Incidente motonave al largo di Grado. Fedriga: bisogna fare subito piena luce garantendo la ripresa del servizio

«È necessario intervenire subito per fare chiarezza e accertare se ci sia qualsiasi tipo di responsabilità. Bene ha fatto, in tal senso, la competente Azienda di trasporto pubblico locale di Gorizia a presentare una formale denuncia all’autorità giudiziaria per fare piena luce sulla natura del sinistro». Lo ha detto ieri il governatore Massimiliano Fedriga a commento dell’incidente occorso alla motonave Audace con a bordo 85 persone, tutte tratte in salvo dai soccorritori, al largo di Grado.
L’altra priorità in questo momento, come ha sottolineato il massimo esponente della Giunta regionale, è garantire una rapida ripresa del servizio sulla linea Grado-Trieste, al fine di creare meno disagi possibili agli utenti.
Infine, Fedriga ha voluto rivolgere un ringraziamento, a partire dalla Capitaneria di Porto e dal comandante Luciano Del Prete, a tutti coloro che si sono prodigati nei soccorsi, dimostrando competenza e professionalità. Tra questi, i Vigili del fuoco, la Protezione civile regionale, la Sores, la Sogit, la Guardia di finanza e i volontari.

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In copertina, i soccorsi alla motonave Audace in una foto dei Vigili del fuoco.

Maltempo, Riccardi sorvola il Fvg ferito: gravissimi danni da Grado e Lignano, da Trieste e Muggia a tutta la montagna

«Il sorvolo in elicottero che abbiamo svolto questa mattina ha confermato i danni ai litorali e alle coste della nostra regione, in particolare per quanto riguarda Grado, il cui arenile risulta fortemente eroso. Anche i danni in montagna sono rilevanti. La Protezione civile è attiva già da diversi giorni per mettere in sicurezza viabilità e territorio, a tutela delle comunità». Lo ha riferito ieri pomeriggio l’assessore regionale con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, appena sceso dal velivolo della Protezione civile regionale decollato dalla sede di Palmanova.
La prima area visionata è stata quella di Lignano Sabbiadoro, dove la spiaggia ha mostrato importanti segni di erosione. Dall’alto, i danni risultano più rilevanti ancora per l’arenile di Grado. Da lì il sorvolo nell’area del Monfalconese dove una grande quantità di materiale spiaggiato occupa il litorale. Confermati, poi, i danni lungo la costa nella zona di Barcola a Trieste e lungo la viabilità che conduce al confine di Stato con la Slovenia, nel territorio comunale di Muggia, in zona Punta Sottile.
«L’area montana – ha spiegato Riccardi – mostra segni rilevanti di danno. Ho incontrato il sindaco di Resia, Anna Micelli, e i referenti del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. La problematica è sempre legata alla strada di accesso alla vallata dalla parte di Resiutta: dopo i danni causati al versante sovrastante dagli incendi dello scorso anno, a ogni ondata di maltempo si ripresentano criticità per la viabilità. È chiusa la strada che dalla valle porta alla borgata di Sella Carnizza, a causa di schianti di alberi». Quindi il volo verso la Val Saisera dove, assieme al sindaco Boris Preschern, l’assessore Riccardi ha raggiunto l’omonimo rio, fortemente eroso per la piena importante dei giorni scorsi.
«Diverse le situazioni di difficoltà registrate nel Friuli Occidentale – ha aggiunto ancora l’esponente dell’Esecutivo Fedriga -. A Clauzetto ho incontrato il sindaco Giuliano Cescutti e il sindaco di Castelnovo del Friuli Juri Del Toso, con lo staff tecnico dei due Comuni. Il problema più importante è rappresentato dalla frana lungo la ex provinciale 22, per la quale siamo già intervenuti tempestivamente. Cedimenti si registrano poi nella frazione di Celante di Castelnovo del Friuli, che comunque sarà sistemata e riaperta in giornata, permettendo alle comunità di raggiungere Clauzetto in tempi brevi, evitando il transito molto più lungo attraverso Vito d’Asio. Sempre a Castelnovo è in fase di sistemazione, inoltre, la frana della borgata di Vigna, dove fortunatamente non ci sono persone e comunità isolate».
A Frisanco, l’assessore Riccardi ha incontrato il sindaco Sandro Rovedo. «La criticità in questo territorio riguarda la frana sul percorso che collega la frazione di Valdestali con la borgata di Forcella, attualmente chiusa per caduta massi. Quest’ultimo territorio, abitato in particolare d’estate e oggi da due famiglie in maniera stabile, attualmente non è raggiungibile ma i residenti si sono trasferiti altrove. Il cedimento di massi sulla sede stradale pare originato da un fronte franoso visibile a monte».
L’assessore regionale ha raccolto le preoccupazioni del primo cittadino rispetto a un traliccio che si trova a monte del cedimento: si tratta di una struttura di proprietà comunale sulla quale sono montati ripetitori per la comunicazione mobile. In caso di coinvolgimento del traliccio, si potrebbero verificare problematiche legate alla copertura telefonica mobile della Valcolvera e di Meduno. Sorvolata anche un’abitazione che si trova in testa alla frana, al momento non compromessa in alcuna parte.
«La Protezione civile regionale sta intervenendo per rimediare alle criticità principali riscontrate in Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto ancora Riccardi -. Attendiamo dai Comuni le singole conte dei danni che saranno poi portate all’evidenza del Dipartimento nazionale di Protezione civile».

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi sull’elicottero della Protezione civile Fvg.

Tempi più brevi per il ponte della Motta. Nimis: limitazioni per quello di Cergneu

di Giuseppe Longo

Si accorciano i tempi per la ricostruzione del ponte della Motta, che attraversando il Cornappo poche centinaia di metri prima che il corso d’acqua confluisca nel Torre, collega i territori comunali di Nimis e Povoletto, nella zona di Savorgnano. E’ recentissimo, infatti il decreto di concessione della Regione Fvg (sono disponibili oltre 2 milioni di euro), come ha reso noto il sindaco Gloria Bressani, in una nota in cui si mette sotto la lente proprio la sicurezza dei ponti, un problema verso il quale «l’amministrazione comunale in questi anni ha sempre prestato particolare attenzione», basti pensare all’intervento di ricostruzione del ponte di Vallemontana e al monitoraggio proprio di quello della Motta.

Gloria Bressani, sindaco di Nimis.


La nota del primo cittadino, pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Nimis, ha origine da un suo provvedimento di pochi giorni fa che riguarda la situazione del ponte di Cergneu, manufatto che «ha una grossa importanza poiché rappresenta il solo collegamento per Cergneu Superiore e le borgate di Pecolle e Nongruella. Diverse sono, inoltre, le attività economiche che operano sulla sponda sinistra del Lagna». «Nei giorni scorsi – riferisce il capo della giunta municipale – la responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, accompagnata da tecnici qualificati, ha effettuato un sopralluogo per valutare lo stato di sicurezza del ponte in seguito alla segnalazione dell’assessore Mattiuzza, e di una cittadina. Il sopralluogo ha messo in luce delle problematiche del manto stradale, dovute al sifonamento della massicciata. Si rende pertanto necessario condurre una campagna di indagini finalizzate ad individuare le cause del fenomeno e a valutare dello stato generale di salute del ponte». Per cui, in via cautelativa, sono state poste immediatamente in opera alcune misure, come l’istituzione del senso unico alternato e la limitazione della velocità a 10km/h nell’attraversamento del ponte, al fine di ridurre al massimo le vibrazioni prodotte dai mezzi che lo percorrono. Il sindaco conclude anticipando che «della situazione in essere verrà informato e coinvolto immediatamente il Dipartimento della Protezione Civile Regionale al fine di valutare di concerto i prossimi passi da percorrere».
Fari puntati, dunque, sulla sicurezza del ponte di Cergneu, mentre, come si diceva, si riducono i tempi di attesa per il rifacimento completo dello storico manufatto della Motta, struttura che ha oltre sessant’anni e che era stato realizzata quando il traffico non era così intenso, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti, anche agricoli. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le ricorrenti piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. E la più grave, come molti ricorderanno, era stata quella di fine settembre 1991, quando le acque impetuose distrussero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte, acuiti poi nei tempi più recenti, tanto che si sono dovuti adottare provvedimenti a tutela della sicurezza, negando il transito ai camion, e addirittura decidendone la chiusura in occasione di piogge abbondanti e prolungate.
Per la realizzazione della nuova opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023. Ora, dunque, c’è il decreto di concessione regionale, per cui anche i tempi burocratici ancora necessari per dare avvio all’opera, molto attesa appunto nei Comuni di Nimis e Povoletto, dovrebbero risultare notevolmente ridotti.

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In copertina e qui sopra due immagini del ponte della Motta tra Nimis e Savorgnano.

In Carnia un anno dopo “Vaia”: ritornano i taglieri solidali

Negli ultimi giorni di ottobre dello scorso anno, la tempesta “Vaia” (dal nome della manager tedesca, Vaia Jakobs) distruggeva migliaia di ettari di foreste in Friuli Venezia Giulia, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.700 ettari di bosco (oltre l’1 per cento dell’intera superficie forestale regionale), in oltre 20 Comuni della Carnia. Alla perdita diretta del bosco si è affiancato il rischio di malattie e ulteriori crolli. Per questo, partendo dall’iniziativa di solidarietà portata avanti a dicembre 2018 durante l’Asta regionale del legname di pregio, allorché il 5 per cento del valore del legname venduto fu consegnato alla Protezione Civile Regionale, anche quest’anno, la cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi, e la rete d’imprese per l’Abete bianco del Friuli, FriûlDane, hanno voluto riproporre un’analoga iniziativa.
È stata, allo scopo, messa in produzione una serie di “taglieri solidali” (di varie misure e formati) che vuole proprio rappresentare un segno concreto di solidarietà. I taglieri sono tutti realizzati in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate nel Parco delle Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale dell’Unesco, certificate Pefc per la loro gestione sostenibile. Una riflessione su questi temi, tra l’altro, sarà affrontata a Monfalcone, nella mattina di domani, nell’ambito della 10a edizione della Festa del Bosco.

«Legno Servizi e FriûlDane sono stati tra i primi ad aderire al progetto “Filiera solidale” proposto da Pefc Italia allo scopo di trattenere sul territorio nazionale il legno schiantato provando a raggiungere e coinvolgere, in questo modo, non solo le istituzioni e gli enti preposti, ma anche migliaia di famiglie, che saranno così sensibilizzate sulle filiere boschive – dice Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Confidiamo nel successo dell’iniziativa che comprenderà anche il periodo delle festività natalizie le quali potranno rappresentare, così, un’ottima occasione per utilizzare i taglieri come dono concreto. Proprio per questo, i “taglieri solidali” saranno pure presenti alla prossima edizione della Fiera “Idea Natale”».

Acquistando il tagliere ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco “schiantato” e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste regionali poiché, per ogni tagliere venduto, un euro sarà devoluto al sostegno di un progetto proposto dal Comune di Forni Avoltri, legato alla ricostituzione boschiva in funzione didattico-naturalistica. Ovviamente, oltre che all’acquisto da parte dei singoli consumatori, i taglieri vengono proposti pure, a livello nazionale, a tutta una serie di organizzazioni vicine al tema della “Filiera solidale” che desidereranno in tal modo, moltiplicare per 10, 100, 1.000, l’eco di questo “solido” sostegno. Ogni tagliere è personalizzabile per dare visibilità alla propria attività commerciale e diventare, così, un bell’oggetto da regalo per soci e clienti, ricco di significati simbolici.

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 15 mila pezzi, per 60 metri cubi di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; Cai Fvg; PrimaCassa Fvg; Fondo Dipendenti di Autovie Venete; Circolo Dipendenti Regionali; Ente Friuli nel Mondo, alcune importanti latterie e aziende vinicole del territorio e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.
Per ordini e acquisti superiori ai 40 pezzi (per singolo modello), ci si può rivolgere direttamente a: amministrazione@legnoservizi.it (cell.: 342 9307175). Per ordini inferiori ai 40 pezzi, ci si può recare direttamente presso una delle 14 “Botteghe del Mondo”, sparse per la regione.

La Filiera Solidale di Pefc Italia

A oggi si contano ben 94 adesioni di cui 28 aziende, 34 proprietari forestali e 32 organizzazioni, delle quali la maggior parte lavora a livello locale nei territori colpiti dalla tempesta; non mancano tuttavia organizzazioni che operano a livello nazionale, come FederLegnoArredo, Ausf Italia, SlowFood e SlowFish.

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In copertina, una foresta distrutta in Carnia e qui sopra i “taglieri solidali”.