Case popolari, oltre 4.500 alloggi in mezzo secolo nel Pordenonese

L’Ater di Pordenone in mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle case. L’importante compleanno è stato celebrato, alla Fiera di Pordenone, con un convegno dedicato proprio ai 50 anni dell’istituto. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia di Pordenone, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.

Tassan Zanin e Novacco.

Il presidente dell’Azienda, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato come dal 1971 siano stati realizzati oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 50 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente Ater Pordenone gestisce 3.832 alloggi. «Anche quelli ceduti agli inquilini – ha aggiunto – sono un segnale positivo di come la qualità della vita delle famiglie in questi anni sia aumentata. Le sfide del futuro sono spendere bene i soldi del Pnnr e case moderne anche dal punto di vista energetico, come già stiamo facendo». Negli alloggi più recenti, infatti, grande attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e al risparmio energetico, con alloggi in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, a conferma di un’attenzione all’ambiente che l’Azienda ha avuto, prima in Italia nell’edilizia pubblica, fin dalla sua nascita.

Al microfono De Bortoli.

All’evento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti: «Un ente che ha alle spalle mezzo secolo di vita, ma che è sempre all’avanguardia sapendo proporre scelte innovative che coniugano la necessità di nuove residenze con le evoluzioni della società», ha detto portando anche i saluti del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga. Per quanto riguarda il futuro, l’assessore ha individuato due grandi sfide. «La prima – ha detto Pizzimenti – è quella legata all’opportunità messa in campo con il Pnrr, che assegna alle Ater del Friuli Venezia Giulia quasi 63 milioni di euro da investire. Dovremo essere in grado di mettere in campo progetti già cantierabili, poiché i fondi a disposizione dovranno essere spesi entro il 2026. Servirà quindi compiere un lavoro di squadra con le amministrazioni pubbliche della regione per utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione. La seconda sfida – ha concluso Pizzimenti – è quella invece legata al ruolo delle Ater. Ci dobbiamo interrogare per capire se l’ente sia deputato solamente alla realizzazione infrastrutturale degli edifici abitativi oppure se, accanto a questo aspetto, debba essere nel contempo impegnato anche a studiare l’evoluzione della società per capire quali siano le nuove esigenze degli inquilini».

Bertolo e Pielli.


L’assessore del Comune di Pordenone, Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Ciriani e consegnando una targa al presidente Tassan Zanin, ha ricordato come l’Ater Pordenone sia stata tra i motori dello sviluppo cittadino e di come le sue case siano sempre state fatte con cura, mentre il presidente nazionale di Federcasa, Riccardo Novacco, ha analizzato il quadro delle residenze pubbliche nella penisola, spiegando che è in atto un dialogo costruttivo con il Governo. Monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha poi ricordato come la casa sia un elemento essenziale per il benessere della comunità.

Ex presidenti e amministratori.

Tra gli ospiti della giornata – condotta dal direttore Lorenzo Puzzi e realizzata assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Francesco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). I due hanno ricordato i primi anni di vita dell’ente, staccatosi dall’omologo udinese dopo la nascita della provincia di Pordenone. Con loro hanno ricevuto un diploma di ringraziamento anche altri ex amministratori presenti in sala (il commissario Davide Sartor, i presidenti Alberto Scotti e Claudio Serafini e l’amministratore unico Monica Pase) e dirigenti (i direttori Antonio Ius e Aldo Bello e lo stesso Angioletto Tubaro). Sono stati anche ricordati con un momento commemorativo gli ex presidenti scomparsi Sergio Peressutti, Giancarlo Luisa Vissat e l’ex direttore Giorgio Garau. Presenti in sala pure consiglieri regionali, sindaci e amministratori del territorio.

La sala presente il vescovo Pellegrini.

I DATI

La ricorrenza ha fornito anche l’occasione per una “fotografia” del servizio che Ater Pordenone offre al territorio del Friuli occidentale. Nei 3832 alloggi gestiti vivono oltre 8 mila persone, per il 91% di nazionalità italiana. Il 60% degli alloggi sono assegnati a persone che hanno un reddito Isee tra zero e 10 mila euro, un dato che evidenzia come l’Ater Pordenone dia un bene primario come la casa a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire un’abitazione sul mercato privato. Tra questi soprattutto gli over 65, anziani che rappresentano il 41% degli intestatari. La composizione dei nuclei famigliari è per il 40% di una persona, del 29% di 2 persone, del 22% di 3-4 persone e del 9% di più di 4 persone.  La struttura di Ater Pordenone è composta da 50 persone tra dirigenti, quadri e impiegati. Neanche negli anni della pandemia ha smesso di seguire le sue finalità: nel 2020 sono stati consegnati 118 alloggi, nel 2021 fino a ottobre 176. Quest’anno in particolare si contraddistingue per l’inaugurazione di 28 nuovi alloggi tra Caneva, Casarsa della Delizia, San Quirino e Spilimbergo.  Tra i Comuni con il maggior numero di alloggi attualmente, oltre al capoluogo Pordenone con 1307, ci sono Azzano Decimo (111), Casarsa della Delizia (151), Cordenons (151), Fiume Veneto (109), Fontanafredda (1339, Maniago (182), Porcia (125), Sacile (245), San Vito al Tagliamento (293), Spilimbergo (141).

I PRIMATI

In questo mezzo secolo di attività, l’Ater Pordenone ha messo agli archivi una serie di “prime volte”. La prima serie di alloggi a essere stata costruita – dopo l’uscita dall’omologa azienda di Udine in seguito alla nascita della Provincia di Pordenone – vide il taglio del nastro il 28 agosto 1973 a Sesto al Reghena con una serie di villette a schiera in via Giotto di Bondone. Poco dopo, nel 1974, a Fiume Veneto in via Tavella, il primo intervento di edilizia pubblica in tutta Italia a installare un impianto solare.

—^—

In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Graziano Pizzimenti.

Pordenone, sipario su Punto d’incontro con i consigli di “eccellenze” nel mondo

Il convegno organizzato da Efasce, intitolato “Restare o Partire?”, ieri ha concluso Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere. Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e della stessa Pordenone Fiere, il momento di approfondimento ha permesso di aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie alle indicazioni di alcune “eccellenze” pordenonesi nel mondo che hanno testimoniato la loro esperienza professionale e di vita.
In collegamento Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il sette volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi; e Martina Del Ben in Germania è designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala invece tre relatori: Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti, appena rientrato dagli Usa; Paolo Bergamasco, chef e imprenditore in Svezia; Matteo Maria Giordano, esperto in Media education. Con loro anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.
Per Efasce, i saluti sono stati portati dal presidente Gino Gregoris e dalla vice Luisa Forte, mentre la parte organizzativa e la presentazione sono state curate da Michele Morassut.

—^—

In copertina, il collegamento con Martina Del Ben; all’interno, altre quattro immagini dell’incontro a Pordenone Fiere:  il saluto di Gregoris, i relatori, il collegamento con Gianluca Pilot e pubblico.

 

 

Restare o partire? Si raccontano i pordenonesi di successo all’estero

Dall’ingegnere di architettura software che dopo aver lavorato in California, alla Apple, ha deciso di rientrare a Pordenone per insegnare sul territorio l’innovazione digitale al corregionale capo meccanico Ferrari ai tempi dei mondiali vinti da Schumacher che ora è direttore pista del Motorsport di Abu Dhabi, portando un pezzo di passione per il lavoro tipica del Friuli Venezia Giulia negli Emirati Arabi Uniti: sono solo due delle storie al centro del convegno organizzato da Efasce intitolato “Restare o Partire?”, che domani 28 ottobre, alle 15.30, concluderà Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere (accesso con Green Pass, ingresso libero fino a esaurimento posti). Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Pordenone Fiere.
“Un momento – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – pensato per aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie all’esperienza di alcune eccellenze pordenonesi nel mondo. Inoltre, proporremo tre laboratori con alcuni dei nostri corregionali per approfondire le tematiche del lavoro per i giovani, sempre nella due giorni della fiera il 27 e 28 ottobre”.

IL CONVEGNO – A raccontare la propria avventura professionale da remoto due corregionali di successo. Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il 7 volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, è ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi. Recentemente è stato intervistato nello speciale documentario Netflix sulla vita del campione tedesco. Martina Del Ben, in collegamento dalla Germania, racconterà invece la sua esperienza di designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala saranno invece tre relatori.

Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti. Da poco è rientrato in Italia dopo una carriera in California tra Cupertino, Paolo Alto e San Francisco in colossi come Apple, Google e Nest. Svelerà ai presenti i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

Paolo Bergamasco è in arrivo dalla Svezia; cosa c’entrano una laurea in Scienze e biologia forestali, un’esperienza decennale come educatore ed una carriera nel mondo della ristorazione? Head chef nel Paese scandinavo e imprenditore nella ristorazione, aiuterà i partecipanti a costruire una visione del proprio futuro per trasformare le passioni in un vero lavoro e indirizzare i propri talenti lungo il tortuoso percorso chiamato vita.

Matteo Maria Giordano è invece esperto in Media education. Colloqui di lavoro su LinkedIn, controllo dei profili social, rispetto della privacy; tutto il processo di selezione del personale, interviste e application, oggi, passa per l’online. Riveste sempre più importanza pertanto la gestione della propria identità digitale e della web reputation e Giordano lo spiegherà ai giovani.

Con loro ci sarà in sala anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.

I LABORATORI – L’Ente proporrà tre laboratori con altrettanti Pordenonesi nel mondo che metteranno a disposizione dei partecipanti le proprie esperienze lavorative e di vita all’Estero.

“30 anni di World-wide Web. Sarai tu a scrivere un pezzo di futuro?” sarà condotto da Andrea Mucignat. Guiderà i partecipanti al laboratorio (che si svolgerà oggi dalle 10.45 alle 11.30 e domani dalle 12 alle 12.45) attraverso una entusiasmante storia del www e di Internet per scoprire i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita: come trasformare le passioni in un vero lavoro” sarà condotto da Paolo Bergamasco. Laboratorio oggi dalle 12 alle 12.45 e domani dalle 14 alle 14.45.

“Social media & Web reputation: tutto quello che devi sapere per la gestione dei tuoi profili social, l’identità digitale e la privacy” sarà condotto da Matteo Maria Giordano. Giordano, esperto in Media education, aiuterà i partecipanti al laboratorio (oggi dalle 14 alle 14.45 e domani dalle 10.45 alle 11.30) a definire la propria presenza sui social anche dal punto di vista professionale nel delicato equilibrio tra vita privata e sfera pubblica.

Tutti i momenti si svolgeranno all’interno dell’area fieristica dedicata a Punto d’Incontro, a cui si accede con Green Pass. La frequenza dei laboratori è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

“Ridoprin Lab”, una menzione speciale per la cooperativa Karpós di Porcia

“Ridoprin Lab”, laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone realizzato dalla cooperativa sociale Karpós di Porcia, che si occupa di recupero tessuti e oggetti mirando al contempo al reinserimento occupazionale di donne fragili, ha ricevuto una menzione speciale al premio PerCoRSI in FVG 2 – Percorsi per la salute, la sicurezza e la qualità della vita lavorativa in Friuli Venezia Giulia, iniziativa cofinanziata dal Fondo sociale europeo nell’ambito dell’attuazione del POR 14-20, con capofila Ires Fvg Impresa Sociale e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. A consegnare i riconoscimenti l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen.

«Siamo molto orgogliosi per questo riconoscimento – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós dopo la cerimonia – che premia la nostra capacità di aver colto una nuova esigenza del territorio: riutilizzare i rifiuti. Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli rappresentate in primis dal target femminile oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali».
La mission di Karpós è da sempre ridare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità e favorendo opportunità lavorative e di reintegrazione sociale: per tutte queste ragioni e per la grande attenzione all’ambiente e al diritto ad avere un lavoro dignitoso, che la cooperativa Karpos, facente parte di Confcooperative Pordenone, è stata insignita della menzione a carattere regionale. Il Premio è stato anche l’occasione per un confronto e un approfondimento sulle sfide future per la sostenibilità e la qualità del lavoro a cui saranno chiamate nei prossimi anni imprese ed enti regionali.

«Il Ridoprin Lab coglie le sfide future per la sostenibilità e intende sostenere le donne che – ha concluso Marano -, impegnate in lavori usuranti come per esempio nei servizi di pulizie o nella professione di Oss, faticano a raggiungere l’età pensionabile e si trovano costrette a lasciare il lavoro oppure donne sole con bambini, senza reti parentali, che necessitano di orari particolari di lavoro, donne anziane, depositarie di abilità manuali ormai desuete, in una logica di invecchiamento attivo, oltre che donne immigrate che provengono da contesti culturali diversi da quelli presenti nel comprensorio pordenonese, in questo senso lavoriamo per rispettare gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 quali: la parità di opportunità tra donne e uomini, la promozione della gestione e uso efficiente delle risorse naturali e lo sviluppo di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile». Il progetto Ridoprin Lab è stato finanziato nell’ambito del bando “Un’Impresa accessibile ed Inclusiva” promosso dal Comune di Pordenone e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

—^—

In copertina e qui sopra gli oggetti prodotti nel laboratorio; all’interno, il premio e la sua consegna.

 

Efasce, oggi prima giornata dell’Incontro (a Pordenone) dei corregionali all’estero

Tutto pronto, oggi, per la prima giornata dell’Incontro dei corregionali all’estero dell’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti), giunto alla sua 44ma edizione: a partire dalle 17 dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si terrà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, quando è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro” che verrà sviluppato pure in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Filippo Trevisan

S’inizia, dunque, oggi alle 17 con i discorsi di apertura, a partire dal presidente Efasce, Gino Gregoris. A seguire Filippo Trevisan, professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington Dc, viene intervistato su “La politica Usa dopo la pandemia: dialogo sul sogno americano”. Poi speech di Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London su “Numeri per ripartire, la scienza al servizio della popolazione”. Alle 21, evento riservato ai corregionali all’estero, concerto di Cristina Zavalloni “Parlami di me”: le canzoni di Nino Rota per il cinema italiano.

Filippo Trevisan – Originario di Codroipo, è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University, Washington Dc. La sua ricerca esplora l’impatto dei media digitali su attivismo e comunicazione politica. Studia come sia i “movimenti dal basso” che i partiti politici usano le piattaforme digitali, in combinazione con metodi più tradizionali di protesta e comunicazione strategica, per indirizzare i dibattiti su questioni controverse e influenzare importanti decisioni politiche. Autore di numerosi libri, articoli e pubblicazioni su riviste internazionali di scienza politica e comunicazione.

Anna Cupani – Originaria di Pordenone, è responsabile comunicazione e collaborazioni esterne Istituto di Data Science Imperial College London. Una formazione scientifica che passa per una laurea in chimica all’Università di Padova, un master in scienze molecolari e un dottorato di ricerca in ingegneria chimica. Il suo interesse per il trasferimento tecnologico, per il tradurre le scoperte scientifiche in innovazione che raggiunga la collettività e per il lavoro interdisciplinare, l’ha portata a sviluppare attività che aiutano i ricercatori. Dal sostegno nella promozione della loro ricerca accademica in varie sedi, dal World Economic Forum al Parlamento britannico, a collaborare con le istituzioni per definire nuove leggi e regolamenti, a stabilire collaborazioni tra industria e ricerca accademica.

Gino Gregoris

L’Incontro è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il contributo di Bcc Pordenonese e Monsile e con il patrocinio del Comune di Pordenone e Camera di Commercio Pordenone – Udine. Tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta streaming (e poi successivamente a disposizione per essere rivisti) sul sito www.efasce.it,sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Efasce – Pordenonesi nel Mondo.

—^—

In copertina, Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London.

San Giovanni di Casarsa, chiavi di casa Ater a sei famiglie negli ex orti Pezzotti

Taglio del nastro ufficiale per i nuovi appartamenti di edilizia popolare nella zona Peep di San Giovanni di Casarsa. Sei famiglie hanno ricevuto le chiavi della loro abitazioni grazie a un lavoro a tre: la Città di Casarsa della Delizia che con la sua amministrazione comunale ha donato l’area denominata ex orti Pezzotti; la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che ha finanziato l’opera; l’Ater Pordenone che con un cantiere da 1 milione di euro ha realizzato la nuova palazzina che rispetta l’abbattimento delle barriere architettoniche e punta sul risparmio energetico.

Il taglio del nastro.

“Un giorno importante per la nostra comunità – ha affermato il sindaco, Lavinia Clarotto – che in questo luogo per anni ha avuto sotto gli occhi, a pochi passi dal centro sangiovannese, il degrado di un cantiere mai completato a causa di un fallimento. Poi il terreno è tornato in possesso del Comune e siamo stati lieti di donarlo per questo progetto di edilizia sociale che, grazie al lavoro sinergico con Regione e Ater, ora è concluso dando così risposta alla domanda di alloggi popolari che nella nostra realtà è molto sentita”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha aggiunto come il sistema regionale delle Ater “risponda alle esigenze del territorio e delle persone con un valore fondamentale come quello del poter disporre di una casa”, sottolineando come i bandi comprensoriali risponderanno sempre più alla richiesta di alloggi popolari. Il presidente dell’Ater Pordenone, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato anch’egli come la casa sia un bene primario da garantire, ragionamento ripetuto pure nella vicina Spilimbergo dove nella stessa giornata c’è stata l’inaugurazione di altre due palazzine.

Don Lorenzo Camporese, parroco di Casarsa, a nome anche del parroco di San Giovanni Giancarlo Pitton ha benedetto la struttura. Presente per l’amministrazione comunale pure l’assessore alle politiche sociali Claudia Tomba nonché consiglieri comunali e regionali e il comandante della locale stazione dei carabinieri Donato Perrone. Per l’Ater Fvg presente il direttore Lorenzo Puzzi per Ater Pordenone il direttore Angioletto Tubaro. Emozionante il momento in cui alle sei donne che con rispettive famiglie vivranno nella palazzina, sono state consegnate le chiavi degli appartamenti, tutti in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, garage e cantina.

La palazzina Ater Pordenone.

—^—

In copertina, gli interventi delle autorità alla cerimonia inaugurale.

Dall’artigianato in vetrina ad Aquileia al webinar sulle Eccellenze in digitale

Oltre 50 artigiani esporranno le proprie opere nell’ambito della nuova mostra di artigianato artistico del Fvg, “Essere V_mano”, in programma ad Aquileia, a palazzo Meizlik, da oggi al 27 giugno. Promossa da Confartigianato-Imprese Udine, l’esposizione è curata da Elena Agosti e sostenuta dal Cata Artigianato Fvg e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con le Confartigianato di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’Unione Regionale Economica Slovena (Sdgz-Ures) e il Comune di Aquileia. L’iniziativa vanta inoltre il patrocinio di PromoTurismo Fvg, Fondazione Aquileia, Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, Fondazione Cologni e dei Mestieri D’Arte, Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico e Confartigianato Ancona-Pesaro Urbino.
Il taglio del nastro è in programma per questo pomeriggio, alle 18, in piazza Capitolo. Saranno presenti tra gli altri il presidente di Confartigianato-Imprese Fvg, Graziano Tilatti, la Capocategoria Arti Varie di Confartigianato – Imprese Fvg, Eva Seminara, il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, e il presidente di Cata Fvg, Ariano Medeot.

***

Formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane. È l’obiettivo di Eccellenze in digitale 2021, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze digitali dei propri lavoratori. Grazie al finanziamento di 1 milione di euro da parte di Google.org, la nuova edizione prevede una serie di appuntamenti organizzati dai Punti Impresa Digitale degli enti camerali. La Camera di commercio di Pordenone-Udine prende parte al progetto e dà avvio alle attività con un webinar di formazione che si terrà il 24 maggio, dalle 15, dedicato a “Turismo, ospitalità e accoglienza: il digitale per la crisi”. L’accesso è aperto a tutti i lavoratori delle imprese locali tramite iscrizione al link: http://bit.ly/EccellenzePnUd; tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito https://www.pnud.camcom.it nella sezione dedicata a Eccellenze in digitale.

 

Nimis, addio a Bruno Frezza osovano con Comelli del quale fu a lungo autista

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Vedete quel mosaico lassù. Lo formano migliaia di tessere, l’una diversa dall’altra. Bruno era come una di esse, una tessera nella propria comunità della quale ha contribuito a scriverne la storia. E ora,  con lui, se ne va un altro pezzo di paese». In effetti è proprio così, perché una persona che si spegne al termine di una lunga vita, 94 anni, come quella di Bruno Frezza, lascia indubbiamente un vuoto, per cui sono parse più che appropriate le parole di monsignor Rizieri De Tina per rendere omaggio a un esponente della vecchia Nimis e di una storica famiglia del paese che in appena un anno ha perso i tre fratelli. Infatti, poco prima di Natale era mancata a Torlano Giuditta e agli inizi del 2020 il sacerdote Francesco, quel Pre’ Chechin che era stato per lunghi anni arciprete di Tarcento.
Al funerale celebrato in Duomo, fra i tanti che erano venuti a salutare “Bruno Bertole”, c’era anche il presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli, Roberto Volpetti. Frezza aveva infatti partecipato giovanissimo, appena diciottenne, alla Resistenza, appunto fra gli osovani di Nimis guidati da Antonio Comelli.  Poi, finita la guerra, mentre il paese incendiato stava risorgendo, l’amicizia con l’illustre concittadino ormai entrato nella sfera politica si era trasformata in attiva collaborazione. Per parecchi anni, infatti, ne fu l’autista personale: dapprima dell’assessore regionale all’Agricoltura e poi del presidente della Giunta. Un lavoro molto intenso e impegnativo, cominciato già nel lontano 1964, praticamente all’indomani della nascita della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e protrattosi fino agli anni del dopo-terremoto, quando gli subentrò il tricesimano Silvano Bertossio, pure lui venuto a dirgli il suo “mandi”.
Nei ritagli di tempo libero, Bruno Frezza era attivo anche in paese. A cominciare dalla Banda musicale – fino a quando la stessa è rimasta operativa – e dalla Cantoria parrocchiale, poi diventata “Corâl des Planelis”. Ma il defunto è ricordato anche per la simpatia, che molti hanno potuto apprezzare fino all’ultimo, perché, nonostante l’età avanzata, non ha mai rinunciato all’incontro con gli amici davanti a un buon bicchiere di vino. Una giovialità che “Bruno Bertole” aveva sempre saputo esprimere, sebbene fosse stato colpito ripetutamente dalle avversità della vita, come la straziante e prematura perdita dei figli Pierino e Daniele, e della moglie Teresa. Un dolore mitigato nella vecchiaia dalla presenza degli altri due figli, Elena e Renato, che gli sono stati vicini fino alla fine.

***

Il ricordo di Volpetti
presidente dell’Apo

Bruno era l’ultimo dei 107 patrioti della Brigata Osoppo di Nimis. Ero stato varie volte a casa sua, e l’anno scorso ero andato appositamente a cercarlo per sapere da lui se si sentiva di raccontare qualcosa sui momenti che aveva vissuto, appena diciottenne: momenti drammatici, in cui era facile incontrare la morte, vivere la paura, la fame. In quel giorno mi disse che non se la sentiva, e ormai non sarà più possibile sentire il suo racconto.  Eppure in questi mesi, credo di averlo incontrato: non direttamente, ma leggendo un racconto di Sergio Sarti, il partigiano “Gino”, nel dopoguerra noto professore di Storia e Filosofia al liceo Stellini di Udine, curatore di vari libri della Osoppo e di cui abbiamo ricordato di recente il centenario della nascita. Abbiamo ritrovato un suo racconto, inedito, che abbiamo pubblicato sul libro che è stato realizzato in sua memoria. Il racconto si chiama “La bambola” ed è ambientato a Nimis: lo si capisce chiaramente da alcuni nomi di borgate che vengono citate. Lo stesso Sarti fu presente in quella zona nell’estate del 1944. Sarti descrive con realismo e senza enfasi, le tensioni, i problemi, il contesto e l’ambiente in cui i partigiani operavano. Ebbene uno dei personaggi del racconto (il partigiano “Vento”) è un ragazzo diciottenne, tutto preso dal fatto di aver trovato la morosa (Linda), e che vive questa situazione della Resistenza, con l’entusiasmo di quella età, senza rendersi conto dei rischi. Nello scontro a fuoco con i tedeschi, “Vento” vede la morte passargli accanto e vede morire un tedesco, incontra la disumanità della guerra, di ogni guerra. Ho pensato che quel ragazzo avresti potuto essere tu… e ho capito perché non avevi più voglia di parlare di queste cose. Grazie Bruno: credo che un grazie oggi te lo dobbiamo, a te ed ai 106 amici del tuo paese, che hanno combattuto nella Brigata Osoppo. Te lo dobbiamo. Mandi Bruno.

Roberto Volpetti

—^—

In copertina, recente immagine di Bruno Frezza; sopra, invece, con la Banda in una foto di Bruno Fabretti: è il secondo, in piedi, da sinistra.

Efasce Pordenone, online o in presenza ma sempre a contatto con gli emigranti

Sguardo al futuro con un’ottica ricca di speranza: nell’attesa che il Coronavirus, anche grazie ai vaccini, allenti la sua morsa permettendo la ripresa dell’attività di rappresentanza anche all’estero, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone annuncia le linee guida del suo 2021, in cui diversi progetti partiranno nei primi mesi a livello digitale per poi, si spera, poter avere anche una prosecuzione in presenza. Una serie di attività che abbraccia tutti i corregionali all’estero, sia quelli di seconda, terza o più generazione che quelli partiti di recente per nuove avventure professionali.
“La dimensione digitale – ha spiegato il presidente Gino Gregoris – è stata fondamentale lungo il 2020 per mantenere i contatti con i nostri segretariati e anche quando si tornerà, si spera presto, a una nuova normalità contiamo di proseguire in alcune iniziative online che tanto sono state apprezzate. Dopotutto, che sia in presenza o in streaming, la nostra mission rimane immutata: l’assistenza ai nostri corregionali che dall’estero hanno bisogno di un contatto costante con la terra d’origine, in uno scambio che arricchisce sia loro che noi. In tal senso, fondamentale il prezioso sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli che credono nei nostri progetti”.
Gennaio, fin da lunedì 11,  sarà dunque il mese della ripresa, dopo la pausa natalizia, del progetto “4 chiacchiere” con, dedicato alle interviste ai giovani corregionali di recente emigrazione, al quale però si aggiungerà qualche puntata “spin-off” dedicata ai discendenti degli emigrati del Novecento. Per questi ci sarà anche la seconda edizione del corso didattico online (Area Fad) di lingua italiana e cultura regionale, che nella prima edizione ha visto 40 partecipanti. Non solo: allo studio anche un progetto culinario denominato Sapori a Nord-Est e un documentario sulla vita dello storico viaggiatore e scienziato Padre Bartolomeo di Panigai (attuale Comune di Pravisdomini), al servizio del re del Portogallo nel 1500.
Ma il 2021 è anche l’anno dell’Expo di Dubai al quale l’Efasce si è idealmente collegato a partire dal suo annuale incontro dei corregionali all’estero che è avvenuto lo scorso luglio. “L’Expo – aggiunge Gregoris – sarà una piattaforma di ulteriore rilancio della nostra attività. La storia dell’emigrazione friulana nel mondo offre l’opportunità di comprendere la storia di uomini e donne che sono stati capaci di aprire i propri orizzonti guardando al futuro con tanti desideri e sogni. Connecting Minds, Creating the Future, tema attorno al quale ruoterà la prossima Esposizione universale negli Emirati Arabi Uniti, si sposa quindi perfettamente con l’esperienza di tutti coloro che dalla nostra Patria sono partiti”. Allo studio una presenza pordenonese nel Paese del Golfo, mentre a luglio ci sarà la 44ma edizione del citato Incontro dei Corregionali all’estero con la seconda tappa del percorso iniziato l’anno scorso e incentrata sul tema “Connessi per creare il futuro. L’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”. “Anche quest’anno – conclude il presidente – in un evento in presenza con collegamenti video in varie parti del mondo, chiederemo ai nostri corregionali spunti per la ripartenza della nostra regione dopo l’emergenza Covid-19”.

La prima puntata del 2021, in programma come detto lunedì prossimo, condurrà alle 18 a Singapore, dove opera da quattro anni Andrea Rossetto, 30enne di Prata di Pordenone, export area manager nel settore arredamento e design per una nota azienda veneta del settore. Rossetto sarà intervistato da Michele Morassut della segreteria Efasce assieme al presidente Gregoris. Sarà anche l’occasione per capire come il Made in Italy, soprattutto nel settore dell’arredamento, continui a essere molto richiesto all’estero. Il tutto potrà essere seguito online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”.

 

Che cos’è l’Efasce?

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, si era svolta a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. La speranza è quella di potersi ritrovare nel 2021.

—^—

In copertina e qui sopra l’intervento del presidente Gino Gregoris.

Le 216 Pro Loco Fvg in assemblea a Casarsa: Pezzarini si ricandida

Tempo di assemblea per il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia: l’appuntamento è per sabato 5 settembre a Casarsa della Delizia, dove le 216 Pro Loco affiliate saranno chiamate ad approvare il bilancio 2019 e a rinnovare i propri organi elettivi per il mandato 2020-2024. Il presidente regionale uscente Valter Pezzarini è l’unico candidato alla massima carica, sostenuto da una lista di candidati per i 15 posti di consigliere regionale che vanno a rinnovo (in totale ci sono 25 candidati a questo ruolo, eleggibili in 11 collegi elettorali che coprono tutto il territorio regionale).

Ho risposto con senso di responsabilità alla richiesta da parte del mondo delle Pro Loco regionali di ricandidarmi. Attraverso il lavoro di squadra che si propone di realizzare questo gruppo – ha spiegato Pezzarini – vogliamo dare continuità a quanto realizzato in questi 8 anni di mia presidenza e che verrà ulteriormente sviluppato nel nuovo mandato. Vita associativa con costante presenza a favore delle comunità e del territorio e rapporto con le istituzioni, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: questi i punti guida del programma del Comitato, oltre a formazione continua, servizio civile, consulenze gratuite per le Pro Loco attraverso i nostri uffici e consulenti professionisti, modernizzazione della nostra macchina operativa e progetti dal respiro regionale come Sapori Pro Loco e Presepi in Friuli Venezia Giulia. Tanta la strada percorsa nei due mandati precedenti: sarebbe stato rischioso, soprattutto in questo frangente in cui anche le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia sono alle prese con l’emergenza Covid-19 e la riforma del Terzo settore, lasciare in corso di sviluppo alcuni ambiti di azione: con spirito di servizio ho quindi accettato di ripresentarmi”.

L‘appuntamento per l’assemblea è alle 9.30 di sabato 5 settembre al teatro comunale Pier Paolo Pasolini, ospiti della Pro Casarsa. Saranno rispettate le disposizioni anti-Coronavirus. L’ordine del giorno, dopo il saluto delle autorità ospiti, prevede la relazione del presidente Pezzarini, la presentazione delle nuove convenzioni per le associate e del bilancio consuntivo 2019 e sua approvazione. Poi la parte elettorale: oltre a presidenza e consiglio saranno rinnovati anche gli organi di controllo, i probiviri e saranno eletti i delegati all’assemblea nazionale dell’Unpli che si terrà a Padova in novembre.
Sarà anche l’occasione, ai margini dei lavori, per fare il punto tra le Pro Loco di come è andata l’estate tra i tanti eventi saltati a causa del Covid-19 e l’esperienza, da condividere con le altre Pro Loco, di quelle realtà che invece hanno comunque proposto qualcosa anche se ripensandolo attraverso nuovi format. Lo scorso 18 luglio alla assemblea straordinaria di Tavagnacco era stato anche presentato lo studio dell’Unpli nazionale – Cgia di Mestre che evidenziava come il movimento regionale delle Pro Loco faceva girare, prima dell’emergenza sanitaria, ben 200 milioni di euro d’indotto per l’economia locale.
“Lo studio – ha commentato il presidente dell’Unpli nazionale, Antonino La Spina – ha evidenziato non solo l’impatto economico, ma anche l’enorme valore sociale assicurato dalla complessiva azione delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. I miei sentiti complimenti al presidente Pezzarini e al Comitato regionale per l’impegno profuso e l’illuminata attività svolta“.

—^—

In copertina, il presidente uscente Valter Pezzarini; qui sopra, il teatro Pasolini di Casarsa.