Il Presepe di Grado lodato anche dal Papa. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari

di Giuseppe Longo

«All’ombra del grande abete, poi, il Presepe riproduce un “casone” della Laguna gradese, una di quelle case di pescatori che venivano costruite con fango e canne e dove gli abitanti delle “mote”, le piccole isolette lagunari, condividevano, durante il duro lavoro della pesca, le gioie e i dolori della vita di ogni giorno. Anche questo simbolo ci parla del Natale, in cui Dio si fa uomo per aver parte fino in fondo alla nostra povertà, venendo a costruire il suo Regno sulla terra non con mezzi potenti, ma attraverso le deboli risorse della nostra umanità, purificate e fortificate dalla sua grazia». Sono le parole che Papa Francesco ha pronunciato sabato mattina nell’Aula Paolo VI, prima dell’inaugurazione pomeridiana, vigilia dell’Immacolata, del grande Presepe che Grado ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo in Piazza San Pietro. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari, artigiani e artisti, ma anche per i loro coordinatori, Adelchi Felice Quargnali, dei Portatori della Madonna di Barbana, e Antonio Boemo, che è stato anche l’ideatore della riuscitissima iniziativa e che ha quindi visto realizzato quel sogno meraviglioso che inseguiva da anni: quello che fosse anche l’Isola d’oro fra le località scelte per dar vita, quando possibile, alla scena della nascita di Gesù sotto l’obelisco più famoso del mondo. Parole che hanno riempito di gioia e di orgoglio anche la folta delegazione arrivata a Roma dal Friuli Venezia Giulia – circa cinquecento persone! – e che era guidata dall’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli, dall’arciprete e dal sindaco di Grado, Paolo Nutarelli e Giuseppe Corbatto. Ma, come già riferito, c’erano anche, per la Regione Fvg, il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

«Circa il Presepe – ha osservato ancora il Santo Padre -, c’è un altro segno che vorrei evidenziare: i “casoni” sono circondati dall’acqua e per andarci ci vuole la “batela”, la tipica imbarcazione a fondo piatto che permette di spostarsi sui fondali bassi. E anche per giungere a Gesù ci vuole una barca: la Chiesa è la barca. Non lo si raggiunge “in solitaria” – mai –, lo si raggiunge insieme, in comunità, su quel piccolo-grande battello che Pietro continua a guidare e a bordo del quale, stringendosi un po’, c’è sempre posto per tutti. Nella Chiesa sempre c’è posto per tutti. Qualcuno può dire: “Ma per i peccatori?”. Questi sono i primi, sono i privilegiati, perché Gesù è venuto per i peccatori, per tutti noi, non per i santi. Per tutti. Non dimenticatevi questo. Tutti, tutti, tutti dentro». E una bella riproduzione della “batela” è stata donata al Vescovo di Roma dagli stessi Boemo e Quargnali.
Le parole del Pontefice sono state, dunque, il suggello di questo grande impegno che ha visto lavorare per un paio d’anni – e soprattutto in queste ultime settimane – una quarantina di volontari con tanta disponibilità ed estro creativo non comune, dando vita a un’opera che in questi giorni – ma fin dal momento in cui sabato sera sono stati accesi i riflettori – ha ottenuto unanimi apprezzamenti sia fra coloro che l’hanno ammirata di persona, sia fra le migliaia di persone che l’hanno potuta vedere attraverso i mezzi di comunicazione che hanno dato grande risalto alle realizzazioni di Grado e di Ledro, la cittadina del Trentino che ha portato nella piazza più conosciuta della Cristianità un Albero di Natale davvero gigantesco. E tantissime saranno quelle che potranno ammirare queste opere fino al 12 gennaio prossimo, in particolare durante le imminenti festività che saranno avviate la Notte di Natale dalla solenne apertura della “Porta Santa” che inaugurerà il Giubileo 2025.

«Grande onore l’attenzione
di Papa Francesco per Fvg»

«Incontrare il Santo Padre e omaggiarlo con il volume dedicato al Monte Lussari, una delle meraviglie della nostra regione, è una fortissima emozione che si accompagna all’entusiasmo per l’ormai imminente scopertura del Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Per la seconda volta nell’arco di pochi anni un Presepe realizzato in Friuli Venezia Giulia viene scelto per abbellire la più importante piazza della Cristianità in occasione delle festività natalizie: un grande onore che ripaga gli sforzi compiuti da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del magnifico Presepe dell’Isola del sole, a partire dal curatore del progetto Antonio Boemo». È quanto ha affermato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mazio Anzil, al termine dell’udienza con Papa Francesco avvenuta nell’Aula Paolo VI del Vaticano, durante la quale l’esponente della Giunta Fedriga ha omaggiato il Pontefice con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Anzil ha rimarcato che «quest’anno il Santo Padre ha dimostrato un’attenzione particolare per il Friuli Venezia Giulia: a gennaio è stata annunciata ufficialmente la sua visita a Trieste di luglio, in occasione della cinquantesima Settimana sociale dei cattolici e ora il 2024 si chiuderà con il Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Non possiamo quindi che esserne fieri e ringraziare il Pontefice a nome di tutti i cittadini della nostra regione». All’evento, che anticipava l’inaugurazione del Presepe prevista per il pomeriggio, hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile ed energia, Fabio Scoccimarro,e il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Antonio Boemo spiega a Papa Francesco come è fatto il Presepe realizzato da Grado prima di donargli una riproduzione della tipica “batela”. All’interno, il Pontefice dialoga con monsignor Nutarelli, il sindaco Corbatto e il presidente Bordin; infine, il Santo Padre durante il suo discorso e l’arciprete gradese con i generosi volontari isolani.

Qui sopra, il vicegovernatore Anzil dona il libro sul Monte Lussari al Santo Padre; l’assessore con il presidente Bordin e il collega Scoccimarro, e poi dinanzi al Presepe; la delegazione Fvg con il cardinale Alzaga, responsabile del Governatorato Vaticano.

Foto Ottica Marocco Grado
Enrico Cester
Regione Fvg

Grado si prepara alla grande festa del Ricreatorio Spes. Anche dai Portatori della Madonna di Barbana una generosa mano per i lavori di ristrutturazione

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la grande festa dedicata ai trent’anni del Ricreatorio Spes che si terrà il 20 ottobre prossimo a Città Giardino con la partecipazione dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli. Una importante giornata che ha avuto una bellissima anticipazione domenica scorsa, in occasione della ricorrenza della Madonna del Rosario. Infatti, al termine della processione per le vie del centro storico e sulla diga Nazario Sauro (dove è avvenuta anche la tradizionale “benedizione del mare”) con l’antica statua della Madonna degli Angeli, al rientro nella Basilica di Sant’Eufemia l’associazione dei Portatori della Madonna di Barbana ha consegnato a monsignor Paolo Nutarelli un’offerta proprio per lo Spes oggetto, come è noto, di importanti lavori di ristrutturazione e che saranno al centro della festa imminente.

Ma ecco un cenno al programma della stessa nella struttura voluta da monsignor Silvano Fain, quattro anni prima della scomparsa, che in questi giorni è stata tirata a lucido dall’encomiabile lavoro di oltre quaranta volontari che, come sottolinea l’arciprete, in «una mattina di lavoro non-ordinario hanno reso ancora più bello lo Spes». E ieri  era in programma un nuovo appuntamento di lavoro per completare l’opera.
La giornata di festa comincerà alle 11.30 nella vicina Chiesa di San Crisogono dove la Messa sarà presieduta da don Matteo Marega. Al termine tutti si trasferiranno allo Spes per una cerimonia alla quale, con le autorità isolane, parteciperà come detto l’arcivescovo Redaelli, che sarà poi coronata dal pranzo comunitario. La celebrazione del trentennale Spes sarà preceduta giovedì 17 ottobre da una serata all’auditorium “Biagio Marin” dove, alle 20.30, Gli Autogol proporranno “Dall’Oratorio a San Siro”, un lavoro perfettamente intonato proprio con lo spirito che anima il Ricreatorio parrocchiale. Ma altre proposte sono in calendario anche nelle giornate di venerdì e sabato, tutte in sintonia con il “clima” di grande festa con i ragazzi gradesi di domenica prossima.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli riceve l’offerta dei Portatori della Madonna di Barbana; all’interno, la processione sulla diga Nazario Sauro, con la benedizione del mare, e nel centro storico di Grado.

(Immagini di @maroccolaura
Foto Ottica Marocco Photographers since 1919)

Grado, commosso addio a Tullio Troian uomo buono e generoso con la preghiera alla “sua” Madonna di Barbana

di Giuseppe Longo

GRADO – Sono i Portatori della Madonna di Barbana – quelli, che ogni anno accompagnano la statua della Vergine Maria con la suggestiva processione di barche allo storico Santuario della laguna – coloro che hanno voluto dedicare l’ultimo omaggio all’amico Tullio Troian. Le dolci parole della loro Preghiera hanno, infatti, concluso il rito di commiato celebrato martedì mattina per il generoso gradese, di 68 anni, trovato senza vita nelle acque di quel mare vicino a casa che tanto amava.

Tullio Troian

E questa associazione era soltanto una di quelle, numerose, che beneficiavano del suo apporto, sempre pronto ad aiutare, a dare una mano a chiunque avesse bisogno. Perché Tullio aveva d’oro quel cuore che probabilmente l’ha tradito, facendolo cadere nelle acque del molo Torpediniere. Come ha detto il figlio Manuel, con la voce rotta dalla commozione – durante un saluto e un grazie che ha voluto esprimere, anche a nome di mamma Orietta, alla folla che gremiva la Basilica di Sant’Eufemia, ma soprattutto a quanti si sono prodigati nella triste circostanza -, «papà non si tirava mai indietro, era sempre disponibile, il suo aiuto sempre pronto. Quando aveva un problema, faceva di tutto pur di risolverlo, con determinazione e tenacia, anche al costo di apparire testardo».

Monsignor Paolo Nutarelli

E la grande disponibilità verso il prossimo di Tullio Troian, la cui morte improvvisa ha scosso la comunità isolana, ma non solo – tante sono le persone che lo scomparso conosceva nella regione -, è stata sottolineata anche da monsignor Paolo Nutarelli, coadiuvato all’altare da altri due sacerdoti e da un diacono. «Questo è un momento di grande dolore per tutti, ma il suo ricordo di uomo buono e generoso deve aiutarci a superarlo», ha detto l’arciprete attingendo alle parole del Vangelo di Marco.
E proprio questo grato ricordo rimarrà indelebile nella gente di Grado, comunità che Tullio ha tanto amato e della quale sapeva moltissime cose. Troian, nelle ore lasciate libere dalla sua professione di fisioterapista, aveva infatti a lungo coltivato la passione del giornalismo e per anni aveva fatto il corrispondente dall’isola per il Messaggero Veneto – lo conobbi una trentina di anni fa, quando era attiva la redazione monfalconese -, collaborando anche con altri giornali, e per espletare questo suo impegno nel campo dell’informazione era sempre aggiornato e documentato su quanto accadeva nell’Isola, ma anche sulla sua ricca storia e sulle sue amate tradizioni. E, oltre a tutto questo, il volontariato che, nonostante i suoi problemi fisici, aveva un posto speciale nel cuore di Tullio e che lo vedeva sempre attivo e disponibile non solo fra i ricordati Portatori e i Donatori di sangue, ma anche in altre associazioni che hanno fatto dell’altruismo la propria bandiera. Un uomo buono e generoso, appunto, un esempio da imitare. Grazie Tullio!

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In copertina e qui sopra l’uscita del feretro dalla Basilica di Sant’Eufemia.

A Grado una festa di colori per Sabo Grando e Perdon

di Lant Ator
Domenica 1° luglio 2018.
Campo dei Patriarchi, calli e campielli del centro storico, l’area che ricorda l’antico Castrum di Grado, vestiti a festa, pieni di colori con drappi e bandierine, per la ricorrenza del “Perdon de Barbana” che si è celebrata questa mattina con una grande partecipazione, favorita anche dalla bella giornata con temperature miti.
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cinque immagini del centro storico di Grado e della sua magica atmosfera
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foto – Lorena Turchetto

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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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La celebrazione si perpetua dal remotissimo 1237 quando l’isola fu risparmiata da una grave pestilenza:
da allora, ogni anno, i gradesi rinnovano la loro gratitudine alla Madonna con il voto che li porta in pellegrinaggio, con un suggestivo corteo di barche, nell’isoletta di Barbana ogni prima domenica di luglio.
Il copione è quello di sempre.
Dopo la messa di buon mattino nella basilica di Sant’Eufemia, la statua della Vergine Maria, già posta dalla vigilia dinanzi al presbiterio per essere venerata da tutti, viene fatta uscire dell’antica chiesa patriarcale dai Portatori della Madonna di Barbana.
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foto – Lorena Turchetto

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E dal sagrato, tra le festose note della Banda cittadina, parte il corteo aperto dall’arciprete, in abiti solenni, e dagli altri sacerdoti.
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la basilica di Sant’Eufemia

foto – Lorena Turchetto

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l’interno della basilica di Sant’Eufemia, da https://it.wikipedia.org/
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la piazzetta antistante il campanile e la basilica

foto – Lorena Turchetto
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Raggiunto il porto-mandracchio, dove ad attendere la processione c’è sempre l’arcivescovo di Gorizia, la statua della Madonna viene sistemata sull’imbarcazione ammiraglia e all’invocazione “In nome di Dio, avanti” il corteo di barche e pescherecci si muove alla volta della laguna, dove, reso omaggio alla statuina mariana posta tra le acque, e superato il ponte girevole appena rimesso a nuovo, si dirige verso l’isola di Barbana dove viene celebrata la messa solenne dal presule.

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una delle barche preparata per l’occasione con le bandiere di segnalazione
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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la laguna di Grado durante il tragitto all’isola di Barbana

foto – Lorena Turchetto
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scorcio del santuario di Barbana
foto – Lorena Turchetto
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il rosone all’interno del santuario di Barbana
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foto – Lorena Turchetto
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Anche il sindaco porta sempre il saluto della civica amministrazione.
Al termine, il corteo di barche fa il tragitto inverso, tornando nel porticciolo di Grado dove ad attendere la Madonna che “torna a casa” c’è sempre una folla molto numerosa che, con fede ed emozione – non è difficile trovare chi ha gli occhi lucidi -, saluta con un lungo applauso la statua della Vergine che viene fatta scendere dalla barca pavesata di stendardi, bandiere e ortensie, il fiore tipico del “Perdon”.
La processione, quindi, raggiunge di nuovo la basilica per l’ultimo omaggio a Maria e all’Altissimo con il Te Deum, l’antichissimo inno di ringraziamento cantato in latino nella caratteristica melodia gradese.
Un grande momento di festa, molto sentito dagli isolani, ma anche dai turisti che già frequentano numerosi l’isola e le sue belle spiagge, E che ieri sera è stato preceduto, fino a tardi, da un altrettanto sentito e vissuto momento di allegria popolare, fatto di musica e canti tradizionali: il “Sabo Grando”.
Insomma, una tradizione cui la città di Grado è ancora molto legata, irrinunciabile.
E che, proprio per questo, dà già appuntamento al prossimo anno.
Sempre la prima domenica di luglio.
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il santuario di Barbana arrivando da Grado

foto Di F.giusto – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9659053

in copertina la statua della Vergine Maria, “Madonna di Barbana”.

<N.d.R. ringraziamo la fotografa – Lorena Turchetto per le foto che ci sono state gentilmente fornite per la pubblicazione di questo articolo >