Grande festa a Grado per il “Perdòn de Barbana”. Ma monsignor Nutarelli osserva: la Notte Bianca stona la vigilia del Sabo Grando, meglio anticiparla

(g.l.) «Anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera. Lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn. Festa e tradizione non devono scontrarsi. Possono camminare insieme. Ma servono ascolto, attenzione, rispetto». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado, chiude una sua breve riflessione all’indomani del “Perdòn de Barbana”, la grande festa che si è rinnovata ieri con la tradizionale processione di barche, che ha portato la statua della Madonna degli Angeli dal porto mandracchio all’isoletta in mezzo alla laguna, e la Messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli. La giornata dello storico voto cittadino – ricorda Grado salvata da un terribile morbo nel 1237 – è stata preceduta dal famoso Sabo Grando, la festa della Vigilia fatta di riti preparatori nella Basilica di Sant’Eufemia, concerto sul sagrato della Banda civica, musica e canti tradizionali. Ma quest’anno il tutto si è incrociato con la più moderna e mondana Notte Bianca, a proposito della quale il parroco ritiene opportuna qualche osservazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


«La Notte Bianca – afferma infatti don Paolo – è un’iniziativa contemporanea dove si vuole fare festa in maniera diversa. Non sono contrario alle feste, tutt’altro: la vita va celebrata, la Comunità va coltivata anche con la gioia e lo stare insieme. Ma credo sia giusto fermarsi un momento e riflettere sul quando e sul come. Scegliere il “Sabo Grando” – la vigilia del Perdòn di Barbana – per la Notte Bianca non è solo una sovrapposizione di eventi. È una scelta che, pur senza volerlo, toglie valore ad un momento che da sempre è vissuto con profondità, attesa e rispetto da tanti. Il Perdòn non è un evento “religioso” solo per i credenti: è parte della storia di Grado, è un gesto collettivo che unisce generazioni, che racconta chi siamo e da dove veniamo. Rompere il silenzio e il clima della vigilia con musica e divertimento fino a notte fonda non è solo una questione organizzativa: è una questione di rispetto. Il punto non è essere “contro”, ma cercare il giusto equilibrio. Le feste si possono spostare, le radici no. E allora, con spirito costruttivo e senza voler giudicare nessuno, sottovoce rilancio una proposta semplice: anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera». Per cui, conclude monsignor Nutarelli, «lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn».

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In copertina, la barca  ammiraglia vestita a festa che ha portato a Barbana la statua della Madonna degli Angeli.

L’Ascensione accende anche a Grado le festività post-pasquali. Il parroco invia il calendario agli operatori turistici rinnovando gli auguri di buon lavoro

(g.l.) Con l’Ascensione, che si celebra oggi, inizia il ciclo delle importanti festività mobili post-pasquali legate anche alle tradizioni di Grado. La solennità odierna sarà seguita, infatti, dalla domenica di Pentecoste dell’8 giugno (animata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia” e celebrata in lingua lingua latina, visto l’aumento delle presenze straniere) e del Corpus Domini (22), ma in mezzo ci sarà anche la ricorrenza di Sant’Antonio di Padova (13). Poi in luglio seguiranno il plurisecolare “Perdòn di Barbana” (dove il 16 giugno si terrà il pellegrinaggio notturno), con la suggestiva processione di barche, e la festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, con la Messa solenne e la tanto gettonata “Sardelada”.
E proprio in vista della “Sensa”, monsignor Paolo Nutarelli ha scritto una nuova lettera agli operatori turistici dell’Isola nella quale la stagione calda comincia a palpitare. Proprio oggi, infatti, comincia l’estate secondo il calendario meteorologico, mentre con il solstizio del 21 giugno seguirà il tradizionale avvio astronomico. L’arciprete ha inviato, pertanto, a quanti si occupano dell’ospitalità gli orari liturgici rinnovando loro
«l’augurio di un proficuo lavoro». Nel contempo, ha segnalato che sul portale chiesagrado.org è possibile trovare la brochure degli appuntamenti che la Parrocchia coordina in Basilica. Tra questi, dopo il recente concerto della Musica Medica, giovedì 5 giugno l’ensemble Dramsam con il gruppo vocale Komel – Ars Atelier proporrà brani medievali.

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Costituzione ai neo-diciottenni

E domani, 2 giugno, anche l’Isola del Sole celebrerà la Festa della Repubblica, che vedrà come suo momento culminante la consegna della Costituzione, da parte del sindaco Giuseppe Corbatto, ai cittadini neo-diciottenni. Dopo il ritrovo, alle 11, in piazza Biagio Marin (di fronte al Municipio), sarà formato un corteo che, sfilando lungo viale Dante Alighieri, raggiungerà i Giardini Marchesan, dove seguirà l’alzabandiera con il saluto delle autorità. La cerimonia sarà conclusa dal concerto della Banda civica Città di Grado.

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Monsignor Nutarelli ricorda poi la grande Festa di Avvenire che si terrà dal 27 giugno al 1° luglio. Il primo incontro, 27 giugno, vedrà come ospite don Alberto Ravagnani in dialogo con Matteo Liut, giornalista del quotidiano edito dalla Conferenza episcopale italiana, per parlare di Fede nell’era del digitale e come le sfide tecnologiche possano trasformarsi in occasioni di evangelizzazione ed incontro autentico. «Oggi più che mai – sottolinea, al riguardo, don Paolo – c’è bisogno di parole che incoraggiano, di racconti che ispirano, di messaggi che aprono strade nuove. Per le nuove generazioni, i social rappresentano un modo per costruirsi un’identità, ecco perché la Chiesa può avvicinare i giovani proprio sui social, a patto che si parli il loro linguaggio. Ed i numeri sembrano dare ragione a don Alberto con quasi 250 mila follower su Instagram».
La festa di martedì 1° luglio ospiterà, invece, il maestro Peppe Vessicchio. “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo tra lui ed il giornalista del giornale cattolico Massimiliano Castellani: presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo, per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, a ipnotizzare la platea dell’Ariston. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti. «La presenza di Avvenire a Grado, per il quarto anno consecutivo – aggiunge il parroco Nutarelli -, conferma ancora una volta l’importanza, per il quotidiano, di essere presente nella nostra Comunità coinvolgendo i fedeli in momenti che ci invitano a riflettere ed allo stesso tempo a stare insieme. La Festa di Avvenire è una collaborazione tra Promoturismo, Parrocchia ed Amministrazione comunale di Grado».

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In copertina, la Basilica patriarcale di Sant’Eufemia nel centro storico di Grado.

Grado, c’è anche il Santuario di Barbana fra gli otto “luoghi giubiliari” della Diocesi. Epifania, oggi la benedizione dei bambini e poi l’arrivo delle “Varvuole”

(g.l.) Anche il Santuario di Barbana sarà un “luogo giubilare” nell’Anno Santo appena cominciato. L’ha scelto l’arcivescovo di Gorizia assieme ad altre sette Chiese della Diocesi, tra cui la vicina Basilica patriarcale di Aquileia. Sull’odierno numero di Insieme – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale di Grado – monsignor Paolo Nutarelli informa, infatti, che «per disposizione di Papa Francesco, le Porte Sante saranno solo quelle delle quattro Basiliche papali maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e quella del carcere romano di Rebibbia. Nelle Diocesi ci saranno invece dei “luoghi giubilari”, che saranno meta di pellegrinaggio». Anche in questi luoghi sarà concessa l’Indulgenza secondo le indicazioni del Pontefice.

Il Presepe della Basilica di Grado.


A Barbana, che tutti conoscono se non altro per la tanto partecipata tradizione del “Perdòn” della prima domenica di luglio – quando la statua della Madonna degli Angeli viene accompagnata nell’isoletta con la suggestiva processione di barche – il periodo indicato da monsignor Carlo Redaelli è quello che va dal 1° maggio al 15 settembre, mentre ad Aquileia le disposizioni scattano proprio oggi, 5 gennaio, e le indulgenze saranno possibili fino al 24 dicembre, vigilia del prossimo Natale. Gli altri sei “luoghi giubilari” della Diocesi isontina sono, ovviamente, la Cattedrale di Gorizia, il Santuario della Rosa Mistica di Cormons, il Santuario della Marcelliana di Monfalconee, la Chiesa dell’Ospedale e quella di San Giusto, sempre a Gorizia, e il nuovo Cammino da Aquileia a Monte Santo.
Intanto, oggi, vigilia epifanica – in vista della solennità di domani 6 gennaio che chiuderà il lungo ciclo delle feste natalizie – bambini, ragazzi e famiglie sono attesi alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia per la tradizionale benedizione. Al termine della Messa, durante la quale sarà anche benedetta l’acqua (che poi ognuno potrà portare a casa) tutti si trasferiranno al porto mandracchio per il tanto atteso arrivo in barca delle “Varvuole”, le famose streghe del mare.
Ultimi giorni per poter ammirare anche i tanti presepi disseminati nell’Isola, dal Campo dei Patriarchi al Palazzo del Congressi di Città Giardino dove c’è anche una riproduzione, ovviamente in formato ridotto, del Presepe monumentale che i volontari gradesi hanno donato alla Città del Vaticano (dove sarà visitabile fino al 12 gennaio), allestendo in Piazza San Pietro una originale Natività ospitata all’interno di un “casòn” della Laguna, che in queste settimane ha suscitato un enorme interesse, facendosi conoscere ovunque – assieme alla stessa località di Grado – grazie ai collegamenti in Mondovisione, soprattutto in occasione della solenne apertura, a Natale, della Porta Santa e della Benedizione Urbi et Orbi. E in questi giorni dinanzi al Presepe “graisano” si è fermato in preghiera anche Papa Francesco.

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In copertina, una splendida panoramica del Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna con sullo sfondo la città di Grado.

A Grado oggi comincia la settimana del Perdòn de Barbana: si espongono i drappi mariani della tradizione che Giovanna confeziona e dona da 30 anni

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la importante e sentitissima tradizione del “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio. Oggi, infatti, comincia la settimana di preparazione al grande evento, tanto amato anche dai turisti, e vedrà la traslazione della statua della Madonna degli Angeli – quella che verrà portata nell’isoletta in mezzo alla laguna con la suggestiva processione di barche – dalla sua nicchia che si apre nella parete nord della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia al presbiterio, accanto all’altare maggiore, proprio per sottolineare il rilievo della ricorrenza mariana.

La Madonna degli Angeli.


E in vista della grande processione votiva – con la quale l’Isola vuole rinnovare la sua riconoscenza per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237 – molte famiglie esporranno sulle finestre e sui balconi delle case i caratteristici drappi della Madonna, alcuni dei quali sono delle vere e proprie opere artistiche. I drappi in gran parte sostituiscono le lenzuola bianche e le trine che si mettevano lungo il percorso dove si snoda la breve processione con la venerata effigie, cioè dalla basilica all’imbarco, e sulle case che si affacciano sul porto. Un tempo era così, ma oggi invece i drappi vengono esposti – ed è cosa bella da sottolineare – in tante abitazioni dell’isola non solo in centro e nella zona del mandracchio, ma anche all’isola della Schiusa, in Città Giardino e in Valle Goppion, a dimostrazione di quanto la ricorrenza sia sentita.
Per la gran parte, questi bellissimi drappi sono realizzati dall’artista e restauratrice Giovanna Marchetot che li confeziona gratuitamente di anno in anno da trent’anni a questa parte. «Gli ultimi ad essere “creati” – riferisce con gratitudine monsignor Paolo Nutarelli – sono i drappi della Madonna per il Ricreatorio Spes che in queste settimane ha riaperto parte degli spazi esterni: Maria è aiuto dei giovani, con chiaro riferimento a Maria Ausiliatrice, venerata da Don Bosco. Un grazie alla signora Giovanna – conclude l’arciprete – per quanto fatto in questi anni e per questo ulteriore dono!».
Al via, dunque, la settimana del Perdòn che culminerà con i riti del Sabo Grando – caratterizzato anche da un momento di genuina festa popolare soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense” – e, appunto, con la processione votiva aperta dalla Stella Maris con la statua della Vergine diretta a Barbana dopo che sarà stato pronunciato il tradizionale incitamento “In nome di Dio, avanti!”.

 

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In copertina, Giovanna Marchetot con don Paolo mostra il drappo donato al Ricreatorio Spes e dedicato a Maria protettrice dei giovani gradesi.

Grado, commosso addio a Tullio Troian uomo buono e generoso con la preghiera alla “sua” Madonna di Barbana

di Giuseppe Longo

GRADO – Sono i Portatori della Madonna di Barbana – quelli, che ogni anno accompagnano la statua della Vergine Maria con la suggestiva processione di barche allo storico Santuario della laguna – coloro che hanno voluto dedicare l’ultimo omaggio all’amico Tullio Troian. Le dolci parole della loro Preghiera hanno, infatti, concluso il rito di commiato celebrato martedì mattina per il generoso gradese, di 68 anni, trovato senza vita nelle acque di quel mare vicino a casa che tanto amava.

Tullio Troian

E questa associazione era soltanto una di quelle, numerose, che beneficiavano del suo apporto, sempre pronto ad aiutare, a dare una mano a chiunque avesse bisogno. Perché Tullio aveva d’oro quel cuore che probabilmente l’ha tradito, facendolo cadere nelle acque del molo Torpediniere. Come ha detto il figlio Manuel, con la voce rotta dalla commozione – durante un saluto e un grazie che ha voluto esprimere, anche a nome di mamma Orietta, alla folla che gremiva la Basilica di Sant’Eufemia, ma soprattutto a quanti si sono prodigati nella triste circostanza -, «papà non si tirava mai indietro, era sempre disponibile, il suo aiuto sempre pronto. Quando aveva un problema, faceva di tutto pur di risolverlo, con determinazione e tenacia, anche al costo di apparire testardo».

Monsignor Paolo Nutarelli

E la grande disponibilità verso il prossimo di Tullio Troian, la cui morte improvvisa ha scosso la comunità isolana, ma non solo – tante sono le persone che lo scomparso conosceva nella regione -, è stata sottolineata anche da monsignor Paolo Nutarelli, coadiuvato all’altare da altri due sacerdoti e da un diacono. «Questo è un momento di grande dolore per tutti, ma il suo ricordo di uomo buono e generoso deve aiutarci a superarlo», ha detto l’arciprete attingendo alle parole del Vangelo di Marco.
E proprio questo grato ricordo rimarrà indelebile nella gente di Grado, comunità che Tullio ha tanto amato e della quale sapeva moltissime cose. Troian, nelle ore lasciate libere dalla sua professione di fisioterapista, aveva infatti a lungo coltivato la passione del giornalismo e per anni aveva fatto il corrispondente dall’isola per il Messaggero Veneto – lo conobbi una trentina di anni fa, quando era attiva la redazione monfalconese -, collaborando anche con altri giornali, e per espletare questo suo impegno nel campo dell’informazione era sempre aggiornato e documentato su quanto accadeva nell’Isola, ma anche sulla sua ricca storia e sulle sue amate tradizioni. E, oltre a tutto questo, il volontariato che, nonostante i suoi problemi fisici, aveva un posto speciale nel cuore di Tullio e che lo vedeva sempre attivo e disponibile non solo fra i ricordati Portatori e i Donatori di sangue, ma anche in altre associazioni che hanno fatto dell’altruismo la propria bandiera. Un uomo buono e generoso, appunto, un esempio da imitare. Grazie Tullio!

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In copertina e qui sopra l’uscita del feretro dalla Basilica di Sant’Eufemia.