quindi è stata la volta della comprensione scritta, composta da tre diversi esercizi in cui i candidati hanno dovuto completare frasi con la parola corretta o fare dei collegamenti; in seguito si sono misurati con la produzione scritta di un tema di 500 parole su un argomento estratto a sorte; in conclusione hanno sostenuto un breve colloquio orale con i certificatori. Il buon esito dei test ha consentito loro di ricevere la certificazione per il livello B, ovvero “intermedio” secondo il Qcer, il quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue, scritta e parlata, adottato con Risoluzione del Consiglio d’Europa del novembre 2001, e che viene riconosciuto a livello internazionale per la valutazione delle competenze e capacità linguistiche. I livelli per la lingua friulana sono quattro: A, elementare; il già citato B; C1, avanzato; C2 padronanza in situazioni complesse.

“La città a piede libero”, da piazza Grande oggi Palmanova a portata di smartphone

La rassegna d’arte performativa e multimediale “Mobilità Creative” – progetto di Zeroidee Aps, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – è tornata in Fvg con dei nuovi appuntamenti. Dopo il successo di “Musica da finestrino. Un viaggio da Lusevera a Tarcento” (di Domenico Paladino, a cura di Casa Alexander Langer Aps), la prima tappa in questo 2025, e la prima data della performance “La città a piede libero – esplorazione urbana” – realizzata a Trieste dal Collettivo Caos con la partecipazione di alcuni allievi della scuola Dna danza di Udine e Reana del Rojale -, ecco un nuovo appuntamento, sempre con “La città a piede libero”, a Palmanova, oggi 22 marzo, alle 15, con partenza da piazza Grande.


Nella città stellata i partecipanti si troveranno a vivere una vera e propria esperienza immersiva. La partecipazione sarà gratuita, ma è necessaria la prenotazione scrivendo a progetto.collettivo.caos@gmail.com . Tutti i partecipanti dovranno portare con sé delle cuffie auricolari e uno smartphone carico, all’interno del quale è necessario siano già installate un’applicazione per leggere i Qr code e Google Maps. Ai piedi sarà bene ricordarsi di indossare un paio di scarpe comode. Questo sarà tutto il necessario per partire verso un’esplorazione (di un chilometro e 800 metri) della città attraverso brevi storie e contenuti multimediali. Un modo per rompere l’ordinario modo di vedere e percepire ciò che ci circonda.
“La città a piede libero – esplorazione urbana” è frutto di molte mani e molte teste e proprio questa è la sua ricchezza. Le storie e le sceneggiature sono state scritte durante un laboratorio da un gruppo di ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni, successivamente trasformate in filmati. Una narrazione per immagini che parte dalla riscrittura di esperienze ed emozioni personali per creare scenari reali e/o immaginifici da far vivere ai partecipanti.

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In copertina, ecco piazza Grande il “cuore” pulsante della Fortezza di Palmanova.