Terremoto 50, la caserma Goi-Pantanali di Gemona sarà il fulcro delle celebrazioni commemorative di maggio

«La Caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli sarà il fulcro delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del Terremoto del 1976 e tra Regione, Protezione civile Fvg, Esercito italiano e tutti gli altri soggetti coinvolti, c’è totale sintonia e il massimo spirito collaborativo». Lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione di ieri mattina alla caserma Di Prampero di Udine, quartier generale della Brigata Alpina “Julia”, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione dei grandi eventi previsti per mantenere vivo il ricordo del sisma del 1976 e della successiva ricostruzione.

Riccardi e il governatore Fedriga.


«Oltre alla Santa Messa in ricordo delle vittime celebrata dal cardinale Zuppi prevista per il 3 maggio, negli spazi della Goi-Pantanali si terranno anche la seduta straordinaria del Consiglio regionale del 6 maggio e, il giorno successivo, il concerto gratuito di Andrea Bocelli dedicato alla capacità di rinascita della nostra comunità – ha confermato Riccardi -. Dalla caserma il 30 maggio partirà, inoltre, la tappa del Giro d’Italia, mentre dal 19 al 21 giugno ospiterà il Raduno Triveneto degli Alpini 2026, che vedrà la partecipazione di oltre 25mila Penne Nere. La struttura di Gemona sarà inoltre la sede della grande esercitazione internazionale della Protezione civile prevista per ottobre, che confermerà l’efficacia del “modello Friuli” nella gestione delle emergenze».
Ringraziando l’Esercito per aver messo a disposizione la caserma, l’assessore ha confermato che «si tratta di un impegno rilevante sotto il profilo organizzativo, ma la collaborazione interistituzionale è ottima e tutti sono animati da quel forte spirito di squadra, come è giusto che sia per questa importante ricorrenza». Ricordando i rilevanti stanziamenti regionali per le celebrazioni dell’anniversario del Terremoto, Riccardi ha confermato infine che agli eventi in programma sono state invitate le più alte cariche dello Stato e di certo non mancheranno esponenti del Governo.

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In copertina, il monumento che ricorda gli alpini morti sotto le macerie della caserma Goi-Pantanali di Gemona.

Terremoto del Friuli, varato dalla Regione il programma dei Cinquant’anni. Fedriga: una ferita profonda, ma è nato un “modello” riconosciuto da tutti

«Il terremoto del Friuli è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza. Non a caso oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare, ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non è solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto, ma anche per dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito il Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (1976-2026), nell’auditorium del Polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine, organizzati dalla Regione Fvg attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri, Università di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione, Fondazione per la sussidiarietà Ets, Ogs-Istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni terremotati e Sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni dichiarati disastrati. Il programma aggiornato è consultabile attraverso il banner nella home page del sito istituzionale della Regione Fvg.


È stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a delineare il percorso con «celebrazioni che non resteranno chiuse nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’Estero per raccontare un’esperienza che è diventata un modello unico al mondo. Abbiamo pensato a un anno “lungo” nel quale cercheremo di raccontare questa “storia difficile”, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo, cercando di far emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del “modello Friuli”», ha esordito l’assessore. «L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e “l’uomo dell’emergenza”, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato». «Il successo della ricostruzione è attribuito a una catena istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni», ha sottolineato il vicepresidente della Regione, ricordando «quella battaglia politica sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’. Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle priorità. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le Chiese» fu una scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la “desertificazione” delle aree colpite».
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Università, nata da «un movimento popolare positivo» per formare una classe dirigente capace di gestire la «cultura della resilienza», il riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e dell’Europa è diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo «come ci ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros». E poi la Protezione civile, «cioè lo sforzo con il quale Giuseppe Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere dopo e prima. Quindi l’attività della prevenzione, con la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’è un passaggio estremamente importante del presidente Adriano Biasutti e del presidente Antonio Comelli che verrà ricordato – ha rimarcato Riccardi -: la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà: la vera convenienza di quella scelta risiedeva nella volontà ferrea di difendere le radici profonde di questa terra».
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiterà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei Vescovi italiani, e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Università di Udine, nata appunto da un “movimento popolare positivo” per formare una classe dirigente capace di gestire la “cultura della resilienza” e la Protezione Civile con il volontariato. «Quest’anno il Consiglio regionale discuterà una legge sul volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e insostituibile», ha concluso Riccardi.


Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e la collega alle Finanze Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al sindaco di Gemona Roberto Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976: presente, inoltre, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha rimarcato di «sentire forte il lascito della lezione della ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione ed investimenti infrastrutturali». Zilli ha osservato, invece, che «le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti».
I saluti introduttivi sono stati portati dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, con interventi del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni del Terremoto Roberto Revelant e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Nel corso della cerimonia il governatore Fedriga ha premiato il vincitore del concorso promosso dalla Protezione civile regionale e aperto alle classi quarte e quinte dei Licei artistici e Istituti tecnici ad indirizzo Grafica e Comunicazione della nostra regione. Fedriga ha assegnato il riconoscimento a Davide Giroldo, della classe 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons per aver creato il miglior logo commemorativo che rappresentasse la memoria dell’evento sismico, la resilienza della comunità, il percorso di rinascita e il legame con il territorio. Fedriga ha sottolineato che «è molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra, che non vuole far vivere un ricordo di quei momenti drammatici e della ricostruzione semplicemente come un doveroso ricordo del passato, ma come una forte testimonianza nel presente. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra». Il logo vincitore – premiata con 5mila euro la classe – è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà le attività della Regione Fvg per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

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In copertina, il logo commemorativo vincitore; all’interno, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga, la premiazione del Liceo Artistico di Cordenons, presente l’assessore Riccardo Riccardi responsabile della Protezione civile Fvg, e il folto pubblico.

Tarcento, a Protezione civile Fvg (nel ricordo del terremoto di mezzo secolo fa) e Tommaso Cerno il Premio Epifania

(g.l.) La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, alla vigilia delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto, e il giornalista udinese Tommaso Cerno, da poche settimane direttore responsabile de “Il Giornale”, il famoso quotidiano fondato oltre mezzo secolo fa dal grande Indro Montanelli – ma che fino a una decina di anni fa era stato anche alla guida del “Messaggero Veneto” -, sono i titolari del Premio Epifania 2026, il “cavalierato del Friuli”, giunto alla sua 71ma edizione. «Il Premio Epifania è un omaggio all’identità friulana, alle persone che ne interpretano i valori, l’impegno, la storia – anche difficile – della nostra comunità, caratterizzata dalla capacità di andare sempre avanti con impegno e umiltà», ha affermato infatti l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, partecipando stamane, a Udine, alla presentazione dell’Epifania Friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati, appunto, anticipati i nomi dei vincitori dell’annuale, prestigioso riconoscimento.


Alla presentazione della 71ma edizione sono intervenuti anche alcuni dei componenti della commissione che aveva proprio il compito di scegliere i nuovi destinatari del Premio Epifania, tra cui il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente delle Pro Loco regionali Pietro De Marchi e quello della Pro Tarcento Nazareno Orsini, oltre a Renato D’Argenio e Amos D’Antoni, in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, e a Edy Morandini in rappresentanza del Consiglio regionale.
«Scegliere di premiare la Protezione civile regionale significa cementare la comunità friulana nel ricordo del terremoto, oltre che esaltarne la capacità di riscatto a 50 anni da una immane tragedia che ne ha segnato il passato, il presente e il futuro. Questo riconoscimento simboleggia anche la gratitudine che il popolo friulano rivolge alla Protezione civile, nata in quella circostanza, e ai tanti volontari che intervengono ogni giorno senza guardare ai rischi e ai pericoli che corrono per portare soccorso e aiuto», ha aggiunto Barbara Zilli ricordando che «il 2026 sarà un anno ricco di eventi e iniziative in memoria del cinquantesimo anniversario del terremoto in cui ci raccoglieremo nel senso di pietà per i nostri morti e testimonieremo la riconoscenza verso tutti coloro che tanto hanno fatto allora per consentire al Friuli di ripartire e di ricostruire attraverso quel modello che è ancora un esempio; tutta la Regione sarà impegnata a lasciare in eredità anche un patrimonio di studio e formazione che vada a beneficio dei giovani per un futuro fatto di conoscenza, consapevolezza e attaccamento alle proprie radici».
Riferendosi al premiato Tommaso Cerno, l’assessore Zilli ne ha richiamato «la competenza e la professionalità con cui è giunto alla direzione di una importante testata nazionale; siamo certi che nell’esercizio del suo ruolo rappresenti il grande valore del “modello Friuli”, così come si è delineato nella ricostruzione post-terremoto, interpretando al meglio le sfide che ci aspettano». Alla conferenza stampa ha partecipato anche il nuovo Vecchio Venerando, Andrea Maroè, che il 6 gennaio prossimo – raccogliendo il testimone di Giordano Marsiglio, ritiratosi per questioni d’età – sarà protagonista in occasione del “Pignarùl Grant” di Coja: sarà lui, infatti, a trarre dalla direzione del fumo della pira ardente gli auspici per l’anno nuovo. Un responso sempre molto atteso, nel rispetto di un’antica tradizione friulana.

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In copertina, il sindaco di Tarcento Mauro Steccati con l’assessore regionale Barbara Zilli; all’interno, tutti gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania a Udine.

(Foto Regione Fvg)

Tutti i sindaci Fvg oggi a Udine per il Coronavirus

Friuli Venezia Giulia in stato di allerta per l’emergenza Coronavirus. La Regione ha infattu convocato per oggi, alle 14, nell’auditorium della sede di via Sabbadini, a Udine, tutti i sindaci delle quattro ex province per condividere le misure più idonee da adottare per affrontare la preoccupante crisi sanitaria. Intanto, la Protezione civile Fvg è stata attivata dalla Presidenza della Giunta regionale e segue a stretto contatto con le altre strutture di competenza l’evoluzione della situazione al fine di garantire la massima efficacia in caso di necessità.

Chiamare il 112

In questa fase – evidenzia la Regione attraverso una nota Arc – è utile rimanere aggiornati seguendo esclusivamente le fonti informative istituzionali e attivarsi fin da subito con comportamenti adeguati alla situazione, promuovendo azioni di autoprotezione ed evitando inutili allarmismi. Pertanto, chi dovesse avvertire sintomi influenzali come febbre, raffreddore, mal di gola e tosse o avesse frequentato persone e luoghi sospetti, è invitato a chiamare il numero unico di emergenza 112: un infermiere assisterà telefonicamente e indicherà il percorso di indagine ottimale alla risoluzione del caso specifico. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare la diffusione del virus sono contenute nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il cui testo integrale è a disposizione sulla pagina Facebook ufficiale della Regione.

Misure uniformi

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura degli Atenei di Trieste e Udine, sono stati adottati altri provvedimenti di prevenzione. Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione e rinvio di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Sono queste, infatti, alcune delle misure più importanti, analoghe a quelle che saranno previste per le zone colpite dal Coronavirus, e che il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di poter adottare per il contenimento del rischio.

È quanto ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga subito dopo la videoconferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Capo Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. L’ordinanza dovrà essere firmata dal governatore e dal premier. Il presidente della Giunta era in collegamento dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova assieme al vicegovernatore con delega alla Salute e l’assessore all’Istruzione e ricerca, Riccardo Riccardi, nonché rappresentanti delle Forze armate, Ufficio scolastico regionale e del trasporto pubblico locale.
Il governatore ha posto la questione di non creare situazioni di disparità tra cittadini che vivono a pochi chilometri di distanza: la popolazione del Friuli occidentale ha infatti scambi quotidiani con il vicino Veneto ed è necessario, è stato sottolineato, che vengano adottate misure uniformi. Per cui le ordinanze della Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia verranno condivise per consentire misure omogenee.

Tra le altre misure richieste dal Friuli Venezia Giulia vi sono la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e la previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in regione da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Massima precauzione

Il Friuli Venezia Giulia – riferisce ancora l’Arc – è ad oggi l’unica Regione che sta adottando misure di massima precauzione pur non avendo ancora sul proprio territorio nemmeno un caso conclamato di persona affetta da Coronavirus. Il governatore ha rimarcato come questo sia il comportamento più tempestivo e virtuoso da affrontare in tempi di altissima mobilità delle persone e di fronte a quella che è ormai un’emergenza nazionale.

In merito alle due strutture individuate per essere attrezzate e rese disponibili qualora ci fosse la necessità di spazi per isolare persone che non possano restare in quarantena al proprio domicilio è stato spiegato che quella di Muggia, all’ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, è in attesa di autorizzazione definitiva e potrà contare su 41 posti con stanze dotate di servizi igienici, mentre quella di Tricesimo nella foresteria del Castello nei pressi del Santuario della Madonna Missionaria potrà ospitare altre eventuali 28 persone.
Canali specifici di accesso ai Pronto soccorso per chi manifesta sintomi di carattere influenzale e supporto infermieristico dalle ore 8 alle 20 al personale del Numero unico (Nue) 112 sono alcune delle altre iniziative che la Regione Fvg ha adottato da settimane.
Dall’attivazione del supporto infermieristico al personale del Numero unico avvenuto il 27 gennaio scorso le chiamate sono state in media una al giorno, ma dal 21 febbraio il numero è impennato: nella sola giornata di sabato le persone che hanno chiamato sono state 160 e di queste il 47 per cento sono state filtrate dal personale infermieristico presente nella centrale del Nue. Nella giornata di ieri, invece, le chiamate sono state 250, di cui 134 sono state filtrate.

Per informare al meglio la popolazione la Regione Fvg ha annunciato che disporrà da oggi punti stampa periodici per aggiornare quotidianamente i cittadini con la massima trasparenza.

Primi provvedimenti

Intanto, il ministro della Salute ha firmato, d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia, l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei Comuni di Vò e Mira, e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da oggi fino al 1° marzo compreso.
Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Come dicevamo, è stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.
Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Igiene indispensabile

Le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria, come ricorda la Regione Fvg, sono: lavarsi spesso le mani (a tal proposito viene raccomandato di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assiste persone malate; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il Numero unico di emergenza 112 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonché alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali. Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

Altre informazioni possono essere assunte al link https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi /informazione-coronavirus.

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In copertina, la riunione del Comitato d’emergenza regionale nella sede della Protezione civile a Palmanova. (Foto Arc Pozzetto)