Madonna d’Aiuto, a Corno di Rosazzo restauro tra memoria e devozione: oggi un viaggio nella storia del Santuario

di Giuseppe Longo

“La statua della Madonna d’Aiuto”. Il restauro come segno di memoria e devozione” è l’affascinante tema della giornata di studio che è in programma stamane, dalle 9.30, nel teatro parrocchiale “Lino Zucco” a Corno di Rosazzo. «L’incontro – come anticipa il parroco di Santa Maria del Rosario, don Antonio Raddi – sarà occasione per conoscere più da vicino la storia e il restauro della statua della Madonna d’Aiuto, prezioso segno di fede e identità per la nostra comunità, con contributi di studiosi e professionisti del settore».


Dopo i saluti dello stesso sacerdote e dell’architetto Paolo Coretti, che provvederà alla presentazione dei relatori e al coordinamento del convegno, seguiranno gli interventi del professor Alessio Persic, docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano (Origine e vitalità del culto mariano nel territorio compreso tra Cividale e Cormons e approfondimento delle motivazioni storiche e religiose che hanno determinato le emergenze cultuali rappresentate dalla devozione e dalle chiese dedicate a San Giorgio e San Martino a Visinale, Sant’Andrea a Sant’Andrat, San Leonardo a Gramogliano, San Michele ai Casali Gallo, San Giacomo Apostolo e San Biagio a Noax); professoressa Maria Visintini, storica e studiosa del territorio e scrittrice (Storia dell’edificio (“Da chiesiola a Santuario, descrizione dei principali arredi sacri e breve illustrazione degli ex voto maggiormente significativi); monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Cultural dell’Arcidiocesi di Udine (Descrizione della statua in legno dorato della “Madonna d’Aiuto” e analisi iconografica di ciascuna delle sue componenti con riferimento anche alle immagini mariane presenti nei luoghi di culto del territorio circonvicino); dottor Domenico Ruma, restauratore beni culturali presso Laar srl (Analisi dello stato di conservazione della statua e descrizione dei possibili interventi di restauro); monsignor Loris della Pietra, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia dell’Arcidiocesi di Udine (Il culto mariano tra spazi e riti. Spunti liturgico-pastorali). Al termine seguiranno gli interventi di saluto da parte delle autorità. La ricca mattinata di studio sarà, quindi, conclusa da un momento conviviale nello stesso teatro parrocchiale.


Ricordiamo, infine, che uno degli ultimi atti di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, prima di lasciare il suo incarico al nuovo arcivescovo Riccardo Lamba, era stato il decreto di erezione a Santuario diocesano della Chiesa della Madonna d’Aiuto. Tra le varie componenti comunali che si erano attivate per l’importante riconoscimento figurava anche il Circolo Culturale Corno che si era adoperato per questo esito felice attraverso l’invio di una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco Antonio Raddi, che aveva poi avviato l’iter canonico. Corno di Rosazzo è molto legata al luogo di culto mariano che, con questo pronunciamento dell’autorità religiosa, si è affiancato ad altri importanti centri mariani dell’Arcidiocesi, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte sopra Prepotto, Monte Lussari a Tarvisio e Madonna delle Pianelle a Nimis.
Costruita in riva al torrente Corno nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino, la Chiesa – alla quale si passava sempre davanti, prima della modifica del tracciato della strada statale (oggi regionale) – fu oggetto nei secoli di viva devozione. «Dedicato al culto mariano – informa una breve nota storico-artistica -, racconta una storia di salvezza che affonda le sue radici nel XVIII secolo e che ancora oggi viene ricordata con gratitudine ed affetto. La leggenda narra che il simulacro venerato nella Chiesa, una Madonna con Bambino in legno dipinto e dorato, venne portata dal fiume Corno durante una piena. Pare che quando la statua lignea fu ritrovata sulla riva, venne portata nella Chiesa parrocchiale. Poiché il giorno successivo la statua fu nuovamente trovata sulla riva del fiume, nello stesso punto dov’era arrivata, la popolazione decise di rispettare il suo volere ed erigere il Santuario in suo onore. Un altro fatto miracoloso legato al Santuario avvenne nel 1836. In quell’anno Corno di Rosazzo venne risparmiata dall’epidemia di colera che colpì l’intera regione e che continuò a decimare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Poiché la malattia non si spinse oltre il confine della chiesetta, la comunità fece il voto di ringraziamento per la miracolosa prevenzione di Corno dal morbo. Quello stesso voto viene rispettato ancora oggi ogni anno dal 15 agosto all’8 settembre con la celebrazione detta il Perdòn». Cioè, in quel periodo che va dall’Assunzione di Maria in Cielo alla sua Natività, in pratica dalla fine all’inizio dell’anno mariano.

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In copertina, la statua della Madonna d’Aiuto; all’interno, la stessa in tutta la sua bellezza e due immagini dello storico Santuario a Corno di Rosazzo.

Dalle Valli del Natisone all’Islanda: la guida turistica delle 44 chiesette votive “gemellata” con il Paese nordico

Non poteva esserci battesimo migliore per la nuova Guida Turistica delle 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone, appena pubblicata e già protagonista di un singolare “gemellaggio” culturale: dalla Slavia Friulana è arrivata fino in Islanda, portata personalmente dal presidente della Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone, Antonio De Toni, durante una recente vacanza. «Entrando in quelle piccole chiese immerse nel paesaggio lunare islandese, ho sentito qualcosa di familiare – ha raccontato De Toni -. Lo stesso silenzio sacro, la stessa atmosfera di raccoglimento e spiritualità che si respira nelle nostre chiesette votive. È stato come riconoscere un legame invisibile. Sono felice che la nostra guida abbia così fatto il suo primo viaggio, simbolico, debuttando all’estero. Potremmo dire che la bellezza e la spiritualità delle Valli del Natisone sono pronte a parlare al mondo».

Una sorta di “gemellaggio” tra l’anima delle Valli del Natisone e quella dell’estremo nord, che rafforza la vocazione internazionale del Cammino delle 44 Chiesette Votive, che potremmo ribattezzare come la “Santiago delle Valli”. Un cammino di fede, cultura e natura lungo 184 km e articolato in 10 tappe, che attraversa nove Comuni dell’estremo Friuli orientale: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Come nel celebre cammino di Santiago di Compostela, anche lungo questo percorso è possibile per pellegrini ed escursionisti raccogliere un timbro per ogni chiesetta raggiunta, il cosiddetto “signium”, simbolo tangibile del cammino percorso e della spiritualità vissuta tappa dopo tappa.
«Questa guida da poco stampata non è solo un itinerario – aggiunge il presidente – è uno strumento per entrare in contatto con l’anima delle Valli, con la nostra storia e le nostre radici. E il fatto che sia già arrivata in Islanda vuole parlare a tutti della vocazione internazionale dei nostri territori». Il progetto nasce, proprio, con l’obiettivo di fare riscoprire un tesoro d’arte e devozione incastonato tra i borghi e le montagne della Slavia Friulana. Le chiesette votive, spesso poco conosciute al grande pubblico, conservano affreschi, sculture e architetture di altissimo valore, frutto anche dell’influsso della scuola slovena di Škofja Loka e della tradizione artistica mitteleuropea.
Ma seguire il Cammino delle Chiesette, non significa solo visitare luoghi di culto: significa immergersi nella cultura materiale e spirituale di una comunità montana, riscoprendo la fatica del lavoro contadino, l’ingegno dei terrazzamenti, i segni di una civiltà che ha saputo armonizzarsi con un territorio difficile ma generoso.

Info social: https://www.facebook.com/UfficioTuristicoVallidelNatisone

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In copertina e all’interno le chiesette islandesi visitate da Antonio De Toni.

Juniores, a Martin Gris la Fratelli Granzotto a Corno di Rosazzo al termine di un’avvincente gara con 140 ciclisti

A Corno di Rosazzo, dopo un’avvincente gara su un tracciato particolarmente “nervoso”, ha conquistato la vittoria alla 53ma Coppa Fratelli Granzotto il portacolori della Industrie Forniture Moro, Martin Gris. Dietro di lui si sono piazzati Nicola Padovan, della Gottardo Giochi Caneva, e Tommaso Marchi, della Asd Borgo Molino.
Erano 140 gli juniores iscritti alla gara provenienti dal Nord Italia, da Slovenia e Croazia e perfino dall’Australia che hanno percorso le strade delle frazioni dei Comuni di Corno di Rosazzo, Cividale, Prepotto e Dolegna del Collio con arrivo e partenza da Corno. Perfetta l’organizzazione del gs Giro Ciclistico del Friuli Venezia Giulia e della Asd Corno sezione Ciclismo favorita anche da una splendida, seppure afosa, giornata di sole. Spettacolare l’arrivo in volata nel centro del Comune collinare, in via Forum Iulii, affollato di appassionati delle due ruote com’è tradizione in questa classica delle gare per juniores che quest’anno assegnava pure la maglia di campione provinciale di Udine.

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In copertina, un’immagine della gara molto avvincente condotta su un tracciato impegnativo e “nervoso” nel Cividalese.

Fiera dei vini, a Corno di Rosazzo torna la “Coppa Granzotto” per Juniores: formazione ciclistica anche dall’Australia

A Corno di Rosazzo, nell’ambito della grande Fiera dei vini, sabato ci sarà pure una formazione australiana al via della 53ma Coppa Fratelli Granzotto, tradizionale gara ciclistica riservata agli juniores partenza alle ore 10 da via Forum Iulii.

Promossa dal Gs Giro Ciclistico del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Asd Corno sezione Ciclismo, la gara registra 140 atleti iscritti alla Fci provenienti da varie regioni italiane e con rappresentative che giungeranno anche da Slovenia, Croazia e Austria, oltre, come detto, dalla remota Oceania. La gara, che in questa edizione vedrà l’assegnazione della maglia di campione provinciale di Udine, fu vinta lo scorso anno da Stefano Sacchet del Gs Caneva. Il percorso prevede due tracciati, il primo di 17,4 km da ripetersi quattro volte, il secondo di 20 km da ripetersi due volte. I circuiti toccano varie frazioni dei Comuni di Corno di Rosazzo, Cividale, Prepotto e Dolegna del Collio, mentre l’arrivo, posto proprio a Corno, è previsto verso le ore 12.30.
La gara viene disputata ogni anno dai migliori ciclisti juniores del momento che poi passano al professionismo. Come nel caso del buiese Jonathan Milan che vinse la 47ma edizione della “Coppa Granzotto”. Particolarmente impegnativa, per quanto collaudata, l’organizzazione della corsa che fa capo al patron Giovanni Cappanera che si dice soddisfatto per la grande partecipazione di squadre registrata. Come detto, l’iniziativa sportiva va ad arricchire il già nutrito programma della Fiera regionale dei vini di Corno di Rosazzo che animerà in centro collinare nel prossimo weekend.

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In copertina e all’interno due immagini di una precedente gara a Corno di Rosazzo.

Valli del Natisone, nel Catalogo nazionale il Cammino delle 44 Chiesette votive: sarà un incentivo per lo sviluppo turistico

Nuovo importante riconoscimento per il Cammino delle 44 Chiesette votive delle Valli del Natisone che è stato incluso nel Catalogo nazionale dei cammini religiosi italiani curato dal Ministero del Turismo. Già all’inizio del 2022, il Cammino del Cividalese era stato uno dei primi ad essere registrato nel catalogo ufficiale della regione Friuli Venezia Giulia per la sua importanza storica, culturale e naturalistica.
La Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone Aps per anni ha lavorato alacremente alla definizione del percorso e, in collaborazione con studiosi ed esperti, ha tracciato e segnalato il cammino. Contemporaneamente, lo ha promosso al pubblico organizzando escursioni e realizzando materiale di comunicazione come il sito web, i video, le foto e la brochure. All’inizio del 2024, inoltre, è stata presentata la guida cartacea del Cammino, sempre promossa dalla Pro Nediske Doline, il cui presidente Antonio De Toni è l’ideatore del Cammino delle 44 Chiesette votive. La pubblicazione, con diffusione nazionale, è stata sostenuta fin da subito dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’agenzia PromoTurismoFvg, avendo apprezzato lo stile narrativo che le due autrici, Antonietta Spizzo e Tiziana Perini, hanno sviluppato in collaborazione con l’editore Ediciclo.
E ora la notizia del riconoscimento e dell’ufficialità a livello nazionale è la riprova che il progetto rientra pienamente in un’ottica di sviluppo territoriale e turistico di altissimo livello per le Valli del Natisone. La Pro Loco Nediske Doline ha sempre operato in stretta sinergia con la strategia turistica regionale e in collaborazione con i Comuni delle Valli, in primis con quello di San Pietro al Natisone, per raggiungere risultati di definizione ed esaltazione della destinazione in funzione turistica. Grazie a questo meraviglioso Cammino è, infatti, possibile promuovere sentieri, edifici sacri, borghi e tutte le attività ed i servizi presenti nelle Valli del Natisone e in Friuli Venezia Giulia.
Il Cammino delle 44 Chiesette votive è un percorso di 184 chilometri e 10 tappe. La partenza della numero 1 prende avvio da Cividale del Friuli, inoltrandosi poi nei punti più panoramici e suggestivi delle Valli del Natisone, da San Pietro al Matajur, dai prati di Tribil a Castelmonte fino a Prepotto nella Valle del Judrio, per poi rientrare nella città ducale Patrimonio Unesco. Un percorso che si può coprire in tutta la sua lunghezza in più giornate consecutive, ma che dà anche la possibilità di scegliere solo una o due tappe per un cammino giornaliero.

Per maggiori informazioni:
ProLoco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps
Ufficio informazioni e accoglienza turistica delle Valli del Natisone
Rif. Comunicazione e marketing dott.ssa Elena Roppa
segreteria@nediskedoline.it
www.vallidelnatisone.eu
+39 339.8403196/349.3241168

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In copertina, la Chiesetta di San Leonardo a Rodda di Pulfero; qui sopra, le pagine centrali dell’opuscolo.

Ciclo Juniores, una volata spettacolare a Corno di Rosazzo: Stefano Sacchet conquista la Coppa Fratelli Granzotto

Avvincente finale di gara, a Corno di Rosazzo, per la 52ma Coppa Fratelli Granzotto con una spettacolare volata che ha coinvolto una decina di ciclisti sui quali si è imposto Stefano Sacchet.
Partita da piazza Divisione Julia con 90 iscritti di formazioni giunte da tutto il Nordest e da oltre confine, con il meglio del ciclismo juniores, la corsa ha attraversato un suggestivo circuito che ha coinvolto i territori dei Comuni di Cividale, Prepotto, Dolegna del Collio e la stessa Corno di Rosazzo, con il selettivo Gran premio della Montagna a Ruttars. Un percorso ripetuto per sei volte per un totale di 109,6 chilometri che ha visto progressivamente sfoltire il plotone dei giovani ciclisti fino a giungere ad un manipolo di nove atleti giunti sul traguardo di Corno, appunto, con una bellissima volata in cui ha, appunto, avuto la meglio Stefano Sacchet della società Gottardo giochi Caneva, seguito da Filippo Cettolin, della Borgo Molino Vigna Fiorita di Ormelle, e da David Zanutta, del Team Tiepolo Udine. Da segnalare che la veneta Borgo Molino ha piazzato ben cinque atleti nei primi dieci posti.
Grande soddisfazione per la riuscita della competizione è stata espressa dal patron Giovanni Cappanera nel corso della cerimonia di premiazione a nome dei sodalizi organizzativi Asd Ciclistica Forum Iulii, Asd Corno sezione Ciclismo e Gs Giro Ciclistico Fvg, oltre che degli sponsor. La corsa era sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune collinare. Le prossime gare juniores sono in programma il 29 settembre con il Gp Valli del Natsone – Coppa Civibank e il 13 ottobre con la Coppa Sportivi Tricesimo.

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In copertina, ecco lo spettacolare arrivo in volata a Corno di Rosazzo.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

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In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.

Concerto all’alba a Castelmonte: sabato al sorgere del sole sarà protagonista l’Orchestra a plettro “Tita Marzuttini”

(g.l.) Prepotto, Comune piccolo ma grande in fatto di idee e originalità. Così dopo la bellissima e suggestiva serata sul “Ponte dello Schioppettino” assieme alle Città del vino Fvg, ecco una proposta altrettanto suggestiva e originale. Nella mistica cornice di Castelmonte si terrà, infatti, un “Concerto all’Alba” protagonista la storica Orchestra a plettro “Tita Marzuttini” di Udine: l’appuntamento è alle 6 di sabato 24 agosto in piazzetta San Francesco – magnifico il panorama che la location offre su larga parte del Friuli, a cominciare dalla sottostante Cividale, che si illumina con il sole che sorge – alla quale si potrà accedere fino alle 5.45. Il concerto, con ingresso libero, è organizzato come detto dal Comune di Prepotto d’intesa con il Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, beneficiando di fondi europei.
Ricordiamo che l’orchestra Marzuttini, fondata nel 1886, è la più antica formazione a plettro d’Europa attiva. Il programma, diretto dal maestro Luca Zuliani, spazierà dalla suggestiva e raffinata musica antica fino ai ritmi coinvolgenti di quella dei nostri giorni, passando attraverso le intramontabili melodie della canzone napoletana a cavallo tra ‘800 e ‘900.
Il concerto di sabato prossimo, che per la civica amministrazione di Mariaclara Forti sarà un vero e proprio fiore all’occhiello, segue un altro riuscitissimo appuntamento musicale che si era tenuto due anni fa ancora al cospetto del celebre Santuario mariano in occasione della indimenticabile tappa friulana del Giro d’Italia “Marano Lagunare-Castelmonte”. In quell’occasione, ma sul piazzale, si era esibita in una meravigliosa serata – con degustazione di Schioppettino di Prepotto e di Cialla – la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” di Trieste, diretta dal maestro Massimo Belli. E ora la tanto amata “Madone di Mont” debutta con un concerto all’alba: sarà di sicuro un evento di successo, anche perché le previsioni meteo di Osmer Fvg sono ottime. «Mentre il sole sorge, la bellezza di uno dei luoghi più suggestivi ed emozionanti del Friuli Venezia Giulia si fonde con la meraviglia della musica dell’orchestra a plettro “Marzuttini”», anticipa il sindaco di Prepotto lasciando intravvedere la scena che Castelmonte offrirà a quanti decideranno di fare la levataccia.

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In copertina, il concerto di due anni fa ai piedi del Santuario di Castelmonte in occasione del Giro d’Italia; qui sopra, l’orchestra a plettro “Tita Marzuttini”.

A Prepotto è appena nato il Gruppo LePre protagonisti i lettori. E nella piccola Oborza ecco le chiesette di Perini-Spizzo

(g.l.) A Prepotto si annuncia per i prossimi giorni una bella e invitante iniziativa curata dall’assessorato alla cultura espresso dalla nuova amministrazione civica guidata dalla riconfermata Mariaclara Forti. Coordinata da Barbara Pascoli, “Ospiti di gente unica nell’alta valle del Judrio” è infatti il titolo della manifestazione che si terrà sabato 27 luglio, alle 20.30, nella piazzetta della minuscola frazione di Oborza dove avverrà la presentazione del libro “Il cammino delle 44 chiesette votive” con Antonio De Toni dell’associazione Nediske Doline e le autrici Tiziana Perini e Antonietta Spizzo. A seguire, musica con la fisarmonica di Franco Qualizza e piccolo rinfresco. Inizio ore 20.30 con ingresso libero.
Barbara Pascoli informa, inoltre con grande soddisfazione, che è nato il Gruppo LePre (Lettori Prepotto, rappresentato dal simpatico logo appunto con una lepre che corre) che, ogni due mesi, leggerà un libro e ne parlerà con il suo autore in biblioteca a Prepotto: il gruppo è aperto anche ai non residenti. Una iniziativa che dimostra la grande vivacità culturale delle piccola comunità in riva al fiume Judrio che si distingue ormai da qualche anno per il bellissimo e sempre in crescita concorso letterario “I racconti dello Schioppettino”, dedicato appunto al vino più rappresentativo di questo prestigioso angolo dei Colli orientali del Friuli.

Info: barbara.pascoli@comune.prepotto.ud.it e whatsapp 340.6831928.

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In copertina, uno spettacolo nella piccolissima Oborza di Prepotto.

Sport, promozione turistica e solidarietà: ritornerà domenica la Corsa per Haiti con un migliaio di ciclisti al via a Cividale

Si correrà domenica 19 maggio, con partenza e arrivo a Cividale del Friuli, l’edizione numero 31 della Corsa per Haiti. Un evento che non è soltanto la principale “Granfondo” ciclistica disputata in regione, ma anche una manifestazione che al confronto sportivo unisce la valorizzazione turistica del territorio e la solidarietà con una delle più martoriate popolazioni della Terra: la parte più povera dell’isola di Haiti.
Dieci i Comuni interessati dalla corsa: Attimis, Faedis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano e naturalmente Cividale dove, nella ex Caserma Francescatto, verrà allestito il “Borgo Haiti”, aperto domani pomeriggio dalle 14.30 e domenica mattina dalle 6.30 per iscrizioni, ritiro numeri e pacchi gara. La partenza verrà data alle 8.30 da via Perusini (di fronte al Palazzetto dello sport), dove è previsto anche l’arrivo. Due i percorsi agonistici, il GranFondo di 142 km e il MedioFondo di 96, ai quali si aggiunge quello della Cicloturistica per Haiti, di 78 chilometri. Tre percorsi, un territorio unico – quello delle Valli del Natisone e del Torre – con salite leggendarie per gli atleti e panorami mozzafiato per tutti. Perché tutto si svolga nel migliore dei modi (meteo permettendo sono attesi un migliaio di ciclisti) con la regia della società organizzatrice, la Asd Chiarcosso Help Haiti, e la collaborazione delle Amministrazione comunali e della Protezione civile delle località interessate saranno impegnati oltre 400 volontari, 200 dei quali addetti alla sicurezza degli incroci.
L’albo d’oro della Corsa per Haiti (la prima edizione risale al 1993) è ricco di nomi prestigiosi, da Daniele Pontoni, ex campione del mondo di ciclocross e attuale plurimedagliato commissario tecnico della Nazionale off-road, fino a Federico Pozzecco, che ha messo in bacheca le ultime due edizioni.
Importante sotto il profilo tecnico, la Corsa per Haiti lo è altrettanto – se non di più – per lo spirito che anima organizzatori e partecipanti: il progetto Help Haiti, al quale sono destinati i proventi della Corsa, la raccolta delle offerte libere, le risorse messe insieme dal patron Sante Chiarcosso e dai numerosi sponsor, da amici e collaboratori. Tutto è finalizzato a portare soccorso alle persone più sfortunate che popolano l’isola caraibica, dove la OdV Pane Condiviso (presieduta da Mary Agosto, moglie di Sante Chiarcosso) ha realizzato una struttura (“Kay”, che in creolo significa casa) pensata per ospitare le “bambine di strada”, togliendole dai pericoli della efferata vita quotidiana sull’isola, rovinata da violenze, soprusi, criminalità e nessun rispetto per la vita. Un progetto che va avanti pur tra mille difficoltà: negli ultimi mesi, la situazione ad Haiti si è ulteriormente incancrenita, con bande di malviventi che spadroneggiano tanto che le autorità non riescono a controllarle.

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In copertina, ciclisti pronti al via a Cividale in una passata edizione.