Sanità e strutture private accreditate: Assosalute Fvg con il presidente Riccobon replica alla Lega sulle criticità

Botta e risposta sulla sanità in Friuli Venezia Giulia. Assosalute Fvg ritiene, infatti, che le considerazioni sulle strutture sanitarie private accreditate contenute in un documento della Lega «non colgano pienamente la complessità del settore e della realtà operativa». Per questo, l’associazione risponde punto per punto alle criticità sollevate attraverso la voce del presidente Claudio Riccobon. Ecco, pertanto, la sua posizione esposta nel comunicato che si riporta integralmente:

Claudio Riccobon

«Capacità di governo e controllo – Non c’è alcun indebolimento della capacità di controllo e di programmazione della Regione sull’operato dei privati accreditati: al contrario, essa risulta rafforzata. L’ultimo rinnovo dell’accordo triennale per il triennio 2026–2028 prevede infatti l’incremento del vincolo di individuazione delle attività erogabili dal privato accreditato, che passa dal 70% all’80%. In termini chiari, sul 100% del budget dedicato alle prestazioni erogabili: il 50% viene determinato dalla Regione; il 30% viene definito dalle Aziende sanitarie in base alle esigenze specifiche dei territori per un totale dell’80%. Solo il restante 20% è gestito dalla struttura, e comunque esclusivamente a completamento delle prestazioni erogate nell’ambito delle specialità accreditate».

«Monitoraggio esiti clinici – Le strutture sanitarie private convenzionate sono sottoposte dall’Azienda sanitaria a puntuali controlli semestrali sull’appropriatezza dei ricoveri e sugli esiti clinici degli stessi».

«Monitoraggio e contenimento dei costi – Da anni il privato accreditato chiede un confronto strutturato e l’apertura di un tavolo di lavoro sulla differenza dei costi sostenuti da pubblico e privato a parità di prestazioni. È facilmente verificabile come, sulle medesime prestazioni, i costi risultino in linea e frequentemente superiori nella sanità pubblica. Non solo: il nuovo nomenclatore nazionale sulle prestazioni ambulatoriali ha inopportunamente abbassato numerose tariffe, tanto da essere stato annullato a livello nazionale. Su questo tema, stiamo lavorando al tavolo con la Regione e, nel frattempo, stiamo lavorando sottocosto per numerose prestazioni per garantire alla comunità la certezza e la continuità del servizio».

«Liste d’attesa – L’apporto del privato accreditato alla riduzione dei tempi di attesa risulta chiaramente riscontrabile nelle prestazioni erogate ed è stato riconosciuto dalle Aziende sanitarie».

«Chirurgia oncologica – Realizziamo con rammarico che la Regione abbia deciso di non avere al proprio fianco un privato accreditato qualificato, come ad esempio in Veneto o in Emilia Romagna, che offra prestazioni di medio-alta complessità, che possa diventare utile confronto con gli erogatori pubblici e che contribuisca al miglioramento della qualità della chirurgia oncologica, contenendo anche i tempi d’attesa. È il caso, per esempio, del Policlinico Città di Udine, unica struttura in provincia di Udine ad aver raggiunto il valore soglia sul tumore alla mammella oltre all’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Tuttavia, come privati accreditati, abbiamo ritenuto giusto facilitare la transizione della casistica verso il pubblico per applicare il piano oncologico. Se l’obiettivo è avere strutture valide, capaci e competenti, dobbiamo accettare di concentrare le casistiche in modo da garantire sicurezza e competenza al cittadino: tale risoluzione, però, va accolta anche dalle strutture pubbliche».

Nimis domani e lunedì alle urne, ma incombe il rischio astensione. La Pieve: un dovere civico andare a votare

di Giuseppe Longo

Nel Friuli storico occhi puntati tutti su Nimis, unico Comune della provincia di Udine ad andare al voto nel turno elettorale delle Palme per rinnovare la civica amministrazione dopo un anno di gestione commissariale. Due i candidati sindaci, Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza, entrambi ingegneri, di 69 e 47 anni, sostenuti da tre liste: “Nimis riparte” e “Chei mancul piês” per il primo; “Obiettivo Nimis” per il secondo. Ma incombe il rischio del “partito del non voto” ossia di coloro che non si recano alle urne in nessuna competizione elettorale o quasi. Un fenomeno ormai sempre più diffuso nelle consultazioni politiche, nazionali e regionali, ma che è finito per contagiare anche le elezioni comunali. Tanto che si è sentita in dovere anche la Parrocchia di Nimis di lanciare, in queste settimane pre-elettorali, ben due appelli invitando il popolo cristiano a recarsi ai seggi. Il più recente è riportato sull’ultimo numero di “In Cunfidenze”, il seguitissimo foglio informativo supplemento settimanale alla “Voce della Pieve” che ormai esce soltanto una volta all’anno in vista delle feste natalizie. «Ricordiamoci – scrive monsignor Rizieri De Tina – che è un dovere civico andare a votare e che poi il controllo, verso chi si è votato, dovrà essere accompagnato dalla critica, dalla collaborazione e dall’impegno per il bene comune».

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

Ma una riflessione ancora più approfondita era riportata sul notiziario uscito all’inizio della campagna elettorale che ha visto i due candidati sindaci, con i propri schieramenti, incontrare gli elettori nelle frazioni e nel capoluogo, esponendo i loro programmi e recependo richieste e suggerimenti utili a integrare quanto messo già tra gli obiettivi. «Si sa che, purtroppo, già a livello statale – osservava in quell’occasione il responsabile della pastorale di Nimis, Torlano, Ramandolo e Chialminis – si sta prospettando come partito maggioritario quello di coloro che non vanno a votare. E’ vero che il distacco tra gli uomini che esercitano il potere politico e la gente che li ha eletti è sempre più grande. Si può pensare che una delle cause possa dipendere dal fatto che il vero governo della storia attuale, a livello globale, è nelle mani del capitale e dell’economia». Per cui, aggiungeva don Rizieri: «E’ chiaro allora che coloro che sono in politica, alla fin fine, si ritrovano delle decisioni già prese alle loro spalle, ed essi sono solo nella condizione di cercare di farcele accettare. Ma questo discorso vale per la grande politica». Per cui ecco le conclusioni del pievano: «Qui, a livello comunale, si potrà sempre pensare che, chi amministra, possa fare il suo possibile per prendere delle decisioni a favore del suo popolo. Per questo il voto è più determinante che a livello statale e allora astenersi dal votare vuol dire mettersi dalla parte di chi vince e ciò obbligherà ad ad astenersi dal criticare e dal lagnarsi».
Come è noto, le operazioni elettorali si terranno nei giorni di domani e lunedì, mentre la proclamazione degli eletti avverrà martedì appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui all’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco che, con la sua Giunta, sarà chiamato ad amministrare il Comune nei prossimi cinque anni dando attuazione al programma presentato durante la campagna elettorale. Come è noto, questo turno elettorale riguarda appena quattro Comuni in tutto il Friuli Venezia Giulia. Per cui, oltre a Nimis, con meno di tremila abitanti c’è San Pier d’Isonzo. Ma ci sono anche le città di Pordenone e Monfalcone.

Il centro di Nimis.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina responsabile della pastorale.

“Il Natale di Rebecca” oggi invita a Feletto, poi a Venzone e a Nimis

(g.l.) Quattro gli appuntamenti con “Il Natale di Rebecca”, il magico spettacolo proposto dalla Compagnia dei Riservati, protagoniste Sonia Cossettini ed Elena Genio che accompagneranno il pubblico in una bellissima avventura a tema natalizio che sicuramente piacerà a grandi e piccoli: Rebecca è, infatti, una bambina che la notte di Natale viaggia in un mondo fantastico popolato da creature colorate e divertenti. Tre gli allestimenti in provincia di Udine, dopo il via di ieri sera a Fanna nel Pordenonese.


Pertanto, nel tardo pomeriggio di oggi, alle ore 17.30, il ritrovo è al Teatro “Paolo Maurensig” di Feletto Umberto, mentre venerdì 27 dicembre, alle 16.30, lo spettacolo sarà nel Palazzo comunale di Venzone. Quindi, il giorno successivo, 28 dicembre, gran finale assieme al Dj Tubet e al suo rap raggae friulano, con ritrovo alle 17.30 nel Teatro parrocchiale di Nimis (di fronte al Duomo).
Lo spettacolo della Compagnia dei Riservati beneficia di varie collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

La Regione Fvg assicura Tarcento: nessuna riduzione all’Opera Pia Coianiz nell’assistenza dell’ambito Torre

«A seguito della redistribuzione nell’intero territorio della provincia di Udine, non verrà meno la presenza dei posti letto nell’ambito territoriale del Torre in relazione al numero di posti letto della “Opera Pia Coianiz” di Tarcento. I 13 posti eccedenti i 20 indicati dal decreto ministeriale 77 sono stati tutti accreditati e potranno essere dunque utilizzati per funzioni coerenti con le attività legate alla residenzialità per anziani». Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha incontrato a Tarcento l’assemblea dei sindaci proprio dell’Ambito territoriale del Torre, per fare il punto – come informa una nota Arc – sui riflessi della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale sull’organizzazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Coianiz”. Risposte che, però, non si possono confondere – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – rispetto al bisogno sanitario riguardo al quale si è introdotto il concetto di ospedale di comunità prevedendo la presenza di una struttura ogni 100mila abitanti, con nuclei di 20 posti letto.

Riccardo Riccardi


Soffermandosi, poi, sul numero complessivo di posti letto nelle Rsa del territorio, Riccardi ha sottolineato come il totale sia aumentato anziché diminuito, passando dai 283 posti letto di fine 2023 ai 296 di giugno 2024. «I posti che venivano utilizzati all’interno di questa struttura – ha spiegato il titolare della sanità Fvg – hanno consentito ai pazienti che arrivavano da altri distretti di poter essere ospitati in strutture più vicine a casa».
Il rappresentante dell’Esecutivo regionale ha, inoltre, sostenuto l’importanza di investire con decisione nell’ambito dell’assistenza per persone non autosufficienti, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione. «Qui a Tarcento troviamo un’esperienza solida – ha sostenuto infine l’assessore Riccardi – che può fungere da faro per esprimere modelli di governo da poter mettere in pratica anche in altre strutture del territorio».

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In copertina, un’ala dell’Opera Pia Coianiz di recente costruzione a Tarcento.

Sono già caldi i motori per il Giro d’Italia: Dino Persello dà il via alle nove tappe del suo Tour che intreccerà ciclismo e poesia

(g.l.) Dalla “Fieste de Patrie dal Friûl” al Giro d’Italia, 107ma edizione. E così ben nove saranno gli appuntamenti inerenti al passaggio della “carovana rosa” in Friuli che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località della provincia udinese interessate da questo evento sportivo di caratura internazionale. Il tutto ruoterà attorno alla 19ma tappa, la Mortegliano-Sappada, di venerdì 24 maggio che attraverserà i comprensori territoriali di ben 24 Comuni, tutti in Provincia di Udine.
Da settimane, dunque, Dino Persello sta scaldando i motori – anzi, li ha già ben caldi! – per la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, questo attesissimo Tour primaverile che riaccende la sua grande passione per per uno sport, il ciclismo appunto, nel quale – come osserva – «Chi cade non è per finta!». I primi appuntamenti: venerdì 3 maggio a Rodeano Alto (Rive d’Arcano) a villa Minini, in via Carpacco, alle ore 20.45 e sabato 4 maggio a Comeglians, sala teatrale Alpina, in piazza De Antoni, alle 20.30.
«Era l’estate del 1958 avevo 9 anni – racconta l’autore sandanielese nato tra i sassi del Tagliamento -, e mio padre Pompeo da grande cultore di questo sport, mi porta con lui alla storica osteria “Da Egle” (oggi purtroppo chiusa) a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione, una delle prime in loco, il Campionato mondiale di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito a quei tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più… in alto! I fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora perfettamente a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta “Abbasso Coppi – Viva Bartali”, che campeggiava su una parete di casa nostra. Trasmissione della passione perfettamente riuscita quindi fin da bambino, che mi accompagna tutt’oggi, dopo incontri, avventure, partecipazioni, circostanze innumerevoli. Il ciclismo per me, soprattutto oggi, è una meravigliosa, affascinante metafora di vita. Un grande, grandissimo affresco popolare, in una società, come quella attuale, che “macina” ogni cosa alla velocità della luce. Ma secondo il mio parere, nello sport della bicicletta, la memoria è insieme passato e futuro!».
All’interno di “Ciclismo è Poesia”, Dino Persello aprirà un’importante e sobria finestra su chi in questi ultimi vent’anni ha portato per ben 18 volte il Giro nella nostra regione: Enzo Cainero, il Capitano che ha conosciuto e con il quale ha collaborato, tracciandone prestigio e personalità. Nel contempo, darà merito anche al suo successore, il gemonese Paolo Urbani, che con grinta e saggezza sta portando avanti l’eredità del grande Enzo. E al riguardo degli ormai prossimi spettacoli Persello anticipa che “Ciclismo è Poesia” sarà una combinazione di ricordi, emozioni, passioni, affetti per uno sport di enorme e storica valenza socio-culturale. «Ad accompagnarmi – conclude l’attore-regista friulano – durante la rappresentazione le fisarmoniche e i violini de “I Petris”, con brani inerenti lo scorrere del racconto emozionale, tenendo conto che la catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!».
E dopo i primi appuntamenti di venerdì e sabato prossimi, appunto a Rodeano Alto e a Comeglians, ecco tutto il programma che vedrà protagonisti Dino Persello e i Petris nei successivi sette incontri:
# Sabato 11 maggio – San Giacomo di Ragogna, Biblioteca Comunale, Via Roma – ore 20.45.
# Mercoledì 15 maggio – Variano (Basiliano), Casa ex Vicinia, Piazza Patriarcato – ore 20.45.
# Venerdì 17 maggio – Cavazzo Carnico, Area retro Municipio (In caso di cattivo tempo Sala Consiliare), ore 20.45.
# Sabato 18 maggio – Alesso (Trasaghis), Piazza I° Maggio – ore 18 (In caso di cattivo tempo, Sala Consiliare Trasaghis).
# Martedì 21 maggio – Cussignacco (Udine), Sala Teatrale “Criscuolo”, Via Veneto – ore 20.45.
# Mercoledì 22 maggio – Barazzetto (Coseano) Parco ex Collegio (In caso di cattivo tempo, interno ex Collegio), Via del Collegio – ore 20.45.
# Sabato 25 maggio – San Daniele del Friuli, Monte di Pietà – ore 20.45.

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In copertina, l’attore e regista Dino Persello che ora si tuffa nel suo amato ciclismo.

 

In Fvg l’occupazione femminile sopra la media nazionale e a Udine traina il primato provinciale in qualità della vita

Il Friuli Venezia Giulia fa meglio della media italiana per quanto riguarda l’occupazione femminile: il primo posto della provincia di Udine nella classifica sulla Qualità della Vita 2023 del Sole 24 Ore è stato raggiunto, infatti, anche grazie a un dato positivo riguardante la qualità della vita delle donne. Se il tasso di occupazione 2022 in Italia è stato del 51,1%, nel Nord Est è stato del 62% e così in Fvg. Nel territorio di Udine raggiunge il 63,3%, circa dodici punti percentuali superiore al dato medio nazionale. Sempre positivo anche l’andamento di crescita del valore aggiunto pro capite in regione (‘22 su ‘21), pur se con un aumento in Friuli Venezia Giulia leggermente inferiore a quello della media nazionale: il valore aggiunto pro-capite a Trieste è salito del 5,9%, a Gorizia del 5,7%, a Udine del 5,4% e a Pordenone del 4,7%, mentre la media italiana registra una crescita de 6,9%. Trieste è al 12esimo posto della classifica nazionale (36.087 euro), Pordenone al 27esimo (31.914 euro), Udine al 28esimo (31.817 euro), Gorizia al 54esimo (27.285 euro). A livello settoriale è cresciuto soprattutto il valore aggiunto nelle costruzioni e nei servizi.
Sono alcuni dei numeri presentati nel report economico statistico di dicembre, analisi cui, lungo tutto il corso dell’anno, il Centro studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, tramite brevi schede sintetiche, seleziona e rielabora dati recenti attinti da diverse fonti ufficiali (Istat, Banca d’Italia, Eurostat, Commissione Europea e altri), nonché dati propri, su temi diversi ma di interesse e attualità, «con l’obiettivo – specifica il presidente camerale Giovanni Da Pozzo – di collocare meglio il Friuli Venezia Giulia e i propri territori nel contesto nazionale o internazionale e fornire un quadro sempre aggiornato della situazione economica della regione». Un quadro che, sempre mensilmente, è consultabile da tutti poiché viene pubblicato sul sito internet camerale www.pnud.camcom.it in homepage e nella specifica sezione statistica e prezzi.
Il report di dicembre presenta anche un focus sul settore trasporti e magazzinaggio, dove emerge come negli ultimi cinque anni le imprese siano scese del 5,1% in Fvg, calo verificato in particolare per il trasporto terrestre e con condotte (-7,9%) e per quello marittimo (-9,7%). Incrementi invece ci sono stati nei servizi di magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (+3,1%) e nei servizi postali e attività di corrieri (addirittura con un +52,2%), una crescita quest’ultima che supera sia il dato del Nord est (+47,8%) sia quello italiano (+26,8%). Altro focus quello sull’export verso la Germania, tema di grande attualità. «La frenata del mercato tedesco – aggiunge il presidente – è un elemento che va tenuto sotto stretta osservazione, perché sta determinando effetti pesanti sulle vendite del Made in Italy, in quanto molte regioni italiane, come la nostra, sono significativamente esposte verso questo mercato». Il report evidenzia come la prima regione per quota di export verso la Germania sull’export totale sia il Trentino Alto Adige (24,7%). Seguono Abruzzo (20,1%) e Umbria (19,5%). Il Fvg è al nono posto con il 13,6%, preceduto dal Veneto (14,2%) e seguito dalla Lombardia (12,9%). Per il territorio di Udine il valore è pari a 16%, per quello di Pordenone 15,6%. Nel primo semestre 2023 l’export del Friuli Venezia Giulia verso la Germania è sceso del 6,4% su base annua, -0,9% il valore medio italiano. Cali significativi si sono verificati anche per Marche (-43,6%), Sardegna (-42,2%), Valle d’Aosta (-20,1%), Lazio (-15,9%), Umbria (-10,8%), Liguria (-7,5%) e Lombardia (-6,3%).

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Artigiani friulani campioni di resilienza con fatturato in crescita, ma ora è indispensabile assicurare il ricambio

A dispetto della complessa congiuntura economica, le imprese artigiane della provincia di Udine nel primo semestre del 2023 hanno visto aumentare ancora il giro d’affari, anche se l’entità della crescita risulta rallentata (0,8%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stabile l’occupazione, mentre si conferma su livelli record la fiducia nella propria impresa che sfiora l’8 su una scala da 1 a 10.

La presentazione dell’indagine a Udine.

L’istantanea sullo stato di salute delle imprese artigiane in provincia di Udine è stata scattata dalla 35ma Indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, in collaborazione con Irtef, presentata ieri mattina nella sede dell’associazione dal presidente Graziano Tilatti, assieme al responsabile dell’indagine, Nicola Serio. E’ il frutto delle interviste realizzate tra il 12 e il 31 luglio 2023 a 501 imprese artigiane che occupano 1.845 addetti di cui 1.077 dipendenti. Un campione pari al 3,8% delle 13.187 imprese artigiane della provincia.
«Il dato sulla fiducia nella propria impresa è la dimostrazione di come, nonostante le mille difficoltà dettate dal periodo, gli artigiani siano diventati dei campioni nella resilienza. Una capacità di reazione, quella delle nostre imprese, che è alla base dei dati positivi sul fatturato accompagnati, tuttavia, da alcune criticità non banali come gli aumenti dei costi delle materie prime, dell’energia, del denaro e come la difficoltà, che è oggi la nostra principale preoccupazione, di reperimento della manodopera per sostituire quella che è andata e andrà in quiescenza», ha commentato il presidente Tilatti. «La necessità più stringente che abbiamo è dare continuità alle imprese. Per farlo servono le persone, le loro capacità. Abbiamo bisogno di dare un futuro a mestieri tradizionali di cui, pur nella transizione digitale, ci sarà sempre bisogno – ha concluso il presidente -. Chiediamoci altrimenti chi tra qualche anno si occuperà, per dirne una, della manutenzione di fabbriche, ospedali e delle nostre case». Se è vero che le imprese hanno saputo stringere i denti e trovare le risorse e la determinazione per andare avanti, «è vero anche che hanno saputo con rapidità rispondere alle esigenze del mercato», un mercato – secondo il vicepresidente vicario di Confartigianato-Imprese Fvg, Lino Calcina, intervenuto assieme al segretario generale della Federazione, Enrico Eva, che deve riconoscere il valore di queste imprese e sostenerle. «Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini di consumo e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, le industrie, come pure il lavoro di elettricisti e idraulici, dando dunque una risposta vera rispetto alle politiche degli aiuti che sonocerto importanti ma pur sempre palliativi. Dobbiamo risvegliare l’orgoglio economico italiano».

Fatturato – Tornando alla Congiunturale, nel 1° semestre 2023 prevalgono le imprese artigiane con fatturato in crescita (42,6%) su quelle in calo (24,7%), con un saldo d’opinione positivo (+18%), anche se in forte diminuzione rispetto al 1° semestre 2022 (+27,1%). La variazione tendenziale, seppur positiva è solo di +0,8%, contro il +4,4% di un anno prima, ed è destinata a contrarsi ulteriormente nel secondo semestre, per il quale la previsione è di un +0,4%. La variazione nel 1° semestre 2023 è positiva in 6 comparti artigiani su 11, con valori maggiori negli impianti (+6,2%), nelle costruzioni (+3,5%) e nell’alimentazione (+3,3%). In sofferenza l’artistico (-3,5%) e soprattutto il benessere (parrucchiere, estetiste: -6,5%).

Occupazione – Nell’ultimo anno, tra le imprese artigiane intervistate, resta stabile il numero di dipendenti (+0,2%). La miglior performance è quella dei trasporti, che registrano una crescita del +6,4%, seguiti dagli impiantisti (+2,8%), dall’artistico e moda (+2,2%), dalle costruzioni (+1,5%) e dall’alimentare (+0,8%), le peggiori sono parrucchiere/estetiste (-4,1%) e legno (-3,5%). Segni meno dietro ai quali si nasconde non l’impossibilità di assumere da parte delle imprese, ma la difficoltà di queste ultime a trovare personale per le mansioni ricercate.

Sentiment – Nonostante il rallentamento nella crescita del fatturato, rimane su livelli record (voto medio 7,9 su 10) la fiducia nella propria impresa, con self confidence più alta nei servizi e terziario (che comprendono anche pulizie e manutenzione verde: 8,6), seguiti da benessere (parrucchiere, estetica tatuaggi e manicure: 8,2) e alimentazione (con pizze al taglio, ristorazione per asporto, fornai e gelaterie-pasticcerie: 8,1). Ancora insufficiente invece (voto medio 5,0) la fiducia nel sistema Paese, in lieve contrazione rispetto a gennaio scorso (5,1).

Criticità – I problemi più sentiti dagli artigiani, nella prima metà dell’anno, sono la crescita dei prezzi praticata dai fornitori, criticità ritenuta grave dal 34% degli intervistati, la difficoltà a trovare personale per le mansioni cercate (73%), gli aumenti dei costi energetici (28%), la contrazione dei margini di profitto e l’aumento dei costi bancari (29%). Come pure l’eccesso di burocrazia, l’alta pressione fiscale, il calo della domanda o degli ordini/commesse (nei servizi alla persona contrazione post-Covid) e infine i ritardi nella riscossione delle fatture.

Inflazione – Oltre un artigiano su tre (36,6%) si è dichiarato molto preoccupato per l’aumento dei prezzi nel secondo semestre dell’anno, con percentuali del 50% e oltre per autoriparazioni e manutenzioni meccaniche, legno e arredo e artistico e moda. Si possono trovare soluzioni che danno soddisfazioni anche soto il profiloi economico mettendosi in proprio e facendo l’artigiano.

Orgoglio – Sono dati mediamente positivi – ha osservato Lino Calcina -, ma consideriamo gli ultimi tre quattro anni: abbiamo avuto turbolenze e fatti nuovi e hanno avuto un contraccolpo serio sulle nostre attività, che hanno retto abbastanza bene. Emerge la capacità di risposta delle attività artigiane alle richieste del mercato. C’è aumento su ts collegato alle attività dell’edilizia principalmente, incentivi sulle ristrutturazioni hanno sviluppato molto, il resto stabile, e anche questo è un dato positivo. Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, industrie, elettricisti, idraulici e dunque noi. Questa la vera risposta piuttosto che gli aiuti, che sono palliativi. Risvegliare un orgoglio economico italiano. Anche un’auto, se fatta da noi, per il 60-70% è attività nostra, di artigiani.

Estetica e artigianato artistico trainano in Friuli la grande ripresa del settore dopo i danni della devastante pandemia

(g.l.) Per l’artigianato friulano la pandemia è, fortunatamente, soltanto un brutto ricordo. Il settore, infatti, è in piena salute con un boom di nuove iscrizioni: i settori più effervescenti sono estetica e artigianato artistico, mentre rallentano edilizia e termoidraulica. Il primo trimestre 2023 regala un ritorno alla natalità d’impresa con valori che non si registravano da oltre cinque anni. Tra gennaio e marzo, sono state 327 le aziende iscritte nel relativo albo della provincia di Udine, il numero più alto registrato dal 2017. Per la prima volta dal 2000 inoltre, nei primi tre mesi dell’anno, tradizionalmente caratterizzati da saldo negativo, la differenza tra imprese iscritte e cessate è stato invece positivo. Di poco, +3, ma positivo. «Un buon segnale dopo 23 anni il fatto che si torni a un saldo positivo nel primo trimestre dell’anno. Un segnale – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -, ma anche la dimostrazione di come il Covid almeno qualche cosa di buono, dietro il suo devastante passaggio, l’abbia lasciato. Mi riferisco alla voglia di intraprendere, che rivediamo finalmente nei giovani ma anche in quanti, non più tali, hanno deciso di reinventarsi e di aprire una propria impresa».

© Foto Petrussi

A scattare l’istantanea sulla demografia delle imprese in provincia di Udine è l’Ufficio studi di Confartigianato Udine diretto da Nicola Serio, sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere-Stockview, che ha pure classificato – incrociando tre diversi indicatori – le categorie artigiane dalle migliori alle peggiori in termini di evoluzione delle iscrizioni nell’ultimo anno. Ne deriva una classifica per certi versi inaspettata. A dispetto di una “stagione“ a dir poco ricca di contributi e bonus per il recupero degli immobili e l’efficientemento energetico, l’edilizia si piazza solo al decimo posto – con una variazione tendenziale (2023 su 2022) delle iscrizioni negativa di -19, ma con un saldo positivo nel primo trimestre di +24 e una differenza tra peso percentuale sulle iscrizioni nel 1° trimestre 2023 e stock delle imprese a fine anno scorso in aumento del +8%. Bisogna scendere più giù, all’ultimo posto della classifica, per incontrare i termoidraulici, protagonisti della conversione energetica che pure mettono a segno tre indicatori su tre preceduti da segno meno: -5 la variazione tendenziale tra il I° trimestre 2023 sullo stesso periodo 2022, -2% la differenza di peso sullo stock e -5% il saldo a fine primo trimestre.mDati che non sorprendono il presidente Tilatti: «Il boom dell’edilizia c’è già stato e dunque non mi stupisce il fatto che non siano le imprese di quel settore a essere oggi tra le più dinamiche in termini di nuove iscrizioni. Ritengo che il comparto edile abbia raggiunto oggi un suo equilibrio, dopo la stagione dei bonus, che speriamo si stabilizzi e consolidi».

Tornando ai dati sulle iscrizioni e cancellazioni, la serie storica elaborata dall’Ufficio studi mostra come nella prima decade del nuovo millennio sia stata spesso superata la soglia dei 400 ingressi nel primo trimestre, con un massimo nel 2007 pari a 444 iscrizioni (con però 616 cancellazioni), salvo poi calare negli anni successivi, fino al primo anno di pandemia (2020) quando si è scesi a 269 iscrizioni, per poi risalire fino a quota 327 nel corrente anno. In generale, negli “anni dieci” la dinamica complessiva della demografia delle imprese artigiane è risultata in calo con minori flussi sia in ingresso sia in uscita e un minor ricambio generazionale tra gli artigiani, caratteristiche di un regime di bassa pressione demografica tipico delle popolazioni “mature stazionarie”, con una struttura per età che sta invecchiando.

In questo quadro, come detto, l’evoluzione positiva delle iscrizioni, riscontrata anche nell’ultimo anno, non è omogenea all’interno dei diversi settori e per questo l’ufficio studi ha calcolato una classifica delle categorie artigiane, ordinate dalle migliori alle peggiori, sulla base di tre indicatori: la variazione tendenziale del flusso di iscrizioni tra il primo trimestre 2023 e il corrispondente periodo del 2022; la differenza tra il peso percentuale per categoria del flusso di iscrizioni nel primo trimestre 2023 e il peso percentuale delle categorie nello stock di imprese al 31/12/2022; il saldo demografico calcolato come differenza tra iscrizioni e cancellazioni di imprese artigiane nel primo trimestre del 2023.
Nelle prime quattro posizioni troviamo le categorie che vantano tutti e tre gli indicatori positivi: l’estetica, trainata dal boom di tatuatori e decorazione unghie, che registra +24 iscrizioni anno su anno (2023 su 2022) e un saldo di +31 tra iscrizioni e cancellazioni; l’artigianato artistico che cresce di +6 iscrizioni anno su anno e mette a segno un saldo positivo di +2 nel trimestre; i pittori edili e i grafici con i disegnatori tecnici, che a livello tendenziale crescono di 5 unità con un saldo positivo sul trimestre di +1.


Seguono sei categorie con due indicatori positivi su tre, tra cui – un po’ a sorpresa – il trasporto conto terzi di merci su strada, il legno ed affini, l’artigianato rurale con potatori e giardinieri, la nautica, i fotografi e l’edilizia ed affini, categoria che vanta il maggior numero di iscrizioni (93), seppure in rallentamento rispetto all’inizio del 2022 (112), con l’esaurirsi della forza propulsiva dei bonus e superbonus.
Ci sono poi nove categorie con un solo indice positivo: alimentari, piastrellisti, meccatronici, carrozzieri e gommisti, odontotecnici, moda, acconciatori, Ict, servizi di pulizia e ferro e metalli. Infine, le ultime dieci posizioni con i settori che non hanno nessun indicatore positivo: noleggio con conducente, ottici ed affini, decoratori, cartellonisti, tassisti, arredamento, seggiolai ed affini, tra cui si segnalano tutte e tre le categorie del comparto di installazione e manutenzione degli impianti domestici ovvero impianti elettrici, elettronici e termoidraulici.

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In copertina, ecco un artigiano-artista del legno all’opera a Sutrio in Carnia.

In Fvg artigiana un’impresa femminile su quattro: Comune leader è Pasian di Prato

Al 31 dicembre 2022 erano 20.174 le imprese a gestione femminile in Friuli Venezia Giulia, il 23,1% deltotale, una quota che scende al 19,3% per le imprese artigiane e cresce invece al 24,9% per le non artigiane. Le prime contano a livello regionale su 5.261 aziende, di cui 2.518 (il 48%) attive in provincia di Udine. L’incidenza di imprese artigiane sul totale delle imprese femminili in regione è pari al 26%, la stessa percentuale si riscontra anche in provincia di Udine.
A dirlo è il report elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese alla vigilia dell’8 marzo che fotografa lo stato di salute delle imprese artigiane femminili, particolarmente florido in provincia di Udine e soprattutto in alcuni dei suoi Comuni. L’ufficio studi ha infatti stilato una classifica regionale dei comuni (con almeno 10 imprese femminili), 191 in tutti, partendo dalla presenza di realtà artigiane tra le imprese gestite da donne. A guidare la top ten è il comune di Pasian di Prato dove quasi un’impresa femminile su due (il 44,55%) è artigiana, seguono Torviscosa (43,48%) e Villesse (42,86%). Tra i Comuni capoluogo, la posizione migliore in classifica è invece di Udine (29,10% le imprese artigiane tra le femminili), che si piazza al 54° posto.
A commentare i dati è la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio, ricordando che quest’anno “l’anima femminile” dell’associazione taglia i 25 anni di attività, un anniversario che si prepara a celebrare con diversi eventi. Tra questi, la proiezione del docufilm “Libere di Vivere”, il 12 aprile al Visionario di Udine, un progetto della Global Thinking Foundation per diffondere la conoscenza della violenza economica di genere e le sue conseguenze devastanti, attraverso testimonianze reali di donne vittime di questi abusi, e il Convegno dedicato alle storie delle imprese femminili, con testimonianze delle dirette protagoniste negli ambiti di welfare, innovazione, sostenibilità e valore artigiano, che sarà ospitato il 19 maggio nel salone del Parlamento in Castello a Udine.
«Quella dell’8 marzo – commenta la presidente Avolio – è una ricorrenza importante, che ci ricorda sia le conquiste sociali, economiche e politiche sia le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora vittime. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine ha in programma per il 2023 una serie di eventi e iniziative, in occasione del 25° anniversario dalla sua fondazione, volti alla valorizzazione delle imprese a conduzione femminile, capaci di generare innovazione, occupazione e crescita». Obiettivo degli eventi in programma è quello di «approfondire i temi specifici del Movimento: empowerment femminile, sviluppo dell’imprenditorialità, conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, oltre a riportare l’attenzione sull’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico» continua Avolio. «Vogliamo puntare i riflettori sulla capacità imprenditoriale delle donne – conclude la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine – per valorizzare e far conoscere le eccellenze aziendali del territorio».

GRADUATORIA REGIONALE

1 PASIAN DI PRATO 44,55%
2 TORVISCOSA 43,48%
3 VILLESSE 42,86%
4 FORNI DI SOPRA 42,11%
5 MUZZANA DEL TURGNANO 38,71%
6 SAN LORENZO ISONTINO 38,46%
7 SAN PIETRO AL NATISONE 38,24%
8 CAMPOLONGO TAPOGLIANO 37,50%
9 BUJA 37,39%
10 CORDENONS 37,35%

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In copertina, la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio.

Anche i negozi di vicinato in difficoltà: cooperative piegate dal caro-energia

I bilanci delle piccole cooperative di consumo sono a rischio, stretti fra l’incremento dei costi energetici e di quelli all’ingrosso di molti prodotti, da un lato, e un significativo calo dei consumi, dall’altro. L’allarme viene da Confcooperative Alpe Adria che associa 14 “negozi di vicinato” in provincia di Udine. Il calo dei consumi previsto nel 2022, indicano i dati monitorati dall’Associazione, potrebbe essere attorno al 7 per cento: «Se unito all’aumento dei costi fissi sopportati dalle piccole cooperative di consumatori, si tratta di un fenomeno estremamente negativo a carico di imprese che hanno anche una primaria funzione sociale, perché erogano un servizio fondamentale in tante comunità del nostro territorio», sottolinea Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.


Qualche esempio. Il costo dell’energia elettrica, per la Cooperativa di Consumo di Premariacco (1.500 soci e 11,5 milioni di euro di fatturato nel 2021), è aumentato del 92,3 per cento nel primo semestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Il costo per kWh, da agosto 2021 ad agosto 2022, è cresciuto del 205 per cento. Il gas è aumentato, in un anno, del 189 per cento. «Stiamo adottando contromisure come la chiusura di alcune isole frigo, e stiamo lavorando per espandere l’autoproduzione aggiungendo un nuovo impianto fotovoltaico da 200 kW a quello, più piccolo, già esistente, ma si tratta di investimenti che scontano iter autorizzativi lunghi a cui, ora, si aggiungono anche interminabili tempi di attesa per la consegna dei materiali e la loro messa in opera», racconta Gianni Saccavini, presidente della cooperativa.
«Per noi il prezzo dell’energia è ormai diventato pari, come voce di costo, al personale: una situazione che non avevamo mai vissuto», aggiunge preoccupata Sonia Bartesaghi, presidente della Cooperativa Santa Maria Assunta di Forni di Sopra. I consumi, per loro, sono calati a settembre del 4,76 per cento rispetto allo stesso mese del 2021: «I consumatori – osserva – risparmiano perché anche loro devono far fronte al caro bollette».
Un quadro confermato da Maurizio Giorgiutti, della Cooperativa di consumo di Savorgnano del Torre: «Possiamo stimare il calo dei consumi nell’ordine del 10 per cento, mentre l’aumento dei costi energetici è tale che, ad esempio, nei due mesi di luglio e agosto 2022 abbiamo speso per l’energia quanto 8 mesi del 2021. Inoltre, continuano i problemi di approvvigionamento su alcuni prodotti che sono iniziati dopo lo scoppio della guerra, e solo in alcuni casi, come gli oli, sono tornati alla normalità».
Non è infrequente il caso, raccontano dalle cooperative, di aziende che comunicano l’impossibilità a consegnare i quantitativi richiesti o, addirittura, annunciano la chiusura di alcune linee produttive a causa degli elevati costi energetici causando la difficoltà a reperire alcuni prodotti sugli scaffali. «Stimiamo l’aumento dei prezzi di approvvigionamento nel settore alimentare nell’ordine del 10 per cento che, ovviamente, in un momento di crisi, non possono essere riversati sui listini se non in minima parte, e questo comporta un impatto drammatico sui conti delle nostre aziende», conclude Saccavini.

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In copertina, la Cooperativa di consumo di Savorgnano al Torre; all’interno, quella di Premariacco.