Bambini senza nome, domani in tv lo special Rai girato a Trieste con in vincitori del Premio Marco Luchetta

Domani 4 gennaio, alle 9.15 su Rai 3, torna in onda “Bambini senza nome”, lo speciale televisivo prodotto dalla Rai e dedicato ai diritti dell’infanzia, realizzato con i vincitori del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Il programma sarà inoltre replicato in prima serata, alle 21.20, su Rai 3 bis.
Bambini senza nome raccoglie le testimonianze delle giornaliste e dei giornalisti premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano. Sono inchieste che hanno scandagliato le periferie del mondo e i luoghi di marginalità dove i diritti dell’infanzia sono tra quelli più calpestati. Sono il frutto del giornalismo che approfondisce temi sociali e civili, ingiustizie e drammi che rischiano di passare inosservati. Condotto dalla giornalista Rai Manuela Moreno, Bambini senza nome è stato girato nei luoghi più suggestivi di Trieste e del suo golfo, che diventano parte integrante del racconto. Questa edizione si arricchisce inoltre del contributo di Flavio Insinna che, nel ruolo di narratore, interpreta alcune poesie legate ai temi affrontati dal programma.


Lo speciale rappresenta anche un’occasione per far conoscere al grande pubblico l’attività della Fondazione Luchetta, che da oltre trent’anni lavora in aiuto e a sostegno dei bambini e dei loro diritti. La presidente Daniela Schifani Corfini Luchetta ribadirà l’impegno della Fondazione nel promuovere il Premio, riconoscimento ispirato a Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, trucidati da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e a Miran Hrovatin, colpito insieme ad Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Anche Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, diventa a sua volta una voce narrante speciale, facendo da quinta con la sua storia e la sua geografia al racconto dei vincitori e delle vincitrici del Premio. Le immagini dal mare al tramonto, quelle nella Grotta Gigante o nella Kleine Berlin, il complesso di galleria antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale sono solo alcuni degli esempi di un lavoro corale al quale hanno partecipato il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promoturismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino e l’Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale.

—^—

In copertina e all’interno due scene dello special girate in piazza Unità d’Italia e alla Kleine Berlin a Trieste.

Premio Luchetta, questa sera su RaiUno “Bambini senza nome” lo special girato nei luoghi più rappresentativi di Trieste

Uno speciale prodotto dalla Rai, condotto da Manuela Moreno e con protagonisti i vincitori e le vincitrici della 22ma edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. È “Bambini senza nome”, l’appuntamento televisivo che si rinnova anno dopo anno per tenere desta l’attenzione sui drammi che si consumano nel mondo a danno dei bambini e delle bambine. Il documentario, girato nei luoghi più rappresentativi di Trieste e del suo Golfo, andrà in onda su Rai1 oggi, 6 dicembre, in seconda serata. Questa edizione si avvarrà anche del prezioso contributo di Flavio Insinna che, nel ruolo di narratore, interpreterà alcune poesie legate ai temi trattati.
“Bambini senza nome” raccoglie le testimonianze dei giornalisti premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano. Sono inchieste che hanno scandagliato le periferie del mondo e i luoghi di marginalità dove i diritti dell’infanzia sono tra quelli più calpestati. Sono il frutto del giornalismo che approfondisce temi sociali e civili, ingiustizie e drammi che rischiano di passare inosservati.
La serata, condotta da Manuela Moreno, storica giornalista Rai e volto noto al grande pubblico, sarà inoltre opportunità preziosa per conoscere le attività della Fondazione Luchetta, che da oltre trent’anni lavora in aiuto e a sostegno dei bambini e dei loro diritti. La presidente Daniela Schifani Corfini Luchetta, moglie di Marco Luchetta, ribadirà l’impegno della Fondazione nel promuovere il Premio, riconoscimento ispirato a Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, trucidati da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e a Miran Hrovatin, colpito assieme ad Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Anche Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, diventa a sua volta una voce narrante speciale, facendo da quinta con la sua storia e la sua geografia al racconto dei vincitori e delle vincitrici del Premio. Le immagini dal mare al tramonto, quelle nella Grotta Gigante o nella Kleine Berlin, il complesso di galleria antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale sono solo alcuni degli esempi di un lavoro corale al quale hanno partecipato il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promotorismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino e l’ Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale.

Premio Luchetta, tutti i vincitori del concorso giornalistico che indaga su guerre, immigrati e miserie del mondo

Ci sono i nove figli di Alaa al-Najjar, pediatra di Khan Younis, uccisi lo scorso maggio da un missile israeliano e le persone migranti rapite a scopo estorsivo lunga la Rotta balcanica, così come i bambini-minatori nel Congo o quelli gravemente ustionati dalle sostanze utilizzate nella lavorazione del sapone nei servizi vincitori della 22ª edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Sono sette le sezioni del Premio e per ciascuna la Giuria presieduta da Marco Damilano, conduttore de “Il cavallo e la torre”, programma di approfondimento quotidiano di Rai Tre ed editorialista di “Domani”, ha votato il lavoro migliore tra le decine candidate. Ecco, pertanto, tutti i risultati:

Nella categoria TV News, il riconoscimento va a Marina Sapia, caporedattrice esteri per RAI Direzione editoriale, che per In Mezz’ora, RAI3, ha firmato “Mani nude”, indagine realizzata sotto copertura nelle miniere illegali di cobalto nella Repubblica democratica del Congo, dove bambini scavano a mani nude materiale tossico.

Per la categoria Radiofonia vince Gianluca Diana, giornalista freelance per radio e carta stampata, con grande esperienza di documentarista con audio reportage da Africa, Americhe e Medio Oriente. Con “Africana soap, i bambini della soda”, andato in onda per RSI Rete Due, racconta le gravissime ripercussioni sulla salute dei bambini che in Sierra Leone entrano in contatto con la soda caustica usata per la lavorazione del sapone.

Nella categoria Stampa italiana, Raffaella Calandra, inviata de Il Sole 24 ore e conduttrice per 15 anni su Radio24 della trasmissione d’inchiesta “Storiacce”, si aggiudica il primo posto con “Mai così tanti ragazzi in carcere. Affollati anche gli istituti per minori”, reportage, per Il Sole 24 ore, sui minori detenuti con già un pesante passato e una lunga pena da scontare.

Il premio  Rotta Balcanica va ad  Alessia Candito, redattrice di Repubblica, per cui scrive di Mediterraneo, migrazioni e frontiere geografiche e sociali. Con “I fantasmi della rotta balcanica”, pubblicato su La Repubblica, ha documentato la reale entità dei flussi migratori, spiegando come non siano diminuiti, ma abbiano invece trovato vie più nascoste e pericolose, e come i sequestri a scopo estorsivo siano diventati una nuova minaccia.

Chiara Avesani, giornalista e regista, con incarichi nei programmi RAI come Il fattore umano, Report e Presa Diretta, e Matteo Delbò, regista, direttore della fotografia e Premio David di Donatello con il cortometraggio Monna Lisa, sono i vincitori nella categoria Reportage con “Leaving Gaza”, documentario che testimonia come chi ha lasciato Gaza in realtà non abbia mai reciso il legame con la Striscia.

Nella categoria Stampa internazionale si aggiudica il premio Lorenzo Tondo, corrispondente internazionale per The Guardian, per il quale ha documentato fin dall’inizio la guerra in Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas. Con Malak A Tantesh, da Gaza, ha pubblicato su The Guardian “One afternoon in gaza, two families tragedies: the childhoods cut short story by Israeli airstrikes”, racconto degli ultimi momenti di vita di un gruppo di bambini uccisi a Gaza a poche ore di distanza e a pochi chilometri gli uni dagli altri.

Nella categoria Fotografia si aggiudica il premio lo scatto di Haitham Imad (EPA) “La guerra in prima persona”, pubblicato su Io Donna. Fotoreporter palestinese con base a Gaza, dove lavora per l’European Pressphoto Agency, si è affermato come una delle voci più autorevoli nel raccontare la crisi umanitaria, gli sfollamenti e le conseguenze del conflitto nella regione.

Alla selezione delle opere della 22ª edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta hanno lavorato Marco Damilano, presidente, Fabiana Martini segretaria di giuria, Furio Baldassi presidente Ordine dei giornalisti Fvg, Paola Barretta Associazione Carta di Roma, Carlo Bartoli presidente Ordine nazionale dei giornalisti, Fabrizio Brancoli vice direttore di NEM-Nord Est Multimedia con deleghe a eventi e cultura e il coordinamento per Il Piccolo, Matteo Bruni direttore Sala stampa Santa Sede, Esma Çakir già presidente Associazione stampa estera in Italia, corrispondente per l’agenzia stampa turca DHA, Francesco De Filippo responsabile Ansa Fvg, Cristiano Degano consigliere Ordine nazionale dei giornalisti, Igor Devetak direttore Primorski Dnevnik, Vittorio Di Trapani, presidente Federazione nazionale della stampa italiana, Fabrizio Ferragni direttore Offerta estero RAI, Ludovico Fontana giornalista RAI, promotore sezione Rotta Balcanica, Beppe Giulietti coordinatore nazionale Articolo 21, Paolo Mosanghini direttore Messaggero Veneto, Carlo Muscatello presidente Assostampa Fvg, Roberto Papetti, direttore Il Gazzettino, Elena Postelnicu presidente Associazione Stampa Estera in Italia e Paolo Roncoletta caporedattore TGR FVG.

—^—

In copertina, il bellissimo scatto di Haitham Imad premiato nella sezione Fotografia del Premio internazionale Luchetta.

Bambini chirurgici del Burlo di Trieste: sono oltre 160 i sì al “caffè buonissimo”. E stasera su Rai1 l’infanzia senza nome

Sono già oltre centosessanta gli esercizi commerciali di Trieste che hanno aderito alla campagna di solidarietà “Offri un caffè buonissimo”, ideata dall’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo assieme ad una rete di sostenitori che vede in prima fila Confcommercio e Fipe Trieste, che anche quest’anno hanno dato il loro fondamentale supporto per il coinvolgimento del tessuto commerciale cittadino. Il caffè è un elemento-simbolo per la città di Trieste, per la sua cultura e la sua storia: con la logica del “caffè sospeso”, l’iniziativa solidale crea una connessione tra una delle abitudini quotidiane più sentite dai triestini e un gesto di solidarietà. L’invito, accolto con grande generosità dagli esercenti e da tantissimi cittadini, è quello di lasciare in dono presso tutti gli esercenti aderenti il valore di un caffè per sostenere i progetti di accoglienza, sostegno, supporto e cura che Abc realizza per i piccoli pazienti che hanno bisogno di cure chirurgiche, ricoverati nel Reparto di Chirurgia dell’Ircss Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste, e le loro famiglie.
In prossimità della cassa dei negozi, bar e ristoranti aderenti sono disponibili le apposite cassettine in legno con l’immagine della campagna: un piccolo gesto, del valore di un caffè, che può fare la differenza. Quest’anno, la campagna presenta anche una novità nata per ringraziare tutti coloro che aderiscono con la loro donazione. Abc ha, infatti, introdotto il Concorso a premi “Vinci un premio buonissimo”, per partecipare basta scansionare il codice qr presente sulla cassettina di raccolta. La campagna proseguirà fino a febbraio. Tutte le info sulla pagina apposita del sito abcburlo.it

“Bambini senza nome”, lo speciale Rai dedicato ai vincitori del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, è ora disponibile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/video/2024/12/Premio-Luchetta-Bambini-senza-Nome—07122024-f854c8b9-9c71-4ae7-9ad9-1a89d35cf42e.html) e sarà replicato oggi 30 dicembre in seconda serata su Rai1 (ore 23.35). Un’occasione per scoprire le storie spesso poco conosciute e drammatiche raccontate attraverso le opere giornalistiche premiate quest’anno. Condotto da Lucia Goracci, con la regia di Ciro D’Aniello, “Bambini senza nome” celebra il coraggio e l’impegno dei reporter che operano in prima linea, accendendo i riflettori sulle tragedie che si consumano nel mondo, soprattutto a danno dei bambini, vittime innocenti di violenze e conflitti.
Giunto alla sua XXI edizione, il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta rappresenta un punto di riferimento per il giornalismo d’inchiesta, raccogliendo e condividendo da anni lavori e reportage che uniscono informazione e sensibilizzazione, facendo del giornalismo un potente antidoto all’indifferenza. Lo speciale televisivo ne racconta i vincitori e le loro opere, offrendo al pubblico uno sguardo profondo su una realtà spesso ignorata e invitando a riflettere sui temi cruciali del nostro tempo. Per info e aggiornamenti: www.premioluchetta.com – www.fondazioneluchetta.eu

—^—

In copertina e all’interno due dei negozi che hanno aderito all’iniziativa benefica.

 

Carcerazione Oleg Orlov, dispiacere a Trieste per la “Fondazione Luchetta”

La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta hanno espresso il loro «più profondo dispiacere» per la notizia, appena giunta, relativa alla condanna e carcerazione di Oleg Orlov, Premio Nobel per la Pace e cofondatore nonché copresidente dell’Ong Memorial International, vincitrice del Premio Speciale Luchetta 2022.
«Siamo addolorati e costernati davanti a questa ennesima palese violazione dei diritti umani», dichiara la presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Schifani Corfini, ribadendo quanto «siamo orgogliosi che la Fondazione abbia premiato Memorial, un’associazione che il regime di Putin vuole evidentemente mettere a tacere. La Fondazione continuerà a sostenere le persone e le associazioni che in Russia e in ogni parte del mondo operano per la libertà e la difesa dei diritti umani».

Info e contatti
premioluchetta.com
fondazioneluchetta.eu