Udine, il cinema ritorna a Suns Europe con tre pellicole da oggi al Visionario: si parte con un omaggio al fiume Natisone

Suns Europe, il festival delle arti in lingua minorizzata – organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Udine e Codroipo, e la collaborazione di numerosi partner pubblici e privati, locali e internazionali (dall’Istituto Basco Etxepare al Wales Arts International, dal Faroe Music Export all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi) – riporterà il cinema al centro della sua programmazione con tre appuntamenti: da oggi, 30 novembre, al 2 dicembre, il Visionario di Udine diventerà lo spazio in cui si intrecceranno narrazione visiva, musica e identità, in collaborazione con il Cec – Centro Espressioni Cinematografiche e con il Comune di Udine.

NATISA – Il viaggio cinematografico di Suns Europe si aprirà oggi, domenica, alle 19.45, con la prima visione assoluta di “Natisa”, serie audiovisiva in cinque puntate firmata dal regista friulano Stefano Giacomuzzi, autore di film come “Sotto le stelle fredde” e “Pozzis, Samarcanda”. Il film racconta il cammino a piedi, lungo il fiume Natisone, fatto a inizio settembre dai musicisti Leo Virgili e Paolo Forte assieme al narratore Paolo Cantarutti, nell’ambito di un progetto dell’associazione Inniò. Strumenti in spalla e microfono alla mano, i protagonisti hanno attraversato paesaggi naturali e sonori unici, seguendo il corso d’acqua che unisce Friuli e Slovenia. “Natisa” sarà un racconto poetico e corale, dove la musica è linguaggio di incontro e la natura il luogo in cui riconoscere la propria identità. La proiezione di “Natisa” sarà anticipata da un dialogo con tre dei protagonisti della serie: il regista Giacomuzzi e i musicisti Virgili e Forte.

KNEECAP – Domani, 1° dicembre, alle 19.45, il festival proporrà “Kneecap”, la sorprendente commedia drammatica scritta e diretta da Rich Peppiatt che racconta l’ascesa dell’omonimo trio hip-hop nord-irlandese. Tra realtà e finzione, i tre musicisti interpretano sé stessi accanto a un attore del calibro di Michael Fassbender, in un film che restituisce un ritratto inedito dell’Irlanda del Nord di oggi. Le liriche in lingua irlandese e la potenza dei temi affrontati – dalle tensioni politiche al malessere sociale, fino alle battaglie per la tutela linguistica – hanno reso “Kneecap” uno dei titoli più acclamati della stagione, premiato e candidato nei principali festival internazionali, dal Sundance Film Festival ai British Academy Film Awards. A aprire la serata, con una breve introduzione dedicata al contesto nord-irlandese – indispensabile per capire appieno il “fenomeno” Kneecap –, sarà il ricercatore dell’Università di Bergamo, Adriano Cirulli, esperto in nazionalità senza Stato.

IL MOHICANO – Ultimo degli eventi cinematografici della programmazione di Suns Europe sarà “Il Mohicano”, film del regista corso Frédéric Farrucci che verrà proiettato martedì 2 dicembre, alle 19.45. Ambientato tra i paesaggi aspri e luminosi della Corsica, il film narra la storia di Joseph, uno degli ultimi pastori della costa, costretto alla fuga dopo essersi opposto a un progetto di speculazione edilizia sostenuto dalla criminalità locale. Con una tensione che richiama il gangster movie e il western contemporaneo, Farrucci offre una riflessione sui rapporti di forza, la difesa del territorio e il ruolo della solidarietà, intrecciando tradizione e modernità.

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In copertina, un bellissimo scorcio del fiume Natisone raccontato nell’audiovisivo.

Suns Europe 2025, oggi Udine dà il via al festival: fra i primi appuntamenti la letteratura e il teatro delle “anime” linguistiche del Vecchio Continente

Anche la “parola” nelle lingue minorizzate d’Europa sarà protagonista dell’11ma edizione di Suns Europe, organizzata dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Udine e Codroipo, e la collaborazione di numerosi partner pubblici e privati, locali e internazionali (dall’Istituto Basco Etxepare al Wales Arts International, dal Faroe Music Export all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi). Da oggi, 27 novembre, al 6 dicembre, infatti, il programma del festival accompagnerà il pubblico in un viaggio anche tra le letterature espressione delle diverse comunità del Vecchio Continente.

Suso de Toro

CONVERSAZION CUN SUSO DE TORO – Ad inaugurare l’11ma edizione di Suns Europe sarà proprio un appuntamento con la letteratura: oggi, alle 18, lo Spazio Bottega di Udine (Bottega Errante Edizioni, via Pradamano 72) ospiterà “Conversazion cun Suso de Toro”, un dialogo in videoconferenza con uno dei più importanti scrittori galiziani contemporanei. A partire dal suo ultimo romanzo “Conta, Sherezade”, de Toro rifletterà sulla funzione del narratore e sulla memoria collettiva, tra letteratura in lingua minorizzata e impegno civile. Laureato in Arte Moderna e Contemporanea, autore di oltre trenta opere tradotte in numerose lingue, lo scrittore porterà al pubblico di Suns Europe il suo sguardo critico e appassionato sul presente. L’incontro sarà introdotto e moderato da Pedro Basalo Bembibre, lettore del Centro de Estudos Galegos, e sarà accompagnato dalla mostra fotografica “Entroido, il Carnavâl rurâl de Galizie”, con gli scatti di Roberto de la Torre, dedicati ai riti e alle tradizioni della Galizia.

CONSEIS PAR VIAÇS INTERSTELÂRS – Sabato 29 novembre, alle 17.30, la Librerie.coop Friuli di Udine (via Rizzani 1/3) ospiterà Stiefin Morat (Stefano Moratto) con la sua ultima fatica: “Conseis par viaçs interstelârs”: un viaggio – realistico e allegorico al tempo stesso – che conduce il lettore fuori dalla Terra e fuori da sé, in un Universo inospitale dove l’unica forma di salvezza passa per la scoperta dell’altro e per la condivisione del cammino. Una delle voci più originali e visionarie della letteratura friulana contemporanea, Morat dialogherà con la poetessa Cristina Micelli alla scoperta di quello spazio profondo che, più che tra le stelle, alberga nell’animo umano.

BARBAROAK ETA ZIBILIZATUAK – Giovedì 4 dicembre, alle 18, alla libreria Tarantola di Udine (via Vittorio Veneto, 20), il pubblico incontrerà lo studioso basco Ibai Atutxa Ordeñana per la prima presentazione in Italia del saggio “Barbaroak eta zibilizatuak” (Sulla barbarie. Per una critica non civilizzata della modernità). Il volume indagherà come, nel corso dei secoli, si sia costruito l’immaginario dei baschi come “popolo selvaggio”, analizzando i processi di barbarizzazione e la funzione della lingua nei meccanismi di potere e resistenza. Professore all’Università del Paese Basco e autore di saggi su nazionalismi, filosofia e studi post-coloniali, Atutxa offrirà una riflessione profonda e attuale sul ruolo delle lingue minorizzate nel mondo contemporaneo. L’incontro sarà introdotto e moderato da Carlo Puppo di Radio Onde Furlane.

LA PASSADORA – Sempre alla libreria Tarantola, venerdì 5 dicembre, alle 17.30, ci sarà la presentazione del romanzo “La Passadora” di Laia Perearnau i Colomer, scrittrice e sceneggiatrice catalana. Ambientato tra Spagna, Francia e Andorra negli anni bui della guerra e dell’occupazione nazista, il romanzo racconta la storia di Sol, una giovane donna che, obbligata a alla fuga, trova nella solidarietà una forma di lotta e di crescita personale: un omaggio al contributo, spesso dimenticato o minimizzato, dato dalle donne alla Resistenza europea. L’autrice, già vincitrice del premio “Nèstor Luján” per il romanzo storico, sarà introdotta e moderata da Carlo Puppo di Radio Onde Furlane.

TANT CHE TUPAMAROS – La sezione letteraria di Suns Europe, oltre che attraverso poesia, narrativa e saggistica, si manifesta anche attraverso la dimensione teatrale. Sabato 6 dicembre, alle 18.30, al Ridotto del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, andrà in scena la lettura scenica musicata “Tant che Tupamaros”, tratta dalla raccolta “Volevamo essere i Tupamaros e altri racconti di pallone” di Paolo Patui. Sul palco, l’attore e sceneggiatore Massimo Somaglino darà voce a una storia di adolescenza, ribellione e gioco ambientata nella Lignano del 1969, accompagnato dal vivo dalle musiche di Alessio Zoratto al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria. In collaborazione con il Teatri Stabil Furlan, lo spettacolo offrirà un omaggio ironico e tenero al Friuli e alla sua lingua, tra memoria e contemporaneità. L’evento sarà a ingresso libero previo prenotazione scrivendo a: prenotazioni@teatristabilfurlan.it dal 24 novembre e fino al 5 dicembre.

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In copertina, il Castello di Udine simbolo della città e dell’identità del Friuli storico.

Udine, anche letteratura e teatro protagonisti a Suns Europe 2025: cinque gli eventi dedicati alle anime linguistiche del Vecchio Continente

Anche la “parola” nelle lingue minorizzate d’Europa sarà protagonista dell’11ma edizione di Suns Europe, organizzata dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Udine e Codroipo, e la collaborazione di numerosi partner pubblici e privati, locali e internazionali (dall’Istituto Basco Etxepare al Wales Arts International, dal Faroe Music Export all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi). Dal 27 novembre al 6 dicembre, infatti, il programma del festival accompagnerà il pubblico in un viaggio anche tra le letterature espressione delle diverse comunità del Vecchio Continente.
CONVERSAZION CUN SUSO DE TORO – Ad inaugurare l’11ma edizione di Suns Europe sarà proprio un appuntamento con la letteratura: giovedì 27 novembre, alle 18, lo Spazio Bottega di Udine (Bottega Errante Edizioni, via Pradamano 72) ospiterà “Conversazion cun Suso de Toro”, un dialogo in videoconferenza con uno dei più importanti scrittori galiziani contemporanei. A partire dal suo ultimo romanzo “Conta, Sherezade”, de Toro rifletterà sulla funzione del narratore e sulla memoria collettiva, tra letteratura in lingua minorizzata e impegno civile. Laureato in Arte Moderna e Contemporanea, autore di oltre trenta opere tradotte in numerose lingue, lo scrittore porterà al pubblico di Suns Europe il suo sguardo critico e appassionato sul presente. L’incontro sarà introdotto e moderato da Pedro Basalo Bembibre, lettore del Centro de Estudos Galegos, e sarà accompagnato dalla mostra fotografica “Entroido, il Carnavâl rurâl de Galizie”, con gli scatti di Roberto de la Torre, dedicati ai riti e alle tradizioni della Galizia.

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Continuano le prevendite

Da alcuni giorni è iniziato il conto alla rovescia per l’undicesima edizione di Suns Europe. I biglietti, al costo di 10 euro, sono acquistabili su www.vivaticket.it, nelle rivendite autorizzate Vivaticket e alla biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine (aperta da martedì a sabato, dalle 16 alle 19). Sul palco del Teatrone si alterneranno artisti provenienti da tutta Europa: la catalana Lia Sampai, la gallese Mali Hâf, il faroese Marius Ziska, i friulani No Good meets Passion, i ladini Popcorner, i sardi Shardana e la basca Verde Prato. Sarà un viaggio musicale attraverso lingue, territori e culture, in cui la diversità si farà voce, suono e identità condivisa. Ad anticipare il grande evento musicale ce ne saranno altri che verranno ospitati da diverse località del Friuli.

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CONSEIS PAR VIAÇS INTERSTELÂRS – Sabato 29 novembre, alle 17.30, la Librerie.coop Friuli di Udine (via Rizzani 1/3) ospiterà Stiefin Morat (Stefano Moratto) con la sua ultima fatica: “Conseis par viaçs interstelârs”: un viaggio – realistico e allegorico al tempo stesso – che conduce il lettore fuori dalla Terra e fuori da sé, in un Universo inospitale dove l’unica forma di salvezza passa per la scoperta dell’altro e per la condivisione del cammino. Una delle voci più originali e visionarie della letteratura friulana contemporanea, Morat dialogherà con la poetessa Cristina Micelli alla scoperta di quello spazio profondo che, più che tra le stelle, alberga nell’animo umano.
BARBAROAK ETA ZIBILIZATUAK – Giovedì 4 dicembre, alle 18, alla libreria Tarantola di Udine (via Vittorio Veneto, 20), il pubblico incontrerà lo studioso basco Ibai Atutxa Ordeñana per la prima presentazione in Italia del saggio “Barbaroak eta zibilizatuak” (Sulla barbarie. Per una critica non civilizzata della modernità). Il volume indagherà come, nel corso dei secoli, si sia costruito l’immaginario dei baschi come “popolo selvaggio”, analizzando i processi di barbarizzazione e la funzione della lingua nei meccanismi di potere e resistenza. Professore all’Università del Paese Basco e autore di saggi su nazionalismi, filosofia e studi post-coloniali, Atutxa offrirà una riflessione profonda e attuale sul ruolo delle lingue minorizzate nel mondo contemporaneo. L’incontro sarà introdotto e moderato da Carlo Puppo di Radio Onde Furlane.
LA PASSADORA – Sempre alla libreria Tarantola, venerdì 5 dicembre, alle 17.30, ci sarà la presentazione del romanzo “La Passadora” di Laia Perearnau i Colomer, scrittrice e sceneggiatrice catalana. Ambientato tra Spagna, Francia e Andorra negli anni bui della guerra e dell’occupazione nazista, il romanzo racconta la storia di Sol, una giovane donna che, obbligata a alla fuga, trova nella solidarietà una forma di lotta e di crescita personale: un omaggio al contributo, spesso dimenticato o minimizzato, dato dalle donne alla Resistenza europea. L’autrice, già vincitrice del premio “Nèstor Luján” per il romanzo storico, sarà introdotta e moderata da Carlo Puppo di Radio Onde Furlane.
TANT CHE TUPAMAROS – La sezione letteraria di Suns Europe, oltre che attraverso poesia, narrativa e saggistica, si manifesta anche attraverso la dimensione teatrale. Sabato 6 dicembre, alle 18.30, al Ridotto del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, andrà in scena la lettura scenica musicata “Tant che Tupamaros”, tratta dalla raccolta “Volevamo essere i Tupamaros e altri racconti di pallone” di Paolo Patui. Sul palco, l’attore e sceneggiatore Massimo Somaglino darà voce a una storia di adolescenza, ribellione e gioco ambientata nella Lignano del 1969, accompagnato dal vivo dalle musiche di Alessio Zoratto al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria. In collaborazione con il Teatri Stabil Furlan, lo spettacolo offrirà un omaggio ironico e tenero al Friuli e alla sua lingua, tra memoria e contemporaneità. L’evento sarà a ingresso libero previo prenotazione scrivendo a: prenotazioni@teatristabilfurlan.it dal 24 novembre e fino al 5 dicembre.

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In copertina, un momento dell’ultima edizione del festival colta dall’obiettivo di Luca Chiandoni.

Foresta dei Giusti, questa mattina Udine dedicherà nel giardino della “Silvio Pellico” una quercia al coraggio della insegnante bosniaca Senija Karamehic

Udine aggiunge una nuova pietra miliare al progetto della “Foresta dei Giusti” in Friuli Venezia Giulia, inaugurato con successo nell’ultimo biennio, che prevede l’intitolazione di tanti alberi, dislocati in tutta la regione, a personalità significative della storia recente e contemporanea: veri e propri “ambasciatori” dell’impegno per i valori umani e la sostenibilità etica e ambientale. Il progetto rientra nel vasto cartellone di incontri ed eventi “La memoria del legno”, di scena fino al 6 marzo in dieci centri del Friuli Venezia Giulia: un mosaico che incrocia la letteratura scientifica e l’arte della narrazione nel segno di un nuovo umanesimo, promosso da Damatrà onlus in sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilmbergo.


Oggi, 18 novembre, appuntamento a Udine, alle 11.30 nel Giardino della Scuola Primaria “Silvio Pellico”, in collaborazione con l’istituto e l’Amministrazione comunale di Udine, una quercia sarà intitolata a dedicata a Senija Karamehic, la coraggiosa insegnante bosniaca che, durante la guerra sanguinosa degli anni Novanta nella ex Jugoslavia, pienamente cosciente del rischio che correva si oppose alle logiche del conflitto e della pulizia etnica, salvando la vita ai membri di altri gruppi etnici perseguitati, nascondendoli in casa propria e prendendosi cura di loro. Sarà un modo significativo per condividere con le nuove generazioni i valori di una donna che ha scelto la giustizia e la responsabilità, anche in tempi difficili e cruenti, resistendo all’odio e preservando l’umanità nei suoi comportamenti.
Alla cerimonia parteciperanno 93 alunni della Primaria in questione e interverranno la presidente del Consiglio Comunale di Udine Rita Nassimbeni e il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 2 Michelangelo Macaluso. Trenta bambini in rappresentanza di tutte le classi appenderanno alla quercia piccole campane in terracotta realizzate in classe: l’albero diventerà così un custode della memoria del bene, e il suono delle campanelle ricorderà a tutti che la memoria va coltivata con cura. Una targa con QR code sull’albero permetterà di approfondire la biografia della dedicataria e l’evento acquisterà una suggestione multimediale attraverso l’ascolto dei podcast realizzati dagli esperti di sviluppo di contenuti multimediali dell’associazione Invasioni Creative. Le storie di questo racconto sonoro in cuffia sono state raccolte grazie alle persone incontrate in queste tre edizioni del progetto e che si occupano di divulgazione scientifica: Sara Segantin, alpinista e co-fondatrice di Fridays for Future Italia; Luigi Torreggiani, giornalista e dottore forestale; Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano; Chiara Segré, biologa e scrittrice per l’infanzia; Camilla Tucillo, comunicatrice scientifica. La partecipazione è liberamente aperta al pubblico di Udine, info e dettagli damatra.com Partner di riferimento del progetto “la memoria del legno” è l’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti.
L’insegnante Senija Karamehić, classe 1949, è nativa di Derventa, Bosnia- Erzegovina. Si è laureata in Scienze dell’educazione presso la Facoltà di Filosofia di Sarajevo e da allora ha lavorato come educatrice. Durante la guerra nella ex Yugoslavia ha dato prova di grande coraggio e rigore morale, salvando e curando a casa propria persone e famiglie di etnia diversa dalla sua, perseguitate nel conflitto e a rischio della propria incolumità. Anche dopo la guerra rimase fedele alla scelta fatta: nel 2000 decise di dimeTtersi dal ruolo di preside della Scuola Elementare di Vareš, dopo essere stata sottoposta a pressioni delle autorità locali e dall’alto rappresentante della Bosnia-Erzegovina perché approvasse la divisione dei bambini in gruppi sulla base dell’etnia dei loro genitori. Karamehić si rifiutò, e quando scoprì che la divisione sarebbe stata fatta anche senza il suo consenso, decise di lasciare l’istituto. È stata l’unica preside di una Scuola Elementare o Secondaria in Bosnia-Erzegovina a schierarsi apertamente e con decisione contro la segregazione nel sistema scolastico. Per il suo coraggio, Senija Karamehić ha ricevuto il Dusko Kondor Civil Courage Award.

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In copertina, l’insegnante bosniaca Senija Karamehić che oggi Udine omaggerà.

“Anna ha visto la Luna”, un fermo no alla violenza di genere con le canzoni e la chitarra di Edoardo De Angelis: anche Paola Selva per il debutto stasera a Lauco

Riprende il tour musicale di Edoardo De Angelis. Oggi, infatti, si alza il sipario sul nuovo concerto proposto dal cantautore romano, di casa in Friuli, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il concerto multimediale “Anna ha visto la Luna” raccoglie storie d’amore e di vita dedicate all’universo femminile. «Amo molto raccontare queste canzoni solo con voce e chitarra – spiega l’artista -, stabilire con il pubblico un rapporto diretto, immediato, di complicità per condividere un atto di impegno personale teso a sensibilizzare, tenere sempre accesa l’attenzione, soprattutto dei giovani, sulla drammatica emergenza sociale della violenza contro le donne».

Paola Selva


E così, attraverso la forza evocativa della musica, Edoardo De Angelis invita il pubblico a un momento di ascolto e consapevolezza, per riaffermare il rifiuto di ogni forma di violenza. Gli eventi sono realizzati dai rispettivi Comuni con il contributo della Regione Fvg – Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia, e in partenariato con Voce Donna ETS, S.O.S. Rosa ODdv Gorizia e l’Ac CulturArti. Di seguito tutti gli appuntamenti in programma (ingresso gratuito, fino a esaurimento posti):

– 14 novembre, ore 20 a Lauco (Udine) – Casa del Popolo, Via Capoluogo. Evento speciale intitolato “Non ammazzate Anna”. Edoardo De Angelis dividerà il palco con la chitarrista friulana Paola Selva per promuovere l’idea che donne e uomini, insieme, debbano agire in tutti i modi possibili per combattere l’emergenza sociale della violenza di genere.
– 15 novembre, ore 20.30 a Trivignano Udinese – Sala Parrocchiale, Via Palma 12;
– 16 novembre, ore 17 a Tarvisio (Udine) – Centro Culturale “Julius Kugy”, Via Giovanni Paolo II n. 1;
– 28 novembre, ore 20.30 a Paluzza (Udine) – Sala San Giacomo, Via Roma 40;
– 29 novembre, ore 20 a San Pier d’Isonzo (Gorizia) – Sala Consiliare (Municipio);
– 30 novembre, ore 18 a Spilimbergo (Pordenone) – Teatro Miotto, Viale Barbacane 15;
– 13 dicembre, ore 20.30 ad Amaro (Udine) – Ex Municipio, Via Roma 82.

Le voci della letteratura, della poesia, della canzone d’autore, la forza delle immagini, raccolte insieme come un cestino di fiori a significare l’impegno quotidiano contro la violenza di genere: storie d’amore e di vita, nel recital “Anna ha visto la luna” di Edoardo De Angelis dedicato a tutte le donne alle quali non siamo mai sufficientemente riconoscenti. Già all’inizio degli anni ‘70 De Angelis, con la sua canzone “Lella” ha affrontato il problema della violenza sulle donne. Il grande successo del brano, e le successive interpretazioni di molti artisti, hanno fatto di “Lella” un brano straordinariamente popolare. Per i contenuti forti della storia, la confessione di un femminicidio, la canzone attira differenti letture, e spesso viene accostata a un possibile fatto di cronaca. In realtà l’ispirazione nasce dalle appassionanti storie di Pasolini e Gadda, e ne richiama gli ambienti e le suggestioni.
Ovviamente, nelle sue intenzioni, l’autore non giustifica l’atto violento, ma lo segnala in tutta la sua crudezza per farne un esempio negativo, così come accade in molta grande letteratura, da Tolstoi a Verga, da Flaiano alla Maraini. Il percorso professionale di De Angelis evidenzia, nel tempo, una particolare attenzione all’universo femminile, con una serie di canzoni dedicate. Alcune tra le più significative vengono raccolte nell’album “Non ammazzate Anna” (Helikonia, 2014): un atto di impegno personale e civile per sensibilizzare anime e coscienze riguardo al disagio sociale della violenza sulle donne. Una sorta di collana intima e personale, un atto d’amore e di rispetto, dal quale prende vita il concerto “Anna ha visto la Luna”, nel quale il cantautore romano propone al pubblico un racconto con musica, immagini, passi di letteratura offerti da voci registrate di celebri attori e scrittori, un bilancio a cuore aperto della sua storia artistica e della sua vita, da “Lella” a “Non ammazzate Anna”, fino al brano finale, “Anna è un nome bellissimo”, nel quale l’immaginario di ogni figura femminile viene rappresentato ancora da quel simbolico nome, e dal ricordo di Anna Magnani, icona di tutti i più forti caratteri del genere.

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In copertina, il cantautore romano Edoardo De Angelis avvia il suo nuovo tour.

Conto alla rovescia per Suns Europe che in novembre torna in Friuli: l’edizione 2025 avrà due anteprime a Codroipo

Codroipo sarà il primo palcoscenico di Suns Europe 2025, il festival delle arti performative nelle lingue minorizzate d’Europa – organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, col sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e di altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali -, che tornerà dal 27 novembre al 6 dicembre in diversi luoghi del Friuli. Prima ancora dell’apertura ufficiale, il pubblico potrà vivere due anteprime che uniranno letteratura, musica e identità linguistica, in collaborazione con il Comune e con il Premio letterario San Simon. «Suns Europe e Premi San Simon continuano a muoversi in sintonia: incontro e contaminazione caratterizzano entrambe le manifestazioni e siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione ospitando queste due anteprime che testimoniano la vitalità della nostra lingua e della nostra scena culturale. Stiefin Morat mette da sempre “alla prova” il friulano, ibridandolo con altre lingue e luoghi, spingendolo ai suoi limiti per scoprirne nuove possibilità. Claudio Banelli, nel suo artigianato musicale, intreccia quotidianità, immaginazione e tradizione. A entrambi, e a Suns Europe, il ringraziamento della Città di Codroipo per la ricchezza culturale che portano al Premi San Simon», ha affermato Giacomo Trevisan, vicesindaco del Comune di Codroipo.

Stefano Moratto

OGGI 21 OTTOBRE – La prima anteprima si terrà questo pomeriggio, alle 17.30, quando la biblioteca comunale “Don Gilberto Pressacco” accoglierà la prima presentazione assoluta del libro “Conseis par viaçs interstelârs” (Consigli per viaggi interstellari), nuova opera di Stiefin Morat (Stefano Moratto): una delle voci più originali e visionarie della letteratura friulana contemporanea. Il libro è un viaggio – realistico e allegorico al tempo stesso – che conduce il lettore fuori dalla Terra e fuori da sé, in un Universo inospitale dove l’unica forma di salvezza passa per la scoperta dell’altro e per la condivisione del cammino. A introdurre l’opera sarà Sandri Carrozzo, autore della prefazione, mentre a moderare l’incontro sarà il giornalista di Radio Onde Furlane, Paolo Cantarutti.

IL 28 OTTOBRE – Il secondo appuntamento di anteprima del Festival è previsto per martedì 28 ottobre, a partire dalle 18, allo Spazio Terra di Acque (piazza Garibaldi) nell’ambito della cerimonia di consegna del Premio letterario “San Simon”, che da anni valorizza la produzione letteraria in friulano. La cerimonia sarà infatti arricchita da un concerto del cantautore carnico Claudio Banelli.

Con questi due appuntamenti d’anteprima, Suns Europe inizierà il suo cammino verso l’edizione 2025, confermando ancora una volta la sua vocazione a valorizzare le lingue minoritarie anche come strumenti di espressione artistica. Suns Europe è il festival europeo delle arti performative in lingua minorizzata (termine che indica le lingue cui viene negata la possibilità di essere utilizzate in maniera normale e paritaria in tutti gli ambiti della vita quotidiana). Nato nel 2009 in Friuli, cuore multilingue dell’Europa, Suns (friulano: suoni) era un concorso musicale per le comunità minoritarie dell’Europa alpino-mediterranea. Il festival si è poi evoluto in Suns Europe, un luogo di incontro e di scambio tra artisti di gruppi linguistici minoritari del continente e un’occasione per tutte le comunità europee di prendere coscienza dei propri diritti linguistici, nonché dell’importanza del pluralismo culturale come patrimonio, diritto e opportunità per tutti, in Friuli e non solo. Il Festival è organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane col sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e di altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali. Suns Europe ha il merito di trasformare il Friuli in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

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In copertina, il cantautore carnico Claudio Banelli che si esibirà a Codroipo.

È online il “SuperDizionari de lenghe furlane”: al via con l’Arlef la più potente piattaforma sulla lingua friulana

Ecco a voi il “SuperDizionari de lenghe furlane”, la nuova piattaforma digitale realizzata dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, che riunisce sul sito www.arlef.it i principali dizionari della lingua friulana. Uno strumento gratuito, moderno e accessibile a tutti, pensato per valorizzare e diffondere l’uso del friulano in ogni ambito. Un progetto realizzato in attuazione del Piano generale di politica linguistica per il friulano della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo strumento linguistico e la relativa campagna di informazione sono stati presentati il 16 ottobre, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Fvg, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti; il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Presente anche Giulio Pecorella di Ensoul, l’agenzia di web development che ha sviluppato il progetto.
Grazie a un’unica e semplice interfaccia, il SuperDizionari rende accessibili i contenuti e i risultati di tre preziose risorse digitali dedicate al friulano: il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; il Dizionari de Lenghe Furlane (Monolingue); e il Dizionari dai Cognons. Quest’ultimo, in particolare, è una vera e propria enciclopedia dei cognomi del Friuli contenente nomi, riferimenti storici, spiegazioni etimologiche, studi geografici e altre informazioni e curiosità.


«Il Piano generale di politica linguistica vede fra i suoi punti cardine i giovani, i media e le nuove tecnologie. Il nuovo progetto dell’Arlef è capace di mettere insieme tutto questo in un unico strumento studiato, in più, per essere costantemente aggiornato. L’attenzione all’evoluzione tecnologica e alla rapidità con cui avviene sono infatti imprescindibili anche nella difesa delle lingue minoritarie. Il SuperDizionari rappresenta pertanto un importante nodo nella rete di azioni messe in campo per tutelare il friulano, un dispositivo tecnologico alla portata di tutti i cittadini che senz’altro riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie a una campagna informativa dal linguaggio semplice ma accattivante e, soprattutto, disponibile nei “luoghi digitali” che abitualmente frequentano», ha affermato Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«”Il potenziamento delle tecnologie rappresenta una tappa fondamentale anche per la lingua friulana come per altre lingue di minoranza d’Europa”. Così si sono espressi i componenti della commissione del Consiglio d’Europa che hanno fatto visita qualche mese fa ai diversi gruppi linguistici della Regione. Il SuperDizionari è pertanto un prodotto atteso, frutto di un lavoro affascinante e complesso, che saprà connettere l’utente con un ambiente sconfinato. Le parole sono come foglie di un antico albero: con le loro declinazioni, la loro etimologia, la loro antichissima genesi, offrono al Friuli una folta chioma linguistica che trae linfa dalle culture mediterranee, slave e germaniche», ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«Con il SuperDizionari, la nostra comunità compie un passo decisivo verso il futuro. Studenti, insegnanti, ricercatori, traduttori, ma anche comuni cittadini e appassionati della lingua, potranno finalmente trovare in un unico portale le principali risorse lessicografiche sul friulano. In particolare, con l’importante gruppo di lavoro che per anni si è dedicato al progetto, ci siamo impegnati a rendere la navigazione intuitiva e immediata, nonostante la mole di dati che la piattaforma riesce a gestire. Parliamo infatti di 70.000 voci italiane e più di 68.000 friulane nel Dizionario Bilingue; 7.000 lemmi, 37.000 accezioni e 51.000 frasi in quello Monolingue; oltre 8.000 cognomi con spiegazioni etimologiche e storiche nel Dizionario dei Cognomi. E stiamo già lavorando all’integrazione di nuovi dizionari e di ulteriori funzionalità», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
«Portare la lingua friulana nel futuro significa rinnovare, completare e consolidare la presenza degli strumenti linguistici disponibili. Il SuperDizionari de lenghe furlane nasce dalle esigenze di crescita e rinnovamento: è “Super” perché fa da cappello a tre importanti strumenti lessicografici. Ma anche perché ottimizzato, razionalizzato e portato a dei linguaggi che ne permetteranno non solo una mantenibilità costante ma una integrazione con nuove tecnologie. E infine è “Super” perché è stato pensato con criteri di utilizzo su computer e smartphone e che ne semplifichino lettura, consultazione e uso. Uno strumento moderno, efficace e di facile consultazione può solo che contribuire alla crescita e alla diffusione di una lingua forte ed ambiziosa, di capitale importanza per la storia e il futuro del nostro territorio», ha precisato infine Giulio Pecorella di Ensoul.
Per far conoscere al pubblico il SuperDizionari, l’Arlef ha previsto anche un’articolata campagna di informazione affinché tutti possano imparare a conoscerlo per utilizzarlo in ogni occasione e contesto. “Se no ti ven sù la peraule juste… cirile tal puest just!” è il titolo della campagna che si struttura attorno a un divertente video con protagonista SuperD, un supereroe con poteri straordinari che interviene per suggerire la parola friulana corretta a quanti sono in difficoltà nel ricordarla. A tutti, regala proprio ciò che stavano cercando. Lo vedremo “soccorrere” tre studenti impegnati in un’aula studio di Abaud Accademia di Belle Arti di Udine, una signora intenta a fare la spesa in un negozio di ortofrutta e un nonno al parco con i nipoti. Il video sarà veicolato sui canali social come TikTok, Facebook, ma anche Instagram e, in modalità Shorts, sul canale Youtube, senza dimenticare WhatsApp. Si potrà “incontrare” SuperD pure sul web: sulle principali testate online del territorio friulanofono saranno presenti banner animati, dal design accattivante che faranno un uso strategico della call-to-action. Infine, ma non in ultimo, sarà diffuso anche uno spot radiofonico che invita a consultare il SuperDizionari ogni qual volta… “ci manca la parola!”, ma anche a interrogare il Dizionari dai Cognons per scoprire significato, origine e curiosità sul proprio cognome.

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In copertina, una pagina del SuperDizionari; all’interno, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con gli animatori dell’importante iniziativa linguistica friulana.

“Srotolare il confine”, da oggi Gorizia e Nova Gorica diventano con Migrart un unico spazio espositivo transfrontaliero

Menti Libere celebra i suoi dieci anni con un evento simbolico che sarà ospitato dalla Capitale Europea della Cultura 2025. Oggi, 17 ottobre, il collettivo – che dal 2015 raccoglie voci e segni delle migrazioni contemporanee attraverso rotoli di carta stesi lungo le rotte di tutto il mondo – trasformerà Gorizia e Nova Gorica in un unico spazio espositivo transfrontaliero grazie a “Srotolare il confine”, iniziativa realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle iniziative per Go!2025 e in collaborazione con diversi partner del territorio tra cui il Comune di Romans d’Isonzo.

L’INAUGURAZIONE – Alle 18 in viale D’Annunzio 3, a Gorizia, saranno presentati per la prima volta insieme i nove rotoli storici del progetto: quasi 300 metri di disegni e testimonianze raccolti dal 2015 a oggi tra Mali, Senegal, Uganda, Bosnia e lungo la rotta balcanica. Assieme ai metri del collettivo menti Libere saranno anche quattro artisti internazionali incontrati in questi dieci anni: Matteo Bompasso, Michele Cattani, Spartak Khachanov e Raffaele Saviano.

IL CAMMINO – Conclusa l’inaugurazione-incontro il pubblico sarà invitato a partecipare a un cammino collettivo verso la Carinarnica, l’ex dogana, oggi presidio culturale sul confine, altra sede espositiva della mostra (visitabile fino al 25 ottobre, in entrambe le location tutti i giorni dalle 17 alle 19). Questo passaggio simbolico da Italia a Slovenia, a piedi, rappresenterà fisicamente l’idea di “srotolare” le frontiere, trasformando il confine da linea di separazione a spazio di incontro: «Con questa inaugurazione vogliamo ribadire che i confini possono essere cantieri culturali aperti, non muri – ha spiegato un portavoce del collettivo Menti Libere -. Camminare insieme da Gorizia alla Carinarnica è un gesto poetico e politico che incarna perfettamente lo spirito di Migrart». La serata si concluderà con un rinfresco offerto a tutti i partecipanti, un momento di convivialità per celebrare i dieci anni di un progetto che ha sempre messo al centro l’incontro umano e che ripartirà per un nuovo viaggio nei Balcani nel novembre 2025.

IL PROGETTO MIGRART – Nato nel 2015 da un’idea del collettivo Menti Libere, Migrart ha documentato attraverso rotoli di carta di 30 metri le storie e i disegni di migliaia di migranti incontrati lungo le rotte di tutto il mondo. Il progetto unisce arte partecipativa, attivismo e ricerca antropologica, trasformando la creatività in uno strumento di incontro e denuncia.

Il Festival del Coraggio oggi al via a Cervignano: sotto la lente d’ingrandimento le nostre fragilità

Saranno le Fragilità dell’oggi a finire sotto la lente d’ingrandimento del Festival del Coraggio. Quelle di un presente in cui tutto pare sgretolarsi, come il castello di carte raffigurato nell’illustrazione di Federica Moro, icona di questa ottava edizione, che ancora una volta sarà ospitata a Cervignano, dal 15 al 19 ottobre. Una cinque giorni – realizzata dal Comune di Cervignano del Friuli e con la direzione artistica e co-organizzazione dell’Associazione culturale Bottega Errante, grazie al sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Associazione culturale Teatro Pasolini – che è stata anticipata da una serie di anteprime.

Don Luigi Ciotti

SENZA CERTEZZE – Incontri, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e concerti saranno ospitati dal Teatro Pasolini alla Casa della musica, dal “Giardino dei diritti” alla biblioteca civica “Giuseppe Zigaina”. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento posti tranne dove diversamente indicato. Eventuali variazioni e aggiornamenti del programma saranno comunicati sul sito www.festivaldelcoraggio.it, sui social e tramite l’app “Municipium” del Comune di Cervignano del Friuli. «L’ottava edizione vuole entrare nelle fragilità del nostro tempo, dal conflitto in Palestina al rapporto dell’uomo con la natura, dai valori dello sport all’eredità di Pier Paolo Pasolini, dalle migrazioni alla violenza di genere – hanno spiegato Mauro Daltin e Simone Ciprian di Bottega Errante. Vuole entrare in terreni che franano, e farlo attraverso la filosofia, la letteratura, la musica, il cinema, perché crediamo che se la cultura non cambierà forse il mondo può ancora provare a interpretarlo, a comprenderlo, a indossare altri punti di vista, a farci stupire e riflettere. Perché – hanno concluso – di questi tempi, quando dirigiamo il nostro sguardo al mondo, alla nostra comunità, alle nostre famiglie, verso noi stessi, spesso ci accorgiamo che tutto si sbriciola, nel segno delle dinamiche che contraddistinguono questa epoca».
«Mai come quest’anno, partendo dal significato etimologico della parola coraggio, vi è la necessità di un evento caratterizzato dal cuore. Troppi sono i muri che oggi impediscono alle persone di comunicare ed esprimersi, causa l’avanzare incontrollato della tecnologia che fa venir meno, a volte, il vero contatto con il mondo reale. Con questo evento culturale, divenuto un’importante realtà nel capoluogo della Bassa friulana – un unicum con il nostro territorio anche grazie al coinvolgimento di associazioni e scuole –, puntiamo a instaurare un dialogo, a scuotere le menti e far riflettere, nella speranza di arrivare soprattutto ai giovani, con un’attenzione all’attualità che ci racconta strazianti eventi che dovrebbero toccare i cuori e, invece, dividono» ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli, Cristian Zanfabro.

OSPITI CORAGGIOSI – A raccontare e raccontarsi – con le loro storie di coraggio, piccole o grandi che siano – saranno grandi nomi del giornalismo, della filosofia, della musica, dello sport e della letteratura. Ognuno di loro sarà capace di offrire prospettive diverse sui temi cruciali della contemporaneità, quelli che il Festival ha deciso di affrontare quest’anno. A inaugurare l’ottava edizione ci sarà un video della giornalista e scrittrice israeliana Manuela Dviri, voce della piazza a Tel Aviv, sempre impegnata a costruire ponti e trovare vie di pace. A seguire l’inaugurazione in presenza di don Luigi Ciotti in dialogo con la giornalista Marina Lalović. Don Luigi Ciotti ha da poco celebrato i suoi 80 anni, un’occasione che coincide con i 30 anni dell’associazione Libera, da lui fondata. Un prete in prima linea, sempre contro le ingiustizie e dalla parte degli ultimi, un uomo di fede e coraggio con una visione sempre lucida dei complessi tempi presenti. Matteo Saudino (BarbaSophia) mostrerà come la filosofia antica possa aiutare ad affrontare le fragilità del presente. Massimo Zamboni porterà in scena P.P.P. Profezia è Predire il Presente, un reading concerto dedicato a Pier Paolo Pasolini. Lucia Goracci, inviata di guerra, con Walter Skerk, farà luce sulle sfide del suo mestiere, nei teatri di conflitto. Alberto Pellai rifletterà sull’emergenza educativa nell’era digitale, mentre Daniel Zaccaro, ex bullo ed ex detenuto, condividerà la sua esperienza di riscatto grazie alla lettura e all’educazione, in un incontro rivolto anche a studenti e studentesse. Mara Navarria, infine, aprirà una finestra sul mondo dello sport fatto di determinazione, sacrificio, passione.

BIBLIOTECA E VETRINE – Anche nel 2025 sarà presente la “Biblioteca del coraggio”, costantemente aggiornata sugli scaffali della biblioteca Zigaina, insieme all’appuntamento con le “Vetrine coraggiose” dei negozi della città, realizzate in collaborazione con VARI ed Eventuali. I commercianti che hanno aderito all’iniziativa esporranno le gigantografie degli ospiti delle passate edizioni del Festival e dedicheranno una parte della loro vetrina ai lavori delle bambine e dei bambini delle scuole primarie, tutti incentrati sul tema del coraggio. Inoltre, proporranno eventi originali, con date e orari consultabili online.

STUDENTI CORAGGIOSI – Saranno poi di nuovo protagonisti anche gli studenti del progetto PCTO delle Scuole secondarie di secondo grado dell’Isis Bassa Friulana. Come da tradizione affiancheranno il Festival indossando l’inconfondibile maglietta arancione: saranno in tutte le sedi e a tutti gli incontri, pronti a offrire informazioni, accogliere il pubblico, collaborare nell’organizzazione, presentare, documentare e raccontare.

L’ottava edizione del Festival del Coraggio è nata con il sostegno e il coordinamento del Comune di Cervignano del Friuli – Città che legge, ed è stata realizzata con la direzione artistica e co-organizzazione dell’associazione culturale Bottega Errante, con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Associazione culturale Teatro Pasolini e il supporto di Gruppo Altair, Cooperativa sociale onlus Itaca, Coop Alleanza 3.0, Cassa Rurale FVG, LegaCoop Fvg, ristorante pizzeria Chichibio, trattoria pizzeria Capello, Distretto del commercio delle terre e delle acque. Partner del progetto sono: Associazione culturale Bottega Errante, Associazione culturale Teatro Pasolini, Fondazione Pordenonelegge.it, ISIS – Istituto Statale Istruzione Superiore della Bassa Friulana, Ordine dei giornalisti FVG. In collaborazione con: Biblioteca Civica “Giuseppe Zigaina”, Casa della Musica, Teatro Pasolini, Associazione Agm Accademia di Musica, Associazione Culturale Corima, Associazione Culturale Euritmica, Associazione Gente Que Sì, Associazione Italiana Biblioteche Sezione Fvg – Aib, Bill – Biblioteca della Legalità del Friuli Venezia Giulia, A.S.D. Sci Club Cervignano, Aspic Fvg, Auser Insieme Bassa Friulana Aps, Circolo Arci Cervignano Aps, Club Alpino Italiano – Sezione di Cervignano del Friuli “G. Gervasutti”, Club Tileggounastoria, Comune di Aquileia, Cooperativa Bonawentura Trieste, Cooperativa Sociale Hanna House, CPIA – Centro provinciale Istruzione adulti di Udine, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Damatrà Onlus, Leggiamo 0-18, Parrocchia San Michele Arcangelo, Pro Loco Amici di Strassoldo Aps, Pro Loco Cervignano del Friuli Aps, Ricreatorio San Michele Arcangelo Aps, Scuola di Danza Avenal Asd, Scuole IC Cervignano del Friuli, Scuole ISIS della Bassa Friulana, Università per la Terza Età Città di Cervignano e Bassa Friulana, VARI ed Eventuali.

Info: www.festivaldelcoraggio.it | info@festivaldelcoraggio.it | Facebook | Instagram

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In copertina, la significativa illustrazione di Federica Moro dedicata al festival.

Kleine Berlin riapre a Trieste per la Barcolana: nel rifugio antiaereo l’arte di Ana Shametaj e Giuditta Vendrame

Si chiama “ZONA | Border Lines” l’installazione immersiva che riattiverà i cinquecento metri di gallerie sotterranee di Kleine Berlin a Trieste (ingresso da via Fabio Severo, di fronte al civico 11) dal 3 al 12 ottobre. L’installazione immersiva di suono e luce – una produzione di Kokoschka Revival, realizzata con il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Creative Industries Fund NL, firmata dalle artiste Shametaj-Vendrame (Biennale di Architettura 2023, Padiglione Italia) – è stata presentata ufficialmente ieri, 2 ottobre, sarà uno degli eventi di terra della Barcolana e parte del programma Go25!&Friends. «Con questo progetto artistico vogliamo riportare al pubblico Sot Glas – che nel 2023 era rimasta aperta solo tre giorni, attirando però oltre mille visitatori – e dare nuova vita a River Chants. Per farlo apriremo un altro tratto delle gallerie di Kleine Berlin, quello che conduce al Tribunale, trasformandolo in uno spazio inedito capace di offrire un’esperienza visiva e sonora davvero unica», hanno spiegato le due artiste. “River Chants” è anche il nome di un documentario che non sono sarà visibile al Kleine Berlin, ma andrà in onda domenica 5 ottobre alle 9.45 circa su Rai3 e in replica mercoledì 8, alle 21.15, su Rai3 bis, per poi essere disponibile su Rai Play.

Le artiste Ana Shametaj e Giuditta Vendrame.

SPAZIO ESPOSITIVO – Rifugio antiaereo costruito nel 1943 durante la Seconda guerra mondiale, luogo difensivo e oscuro, come la storia collettiva inconscia delle comunità che hanno abitato questa regione di confine, Kleine Berlin, è un luogo iconico e nascosto nel cuore di Trieste, che si aprirà nuovamente al pubblico per ospitare un progetto che rappresenta la sintesi delle ricerche condotte dalle artiste: “Sot Glas” e “River Chants”, in cui hanno affrontato il confine italo-sloveno attraverso i canti popolari, considerando la musica e il suono come canale, sconfinamento e paesaggio. «Attraverso luce e suono, il percorso espositivo invita a riflettere e a dialogare su questioni urgenti della contemporaneità: dalla memoria storica della guerra alle migrazioni», hanno sottolineato.

SOT GLAS – Nella sezione delle gallerie italiane sarà possibile trovare “Sot Glas” (dal friulano sot “sotto” e dallo sloveno glas “voce”), che conduce a un movimento introspettivo, in uno spazio viscerale e uterino. Prodotta nel 2023 (nell’ambito di “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri”, e ospitata nel Padiglione Italia. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Fosbury architecture) «l’opera si concentra sulla memoria orale e femminile, esplorando il potenziale delle tradizioni popolari di custodire e ridefinire identità culturali in un territorio di confine. Un confine doloroso, che divide ma al tempo stesso mette in contatto e contamina con altre culture». Oggi la frontiera italo-slovena è attraversata quotidianamente da migranti, in auto o a piedi, come ultima tappa della rotta balcanica. La drammaturgia sonora spazia da canti multilingue del territorio, dove testi e melodie si intrecciano, a canti di migrazione e abbandono, di guerra e di pace, ninna nanne e filastrocche.

RIVER CHANTS – Nella sezione delle gallerie che conduce al tribunale trova spazio un estratto di “River Chants”, ampliamento della ricerca sui canti popolari legati all’acqua, ai fiumi, ai mari e ai loro suoni. Formalizzato per la prima volta in un’installazione sonora alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo nel 2024 (nella programmazione del Festival Onde Mediterranee, quale iniziativa di avvicinamento all’evento “GO!2025 Nova Gorica/Gorizia Capitale europea della cultura 2025), «l’opera esplora fragilità e squilibri del presente: dalla crisi climatica alle migrazioni, tracciando relazioni idriche tra geografie distanti e corpi in movimento. Alla fine di questa galleria, proprio sotto il tribunale, si invitano gli spettatori a una riflessione sulla giustizia», hanno precisato Shametaj e Vendrame. Qui è collocato un cannone sonico – dispositivo acustico a lungo raggio, solitamente usato come un’arma e strumento di allontanamento – che riproduce due canti eseguiti da donne della comunità pashtun di Trieste e di quella bengalese di Monfalcone. La dolcezza delle loro voci disarma il cannone sonico sovvertendo la sua funzione. Il processo creativo e la ricerca dietro a River Chants sono raccontati anche in un documentario omonimo, esposto in un’altra sala del percorso.

“ZONA | Border Lines” sarà visitabile da oggi al 12 ottobre (3 ottobre, dalle 17 alle 22; 4 e 5 dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 22; 6 chiuso; 7 dalle 15 alle 19; 8 e 9 dalle 17 alle 21.30; 10 dalle 17 alle 22; 11 e 12 dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 22). È consigliata la prenotazione e l’acquisto del biglietto sulla piattaforma eventbrite.it (intero 7 euro; ridotto 4 euro per gli under 26; gratuito per gli under 10). Per l’accesso al bunker è richiesto indossare delle scarpe chiuse e antiscivolo e una felpa, la temperatura è di 15 gradi con un’umidità del 90% e l’ambiente è bagnato. Si sconsiglia la visita a persone con forte disabilità motoria.
“ZONA | Border Lines” – L’installazione, firmata dalle artiste Ana Shametaj e Giuditta Vendrame è una produzione di Kokoschka Revival, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste, nell’ambito di Go!2025&Friends e Barcolana, con il sostegno di: Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, Creative Industries Fund NL; in collaborazione con Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, Klanglicht (Festival di suono e luci, Graz), Casa della Musica, CAT (Club Alpinistico Triestino), ZRC-SAZU (Istituto di etnomusicologia di Lubiana).

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In copertina, ecco uno scorcio dello storico rifugio antiaereo nel centro di Trieste.