Pandemia, fra i non vaccinati vincono il Premio Divoc i racconti di Pasqua Teora. Toccante ricordo di Francesco Benozzo

Una scrittrice bergamasca ha vinto il Premio Divoc che ricorda le durissima esperienza pandemica. A Pradamano sono avvenute, infatti, le annunciate premiazioni del concorso Divoc, giunto ormai alla terza edizione, l’unico Premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo, in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù. Lo scopo del progetto non è stato discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria.


Si è, dunque, aggiudicato il primo posto la scrittrice bergamasca Pasqua Teora con l’opera “Il diseguale dell’umano”, una raccolta  di racconti che narra gli anni turbolenti della pandemia attraverso il linguaggio poetico, riuscendo a creare immagini profonde di quel periodo ancora vivido nell’esperienza di molti, cioè di chi non è disposto a dimenticare. Secondo classificato è, invece, il messinese Giuseppe Campolo con l’opera “L’amore occulto”, che invita alla scoperta di una resistenza interiore ed una disobbedienza verso qualsiasi potere coercitivo.
Moltissime le opere segnalate. Oltre cento le persone presenti alla premiazione. Numerosi gli interventi con testimonianze in prima persona dei drammi vissuti in quegli anni difficili con parole toccanti che sono entrate nei cuori di tutti. La grande affluenza del pubblico ha dimostrato che i cittadini non vogliono dimenticare la privazione delle libertà subita negli anni della gestione sanitaria, bensì reagire alla crisi non con la paura ma con il senso della appartenenza, del rito e della comunità. Sentiti i saluti dal presidente di giuria Angelo Tonelli, deciso e lucido l’intervento di Ugo Rossi, toccante infine, l’omaggio allo scrittore Francesco Benozzo, garante letterario del Premio Divoc, già candidato al Nobel per la letteratura, recentemente venuto a mancare. Apprezzati, infine, i saluti dell’europarlamentare Sergio Berlato che ha invitato i partecipanti, ma anche le istituzioni, a non smettere di chiedere verità e giustizia.

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In copertina, Emanuele Franz con la prima classificata Pasqua Teora e la giurata Lucia De Giorgio; all’interno, il filosofo friulano con Giuseppe Campolo giunto secondo.

Non vaccinati contro il Covid-19: oggi a Pradamano i premi del concorso Divoc

Da “reclusi” a premiati: alle porte di Udine, oggi, la conclusione del concorso Divoc per i non vaccinati durante la indimenticabile pandemia scoppiata cinque anni fa. Sono in programma infatti, alle 17, a Pradamano, nella sede dell’associazione Libars, in Via Marconi 44/ b, le premiazioni del concorso stesso, giunto ormai alla terza edizione, l’unico e solo premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz, autore di clamorose proteste, e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato anche al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo: in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù.
Lo scopo del progetto, affermano gli organizzatori, non è discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria. Il concorso Divoc ha infatti una finalità filantropica laddove, a seguito del susseguirsi di decreti e regolamenti, e con l’obbligo del super “green pass”, ai non vaccinati contro il Covid-19, era stata esclusa, sistematicamente, non solo ogni vita sociale, ma, cosa ancor più grave, ogni vita culturale. In palio, oltre alla pubblicazione con Audax, anche una pregevole opera del mosaicista di fama internazionale Giulio Menossi. L’invito è aperto a simpatizzanti e a tutti gli interessati.

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In copertina, il filosofo moggese Emanuele Franz durante una sua clamorosa protesta.

“Donne!”, la rassegna letteraria si chiude sabato a Pradamano con Antonella Sbuelz

(g.l.) Ottavo e ultimo incontro culturale con la rassegna “Donne!”, viaggio nei mondi letterari di otto scrittrici friulane: l’appuntamento si terrà sabato prossimo, alle 17, nell’area festeggiamenti di Pradamano. Protagonista sarà Antonella Sbuelz con il romanzo “Il mio nome è A(n)sia”, edito da Feltrinelli. A conversare con lei sarà Stefania Nosnan, autrice di romanzi gialli, d’avventura e storici, che era stata al centro della serata del novembre scorso a Moimacco. Come è noto, la rassegna è organizzata dalle delegate per le Pari opportunità dei Comuni di Buttrio, Cividale, Moimacco, Pradamano, Premariacco, Prepotto, Remanzacco e San Giovanni al Natisone.
Si avvia, dunque, a conclusione questo festival letterario, diretto da Barbara Pascoli, che era cominciato a fine settembre con Paola Zoffi ed era proseguito con Martina Delpiccolo, la citata Stefania Nosnan, Carmen Gasparotto, Silva Ganzitti, Alessandra Zenarola e Raffaella Cargnelutti. E sabato, appunto, il gran finale con il nuovo libro di Antonella Sbuelz. Quindi, l’arrivederci alla prossima edizione, visto il successo ottenuto da quella giunta al termine.

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In copertina, la scrittrice Antonella Sbuelz che sabato conclude la rassegna letteraria.

Domani a Premariacco il libro Le spiritate di Verzegnis: la Carnia nel racconto di Raffaella Cargnelutti

Settimo appuntamento per la rassegna “Donne!”, viaggio nei mondi letterari di otto scrittrici friulane, che fa tappa alla sala Cag di Premariacco domani 9 marzo, alle 18. Attraverso la lettura di brani tratti da “Le spiritate di Verzegnis” (Mursia editore) di Raffaella Cargnelutti, l’autrice e Silva Ganzitti faranno luce su uno dei capitoli meno conosciuti e più intriganti della storia del Friuli. Fra storia e superstizione, si inoltreranno in un territorio spinoso, quello della malattia mentale, le cui suggestioni innescano reazioni a catena spesso impossibili da frenare. La rassegna è organizzata dalle delegate alle Pari opportunità dei Comuni di Buttrio, Cividale, Moimacco, Pradamano, Premariacco, Prepotto, Remanzacco e San Giovanni al Natisone.
«Verzegnis 1877. Un gruppo di fanciulle – si legge in una breve presentazione del libro di Raffaella Cargnelutti – mostra i segni di un turbamento anomalo che coinvolge corpo e spirito. Il disturbo passa da una all’altra come un morbo e il contagio non sembra fermarsi né diminuire d’intensità nelle giovani colpite. Il vecchio parroco della comunità, di recente affiancato dal giovane don Raffaele, fatica a comprendere la natura di un malessere che trasforma le fanciulle in indemoniate senza posa».

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In copertina, la scrittrice Raffaella Cargnelutti; all’interno, il suo libro.