Coop Casarsa, il timone a Stefano Cesarin. Un grazie all’uscente Franzon

Passaggio di consegne alla direzione generale di Coop Casarsa, gruppo che nella cooperazione di consumo è il più grande tra quelli con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia: da ieri 1° giugno il direttore generale Piergiorgio Franzon è andato in pensione e al suo posto il consiglio d’amministrazione ha nominato Stefano Cesarin. Franzon ha lavorato per lunghi anni nel mondo della cooperazione di consumo regionale, approdando nel 2012 in Coop Casarsa. Durante la sua direzione il gruppo si è consolidato e allargato, arrivando a 15 punti vendita con l’ultimo aperto lo scorso gennaio ad Azzano Decimo e avviando anche la ristrutturazione di tutti gli altri supermercati. Cesarin, 53 anni, lavora invece dal 1990 in Coop Casarsa, iniziando in negozio per poi passare poco dopo agli uffici centrali, dove è stato responsabile amministrativo lavorando a stretto contatto con lo stesso Franzon. «Una scelta – ha afferma il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – all’insegna della continuità e allo stesso tempo orientata al futuro nel progetto di espansione del gruppo, che ormai ha oltre 16 mila soci. Ringraziamo Piergiorgio Franzon per il tanto lavoro svolto insieme in questi anni, tutto per il bene della nostra cooperativa. Cesarin ne saprà continuare l’opera e anche portare allo stesso tempo nuove idee, con il sostegno del resto degli uffici e dei dipendenti: ha una profonda conoscenza della nostra realtà, con una grande esperienza maturata sul campo nei vari settori. Gli auguriamo buon lavoro». La cooperativa è attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini e Azzano Decimo, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e in provincia di Treviso a Francenigo.

Cesarin con Praturlon.

Concluso il restyling
nella sede storica

Un punto vendita con 102 anni di storia, ma capace di guardare con ottime prospettive al futuro: al centro di un restyling il supermercato di Coop Casarsa. Dopo una tre giorni di offerte sui prodotti prima della chiusura, in questi giorni il punto vendita è stato riaperto con una serie di novità che rendono il negozio ancora più a misura di cliente, con un potenziamento dell’area prodotti freschi, un miglioramento dell’assortimento e soluzioni volte al risparmio energetico. «Stiamo vivendo una fase di espansione – spiega il presidente Praturlon – visto che, oltre ad aver inaugurato a inizio anno ad Azzano Decimo il nostro 15° negozio, abbiamo appena rinnovato il supermercato di San Giovanni nel 2020 e quello di San Martino al Tagliamento poche settimane fa. Ora è toccato al nostro punto vendita storico, quello che diede il via alla nostra realtà nel 1919 e che era un semplice spaccio all’epoca. Nell’allestimento del supermercato, insieme al vicepresidente Cesare Giavi e al resto del consiglio d’amministrazione, abbiamo voluto omaggiare l’eredità dei fondatori con una straordinaria foto d’epoca, in cui è ritratto proprio quel primo spaccio, realizzata dal maestro Elio Ciol. Inoltre, ci sono alcune altre fotografie che racconteranno il territorio casarsese».

Il consiglio di amministrazione.

E a San Martino negozio
ancora più moderno

Taglio del nastro, appunto, a San Martino al Tagliamento per il rinnovato supermercato di Coop Casarsa, ora reso più moderno e a misura di cliente, attento al risparmio energetico e alla sostenibilità: in via delle Pozze, Mauro Praturlon ha accolto assieme al vicepresidente Cesare Giavi il vicesindaco sanmartinese Fulvio Truant e Markus Maurmair, primo cittadino di Valvasone Arzene, altro Comune i cui residenti fanno riferimento al punto vendita. Ed è stato anche un modo per celebrare i 102 anni di attività del punto vendita sanmartinese dando così un messaggio di speranza per il futuro. Dopo il saluto del presidente Praturlon, Truant, a nome anche di Maurmair e del sindaco di Sequals (altro Comune dove Coop Casarsa è presente con un supermercato a Lestans), Enrico Odorico, ha ricordato l’importanza per le comunità dei punti vendita di paese per la spesa quotidiana. Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, ha rimarcato il ruolo di Coop Casarsa e del resto della cooperazione di consumo durante la pandemia nell’offrire beni e servizi di prima necessità (presente pure la vicepresidente dell’ente Renata Pitton, nonché lo stesso Giavi che fa parte del consiglio provinciale). Parole di elogio pure dall’ex presidente di Coop Casarsa Maurizio Tantin, che ha ricordato la fusione tra Coop Casarsa e Coop San Martino avvenuta a inizio anni Ottanta, e l’ex vicepresidente ed ex direttore di Coop Casarsa Natale Liva. Presenti gli architetti autori del progetto Domenico Cecco e Giuseppe Cesco oltre ai rappresentati delle imprese che hanno eseguito i lavori. Il supermercato è ora ancora più a misura di cliente, con un ampliamento dell’assortimento con prodotti di qualità e convenienti e un’ampia offerta di alimenti freschi. Luci al led e nuovi frigoriferi permettono ora una maggiore efficienza energetica e rispetto dell’ambiente. I lavori hanno riguardato anche l’esterno, con un nuovo layout arricchito da una splendida fotografia del maestro Elio Ciol e delle rappresentazioni di immagini che valorizzano il territorio scattate da fotografi amatoriali, con ampio spazio ai borghi di San Martino e Valvasone Arzene.

La cerimonia inaugurale.

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In copertina, la sede centrale a Casarsa della Delizia: una quindicina le filiali in Fvg e Veneto.

Coronavirus in Fvg tra allerta sanitaria e crisi economica

di Gi Elle

Il Coronavirus è dunque arrivato anche in Friuli Venezia Giulia, dove per ora si conta una decina di contagi. Ma, rispetto all’emergenza sanitaria in atto, le procedure adottate stanno funzionando e producono gli effetti sperati, consentendo di isolare con tempestività i casi ritenuti sospetti, validarne l’eventuale positività e ricostruire la filiera di contatti avvenuti sul territorio per limitare la diffusione: lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che nella mattinata di ieri dalla sede della Protezione civile di Palmanova ha partecipato in videoconferenza al Comitato operativo presieduto dal commissario straordinario Angelo Borrelli. Finora dei nessuno dei casi risultati positivi ai tamponi presenta sintomi tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, ma tutti sono tenuti sotto stretta osservazione nei rispettivi domicili. Le autorità sanitarie hanno individuato e circoscritto la catena di contatti avuti dai casi positivi nei giorni scorsi e posto in isolamento preventivo anche le persone con le quali i pazienti hanno avuto rapporti più frequenti, indipendentemente dalla presenza di sintomi. I tamponi sinora effettuati sul territorio sono stati 215, le persone poste in quarantena domiciliare sono 68. E ora ecco un giro d’orizzonte su altre situazioni e problematiche, attingendo dalle informazioni Arc.

Attenzione sempre alta

Nel rispetto dell’emergenza nazionale, il Sistema sanitario regionale (Ssr) e la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia proseguono il loro lavoro adempiendo alle direttive in vigore, tenendo alta l’attenzione e monitorando la situazione. Questo il concetto espresso a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a margine della videoconferenza con il Governo dedicata all’emergenza Coronavirus. La Regione Fvg ha spiegato che restano attive tutte le misure adottate dal Ssr e dalla Protezione civile, come il servizio emergenza 112 del Nue, il numero verde, gli interventi per i Pronto soccorso, il triage e il potenziamento delle strutture per le malattie infettive.

Scuole e Università chiuse

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni. Lo stabilisce, intervenendo su Università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell’infanzia, un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento, esecutivo dalla mezzanotte, rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica

Vertice con le banche

Il governatore Fedriga e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli oggi incontreranno i rappresentanti del sistema bancario regionale, al fine di condividere alcune azioni congiunte in relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle conseguenti ricadute sul tessuto economico. La Regione intende, infatti, garantire in tempi brevi risposte concrete alle aziende penalizzate dalla difficile situazione economica derivante dall’individuazione in Italia e nel resto d’Europa di focolai di coronavirus e delle relative misure di contenimento dell’infezione. In tale contesto per la Regione è quindi fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione con il sistema bancario del Friuli Venezia Giulia, per garantire alle aziende in difficoltà il necessario supporto.  L’incontro, fissato per le ore 12, si terrà a Trieste nella sala multimediale della sede della Regione, in via dell’Orologio 1.

Aiuti alle aziende

Superamento del regime “de minimis” per sostenere gli aiuti alle aziende, quattro milioni di euro a Confidi per nuove garanzie a favore delle imprese aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. Ma anche sospensione per un anno del pagamento della quota capitale delle rate in scadenza di qualsiasi finanziamento agevolato concesso a valere sui fondi di rotazione amministrati dal Comitato di gestione del Frie ed infine attenzione agli operatori culturali affinchè possano modificare progetti già programmati. Sono questi alcuni dei principali provvedimenti che la Giunta regionale, su proposta del governatore Fedriga, ha approvato per fronteggiare l’emergenza. Le decisioni assunte andranno a modificare alcuni articoli del testo di legge Sviluppoimpresa che l’Aula sarà chiamata a discutere e approvare nella seduta di Consiglio di questa settimana. In quella sede, una volta che il provvedimento avrà ottenuto il via libera con le relative variazioni proposte dalla Giunta, le misure diventeranno immediatamente esecutive. Innanzitutto, l’Esecutivo regionale ha deciso che gli aiuti alle imprese non vengano concessi in applicazione – e con i limiti – della regola “de minimis”, superando quindi alcuni vincoli riguardanti le cifre massime concedibili alle singole aziende come regolamentato dalla legislazione europea. In secondo luogo, è stata prevista la possibilità di concedere, a valere sui Fondi di rotazione per gli interventi anticrisi a favore dei settori artigiano, manifatturiero, edile, commerciale, turistico e dei servizi, specifici finanziamenti agevolati per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine conseguenti all’emergenza in atto. I sostegni potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

Interventi per la cultura

Un’altra misura prevista dalle decisioni della Giunta, permetterà alle imprese danneggiate dalla crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica da Coronavirus che già beneficiano di finanziamenti agevolati concessi a valere sui fondi di rotazione, la sospensione del pagamento di una rata se annuale o per periodo analogo se la rata è commisurata su frazione d’anno. L’Esecutivo ha deciso poi di assegnare 4 milioni di euro ai Confidi per la concessione di garanzia alle imprese che attualmente si trovano in situazioni di difficoltà legate al coronavirus. Tale cifra va ad aggiungersi a ulteriori risorse stanziate in passato per fronteggiare le crisi creditizie e che saranno ora destinate anche a sostenere le imprese coinvolte nella crisi in corso. Infine un ulteriore provvedimento è stato adottato a favore degli operatori culturali che stanno risentendo, al pari delle imprese, dei disagi derivanti dalle limitazioni imposte per far fronte al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto. In via d’urgenza l’Esecutivo ha deciso di consentire agli operatori culturali, beneficiari di finanziamenti regionali, di modificare il programma delle attività dei progetti finanziati e di rendicontare anche le spese sostenute o da sostenere in conseguenza dalla sospensione di eventi, manifestazioni e attività per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

No a confini amministrativi

La Regione ha chiesto al Governo di prendere in considerazione il superamento dei confini amministrativi relativamente alla demarcazione delle aree interessate dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus, tenendo conto delle diverse situazioni epidemiologiche o le diverse distanze dai focolai, all’interno di una stessa regione. Evidenziando la problematica, la Regione ha fatto l’esempio della parte di territorio del Friuli Venezia Giulia più prossima alla provincia di Treviso, che rappresenta il cluster del Veneto, in cui nelle ultime ore si è registrato il maggior numero di casi. Nell’occasione la Regione, ribadendo la massima collaborazione con il Governo e il Comitato scientifico, ha anche rivolto un ringraziamento agli operatori della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e a quelli del sistema sanitario regionale per l’impegno prodotto in questo particolare momento di pressione, culminato nell’ultima settimana con la messa in atto degli adempimenti relativi all’ordinanza siglata in condivisione con il Ministero della Salute. Un provvedimento, come ha spiegato la Regione, che è servito all’intera macchina organizzativa del Friuli Venezia Giulia per preparare le strutture ad affrontare un eventuale aggravamento del fenomeno, predisponendo tutta una serie di importanti misure, come ad esempio la separazione dei flussi nei Pronto soccorso e il piano di potenziamento dei ricoveri in terapia assistita.

Massima coesione politica

Un appello a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale affinché si realizzi una coesione più ampia possibile, al fine di sensibilizzare il Governo a prendere quelle misure di carattere economico che le categorie produttive del Friuli Venezia Giulia chiedono allo scopo di affrontare la crisi causata dall’emergenza. Questo il concetto espresso a Trieste dal governatore Fedriga. Come ha sottolineato la Regione, in questo momento sarebbe controproducente per il territorio fomentare attacchi strumentali e speculazioni politiche che rischiano di penalizzare fortemente una richiesta di sostegno economico che solo il Governo può garantire. Ciò anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione regionale sta già provvedendo, al massimo delle sue possibilità, a destinare risorse e strumenti con i quali aiutare le imprese a superare le complicazioni generate dal clima di incertezza che stiamo attraversando.

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Il Comitato operativo su Coronavirus a Palmanova. (Foto Ciampalini)