Pro Loco Fvg, dopo dodici anni si chiude l’era di Valter Pezzarini: al mio successore assicuro però piena collaborazione. E a Bruxelles da lunedì ci sarà il suo ultimo impegno

Sarà a Bruxelles – dove il 18 e 19 marzo guiderà una delegazione ospite dell’europarlamentare Elena Lizzi – l’ultimo impegno ufficiale di Valter Pezzarini come presidente del Comitato regionale Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Scade infatti il suo terzo mandato e nell’assemblea di sabato 23 marzo, a Codroipo, le Pro Loco eleggeranno il suo successore. Pezzarini conclude il suo incarico come presidente regionale, iniziato nel 2012, ma non il suo impegno a favore del mondo delle Pro Loco. «Rimarrò a disposizione del nuovo presidente e del nuovo consiglio nel caso abbiano bisogno della mia esperienza, ma senza ruoli ufficiali. Lascio infatti un’organizzazione che, in questi dodici anni, è cresciuta ed è diventata solida e che quindi può camminare sulle sue gambe anche con nuovi volti alla sua guida, i quali è giusto facciano le loro scelte. Come mi piace ricordare sempre: le persone passano, le Pro Loco restano».
Cosa porterà con sè della sua esperienza da presidente è presto detto: «La passione e il piacere di fare che i volontari delle nostre Pro Loco mettono in campo per il bene delle proprie comunità e dei propri territori. E tutto questo nonostante le sfide che stiamo vivendo: oltre alla fase acuta della pandemia, che abbiamo superato con grande prova di unità, ci sono la crisi del volontariato, con difficoltà a coinvolgere nuove leve, e l’eccessiva burocratizzazione. Ma come abbiamo ricordato nelle recenti celebrazioni per il 40° anniversario del Comitato regionale, siamo un mondo che valorizza il passato, vive il presente ma guarda anche al futuro, senza piangersi addosso».
Pezzarini ricorda anche alcuni dei traguardi raggiunti nei suoi tre mandati. «La crescita delle manifestazioni Sapori Pro Loco e Presepi Fvg – sottolinea – assieme all’attenzione per formazione e informazione delle Pro Loco tramite il Comitato regionale e la collaborazione con l’Unpli nazionale. Preziosa la sinergia con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ci sostiene con convinzione, e con il resto del Terzo settore. Come presidente ho potuto incontrare tante donne e uomini del nostro Friuli Venezia Giulia, instaurando importanti rapporti e confronti: porterò il loro ricordo con me».
Ora, dunque, l’ultimo impegno. «Grazie all’invito dell’onorevole Lizzi – conclude il presidente Pezzarini – saremo a Bruxelles per conoscere da vicino l’Europarlamento e allo stesso tempo far conoscere agli europarlamentari italiani la nostra realtà. Poi sarà tempo di assemblea ed elezioni per le nostre Pro Loco, che avrò modo di salutare a Codroipo».

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In copertina, il presidente uscente delle Pro Loco Fvg Valter Pezzarini.

Yoseikan budo, Casarsa “nazionale” in una giornata di grandi incontri durante il campionato interregionale

Per un giorno Casarsa della Delizia è stata il “centro” dello Yoseikan budo nazionale, grazie al campionato interregionale organizzato al PalaRosa dalla società Dojo Yoseikan Team Nordest-Ronin Budo con il patrocinio del Comune. Presenti 60 tra i migliori atleti di Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Lazio e ovviamente Friuli Venezia Giulia. Ma il gruppo di visitatori era ancora più grande, visto che insieme a loro ci sono stati allenatori, dirigenti, familiari e tifosi, che hanno anche approfittato dell’occasione per visitare Casarsa e gli itinerari pasoliniani (alcuni si son fermati per due giorni).


«Una giornata – ha commentato l’assessore allo sport, Samuele Mastracco – che ha coniugato sport e promozione della nostra cittadina. Complimenti al presidente del Ronin Budo Albiz Ermacora e ai suoi dirigenti e volontari per la grande giornata e per i risultati sportivi raggiunti. Come amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, siamo lieti per i tanti apprezzamenti ricevuti dagli ospiti per l’accoglienza nel palasport e nella nostra cittadina». Presente anche il consigliere regionale Markus Maurmair – che ha portato il saluto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – e per la Federazione italiana Yoseikan Budo i maestri Valentina Borgognoni e Fabrizio Tabella.
Per la società casarsese Ronin Budo sono arrivati importanti risultati. Medaglia d’oro della squadra Under 14, di Logan Di Nuccio (under 18-Senior), Matilde Manarin (under 14), Rejana Domi (under 12), Davide Biancolin (under 12 sotto i 43 kg), Cesare Torresin (under 14) ed Enea Torresin (under 12 sopra i 43 kg). Argenti per la squadra under 18, under 12, Jessy Santin (under 18-Senior), Alessio Secco (under 12), Dominick Kolarick (under 16 disciplina Atemi). Bronzi per l’altra squadra under 12, Glauco Torresin (under 14) e ancora Dominick Kolarick (under 16 disciplina Emono).

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In copertina, Maurmair, Borgognoni, Ermacora e Mastracco; all’interno, il gruppone che ha dato il via alle gare.

Città Diffusa, i corregionali all’estero tornano a Pordenone per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte

Dopo essere partiti per il mondo, tornano nella terra d’origine per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte, creando così nuove interazioni e linguaggi tra il Friuli Venezia Giulia e l’Estero. Questo lo spunto da cui è partito l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti per il progetto “La Città Diffusa” assieme ad Arianna Grosso (originaria di Casarsa della Delizia, vive e lavora ad Abu Dhabi come cultural manager). Realizzato con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con la collaborazione del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, Fondazione Pordenonelegge e il Comune di Pordenone, il progetto dopo la fase di elaborazione vede ora il suo clou con gli eventi aperti al pubblico.

Gino Gregoris


Al centro del programma la mostra “La Città Diffusa” che dall’8 marzo al 4 aprile, al Museo Civico d’Arte di Pordenone, vedrà in esposizione le opere di 7 artisti “Pordenonesi nel mondo” che hanno lasciato la regione per vivere e lavorare all’Estero, ma che ora vi tornano con le proprie creazioni. A essi si affiancheranno le opere degli studenti del Liceo Galvani. Esporranno Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo). Presentazione della mostra a cura di Arianna Grosso (Abu Dhabi, Cultural manager). Curatela della mostra a cura della professoresse Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet assieme alla Segreteria Efasce con Michele Morassut.

Elisabetta Calabritto, Londra.

Luca Pascotto, Parigi.

«Abbiamo voluto dare vita a questo progetto – afferma Gino Gregoris, presidente di Efasce – dopo aver ascoltato, dallo loro voce, le esperienze che i nostri corregionali stanno vivendo nel mondo. Una serie di saperi preziosi che abbiamo pensato fosse necessario riportare qui in Friuli Venezia Giulia, in modo che l’emigrazione non fosse solamente uno spostamento di persone ma anche una circolazione e condivisione di idee. Questo progetto artistico punta a rafforzare il legame dei nostri corregionali con i luoghi d’origine e a sensibilizzare chi vive in Friuli Venezia Giulia rispetto alle nuove forme di emigrazione, che interessano principalmente i giovani. Nuove connessioni, interazioni e linguaggi: una costellazione attiva che interagirà con Pordenone, i Comuni limitrofi e le città estere dove vivono i corregionali. Grazie ai partner istituzionali che hanno permesso non solo la mostra ma anche gli eventi collaterali, pensati per aggiungere ulteriori spunti di riflessione».
Infatti, assieme a Fondazione Pordenonelegge svolgeranno due incontri collaterali. Il 28 febbraio, alle ore 18, all’ex Convento di San Francesco a Pordenone “La città diffusa: Linguaggi e prospettive, nell’arte e nella vita” con Luca Taddio, professore associato all’Università di Udine, intervistato da Gian Mario Villalta. Il 26 marzo, alle ore 18, a Palazzo Badini, ancora nel capoluogo della Destra Tagliamento, “La città diffusa: Pordenone città futura”, in cui lo stesso Mario Villalta intervisterà Mattia Balsamini, fotografo e artista visivo ed Elena Biason, ingegnere civile e Climate Pact Ambassador alla Commissione Europea.

I Comuni friulanofoni dell’Aclif alla radio protagonisti in un programma della Rai

In occasione della Giornata Internazionale Unesco della Lingua Madre, è stata presentata ieri a Udine, nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la nuova trasmissione radiofonica Rai – con relativo podcast – intitolata “Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori”. Un programma in lingua friulana che presenterà, puntata dopo puntata, i Comuni friulanofoni che aderiscono all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana (che conta attualmente 144 Comuni). A presentare il programma il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, assieme al direttore della sede Rai di Trieste Guido Corso, alla vicedirettrice nazionale di Relazioni Istituzionali Rai Donatella Pace e a Mario Mirasola, responsabile di struttura dei programmi Rai di Trieste. A entrare nel dettaglio programma Arianna Zani, Giacomo Plozner e Marco Fornasin. Presente il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin e anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair nonché il presidente della Società Filologica Friulana Federico Vicario.


“Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori” sarà caratterizzato da un ritmo snello e ritmato, con puntate che oltre alla scheda tecnica del Comune protagonista vedranno l’intervista ai sindaci, schede su peculiarità ed eventi della cittadina, una testimonianza di chi ci vive e opera (come per esempio esponenti del volontariato o curatori di progetti di particolare interesse) e in conclusione una riflessione sull’utilizzo della lingua friulana in loco. Il primo ciclo di sette puntate andrà in onda da sabato 2 marzo a sabato 13 aprile su RadioRaiUno, a partire dalle ore 14 per un totale di circa 20 minuti ciascuna.
«Un primo passo – ha commentato il presidente dell’Aclif, Sergon – verso una sempre maggiore presenza della lingua friulana nella programmazione Rai. Da qui auspichiamo che possa partire una nuova stagione di programmi fino a raggiungere una programmazione informativa giornalistica radiotelevisiva quotidiana in lingua friulana, come avviene nel resto d’Italia per altre lingue minoritarie quale il ladino ad esempio. In tal senso facendo riferimento alla mozione bipartisan approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia lo scorso 1 febbraio per l’istituzione di una commissione paritetica Stato-Regione sul contratto di convenzione con la Rai per la lingua friulana, andremo ora a chiedere a tutti i nostri Comuni aderenti di approvare un ordine del giorno, sulla falsa riga di quello approvato già in alcuni Comuni come Tolmezzo ad esempio, e soprattutto a supporto della citata mozione regionale. D’altronde il friulano è parlato e capito quotidianamente da oltre 600 mila persone, senza contare il grande bacino di corregionali che vivono all’estero. Questo gruppo di cittadini ha diritto di veder riconosciuta l’importanza del proprio idioma nella programmazione radiotelevisiva dell’emittente di Stato: grazie quindi alla sede Rai di Trieste e al direttore Corso per la sensibilità dimostrata e per l’impegno profuso nella nascita di “Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori”. Per questo programma la collaborazione dell’Aclif e dei 144 Comuni aderenti è pronta e fattiva e lo sarà anche per tutte le future iniziative che, lo speriamo, verranno messe in essere a breve per la lingua friulana».

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In copertina e all’interno due immagini della presentazione dell’importante iniziativa.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl”: bando dell’Arlef a favore dei Comuni

Si avvicina la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” e, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per l’anno 2024 l’Agenzia, in base a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 57.500 euro.
Potranno accedere ai fondi i Comuni aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine, oltre ai sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto).
Come stabilito dal bando – disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre che le domande la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio prossimo, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555910, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina, la bandiera del Friuli storico in piazza Libertà a Udine.

I brasiliani che parlano friulano antica tradizione orale pordenonese preservata e valorizzata dal Progetto Mandi

Arrivarono in Brasile tra Ottocento e primo Novecento e vi portarono la “marilenghe”, di cui ancora adesso i loro discendenti conservano memoria: a portare alla luce questa tradizione orale antica è stato il Progetto Mandi, che ha raccolto le testimonianze di diverse persone che ancora parlano la lingua friulana nei Comuni della Serra Gaúcha (Bento Gonçalves, Monte Belo do Sul, Santa Tereza e dintorni), nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

Una zona nota per il “talian”, lingua riconosciuta dalle istituzioni locali e basata sul dialetto veneto, visti i numerosi immigrati provenienti da quell’area d’Italia. Ma fino ad ora poco si sapeva dell’eredità friulana di queste zone. Circa il 4% degli italiani che vi si stabilirono a partire dal 1875 erano infatti friulani. Proprio il citato progetto Mandi – realizzato dalla Sezione brasiliana dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti con fondi della sede centrale italiana di Efasce (a Pordenone) che li ha ricevuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha permesso di riscoprire la storia di questa emigrazione.
Le interviste sono alla base di un emozionante documentario del regista Leandro Menzen, anche lui di origini friulane: un’intensa carrellata di testimonianze tra ricordi d’infanzia, filastrocche imparate dai propri nonni, parole friulane ancora utilizzate nella quotidianità, villotte cantate con le lacrime agli occhi. Una favola in particolare, “La pulç e il pedoli” (La pulce e il pidocchio) è stata raccolta in un libro per l’infanzia illustrato e in edizione bilingue friulano/portoghese (Pulga e piolho), destinato alle scuole di quella zona. A leggerla nel video, con un friulano praticamente perfetto, un’anziana discendente friulana che ascoltò il racconto dalla sua nonna. Sia per il video che per il libro Efasce Brasil ha ricevuto anche il sostegno del Comune di Monte Belo do Sul e dell’azienda Tramontina.


«Inoltre – spiega Argel Rigo, coordinatore Efasce Brasile – il libretto è stato distribuito ai 20 Segretariati Efasce presenti in Brasile, oltre ai Segretariati dell’America del Sud e alle entità culturali. Sta avendo un riscontro molto positivo alla pari del documentario. Un grande ringraziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ad Efasce per aver sostenuto questo progetto di conservazione della memoria così importante». «Siamo felici – aggiunge Gino Gregoris, presidente di Efasce – che questo progetto che abbiamo finanziato con la Regione abbia potuto permettere la raccolta di una testimonianza della nostra emigrazione in Brasile che, con il passare degli anni, rischiava di andare perduta. Complimenti ad Argel Rigo, a Leandro Menzen e a tutta la squadra del progetto Mandi per questo prezioso impegno».

Il video è visibile qui
https://www.youtube.com/watch?v=8BR1EZcEdUQ&t=2380s

Mentre il libro qui
https://issuu.com/pulgaeopiolho/docs/a_pulga_e_o_piolho

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In copertina e all’interno friulani pordenonesi emigrati in Brasile oltre un secolo fa.

Aviano, prima pietra all’ex latteria per ricavare tre alloggi “cohousing” che accoglieranno giovani coppie del paese

Posa della prima pietra nell’area dell’ex latteria sociale di Villotta e Castello di Aviano, in via Montello: l’edificio sarà recuperato realizzando una struttura residenziale con spazi di aggregazione aperti a tutta la comunità. A simboleggiare questo fine sociale un atto molto emozionante: la posa dentro la pietra di una pergamena firmata dai cittadini presenti e dai vari attori coinvolti nel progetto di recupero.


A inaugurare il cantiere Paolo Tassan Zanin, sindaco del Comune di Aviano proprietario dell’immobile, e Giovanni Tassan Zanin, presidente di Ater Pordenone, l’ente esecutore dell’intervento. Entrambi hanno ringraziato la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia finanziatrice dell’opera (con una compartecipazione del Comune pedemontano). Presente anche l’assessore comunale al patrimonio Giuseppe Ragozzino, mentre don Davide Corba ha benedetto la struttura e l’area lavori. Presente tra gli altri – oltre a numerosi cittadini avianesi, funzionari e dipendenti Ater Pordenone e rappresentanti della ditta Del Mistro che curerà i lavori – anche una rappresentanza dell’Ordine degli architetti con Monica Pase.

«Con questo intervento l’abitare sociale – ha affermato il presidente dell’Ater Pordenone Giovanni Tassan Zanin – ha un nuovo punto di forza ad Aviano, viste le necessità che ci sono qui come nel resto della provincia. Con il Comune proseguiremo su questa strada anche con l’ex latteria di Giais e stiamo valutando pure la ristrutturazione, sempre a fini abitativi, della casa della suore ad Aviano centro». «Una giornata importante – ha sottolineato, poi, il primo cittadino avianese – con il supporto della Regione per quello che è l’inizio di un percorso che grazie all’Ater e alla ditta esecutrice ci porterà a fine lavoro non solo ad avere delle residenze per giovani coppie, ma anche uno spazio ricreativo e di servizi per l’intera comunità».


L’immobile risale a metà degli anni Venti del secolo scorso ed è previsto che sia rispettata la sua storicità come da indicazioni della Soprintendenza dei beni culturali del Friuli Venezia Giulia. Saranno ricavati 3 alloggi da destinare – attraverso un progetto di cohousing comunale – a giovani coppie non in grado di accedere alla locazione sul libero mercato perché in condizioni di debolezza sociale o economica, ed uno spazio di aggregazione, dedicato alla socialità, prevalentemente per i destinatari degli appartamenti ma accessibile pure dalla comunità avianese.
L’intervento sarà caratterizzato dai moderni standard edilizi sotto i punti di vista strutturali, impiantistici ed energetici. Rispettando il decreto sui Criteri ambientali minimi si utilizzeranno, inoltre, accorgimenti impiantistici finalizzati al risparmio di risorse idriche ed energetiche e saranno impiegati materiali riciclati. L’esito della gara ha visto aggiudicataria l’impresa Del Mistro Giacobbe srl con sede a Maniago. L’intero intervento prevede un quadro economico di 2 milioni e 5 mila euro.

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In copertina e all’interno alcune immagini della significativa cerimonia della posa della prima pietra della futura struttura residenziale nella ex latteria sociale di Villotta e Castello.

L’Aria di Natale invita a Casarsa: domani anche il mercatino “Tal baul da l’Agna”

Tra elfi, musica, mercatini e shopping, il programma di Aria di Natale entra nel vivo a Casarsa della Delizia. Domani, 16 dicembre, arriva infatti nel capoluogo Natale in piazza Italia, per una giornata di festa tutta dedicata alle famiglie con gonfiabili, laboratori, musica e animazione per bambini. In più le bancarelle de Tal Baul da l’Agna, mercatino di antichità e ricordi e le gustose proposte dei commercianti e associazioni locali. Inoltre grande concerto degli Absolute 5. Programma a cura della Città di Casarsa della Delizia – ufficio cultura e Pro Casarsa della Delizia, in collaborazione con Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Pordenone e con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Absolute 5

Photo: Pietro Rizzato

“Il Natale è sempre un momento magico che regala gioia ad ogni età – affermano il sindaco Claudio Colussi e il consigliere delegato ad eventi e associazioni, Antonio Deganutti, assieme al presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin – e con questa iniziativa abbiamo voluto dare vita a una giornata che porti calore e condivisione a tutti, grandi e piccoli. Apriamo le porte del nostro centro cittadino insieme alle attività economiche, protagoniste anch’esse insieme al mondo associativo del Natale in piazza”.
Domattina, dalle ore 8 fino al primo pomeriggio, piazza Italia e via 24 Maggio, saranno animate dalle bancarelle di “Tal baul da l’Agna”, dove poter scovare gli ultimi regali originali da mettere sotto l’albero, tra pezzi da collezionismo e vintage. Dalle 10, prenderà il via Un Natale a tutto colore. Ad attendere i più piccoli, ci sarà un grande e colorato villaggio di Natale con divertenti giochi gonfiabili, tanti intrattenimento e le immancabili animazioni. In più, tutti i bimbi potranno spedire a Babbo Natale la propria letterina imbucandola nell’apposita cassetta allestita per l’occasione.
Da non perdere, poi, alle 15 il Timbrificio di Elfo Betulla, un laboratorio gratuito per bambini che prevede la realizzazione di letterine per Babbo Natale. Dalle ore 17, ottima musica con l’esibizione degli Absolute 5, una cover band tra le più apprezzate. Il loro repertorio, a base di famosissime hit internazionali e non, spazia fra generi ed epoche musicali. Il tutto eseguito interamente dal vivo. Per l’intera giornata, attività commerciali e associazioni saranno in piazza con gustose proposte da assaporare mentre si farà festa o un giro tra le bancarelle allestite.

Messale in lingua friulana bocciato. Appello dei 141 Comuni dell’Aclif alla Cei: “Ripensateci, difende i nostri valori!”

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif, che conta 141 Comuni aderenti) esprime il suo disappunto per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana da parte della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre, il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, si mette a disposizione ed a fianco del governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dei tanti, anzi tutti, rappresentanti istituzionali e civili della friulanità per sostenere qualsiasi percorso ed azione tale da poter raggiungere l’obiettivo di arrivare all’approvazione del Messale in friulano.

Daniele Sergon


Spedita anche una lettera al al presidente della Conferenza Episcopale italiana e per conoscenza al presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto, agli arcivescovi di Udine e Gorizia, e al vescovo di Concordia-Pordenone, al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ed ai 141 Sindaci aderenti all’Aclif per sostenere tale posizione.
“Le nostre Comunità – spiega Sergon – sono molto legate all’uso liturgico nella nostra lingua. È un legame intimo, forte e vero che sta a rappresentare anche la nostra storia, una storia che è stata di forti sofferenze e che la Cei conosce bene: non c’è forse territorio nazionale che abbia testimonianza di un susseguirsi continuo di momenti ed eventi tragici come la nostra. Il legame tra la lingua friulana e la santa liturgia è un qualcosa che rappresenta il nostro essere Friuli, un rapporto che lega la nostra gente alla sua lingua, e alla sua fede, insieme. Non c’è giorno in cui i fedeli delle nostre Comunità non chiedano e si rassicurino, nel sentire le sante liturgie nella Lingua Madre, in marilenghe. Il Padre Nostro nella nostra Madre Lingua è La preghiera che unisce valori, radici, storia e popolo del Friuli”.
“Proprio nell’ambito legato alla fede – sottolinea Sergon – la lingua friulana trova una delle sue radici storiche, risalenti alla cristianizzazione partita da Aquileia e consolidatasi con il Patriarcato del Friuli. Il tutto senza dimenticare l’opera di numerosi sacerdoti che durante i secoli hanno preservato l’uso della lingua nei paesi, fino ad arrivare al rifiorire in ambito ecclesiastico a partire dal secondo Novecento. Per questo anche da parte nostra la massima collaborazione con la Regione e le altre realtà friulaniste per dialogare con la Cei in modo che si posso rivedere la sua decisione, a vantaggio non solo dei credenti ma di tutta la comunità friulana, per la quale il Messale è un importante strumento non solo religioso ma anche di veicolazione della lingua”.
“Concludo – chiosa infine il presidente di Aclif – dicendo che proprio oggi, in particolare oggi, abbiamo l’onere di dare esempi di salvaguardia, valorizzazione e rispetto delle diversità, anche e soprattutto linguistiche, perché si possano perseguire i principi più alti e profondi espressi dalle istituzioni religiose e civili internazionali (Unione europea, Consiglio d’Europa, Onu, Alto Commissario dell’Osce) del vivere tutti quanti assieme, in pace, legati saldamente alle nostre culture, radici e lingue”.

Pari nestri, che tu sês tai cîi,
che al sedi santificât il to non,
che al vegni il to ream,
che e sedi fate la tô volontât
come in cîl, cussì in tiere.
Danus vuê il pan che nus covente,
parinus jù i nestris debits
come che nô ur ai parìn jù ai nestris debitôrs
e no sta molânus te tentazion,
ma liberinus dal mâl.
Amen

Sport, il ministro Abodi si complimenta con l’Asu di Udine: “Realtà meravigliosa”. Nutta: ci servono più spazi e strutture

«Un’esperienza sportiva e sociale meravigliosa», ha esclamato il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, che ieri mattina ha fatto in visita al PalaPrexta, sede dell’Associazione Sportiva Udinese, in via Lodi a Udine). Ad accompagnarlo c’erano l’onorevole Walter Rizzetto e il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e assessore allo Sport, Mario Anzil.

Riferendosi alla polisportiva friulana, l’esponente del Governo Meloni ha ricordato che «è il frutto di una storia lunga, ma in questa staffetta generazionale, chi oggi ha il testimone di questa società dimostra da un lato di saper preservare il senso della tradizione, della storia, e dall’altro di garantire una continua ricerca della contemporaneità. Essere un punto di riferimento, per alcune discipline, non soltanto a livello regionale, ma anche nazionale e internazionale, vuol dire che il modello funziona e che c’è un’idea chiara di cosa bisogna fare quando si offre la formazione sportiva, che diventa poi servizio sociale per la comunità».
Si è trattato di un’importante occasione nella quale le autorità hanno potuto visitare la struttura, accompagnate dal presidente dell’Asu, Alessandro Nutta, e dal direttore generale, Nicola Di Benedetto. Oltre a poter vedere di persona la sede della più storica fra le associazioni sportive friulane (con i suoi tre mila metri quadrati, tre palestre, una biblioteca sociale, un’area studio) gli intervenuti hanno potuto anche assistere all’allenamento delle atlete dell’Accademia di ginnastica ritmica bianconera.
Nell’incontro gli ospiti e i dirigenti dell’Asu hanno avuto modo di discutere non solo dell’importante storia della società bianconera, ma anche delle progettualità, come chiarito dal presidente Nutta: «Siamo molto onorati di aver potuto ospitare il ministro Abodi, quest’oggi. Assieme al vicepresidente Anzil e al deputato Rizzetto ha potuto visitare la bellissima struttura che ci ospita, fra le più nuove ed efficienti del territorio e, a detta dei più, anche fra le più belle e complete del territorio nazionale. Con l’occasione abbiamo potuto raccontare cos’è Asu, i molti e importanti risultati conseguiti in questi anni, ma abbiamo voluto condividere con i nostri ospiti anche il progetto di ampliamento che per noi è sempre più urgente. L’Associazione Sportiva Udinese necessita infatti di nuovi spazi per l’attività di base, quella rivolta ai più piccoli e agli adulti. L’auspicio è quello di riuscire a partire con i lavori, nel più breve tempo possibile, e che pertanto le autorità sportive e politiche supportino Asu in questa necessità, sempre più impellente. Sarebbe per noi un’ulteriore possibilità di sviluppo che andrebbe a beneficio della città, del suo bacino territoriale e della regione».

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In copertina, il ministro Abodi con l’assessore regionale Anzil; all’interno, i titolari dello sport di Stato e Regione Fvg con i dirigenti di Asu e l’onorevole Walter Rizzetto.